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L'ARTE DELLA GUERRA. LA CULTURA DELLA DIFESA

DI MANLIO DINUCCI
ilmanifesto

Chi ha detto che il sistema d’istruzione non si rinnova? C’è una nuova materia, dalle materne ai corsi post lauream, di cui sono già avviate le sperimentazioni. A Pisa, per iniziativa del Comune, 1.500 bambine e bambini delle scuole dell’infanzia, primarie e medie sono stati condotti il 27 aprile nella caserma della Brigata Folgore, dove per il secondo anno si è svolta la «Giornata della solidarietà». Che impressione hanno avuto i bambini? Che la caserma è un luogo bellissimo, dove tante persone simpatiche ti fanno fare tanti giochi, dai percorsi a ostacoli alle gare di orientamento, dove dal cielo scendono supereroi alati che volteggiano lasciandosi dietro scie di fumo tricolore e, quando atterrano, schiacciano con gli scarponi i palloncini gialli al centro del bersaglio. E insieme alla bandiera della Folgore (due ali bianche che lanciano un fulmine giallo-oro), ne portano un’altra con scritto «Nicola». Il nome del maggiore Ciardelli – spiegano agli alunni – ucciso il 27 aprile 2006 a Nassirya in Iraq, dove in missione di pace aiutava i bambini. L’associazione Nicola Ciardelli, aiutata da Regione e Croce Rossa, aprirà a Firenze, vicino all’ospedale Meyer, la «Casa dei bambini di Nicola» per curare le piccole vittime delle guerre. Analoghe iniziative in altre scuole primarie e medie. In quelle del Trentino è stato diffuso un calendario Nato/Isaf, con in copertina un blindato italiano in Afghanistan, armato di mitragliatrice, e foto di soldati italiani che, in assetto di guerra, regalano ai bambini afghani palloni bianchi con scritto «Isaf», che li curano amorevolmente, che vengono accolti nei villaggi da bambini festanti.

Nelle scuole superiori si usano altri metodi educativi. A Castrovillari (Cs), militari in cattedra e diffusione di opuscoli in cui si spiega che «entrare nell’esercito significa valorizzare se stessi». A Rovigo, lezione di tattica militare e combattimento con armi ad aria compressa. Una migliore preparazione i ragazzi la possono avere con il corso «Allenati per la vita», promosso dai ministeri dell’istruzione e della difesa, valido come credito formativo: vengono addestrati al combattimento con armi ad aria compressa e a percorsi ginnico-militari (arrampicata, nuoto, orientamento). E, compiuti i 18 anni, possono partecipare ai corsi di formazione «Vivi le Forze Armate. Militare per tre settimane», per «condividere i valori che promanano dalle Forze Armate».

A livello universitario, il top è il corso di «peacekeeping» tenuto, con il Centro militare di studi strategici, dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, che ha celebrato con una conferenza dell’Associazione Allievi i «dieci anni di impegno politico e militare» dell’Italia in Afghanistan. E mentre l’Italia partecipa alla guerra in Libia (la quinta in due decenni) arriva in Senato – dopo essere passata alla Camera grazie a un’intesa multipartisan (Pd, Idv, Pdl, Lega) – la legge per «la promozione e diffusione della cultura della difesa attraverso la pace e la solidarietà» in particolare nelle «scuole di ogni ordine e grado». Ha dunque ragione il presidente Napolitano: l’Italia, oggi fermo presidio della pace, si è lasciata alle spalle gli anni bui del bellicismo fascista. Oggi la cultura della guerra con libro e moschetto è divenuta «cultura della difesa attraverso la pace e la solidarietà».

Manlio Dinucci
Fonte: www.ilmanifesto.it
7.06.2011

Pubblicato da Davide

  • orckrist

    Caro giornalista del manifesto non dimenticare che è il nobel per la pace che vuole tutto questo.

  • Tonguessy

    aria compressa…(uno dei)… i valori che promanano dalle Forze Armate
    Scorregge?

  • TitusI

    Io ho grande ammirazione per le nostre FF.AA, vorrei vedere voi a costruire scuole con una Browning…;)
    Comunque credo che fra un po di guerra ne avremo in abbondanza, quel che mi rattrista è che volenti o nolenti saremo costretti a farla.

  • Matt-e-Tatty

    Nel ventennio c’erano i balilla, i figli della lupa, gli avanguardisti… tutti col fucilino di legno tutti conoscevano le marcette… se volete posso insegnarvi come si addestra un cane.

  • martiusmarcus

    scusate, non leggo il manifesto da circa 20 anni… ma è ironico, mi auguro

  • bstrnt

    Detto da uno che, purtroppo, ha fatto il militare di leva, l’unico corso che possono fare i militari è: «Alienati per la vita».
    Negli Anni 70 corso di ordine pubblico per militari di leva: il prefetto da l’ordine all’ufficiale, l’ufficiale da l’ordine alla truppa che se richiesto deve sparare sulla folla (uomini, donne, vecchi e bambini non importa) senza se e senza ma.
    Vista la prospettiva di corte marziale con relative brutali punizioni in caso di ordine disatteso la proposta della maggior parte dei militari era di sparare prima all’ufficiale per interrompere la catena di comando, quindi eliminare il prefetto e disertare immediatamente.

