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LE MIE RIFLESSIONI SU CUBA

DI DANIEL ESTULIN
danielestulin.com

Faccio molta fatica a scrivere di Cuba perché tante cose di questo paese mi ricordano la mia gioventù in Unione Sovietica. Il modo di vivere, di relazionarsi con la gente, di comprendere il mondo capitalista, il concetto di proprietà privata. In una dedica il giorno del mio compleanno, un amico cubano mi ha scritto il seguente messaggio: “Senza voler competere con il tuo RED-BERRY, qui alcune foto e video del tuo passaggio all’Avana. Sono colpito. Ho un Blackberry di colore rosso. In occidente, tutti sappiamo che la marca si chiama BLACKBERRY, non importa se l’apparecchio è rosso, bianco o nero. Non lo scrivo qui come critica. Al contrario.

Che succederebbe qui, in Spagna, se pensassimo meno a cambiare i cellulari ogni sei mesi per un modello nuovo con più funzioni e spendessimo più in libri? Solamente il 3% degli spagnoli comprano più di 5 libri all’anno. Di questo 3% mi domando, quanto leggiamo?

Quando avevo 14 anni, avevo già letto tutte le opere di Tolstoj, Čechov, Pasternak, Gogol, Puškin, Lermontov, Duma, Dostoevskij, Turgenev… Non avevamo la televisione o meglio, l’avevamo però non funzionava mai e quando funzionava cercavo quello che parlava dietro l’apparecchio e visto che non lo trovavo, sapevo che la televisione ERA TUTTA UNA BUGIA. A 44 anni, da poco compiuti, posso spiegare il fenomeno della bugia dei mass media in maniera molto più sofisticata, però l’impronta incancellabile mi rimarrà per tutto il resto della vita.

Il mio caso non era l’unico. Tutto il paese giovane e adulto leggeva, divorava libri, divorava conoscenza. Dato che non avevamo denaro, l’unico modo per viaggiare fuori dai confini del paese, viaggiavamo attraverso i libri di Giulio Verne e Hemingway, uno dei preferiti dei miei genitori.

Questa conoscenza, da adulto, ti permette di capire il mondo in forma molto più matura, basata su qualcosa di solido e radicato.

L’ Avana vecchia

Sono stato quasi due giorni girando per l’Avana vecchia, in alcuni momenti me ne andavo da solo dove volevo, in altri di visita ufficiale accompagnato dal personale del governo e rappresentanti dell’opera di restauro della parte vecchia della città. Questa magnifica città è una futura gioia del mondo Latino. Il contrasto fra negozi mezzi vuoti e librerie piene traboccanti di libri e gente ti parla da questo ambiente che solo qualcuno che viveva in un paese comunista, affamato di conoscenza, può capire.

In Russia, ogni edizione di Tolstoj, Gogol, Turgenev era un avvenimento e uscivano con tirature di 1 milione di esemplari come minimo…e si vendevano in pochi giorni. In Spagna, un libro che vende 100,000 copie è già un BEST SELLER, LIBRO DELL’ANNO e l’autore diventa immediatamente qualcuno da tenere in conto.

Dopo aver ricevuto varie centinaia di messaggi dei cubani, ringraziandomi per aver scritto Los secretos del Club Bilderberg (I segreti del Club Bilderberg, ndt), decisi di fare un regalo al popolo cubano. Offrii gratis al governo i diritti del mio nuovo libro che uscirà in Spagna il prossimo anno. I libri europei sono proibitivi nei costi per i cubani. Quasi nessuno a Cuba potrebbe comprare un libro pubblicato qui. Con questo regalo, il governo cubano potrà pubblicare l’edizione del mio nuovo libro e raccogliere l’equivalente di un euro ( per esempio), il prezzo è molto accessibile per un cubano medio. Vari giornalisti mi hanno assicurato che un libro come il mio potrebbe arrivare a vendere in pochissimo tempo 500.000 copie. Non mi sorprenderebbe. Cuba legge i libri. 500.000 libri sono 500.000 euro per cuba. Perché lo faccio? Perché solo attraverso la conoscenza potremmo lottare contro i nostri nemici. Che succederebbe se tutti gli spagnoli si rendessero conto che la Regina Sofia di Spagna è una traditrice della nazione ?
Uno non può appartenere a Bilderberg, un organismo il cui obiettivo è FARE A PEZZI NAZIONI E CREARE L’IMPRESA MONDIALE. E se cacciassimo a calci dalla Spagna lei e suo marito? Non ci meritano.

L’Unione Sovietica s’è persa perché noi russi non eravamo preparati a confrontarci con un apparato di propaganda come sono i mezzi di comunicazione di massa occidentali e soprattutto americani. Credevamo a qualsiasi cosa, qualsiasi bugia, soprattutto se proveniva da gente con titoli ufficiali, da organismi internazionalmente riconosciuti come la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale. Ci hanno venduto fumo e ci hanno violentato. E, quando finirono di violentarci, si ammazzavano di risate, per quanto eravamo stupidi. Si, eravamo scemi. Non voglio che avvenga lo stesso con Cuba. Sarebbe una preda facile, se non fosse per il suo affanno d’apprendere.

Per me, la ricchezza di uno STATO SOVRANO è la gente. La capacità intellettuale della popolazione di far fronte ai nemici comuni. Quanto più è alto il livello dell’educazione, istruzione e la conoscenza, tanto più difficile sarà per Bilderberg o qualsiasi organismo segreto o occulto smantellare un paese.

