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LA PROVA CHE MONTI MENTE ARRIVA DALLA BOCCONI

DI GIANCARLO NICCOLAI
byoblu.com

C’è un po’ di confusione sull’Economia, su che cos’è e a che cosa serve. E’ comprensibile, visto l’uso scriteriato e folle che ne ha fatto Monti, assieme a molti altri. Se seguite Byoblu.com sapete più o meno tutto quello che c’è da sapere, ma quello che forse non si è ancora capito bene, però, è che coloro che si definiscono “economisti”, ossia scienziati che studiano l’economia, hanno decretato la “morte dell’economia di mercato” da almeno quarant’anni. Gli studi di Stiglitz, Fitoussi, Kenneth Arrow e Brian Arthur, solo per citarne alcuni, indicano chiaramente che la festa è finita.

Per capire perché la festa è finita, bisogna capire che il mercato non può gestire beni a prezzo infinito, come la salute o l’acqua nel deserto. Né può gestire beni pubblici come la sicurezza e le infrastrutture. E neanche beni ad informazione asimmetrica, come le assicurazioni o i titoli finanziari derivati. Scientificamente, si dimostra che il mercato fallisce nel gestire questi problemi. Significa che non si trova un prezzo di equilibrio, o il prezzo è assurdo, o in costante ed erratica variazione.

Ma il colpo di grazia lo danno le economie di scala crescenti. Ossia, quei prodotti nuovi nella storia dell’umanità che possono essere prodotti all’infinito con un costo per copia via via decrescente. In tutte le teorie economiche, neoclassiche, austriache, keinesiane, marxiste, monetariste ecc. vige l’assunto che se produco un certo numero di pezzi di un prodotto, ogni copia in più mi farà guadagnare un po’ di meno della copia precedente. Scorte, invenduti, problemi di gestione, materie prime che mano a mano che le uso costano di più, maggiore disponibilità di beni sul mercato ecc. sono tutti fattori che riducono il prezzo ed aumentano il costo di produzione. Ad un certo punto produrre l’ennesimo pezzo mi frutterà zero: andare oltre diventerebbe un costo.

Ma da un po’ di tempo, per molti mercati, le cose non stanno più così. Nei mercati ad alto contenuto di tecnologia (software, hardware innovativo, strumenti finanziari negoziati elettronicamente, alcuni tipi di servizi ad alta automazione come i servizi bancari, musica, cinema, televisione) i prodotti possono essere “stampati” all’infinito. In alcuni di questi mercati, addirittura, il prezzo di un bene tende ad aumentare mano a mano che esso diventa più diffuso. Ad esempio la pubblicità su Google. Tutte le teorie economiche studiate fino oggi, tutte quante, sono finite. I (neo)classici i (neo)Keinesiani, i (neo)Monetaristi e così via sono completamente fuori rotta. La stessa idea di PIL è inutile, sia nella finanza derivata come persino nell’economia reale, per esempio con mercati come quello del software, dei servizi tecnologici (motori di ricerca, social network), oppure dei “contenuti multimediali” che da soli e in pochi anni hanno fatto ormai mezzo PIL mondiale.

Serve un cambio di paradigma, e il momento è adesso. Al di là dell’inganno dell’Euro, che crea un sistema di vasi comunicanti al contrario, permettendo a chi ha un vantaggio iniziale di crescere a dismisura a danno degli altri, e al di là delle ideologie di destra degli “uomini forti”, per le quali la troppa democrazia fa male all’economia, il giocattolo si è rotto. Lo ha rotto un prodotto che non si può limitare, non si può pesare, perché nel momento stesso in cui lo pensi, ne hai creato di nuovo: il pensiero. Nessuna ricetta tradizionale basata sulla creazione di circoli auto-alimentati di scambio fra produzione e moneta, che sia essa la follia inflazionistica Barnardiana, o la lucida demenza dell’omicidio collettivo dell’austerità Montiana, può porre rimedio a questa situazione. E allora?

E allora si studia! Si studia come possiamo vivere senza moneta, o almeno senza la possibilità di accumularla. Gli “economisti contro” (contateli: per titolo e numero: sono di gran lunga la maggioranza) propongono a gran voce teorie consolidate. Fanno bene, perché se almeno quelle fossero state seguite, se almeno il reganismo non avesse imposto al mondo l’idea assurda di sottoporre al mercato le operazioni che – era pacifico fra gli scienziati – il mercato era matematicamente incapace di gestire, almeno avremmo guadagnato un po’ di tempo. Ma anche quelle soluzioni proposte dagli “economisti contro”, che forse avrebbero potuto essere adeguate prima che la situazione fosse compromessa, ora sono inutili.