  • maremosso

    « Oggi la cultura della guerra con libro e moschetto è divenuta cultura della difesa attraverso la pace e la solidarietà».
    In USA è molto peggio. Del resto che gli stati uniti siano un’oligarchia e non una democrazia è evidente. In Italia la democrazia esiste ma non per decidere in merito agli interessi vitali della nazione. Chi comanda in casa nostra sono gli USA-NATO, il Vaticano, la Finanza Storica + Confindustria, la Commissione Europea, la Massoneria, i Servizi Segreti ed i Corpi Militari e di Polizia. I politici eletti gira gira decidono solo sul modo di tagliare l’erba del giardinetto, come capita in tutte le colonie asservite dell’Impero Occidentale. Poi con i bombardamenti mediatici incentrati sui valori dell’inno nazionale e dell’unità vogliono farci credere (non tutti ma la maggioranza) che siamo uno stato sovrano ed indipendente. Non sorprendiamoci quindi che gabellino i militari per samaritani ai bambini ed ai boccaloni. Non a caso sono stati banditi i film anni 70-80 del genere trash che divertivano ma deridevano militari e polizia. Oggi gli sceneggiati sul tema prevedono carabinieri intelligenti efficienti eroici ma soprattutto bellissimi (marcuzzi, pandolfi, arcuri ecc.). Poi nella realtà quotidiana il 95% dei reati rimane senza colpevole e i RIS di Parma si vedono contestate 9 analisi del DNA su 10 e non si arriva a capo di nulla. Diceva Gaber che più uno fa schifo dentro più sente il bisogno di apparire pulito esternamente, come una caramella di merda ricoperta di cioccolato.

  • eresiarca

    Tutto vero. Uno dei vari aspetti che configurano la progressiva americanizzazione dell’Italia, imposta a tappe forzate dopo la fine dell’Urss.
    Ma Dinucci, con la sua ideologia comunista, non si accorge che è del tutto fuori luogo fare dell’ironia sul Fascismo, poiché è stata proprio la sconfitta del F., cioè dell’Italia, ad aver aperto alla strada al processo di americanizzazione (modernizzazione, occidentalizzazione) che è sotto gli occhi di tutti, e che annovera tra i suoi processi inesorabili anche la cosiddetta “società multietnica”, premessa indispensabile della creazione dell’uomo sradicato e vittima del “mercato” (compreso quello del lavoro).

  • misunderestimated

    E tra l’altro non vedo il motivo di tenere in vita, con un penoso accanimento terapeutico, i “reggiglioni” Alpini (reggiglioni perchè, nell’IT Army dei 500 generali, un battaglione basta da solo a formare un intero reggimento, con il conseguente doppione maggiore/colonnello che grava sulle tasche del pueblo).

    Il Corpo degli Alpini venne fondato nel 1872 con lo scopo di difendere l’arco alpino, attingendo gli effettivi dalle stesse vallate e cittadine montane e pedemontane che davano nome ai battaglioni.

    Dopo la Grande Guerra vennero istituiti i raggruppamenti di arresto e di posizione trincerati nelle opere del Vallo Alpino del Littorio e, nel secondo dopoguerra, riattivati dalla NATO per bloccare l’eventuale valanga di acciaio corazzato che avrebbe potuto sfondare i passi dolomitici fino alla soglia di Gorizia.

    Di fatto, dal 1989, gli alpini hanno prima ceduto ai mattatoi i loro muli e svenduto al ferrovecchio i loro obici da montagna (entrambi ora utilizzati dagli yankee nella loro avventura afghana).

    La necessità che ha spinto Perrucchetti a fondare il Corpo è venuta meno, ma l’Itaglia cialtrona se ne serve ancora, imbottendolo di meridionali disoccupati e spedendolo ad Herat a distribuire caramelle, bottigliette d’acqua, palloncini e sementi di zafferano.

    L’Itaglia continua a lustrare le scarpe ai padroni d’oltreoceano gettando alle ortiche le tradizioni cementate sulla morte di migliaia di soldati, morti servendo una patria che ancora godeva di una propria sovranità nazionale.

    Si sciolga il Corpo degli Alpini, massacrato sulle rocce degli Altipiani, delle Tofane, delle crètis carniche, del Pindo, dell’Epiro, sull’ansa del Don.

    E se proprio l’Itaglia deve fornir truppa a guerre conto terzi, si crei un’unità di fanteria anonima, col copricapo di Pulcinella, composta da mercenari ben pagati scelti tra islamofobi convinti, marmaglia patriottarda e avanzi di galera, da impiegare “a perdere” nelle lande lontane.

  • redme

    ..magari se l’idiota degli 8 milioni di baionette si fosse fatto un pò di bungabunga come il suo squallido emulo non saremmo ridotti così..

  • dana74

    Caro Dinucci che c’è che non va?
    Che c’entra di nuovo la cultura fascista?

    Non è proprio lì a Camp d’Arby che si celebra la pace dei tanto amati e voluti liberatori?
    Ma come sono 66 anni che si “vive” sotto l’egida dei giusti ora cosa ti disturba?
    Mah.Fare pace col cervello mai.
    Poi mi sbaglio o a Pisa governa il PD quello che vuole le grandi opere con i militari?