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LA TERRIBILE BELLEZZA E' RISORTA (L'11 SETTEMBRE DI FRANCO PIPERNO)

Per il decimo anniversario dell’attacco al Centro Mondiale del Commercio e al Pentagono, scegliamo un articolo di Franco Piperno , pubblicato alcuni mesi fa sulla rivista Loop.

Un articolo di un’onestà e di una chiarezza davvero uniche.

Come sottolinea chi ci ha girato l’articolo, “Per favore, facciamo astrazione dalle dietrologie sugli autori dell’attacco alle Twin Towers, e così via: il messaggio di questo intervento è un altro!”
Miguel Martinez (http://kelebeklerblog.com)

DI FRANCO PIPERNO
looponline.info

Quella mattina di settembre a New York, un mattino qualunque sotto un sole smarrito che già ha il sapore d’autunno, il formicolio sub umano della megalopoli – la grande Babilonia – l’oggi che si annuncia non diverso da ieri; poi, inatteso, in poco più di un’ora, lo svelamento, l’apocalissi: le Twin Towers, le Torri Gemelle che, avvolte dentro un fumo nero, implodono su se stesse quasi fosse argilla: l’odio arabo che chiama dal cielo l’americano ”middle class” e gli dice di buttarsi giù dal grattacielo perché è giunta per lui la morte – la fine dell’immunità dalla strage che cala sibilando dagli spazi aerei, privilegio di cui gode da tempo, da troppo tempo, New York; e con essa il paese dove sventola la bandiera a stelle e strisce.

Il codice retorico nordamericano ha rapidamente metabolizzato l’evento: un vile attentato dei terroristi islamici agli States per l’azione di libertà e pace che gli USA svolgono, generosamente e da più di mezzo secolo, globalmente, in tutto il mondo. “Enduring Freedom” ha proclamato il loro presidente. L’elaborazione mediatica del lutto s’è svolta sulla ricognizione dell’identità perduta dei corpi straziati, il pianto sconsolato di migliaia di parenti ed amici, il fatale eroismo del solito pompiere raccontato dall’immancabile collega sopravvissuto, gli attestati televisivi di lealtà alla bandiera rilasciati dall’arabo americanizzato – il tutto avvolto nella micidiale polvere di titanio contenuto nei meta materiali adoperati per costruire le due Torri. La falsa coscienza dell’America, l’ideologia, qui ha operato al massimo della sua potenza occultante.

Ma l’America non è solo quella che compare in televisione. Noam Chomsky, uno dei quattro intellettuali per il quali l’onore degli States può ancora salvarsi, visitando le rovine di Ground Zero, colto da una pietà inane, ha avvertito che da quel groviglio dantesco di carne che mescolava alla rinfusa i cadaveri degli assassini e delle loro inconsapevoli vittime, s’alzava un lamento, un coro abissale di milioni d’anime che ancora vagano come spettri non avendo trovato una degna sepoltura: i tedeschi di Dresda, gli italiani di Firenze, i giapponesi di Hiroshima e Nagasaki, gli arabi di Bagdad, tutti civili e tutti innocenti allo stesso titolo dei newyorkesi.

Nell’emozione onirica di Chomsky v’è più verità che nell’analisi di migliaia di esperti, giornalisti o accademici che siano. Infatti, se adoperiamo Il criterio di McNamara – il segretario di stato americano all’epoca della guerra nel Vietnam – che misura la produttività del complesso-militare industriale attraverso il rapporto tra il numero di morti inflitte al nemico rispetto a quelle subite, si vede che, per quanto riguarda la guerra di Bush, siamo ad un rapporto cento ad uno; nettamente meglio di quanto fossero riusciti a fare i nazisti che, nella rappresaglia, si limitavano a dieci per uno; e tuttavia, occorre riconoscerlo, ancora lontani dal record che detengono i cittadini dello stato ebraico: per ogni israeliano ucciso vengono condannati a morte almeno mille palestinesi, anziani, donne, bambini, senza favoritismi per nessuno.

Insomma, per il criterio di Mac Namara, gli arabi sono ancora in credito di alcune centinaia di migliaia di morti civili.

A dieci anni di distanza la stampa americana continua a rappresentare quell’evento come un vile attentato su persone inermi senza alcun giustificato motivo. Rimuovono, appunto, ciò che è stato fatto dagli americani nel Medio Oriente: una rete fitta di basi per proteggere i corrotti regimi di quei paesi, e assicurarsi così il controllo militare delle grandi riserve petrolifere. Chi non sta a casa propria?

