Le assurdità sui vaccini Covid

P. Jerome
off-guardian.org

I tentativi per far sì che ad ogni Americano venga iniettato un vaccino sperimentale per la Covid-19 si basano sulla falsa nozione che la vaccinazione proteggerà i destinatari dall’essere infettati dal SARS-Cov-2, il virus che causa la Covid-19, o li proteggerà dal trasmettere l’infezione ad altre persone.

La FDA, il CDC, il NIH e le aziende farmaceutiche coinvolte hanno tutti inequivocabilmente dichiarato che non esistono prove a sostegno di questa tesi.

Nessuno dei tre vaccini sperimentali per la Covid-19 ora in distribuzione negli Stati Uniti ha dimostrato di proteggere dall’infezione o dalla trasmissione del virus che si ritiene causi la Covid-19 (SARS-CoV-2) e nemmeno di prevenire lo sviluppo dei sintomi della malattia Covid-19.

Questo fatto è indiscutibile, eppure i media, gli operatori sanitari e i politici continuano a ripetere la bugia che la vaccinazione fornisce “l’immunità al Covid” e persino fonti come la Mayo Clinic fanno affermazioni irresponsabili e infondate sul fatto che la vaccinazione “potrebbe impedire di contagiarsi” o di “diffondere” la Covid-19. Queste stesse menzogne sono alla base della forte pressione del presidente Biden per la vaccinazione di massa, in modo da “rendere questo giorno dell’indipendenza veramente speciale.”

Il 27 febbraio 2021, la Food and Drug Administration (FDA) ha annunciato di aver “rilasciato un’autorizzazione all’uso di emergenza (EUA) per il terzo vaccino per la prevenzione della malattia da coronavirus 2019 (COVID-19)“, il vaccino Janssen (Johnson&Johnson) Covid-19.

Questo annuncio è praticamente identico alle EUA precedentemente rilasciate per i vaccini Covid-19 prodotti da Pfizer-Biontech e Moderna.

In ciascuna delle EUA, la FDA è stata attenta a non affermare in modo esplicito che i vaccini forniscono protezione contro l’infezione o la trasmissione del virus. Allo stesso modo, i Centers for Disease Control (CDC), l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e i National Institutes of Health (NIH) hanno dichiarato pubblicamente che i vaccini NON hanno dimostrato di prevenire l’infezione o la trasmissione.

Tutti i loro documenti normativi e i commenti che affrontano la questione affermano chiaramente che non ci sono prove che i vaccini influenzino l’infezione o la trasmissione del virus, né che impediscano la comparsa dei sintomi della Covid-19.

La posizione del governo degli Stati Uniti

Il documento informativo della FDA che analizza i dati degli studi clinici per il vaccino Pfizer, rilasciato il giorno prima dell’emissione da parte della stessa FDA di un EUA per quel vaccino, riporta (a pagina 47):

I dati per valutare l’effetto del vaccino contro l’infezione asintomatica sono limitati

E:

I dati per valutare l’effetto del vaccino nell’impedire la trasmissione del SARS-CoV-2 [virus] da individui infetti nonostante la vaccinazione sono limitati.

Il documento informativo della FDA sul vaccino Moderna  dichiara la stessa cosa, anche se descrive il progetto di un futuro studio clinico per misurare la prevenzione delle infezioni, che però non sarà completato prima del 31 dicembre 2023 (p.47). La revisione della FDA del vaccino Janssen ha notato gli stessi dati “limitati“…

Nella valutazione dell’effetto del vaccino nella prevenzione dell’infezione asintomatica… e non si possono trarre conclusioni definitive in questo momento.

Dati limitati” significa che, di fatto, non ci sono prove a sostegno di quelle conclusioni.

Il comitato consultivo del CDC che ha raccomandato l’uso di emergenza del vaccino Moderna ha osservato che:

Il livello di certezza per i benefici del vaccino Moderna COVID-19 era… di tipo 4 (certezza molto bassa) per le stime sulla prevenzione dell’infezione asintomatica SARS-CoV-2 e di morte per tutte le cause.

Fra le FAQ del CDC destinate al personale sanitario incaricato della somministrazione del vaccino Covid (2 gennaio 2021) vi è la domanda:

Una persona che ha ricevuto un vaccino Covid-19 può ancora diffondere la COVID-19? In questo momento, non sappiamo se la vaccinazione COVID-19 avrà qualche effetto sulla prevenzione della trasmissione.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il 26 gennaio 2021, ha ammesso la stessa cosa:

Non sappiamo se i vaccini preverranno l’infezione e proteggeranno dalla trasmissione successiva.

