Home / ComeDonChisciotte / LA VERIT SULL’11 SETTEMBRE ERA SOLO UN PESCE D’APRILE FUORI STAGIONE:

LA VERIT SULL’11 SETTEMBRE ERA SOLO UN PESCE D’APRILE FUORI STAGIONE:

TAPPATA A TEMPO DI RECORD IN GERMANIA LA FALLA NEL MURO DELL’OMERTÀ MEDIATICA


DI ROBERTO QUAGLIA
www.edicola.biz

Era un pesce d’Aprile e ci siamo cascati, ingannati probabilmente dal fatto che adesso è ottobre, cronologicamente agli antipodi di Aprile.

Avevamo riportato, pochi giorni fa, dell’incredibile fatto che la grande stampa si fosse finalmente occupata (in Germania) dei retroscena dell’11 settembre trattandoli per quelli che sono: una colossale truffa nei confronti del mondo intero! Si trattava di una piccola breccia nel muro dell’omertà mediatica con cui i giornalisti contemporanei nascondono, a quella parte fiduciosa della popolazione che vuole continuare a credere a ciò che fidati giornali e telegiornali raccontano loro, gli straordinari progressi dell’investigazione popolare sui fatti dell’11 settembre.

Nell’arco di dieci mesi il coraggioso giornalista tedesco Oliver Janich ha pubblicato non uno, ma ben due ampi articoli sulla importante rivista economica Focus Money, letta da centinaia di migliaia di persone. Articoli elaborati e ben argomentati, dritti al nocciolo delle cose, senza omissioni ed inganni. Avevamo ipotizzato che questo potesse essere il preludio al crollo della diga con la quale si cerca disperatamente di arginare l’afflusso della verità sul tema verso le popolazioni dell’Occidente democratico. Avevamo preconizzato uno tsunami di purissima merda il giorno che la diga fallata avesse ceduto.

Tutto sbagliato.

La falla nella diga è stata riparata a tempo di record dagli esperti ingegneri tappabuchi tedeschi della divisione “Orwell”.

L’articolo è stato infatti rimosso dalla versione online del giornale, al giornalista Janich è stato intimato di rimuovere la copia in PDF ospitata sul suo sito, ed il giornalista Janich stesso è stato epurato. Non lavorerà mai più per Focus Money. Né per le altre importanti testate con le quali aveva già collaborato, quali l’edizione tedesca del Financial Times, la Süddeutsche Zeitung ed altre.

“Nei miei confronti è già iniziata l’opera di character assassination.” Ha dichiarato Janic. La distruzione dell’immagine dei personaggi scomodi è ormai una prassi molto consueta, nell’Occidente democratico. La rivista “Der Spiegel” ha immediatamente lanciato un attacco ad personam contro il giornalista. Ricordiamo che Der Spiegel, che adesso cerca di coprire i veri autori dell’11 settembre, in un passato affatto lontano analogamente si distinse per negare la diretta responsabilità nazista nel rogo del Reichstag nel 1933, l’evento che segnò l’affermazione finale del nazismo.

Ovviamente, tutti si guardano bene dall’entrare nel merito dei fatti riportati da Janich nei suoi coraggiosi articoli. Nessuno prova a smontarne gli argomenti. Ci si limita a cercare di nascondere i cocci sotto il tappeto, sperando che la gente si dimentichi di quanto ha letto. Anche il caporedattore di Focus Money, che ha approvato gli articoli, è stato ora messo sotto pressione.

Tutto ciò sia istruttivo per chi, per inerzia, sentimentalismo o pigrizia, ancora si ostina a conservare fede nelle proprie testate giornalistiche preferite.

Una delle obiezioni che negli anni mi sono sentito rivolgere più spesso riguardo al mio libro sull’11 settembre, è stata quella che se l’11 settembre ci fosse stato un complotto governativo di tale portata, non si sarebbe riusciti a tenere le cose nascoste, qualcuno avrebbe parlato, i giornalisti avrebbero indagato. Umberto Eco stesso ha pubblicamente sostenuto questo argomento.

Adesso abbiamo l’irrefutabile dimostrazione empirica del perché questo argomento sia sbagliato.

