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L’ASSE NEW YORK/LONDRA BARICENTRO GEOECONOMICO DEL MONDO

Intervista a Eugenio Benetazzo

DI GIOVANNA CANZANO

CANZANO
Sei descritto come primo ed unico predicatore finanziario in Italia, e, naturalmente avevi avvisato in anticipo che si poteva ripetere un crash finanziario sui mercati azionari e valutari simile a quello avvenuto nel 1929: in America quanto ha influito il problema dei mutui e come ?

BENETAZZO
In realtà la crisi dei subprime rappresenta una conseguenza e non un fattore scatenante: ci troviamo infatti innanzi alla fase terminale del turbocapitalismo (volgarmente conosciuto con il termine di globalizzazione). Questa fase terminale è causata dalla convergenza di quattro macrotematiche strutturali fra di loro separate, ma al tempo stesso contigue: la politica sociale per le garanzie ipotecarie sui mutui, le delocalizzazioni selvagge del WTO, l’utilizzo dei processi di titolarizzazione bancaria per aumentare a dismisura la capacità ed erogazione di debiti da parte degli istituti di credito ed infine la fuorviante politica monetaria statunitense che in due epoche temporali troppo ristrette è passata da una fase espansiva ad una restrittiva creando i presupposti per una incontrollata “tonnara sociale”.

CANZANO
Il Senato Usa dice sì al piano di salvataggio del sistema finanziario messo a punto dal segretario al Tesoro Henry Paulson dopo il crack della banca d’affari Lehman e l’assorbimento di Merrill Lynch in Bank of America. Basta questo forte segnale del Senato degli Stati Uniti a dare fiducia a Wall Street ?

BENETAZZO
Gli Usa stanno sparando gli ultimi colpi pur di tentare l’impossibile ovvero far sopravvivere il malato moribondo. La locomotiva USA sta arrancando e sta perdendo la leadership globale. Ad oggi sono sempre più consistenti i rumors che considerano inutile e sottocapitalizzato l’intervento di Paulson per 700 MLD di $ sapendo come questo importo sarà destinato a lievitare nei prossimi mesi a oltre 2.000 ML.

CANZANO
In qualche modo gli aiuti vengono dati solo alle banche che devono tutelare alcuni interessi degli investitori mentre altre meno importanti vengono fatte sparire (pulizia bancaria) ?

BENETAZZO
L’idea che emerge dal comportamento della autorità statunitensi porta ad una discriminazione finanziaria volta a produrre una sorta di pulizia etnica nei confronti di tutti quegli istituti di credito che sono considerati essere artefici della diffusione e propagazione del contagio finanziario nel pianeta.

CANZANO
TFR, secondo le norme della legge n. 252/2005, è stato anticipato al 1 gennaio 2007 l’avvio della previdenza integrativa. Si diceva che il sistema finanziario italiano potrà giovarsi di notevoli risorse per lo sviluppo, e che ai lavoratori sarà data la possibilità di integrare le loro pensioni con il nuovo strumento.
E’ ancora valida questa ipotesi ?

BENETAZZO
I fondi pensioni sono fondi di investimento: abbiamo visto le performance recenti e di come questi prodotto siano profondamente inefficienti in termini di resa finanziaria. Non mi stupisco di come sia stata varata questa normativa volta a far convogliare al sistema del risparmio gestito privato nuovi flussi di liquidità (gli accantonamenti delle quote di TFR appunto) proprio in un momento storico in cui da tre anni si assiste a pesantissime e progressive ondate di riscatto e smobilizzi da parte dei risparmiatori italiani che adesso si stanno facendo restituire quanto avevano investito precedentemente.

CANZANO
Il FITD ovvero il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi pensa a proteggere i depositi dei risparmiatori e correntisti italiani. Una sua estrema applicazione pratica consenta il salvataggio di quanto depositato ?

BENETAZZO
Iniziamo con il menzionare come questo fondo non sia un fondo quanto un consorzio bancario ovvero tutte le banche aderenti si impegnano ad intervenire collegialmente per supportare l’istituto che si trovasse in default finanziario. Tuttavia il loro aiuto presuppone un meccanismo di intervento ex post, che comporta il reperimento ed il versamento dei fondi da parte di tutte le altri banche solo dopo che si è verificato lo stato di insolvenza. Negli altri paesi europei il meccanismo ha un intervento ex ante ovvero i fondi a riserva vengono raccolti alla fine di ogni anno solare ed accantonati dal relativo fondo. Ne consegue che a mio avviso in caso di default di un grande gruppo bancario in Italia questo meccanismo garantista potrebbe incepparsi.

CANZANO

I depositi presso le POSTE ITALIANE sono anche a rischio?

BENETAZZO
I prodotti postali tradizionali sono garantiti dallo Stato Italiano.

CANZANO
Quanto questa crisi inciderà sulle piccole e medie imprese e quanto su quelle italiane?