In uno dei suoi articoli di “Riflessioni” scritti nel giornale di stato GRANMA, Fidel Castro richiamava l’attenzione su un test fatto agli studenti universitari negli Stati Uniti. I risultati non lasciano dubbi:

Domanda: Che cosa o chi è Leonardo da Vinci?

Risposta: Un virus informatico

Secondo gli studenti universitari americani, la Cecoslovacchia non è e non è mai stata un paese. La Guerra Fredda è il nome di un videogioco.

Senza lingue non possono esistere i paesi e senza il pubblico con principi, conoscenza e valori duraturi non potrà mai esistere questo cambio di paradigma che stiamo vivendo nell’attualità.

In questo senso Cuba è molto più avanzata degli Stati Uniti. Il concetto di istruzione superiore, la conoscenza su beni come il Blackberry, mette Cuba in un luogo dove si può costruire un futuro magnifico prossimamente.

Il sistema Sanitario

Il primo giorno mi portarono a un centro/ospedale per bambini di Chernobyl. Io sono stato in più di 100 paesi e non ho mai visto niente di simile.

Questo centro è stato creato alla fine degli anni ottanta, dopo quel terribile episodio del 1986. Da allora, più di 20,000 bambini sono passati da lì. Molti sarebbero morti se non fosse per i medici cubani e l’appoggio del governo. Centinaia di bambini hanno subito tre o quattro operazioni dolorose, pericolose e molto costose in qualsiasi altro paese. Migliaia di bambini hanno fatto più di una operazione. La maggior parte, secondo quello che mi hanno raccontato le loro madri in russo, sarebbero morti se non fosse per Cuba: per la gravità dei casi e per l’impossibilità fisica di pagare qualcosa del genere. Se negli USA, le operazioni possono arrivare a costare centinaia di migliaia di dollari nella maggior parte dei casi, a Cuba, paese del terzo mondo e povero economicamente ha operato questi bambini gratis a spese dello stato. Qui non c’è l’OPERAZIONE BAMBINI PATROCINATA DA MCDONALDS o da Coca Cola con i manager dell’impresa che misurano lo share del pubblico per farsi l’idea di quanto denaro guadagneranno con l’idea benefica preparata con una formula calcolata e cinica da grandi imprese di pubblicità.

Da anni, avevo sentito qualcosa a riguardo di questo centro. Qualcosa, ma non molto, perché il punto di farsi pubblicità non è il forte dei cubani, salvo nel caso chupapollas Dinio (pornodivo cubano, ndt) l’animaletto anormale da compagnia.

Fidel Castro

In verità, non sapevo cosa aspettarmi dall’incontro con Castro. Quando mi esposero l’opportunità di visitare l’isola, ovviamente domandai alla mia persona di contatto se avrei potuto incontrarmi con lui. Non mi disse né si né no. Era da intendere che esisteva una possibilità, però l’argomento rimaneva ancora aperto.

Castro mi aspettava in piedi. Mi colpì la sua altezza. È un metro e ottantotto. Stretta di mano forte. Occhi chiari. Le persone molto in là con gli anni, molte volte hanno questo sguardo vuoto, perduto, vacuo. Non è il suo caso. Il suo sguardo è forte, con uno scintillio. È svelto nella risposta. Come tutte le persone vecchie ha buona memoria a lungo termine. Cioè, non fa fatica alcuna a ricordare i fatti di più di cinquant’anni fa con esattezza e particolari minimi. Nonostante ciò, mi destò l’attenzione che le cose più recenti, come le informazioni che Castro aveva letto una settimana prima o alcuni mesi prima le ricordasse molto bene. Nella riunione, che è durata circa tre ore fra la riunione vera e propria di più di 90 minuti e la post riunione già tutti in piedi prima di andarcene, attesa e pranzo, commentavamo molto gli avvenimenti degli ultimi sei mesi, fino a un anno fa: Iran, guerra in Iraq, l’affare della droga, Russia, armi atomiche, articoli letti da lui da mesi, numeri di vittime, nomi di persone che partecipavano in negoziazioni, etc. Non conosco la malattia che quasi lo portò alla tomba più di quattro anni fa, però da allora ha recuperato più dell’ottanta per cento. Quando tornai mi chiamarono vari congressisti americani domandandomi esattamente questo: COME SI E’ RIPRESO IL COMANDANTE FIDEL?

E non perché lo vogliono vedere morto, anche se è sicuro che molti gli hanno già scavato la tomba, ma perché continuano a vedere in Fidel Castro l’unica persona capace di stimolare un appoggio per progetti molto ambiziosi come il MAWAPA, di cui ho parlato nella pagina web due settimane fa.

Ieri Castro ha sorpreso il mondo con le sue dichiarazioni riguardo al modello che dovrebbe seguire Cuba. La discussione nei mass media di tutto il mondo si incentrava nell’interpretare le sue parole. Per me, le sue parole e il loro significato non hanno segreti. Perché ciò che ha detto Castro da alcuni giorni, lui ed io lo avevamo discusso per più di trenta minuti nella riunione del 26 agosto. La trascrizione intera potete leggerla nella pagina web di Cuba Debate o nella mia pagina all’inizio di questa settimana. Parlammo molto del concetto di STATO SOVRANO, BENESSERE SOCIALE, COSTITUZIONE. In un dato momento, domandai a Castro come gli piacerebbe vedere Cuba entro 30 anni. Lo vidi veramente preoccupato per il suo paese.

