DI PAOLO BARNARD
paolobarnard.info
Sono stanco di scrivere sempre le stesse cose. Tutto quello
che c’è da dire sull’annuncio della BCE di oggi l’ho già scritto da settimane o mesi, perché era già
tutto annunciato nei Trattati Fiscal Compact e MES. Ma ok, ripeto.
Draghi vuole tenere i rendimenti (tassi d’interesse) dei titoli di Stato Italiani e Spagnoli (in primo luogo, della Grecia se ne fregano, è già all’obitorio) a un livello sotto le presenti medie, che sono vicine al default. Questo perché il nostro default sarebbe la fine dell’Eurozona e quindi la fine della spoliazione della nostra ricchezza nazionale e della nostra democrazia.Non deve accadere, Francia e Germania non hanno finito di banchettare sul nostro corpo ancora vivo. Per tenere i rendimenti bassi, si devono comprare molti titoli di Stato, perché la regola dice che più se ne comprano più calano i rendimenti. Ma come è noto all’universo (inclusa tutta la stampa finanziaria), poiché noi non possediamo più una moneta sovrana, i mercati (cioè i compratori di titoli) ce ne comprano pochi e pretendono tassi altissimi, e quindi li dovrà comprare la BCE. Ne comprerà senza un limite di quantità e li sterilizzerà*.
Ma c’è un ma orrendo che ovviamente i servi dei media, come il 99% degli antagonisti italici, non vi raccontano. La BCE farà tutto ciò solo se il Paese i cui titoli acquista avrà prima chiesto aiuto ai fondi ‘salva’ Stati come il EFSF o il MES. Cosa significa? Che prima lo Stato in questione dovrà sottoporsi alla Chemioeconomia della Troika di Commissione Europea, FMI, e BCE. Cioè ridursi come Grecia, Portogallo e Irlanda, cioè privatizzare tutto, cedere in pegno i fonti pubblici delle pensioni, far emigrare all’estero il 15 o 20% dei giovani, arrivare al 50% di disoccupazione, e ritrovarsi con deficit ancora più alti (perché è noto all’universo che le Austerità peggiorano i deficit, vedi oggi i deficit dei PIIGS), così la Troika avrà la scusa per stringere ancora di più il cappio. Alla faccia di quel bugiardo criminale di Mario Monti che ci disse che questo non sarebbe accaduto.
Cos’altro aggiungere? Ma nulla, ma basta! S’impicchi che ancora non sta capendo, chi è così terrorizzato da trapanarsi Giavazzi nel cervello, come chi ha due mesi di vita e si trapana la cartomante che gli dice “sei guarito”.
Basta. Chi non è ridotto al ridicolo o alla pena di cui sopra, venga a Rimini e a Cagliari con la MMT, ci metta la mente, il coraggio e i mezzi, e si salvi. Staccatevi da sto schermo ora e datevi da fare.
* Sterilizzare i titoli che Draghi comprerà significa che invece di pagarli con liquidità, li paga con titoli della BCE. Nel cervello dei monetaristi alla Draghi c’è ancora il fantasma dello standard aureo, dove uno poteva prendere i soldi ricevuti dalla BCE a pretendere di avere oro in cambio. Questo non esiste più da 40 anni, ma i Draghi si comportano come se ci fosse, cioè funzionano con un riflesso condizionato, un pilota automatico nella testa, e allora invece di dare soldi danno titoli, così i soldi di chi vende sono bloccati lì e non possono essere scambiati per oro, e non circolano creando inflazione, cioè sono ‘sterilizzati’. Cretinata, visto che anche se Draghi pagasse in liquidità si tratterebbe sempre di bilanci bloccati nelle riserve delle banche, che per definizione non circolano fra la gente e non possono essere scambiate per oro.