“Decrescita” è una parola che ogni tanto risuona nei media, ma come un fantasma agghiacciante dal quale tenersi lontano. “L’orto sovversivo” è un concetto che pare, in qualche modo, solo grillino. Eppure vi sono studiosi seri e teorie solide, simposi periodici, intense e ferventi attività di ricerca applicata, pura, intellettuale e filosofica. Herman Daly è uno dei primi a proporre l'”economia a stato stazionario“, ossia un’economia della non-crescita. E siamo ancora nel mondo dell’economia che ha una moneta, sebbene sia virtualmente impossibile accumularla all’infinito, dal momento che lo stock è fisso. Ma con una popolazione terrestre che si avvia a raddoppiare nell’arco dei prossimi cinquant’anni, anche le teorie economiche a stato stazionario entrano in crisi.: Infatti, il primo fattore per il mantenimento della stabilità economica è la stabilità demografica.

E allora c’è chi va oltre. C’è chi prova a pensare ad un’economia senza moneta fatta di soli scambi. Grazie alle tecnologie moderne, grazie alla possibilità di organizzare i flussi di lavoro, di produzione dei servizi, del pensiero nel modo più razionale possibile. Determinando in tempo reale di cosa c’è bisogno – e dove ce n’è bisogno – è possibile costruire un’economia che non necessita della funzione di riserva della moneta. Un mondo dove vali per quello che dai alla comunità e la comunità c’è sempre e comunque, quando tu hai bisogno.

E sapete dove si studia questa cosa? Beh, in molti posti ma, per ora, l’unico esperimento su larga scala è opera di un professore della Bocconi. Sì, la Bocconi: il pericoloso covo di squali della finanza, il tempio di Monti. E’ lì che Massimo Amato sta realizzando su vasta scala un esperimento che, senza le potenzialità dell’informatica, sarebbe stato pura utopia. A Nantes le aziende si pagano così: lavorando le une per le altre, attraverso un sistema di rete diffuso di “crediti e disponibilità” che tutti i partecipanti al sistema possono verificare, in tempo reale.

Dimenticavo; anche io sono uscito dalla Bocconi, e proprio sotto il rettorato di Monti. È lì che, per quattro anni, mi hanno ripetuto che le teorie economiche classiche fallivano miseramente alla prova dei fatti. Dei docenti che ho conosciuto, nessuno aveva una linea di pensiero che si sarebbe potuta ritenere affine a quella mostrata da Monti in questo periodo. Credo, nemmeno Monti stesso. E non credo che Monti non sappia quello che sta facendo: sono abbastanza convinto che in qualche modo creda che la sua linea di azione comporti il male minore.

 Ma quello che non ho ancora capito, e credo di poter dire anche molti bocconiani insieme a me, è: il male minore “di chi”?

Giancarlo Niccolai
Fonte: www.byoblu.com
Link: http://www.byoblu.com/post/2012/05/29/La-prova-che-Monti-mente-arriva-dalla-Bocconi.aspx
29.05.2012

Pubblicato da Davide

  • andyconti

    Visto che tutte le economie della storia, al di la’ delle etichette, sono state “di mercato”, l’unica azione politica che si puo’ compiere oggi e’ riformare l’ATTUALE economia di mercato, che e’ basata su una produzione effettiva molte volte inferiore al denaro circolante, e da qui correggere le conseguenti ingiustizie che comporta nonche’ la corsa al disastro ecologico. Studiare alternative, denunciare i responsabili che ostruiscono l’uscita dal sistema malato, cambiare la propria coscienza quotidiana nonche’ piccole azioni personali, eliminare gli atteggiamenti ideologici, non so quanto di piu’ si possa fare. Suggerimenti aperti.

  • Nauseato

    Ammetto – non saprei se con un senso di indefinibile vergogna o al contrario di assoluta “spavelderia” … – che non ho gli strumenti per entrare sensatamente nel merito. Per cui dovrei star zitto …

    Mi permetto però una osservazioncina a margine: uno come Monti, con quella faccia melliflua da gatto morto e con quel tono monocorde da nastro magnetico trito … come apre bocca è difficile pensare possa far altro che mentire. Continuamente.

