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L’AIEA: ‘IL RAPPORTO DEL CONGRESSO USA SULLE POTENZIALITA’ DELL’IRAN…

E’ ERRONEO E FUORVIANTE’

DI DAN GLAISTER
The Guardian

L’organismo di controllo dell’Onu per il nucleare (l’AIEA) ha attaccato il Congresso Usa per il rapporto pubblicato da quest’ultimo sul programma nucleare iraniano definito “erroneo, fuorviante e senza riscontri”. In una lettera indirizzata al capo del comitato di intelligence della Camera statunitense (1) , il direttore delle Relazioni esterne dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) Vilmos Cserveny, scrive che il rapporto è “scorretto” quando afferma che l’Iran stia producendo uranio “weapon-grade” in un sito ispezionato dall’agenzia (2) . Al contrario – si legge nella lettera – l’impianto ha prodotto solo piccole quantità di uranio, al di sotto dei livelli necessari per realizzare ordigni (3)La lettera, una copia della quale è pervenuta al Washington Post, critica il rapporto Usa anche per l’accusa “oltraggiosa e disonesta” che un alto ispettore dell’AIEA sia stato rimosso “per aver concluso che il proposito del programma nucleare iraniano fosse di costruire armi”.

E mentre l’AIEA rileva cinque errori di grande entità nel rapporto Usa, secondo fonti qualificate del Washington Post (alti ufficiali dell’intelligence) sono addirittura una dozzina le affermazioni false o indimostrabili contenute nel rapporto Usa. Il rapporto della Camera Usa, redatto sotto la direzione di Peter Hoekstra, Repubblicano del Michigan, è stato pubblicato il 23 agosto. Non fu sottoposto al voto né discusso dall’intero comitato bipartisan ma valutato soltanto dall’ufficio di John Negroponte, direttore dell’intelligence nazionale, prima di essere ratificato dai soli membri Repubblicani del comitato.

Jane Harman (del Partito Democratico), la vice-capo del comitato, scrisse in un’email indirizzata ai colleghi: “il rapporto è ricco di artificiose scorciatoie analitiche che presentano la minaccia dell’Iran come molto più grave – e le affermazioni dell’intelligence come molto più certe – di quanto non siano in realtà”.

Il rapporto, intitolato “Riconoscere l’Iran come minaccia strategica”, fu redatto da Fredrick Fleitz, agente CIA temporaneamente in servizio presso l’ambasciatore Usa all’Onu, John Bolton. Tanto Fleitz quanto Bolton furono coinvolti nella fabbricazione degli argomenti a favore dell’invasione dell’Iraq del marzo 2003. Fleitz sta ora compilando un rapporto sulla Corea del Nord per il comitato di Peter Hoekstra.

La questione del rapporto sull’Iran rievoca la disputa fra l’AIEA, il suo capo Mohamed ElBaradei e l’amministrazione Bush nella corsa all’invasione dell’Iraq. “E’come un déja vu della situazione che precedette la guerra all’Iraq” dice al Washington Post David Albright, ex ispettore nucleare, presidente dell’Istituto per la Scienza e la Sicurezza Internazionale che ha sede a Washington. “Metti insieme della cattiva informazione acchiappagonzi e un rapporto che scredita gli ispettori ed ecco che hai una minaccia nucleare iraniana che monta su”.

Le relazioni tra la Casa Bianca e l’AIEA sfiorarono la rottura quando l’Agenzia rivelò che l’Amministrazione Usa aveva fondato alcune delle sue accuse al presunto piano iracheno WMD (armi di distruzione di massa, ndT) sulla base di documenti contraffatti. A seguito di ciò la Casa Bianca ordì una campagna – poi non riuscita – per impedire lo scorso anno la rielezione di ElBaradei.

L’AIEA contesta vigorosamente l’affermazione del rapporto Usa secondo cui ElBaradei avrebbe rimosso un ispettore dell’agenzia, Chris Charlier, per aver infranto “il muro della sottaciuta linea politica dell’AIEA che impedisce agli ufficiali della stessa AIEA di dire la piena verità sul programma nucleare iraniano”. Charlier fu sollevato da quell’incarico invece dietro richiesta ufficiale del capo negoziatore nucleare dell’Iran, Ali Larijani – si legge nella lettera – secondo i termini dell’accordo sottoscritto da Tehran che permette l’accesso degli ispettori nel paese. La lettera sottolinea che ciò fa parte della prassi e che l’Iran ha accettato la presenza di più di 200 ispettori AIEA. Charlier peraltro è tuttora capo della sezione sanzioni all’Iran dell’AIEA .

Versione originale

Dan Glaister
Fonte: http://www.guardian.co.uk
Link: http://www.guardian.co.uk/iran/story/0,,1873114,00.html?gusrc=rss&feed=12
15.09.06

Versione italiana

Fonte: http://www.paolomaccioni.it/
Link

Traduzione di Paolo Maccioni

Note del traduttore:

1) Peter Hoekstra, primo firmatario del rapporto sotto accusa
2) A Natanz
3) L’uranio “weapon-grade” è arricchito al 90% e più. Al monitoraggio dell’AIEA l’arricchimento dell’uranio dell’Iran risultava del 3,5%, precisa l’AIEA, come si legge nell’articolo di Dafna Linzer del Washington Post del 14 settembre 2006

N.B: La frase di David Albright: “Metti insieme della cattiva informazione acchiappagonzi (cherry-picked) e un rapporto che scredita gli ispettori ed ecco che hai una minaccia nucleare iraniana che monta su.” non l’ho tradotta dal Guardian, ma dall’articolo del Washington Post, dove il virgolettato di Albright viene riportato integralmente.

Pubblicato da Davide

  • demoneivo

    La strategia dell’amministrazione americana si può definire in tre parole: disinformazione, paura, guerra preventiva…

    La verità rende liberi