Home / ComeDonChisciotte / LA PARANOIA NUCLEARE COLPISCE NEL PROFONDO

LA PARANOIA NUCLEARE COLPISCE NEL PROFONDO

DI MALCOM LAGAUCHE

Un paio di settimane fa ho ricevuto un messaggio e-mail in cui si raccontava di come alcuni membri di Al-Qaida residenti negli Stati Uniti fossero in possesso di una dozzina di ordigni nucleari già pronti sul suolo americano, e starebbero attendendo l’ordine per farli esplodere uccidendo milioni di persone. Ovviamente ho cancellato questa spazzatura, ma ne ho salvato una copia sul mio PC nel caso fosse tornata utile.
Proprio ieri stavo parlando con una fisioterapista, e la conversazione è finita sui segreti di stato e le bugie del governo americano; quindi lei ha cominciato a raccontarmi delle armi nucleari presenti negli Stati Uniti e pronte a esplodere. Ho chiesto la fonte di questa notizia e lei mi ha riferito di averla sentita alla radio in un talk-show in cui un ospite ha descritto questa situazione nei minimi particolari.Ho provato a spiegarle che non c’è un pericolo imminente e che le armi nucleari non si trasportano in una ventiquattrore… Ma non mi è sembrata molto convinta del mio scetticismo.

Oggi ho ripreso la mail di due settimane fa: era scritta da Joseph Farrah, un presunto giornalista con 30 anni di esperienza e una lista infinita di “fonti attendibili”.

Tra le altre cose, il suddetto articolo affermava che:

Al-Qaida si è procurata dall’ex Unione Sovietica non meno di 40 armi nucleari, tra cui: ordigni collocabili in una valigia, mine nucleari, proiettili da artiglieria e addirittura alcune testate nucleari.

I piani per questo devastante attacco nucleare ai danni degli Stati Uniti sono in fase di sviluppo da oltre dieci anni, e vogliono rappresentare il definitivo colpo mortale per abbattere gli USA.

Migliaia di agenti dormienti di Al-Qaida sono dispiegati sul territorio americano con lo scopo di portare a termine i propri compiti nell’ampia operazione “American Hiroshima” di prossima attuazione.

Farrah non è un pazzoide isolato: è citato in diverse pagine web e la maggior parte dei gruppi che utilizzano le sue informazioni sono razzisti e xenofobi; nonostante tutto, il suo messaggio è abbastanza diffuso. Un sito internet, www.cuttingedge.org , si riferisce a Farrah come un esperto in materia di sicurezza, e nel luglio 2002 pubblicava notizie riguardo l’allora imminente guerra in Iraq. Ecco qualche gemma:

L’Iraq è in possesso di armi nucleari ed entro un anno sarà in grado di attuarne un processo di produzione di massa.

L’Iraq ha enormi riserve di armi batteriologiche, la maggior parte delle quali nascoste sotto moschee e palazzi reali.

L’Iraq ha a disposizione missili a medio-lungo raggio con una gittata di 650 km ed entro due anni sarà in grado di produrre missili balistici intercontinentali in grado di colpire fino a 3.000 km di distanza.

Sul suolo americano sono già presenti terroristi kamikaze, i quali stanno solo aspettando di ricevere l’ordine per far esplodere ordigni di distruzione di massa.

Farrah aveva inoltre previsto che una volta cominciato l’attacco contro l’Iraq, la Corea del Nord avrebbe attaccato la Corea del Sud, mentre Taiwan sarebbe stato invaso dalla Cina approfittando del completo dispiegamento delle forze militari americane in Iraq e Corea del Sud.
Ho una domanda per tutti quelli che credono a questa roba: perché non sottolineate come tutte le precedenti previsioni di Farrah non si siano avverate e che ogni sua singola affermazione si è rivelata completamente falsa?
Tra l’altro, credo che Saddam Hussein rimarrebbe sorpreso nel sapere che la sua nazione possedeva armamenti nucleari a lungo raggio: probabilmente se n’era dimenticato mentre preparava i suoi piani di guerra!

