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LA VERA TRAGEDIA DELLA CRISI FINANZIARIA E' CHE LA GENTE MORIRA'

DI TOM KOSTIGEN
MarketWatch

La dura realtà del crollo economico non è il fatto che l’idraulico Joe non potrà acquistare la sua azienda, o che i fondi pensione della gente si stanno perdendo o che la disoccupazione aumenta; la cruda verità è che la gente morirà.

Già con l’aumento dei prezzi del cibo, 100 milioni di persone sono state spinte alla povertà, secondo la Banca Mondiale, con altri 2 miliardi di persone sull’orlo della catastrofe. Ricordiamoci che quasi metà della popolazione mondiale vive con meno di $2.50 al giorno. Milioni muoiono ogni anno di fame e denutrizione, mentre oltre un miliardo di persone non ha accesso ad acqua potabile.

Questi numeri sono destianati a una rapida impennata, con l’aumento della popolazione, la diminuizione delle risorse naturali e il generale aumento dei prezzi al consumo di tutti i generi di beni e servizi. Quindi mentre la borsa crolla e l’economia mondiale vacilla, è importante ricordare che si sta parlando di qualcosa di più delle perdite finanziarie, si parla di perdite di vite umane.E aumenta anche il fatto che non solo le persone in posti remoti nel mondo stanno vivendo in queste condizioni durissime. Da notare: i lavori persi nello stato dell’Indiana [negli USA, ndt] hanno causato un picco della povertà infantile del 29% dal 2000 ad oggi. Il divario tra ricchi e poveri negli USA e nel mondo ha raggiunto livelli record — e questo ha serie conseguenze.

L’OECD [l’Organizzazione per lo sviluppo e la cooperazione economica, ndt] ha dichiarato questa settimana che il divario tra i ricchi ed i poveri nel mondo è in aumento, con gli USA che sperimentano la maggior divisione.

Stiamo vivendo il maggior divario di ricchezza della storia. Un’ulteriore erosione della base economica farà sprofondare altre persone nell’indigenza.

Questo è il motivo perchè è importante risolvere la crisi economica ora.

Siamo tutti collegati

I paesi ricchi stanno provando con forza a correggere le avversità economiche quotidiane che affliggono il mondo. E’ stato convocato un summit economico d’emergenza. Sono state intraprese misure forti. Sono stati varati interventi di tutti i generi.

I paesi sviluppati si son resi conto che le proprie economie sono intrinsecamente legate a vicenda dagli avanzati strumenti finanziari. Quando un paese perde, lo stesso capita agli altri, come abbiamo notato in questi giorni da paesi distanti come la Cina e la Corea.

C’è però un altro collegamento che non è stato discusso: i paesi in via di sviluppo. Lo sviluppo di questi paesi dipende dalle economie dei paesi sviluppati, più di quanto le economie dei paesi avanzati siano interdipendenti. L’erosione dei mercati finanziari deve ancora farsi sentire nei paesi in via di sviluppo, con il venir meno dei movimenti di fondi dai quali questi ultimi dipendono.

E qua sta la triste fine dell’effetto espansione: toglie il cibo dalle bocche dei bambini, chiude i rubinetti d’acqua e spedisce orde di persone a vivere nella disperazione.

Dobbiamo risolvere la crisi economica mondiale, non solo per mantenere i nostri standard di vita, ma anche perchè la gente possa continuare a vivere.

La crisi economica che stiamo vivendo oggi, e probabilmente domani, è più che soli numeri. Ci sono facce con cui abbiamo a che fare per ogni singola unità di valore perso. E questo è qualcosa che non saremo mai in grado di quantificare. In ogni caso dovremmo riconoscere che le perdite che accadono davanti ai nostri occhi ogni giorno – ogni cinque secondi muore un bambino per mancanza di cibo o acqua – sono una questione di vita o morte.

