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LA RIVOLTA DEI NUOVI SUDDITI

DI MASSIMO FINI
ilfattoquotidiano.it

Finalmente. Era ora. Era ora che i giovani, dopo decenni di sonnolenza, si svegliassero. Parlo di ragazzi normali, figli di un ceto medio che sta rasentando la soglia della povertà quando non c’è già entrato, non dei vetero-marxisti dei centri sociali.

La loro protesta si rivolge certamente contro la legge Gelmini (giusta nel principio di base – tagliare le unghie alle baronie – ma che di fatto blocca le carriere di assegnisti e ricercatori a progetto che per otto anni hanno sostituito in tutto e per tutto il titolare di cattedra, facendo lezione, tenendo corsi, presiedendo commissioni d’esame, conducendo e inventandosi laboratori e che ora, a 36, a 35 anni non solo si vedono bloccata la carriera ma, poiché queste categorie non hanno nemmeno diritto al sussidio di disoccupazione, si trovano letteralmente sulla strada dopo aver buttato via otto anni della loro vita), ma esprime anche, e forse soprattutto, un profondissimo disagio sociale che riguarda tutti i ceti ma che solo i giovani hanno le energie sufficienti per far emergere con forza.

Si sono sentiti in questi giorni, da parte della classe politica, alti lai perché la protesta si è rivolta contro le sacre “istituzioni democratiche che appartengono a tutti” (Schifani). E contro chi dovremmo protestare? Contro i chioschi dei giornalai? Perché queste istituzioni non sono affatto di tutti e non sono affatto democratiche. Sono “roba loro”, dei partiti che le hanno occupate e le usano non per il “bene comune”, come ripetono talmudicamente i loro esponenti, ma per i loro intrallazzi, per i loro giochi di potere, per i loro abusi, per i loro soprusi, per i loro clientes (e spesso per i loro crimini e la loro impunibilità) riducendo il cittadino, l’uomo libero che rifiuta di infeudarsi a queste camarille, a queste mafie, a suddito, senza diritti e senza parola.

Si è anche stigmatizzata la violenza di queste manifestazioni, che hanno riguardato un po’ tutte le più importanti città, Roma, Firenze, Pisa, Milano, Palermo. A parte che tirar uova, dare qualche spintone, salire sui tetti sta ancora nei limiti del lecito, voglio ricordare che quando facevamo i cosiddetti “girotondi”, manifestazioni assolutamente pacifiche, alcune di straordinaria imponenza come quella che organizzò, sul tema della legalità, Paolo Flores d’Arcais a piazza San Giovanni, il 14 settembre del 2002, raccogliendo un milione di persone che non erano certamente tutte di sinistra (la sinistra oggi, con le truppe cammellate, può portare in piazza al massimo 300 mila persone), non solo non abbiamo ottenuto nulla, ma siamo stati irrisi dalla destra e dalla sinistra. Quante volte ho sentito dire, in modo sprezzante, da uomini che si dicono di sinistra: “Non mi prenderai mica per un ‘girotondino’?” Alle destre poi non andavano nemmeno bene quelle manifestazioni pacifiche, contestavano il diritto di scendere in piazza, “pacificamente e senz’armi”, che come dice la Costituzione è il primo diritto politico del cittadino. Pierluigi Battista disse in tv che i “girotondi” erano “pieni di odio”. A parte che l’odio è un sentimento legittimo, nei “girotondi” non c’era nemmeno quello, era Battista che, come si dice in psicoanalisi, “proiettava la sua ombra”. È evidente quindi che per scuotere costoro, per costringerli a prestare una reale attenzione ai bisogni del cittadino ci vuole qualcosa di un po’ più pesante e che qualche cazzotto ben dato, a mani nude s’intende, non è sprecato.

Col sessantotto non c’è nessun parallelo. I “sessantottini” erano figli annoiati della borghesia che cavalcavano, grottescamente, un’ideologia morente, il marxismo leninismo, e in piazza non ci andavano con le uova ma con le spranghe. Questi son giovani non ideologizzati che lottano per il loro futuro e le loro legittime aspettative di carriera. Quelli, figli della borghesia, invece scendendo in piazza la carriera se la preparavano. Tanto è vero che sono diventati tutti, come minimo, direttori del “Corriere della Sera”.

Massimo Fini
Fonte: www.ilfattoquotidiano.it
Link: http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/27/la-rivoltadei-nuovi-sudditi-finalmente-era-ora/79029/
27.11.2010

Pubblicato da Davide

11 Commenti

  1. Dunque Massimo Fini sta dalla parte dei ricercatori. Che queste figure del precariato abbiano diritto di alzare la voce CONTRO i loro schiavisti “precariatori” massoni e intrallazzatori è cosa scontata. Costoro, i ricercatori, sono – mi sbaglio? – pur nel vastissimo campionario dell’esercito di precari una minoranza di privilegiati, con appetiti di non poco conto: aggiudicarsi un magnifico scranno di non-timbratore di-cartellino in quelle vaste e ubertose baronie del darsela ad intendere del Culturame Accademico nostrano. E’ per questa sfortunata e minuscola elite che scomoda la sua preziosa e corrosiva penna il nostro grande Fini? Ne vale la pena? Fini dovrebbe tenere a mente che il più importante compito del vero pensatore politico è stabilire un giusto Ordine del Giorno: è davvero così essenziale oggi come oggi appoggiare una lotta di sostanziali nullafacenti? In nome di che cosa? Sono davvero i nostri attuali studenti MEGLIO dei sessantottini? O ne sono la naturale e logica continuazione?
    Forse la sottostante motivazione di tale appoggio va ricondotta a quella ghigna che abbiamo intravisto dietro al sigaro toscano del prode bersani che ascende al tetto di architettura (meraviglia solo che non si sia fatto fotografare anche lì a maniche di camicia rimboccate, ma forse il freddo di fine autunno…) Non è che il prode Fini si sia accodato al prode bersani per dare la spintarella decisiva al traballante trono di berlusconi? ((come sta facendo appunto la massa di manovra dei poveri ebeti studentelli del politically correct)). Non saranno marxisti-leninisti, questi rivoltosi delle merendine e degli iphone, ma in quanto a idiozia…