  • Aloisio

    semm a post …

  • diotima

    “Per capire perché la festa è finita, bisogna capire che il mercato non può gestire beni a prezzo infinito, come la salute o l’acqua nel deserto. Né può gestire beni pubblici come la sicurezza e le infrastrutture. E neanche beni ad informazione asimmetrica, come le assicurazioni o i titoli finanziari derivati. Scientificamente, si dimostra che il mercato fallisce nel gestire questi problemi. Significa che non si trova un prezzo di equilibrio, o il prezzo è assurdo, o in costante ed erratica variazione. ”

    Infatti, se non ricordo male, il c.d “monopolio naturale” che ha ad oggetto beni quali energia elettrica, gas, ecc, costituisce una causa del fallimento del mercato…Alla quale però, così mi è stato insegnato, vi sono dei rimedi..che prevedono tutti l’intervento dello stato.
    Uno di questi, dopo la regolamentazione e un prezzo imposto, è il contrario di quello che in europa hanno imposto e continuano a imporre: la nazionalizzazione .
    Siccome ormai è fin troppo evidente che quello della concorrenza perfetta , che vede il consumatore sovrano perchè ha a disposizione le informazioni che gli servono per effettuare la sua scelta- cioè l’esatto opposto dell’asimmetria informativa di cui sopra- è un miraggio, vorrei sapere che cosa aspettano per dichiarare morto un mercato che è stato voluto monopolistico. Un mercato che hanno voluto destinato al fallimento.
    Quando io sento passera dire che le aziende falliscono perchè non sanno essere competitive ( e non per i motivi che noi conosciamo) mi mi vengono i nervi…
    Il discorso della asimmetria informativa ,personalmente poi, io lo vedo come il nodo centrale all’interno di questa crisi, asimmetria che non riguarda chiaramente solo l’economia, ma anche e soprattutto la politica:
    Il non poter accedere alle informazioni che servono per,ripeto, effettuare una scelta consapevole, rende inutile anche il discorso dell’andare a votare.
    Scegliere senza sapere , quindi non-scegliere, è sempre stato funzionale al potere. Quindi quelli che dicono che non esiste nessun complotto sulla pelle dei cittadini europei sbagliano, perchè è sufficiente tenere nascoste le giuste informazioni per guidare la massa a proprio piacimento.
    Non mi si dica che ,di per sè, questo non è un complotto.

  • Tonguessy

    Dimmi la verità che non ti fideresti di comprargli l’auto usata con soli 10.000km tutti casa e chiesa se ti GIURASSE che la moglie non l’ha mai usata.

  • andyconti

    Da Monti non accetterei nemmeno un’auto nuova in regalo anche se mi accompagnasse al concessionario e pagasse in contanti.

  • andyconti

    Esiste il complotto dell’occultamento delle informazioni, e chi lo nega e’ stupido o in malafede. Ma esiste anche l’autocomplotto mentale di chi non vuole informarsi e accetta supinamente la situazione cosi’ com’e’ anche quando lo danneggia.

  • albsorio

    Che ridere, invece di teorizzare un mercato senza moneta perché non realizziamo una moneta senza signoraggio primario e secondario, così l’1% torna alla realtá e noi uomini liberi dallo spread degli strozzini.

  • andyconti

    Cosa ti aspettavi da un articolo scritto da uno uscito dalla Bocconi?

  • nuovaera89

    L’idea di un economia senza moneta, avviata allo scambio di beni tra aziende non è certamente ridicola, potrebbe essere la soluzione per un economia più giusta, o almeno, più equilibrata, in modo di non avere un sovraprodouzione di beni materiali e servizi, che produce solo scompensi sopratutto a livello di costo! questa idea mi affascina, cerchero di informarmi meglio, ma non mi è nuova come proposta!
    Io sono ancora fortemente convinto di un economia stazionaria con l’uso della moneta, non puntata solo alla crescita, ma a periodi in cui bisogna mettere freno all’inflazione e alla produzione!(la faccio in breve, se no il discorso diventerebbe troppo lungo)
    Riguardo alla Bocconi, io ne ho sentito sempre parlare molto bene, Monti ahimè sta producendo un economia legata al rigore e all’austerità, lui lo sa, se non lo sapesse, gli alti istituti finanziari non gli avrebberò mai concesso quel posto!