In varie riunioni dopo la riunione con Castro, parlai con persone “ufficiali” e spiegai la mia forma di vedere la Cuba del futuro.

I cubani

A differenza di molti spagnoli, i cubani amano il loro paese. Sono autentici patrioti. Il giorno del mio compleanno mi portarono a un club di Jazz, il Centro Culturale Brecht (mi sembra si chiami così). Lì stava il meglio della vita culturale, artistica e intellettuale cubana. Era sabato notte. Attori, cantanti, ballerini del Balletto di Cuba, registi di cinema cubano, pittori, scrittori. Tutti cantavano. A un certo punto, qualcuno cominciò a cantare “DIVENTA PAZZO OBAMA, E VIENI A VEDERE LA HAVANA). Di colpo, 400 persone stavano cantando questo ritornello. Mi diressi a uno dei rappresentanti del governo. Gli dissi: “Guarda questo ambiente. Questa gente sta sopra gli eccessi. Vogliono amare, dipingere, creare, partecipare a una vita intellettualmente gratificante. Sono cubani e amano Cuba, però se tenti di incasellarli e restringergli i loro movimenti in questo mondo globalizzato dove la comunicazione si fa in millisecondi, li perderai. C’è da andare avanti alle riforme, non dietro. Gli dissi che Fidel Castro era la pietra angolare del paese e, finché era in vita poco o niente poteva cambiare. Però, nel giorno in cui Fidel morirà, quello stesso giorno, lo tsunami più grande che mai avete visto vi strapperà dal mare. Se l’Unione Sovietica è cambiata in due giorni, Cuba cambierebbe in millisecondi.

L’economia controllata dallo stato non ha mai funzionato in nessun paese comunista. L’ Unione Sovietica della mia giovinezza era un disastro. La gente passava la vita aspettando in fila per comprare carta igienica. Polonia, Cecoslovacchia, Germania dell’Est, Corea del Nord come caso estremo. Non si può limitare la capacità creativa né l’individualità della gente. È qualcosa che noi che viviamo in Occidente capiamo bene. Oggigiorno lo capiscono anche i russi, i polacchi, gli sloveni e i tedeschi dell’Est. La tua ricchezza dipende solo dalla tua capacità, dal lavoro, impegno, sforzo e certamente fortuna e non da un favore fatto da un burocrate che conosce un tipo dove lavora tua sorella nella fabbrica di carta igienica.

Castro è più che cosciente di ciò. Sono assolutamente sicuro. Quando commentavamo alcune di queste cose, mi ascoltava con somma attenzione. Non fingeva. Non ne aveva la necessità. È Fidel Castro.

I cubani, a differenza di molti sovietici della mia epoca, sono antiamericani. Per lo meno non sono pro americani, e nemmeno hanno la simpatia che molti in Russia avevano per gli USA negli anni 70. La grande maggioranza di loro, ADORANO FIDEL, al contrario di ciò che ci raccontano i mass media occidentali.

Però, quello che è certo, è che i cubani, come gli americani, canadesi, russi, iraniani, vogliono vivere meglio. Avere una casa migliore, poter dare ai loro figli cose che loro stessi mai hanno avuto… mantenendo lo stesso livello educativo, di salute e cura dei bambini. Queste tre cose a Cuba sono al primo posto. In questo senso, Cuba è molto più nazione sovrana del BENESSERE SOCIALE. Cosa vuol dire ciò? L’obbligo dello stato a prendersi cura dei suoi cittadini e proteggerli. Negli Usa, il nuovo piano sanitario di Obama è una copia esatta del piano Hitler T4 della Seconda Guerra Mondiale. I vecchi e gli handicappati devono scegliere tra di loro chi muore e chi vive. Non ci sono soldi per tutti. A Cuba, si prendono cura dei cittadini della Russia, Bielorussia, Ucraina, Venezuela e , certamente, se i maltrattati e i deboli degli Stati Uniti chiedessero aiuto a Cuba li curerebbero gratis.

Ripeto, Cuba non è un paradiso. Problemi economici uniti al blocco economico da parte degli Stati Uniti durante gli ultimi 50 anni, hanno fatto moltissimi danni al paese. Non esiste disoccupazione, come non c’era in nessun paese comunista, però questo fa supporre che quando cinque lavorano, trenta guadagnano anche se poco. Lunedì 30 agosto ho partecipato al consiglio economico del paese dove ho di nuovo sottolineato il successo del modello economico del DFR dopo la Grande Depressione. C’è gente qualificata d’avanzo per ricostruire le strade, edifici, ferrovie, costruire più ospedali e esportare le conoscenze mediche ai paesi vicini o, come gli ho spiegato in una riunione a un gruppo medico, fare lo stesso a Cuba che già stanno facendo in Thailandia. Cioè creare una INDUSTRIA DEL TURISMO DI SALUTE. Un forte incremento di entrate per il paese senza uguali in America Latina. Negli USA un’operazione di by-pass costa 300,000$ e due anni di attesa, in Thailandia lo fanno per 80,000$ e in due giorni. Vi ricordo che ho vissuto in Thailandia, così so quello che vi dico.