Tutto questo è molto confuso a causa del linguaggio che la FDA, il NIH e le altre agenzie usano per descrivere la potenziale efficacia dei vaccini. Per esempio, nell’analisi del NIH sui dati del vaccino Janssen, gli autori sottolineano l’efficacia del vaccino nella “prevenzione della COVID-19 moderata e grave negli adulti.

Questo offusca deliberatamente la distinzione tra l’infezione con un virus (SARS-Cov-2) e la malattia chiamata Covid-19.

Il NIH afferma che il vaccino Janssen previene o attenua i sintomi della malattia Covid-19, ma tace sul fatto che il vaccino possa o meno prevenire l’infezione o la trasmissione del virus che si dice causi la Covid-19 (SARS-CoV-2). La stessa analisi per il vaccino Moderna nota, tuttavia:

Non sono ancora disponibili dati sufficienti per trarre conclusioni sul fatto che il vaccino [Moderna] possa avere un impatto sulla trasmissione della SARS-CoV-2.

Sfortunatamente, negli ultimi mesi abbiamo visto molte segnalazioni di morti attribuite al Covid-19 giorni e settimane dopo la vaccinazione, vedi qui e qui (video), a conferma del fatto che le persone vaccinate possono e vengono infettate dal virus.

I funzionari sanitari hanno evitato di dare la colpa di questi decessi agli effetti collaterali dei vaccini stessi. Dicono invece che queste morti sono il risultato di infezioni con il virus (SARS-Cov-2) verificatesi dopo la somministrazione del vaccino.

Rapporti particolarmente devastanti da un monastero isolato del Kentucky riferiscono come due suore siano morte di Covid-19 dopo aver ricevuto il vaccino Covid-19, nonostante la completa assenza di qualsiasi caso di infezione nel monastero durante i dieci mesi precedenti la vaccinazione.

Il direttore scientifico di Moderna è stato citato nel British Medical Journal a proposito degli studi clinici che, nel 2020, avevano portato alla decisione della FDA di concedere una EUA al vaccino Moderna:

Il nostro studio non dimostrerà la prevenzione della trasmissione,” ha detto Zaks, “perché, per farlo, bisognerebbe fare un tampone ai soggetti in studio due volte a settimana per periodi prolungati, e questo sarebbe insostenibile dal punto di vista operativo.”

Durante gli studi clinici non sono state nemmeno poste le domande più importanti sui vaccini sperimentali Covid-19: questi vaccini sperimentali prevengono l’infezione con il virus e prevengono la trasmissione di quel virus? La risposta, in breve, è no.

La FDA in ciascuno dei documenti informativi sul vaccino Covid (vedi il documento Moderna qui, Pfizer qui, Janssen qui) ha detto chiaro e tondo che gli studi clinici non erano nemmeno stati progettati per dimostrare o confutare l’ipotesi che i vaccini prevengano l’infezione o la trasmissione del virus, o anche che impediscano lo sviluppo dei sintomi della Covid-19.

La FDA ha rilasciato le autorizzazioni per l’uso di emergenza (EUA) per i vaccini di Pfizer, Moderna e Janssen rispettivamente l’11 dicembreil 18 dicembre 2020, e il 27 febbraio 2021.

Le EUA indicano che i vaccini “prevengono la Covid-19 grave,” cioè non impediscono l’infezione o lo sviluppo dei sintomi dopo l’infezione, ma possono rendere la malattia meno grave.

Le EUA negano esplicitamente qualsiasi evidenza che i vaccini Pfizer, Moderna o Janssen prevengano l’infezione, o che impediscano l’ospedalizzazione o persino la morte per Covid-19 dopo la vaccinazione. I tanto pubblicizzati “tassi di successo” dei vaccini si riferiscono solo alla loro potenziale capacità di diminuire la gravità dei sintomi, ma non c’è “nessun dato” sul fatto che il vaccino possa prevenire l’infezione che potrebbe causare quei sintomi.

Una vaccinazione obbligatoria in base ad un’autorizzazione all’uso di emergenza è inammissibile

Una EUA non è “l’approvazione della FDA.”