Il principale problema con questo tipo di psicopatici è che hanno un seguito, composto principalmente da persone che non si pongono domande sulle notizie che ci vengono propinate. Questi creduloni finiscono poi col diventare paranoici, il che contribuisce ad alimentare il consenso dell’opinione pubblica a favore delle crociate del governo statunitense contro paesi stranieri.
Inoltre ciò che questi pseudo-giornalisti scrivono è quasi sempre bigotto e sfacciatamente contro l’Islam: secondo loro tutti i Musulmani sono fanatici che non aspettano altro che farsi saltare per aria e andare in paradiso; e odiano tutti l’America, e ne sono gelosi. Una persona può anche non avere pregiudizi quando si imbatte in queste invenzioni, ma spesso, poco dopo averle lette, inizia a fare commenti anti-islamici.
Ora, cerchiamo di essere realisti riguardo agli armamenti nucleari irakeni: oggi sappiamo che l’Iraq ha interrotto i propri programmi nucleari dopo l’operazione Desert Storm, e anche il governo americano ha confermato, sebbene malvolentieri, questa tesi. E comunque, già prima dell’invasione illegittima del marzo 2003, c’erano molte più prove a riguardo rispetto a quelle che hanno voluto vedere le più alte cariche dello stato. Tutti, compresi i Democratici, hanno voltato le spalle a ogni singola informazione che avrebbe portato alla verità.
L’edizione del New York Times del 1° agosto 2005 conteneva un articolo intitolato “Tribunale Federale: ‘Archiviati gli Appunti Di Un Agente Segreto sui Piani Irakeni’”. Ecco l’inizio:

Nella primavera del 2001 la C.I.A. fu informata da un agente segreto che il regime di Saddam Hussein aveva abbandonato la parte principale del suo programma nucleare, ma quest’informazione non venne condivisa né con altre agenzie di intelligence né con alcuna alta carica dello stato; questa è l’accusa mossa da un ex funzionario della C.I.A.
Il dicembre scorso, in un processo presso la Corte Federale, l’ex funzionario (la cui identità non è stata rivelata), testimoniò che un informatore aveva segnalato che il programma irakeno per l’acquisizione di uranio era terminato diversi anni prima, e che i componenti relativi a questo progetto ormai naufragato, erano disponibili per essere ispezionati ed addirittura venduti.
L’ex-membro della C.I.A., al servizio dell’Intelligence per oltre 20 anni tra cui diversi passati in un reparto segreto con il compito di reperire informazioni sul proliferare di armi vietate, è stato licenziato nel 2004.

Ci risiamo, è la solita vecchia storia: un funzionario della C.I.A. viene licenziato per aver detto la verità.
Secondo la versione dei fatti fornita dall’interessato, quando egli diede quest’informazione ai suoi superiori, gli venne detto che la C.I.A. aveva prove dettagliate che il programma nucleare dell’Iraq stava continuando, e che quindi il suo informatore avrebbe dovuto occuparsi di altre nazioni. In altre parole, venne costretto al silenzio ed in seguito licenziato.
Nonostante i tentativi fatti dalla stampa per raccogliere informazioni, questo caso rimane top secret: Michelle Neff, una portavoce della C.I.A., ha fatto sapere che l’agenzia di intelligence non avrebbe rilasciato alcuna dichiarazione riguardo l’azione legale in corso.
Nel 2001, l’agente segreto mise al corrente il funzionario della C.I.A. del fatto di aver esaminato parti delle centrali nucleari irakene, affermando che l’Iraq aveva abbandonato da tempo il programma per l’acquisizione di uranio e che la C.I.A. stessa, se l’avesse voluto, avrebbe addirittura potuto acquistare i componenti della centrale nucleare.
Non solo l’Iraq disse la verità affermando di aver abbandonato già dai primi anni ‘90 il proprio programma di proliferazione nucleare, bensì si era anche offerto di vendere alla C.I.A. i componenti utilizzati: difficilmente ci può essere più trasparenza di così. E quando un funzionario della C.I.A. informò di ciò i suoi superiori, il risultato fu che venne posto sotto sorveglianza ed in seguito addirittura licenziato.
Questo insabbiamento di prove riguardo il programma di sviluppo nucleare dell’Iraq è forse la ragione principale per cui l’invasione dell’Iraq fu, non solo autorizzata, bensì acclamata dal governo statunitense e dalla maggior parte dell’opinione pubblica. La scusa addotta successivamente, vale a dire “Ci vennero fornite cattive informazioni” è assolutamente illegittima. C’erano abbastanza informazioni per permettere a un cieco, a un sordo e a un muto di vedere, sentire e discuterne.
Alcuni miei lettori mi hanno segnalato alcuni messaggi postati su bacheche on-line in cui vengo definito “Anti-Americano”. Vi posso assicurare che i veri “Anti-Americani” sono coloro che hanno permesso alla menzogna di dilagare fino a giungere al disastro in Iraq: si tratta principalmente della maggioranza dei funzionari del governo statunitense, tutte persone elette democraticamente. Essi sono fortemente in conflitto con il modo in cui l’America viene descritta: giusta e onesta.
Come cittadino americano, sono profondamente offeso quando si lascia che un fallimento del genere accada senza che nessuno sia ritenuto responsabile. La mia coscienza è pulita.

Malcom Lagauche
Fonte: www.malcomlagauche.com/ br

link: http:// www.malcomlagauche.com/id12.html
3/4.o8.05

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di ANDREA GUSMEROLI

Pubblicato da Davide