  2. Che il principio-base della riforma Gelmini sia “tagliare le unghie alle baronie” ….. e che nei centri sociali ci siano i “vetero-marxisti” …. tra l’altro la protesta studentesca romana, che conosco da vicino, nasce proprio da un centro sociale, l’Esc di S.Lorenzo …. poteva dirlo solo un ambiguissimo ex socialista, ex leghista, con forti ascendenze cosiddette rosso/brune … come Massimo Fini …. che quando finirà di tranciare personalissimi e discutibilissimi giudizi senza conoscere minimamente le realtà delle quali pretende di occuparsi … sarà sempre tardi …..

  3. P.S.

    Non sapevo che il Corriere della Sera avesse avuto, dal 1968 ad oggi, milioni di direttori …. e mi risulta che solo due di questi, Mieli e De Bortoli, abbiano avuto qualcosa a che fare, pur defilandosi dal movimento già l’anno successivo, col 1968 ….

    Ahiahiai, Massimo Fini, quanto è brutta l’invidia professionale … come se poi il “Giorno” o il “Gazzettino” dove scrive Fini fossero oggi giornali di “controinformazione militante” …..

  4. Tutto questo livore nei confronti di Fini è tipico di certi sessantottini nostalgici, obnubilati dai loro fallimenti.

  5. A proposito di Gelmini:

    …”Il Talmud sarà tradotto in italiano, i rabbini di Roma coordinano il team.”

    “È uno dei testi sacri dell’ebraismo, ma non è mai stato tradotto in italiano. Ora manca soltanto la firma del ministro dell’Istruzione Gelmini per partire, poi serviranno cinque anni di lavoro – con un team di 30 persone – per una versione nella nostra lingua del Talmud babilonese”…Quali “impegni” concreti comporta per lo Stato Italiano questa “firma”?

    Considerato il taglio alle spese della Gelmini…non è che si proceda a bruciare soldi in iniziative improduttive ed utili allo 0,…..% degli Italiani?

  6. Un pò difficile per me essere “sessantottino nostalgico” … nel 1968 portavo ancora il grembiulino col fiocco inamidato …. ma da questo a sopportare cazzate sparate tanto per spararle ….. su centinaia di centri sociali in Italia quelli definibili “vetero-marxisti” non sono più di 3 o 4 … peraltro tutti in Veneto o in Toscana …. l’Esc che è certamente alla testa del movimento studentesco romano, si rifà alla “disobbedienza”( tutto meno che vetero-marxista), al situazionismo, a Guy Debord …. ci vuole poco a capirlo, anche dalle forme di lotta in stile “provos” …. ma Fini non lo capisce o non vuole capirlo … altrimenti come fa a sparare le solite cose ambigue ed ambidestre ? Un buffetto al governo (“contro i baroni” ma quando mai ?) ed uno agli studenti ( perchè non si rifacciano al ’68, cosa peraltro a cui gli studenti non ci pensano proprio … ) Ma perchè non fa veramente il giornalista e non va a seguire assemblee, cortei ecc. ecc. ? Magari capirebbe qualcosa di più …. ammesso che possa e voglia farlo ….

  7. ci sarà da ridere……evidentemente non gli piace questa versione http://apologetica.altervista.org/talmud_smascherato.htm
    🙂

  8. E la classica rivoluzione universitaria pilotata , per la futura campagna elettorale..
    Precari sono e precari resteranno..

  9. Non sapevo a 14 anni (quanti grosso modo ne avevo allora) di essere un “vetero-marxista” e un “figlio annoiato della borghesia”: provengo da una genìa di operai, impiegati e contadini (i nonni) e penso anche molti di quelli che andavano ai cortei. M’immagino invece che quelli che andavano ai girotondi fossero tutti super-proletari che smessa la tuta e usciti dall’officina andavano a dare la mano ai vari Nanni Moretti ( e M. Fini) anche loro appena usciti dall’altoforno.

  10. Concordo. Aggiungo che il problema sta nei politici i quali, da bravi ingannatori e mentitori, non osano dire una qualche verità.
    Se ce ne fosse uno onesto di questi pessimi politici, andrebbe davanti al popolo e darebbe la seguente comunicazione: “Amici, siamo con le pezze al culo, dobbiamo cambiare tutto. Vi abbiamo ingannato per decenni facendovi credere che il futuro era radioso e in crescita e che avreste avuto le vostre buone opportunità. E’ venuto il momento di dirvi la verità: non possiamo permetterci tutta questa splendente società”.

  11. Un solo consiglio per i ragazzi: NON FIDATEVI DI CHI(come me) HA PIU’ DI TRENT’ANNI e andate avanti con la forza delle vostre idee, che le nostre hanno fallito(per non deprimermi, dico a me stesso che, al bivio, abbiamo imboccato la strada sbagliata). Affanculo ideologie e dogmi preconfezionati. Aggiungerei il vil denaro, ma la gran parte ne sarà attratta, come sempre.
    Saluti.