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L'APOCALISSE E' VICINA: ABBIAMO PASSATO IL PUNTO DI NON RITORNO ?

DI MADHUSREE MUKERJEE
scientificamerican.com

Nonostante la leggenda urbana, basata su un’interpretazione errata del calendario Maya, che predice la fine del mondo per quest’ anno, diversi ricercatori credono che possa essere veritiero un programma per computer di 40 anni fa, il quale predice un collasso socioeconomico ed un massiccio calo della popolazione

Vi ricordate di quando Wile E. Coyote, nella sua ossessione di catturare Road Runner, cadeva dalla cima di un dirupo? Lo sfortunato predatore correva fuori dal bordo, si fermava a mezz’ aria come solo un personaggio dei cartoni animati può fare, guardava in basso in un incredibile attimo di illuminazione, precipitava giù in una nuvola di polvere, poi il tonfo! Una quarantina di anni fa, un modello computerizzato del Massachusetts Institute of Technology chiamato World3 avvertiva la civiltà umana di una fine simile nel 21° secolo. In The Limits to Growth, libro del 1972 aspramente criticato che spiega questi risultati, i ricercatori sostengono che il sistema industriale globale ha così tanta inerzia che non riesce a correggere la sua direzione in risposta ai segnali di stress del pianeta. Ma, a meno che non ci sia un crollo della crescita economica che ci fermi sull’ orlo del precipizio, ci avvertono, la civiltà andrà oltre – e ci sarà un tonfo che ucciderà miliardi di persone.

Non guardate in basso ma stiamo già correndo a mezz’ aria, così afferma un altro libro. In 2052: A Global Forecast for the Next Forty Years (Chelsea Green Publishing), Jorgen Rander della BI Norwegian Business School di Oslo ed uno dei modellisti originali del World3, afferma che la seconda metà del 21° secolo ci porterà vicino all’ apocalisse tramite un grave riscaldamento globale. Dennis Meadows, professore emerito di System Policy alla Università del New Hampshire, che guidò il team originale del MIT e revisionò World3 nel 1994 e nel 2004, ha una visione ancora più buia. Il programma degli anni ’70 ha prodotto diversi scenari, in alcuni l’ umanità prova a tenere sotto controllo la produzione e la popolazione per vivere nei limiti del pianeta (Limits to Growth). Meadows sostiene che i percorsi sostenibili non sono più alla nostra portata perché l’ umanità ha fallito nell’ agire secondo le conseguenze.

Invece gli ultimi dati mondiali stanno tracciando uno scenario allarmante, dove queste variabili aumentano costantemente fino a raggiungere il picco e poi improvvisamente crollare, in un processo chiamato collasso. Infatti Meadows dice: “vedo il collasso già ora. Il cibo pro capite sta calando, l’ energia scarseggia, le acque sotterranee sono in esaurimento”. Per Randers le maggiori preoccupazioni vengono dai gas serra, emessi due volte più velocemente di quanto gli oceani e le foreste possono assorbire. Mentre nel 1972 usavamo l’ 85% della capacità rigenerativa della biosfera per supportare le attività economiche come la produzione di cibo e beni e assimilare l’ inquinamento, ora ne usiamo il 150% – ed aumenterà.

Le idee di Rander somigliano molto ad uno scenario di World3 in cui l’ efficienza energetica e le energie rinnovabili rallentano i peggiori effetti del cambiamento climatico fino al 2050. Secondo Rander per i prossimi decenni la vita sulla terra andrà avanti più o meno come prima. Ricche economie continueranno a crescere anche se gli investimenti lentamente dovranno essere dirottati per far fronte alle risorse che scarseggiano e ai problemi ambientali, e che quindi lasceranno meno capitali per la creazione di beni di consumo. La produzione alimentare migliorerà, più anidride carbonica nell’ atmosfera farà crescere le piante più velocemente, e il riscaldamento globale aprirà per la coltivazione nuove zone come la Siberia. La popolazione aumenterà, anche se lentamente, fino ad un massimo di 8 miliardi verso il 2040. Alla fine, comunque, inondazioni e desertificazione cominceranno a ridurre i terreni agricoli e quindi la disponibilità di grano. Randers prevede che nonostante gli sforzi dell’ umanità per ridurre i cambiamenti climatici i suoi effetti cominceranno a diventare devastanti all’ incirca nella seconda metà del secolo, quando il riscaldamento globale si autorinforzerà, ad esempio, accendendo fuochi che faranno diventare le foreste emittenti invece che assorbenti di anidride carbonica. “Molto probabilmente ci sarà guerra prima di arrivare a questo”, aggiunge cupo Randers. Si aspetta anche che le masse di migranti dei paesi diventati invivibili porteranno a conflitti armati locali.