In verità, sono stati moltissimi quelli hanno parlato, quelli che hanno fatto trapelare notizie segrete, in verità non si è riuscito a tenere le cose nascoste, in verità tutto ciò che era nascosto è in effetti saltato fuori nel tempo. Però, coloro che noi abbiamo delegato ad informarci rispetto a tutto ciò, ovvero i giornalisti, semplicemente… non ce lo hanno mai detto! Non ce lo hanno mai detto!

Ed ora abbiamo sotto gli occhi anche la prova sperimentale, la certezza empirica del perché non ce lo hanno detto!

Se un giornalista della grande stampa compie correttamente il proprio lavoro a questo proposito, perde immediatamente ogni possibilità futura di lavorare, i suoi articoli già scritti vengono cancellati, rimossi, nascosti, viene declassato per sempre al rango di innominabile paria. Oliver Janich non è il primo a subire questa sorte. Volete la lista intera?

Questo spiega perfettamente come mai il vostro quotidiano o telegiornale preferito non vi parlerà mai dei retroscena ormai assodati in merito ai fatti dell’11 settembre, e quando lo facesse, sarebbe solo per sviarvi, per vaccinarvi contro ulteriori curiosità. Se ancora è sopravvissuto nel vostro cuore un giornale o un telegiornale preferito, investite qualche minuto del vostro prezioso tempo a riflettere sul caso emblematico di Oliver Janich. Se la fede nel vostro giornale o TG sopravvive anche a queste riflessioni, guardatevi allo specchio. Negli occhi. A lungo. Chissà che non aiuti.

Mi era giunta voce che io fossi invitato a presentare il mio libro Il Mito dell’11 Settembre alla Fiera del Libro che si svolgerà a Trieste ad inizio novembre. Poi l’invito sarebbe decaduto. Per “motivi politici”. Chissà perché, la cosa non mi ha sorpreso affatto.

La mole di evidenza che dimostra la totale insensatezza della narrazione ufficiale dei fatti dell’11 settembre è tale, e continuamente cresce e si perfeziona e si consolida, che chi cerca di tenere la cosa nascosta agli ultimi ignari ormai evita a tutti i costi di entrare nel merito del problema, poiché in una discussione corretta non avrebbe alcuna chance di salvare la faccia. Per non parlare del fondoschiena.

Poiché l’epurazione di Janich costituisce una prova inoppugnabile del fatto che, proprio come nelle dittature, i giornalisti delle democrazie occidentali non sono più liberi di fare informazione come si deve, SOSTITUITEVI AI GIORNALISTI INADEMPIENTI E CONDIVIDETE QUEST’ARTICOLO CON QUANTA PIU’ GENTE POTETE, con tutti gli amici che avete, su Facebook e nella blogosfera. Molti hanno già capito da tempo come stanno le cose, ma ancora in troppi sono sentimentalmente incatenati a qualche giornale o giornalista a cui nel tempo si sono affezionati, e non vogliono rendersi conto di essere in realtà sempre stati – e di continuare a venire presi per il culo da dei mangiapane a tradimento. Forse questo piccolo caso tedesco li aiuterà a crescere.

Roberto Quaglia
www.roberto.info

Il numero di Gennaio 2010 e quello di Settembre 2010 di Focus Money,
che contengono i due articoli “incriminati”

L’articolo precedente, nel quale si riportava l’exploit di Janich, lo trovate qui.

E qui trovate una traduzione in francese dell’articolo, che potete segnalare ad eventuali amici francofoni.

Per chi capisce il tedesco, ecco una lunga discussione telefonica con Oliver Janich, effettuata su un sito tedesco di controinformazione. In passato, per accedere alle informazioni censurate i cittadini che vivevano nella Germania nazista potevano sintonizzarsi su Radio Londra, mentre nelle dittature del comunismo del Patto di Varsavia ci si poteva informare su Radio Free Europe. Oggi, Internet offre qualche opportunità in più per prendersi delle sane vacanze dalla propaganda.