  • nuovaera89

    ovviamente, quello che ho scritto, (apparte la mia idea sul mio tipo di economia) è ironico 😀 paura eh???? 😀

  • MrZimmy84

    alla: “follia inflazionistica Barnardiana” mi sono fermato. E dov’è che i neo-Keynesiani avrebbero fallito? quando? e perchè?

  • andyconti

    Forse hanno detto qualcosa di valido nella teoria. Ma nella pratica? Si potrebbe postare qualche contributo intelleggibile al grande pubblico?

  • Hamelin

    Per vedere il fallimento dei Neokeynesiani basta guardare i bilanci dei piu’ grandi Stati moderni ( USA ,UK, Giappone ) .
    La crescita si fonda sul debito statale impagabile, infatti tutti gli stati sono strozzati dai debiti .
    Gli stati Europei sono messi peggio semplicemente perchè non esiste un unione monetaria reale , ma un sistema di cambio fisso con una banca centrale dominata dal paese piu’ potente ( Germania ) che fa le scarpe agli altri paesi dell’unione ( Stesso sistema che ha legato l’Argentina all’ USD Americano e molto probabilmente stessa fine…).
    Per come è impostato ora il sistema , è di natura Neokeynesiana….
    Il suo fallimento mi pare evidente…

    PS: Per mantenere questo sistema Neokeynesiano è stato creato il sistema monetario piu’ folle ed iniquo che si potesse concepire , in cui il FIAT Money funge da meccanismo primario di potere

  • Hamelin

    A mio parere bisognerebbe per impostare un discorso in modo corretto fare una netta distinzione tra economia e finanza.
    I media hanno fatto un opera imponente disinformando e facendo in modo che questi termini finiscano in unica commisstione confusionaria ..
    Questo mondo gira al contrario in quanto è stata fatta passare come idea comune il fatto che la finanza domini sull’ economia.
    In un sistema sano invece accade il contrario.
    Quando la Finanza prende il possesso del potere sull’ economia (grazie alla corruzione dei politici) è un dramma in quanto spolpa fino all’osso l’economia fino alla morte .
    Purtroppo non c’è via d’uscita da questa situazione:o si cacciano politici e banchieri , oppure si aspetta la morte dell’economia con i conseguenti default , fame ,miseria e guerre( per la plebe , quelli al potere hanno ed avranno sempre champagne e lusso ).

  • nuovaera89

    Sono pienamente d’accordo, a me hanno insegnato due cose semplici: l’economia reale e fatta di beni materiali e servizi, sostanza reale, visibile, il vero motore di un paese che vuole avanzare economicamente! la finanza è fatta di speculazione, carta straccia, soldi inesistenti e fatta per far soldi facile! le due differenze sono abissali, ma qualcuno è riuscito a farci capire non solo che sono la stessa cosa, ma che la finanza è qualcosa in più! finchè la gente non capirà la differenza tra le due, bè la seconda opzione da proposta temo sia la più plausibile!

  • MrZimmy84

    “basta guardare i bilanci dei piu’ grandi Stati moderni ( USA ,UK, Giappone )” ? e da quando il Giappone vive un fallimento derivato da politiche neo-Keynesiane?
    In questo sitema di Keynesiano non c’è un bel niente.
    Nessun debito deve essere ripagato in Stato sovrano di moneta, tra ministero del tesoro e banca centrale si attuano soltanto delle partite di giro e così i numeri giganteschi diventano qualcosa senza senso.
    Se sei prestatore di ultima istanza, come una BC dovrebbe essere, mi presti 100 quest’anno per la spesa e l’anno successivo 200 per ripagare i vecchi e i nuovi da spendere ma in realtà non ho un debito di 200.
    E la moneta FIAT (folle come dici tu) è l’unico sistema sempre valido e possibile.
    Se non si comprende questa “natura” del debito pubblico è facile argomentare come fai tu.

    http://ia600806.us.archive.org/4/items/MMT-ITALIA_380/DIDATTICA-DI-BASE-MMT.pdf

  • albsorio

    Ma poi andiamo a pagare l’IMU con polli, uova, conigli, formaggio 🙂

  • andyconti

    Di questi tempi io preferirei essere pagato con polli sani e uova fresche che con carta straccia denominata moneta.

  • andyconti

    Quindi mi pare di capire che se applicate bene, le teorie neo-keynesiane possono funzionare?

  • flucekk76

    ma quale sarebbe il male maggiore? non se capito…….