Thomas M. Kostigen è autore di “You Are Here: Exposing the Vital Link Between What We Do and What That Does to Our Planet” (HarperOne). www.readyouarehere.com

Titolo originale: “THE REAL TRAGEDY OF THIS FINANCIAL CRISIS IS THAT PEOPLE WILL DIE”

Fonte: http://www.marketwatch.com/
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24.10.2008

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di Chospo

Pubblicato da Das schloss

  • mirko1313

    Non sono affatto convinto che i paesi in via di sviluppo abbiano qualcosa da perdere dalla crisi economica che sta coinvolgendo i paesi occidentali, anzi, sarebbe l’occasione giusta per affrancarsi da inutili quanto interessate politiche di finto soccorso volte tra l’altro a rafforzare le catene del debito. Se dobbiamo preoccuparci per qualcuno facciamolo senza ipocrisia per noi, senza tirare in ballo popolazioni che per anni sono state martoriate a causa dei nostri interessi economici e nell’indifferenza generale.

  • idea3online

    Il paragone con la grande depressione non lo si può fare, come se affronti un viaggio con il motorino, mentre viaggi il motorino si ingrippa i tuoi problemi sono grandi ma li puoi risolvere, la velocità massima del motorino è 50-60 Km…negli anni 30 la velocità del mondo era bassissima in confronto ad oggi in quanto internet, macchine, treni alta velocità, aerei, ma soprattutto internet fa andare il mondo alla velocità della luce.

    Ritorno all’esempio, se il motorino ingrippa, i miei programmi si arrestano, non posso continuare il viaggio, però posso trovare un rimedio, il tempo permette di trovare una soluzione, un mondo all’epoca che viveva quasi con i ritmi della natura, non dimentichiamo che il cavallo sostituiva benissimo i mezzi di locomozione.

    Oggi nel 2008 sono in una bellissima autostrada, ho una macchina da 230Km..ma devo rispettare il limite e corro a 130…, ingrippa, cosa faccio? ho seri problemi, devo trovare un’officina specializzata, pezzi di ricambio alle stelle, meccanico, soccorso, ho perso l’aereo, devo mandare il fax con urgenza, devo prendere i figli a scuola, devo andare a comprare le “cipolle per il brodo di pollo”, devo controllare i miei titoli in borsa, ma ricordo di avere in “borsa” il portatile, ma la batteria si sta esaurendo……dico tra me e me datti una calmata….ma la crisi continua, la macchina è in avaria, il mio mondo veloce adesso ha per forza maggiore un ritmo lento….

    Se andiamo in profondità non possiamo paragonare i due momenti, cioè 1929 con 2008, la crisi del 2008 è più violenta e sarà più violenta, perchè il sistema uomo è interconesso al sistema tecnologia, certamente sarà meno violenta per i paesi con il sistema meno interconnesso con la tecnologia.

    Ritornando al 1929 esistevano 2 sistemi paralleli, c’erano 2 “macchine”, una si rompe hai un’altra, ma oggi nel 2008 i sistemi paralleli non ci sono, ma solo un sistema è il motore dell’economia chiamiamola new economy, economia finanziaria, capitalismo, consumismo, infatti i paesi hanno investito tutto su un sistema abbandonando il sistema naturale. Perciò oggi non essendoci interconnessione con il sistema naturale o economia reale allo stato puro, le conseguenze saranno il 1200% più violente del 1929 in tutte le sfere della natura umana e fisica.

  • Imer

    Concordo sul fatto che la gente morirà, ma io spero cmq che la crisi colpisca duramente entro pochi mesi.

    Questo perchè secondo me il problema nn sono gli speculatori, o meglio sono una parte, nel senso che sono i figli dello stile di vita occidentale che è sempre più incentrato sul profitto senza sforzo e sul possesso di beni; quindi nn basta togliere gli speculatori, bisogna RIFARE il sistema e farlo Sostenibile, ma per davvero, nn solo a parole o sui fogli di carta.

    Bisogna abituarsi all’idea che dovremo rinunciare a molte “comodità”, ma dopo un po secondo me la gente inizierebbe ad apprezzare una vita più sobria e tranquilla, non date retta ai profeti del “progresso”, se è vero che l’intelligenza “superiore” è cio che caratterizza la nostra specie e pur vero che siamo comunque animali, quindi tenere dei ritmi di vita innaturali come quelli a cui ci costringe il sistema attuale (sommato ai danni ambientali che provoca) sono la causa di tutti i nostri problemi!

