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LA RIVELAZIONE DELLE ARAGOSTE


DI INGRID NEWKIRK
Peta

Un giorno, molti anni fa, per il mio compleanno mi portarono in un ristorante famoso per le sue aragoste, a Filadelfia, e ricordo che quella sera mi sentivo molto romantica e felice.

Il cameriere portò un vassoio d’argento, con sopra delle belle aragoste. Mi invitò a sceglierne una. Le aragoste facero vibrare le loro antenne verso di me. Ne scelsi una.

“Alla griglia o bollita?”, chiese il cameriere.
“Alla griglia”, dissi senza esitazioni.

Allora non avevo idea che il modo standard di uccidere le aragoste è di aprire il loro dorso; mettere sale e burro nella ferita; e poi metterle sulla griglia rovente e arrostirle vive.

L’aragosta ritornò sul tavolo. Le staccai una zampa, la aprii e ne tirai fuori la carne burrosa, ci aggiunsi del limone, e la misi in bocca.

Forse perché aveva cercato di comunicare con me in modo così commovente – era forse una supplica? O una minaccia? – ma al primo boccone, un pensiero mi colpì. Non ero diversa da quelle persone in Cina che scelgono il cucciolo di cane nella gabbia appesa al soffitto e lo tirano fuori per mangiarlo. Io non avevo prestato più attenzione a questi animali che agitavano le antenne, l’unico segnale che potevano fare per essere “udite”, rispetto a quanta ne prestano i clienti cinesi ai cagnolini che piangono spaventati. Avevo scelto la mia vittima e l’avevo fatta uccidere e sentivo davvero di aver commesso una bassezza.

Nel tempo scoprii che le aragoste possono vivere fino a più di 100 anni, che hanno un lungo periodo di corteggiamento, che guidano le giovani aragoste nel loro cammino sul fondo del mare tenendosi per le zampe e formando catena lunga svariati metri, e che hanno dei gangli (nervi) lungo tutto il corpo che certamente fanno sentire loro il dolore; e ho scoperto che, anche se le teorie abbondano, nessuno ha mai ideato un modo soddisfacente per dare alla aragoste una morte senza dolore.

Quell’aragosta a Filadlefia è stata l’ultima che io abbia mai tentato di mangiare, anche se sono stata molto parziale con quelli che ora chiamo “animali marini” piuttosto che “cibo marino” (seafood). I piatti con sapori che ricordano quelli “marini” li realizzo ora facilmente con prodotti vegetali che imitano i piatti a base di pesce.

Ogni volta che sento la notizia di un “Albert” di 70 anni o anche di un “Jimmy” di 100 anni, alcune delle poche fortunate aragoste salvate da un acquario e liberate nel Maine – dove è illegale prelevare dall’oceano aragoste troppo grosse – festeggio con un bicchiere di vino bianco e un piatto di “cibo marino” vegetale!

Versione originale:

Ingrid Newkirk
Fonte: http://www.peta.org.uk/
“A Lobster Epiphany”, AnimalTimes (PETA UK), Primavera 2008

Versione italiana:

Fonte: www.agireora.org/info
Link: http://www.agireora.org/info/news_dett.php?id=494
30.04.08

Pubblicato da Davide

  • Alexis

    Parliamo di cibo? Beh…siamo alla frutta!

  • harold

    parliamo di crudeltà gratuita ed inutile sugli animali.

  • milho

    Forse bisognerebbe leggere i post e non solo guardare le figure ;o)

  • Gariznator

    come si fa il cibo marino vegetale??
    Se una persona vuole mangiare cibo marino deve mangiare animali marini, non esiste il cibo marino vegetale (a meno che non si parli di alghe). Comunque anche io sono contro la crudeltà sugli animali ma spesso si passa il segno e si va a finire sul ridicolo. Questi articoli per me lasciano il tempo che trovano, e anzi credo che spesso possano causare in persone meno sensibili proprio la voglia di divorare quante più aragoste possibili giusto per dare uno smacco a questi supernaturalisti.
    Aspetto di leggere un post contro la violenza sulle melanzane…
    (non ho mai mangiato un’aragosta, trovo il sushi una cazzata e mi fa incazzare particolarmente il fatto che stiano facendo fuori tutti i tonni del mediterraneo. Ma sono anche contro questi articoli da studioaperto con questi tentativi di “emozionare”)

  • NerOscuro

    È evidente che tutti gli altri animali si pongono dei fitti problemi etici prima di mangiare. Ho visto un squalo riflettere almeno 5 secondi prima di mangiarsi un’otaria e una foca leopardo piangere dopo l’ennesimo pinguino azzannato (o forse qualche penna si era conficcata in gola). Ci sono degli splendidi documentari che mostrano delle orche ormai sazie giocare a palla con una foca. La foca era molto contenta di essere sbattuta fuori dall’acqua a colpi di coda. Le nostre mamme invece ci raccomandano sempre di non giocare col cibo: dev’essere che non hanno visto questi documentari. Come si fa a provare compassione per una aragosta? Bisogna avere rovesciato ogni valore e distinzione: quello che succede quando si antropomorfizzano gli animali. Se l’abbuffata di cibo animale deve essere ridotta è perché non ce n’è a sufficienza per sfamare tutti e perché gli allevamenti costituiscono un dispendio di energie lungo la catena alimentare. Altro che aragoste con gli occhioni!

  • Alexis

    Ma fammi il piacere! Guardacaso solo gli uomini sono crudeli con gli animali…e non gli animali tra loro??? Sei un ignorante che non sa avere una visione d’insieme!

  • Alexis

    Il post l’ho letto. Mi sono cadute le balle e ribadisco…siamo alla frutta!!!

  • milho

    «Una volta arpionai una cernia in tana, ma questa non voleva saperne di venire fuori. Dopo una serie di immersioni ho introdotto il braccio nella grotta per cercare di trascinarla fuori. Toccandola, ho sentito il suo cuore che batteva. E’ come se improvvisamente mi fossi reso conto di qualcosa. I pesci non gridano, non ci fanno impressione, appartengono ad un mondo diverso dal nostro. Lo consideriamo un mondo non nostro e gli abitanti estranei. Eppure quando sparavo ai saraghi, questi si dibattevano. Dovremmo imparare a parlare dei pesci come entità viventi. Se potessimo sentire il loro grido di dolore, sono convinto che smetteremmo di mangiarli.»

    Enzo Maiorca

  • robby

    pienamente daccordo con te!

  • NullPointer

    Certo gli animali si mangiano tra loro. Ma l’uomo è l’unico animale che ne mangia altri per scelta calcolata, quando potrebbe farne tranquillamente a meno. E per ingrassare gli animali che divora, riduce alla fame i suoi simili. Esistono altri animali così consapevolmente crudeli?