Graham Turner del Australia’s Commonwealth Scientific and Industrial Research Organization teme che il collasso possa avvenire anche prima, ma più per il picco del petrolio che per il cambiamento climatico. Dopo aver confrontato i vari scenari di World3
con i dati recenti sulla popolazione, produzione industriale ed altre variabili, Turner e, separatamente, la BL Netherlands Environmental Assessment Agency, conclude che il sistema globale sta strettamente seguendo la piega del business, come sempre.

In questo modello l’ economia continuerà a crescere come previsioni fino al 2015 circa, per poi vacillare per il costo sempre maggiore dell’ estrazione di risorse non rinnovabili come il petrolio. “Non che abbiamo finito queste risorse”, spiega Turner, “è che se cercate di raggiungere fonti non convenzionali come il fondale oceanico, ci vorrà molta più energia per estrarre ogni singola unità di energia”. Per gestire la mancanza di petrolio, il modello predice che la società dovrà dirottare investimenti dall’ agricoltura, causando un calo nella produzione alimentare. In questo scenario, il picco di popolazione è vicino al 2030 con 7 o 8 miliardi per poi diminuire drasticamente a circa 4 miliardi nel 2100.

La figura è una gentile concessione del PBL Netherlands Environmental Assessment Agency

Meadows sostiene che ormai il collasso è quasi inevitabile e che la sua forma attuale è troppo complessa per qualsiasi modello di previsione. “Il collasso non sarà guidato da una sola causa identificabile che agisce contemporaneamente in tutti i paesi” osserva. “Avverrà per via di complessi fattori che si autorinforzano” – compreso il cambiamento climatico, la diminuzione delle risorse e diseguaglianze socioeconomiche. Meadows spiega che quando l’ economia rallenterà, pochi prodotti verranno creati rispetto alla domanda, e “quando i ricchi non otterranno più dalla produzione cominceranno ad usare il loro potere per prendere dal settore inferiore”. Con l’ aumento di penuria e della diseguaglianza, rivoluzioni e movimenti socioeconomici come la Primavera Araba o Occupy Wall Street diventeranno sempre più diffusi – così come la loro repressione.

Molti osservatori protestano che questi scenari apocalittici non tengono conto dell’ ingegno umano. Dicono che tecnologia e mercati risolveranno i problemi quando si presenteranno. Ma per far si che ciò accada, dice Parha Dasgupta dell’ Università di Cambridge nel Regno Unito, i politici dovrebbero guidare la tecnologia con giusti incentivi. Dasgupta afferma che finché le risorse naturali sono sottovalutate rispetto al loro costo ambientale e sociale reale – fino a che, per esempio, i possessori di automobile non pagheranno per le vite perse per le condizioni climatiche estreme causate dal riscaldamento dell’ emissione di carbonio dei loro veicoli – la tecnologia continuerà a produrre beni con uso intensivo delle risorse e peggiorare il fardello dell’ ecosistema. “Non potete aspettarvi che i mercati risolvano i problemi”. Randers va oltre, affermando che le mire a breve termine del capitalismo e i sistemi democratici esistenti rendono impossibile, non solo per i mercati ma anche per la maggior parte dei governi, affrontare problemi a lungo termine come il cambiamento climatico.