Quanto alla viltà dell’agguato, come si fa ad onorare i mercenari americani che per mestiere uccidono, utilizzando i droni per non correre alcun rischio; uccidono, per la mercede, esseri umani che non hanno alcun motivo di odiare; mentre andrebbero considerati vili quel pugno audace di intellettuali – alcuni di loro avevano perfino superato l’esame di fluidodinamica­che, utilizzando dei temperini, si impadroniscono di quattro enormi aerei di linea, facendo fronte agli equipaggi e a centinaia di passeggeri, per uccidersi ed uccidere, schiantandosi sui quei mostri di vetro e cemento simboli dell’impero americano?

Qualsiasi possa essere il vincolo di fraternità culturale che lega la sorte dell’ europeo all’ americano, è del tutto evidente che l’ammirazione dell’uomo libero , non scevra da raccapriccio, va agli insorti e non ai mercenari – il coraggio temerario del corpo umano che si fa beffa della potenza tecnologica e la rivolge contro coloro che l’ hanno fabbricata.

Per questi ed altri motivi, noi, l’undici di settembre, nel decennale di quell’evento dalla bellezza sublime, chineremmo, se solo le avessimo, le nostre bandiere per pietà verso gli americani morti per caso e ad onore degli intellettuali arabi – a noi, per altro ostili, ma certo umani, troppo umani – che hanno spappolato gli aerei catturati contro le Torri Gemelle, condensando, in quel gesto collettivo, la volontà generale delle moltitudini arabe.

Manca ancora la parola del poeta che racconti questa impresa da eroi maledetti. In ogni caso, quel che è certo è che l’undici di settembre a New York, come la decapitazione di Luigi Capeto, l’assalto bolscevico al Palazzo d’Inverno, la Sorbona occupata nel ’68, la caduta del muro di Berlino, è una rappresentazione icastica che farà nido nell’immaginario collettivo, perché segna la fine di un’epoca e ne annuncia una nuova.

A dispetto tanto delle anime belle quanto degli ipocriti che hanno sentenziato prematuramente l’impotenza controproducente della violenza collettiva.

Franco Piperno

Fonte: www.looponline.info
Link: http://www.looponline.info/index.php/editoriali/588-la-terribile-bellezza-e-risorta
2.07.2011

Pubblicato da Davide

  • jorge

    Piperno sbaglia, il poeta c’è già e si chiama Amiri Baraka (ex Leroi Jones), e “l’impresa” (come ormai dovreb’essere chiaro) è di soli maledetti e nessun eroe.
    La poesia si chiama “Someone blew up America” e inizia così:

    “(Chiunque abbia cervello
    si oppone al terrorismo
    sia domestico che internazionale.
    Ma uno non dovrebbe
    essere usato
    per coprire l’altro)”

    E’ solo il prologo, seguono molte domande lanciate come coltelli alla gola della menzogna.
    Invito tutti a cercare questa poesia in rete nell’originale o nella versione in italiano.
    Buona lettura.

  • Sokratico

    (…) è del tutto evidente che l’ammirazione dell’uomo libero , non scevra da raccapriccio, va agli insorti e non ai mercenari.

    quel pugno audace di intellettuali (…) utilizzando dei temperini, si impadroniscono di quattro enormi aerei di linea, facendo fronte agli equipaggi e a centinaia di passeggeri, per uccidersi ed uccidere, schiantandosi sui quei mostri di vetro e cemento simboli dell’impero americano?

    Sono d’accordo, l’uomo libero nonostante l’orrore e il raccapriccio deve ammirare gli insorti e non i mercenari.

    Ma essere insorti, oggi, significa anche dire…nonostante l’invito in testa all’articolo, che non è probabile che siano stati quattro intellettuali col temperino a buttarsi con gli aerei contro le torri per motivi ideali di resistenza e di indignazione.

    Punto. Senza polemiche.

    In merito al messaggio in sè, però, dico un’altra cosa: preferisco gli insorti come Vittorio Arrigoni che non restituiscono occhio per occhio, che i presunti intellettuali col taglierino o con le molotov o con le autobombe.

    sarò romantico, ma l’unica strategia politica di insurrezione storicamente funzionante e NON funzionale al regime cui tenta di opporsi è quella di Gandhi.

    saluti

  • radisol

    Grande Franco Piperno, come sempre ! Ad ulteriore dimostrazione ( ieri si parlava di Negri in un’altra discussione su cose più strettamente italiane) che la corrente “operaista” del 1969/69 ed anni a seguire, rimane nonostante tutto, nonostante la criminalizzazione fattane nei decenni dal potere ( sinistra compresa, anzi più della destra) e nonostante alcuni significativi “tradimenti” al suo interno, quanto di meglio sia stato prodotto in Italia nella storia recente …..