Dissidenti

Il mito popolare occidentale racconta che la dissidenza cubana ha un riscontro unanime nella popolazione e se non fosse per il dittatore Castro, Cuba intera sarebbe scesa nelle strade per appoggiare questi lottatori per la libertà. Bene, vi posso dire che è una bugia grande come una cattedrale. Primo, nemmeno UN DISSIDENTE CUBANO E’ SOLZENITSIN. La grande maggioranza di quelli che vivono a Cuba è pienamente appoggiata da organizzazioni degli Stati Uniti e da varie ONG come Human Rights Watch di George Soros, attualmente il maggiore trafficante di droga. Quelli che sono venuti in Spagna sono una vergogna intellettuale. Persino gli stessi Popolari che sono venuti ad appoggiarli, come Aznar, rapidamente si sono divincolati da loro per la paura di perdere voti o appoggio sociale. Oggigiorno, poche settimane dopo il loro arrivo in Spagna, nessuno si ricorda di loro. Qualcuno ricorda i loro nomi ?

In varie riunioni ho discusso con i dirigenti che la miglior cosa sarebbe lasciare uscire i dissidenti. Metterli in mezzo ad una piazza con cibo e acqua e dirgli: “parla anima mia, parla”. Si screditeranno da loro stessi. Il mondo è cambiato. I dissidenti sovietici come Sakharov e Solzenitsin oggi non esistono. Questo cambio di paradigma della società ha contagiato il movimento dei dissidenti. Il governo americano lo appoggia non perché crede nella loro causa, NON CREDE PER NIENTE IN LORO, ma perché è un elemento in più di destabilizzazione.

Il diritto di libertà di espressione è il diritto basico in una società Occidentale. In questo senso, la Spagna è molto più libera degli USA, dove dopo l’ 11 settembre tutti i mass media sono diventati organi di propaganda del governo. Il caso più vergognoso di tutti è quello dei nazisti della catena FOX.

Cuba, in questo senso, non è la Spagna, però nemmeno è l’Unione Sovietica della mia gioventù. Si respira un ambiente rilassato. La gente parla di tutto e possono parlare di tutto. Ovviamente, qui possiamo fare molto di più, però Cuba sta cambiando. Si nota nell’ambiente. Quando uno straniero si avvicinava a un sovietico negli anni 70, per esempio, immediatamente, venivano due agenti del Kgb per allontanare il sovietico dallo straniero. A Cuba no. Vai, parla, domanda, ti rispondono, senza mezze misure né paura. Non domandai niente a riguardo dei dissidenti, perché l’argomento è assurdo per i cubani. Domandai a diverse persone a riguardo della mancanza di efficienza in molte cose e sono d’accordo che in questo senso il paese ha bisogno di cambiare. E lo riconosce anche Castro.

Posso continuare. È stato un viaggio trepidante, perché ho potuto vedere cose nel paese che mi ricordano tanto il mio paese, quello che amo tanto, la Russia.

Sicuramente ci saranno molte domande. Prometto di rispondere a tutte le domande riguardanti l’argomento Cuba.

Daniel Estulin
Fonte: www.danielestulin.com
Link. http://www.danielestulin.com/2010/09/10/mis-reflexiones-sobre-cuba/
10.09.2010

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di ANTONIETTA BANDELLONI

Pubblicato da Davide

  • Tao

    Se qualcuna delle più importanti compagnie mondiali specializzate in sondaggi si azzardassero a realizzare un macro-survey sulla risposta degli undici milioni di cubani a una sola domanda – «Verso dove lei crede che vada il futuro del suo paese?» – sono convinto che la stragrande maggioranza darebbe una risposta demolitrice: «Guardi, non lo so». L’aspetto più drammatico di questa risposta sarebbe, naturalmente, che l’imperscrutabilità del futuro del paese racchiude anche quello di ciascuno dei suoi abitanti, incapaci di prevedere per dove andrà il proprio avvenire.

    Una cosa appare chiara in mezzo all’oscurità: la direzione del Partito comunista, del governo e dello Stato cubani non contemplano fra le loro aspettative la modifica del sistema socialista a partito unico, lo stesso che nel passato mezzo secolo resse l’Urss e le repubbliche socialiste dell’est Eruropa e che resta in vigore, nell’essenziale, in certi dei paesi comunisti asiatici, dalla Corea del nord alla Cina, per quanto con caratteristiche molto dissimili e, in generale, poco attrattive (a mio giudizio) come modelli di sviluppo e di vita per un paese come Cuba.

    Negli ultimi mesi, sui media alternativi cubani (email e blog), si è accesa una significativa polemica rispetto ai modelli con cui l’economia dell’isola potrebbe trovare un qualche sollievo monetario che l’aiutasse a uscire dalle sue molteplici crisi di effecienza e di produttività, generate dallo stesso modello in funzione da cinque decenni, dalla mancanza di controlli e dalla demotivazione generalizzata che, da vent’anni, costringe i produttori a ricevere un salario insufficente per vivere.
    Il tema più recente di dibattito è l’annunciata apertura dell’industria turistica cubana a visitatori di alto livello che, si dice, include la costruzione di 16 attracchi per yacht di lusso e di 16 campi da golf a 18 buche, e anche case e appartamenti che potranno essere acquisiti da stranieri con licenze di proprietà valide per 99 anni (secondo un decreto del 19 luglio scorso). La decisione ha scatenato i giudizi più diversi, che vanno da quello dell’ortodosso che dice che non ha preso il fucile e non ha fatto la rivoluzione per vendere la patria ai miliardari, fino a quello che, sforzandosi di essere comprensivo, ragiona che qualche campo da golfo non cambia niente se non si cambia niente… di essenziale.