“Siamo in un periodo di caos dalla dimensione inimmaginabile,” avverte Meadows e non spende più tempo per persuadere l’ umanità sui limiti della crescita. Invece, dice: “Sto provando a capire come le comunità e le città possono ammortizzare” l’inevitabile impatto.

Madhusree Mukerjee
Fonte: www.scientificamerican.com
Link: http://www.scientificamerican.com/article.cfm?id=apocalypse-soon-has-civilization-passed-the-environmental-point-of-no-return
23.05.2012

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di REIO

Pubblicato da Truman

  • Aironeblu

    Le analisi di Meadows sono tanto precise quanto inascoltate. “I limiti dello sviluppo” del ’72 analizzava con criteri oggettivi e modelli matematici l’impatto dell’economia umana sul pianeta, avvertendo che eravamo ai limiti di “sopportazione” per il pianeta, vale a dire che stavamo superando il limite oltre il quale il consumo di risorse e l’emissione di inquinanti non poteva più essere assorbito dalla rigenerazione naturale del pianeta. Da qui il modello di sviluppo non era più “sostenibile” attingendo su larga scala alle risorse non rinnovabili. Oggi si stima che sarebbero necessari quasi due pianeti come la Terra per rinnovare le risorse che consumiamo. …. Nella seconda edizione del ‘2000 (mi pare) il titolo cambiava, in “Oltre i limiti dello sviluppo” (trad it), aggiornando le analisi e constatando che il punto di non ritorno era già stato passato da un pezzo, e lo scenario degenerava a velocità esponenziale. OGGI STIAMO ASSISTENDO AL COLLASSO, che sarà impossibile da controllare e avrà un ‘accelerazione esponenziale, proprio in funzione dell’inerzia con cui si muovono gli equilibri della biosfera. ….. E l’ingegno umano, a cui si appellano Piero Angela e Cicappini vari, continuerà ed essere sottomesso alle logiche del profitto e continuerà a contribuire alla fase distruttiva. ….
    La realtà è che il modello capitalista ha trascinato l’intero pianeta nel suo fallimento, che sarà inevitabilmente catastrofico. Le aree urbane e le grandi megalopoli saranno le più colpite dalla crisi delle risorse, essendo realtà completamente artificiali. Ci saranno centinaia di milioni di morti e l’economia industriale si bloccherà. Si scateneranno guerre per l’acqua e per il cibo. Alla fine, chi resterà potrà ricominciare, secondo un nuovo modello di sviluppo armonico con il suo ambiente naturale, e finalmente consapevole del valore delle sue risorse. Mi sembra l’evoluzione logica più probabile considerando la situazione nella sua interezza.

  • RicBo

    Finalmente si comincia a capire che la questione energetica e quella economica sono intimamente legate e che il crollo è quello che ci aspetta tra pochi decenni se non ci mettiamo a consumare, in occidente, almeno la metà di quello che consumiamo attualmente. Se non assumiamo questa idea, quello che stiamo vivendo ora non sarà nulla rispetto al crollo vero. Non ci sarà Keynes o MMT che tenga, gente..

  • AlbertoConti

    ” “Il collasso non sarà guidato da una sola causa identificabile che agisce contemporaneamente in tutti i paesi” osserva. “Avverrà per via di complessi fattori che si autorinforzano” – compreso il cambiamento climatico, la diminuzione delle risorse e diseguaglianze socioeconomiche. ” == sembrano tre fattori indipendenti, presi ad esempio, ma in realtà sono legati a doppio filo. Senza eliminare le disuguaglianze sociali non c’è speranza di sopravvivere all’impatto tecnologico.

  • alberto_his

    Le dinamiche di quanto ci circonda sono soggette a complessi sistemi di retroazioni assolutamente non provedibili e contemplabili dai sistemi umani vista la loro interdipendenza e non linearità. La sensazione condivisa è siamo in una fase di transizione cruciale e gli avvenimenti si succedereanno molto rapidamente. Lo stato di equilibrio finale è imprevedibile, ma sarà presumibilmente a minore intensità.