    Se poi riuscissimo anche a capire che siamo tutti sulla stessa barca ed è molto più proficuo aiutarsi e rispettarsi che fottersi a vicenda allora il mondo avrebbe la pace!

  • reza

    Ma se con la crisi e con il fermo dei “movimenti di fondi ” nei paesi in via di sviluppo, questi paesi finlmente si libereranno dal giogo dei capitalisti occidentali.
    Per ogni dollaro che è andato dall’occidente verso i paesi in via di sviluppo, né sono tornati 5 nelle tasche dei capitalisti, e il numero dei poveri in questi paesi è aumentato corrispondendo a questo sporco gioco.
    La crisi e i crolli che la seguono non sono che un bene per tutti, per l’anima dell’uomo occidentale come per la pancia dei poveri e in particolarmodo, perché fa mancare le risorse per altre guerre.

  • idea3online

    Vero,

    ma è pure vero che tutti i soldi usati per salvare le banche, se avessero usato anche il 5% per salvare i bambini….vero le banche al 1° posto….io dico che non c’è la volontà, se era questione di soldi non avrebbero salvato le banche…..

  • myone

    Il sistema magia due volte>br>
    1) Mangia sui soldi guadagnati, e sui sodi risparmiati>br>
    2) Mangia sui soldi vivi, freschi, quelli che servono per vivere e sopravvivere
    Il sistema, quello che crea problemi, e’ un sistema fittizio e fiscale, che crea economia per modo di dire, solamente non nel bisogno, ma nel bisogno che crea speculazione.

    Morire sapendo che coltivo un campo di patate e qui ci trovo la mia fine naturale, e’ nulla.
    Essere scaricati dal sistema, per inadempienza pecuniaria, per mancanza di salario e di lavoro, e non sapere dove sbattere la testa, sapendo che i vicini ad un tratto, sono pure stranieri e non ci sono piu’ i presupposti per un sociale diverso o di altra data, e’ la cosa peggiore.
    Crea disperazione, frustazione, e impossibilita’ di ogni sorta,
    Crea solamente delinquenza, sovversione.

    Dico sempre. Si vive mangiando, il resto, al di la del lucro-sistema, e’ fittizio, speculativo. Stop. Abbiamo un’ agricoltura, con la sua estensione e possibilita’, che non sappiamo piu’ che esista che non la facciamo produrre, e che e’ assoggettata, alle medesime speculazioni. Globalizzazione ed euro, nonche’ mentalita’ di questo tempo speculativo, hanno inquinato la mente umana, con tutti i suoi derivati logici di pensiero, di imprenditoria, e di politica. L’ economia, non e’ una realta’, e’ solamente la realta’ subdola ed effimera, di chi l’ impone, ed e’ sopratutto il prezzo che la gente paga, per non dire in faccia a chi di dovere, qualche bella bestemmia in italiano, cosi vedrete, che i termini educati, sostituiti, prendono veramente la sua forma di spiegazione, e direi di piu’, di persuasione a mettere i piedi per terra, guardare in faccia la realta’, di cui essa, e’ fatta di persone, bisogni, e problemi oggettivi, e non speculativi o politici, e ne tanto meno economici e di concetto.

    Ora forse no, ma un giorno vicino senz’ altro si, o forse, pure domani, basta poco, e in un momento, i termini cambiano, le situazioni si fanno inverosimili, e l’ inespettato, potrebbe essere una realta’ frammaticamente attuale, in tutti i suoi risvolti drastici.

    Siamo in un tempo, che la pagliuzza, se messa di qua o di la di una cosa, ne determina il peso, la decisione, la situazione, il risvolto, e pure lì inevitabile. Tutto e’ un conto, e chi li fa, i conti li detiene, e quando tornano a loro, sembra che tornino a tutti, perche’ i tutti sono loro, e i loro sistemi, ma non hanno mai avuto a che fare, di persona e a faccia a faccia, con cli i conti, gli e li sa spiegare ben bene in viso, e senza mezzi termini.