***

Originalmente pubblicato su Edicola.biz e Newspapers Online
Qui potete scaricare il PDF della versione cartacea dell’articolo su Focus Money, per futura memoria, prima che, come preannunciato, venga rimosso per sempre.

Post Scriptum: Non ci vuole un genio a capire che tutta questa faccenda, prima ancora che una ”minaccia alla democrazia” è soprattutto un insulto all’intelligenza. Alla resa dei conti, probabilmente ciò che da più fastidio è proprio questo. Bisogna evitare che i nostri teatri mentali si trasformino in discariche pubbliche, intasate da barzellette tossiche spacciate per informazione.

articolo pubblicato con licenza diritti Creative Commons, ovvero è permessa la libera riproduzione di questo testo purché in forma inalterata e comprensiva di immagini e link in esso contenuti e purché la pubblicazione non abbia carattere commerciale

Fonte: http://www.edicola.biz
Link
22.10.2010

Pubblicato da Das schloss

  • Fabriizio

    bell’articolo

  • Bellerofon

    Verrebbe da esclamare: “Ma santa ingenuità, caro Roberto Quaglia…! Ma Lei veramente credeva che…?” Eh sì. Eccolo il frutto avvelenato di quella che Lei continua a definire la Grande Stampa. Almeno intendiamoci a quali grandezze si fa riferimento: la tiratura delle copie? La grandezza del gregge che legge quella roba? Il fatturato delle case editrici? Le influenze politiche? Sì, perchè di grandezza MORALE, in quella ed altra stampa, non se ne vede l’ombra. Si rilegga i commenti sul Suo precedente articolo “IN GERMANIA SI INCRINA IL MURO DELL’OMERTÀ MEDIATICA SULL’11 SETTEMBRE”.

  • mazingazeta

    Presupponendo che anche in Germania sìa avvenuta quella concentrazione di potere che affida le direzioni dei quotidiani e mensili e tv a grossi gruppi industriali-finanziari, che se li comprano tout-court, la cosa fa molto riflettere. Il controllo delle persone avviene da anni attraverso i media principalmente, si deve ascoltare solo quello che essi prediligono.

  • KATANGA

    cvd

  • vainart

    OLIVER JANICH (con la h).

  • vic

    Caro Quaglia, durante la 2a guerra mondiale v’era un’altra radio, addirittura in lingua italiana, che diffondeva notizie libere dalla censure fasciste e naziste: si trattava di Radio Monteceneri. Oggi nota come Rete1 della RSI. E’ l’unica radio al mondo ad aver diffuso l’allunaggio storico del 1969 attingendo le informazioni in diretta non dalla NASA, ma direttamente dalla luna, grazie alla collaborazione dei fratelli Judica-Cordiglia, in diretta da Torre Bert. Purtroppo temo che oggidi’ sia anch’essa infetta dal virus del conformismo mediatico.

    Forse il web fa oggi le veci di Torre Bert. ma per quanto ancora?

    Comunque una nota positiva in tutta questa vicenda di Focus-Money c’e’: il fatto che i due articoli siano usciti. Significa che il giornalista aveva avuto carta bianca per farlo. Che un minimo di professionalita’ gira in modo sommerso nel circuito dei media.
    E’ un po’ la stessa situazione dei Whistleblowers negli USA. ogni tanto ne spunta fuori uno che racconta cose che molti sospettano, che scova documenti negli archivi.

    V’e’ un’altra modalita’ di occultamento oltre a quello preventivo: quello a posteriori. Cosi’ ci sono molte notizie, oggi ritenute segrete, che in realta’ sono state di dominio pubblico magari per anni. Solo in seguito sono “sparite” dai media. Per lo piu’ queste sono notizie dirompenti di tipo scientifico o tecnologico o astronomico.
    Oggi si vive in un contesto prettamente orwelliano. Il passato cambia continuamente forma in quanto gli addetti sono sempre all’opera per riscriverlo, adattarlo o censurarlo, a seconda dei propri bisogni. Come abbia fatto Orwell ad individuare in modo cosi’ preciso lo sviluppo della societa’, non si sa’. E’ forse quella dote umana tanto temuta dai burocrati, perche’ difficilmente codificabile: l’intuizione. Fortunatamente fa da contrappeso all’interno della natura umana a quella tendenza al ragionamento diabolico che imperversa in certi milieu.