Una EUA indica che un prodotto non è stato completamente testato ma che, nonostante i rischi evidenti, ne è consentita la distribuzione, perché il governo aveva dichiarato una “emergenza sanitaria pubblica” nel gennaio 2020.

Come nota la FDA nella sua scheda informativa per il vaccino Moderna:

Il vaccino Moderna COVID-19 non è stato sottoposto allo stesso tipo di revisione di un prodotto approvato o autorizzato dalla FDA.

La FDA ha concesso le EUA per tutti e tre i vaccini sperimentali dopo meno di cinque mesi di studi clinici, con la maggior parte dei dati sperimentali ancora da raccogliere. Tutti e tre i vaccini saranno in sperimentazione clinica fino al 31 gennaio 2023.

Secondo i commenti di studiosi che si occupano di vaccini, nel settembre 2020 (prima delle autorizzazioni EUA per il Covid-19), nessun vaccino era mai stato distribuito in precedenza con la sola autorizzazione EUA.

Non facciamo EUA per i vaccini“, aveva detto [il dottor Peter] Hotez, “È una revisione minore, è una revisione di qualità inferiore e, quando si parla di vaccinare una grande fetta della popolazione americana, una cosa del genere non è accettabile.”

Tre mesi dopo, la FDA aveva rilasciato le EUA per i vaccini Pfizer e Moderna, ma con l’indicazione esplicita che il vaccino “non è stato sottoposto allo stesso tipo di revisione di un prodotto approvato o autorizzato dalla FDA.”

In effetti, la natura assolutamente sperimentale del vaccino Covid-19, in particolare quello di Moderna, è straordinaria, in quanto questo vaccino è il primo e unico prodotto che l’azienda è stata autorizzata a distribuire, ed è stato presumibilmente sviluppato in soli due giorni.

Qualsiasi uso di un vaccino sperimentale sotto EUA deve essere volontario e i destinatari devono essere informati  “della possibilità di accettare o rifiutare la somministrazione del prodotto, delle eventuali conseguenze del rifiuto della somministrazione del prodotto e delle alternative al prodotto che sono disponibili e dei loro rischi e benefici.”

Questa informazione è ripetuta in piccolo su ciascuna delle schede informative della FDA riguardanti il vaccino Covid-19, ma è ampiamente ignorata.

Alla dottoressa Amanda Cohn, segretaria esecutiva del Comitato consultivo per le pratiche di immunizzazione del CDC, era stato chiesto, il 22 ottobre 2020, se i nuovi vaccini Covid-19 avrebbero potuto essere legalmente resi obbligatori. Aveva risposto che, sotto EUA:

I vaccini non possono essere obbligatori. Quindi, all’inizio di questa fase di vaccinazione, gli individui dovranno essere dare il proprio consenso e [i vaccini] non potranno essere resi obbligatori.

In condizioni di EUA, il governo non è autorizzato ad imporre la vaccinazioni Covid-19 perché i vaccini non sono approvati dalla FDA e i destinatari non partecipano a nessuna sperimentazione clinica. Questo è il motivo per cui gli stati non possono legalmente rendere obbligatoria la vaccinazione, nonostante i suggerimenti del contrario da parte di alcuni legislatori.

Infatti, all’esercito americano è vietato imporre i vaccini. Questo divieto sull’obbligo di vaccinazione del governo spiega perché alcune aziende private stiano cercando di obbligare i propri dipendenti a farsi vaccinare, cosa che rende ancor più rilevante la guida della Equal Employment Opportunity Commission (EEOC) [1] su questo tema.

La guida EEOC sulla vaccinazione Covid-19 non autorizza l’obbligo di vaccinazione.

L’EEOC aveva aggiornato le sue linee guida sulla questione della vaccinazione Covid-19 il 16 dicembre 2020.

Questo aggiornamento era apparso cinque giorni dopo che la FDA aveva emesso una EUA per il vaccino Pfizer e due giorni prima di emettere l’EUA per il Moderna. Sulla base di questa tempistica, possiamo sicuramente presumere che l’EEOC fosse ben consapevole del contenuto dei documenti informativi e delle schede tecniche della FDA, in particolare delle dichiarazioni della FDA sulla mancanza di prove che i vaccini prevengano l’infezione o la trasmissione del virus (SARS-CoV-2).