  • Hamelin

    Il sistema da te ipotizzato non funzionerebbe .
    Dopo tutto è quello che hanno USA ,UK e Giappone .
    Comunque per rispondere alle tue domande ,il Giappone è in deflazione cronica dagli anni 70 .
    Dopo la bolla immobiliare ed azionaria, la Banca Centrale Giapponese fece di tutto per salvare il sistema finaziario.
    La cosa principale che fece fu svalutare la moneta per favorire le esportazioni ,cosa corretta che tenne in piedi il paese.
    Questa è storia economica.
    Da quello che dici , sembra che tu non conosca e non tenga conto del concetto di bilancia Commerciale.
    Teoricamente come lo metti tu il tuo sistema è il paese dei balocchi ideale , peccato che gli altri paesi non si berrebbero la tua moneta , ti ritroveresti con una bilancia commerciale sempre in deficit ,la tua moneta che si svaluta giorno per giorno e l’inflazione che viaggia a 3 cifre…un po’ come lo Zimbawe..
    Mi spiace contraddirti poi sulla moneta FIAT…che è in uso da 30 anni…Il Gold Standard o in generale i sistemi con riferimenti a beni materiali sono stati in auge per piu’di 3,000 anni e non mi sembra la razza umana si sia estinta..
    Leggere un po’ di storia non farebbe male.

  • MrZimmy84

    Storia economica non è Economia. Riformulo e ti chiedo:

    – quando, il debito pubblico, per paesi a sistema monetario sovrano è stato un problema? e se lo è stato (tu dici strozzati dal loro debito) perchè?

    Non conosci o non tieni conto delle critiche alla teoria monetarista di Friedman, infatti, molto banalmente riduci l’emissione di nuova moneta alla conseguenza ovvia (?) di aumento dell’inflazione adoperando lo spettro di Wimar o Zimbabwe… cose gia viste e sentite ma altamente superate.
    E’ una questione di esattezza, non di chi la dice più lunga; la bilancia commerciale assume valore nei sistemi dove l’intervento dello stato è ridotto al minimo, così come insegnano i bilanci settoriali di cui non tieni conto evidentemente. La moneta FIAT deve avere un cambio fluttuante e mai fisso (e non capisco che vuoi dire che l’euro avrebbe un cambio fisso, e con chi?), il gold standard è stato un parametro violato in continuazione, ci sono stati sempre molti più dollari dell’oro posseduto alla FED, la sua abolizione è stata una scelta politica che nella pratica era gia stata ampiamente praticata.

    forse anche a te leggere non farebbe male a questo punto.

  • Hamelin

    No qua proprio non ci siamo ,sull’economia base .
    Fai molta confusione su un sacco di cose, in primis la bilancia commerciale.
    La Bilancia commericale è un fattore fondamentale in un economia moderna e non è assolutamente vero che in sistemi dove l’intervento dello stato è ridotto al minimo non conta.
    Basarsi sugli studi settoriali poi è il piu’ grande errore che si possa fare , le loro “previsioni” vengono sempre disattese , basta guardarsi i dati economici dell’Italia(e degli altri stati che si basano su meccanismi simili) con il loro consensus….non ci vanno mai neanche vicino…
    Il Gold Standard è stato violato semplicemente perchè lo stato piu’ potente del Globo(USA) dopo la 2 Guerra sarebbe andato in banca rotta perchè con le sue politiche Neokeynesiane aveva sbragato i bilanci dello Stato e non riusciva piu’ a fare fronte ai debiti con l’Estero , accumulando Deficit Mostruosi ( Come ora solo che stampando moneta il trucco verrà fuori nel tempo ,perchè a differenza dell’oro che non puoi taroccare o far comparire dal nulla il Bit Cash lo crei con un click sul PC).
    Poi pensala pure come vuoi ,io non voglio convincerti di nulla anche se a mio parere tendi a guardare il problema in un ottica ridotta e guardi solo le cose che ti fanno comodo vedere ( e questo molto spesso piu’ che risolvere i problemi aiuta ad ingigantirli )

  • MrZimmy84

    Secondo me parliamo lingue diverse…
    comprendo che per te il debito pubblico vada pagato (nell’eurozona è così) e mi pare lo pensi anche nei confronti dei sistemi monetari sovrani!!! non spiegandomi il perchè

    poi parli dell’oro come se dovesse essere l’unico punto di riferimento quando altro non è se non un cambio fisso alla pari di qualsiasi altro (com’è peso-dollaro per esempio o qualunque altro gancio) e la storia dimostra che non ha mai funzionato altrimenti lo avremmo saputo.

    il bit cash, poi, serve unicamente a smobilizzare risorse facendo muovere l’economia e i lavoratori non a generare carta su carta è li che sta il problema.

    non so spiegamelo tu allora…

  • Earth

    Le soluzioni sono semplici.