    Già nella decade degli anni ’90, quando si manifestò la profonda crisi economica che invase l’isola dopo la scomparsa del socialismo dell’est, a Cuba si era aperto il business delle immobiliari a capitale misto che costruivano case e appartamenti per stranieri , anche se poco tempo dopo il suo ritmo si era rallentato fin quasi a scomparire. Ricordo, anche, di aver ascoltato la frase che non si sarebbe venduto agli stranieri neanche un centimetro della patria. Adesso, il nuovo decreto dà un impulso straordinario all’apertura agli investimenti nel settore turistico e residenziale legato ai visitatori stranieri, ciò che risulta quantomeno curioso in un paese i cui cittadini non possono legalmente vendere o comprare immobili e hanno bisogno di una quantità incalcolabile di permessi per costruirsene uno a proprie spese o per permutarlo con un altro.

    Allo stesso ritrmo sono stati introdotti cambiamenti in una serie di ambiti in cui per anni vigeva il protezionismo statale, e che vanno dalla eliminazione della vendita sussidiata di una quota mensile di sigarette per tutte le persone nate prima del ’56 (!) fino all’imposizione di tasse a quelli che ai bordi delle strade decidono di venderer i manghi e gli avocado dei propri alberi (dovranno pagare il 5% del ricavo della vendita e versare una aliquota alla previdenza sociale), gli stessi venditori clandestini (di manghi e avocado!) che, fino a oggi, erano perseguiti e multati dalla polizia.

    La necessità di trovare alternative lavorative a più di un milione di lavoratori che bisognerà eliminare dai loro posti nelle imprese statali, è fra le ragioni per cui si cerca di rivitalizzare il lavoro «por cuenta propria» e anche, a quanto sembra, le micro-imprese.

    Però appena si parla del tema appaiono le corna del toro. Chi, a Cuba, ha il capitale sufficiente ad avviare un piccolo business? Potranno farlo con il capitale inviato da familiari o soci residenti all’estero, che in questo modo mettono un piede nell’economia cubana? Come tornare a montare una struttura che fu dinamitata con la «Offensiva rivoluzionaria» del 1968 e fece di Cuba il paese socialista con più lavoratori statali e meno possibilità di muoversi come lavoratori autonomi? E gli approvvigionamenti e il mercato, o l’apparato fiscale, sanitario, di polizia che implica la riapertura di questo sistema rimasto chiuso nel paese per quattro decadi?
    Un recente reportage della tv cubana mostrava la situazione in cui si trovava un centro di raccolta di prodotti agro-pecuari vicino all’Avana, dove, per mancanza di trasporto, andavano perduti una gran quantità di banane e patate già raccolte. Il settore privato potrebbe far sì che non si producano più queste situazioni? La risposta dovrebbe essere affermativa, però in un paese in cui si possono solo comprare e vendere veicoli fabbricati perima del 1960 (!), è difficile immaginare che si riesca a organizzare una cooperativa o una piccola impresa di trasportatori privati.

    Prendendo per buono il principio che il governo non intende avviare cambiamenti politici, la sola possibilità che si apra qualche spiraglio economico implicare necessariamente una ristrutturazione tale del sistema cubano che, pur continuando a essere lo stesso, non potrà ormai più esserlo. Solo che l’immagine che proietta verso il futuro è quello di una nebulosa nella quale si distinguono soltanto delle forme imprecise.

    Leonardo Padura (Scrittore e giornalista cubano)
    Fonte: http://www.ilmanifesto.it/
    Link: http://www.ilmanifesto.it/archivi/fuoripagina/anno/2010/mese/09/articolo/3386/
    15.09.2010

     
    ©Ips-il manifesto

  • Oreste

    Anche durante gli anni 30 il Duce Benito Mussolini era adorato dalla popolazione. I treni erano puntuali, la mafia debellata, era nato un sistema nazionale di pensionamento, le ore di lavoro erano 8,le bonifiche davano ai contadini nuove terra e tutti vivevano felici e contenti.

  • Oreste

    “Ma oggi la realtà è un’altra Cuba. “Loro fanno finta di pagarci un salario e noi gli facciamo credere che lavoriamo” – dice una voce popolare in tutta l’Isola. Una farsa! Il modello dello Stato cubano ha lasciato aperte certe “valvole di scappamento” per ridurre la pressione interna: esodi di massa, mercato nero, ecc. Oggi questo popolo si libera di quello Stato poliziesco proprio come un cane che si scrolla di dosso le pulci. Come la falsa sensazione di crescente prosperità (del periodo postfranchista) è riuscita a confondere gli spagnoli, o come la condizione imperiale degli Stati Uniti ha favorito l’occultamento dei conflitti interni che colpivano la società, oggi sembra difficile avvertire la marcia silenziosa di questo popolo verso la libertà.
    Ma loro ora sono in cammino. E Cuba va avanti. ” Ramón García Guerra

    Dall’altra parte ci sono le incapacità politiche e la brutalità dei gruppi burocratici che credono che l’opposizione si combatte con la polizia e le manovre del potere. In effetti, una cosa è combattere cospirazioni e azioni violente con ogni mezzo possibile, e un’altra soffocare l’espressione pubblica delle idee, comprese quelle reazionarie, e cantare le lodi –come fanno i giornalisti cubani- dei meriti dell’unanimità d’opinione (nell’Assemblea o nei media). Ai tempi di Lenin e fino alla guerra civile, per fare solo un esempio, i partiti e i mezzi di informazione capitalisti e dell’opposizione erano legali. L’unanimità presuppone invece che qualcuno decida cosa si deve dire, cosa si deve votare, cosa si deve pubblicare. Ma né la classe operaia né la società sono omogenee né, tanto meno, possono essere unanimi.
    Senza una discussione democratica non c’è il socialismo, perché esso è il risultato dell’informazione, della maturazione e della partecipazione diretta dei lavoratori e del paese, che devono criticare, controllare, suggerire, proporre, esigere.