  • polidoro

    Torri Gemelle che ..
    implodono.?? si disintegrano !!
    quasi fosse argilla: macché argilla , farina !

    … l’odio arabo ? cioè ? quello inventato da Samuel P. Huntington e compagni ? Tu ti aggreghi a loro ?

    … segna la fine di un’epoca e ne annuncia una nuova ? …

    Cioè ? Tu vedi una nuova epoca ? Ottimista !

    Nuova sarebbe sinonimo di rinnovamento, verità, magari bellezza, ma qui s’inaugura l’era dell’inganno globale, iniziata dal nipotino di Freud, l’illustre Barneys Edward, che saggiamente ci divise in due schiere opposte che credono di parteggiare per qualcosa. Siamo a Tavistock Square, amico mio

    Un articolo di un’onestà e di una chiarezza davvero uniche ?

    Bah! Se i fatti fossero veri, lo sarebbe, ……… se.

    Come ulteriore prova di onestà e chiarezza bisognerebbe allora premiare, dare un Nobel ai geni, tecnicamente parlando, che hanno tirato giù le Torri, dopo la sceneggiata degli aerei. E’ stato un lavoro di altissima specializzazione, tecnologicamente all’avanguardia.

    .

    Il catalogo delle scemenze comprende anche:

    A dispetto tanto delle anime belle quanto degli ipocriti che hanno sentenziato prematuramente l’impotenza controproducente della violenza collettiva.

    Ovvero: il tempo passa e Franco spera sempre ….. l’immaginazione al potere, eh ?

    Bah !!

    Affettuosamente

    Polidoro

  • ilfigliodegeneredellovest

    “Per favore, facciamo astrazione dalle dietrologie sugli autori dell’attacco alle Twin Towers” …incredibile, incredibile.

  • radisol

    Al di là della buona volontà di Martinez, è impensabile che su CdC si perscinda, nemmeno per un attimo, dal “complottismo” … come pretendere che in discoteca non si balli o che al ristorante si faccia lo sciopero della fame … che nulla quadri nella vicenda dell’ 11 Settembre 2001 mi sembra un dato ormai oggettivo …. ma è pure innegabile che quella finzione è stata messa in piedi, al di là degli inconfessabili scopi di chi appunto l’ha messa in piedi, perchè nel mondo c’è la situazione che descrive ottimamente Piperno ….. a meno che non si voglia – e in qualche modo su alcuni interventi su questo sito questo appare molto chiaramente – sostenere che non esistono azioni collettive se non “teleguidate” ….. pure l’assalto di massa all’ambasciata israeliana del Cairo di due giorni fa è frutto di “complotto”, magari sionista ? Francamente non credo …..

  • nuvolenelcielo

    chiamare dietrologia la verità è tipico delle dittature e delle persone che le supportano.

  • maristaurru

    Franco Piperno, è passato molto tempo, ma volendo attualizzare il personaggio, riporto un suo “pensiero” dalla wikipedia:

    “moralità dei brigatisti” in un sotteso giudizio sul loro operato. Ha affermato: [1] [2] :
    « È una morale di guerra, non esiste solo una sua o una mia morale. La morale è multipla – ci sono persone che vanno a bombardare una città, e sono considerate degli eroi, e persone che sparano su un bersaglio determinato, che sono considerate dei criminali. Nel secondo caso, solo perché sconfitte »

    (Franco Piperno a Controcorrente, trasmissione di Sky Tg24)

  • Zret

    Trasecolo. A che pro pubblicare un aborto del genere? Cui prodest?

  • Zret

    9-11 was perpetrated by the London-based Illuminati (Masonic) central bankers (Rothschilds, Rockefellers etc.) to advance their centuries-old plan for one-world-government (i.e. tyranny.) It was executed by the CIA, Mossad and elements within the US military and covered up by the political and media class who are mid level go’fers. They are accessories after the fact in this mass murder and criminals.

    Henry Makov (giudeo anti-sionista. Tanto di cappello. Dal suo sito savethemales.ca)

  • radisol

    Bah, direi che quanto diceva Piperno era sacrosanto …. gli “eroi” sono sempre i vincitori …. e i “terroristi” sempre gli sconfitti ….. chi definirebbe oggi, anche se certo in vita non fu propriamente un “vincitore”, “terrorista” un Giuseppe Mazzini ? Ormai è un “padre della patria” e stop … peccato che, a differenza delle BR, Mazzini usasse anche il terrorismo indiscriminato …. vedi attentato di Felice Orsini, fedelissimo di Mazzini, a Napoleone III° a Parigi …. tra i complici di Orsini anche un futuro “premier”, Francesco Crispi …. Napoleone III° illeso e centinaia di passanti ammazzati …. eppure oggi se ne parla come di un episodio sfortunato ma decisivo del Risorgimento ….. pensate cosa si sarebbe detto di Via Fani ( dove i morti erano tutti membri armati dell’ esrcito nemico” ) se le BR avessero vinto ….