  • Georgejefferson

    Cosa,come,quanto,quando consumare sono scelte politiche,non centra niente keynes.Ma purtroppo,bisogna continuare a ripeterlo alle orecchie da mercanti

  • ROE

    Concordo. Il processo non è ancora irreversibile ma se non si cambia lo sarà entro quest’anno.

  • spartan3000_it

    Molti ripongono molta fiducia nella tecnologia, nella geoingegneria, nella scienza per governare le criticita’ che si presentano e che per chi proviene da un background culturale marxista sarebbero da attribuire alla sete di profitto e al capitalismo. Ebbi un incontro con quelli del movimento “zeitgeist” e cio’ che me ne fece subito allontanare fu il mio istinto luddista di non fidarmi troppo di chi propone soluzioni basate sulla scienza e sulla tecnologia. Vorrei qui ribadire il mio pensiero: la natura e’ in grado di comportarsi ontologicamente in modo da raggiungere stati stazionari e di equilibrio. La coniugazione di capitalismo e tecnoscienza e’ invece foriero solo di aggravare il disastro cui inesorabilmente andiamo incontro in quanto non in grado di elaborare concetti come stazionarieta’ e sostenibilita’. L’essenza del capitalismo tecnoscientifico e’ nella religione della “libera muratoria”: pregiarsi di costruire e metabolizzare risorse in maniera del tutto insostenibile e artificiale. Non hanno saputo neanche custodire la bonta’ del creato che ci e’ stato consegnato.

  • AlbertoConti

    “la natura e’ in grado di comportarsi ontologicamente in modo da raggiungere stati stazionari e di equilibrio.” Non direi, rispetto ai tempi lunghi. L’ecologia di un microcosmo è una continua evoluzione dinamica. Ma a parte questo la metterei in un altro modo: l’uomo ha varcato la soglia dell’intelligenza applicata al mondo naturale, con grande successo, in pieno corso di sviluppo, ma ha contemporaneamente accumulato un pericoloso gap con l’intelligenza applicata all’organizzazione della propria collettività e del proprio ambiente vitale. Ad una sviluppata intelligenza scientifico-tecnologica non corrisponde un’adeguata intelligenza comportamentale. Tutto qui, occorre armonizzare le due sfere d’influenza dell’intelligenza applicata al mondo reale. Tu chiamala, se vuoi, politica.

  • Aironeblu

    Purtroppo il collasso ormai e’ avviato ed e’ inevitabile, il riso, il grano e moltissimi generi alimentari iniziano a scarseggiare e i loro prezzi sono saliti del 50% nell’ultimo anno. si potra’ solamente cercare di ammorbidire la caduta, ma l’impatto ci sara’.

  • Aironeblu

    Sono d’accordo, la scienza e la tecnica stanno continuando ad essere monopolizzate dal capitalismo consumista, e stanno contribuendo a distruggere l’eco-sistema in maniera sempre piu’ rapida ed efficace. I nostri padroni avrebbero dovuto fermarsi prima, oggi e’ troppo tardi: il collasso e’ gia’ partito da qualche decennio, e noi stiamo approfittando degli ultimi momenti concessi dalla forza di inerzia dei mutamenti. Bisognera’ attraversare una catastrofica crisi ambientale, prima che, tra qualche decina d’anni, le risorse naturali diventino finalmente una delle basi dell’economia umana.

  • geopardy

    Concordo.

    Ciao

    Geo

  • geopardy

    Il governi come quello Monti e similari stanno già lavorando per salvarci, riducendo enormemente il consumismo.

    Un grande applauso a loro ci sarebbe da fare, peccato che sono lì solo per aumentare le disuguaglianze internazionali e trasferire ciò che rimane in mani di pochi sciacalli mondiali.

    Se correggessero il tiro potrebbero rendere realmente un gran favore all’umanità, ma non è nel loro dna politco.