Paolo Barnard
Fonte: www.paolobarnard.info
Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=438
6.09.2012
nigel 9 settembre 2012
l’intervento della Bce non è certo risolutivo e nei termini posti addirittura controproducente. Intanto è politicamente indigeribile per Spagna e Italia le quali sperano infatti di cavarsela senza dover aderire al «programma precauzionale» di austerità concordato con l’Europa con tanto di vigilanza del Fmi.
Sperano cioè che l’effetto annuncio dell’altro ieri basti a ridurre gli spread, sebbene ad esso nulla di operativo segua senza le forche caudine della «condizionalità». Ma se nulla accade gli spread risaliranno, magari perché i mercati si aspettano una adesione solo quando sarà troppo tardi.
"...Quale obiettivo di riduzione degli spread la Bce assicuri non è noto, sicché la sua probabile insufficienza e l’irrigidimento delle clausole di austerità renderà difficoltoso ai paesi aderenti ottemperare agli obiettivi concordati. Se i paesi non ottemperano agli obiettivi concordati, la Bce potrà interrompere il sostegno, ma sancendo a quel punto una possibile rottura dell’euro.
Come si vede un vero pasticcio, che rende la mossa Draghi l’ennesimo «far rotolare giù la lattina per la discesa».
Essa conferma perà quello che gli economisti eterodossi (fra i quali quelli della «Modern Monetary Theory») hanno sempre sostenuto: i tassi li fanno le banche centrali e non i mercati. Se ne desume che gran parte dell’incendio di questi due anni sia stato appiccato dalla Bce medesima, ubbidiente al diktat dell’elite europea di spazzar via attraverso una crisi fiscale welfare state e sindacati – nella periferia in primo luogo, ma come lezione ai sindacati tedeschi in secondo.
Fatto è che le unioni monetarie nascono col precipuo scopo di costringere i paesi membri (e le loro classi lavoratrici) a una devastante concorrenza deflazionista.
Questo insegnamento ci proviene da Keynes, ma pochi fra gli economisti di sinistra sono culturalmente in grado di trarne le dure conseguenze. La Bce ha agito coerentemente al mandato. Delle tre fonti di crisi, quella consistente dello stesso euro, quella dovuta al mancato intervento della Bce per due lunghi anni, e quella dell’austerity, la mossa di Draghi attenua la seconda, ma al prezzo di alimentare la terza, e senza far nulla nei confronti della prima.
La mossa di Draghi va interpretata come frutto della paura che l’incendio si portasse via il presupposto medesimo del discorso, cioè l’euro, e che dunque i popoli dei paesi periferici potessero di dire basta a questa lenta agonia. Si tiene dunque in vita il paziente, ma solo quel tanto perché dosi rafforzate dell’altra cura, l’austerità, facciano effetto nell’annichilirne ogni volontà di reazione. C’è dunque un senso sinistro, e non progressista, come sembra sostenere Pizzuti ieri su questo giornale, al messaggio di Draghi sull’irreversibilità dell’euro.
Sono altre strade possibili? L’intervento incondizionato della Bce dovrebbe essere accompagnato dall’obiettivo della stabilizzazione dei rapporti fra debito pubblico e Pil (non riduzione). Questo obiettivo rassicurerebbe i mercati, mentre lascerebbe spazio a politiche fiscali espansive.
Ciò non basterebbe, tuttavia, a ricomporre gli squilibri commerciali infra-europei. Si dovrebbe rapidamente anche andare verso un crescente bilancio pubblico europeo con una forte componente redistributiva centro-periferia, mentre il ruolo dei bilanci nazionali potrebbe ridursi (come negli Usa, insomma).
Questa dell’Europa Federale è una prospettiva che però tanto somiglia a un’Europa divisa fra sussidiati e sussidiatori, inaccettabile per evidenti motivi ad entrambi, e non per le generiche «idiosincrasie nazionali e nazionalistiche» che Pizzuti vede come ostacolo.
Soprattutto, la dura realtà è che l’Europa va in un’altra direzione, l’euro è nato per quello.
(Sergio Cesaratto)