BENETAZZO
La crisi non ha ancora manifestato tutto la sua potenzialità detonatrice, infatti devono emergere ancora i due prossimi bubboni finanziari: la crisi delle carte di credito e quella del credito industriale. Nei prossimi mesi subiremo un pesantissimo ridimensionamento dell’accesso al credito da parte dei piccoli imprenditori (revoche di fido e rientri forzati). Tutto questo sarà una conseguenza da parte del sistema bancario di riallineare i quozienti di solidità patrimoniale, per cui a parità di riserve e mezzi proprio (che non possono essere aumentati in poco tempo) si necessiterà di abbassare velocemente gli impieghi e le posizioni a rischio.

CANZANO
Perchè molti non si rendono conto della situazione?

BENETAZZO
Molti analisti ed uffici studi di banche d’affari non hanno saputo prevedere come si sarebbe evoluto lo scenario planetario, questo in virtù di ancoramenti ad obsoleti modelli econometrici che non sono più in grado di essere attendibili visto che non contemplano l’impatto della globalizzazione in termini socioeconomici e soprattutto perchè soppesano l’asse New York/Londra ancora come il baricentro geoeconomico del mondo.

Giovanna Canzano
Fonte: http://www.eugeniobenetazzo.com
Link: http://www.eugeniobenetazzo.com/intervista_canzano.htm
15.01.08

Pubblicato da Davide

  • ghigo

    guardando il sito di benetazzo la prima cosa che penso è perché non si è fatto un blog decente, è proprio un sito ostico ed antipatico.

  • radisol

    E certo che il problema è la bellezza grafica del sito di Benetazzo …. e non i problemi che pone, quasi inascoltato, da anni ……

  • wookiee

    l’analisi è probabilmente giusta, ma non capisco perchè si affannano ancora a parlare di turbocapitalismo, liberismo ecc. perchè non chiamarlo con il suo nome: capitalismo ? non ce n’è uno buono e uno cattivo, uno sostenibile e un altro parassita, arrivati a questo livello di sviluppo l’unico possibile è questo non ci sono alternative. davvero trovo disarmante questo accanimento terapeutico, ci sono decine di economisti (se ancora osano farsi chiamare così, dopo gli ultimi sviluppi io mi vergognerei un po) e persone apparentemente non fuori di testa, che dicono la stessa cosa, crisi crisi crisi. bene è così difficile dire che semplicemente questo sistema è arrivato al capolinea e che va sostiutio con qualcosa di meno primitivo ? un sistema che basi la produzione e distribuzione dei manufatti di cui abbiamo bisogno non su un parametro superato come il profitto e la divisione di classe ma su qualcosa di più reale e soprattutto di più moderno ?

  • ghigo

    … il problema non è quello, è non mi riferivo solo alla grafica, io non lo trovo comodo da leggere, questo non c’entra con il fatto che sia interessante, anzi è proprio per questo che lo noto di più.

  • lino-rossi

    un bel piano quinquennale, intendi?

  • LOTO27

    colgo l’occasione per ringraziare il sig. BENETAZZO per i suoi post su questo sito e gli faccio i complimenti per la sua capacita di analizzare questa situazione economica con parecchi anni di anticipo. oltre a porgergli la mia stima gli chiedo gentilmente di evitare di partecipare a trasmissioni tipo anno zero, che rischiano di vanificare il messaggio che da anni cerca di portare anche a chi di economia ne capisce poco o nulla.
    cordiali saluti

  • vraie

    Benetazzo racconta quello che vede, gli altri economisti leggono veline
    … e si cura poco della grafica del sito … non gli interessa trasformare l’informazione “seria” in un videogioco

  • wookiee

    quello era capitalismo e ho detto che forse è il caso di piantarla con questo sistema, in ogni sua manifestazione più o meno colorata bianca, nera, gialla o rossa.
    d’altronde non mi sembra che quello presente adesso sia in gran forma, magari il cambiamento fa paura, ma questo non è un problema mio, meglio in ogni caso di continuare a sacrificare la vita di milioni di persone per un fine inutile come quello che attualmente guida le nostre vite.
    poi se qualcuno ci sta bene e ci guadagna altrettanto bene è normale e comprensibile che lo difenda, ma magari domani la crisi gli toglierà buona parte delle inutili cianfrusaglie che ha accumulato insieme al lavoro che gli dava da vivere e come per magia cambierà idea. ma prima ci vuole un programma.

  • lino-rossi

    certo che ci vuole il programma. ma alla fine bisogna decidere fra una economia pianificata o una economia capitalistica REGOLAMENTATA. quella capitalistica NON regolamentata l’abbiamo vista all’opera. credo che, a parte giavazzi, siamo tutti d’accordo che non va bene.

    l’economia dei piani quinquennali non era capitalistica nel senso che si da comunemente a quella parola, ma di una sua deformazione. se tu volevi fare le scarpe non potevi. le doveva fare la fabbrica pianificata. era un capitalismo oligarchico alla stessa maniera di quello che è diventato il nostro sotto la dittatura della mano invisibile.

  • wookiee

    mi dispiace ma il capitalismo è questo non si riforma e non si cambia, se si vuole salvare deve stringere ancora di più le catene della classe lavoratrice sottoponendola ad un livello di sfruttamento ancora più devastante di quello attuale e probabilmente massacrandola in nuove guerre imperialiste, ma questo segnerà la sua fine definitiva è solo questione di tempo.