    Se si vuole impedire alle manovre imperialiste e controrivoluzionarie di rafforzarsi, bisogna trasformare radicalmente la vita quotidiana e migliorarla con una maggiore produzione volontaria e con più democrazia. L’economia di Cuba e il suo Stato continuano a essere capitalisti, ma cercano di rafforzare le basi del socialismo. Bisogna pertanto sotterrare i metodi controrivoluzionari imparati nel passato con la pratica e nei manuali dei burocrati che, in nome di un presunto marxismo, rinchiudevano nei manicomi i loro oppositori e oggi sono, davanti agli occhi di tutti, mafiosi e grandi capitalisti …. Guillermo Almeyra.

    Artisti e scrittori denunciano le vecchie pratiche culturali e la censura; gli economisti propongono nuove forme cooperative dando il potere al popolo; i militanti di base si appellano alla riforma per rinvigorire l’esperienza socialista; i sociologi e gli psicologi studiano la povertà e il razzismo. Per diffondere i loro lavori ricorrono al cyberspazio.
    A Cuba le numerose forme d’espressione – politica, culturale, religiosa o basata sull’identità – sono penalmente represse con arresti, pubbliche molestie, minacce poliziesche, vigilanza, controllo della residenza, restrizione dei viaggi o perdita dell’impiego.

    Nell’ottobre del 2006 solo il 2% dei cubani accedeva a internet. I due server esistenti sono della Compagnia Telefonica di Cuba. Il governo accusa l’embargo dell’ostruzione all’accesso alle nuove tecnologie. C’è bisogno di cavi per sviluppare una rete a basso costo, e i server devono usare connessioni satellitari molto care. Con la crescente popolarità di internet, nel 1996 il governo ha adottato il decreto legge “Accesso dalla Repubblica di Cuba alla rete mondiale dei computer”, che stipula che internet non deve violare i principi morali della società cubana e le leggi del paese. Risalgono al 2000 le restrizioni per la creazione di un centro di tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni. Chi vuole accedere privatamente a internet deve presentare “valide ragioni” e ottenere l’approvazione di un “comitato locale”. Una connessione illegale può condurre a cinque anni di reclusione. A Cuba ci si può connettere in due modi: uno meno caro permette l’accesso solo alla posta nazionale, l’altro consente la navigazione internazionale. Un’ora costa quanto un terzo del salario mensile medio. A chi usa parole sospette un messaggio automatico chiude la mail per ragioni di sicurezza.
    Secondo il Codice Penale chi scrive un articolo per una pagina web straniera può essere considerato un “controrivoluzionario”, punibile con vent’anni di carcere. Secondo il Codice Criminale, il governo può ordinare la detenzione prima del processo, o la vigilanza, anche se non è stato commesso nessun reato. Daniel Pinos

    tutti questi spezzoni di artivoli vengono dall’ultimo numero ri A rivista anarchica e sono stati scritti da dei cubani http://www.anarca-bolo.ch/a-rivista/

  • oldhunter

    La mia opinione conta quel che vale: poco o nulla. Ma sono stato a Cuba ed ho parlato con la gente. E posso solo confermare quello che dice Estulin. Inoltre, anch’io penso che la vera ricchezza di una nazione sia la sua gente. Il problema, per noi, è che la nazione è stata distrutta e che la gente, come entità, non esite più. Ci sono solo milioni di individui isolati e soli, litigiosi e astiosi, incapaci perfino di riunirsi per esprimere una volontà univoca, di accomunarsi per il loro stesso bene. Lo vediamo di continuo qui su CDC. Grazie America, grazie élite, grazie Bilderberg per averci reso i vostri schiavi!

  • lucamartinelli

    bravo Estulin, articolo vero e sincero. Nonostante mi ritenga una persona libera di mente e non facilmente condizionabile, ho dovuto riconoscere che sono stato vittima della propaganda come tutti. Ma ho avuto la fortuna di trovarmi a Cuba nel periodo delle elezioni politiche generali. Dico fortuna perche’ quello che ho visto non era propriamente simile a cio’ che la propaganda mi ha raccontato per decenni. A cominciare dalla nomina dei candidati al parlamento, fatta direttamente dai cittadini, quartiere per quartiere. Poi le elezioni con i seggi presidiati dai bambini delle scuole. poi la notizia che una volta all’anno i deputati devono presentarsi ai loro elettori per un rendiconto della loro attivita’ e gli elettori possono licenziarli. Se penso che nella nostra avanzata democrazia non solo non posso partecipare alla formazione delle liste ma non posso nemmeno votare il candidato….forse perche’ la nostra democrazia è troppo avanzata. Potrei continuare ma preferisco che chiunque sia interessato vada a leggersi la legge elettorale cubana e la costituzione con relativo capitolo sui poteri del loro presidente della repubblica. buona giornata.