    Ciao

    Geo

  • shoona

    e meno male visto che la MMT promuove uno sviluppo e una crescita superiore al capitalismo stesso. Per loro e’ un problema di poca crescita. Pensa te 😀

  • shoona

    La scienza, purtroppo, rappresenta solamente la piu’ grande illusione dell’uomo. L’illusione di poter dominare la natura e di sconfiggere questa dannata morte che tanto ci affligge. La natura prosegue per i cazzi suoi e ci spazzera’ via come sempre ha fatto.

  • shoona

    il collasso e’ inevitabile per una unica e semplice ragione. Siamo drogati dal consumo e non riusciamo a smettere. Sono le persone stesse ogni giorno a condannarsi.

  • Kevin

    Ottimo commento.

  • Georgejefferson

    “L’essenza del capitalismo tecnoscientifico e’ nella religione della libera muratoria: pregiarsi di costruire e metabolizzare risorse in maniera del tutto insostenibile e artificiale”…..sei massone di alto livello per sapere questo o e’una tua opinione?chissa,forse hai ragione…o forse no,o forse le correnti sono tante

  • Georgejefferson

    Grandi visioni nei commenti..siccome l’inventore del martello pensato per costruire una casa sostenibile si chiama “armando”chi lo usa per far del male e’un armandiano.Davvero illuminante

  • Giovina

    Ottima osservazione George.

  • Simulacres

    Il Capitalismo storico è ormai cosa passata, e quello che stiamo vivendo è una fase di transizione tecnologica che ci sta inevitabilmente traghettando in un regime dove l’intelligenza naturale verrà definitivamente superata da quella artificiale dove le basi naturali del nostro agire diventeranno un risultato storicamente determinato da una nuova cultura dominata dalla scienza e dalla tecnica.
    Una transizione sulla quale oggi scioccamente non si riflette abbastanza ma che a breve-medio termine, se non vi si pone rimedio, è destinata a implementarsi in una situazione di stress agghiacciante e assolutamente insostenibile di rischio estremo per la stessa sopravvivenza della Terra.

    La strada intrapresa è quella del controllo e la replica dei meccanismi evolutivi dei viventi nella quale la dimensione “naturale” sarà andata perduta a favore di un nuovo ordine che è un ordine tecno-scientifico governato dall’informatica (con l’intelligenza artificiale e i computer quantistici con la rete di potere che determina la qualità dei nostri bisogni e dei nostri desideri) e dalla bioingegneria con le quali abbatteranno definitivamente il confine tra naturale e artificiale.

    Queste trasformazioni non sono futuribili, sono già qui e credo che la generazione a cui apparteniamo sarà fra le ultime a fare i conti con l’esperienza della vita e della morte per come l’abbiamo sin’ora conosciuta. Stiamo per entrare in un futuro a venire tanto ignoto quanto inquietante ed è su questo terreno che si giocherà la pratica decisiva.

    C’è bisogno di una nuova Etica che rifiuti l’aumento illimitato di potenza, che ne determini gli obiettivi e che cerchi le sue leggi nella sacralità Natura e nell’Amore.

  • Tonguessy

    C’è bisogno di una nuova Etica che rifiuti l’aumento illimitato di potenza, che ne determini gli obiettivi e che cerchi le sue leggi nella sacralità Natura e nell’Amore.

    Un ritorno al feudalesimo quindi? Nobiltà d’animo nell’elargire un pane a famiglie affamate come Nuova Etica? E’ un brutto deja vu quello dell’Amore. Etica compresa.

  • toolleeo

    Un chip impiantato nel direttamente nel cervello non e` molto meglio. Ora per far bere una coca alla paziente paralizzata o per far parlare l’incidentato con danni irreversibili alle corde vocali. Ma domani per cosa? Risposta quasi ovvia: strumento di controllo capillare difficilmente aggirabile. Ma forse si tratta semplicemente di un nuovo feudalesimo. I briganti, moderni robin hood, ci saranno comunque, ma opereranno con tastiera e oscilloscopio.

  • ROE

    No. Non ancora. Dipede da quello che accadrà nei prossimi quattro mesi.