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LA NAVE IRANIANA DEL MISTERO: LA MORTE VIENE DAL MARE

DI BRIAN HARRIG
The Truth Seeker

Il 21 agosto 2008 la MV Iran Deyanat, una nave porta rinfuse, di 44458 tonnellate di portata, stava facendo rotta verso il Canale di Suez. Mentre stava passando il corno d’africa, circa ottanta miglia a sudest di al-Makalia in Yemen, la nave venne circondata da motoscafi pieni di pirati della Somalia, che fermano navi commerciali e le tengono in ostaggio insieme al loro carico e alle loro ciurme. Il capitano era impotente di fronte a quaranta pirati armati con Ak-47 e granate a razzo a bloccare la via di fuga. Non aveva altra scelta se non quella di scagliargli la nave contro. Quello che i pirati non avevano considerato, comunque, era che non si trattasse di una nave normale.

La MV Iran Deyanat è di proprietà, e opera, per la Islamic Republic of Iran Shipping Lines (IRISL) [linee navali della repubblica islamica dell’Iran n.d.t.] – una compagnia statale diretta dall’esercito iraniano che venne sanzionata dal dipartimento del tesoro statunitense il 10 settembre, poco dopo il dirottamento della nave. Secondo il governo USA, la compagnia falsifica regolarmente i documenti di navigazione per nascondere l’identità degli utenti finali, usando termini generici per descrivere i carichi per evitare l’attenzione delle autorità navali, e adotta l’utilizzo di entità nascoste per evitare le sanzioni delle Nazioni Unite per facilitare la proliferazione militare in favore del Ministero della Difesa iraniano.
La MV Iran Deyanat salpò da Nanjing, in Cina, il 28 di Luglio e, secondo la sua documentazione, era diretta a Rotterdam, dove avrebbe scaricato 42 500 tonnellate fra metallo e “prodotti industriali” ordinati da un anonimo “cliente tedesco”. La nave ha una ciurma di 29 uomini, incluso il capitano pachistano, un ingegnere iraniano, 13 altri iraniani, 3 indiani, 2 filippini, e 10 uomini dell’Europa dell’est, scoperti essere albanesi.

La MV Iran Deyanat venne portata a Eyl, un piccolo villaggio nel nordest della Somalia e venne sorvegliata da un folto gruppo di pirati – 50 a bordo e altri 50 sulla spiaggia. I pirati somali tentarono di ispezionare i sette containers della nave che però erano chiusi. La ciurma disse che non era in possesso dei codici d’accesso e che non era in grado di aprirli. I pirati stabilirono che non avevano la possibilità di aprirvi un varco senza causare danni gravi alla nave e minacciarono di farla saltare in aria. Il capitano e l’ingegnere della nave iraniana vennero contattati tramite cellulare e venne chiesto loro di rivelare la natura reale del misterioso “carico polveroso”, ma il capitano ed i suoi ufficiali si dimostrarono molto elusivi. Inizialmente dissero che il cargo contenesse “petrolio grezzo”, in seguito dichiararono che contenesse “minerali”. In seguito a questo iniziale rifiuto, i pirati scassinarono uno dei containers e scoprirono che era pieno di pacchetti di quello che essi descrissero come “sporchi di una polvere sottile come sabbia”.

Nel giro di tre giorni, i pirati che avevano abbordato la nave e aperto il container con il suo carico granuloso simile alla polvere, svilupparono tutti strane complicazioni sanitarie, incluse serie ustioni cutanee e perdita di capelli. Nel giro di due settimane, sedici pirati morirono a catena, chi sulla nave chi sulla spiaggia.

Delle informazioni sulla malattia e sul carico velocemente raggiunsero Garowe, sede del governo della regione autonoma del Puntland. Arrabbiati per l’ondata di pirateria e sospettosi circa il carico della nave Iraniana, le autorità il 4 settembre inviarono una delegazione guidata dal ministro delle risorse minerali e del petrolio, Hassan Allore Osman, per esaminare la questione, e assistettero ad alcune delle morti dovute all’esposizione a “qualcosa su quella nave”.