  • Oreste

    interessante, grazie

  • VeniWeedyVici

    Stato occidentale (il migliore dei sistemi possibili): Nazifascisti a destra e neoliberisti a sinistra.

    Possibile stato cubano non monopartitico: comunisti a sinistra, socialisti a destra.

    Diventate furbi come noi, dico io! Cambiate tutto per non cambiare niente, e vedrete che tutto andra’ liscio. In fondo quella massima e’ nata su un’ isola, caratteristica che non vi manca.

    Riguardo la cultura: belle parole, suggestive, piu’ cultura e piu’ conoscenza per deliberare e non farsi fregare. Il problema e’ che la cultura e la conoscenza e’ interamente controllata dalle direttive del Bilderberg. La cui sede centrale e’ a Leiden (Zuid Holland), la citta’ che oggi in Europa vanta i migliori corsi di filologia classica del mondo occidentale. Tramandano la versione piu’ adattata della realta’. In pratica tutto cio’ che un occidentale percepisce lo fa grazie a loro, e come dicono loro.

    E poi qualcuno mi spiega perche’ nelle citta’ universitarie come Leiden e Bologna si sono diffuse le sottoculture technorave? Faceva tutto parte del piano? Non mi stupirebbe. Connect those dots!

  • lucamartinelli

    se sei interessato ad approfondire puoi cercare con Google “le pagine di cuba”. E’ il primo sito dell’elenco. Se scorri il menu’ troverai verso il fondo l’articolo sulle elezioni cubane. Concorda pienamente con cio’ che ho visto con i miei occhi. Buona lettura e cordialita’.

  • Oreste

    ha confermato anche wikipedia.

  • Diapason

    “Quando c’era lui, i treni DEPORTAVANO in orario…”

  • Ricky

    Chiunque vada a Cuba con la mente ed il cuore aperti puó confermare ció che dice Estulin. Quello che fa riflettere é che, nonostante tutto, sono pochissimi quelli che scelgono di andarci a vivere. Anche Estulin, dopo aver incontrato Castro, magnificato Sanitá Educazione ecc.. se ne é tornato in Spagna.

  • Altrove

    Piccola correzione: Grazie a tutti noi per averci resi schiavi, nessuno ci ha imposto nulla con la forza…

  • costantino

    nazisti quelli di fox news ? mah. A parte sta stupidaggine spunti interessanti sulla sanità a cuba. Però mi domando se cuba avesse 22 milioni di abitanti anzichè 11 e avesse quindi la stessa densità di popolazione dell’italia tanto per fare un esempio……

  • andyconti

    Questi ultimi due commenti sono quelli che focalizzano meglio la situazione.
    Primo: Cuba e’ un paese piccolo e quindi piu’ gestibile (per questo in Italia bisognerebbe regionalizzare).
    Secondo: il sistema cubano puo’ andare bene per i cubani (salvo verifiche) ma chi ha vissuto in un paese capitalista preferisce sperare di riformare quello piuttosto che vivere a Cuba. Se ci riuscira’ non lo so, ma certamente tutto il romanticismo cubano non potra’ mai compensare la mancanza di liberta’.

  • uzzo

    pensare questo significa essere proprio schiavi.
    felicemente schiavi

  • ulrichrudel

    Mi pare di avere letto su qualche giornale che Raul Castro volesse espellere cinquecentomila impiegati pubblici per cercare di sistemare le finanze cubane.Devo dire che la notizia mi ha sorpreso, perchè se espello tante persone dall’attività paralavorativa, in qualche modo, devo far si che questi per vivere trovino altra occupazione.
    Per assurdo è come se in Sicilia si espellesse tutto il personale pubblico in sovrappiù, rispetto ai parametri del Nord. Bisogna dare altre possibilità di lavoro,ma lavoro vero.,produttivo,non contare i sassolini della spiaggia.
    Riguardo ai nazisti della rete FOX NEW ,credo che Estulin eserciti il diritto di paradosso”come i nazisti rossi”.Sa, meglio di noi, chi è il proprietario della rete, e che non è un nazista, ma un australiano di religione ebraica .

  • Kiddo

    “Cioè creare una INDUSTRIA DEL TURISMO DI SALUTE. Un forte incremento di entrate per il paese senza uguali in America Latina. Negli USA un’operazione di by-pass costa 300,000$ e due anni di attesa, in Thailandia lo fanno per 80,000$ e in due giorni. Vi ricordo che ho vissuto in Thailandia, così so quello che vi dico.”

    Dopo il turismo sessuale, ampiamente combattuto dal governo,addirittura L’ INDUSTRIA DEL TURISMO DI SALUTE. Questa andrebbe contro il pensiero secondo cui la sanita’ gratuita è un diritto per tutti. Proporre ai cubani di lucrarci sopra a scapito di altri esseri umani provenienti dal sistema capitalista, secondo me non sarebbe eticamente accettabile ….. per i cubani eh…..

  • Kiddo

    Appunto: un nazi-sionista.

  • alvise

    Va beh, ma Castro è quel miliardario che lessi da qualche parte, o no?