  • maristaurru

    Le Brigate rosse e nere hanno secondo me, e vedremo se il tempo confermerà la mia intuizione, assolto il compito assegnato:indebolire le Istituzioni, introdurre a Paura, terrorizzare i ben pensanti, che stessero zitti e non rompessero le scatole. Mazzini, una delle tante bugie su cui si fonda questo Paese : Mazzini, armi, banche e morti , allora come ora, tutto solo per soldi e POTERE, sapeva mazzini, sapeva quello che faceva, lui i terroristi li mandava ad ammazzare restando in poltrona.. quei “combattenti invece cosa sapevano?
    Le nostre Brigate rosse e nere, cosa sapevano gli esecutori? Una guerra contro lo Stato, e loro futuri eroi, direi che si anche loro come i mandati dal Mazzini e dalle sue banche, si sentivano combattenti. E se anche in tempi moderni si fosse ripresentato l’eterno vecchi schema: i combattenti a morire in strada, a subire carcere, e i “generali” seduti in un bello studio? La storia di questo paese si basa sulle bugie, da sempre, e sulla sabbia non si edifica nulla.. e lo vediamo

  • maristaurru

    Quanto sopra per dire che la vittoria non potrà mai essere dei brigatisti, quando il lavoro sarà finito, altri saranno i vincitori. Da che mondo è mondo è sempre stato così

  • Eshin

    Un articolo di un’onestà e di una chiarezza davvero uniche.????…………

    Non avevate da offrire nulla di meglio oggi??????Moooo!

    http://ildemocratico.com/2011/09/11/119-ancora-lontani-dalla-verita-anche-la-portavoce-dei-parenti-delle-vittime-denuncia-l%E2%80%99insabbiamento/

  • RicBo

    Questa di Piperno è apologia della vendetta, dell’occhio per occhio, è giustificazione della reazione violenta in qualsiasi condizione, anche quando la violenza è inutile o controproducente, e del dominio, perchè la violenza genera dominio. E’ la negazione dell’enorme potere simbolico che hanno figure come Arrigoni, Corrie, lo stesso Ghandi, negazione del potere della parola della costruzione e della partecipazione. Piperno non ha mai nascosto quello che pensa e ciò lo ha sempre reso onorevole ma usare le frasi di Chomski fuori contesto gli ha decisamente fatto perdere molti punti ai miei occhi (e spero anche a quelli di tanti altri)

  • radisol

    Bah ….. basta con questa storia della “violenza” e della “non violenza” …. al massimo, nella storica lotta degli oppressi, sono articolazioni tattiche … Vittorio Arrigoni e Rachel Corrie sostenevano – certo con metodo non violento, l’unico che nelle loro condizioni potevano praticare – una lotta però sacrosantemente violentissima, quella dei palestinesi contro l’occupante nazi-sionista …. ed anche Chomsky non è certo un non violento gandhiano ma un anarchico ….
    Ma, al di là di questo, qui spesso indichi la luna a qualcuno e quello guarda il dito … metà dei commenti, infatti, sono sul “complotto dell’11 settembre”, cioè su quello che Martinez chideva all’inizio di mettere per un momento da parte …. e gli altri sono di condanna moralistica e non politica del “terrorismo rosso” degli anni settanta in Italia, cui viene peraltro associato pure Piperno che invece non ci entra un tubo …

  • radisol

    E poi, a voler essre precisi, è sbagliato anche il titolo, realisticamente messo da CdC e non da Piperno e nemmeno da Martinez … quando Piperno parlava, nei settanta, di “terribile bellezza” si riferiva, usando un precedente letterario irlandese, agli scontri di piazza del 12 Marzo 1977 a Roma … parlando invece di Via Fani, nello stesso scritto, parlava di “geometrica potenza” …. e quindi, se proprio vogliamo cercare un parallelo improbabile, le Twin Towers possono essere paragonate a Via Fani, non certo agli scontri di piazza del 1977 …. ma l’uso del termine “terribile bellezza” riferito all’ 11/9 faceva evidentemente più “scoop”, più sensazione …..

  • LightBlue

    Prima o poi tutti pagheranno il prezzo delle loro azioni…