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LA PROSSIMA GRANDE CRISI IMMOBILIARE IN USA ?

DI LINGLING WEI
online.wsj.com/

I prestiti fondiari per l’acquisto di beni commerciali stanno andando in mora a ritmo accelerato, minacciando di causare milioni di dollari di perdite alle banche che sono già state coinvolte nella crisi immobiliare.

Secondo i dati della Deutsche Bank AG, il tasso di insolvenza dei 700.000 milioni di dollari in titoli al prestatore in garanzia di immobili per uffici, hotel, negozi e altre proprietà di investimento si è più che raddoppiato, passando all’1,8% da settembre a questo mese. Mentre questa cifra risulta bassa in confronto ai tassi di interesse delle ipoteche dei beni fondiari residenziali, è appena inferiore al tasso più alto
raggiunto durante l’ultima crisi all’inizio di questo decennio.

Alcuni esperti affermano che ora sembra che l’attuale crollo dei beni fondiari commerciali sia al suo picco massimo o che forse potrebbe superare il picco dei primi anni ‘90, quando il debito insanabile delle proprietà commerciali giocò un ruolo importante nell’ arretrare l’economia verso la recessione.

In quel periodo, fallirono circa un migliaio di banche e istituti di risparmio statunitensi. Tra il 1990 e il
1995 i creditori ebbero perdite per circa 48.500 milioni di dollari per i debiti degli immobili commerciali , che rappresentano il 7,9% del totale.

Fino al termine del 2007, 47 banche e istituti di credito e risparmio hanno dichiarato bancarotta, e di questi una decina aveva un’esposizione insolitamente alta per ipoteche commerciali. Foresight Analytics, con sede
ad Oakland in California stima che il settore bancario degli USA potrebbe sopportare perdite, durante questa crisi, fino a 250.000 milioni riguardo agli immobili commerciali. L’agenzia di investigazione prospetta
che più di 700 banche potrebbero fallire a causa del debito per immobili commerciali.

Il settore può darsi non sarà così colpito se l’economia statunitense uscirà dalla recessione più velocemente, e in questo modo si alzeranno i prezzi degli affitti e il tasso di occupazione. Inoltre, un maggior accesso ai
finanziamenti – un obiettivo chiave del presidente Barack Obama – potrebbe provocare un aumento dei valori delle proprietà.

Secondo Trepp, un’agenzia che sorveglia il mercato dei debiti delle proprietà commerciali, General Growth Properties Inc., uno dei maggiori proprietari di centri commerciali degli USA, è stato sull’orlo della bancarotta e recentemente non ha adempiuto al pagamento dei prestiti legati a due centri commerciali in California e Texas. A Boston, la torre John Hancock sarà venduta ad un’asta di esecuzione ipotecaria.

Il problema è divenuto ancora più importante quando il mercoledì Moody’s Investors
Service ha abbassato la qualifica della Bank on America, alludendo ai probabili aumenti degli inadempienti verso le carte di credito e verso i prestiti per immobili residenziali e commerciali. Bank of America
non ha voluto rilasciare dichiarazioni.

Il debito dei beni fondiari commerciali, a causa della sua grandezza, è potenzialmente più pericoloso per il sistema finanziario degli altri tipi di debito, in relazione alle carte di credito o ai prestiti studenteschi.

La Real Estate Roundtable (tavola rotonda immobiliare), un gruppo commerciale, valuta che i beni fondiari commerciali negli Stati Uniti abbiano un costo di US$6.500 bilioni (milioni di milioni) , finanziati circa
da US$3.100 bilioni di debiti.

In parte dovuto al fatto che il debito del mercato dei beni fondiari commerciali adesso è quasi il triplo dell’inizio degli anni ‘90, si anticipa che le perdite potenziali in dollari potrebbero essere maggiori.

Secondo un’analisi di informatori finanziari bancari, effettuata per il Wall Street Journal, il marcato cambio di direzione del mercato verso prestiti immobiliari si pùo apprezzare, nel comparare i prestiti per immobili
commerciali – compreso ipoteche e prestiti per la costruzione – con le chiamate in relazione al capitale Tier 1 delle banche, un indicatore chiave della capacità di una banca di assorbire le perdite.

Nel 1993, meno del 2% delle banche e istituti di risparmio e credito degli USA avevano un’esposizione per i beni fondiari che superava cinque volte il proprio capitale Tier 1. Alla fine del 2008, questa cifra era aumentata a circa il 12% in circa 800 istituzioni finanziarie. Una relazione più alta
significa un materasso più sottile per coprire i prestiti non resi.

A differenza delle ipoteche dei beni fondiari residenziali – di cui la maggioranza è stata estesa solo per una decina di grandi istituzioni – un centinaio di banche piccole e regionali hanno ottenuto grandi quantità di
beni fondiari commerciali.

Al 31 dicembre, oltre 2900 banche e istituti di risparmio e credito avevano più del 300% del proprio capitale di rischio in prestiti di beni fondiari commerciali, incluse ipoteche e prestiti per la costruzione.

Lingling Wei (The Wall Street Journal)

Fonte: www.rebelion.org
Link: http://www.rebelion.org/noticia.php?id=83078
30.03.2009

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di Alessandro Siciliano

Nota: L’articolo di rebelion appare parzialmente ripreso da
http://online.wsj.com/article/SB123802456807742287.html

Pubblicato da Davide

  • LucaV

    Tanto le risalvano a fior di miliardi freschi di stampante. Alle banche miliardi, ai terremotati milioni…piccole differenze di zeri.

    Socializzazione delle perdite e cetrioli nel culo dell’ortolano di turno (noi)