    Quaglia coglie nel segno perche’ ritiene la classe giornalistica la piu’ responsabile dell’occultamento sull’11 settembre. Non vorremmo mica pretendere che siano gli imbastitori di tutto cio’ che avvenne quel giorno a spifferarcelo! Speriamo che qualcuno di loro, forse preso da rimorsi, si ravveda sull’orlo della tomba.
    Oltre ad un’evidente pressione per non informare correttamente, credo ci sia un’importante componente che ha a che fare con la psicologia del giornalista medio, che come tutti deve portarsi a casa la pagnotta e cosi’ evita di cercarsi guai, vista l’aria che tira.

    Non resta che l’informazione libera, per modo di dire, del web. In realta’ anch’essa e’ auscultata assiduamente da quelli che d’informazione si occupano per professione, d’informazione riservata, per essere precisi.

    Grazie a Dio, gente come Quaglia e Janic esiste. Due persone cosi’ valgono di piu’ di migliaia di giornalisti embedded nella nebbia della disinformazione o non-informazione.

    Grazie mille, Roberto Quaglia, per la tua prosa spietatamente lucida!

  • zufus

    La falla nella diga ormai è aperta, e una toppa non potrà fare molto per fermare la verità.

    Non passerà molto tempo prima che crolli del tutto.
  • goslow

    ….E’ l’unica radio al mondo ad aver diffuso l’allunaggio storico del 1969 attingendo le informazioni in diretta non dalla NASA, ma direttamente dalla luna…

    davvero?

    e come hanno fatto a superare La fascia di van Allen senza subire danni?

    …sveglia gente sveglia quella è un’altra bufala gigantesca come l’affondamento del Titanic;l’Olocausto;Adamo ed Eva;l’11 Settembre….etc

  • vic

    I fatti sono che a Torre Bert captavano i segnali provenienti dalla luna.
    Per controllo si puo’ sempre telefonare ai due Judica-Cordiglia. Oggi sono anziani, ma sempre ben lucidi, i due fratelli pionieri dell’informazione spaziale indipendente. Ho il sospetto che nei loro archivi ci sia ancora qualche chicca storica.

    Che le fasce di van Allen non facciano bene si sa’, infatti alcuni astronauti delle missioni Apollo oltre ai capelli grigi, si sono beccati il cancro. Qualcuno e’ gia’ morto. Non si sapra’ mai se a causa delle fasce di van Allen o no.

    I dati dosimetrici delle missioni Apollo dovrebbero essere di pubblico dominio, per lo meno fra gli addetti ai lavori. Da essi dovrebbe risultare chiaramente la dose dovuta alle infami fasce. Una cosa e’ chiara: sia volare ad alta quota che fare l’astronauta non fa bene al DNA! Forse e’ per questo che esaltano la professione, per distogliere l’attenzione dai pericoli di deformazione genetica, e dagli altri rischi ben noti.

    Chissa’ se la ragazza italiana prevista per la missione su Marte e’ bene informata sulla quantita’ di radiazioni che si becchera’ durante il viaggio! Non ci sono solo le fasce di Van Allen da attraversare, ci sono i raggi cosmici che hanno talvolta energie pazzesche, addirittura superiori a quelle del famoso LHC del CERN. Di certo non sono cose che fanno bene al DNA, soprattutto se si rimane esposti per anni.
    I Cinesi una volta affidavano le esplorazioni del mondo ignoto agli eunuchi. Forse non e’ un’idea cosi’ malvagia.

    😉

  • alvise

    Condivido.Io ci manderei marrazzo, vendola, vladimiro Guadagno (alias vladimir lussuria), e tanto per divertirli con le canzoni, anche il new entry, tiziano ferro 🙂 – tiè…

    ps.azz…. ma tutti gay sti sinistri?

  • Frikkio

    In Germania succedono queste cose? Non me lo sarei mai aspettato, guarda!

  • alcenero

    Grazie della segnalazione, d’accordo con l’autore abbiamo corretto il refuso.

    Alcenero