    1 Non pagare il debito alle banche private, e’ sempre successo nella storia dell’uomo che quando il debito si e’ fatto alto, gli interessi strozzano il regno o lo stato, i re o le repubbliche hanno ripudiato il debito.

    2 Fare in modo che la ricchezza sia distribuita tra la popolazione. Agnelli una volta ha detto: “Se gli operai non hanno i soldi, chi le compra poi le automobili?” e se l’ha detto lui…

    3 Quante ore lavorare? Qui le risposte sono due:
    Le ore di lavoro devono essere proporzionali al tempo di maggior velocita’ degli strumenti tecnologici a disposizione. Se 20 anni fa per produrre un pezzo meccanico ci si metteva 8 ore, ora si riesce a produrlo in 2 ore con la stessa qualita’ di allora, si mantiene inalterato lo stipendio e si fa il semplice calcolo 8/4= 2 ore al giorno deve lavorare un operaio al giorno d’oggi.
    Si lavora 4 ore, quindi il doppio del tempo necessario, per avere una qualita’ doppia. Quindi il tempo di lavoro diminuisce lo stesso nel tempo, aumentando comunque il progresso
    Gli esseri umani producono ricchezza anche al di fuori del posto di lavoro, avranno a quel punto tempo per divertirsi, informarsi, studiare e per gli hobby. Ovviamente tutte queste cose, non sono considerate nel PIL.
    Lo stesso discorso e’ valido anche per posti da laureati. Aumentano i laureati in un paese? Se prima c’erano 5000 avvocati in tutta italia e oggi ce ne sono 20000, le cause vengono suddivise, quindi minor lavoro per tutti e lo stipendio inalterato.

    I nostri genitori hanno lavorato e spaccato la schiena per 8 ore e piu’ di lavoro al giorno e avevano creato un paese dove la maggioranza delle cose era pubblico. La sanita’ ce la invidiavano in tutto il mondo. Le telecomunicazioni erano nostre, magari pagavi quelle 200 lire in piu’ in chiamata, ma i soldi finivano nelle casse dello stato per finanziare il lavoro di altri italiani, adesso invece prendono il volo e finiscono nei conti esteri dei manager. L’autostrada al giorno d’oggi doveva essere senza pedaggio.
    Se hanno creato tutto questo lavorando 8 ore al giorno 20 anni fa, noi possiamo ricrearlo lavorando la meta’ del tempo. Ovviamente non c’e’ una volonta’ politica per fare questo.

    Saluti

  • bstrnt

    Mi piacerebbe veramente capire cosa studiano i così detti “economisti”.
    Certamente quando sentenziano che è necessario crescere (magari dovrebbero spiegare in cosa è necessario crescere), mandando a ramengo tutti i fisici che si sono succeduti negli ultimi 3 millenni, da Anassagora a Feynman, passando per Lavoisier e Bacon, offrono un ritratto inquietante della loro logica e del loro modo di pensare.
    Ovviamente non tutti sono uguali, ma la maggioranza, per me, applica passivamente e senza pensiero critico le nozioni che sono state inculcate negli anni di studio.
    Credo che un economista degno di questo nome debba in primis avere una ferrea mentalità che può formarsi solo con lo studio di materie come la fisica e la meccanica quantistica.
    Credo sia proprio la fede acritica nelle varie dottrine (magari create dai soliti venditori ambulanti di pozioni velenose come Milton Friedman, von Hayek & C.) abbia portato all’attuale truffa globale chiamata “mercato”.
    Ma se tutti gli asset mondiali possono essere acquistati con l’1% delle ricchezze attribuite a poche “dinastie”, forse qualcosa non quadra, cosa sono poi il rimanente 99% se non una truffa? E visto che ben pochi economisti denunciano questo o ci sono o ci fanno! Inutile poi rigirare il coltello nella piaga spiegando che in un sistema finito (come il nostro pianeta), non può esistere la crescita infinita con la quale quasi tutti si riempiono la bocca.