La guida dell’EEOC valuta l’idea dell’obbligatorietà della vaccinazione Covid-19 imposta dal datore di lavoro sotto l’analisi della “minaccia diretta” ai sensi dell’Americans with Disabilities Act (ADA):

L’ADA permette ad un datore di lavoro di avere uno standard di qualificazione che include ‘il requisito che un individuo non deve rappresentare una minaccia diretta alla salute o alla sicurezza dei colleghi sul posto di lavoro.’

Ma l’analisi dell’EEOC presuppone che i vaccini proteggano dalle infezioni, il che è falso.

La dottrina della “minaccia diretta” è la difesa potenziale di un datore di lavoro nei confronti di un reclamo di discriminazione per disabilità ai sensi dell’ADA. Secondo l’EEOC, “La conclusione che esiste una minaccia diretta avrebbe la conseguenza che un individuo non vaccinato esporrà al virus altre persone sul posto di lavoro.”

La specifica, ma teorica, “minaccia diretta” qui descritta è quella presumibilmente posta da una persona non vaccinata che potrebbe essere infettata dal virus (SARS-CoV-2) e poi diffondere l’infezione sul posto di lavoro.

Ma nessuna “determinazione” di tale minaccia è possibile. L’EEOC è stato attento a dichiarare solo che una difesa da una minaccia diretta “includerebbe” una tale “determinazione“. L’EEOC non ha preso posizione su questo argomento perché i funzionari erano probabilmente consapevoli che non c’è alcuna prova che la vaccinazione impedisca l’infezione o la trasmissione, e nessuna [conclusione del genere] è possibile con i dati attuali.

Affermazioni ambiziose, secondo cui la vaccinazione “potrebbe” [o si potrebbe eventualmente dimostrare] prevenire l’infezione o che “alcuni dati tenderebbero a mostrare” un tale effetto sono basi insufficienti per una difesa da una minaccia diretta.

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito in Bragdon contro Abbott (1988) che l’affermazione di una difesa da una minaccia diretta deve essere valutata “alla luce delle prove mediche disponibili,” facendo notare che “le opinioni delle autorità sanitarie pubbliche, come il Servizio di Sanità Pubblica degli Stati Uniti, il CDC e gli Istituti Nazionali di Sanità, sono di particolare peso e autorità.”

Poter infrangere diritti acquisiti da lunga data, come il diritto all’integrità corporea e il consenso informato e volontario al trattamento medico richiede l’effettiva presenza di una minaccia reale ed imminente, non teorica, presentata da una persona non vaccinata sul posto di lavoro.

Il CDC, il National Institutes of Health e numerose altre “autorità sanitarie pubbliche” hanno tutte dichiarato che non esistono prove che dimostrino che la vaccinazione previene l’infezione o la trasmissione virale, una puntualizzazione che l’EEOC avrebbe dovuto fare, ma che non ha fatto.

Le linee guida dell’EEOC non forniscono alcuna copertura legale ai datori di lavoro per richiedere l’obbligatorietà della vaccinazione.In base ad esse,  i datori di lavoro potrebbero avere successo nel dimostrare una minaccia diretta se fossero in grado di provare fatti che, a quanto pare, non possono essere provati.

Ancora più importante, secondo il CDC, più di 29 milioni di Americani (e probabilmente molti, molti di più) hanno già contratto il virus (SARS-CoV-2) e ne sono guariti.

Un recente studio del NIH dimostra che questi milioni di persone “guarite” hanno una protezione duratura e probabilmente permanente dalla reinfezione. Non presentano alcuna minaccia di infezione o trasmissione del virus. Tuttavia, in base ad una richiesta generale di vaccinazione da parte del datore di lavoro, queste persone già immuni sarebbero comunque obbligate a farsi vaccinare. Dal punto di vista logico e legale non ha senso richiedere la vaccinazione di persone che hanno già più protezione dal virus rispetto a persone non ancora vaccinate.

Qual sarebbe la minaccia prevenibile dalla vaccinazione obbligatoria?

Al di fuori del contesto lavorativo, le aziende stanno richiedendo la prova della vaccinazione ai viaggiatori e persino ai frequentatori di cinema e concerti, basandosi sulla stessa, erronea idea che la vaccinazione con uno dei vaccini Covid-19 impedirà la teorica diffusione del virus in treni, aerei, cinema e sale da concerto tra la popolazione a basso rischio. Ma le agenzie governative competenti hanno tutte fatto chiaramente capire che i vaccini non prevengono l’infezione o la diffusione dell’infezione.

