L’AIDS ESISTE ?

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DI GIOVANNI PICONE

La risposta dedotta, dalle conoscenze che ci trasmettono i media in generale, non può essere che affermativa. Eppure, ci sono molti libri che si pongono questa domanda, e con una serie di dati, e poche congetture arrivano alla conclusione che l’AIDS, non esiste.

È il caso di soffermarci su questa tesi alternativa, portata avanti non da un gruppo di mitomani, ma da ben quattro premi nobel per la medicina, tra cui uno è Mullis che affermò: “se qualcuno avesse isolato il virus HIV ed avesse provato il rapporto causale tra l’HIV e l’AIDS avrebbe con ogni probabilità ricevuto per tale scoperta il Nobel per la medicina. Non ci risulta che tale Nobel sia stato ad oggi assegnato” e l’altro Duesberg, al punto che quest’ultimo ha scritto un libro dal titolo eloquente: l’AIDS, la grande truffa.

Per addentrarci in questo discorso bisogna dare delle spiegazioni basilari. Come si sa tutte le malattie sono provocate dai virus (es. il morbillo è indotto dal virus del morbillo), e il virus dell’AIDS è l’HIV. Si scopre un virus, quando si riesce ad isolarlo, ebbene l’HIV non è mai stato isolato, infatti le uniche sue foto sono ricostruzioni al computer, questo equivale a dire che non è mai stato scoperto e tutto ciò che si sa inerente a questa questione è solo frutto di svariate congetture, prive di solide basi. Ma c’è anche da aggiungere che il periodo di incubazione (il tempo che intercorre dal presentarsi del virus all’arrivo della malattia) per tutti i virus è tra i dieci e i quindici giorni, mentre il periodo di incubazione dell’HIV è di quindici anni, e questa è una grande anomalia che approfondiremo in un secondo momento. Una domanda sorge spontanea: “l’AIDS provoca la distruzione del sistema immunitario, quindi se non esistesse, quest’ultimo da cosa sarebbe distrutto?”, la risposta è facilissima, tutte le persone a cui viene diagnosticato l’ AIDS assumono un farmaco chiamato AZT. L’AZT è stato messo a punto nel 1964 da Jerome Horwitz, progettato al fine di distruggere le cellule infette. Anche se non si è rivelato appropriato per tale compito tanto che non fa differenza tra cellule sane, cancerose o virus. Per cui se da una parte può arrestare la duplicazione di quelle malate o dei virus, dall’altra blocca tutti i processi vitali devastando l’organismo. La sostanza si rivelò talmente tossica (letale) che Horwitz neanche ne chiese il brevetto, e archiviò la documentazione. Ma perché questo farmaco così tossico, cancerogeno e privo di effetti benefici continua ad essere somministrato? La Wellcome (casa farmaceutica produttrice) ha venduto 0.9 tonnellate nel 1987, ed è passata a 44.7 tonnellate nel 1992. Il costo dell’AZT per malato è di circa 300 euro al mese. Il profitto lordo per la Wellcome nel 1993 è stato di 586 miliardi di lire l’anno.

Fortunatamente i dosaggi delle sostanze antiretrovirali (AZT) sono stati alleggeriti nel corso degli anni, e la somministrazione che era continuativa nei primi anni è oggi a cicli: questo ha ridotto fortemente la mortalità dei soggetti trattati, allontanandola da una percentuale che è stata prossima al 100% per parecchi anni. In poche parole secondo i dissidenti la causa di questo enorme numero di morti per AIDS, non sarebbe da attribuire alla malattia in sé, ma al farmaco che dovrebbe curarla. E il test HIV? Il test HIV è tra le cose meno attendibili che ci possano essere, prima di tutto non c’è un unico test, molti test in passato sono stati ritirati perché inattendibili. Ora viene utilizzato il test Elisa che definisce la carica virale con la PCR (Polymerase Chain Reaction), nonostante l’inventore di questo metodo, il premio nobel K. Mullis, affermi che la PCR non è assolutamente adatta a questo tipo di uso. Poi c’è da sottolineare che i parametri che definiscono se una persona è sieropositiva o meno, sono differenti da un Paese all’altro, es. se un sieropositivo australiano venisse in Italia, di colpo perderebbe la sua sieropositività.

La sieropositività è basata soltanto sulla parola scritta sul foglio di carta. E quella parola è solo il risultato di un test. I medici sono stati espropriati della possibilità di fare una diagnosi, non c’è più confronto, non c’è più la possibilità che uno dica sì e un altro no. La diagnosi la fa esclusivamente il sistema sanitario/farmaceutico che brevetta, approva e produce i test.

Ma allora l’AIDS cosa è? Prima di tutto l’AIDS non è una malattia ma una sindrome (insieme di sintomi), riscontrabili in 29 malattie tra cui la malaria e la tubercolosi. Accade così che se un soggetto è infetto da tubercolosi senza essere sieropositivo, gli vengono somministrati farmaci atti alla sua cura, mentre se lo stesso soggetto è affetto da tubercolosi, e per giunta è sieropositivo, allora gli verrà somministrato l’AZT, il quale causerà la distruzione del suo sistema immunitario. E qui entra in gioco il lungo periodo di incubazione, 15 anni, per dare il tempo a tutti i sieropositivi di essere contagiati dalla tubercolosi e collegare quest’ultima all’AIDS, sulla base di un test fatto 15 anni prima e per giunta inattendibile.

Emblematica è la storia del campione di basket Magic Johnson il quale si ritirò dall’attività perché sieropositivo, prese l’AZT per una settimana e si sentì malissimo. Poi smise e vinse le Olimpiadi. Adesso è sano come un pesce.

Ma non si deve pensare che contro l’AIDS si muovano solo pochi medici isolati, infatti il premier sudafricano sta combattendo da ormai qualche anno una battaglia, contro il potere politico/economico, tanto che dal duemila si rifiuta di importare nel suo paese l’AZT, mentre la corte di Dortmund, il 15 Gennaio 2001, ha emesso una sentenza di condanna ad 8 mesi, con sospensione della pena, in un procedimento per Genocidio (Legge § 220a StGB) contro le Autorità Sanitarie Federali Tedesche e contro il Parlamento della Repubblica Federale Tedesca. Le autorità sanitarie erano accusate di aver diffuso informazioni e foto false relative all’isolamento del virus HIV; il Parlamento Tedesco era accusato di aver assecondato tali menzogne nonostante fosse a conoscenza dal 1994 del fatto che il virus HIV non è mai stato isolato, e che conseguentemente nessun test poteva essere approvato ed utilizzato per definire infette persone che, sane prima del test, sono poi morte dopo un trattamento con farmaci antiretrovirali.

Più di questo?!

Giovanni Picone
24.09.07

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