  • vic

    C’e’ anche una via in mezzo al guado, fra Cuba e USA. Si tratta dell’isola di Portorico. Sebbene faccia parte del commonwealth americano, gli abitanti di Portorico hanno respinto pochi anni fa’ la proposta di diventare uno stato dell’unione vero e proprio. Ci fu un dibattito intenso ed acceso fra i due partiti pro o contro l’adesione agli USA. La spunto’ l”idea di rimanere cosi’ come sono ora. Con un rappresentante al senato senza diritto di voto, mi pare. In cambio si beccano il poligono di tiro navale-nucleari a Vjeques.

    Sarei curioso di sapere come si pongono quelli di Portorico con i Cubani, e viceversa. Il porto di San Juan, se non erro, e’ il secondo porto commerciale dopo New York. In quanto a cultura non sono secondi a Cuba, basti pensare al re del timbal Tito Puente oppure alla poetessa Julia de Burgos, purtroppo misconosciuta in Italia.

    Chissa’ che in un futuro prossimo Cuba e Portorico non trovino una strada simile, loro tipica, senza bisogno di svendersi a nessuno. Sarebbe interessante intervistare Castro sulla questione. La prossima volta, eh, Estulin!

  • vimana2

    Nello stesso film di oliver stone si parla di queste cavolate.
    Chi fa queste classifiche dei miliardari? I giornali americani.
    Come hanno fatto a calcolare il ” patrimonio ” di Castro?
    Hanno sommato gli aerei governativi, le auto governative, gli edifici in cui lui doveva e sicuramente anche al giorno di oggi deve spostarsi settimanalmente per evitare attentati….molto altro hanno aggiunto per ” calcolare ” il patrimonio ” di fidel castro…
    Castrò sfidò varie volte i media a dimostrare questo suo patrimonio….sono tutte scemenze.

  • andyconti

    Grazie dell’informazione, finora sentivo dai sudamericani stessi che i portoricani sono considerati fondamentalmente gente pigra dedita solo alla musica. A parte le banali generalizzazioni, non conoscevo questo aspetto, se hai altre informazioni da scambiare le ascoltero’ volentieri.

  • AldoVincent

    “Io sono stato a Cuba e posso testimoniare che Estulin ha ragione” scusatemi ma è la solita minchiata che sento dire da quando ho imparato a leggere. Estulin e chi è stato a Cuba, ha potuto andare in giro per l’Avana Vecchia, gli hanno fatto vedere Miramar o il Campidoglio, ma non è quella l’Avana. Oltre quel fazzoletto di paradiso da mostrare ai turisti c’è una delle capitali più estese del mondo, e i turisti non sanno nemmeno che esistono barrios insalubri… Basterebbe prendere il traghetto che parte proprio dall’Avana vecchia e dirigersi alla riva opposta, dove si vede quel grande Cristo bianco. Si vedrebbero realtà inenarrabili…
    Io ci ho lavorato in un ministero a Cuba, ogni mese file interminabili alla polizia, non c’è il permesso di affittare una casa, ma si può affittare un locale in un appartamento di gente iscritta al partito con la proibizione di chiudersi a chiave. E il padrone di casa può venire durante la tua assenza a controllare che tutto sia secondo i loro canoni. Ti seguono per strada, ti controllano, ti arrestano. Ti viene addosso una paura e tu nemmeno sai di cosa hai paura, è la paura e basta.

    Questo è il regime comunista, militare, repressivo, stupido, volgare. Poi ci sono i cubani, un popolo fiero e nobile che piuttosto che cedere un metro agli americani si farebbe squartare!

    Un ultimo cenno sul Comandante: Fidel sa che la storia lo assolverà e si comporta come Madre Teresa, convinta che dipo la morte sarebbe diventata santa. Fidel crede nella sua Rivoluzione e ha vissuto una vita ascetica. Se non fosse così, la gente in tutti questi anni non lo amerebbe visceralmente come lo ama.

  • AldoVincent

    Questo articolo mi ricorda quando Diliberto andava a Cuba, beveva Daiquiri al tROPICANA, dormiva in ambasciata e poi scriveva su liberazione: A Cuba non ci sono dissidenti imprigionati perche’ io non li ho visti.

    Io invece ho visitato famiglie di dissidenti imprigionati, ho visto le manifestazioni delle dame bianche, ho intervistato uno un po’ rincitrullito perchè dentro il manicomio dove si trovava gli avevano praticato più volte l’elettrochoc, e diceva che era una pratica usuale da quelle parti…

    Io tenevo un diario clandestino e lo mandavo on line approfittando delle mie ore di internet che mi venivano date dal ministero (80 mensili)
    http://www.giornalismi.info/aldovincent
    e poi cercate Cuba
    se c’è ancora qualcosa….

    cià

    ALDO VINCENT

  • alvise

    Secondo Estulin, io dovrei recitare il Mea Culpa.Sì, perchè la sua personale descrizione di Soros me lo fa apparire un angelo di Dio, mentre io pensavo fosse il demonio.E si, perchè adesso mi viene il dubbio che l’operazione attuata da questo angelo, nel 92′ con la sterlina, facendola svalutare paurosamente, e quello che successe a bordo del britannia nello stesso anno, sono tutte menzogne messe in giro chissà da chi.Meno che Estulin c’è.

  • alvise

    va beh non ti incazzare, avevo solo posto un interrogativo.E poi la vera verità non ce l’hai tu come non ce l’hanno gli americani.Ed anche se ce l’avesse sto tesoro pensi di scoprirlo tu?Secondo me proprio “miscio” non è….