Il beneficio di qualsiasi vaccinazione dovrebbe andare a chi riceve il vaccino. Nel caso dei vaccini Covid-19, le persone vaccinate potrebbero avere sintomi meno gravi dopo essere state infettate. Mentre per molti questa potrebbe essere una considerazione importante, un beneficio del genere non ha nulla a che vedere con la prevenzione della diffusione del virus SARS-Cov-2.

Una persona vaccinata presenta almeno lo stesso “rischio” di infezione e trasmissione del virus (se non un rischio maggiore) di una persona non vaccinata. Nel migliore dei casi, la vaccinazione potrebbe prevenire lo sviluppo di un caso più grave di malattia da Covid-19. I vaccini non impediscono l’infezione o la diffusione del virus che causa la Covid-19. Possono avere poco o nessun impatto sull’arresto della trasmissione.

Poiché nessuno ha dimostrato che la vaccinazione previene l’infezione o la trasmissione del virus SARS-CoV-2, fatto non contestato da tutte le fonti ufficiali, questo significa anche che la vaccinazione non può aiutare a raggiungere l’obiettivo dell’immunità di gregge.

Immunità di gregge” significa che una popolazione può essere protetta da un virus dopo che un numero sufficiente di persone è diventato immune all’infezione, sia attraverso l’esposizione al virus e la successiva guarigione, sia attraverso la vaccinazione.

Ma con il Covid-19, non c’è nessuna prova che la vaccinazione renda una persona immune al virus SARS-CoV-2. La vaccinazione contro il Covid-19 non può giocare alcun ruolo significativo nella ricerca dell’immunità di gregge, perché i vaccini Covid-19 non forniscono l’immunità dall’infezione.

Stranamente, l’OMS si contraddice  quando sostiene che la vaccinazione contro il Covid-19 promuove l’immunità di gregge nei confronti del virus che causa la Covid-19:

Per raggiungere in modo sicuro l’immunità di gregge contro la COVID-19, dovrebbe essere vaccinata una parte sostanziale di  popolazione, riducendo la quantità complessiva di virus in grado di diffondersi nell’intera popolazione.

Questa dichiarazione è semplicemente falsa. Essa contraddice anche la precedente ammissione dell’OMS secondo cui “non sappiamo se i vaccini preverranno l’infezione e proteggeranno dalla trasmissione successiva.

Se l’OMS ha già riconosciuto che “non sa se” i vaccini Covid-19 proteggono le persone dall’infettarsi o dal trasmettere il virus, è una bugia deliberata sostenere che, in qualche modo, questi vaccini possano portare all’immunità di gregge.

Una strategia molto più utile del costringere le persone ad accettare un vaccino sperimentale che non le protegge nemmeno dall’infezione sarebbe invece quella di proteggere le persone più vulnerabili da malattie gravi o dalla morte causata dall’infezione. Decine di migliaia di medici e scienziati negli Stati Uniti e in tutto il mondo avevano proposto una tale strategia già nell’ottobre 2020.

Purtroppo, i media e i monopoli tecnologici della Silicon Valley hanno attaccato e censurato efficacemente la discussione di questo approccio di buon senso bollandolo come “anti-scientifico” e “di destra,” facendo sparire da quasi tutte le piattaforme mediatiche le discussioni della proposta.

Eppure, il falso approccio “scientifico” all’immunità di gregge propagandato dall’OMS, dalle agenzie governative, dai politici statunitensi e dai monopolisti dei media è palesemente disonesto e non ha nulla a che fare con la “scienza.” La spinta delle aziende private a richiedere la vaccinazione e i “passaporti immunitari” è anch’essa basata su interessi finanziari privati, non sulla ricerca scientifica.

Gli scienziati del governo ammettono che i vaccini per il Covid-19 non prevengono l’infezione o la trasmissione del virus che, secondo loro, sarebbe la causa della Covid-19, ma molti di questi stessi scienziati affermano in modo disonesto che i vaccini impediranno in qualche modo la diffusione del virus, portando all’immunità di gregge.

Un tale approccio non è solo non scientifico e disonesto. È una completa assurdità.

P. Jerome

[1] Si tratta di un’agenzia federale istituita tramite il Civil Rights Act del 1964 per amministrare e far rispettare le leggi sui diritti civili contro la discriminazione sul posto di lavoro.

Fonte: off-guardian.org
Link: https://off-guardian.org/2021/03/30/covid-vaccine-nonsense/
30.03.2021
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org