I pirati Somali inizialmente fissarono il riscatto della nave a 2 milioni di dollari e il governo iraniano erogò 200 000 dollari ad un intermediario locale “per facilitare lo scambio”. Lo scambio dei 2 milioni di dollari di riscatto, che forse venne assicurato il 6 settembre, non ebbe mai luogo per ragioni sconosciute. Dopo il 10 settembre, sanzioni sulla IRISL vennero applicate perché la compagnia era ritenuta essere compromessa in traffici illeciti per conto dei Guardiani della Rivoluzione.

Le negoziazioni ufficiali vennero interrotte completamente. Le autorità iraniane negarono che fossero d’accordo riguardo al prezzo e neanche di aver pagato alcun riscatto ai pirati. Tuttavia, dopo che le sanzioni vennero poste sulla IRISL il 10 settembre, Osman disse che gli iraniani avevano comunicato ai pirati che il patto era saltato: “Comunicarono ai pirati che non potevano arrivare per la presenza della marina Statunitense”. La regione è pattugliata dalla task-force multinazionale 150, che include navi della quinta flotta degli Stati Uniti.

In seguito, venne divulgato il fatto che il governo degli Stati Uniti aveva offerto di pagare 7 milioni di dollari ai pirati per “ricevere un permesso per entrare ed ispezionare la nave”. Gli ufficiali del Pentagono e del Dipartimento di Stato rifiutarono con forza di commentare la vicenda.

L’esatta natura del cargo rimane ufficialmente un mistero, ma degli ufficiali di Puntland e di Baidoa sono convinti che la nave portasse armi verso l’eritrea per gli islamisti insorti. “Non possiamo ancora ispezionare il cargo ”, disse Osman, “ma siamo sicuri che si tratti di armi”.

La marina degli Stati Uniti (e quella francese e russa) vennero avvistate davanti alle coste di Eyl, il cargo non sarebbe andato da nessuna parte una volta liberato, sarebbe stato catturato appena avesse preso il mare. Le condizioni specifiche, che erano state approvate dalle Nazioni Unite e dal Congresso, avrebbero permesso alla marina degli USA di catturare la nave sotto inchiesta. Il sospetto che ci fossero armi a bordo, e la possibilità che potessero essere armi chimiche, ha assicurato che, quanto meno, fosse ordinata un’ispezione della nave da parte delle autorità. Mentre scrivo, la MV Iran Deyanat è all’ancora sorvegliata attentamente dalle unità navali statunitensi, francesi e russe.

Anche se le fonti dell’intelligence statunitense e del governo stanno mantenendo uno stretto riservo, i russi non hanno adottato lo stesso silenzio, e in questo modo siamo venuti a conoscenza della vera storia della MV Iran Deyanat. Era un’enorme galleggiante bomba sporca, che aveva l’intenzione di esplodere dopo aver oltrepassato il canale di Suez al limite orientale del mediteranno e in prossimità delle città costiere di Israele. L’intero carico di sabbia radioattiva, ottenuta dall’Iran in Cina (quest’ultima necessita disperatamente di petrolio dall’Iran) e conservata nei container che sarebbero saltati in aria una volta che fossero state innescate le cariche sulla nave dopo che la ciurma avesse preso le scialuppe di salvataggio, in un luogo dove venti forti avrebbero trasportato la nube radioattiva verso terra.

Dato il gran numero di vittime fra i pirati somali, è ovvio che quando il contenuto del cargo chiuso avesse raggiunto terra, il costo in vittime sarebbe stato enorme. Questa nave era né più né meno che l’attacco iraniano ad Israele lungamente minacciato. Non un attacco missilistico preventivato (che sarebbe potuto essere intercettato dagli israeliani) ma un attacco maggiormente letale ed inaspettato dal mare. E’ interessante notare che il governo israeliano nelle scorse settimane, aveva ripetutamente e fortemente richiesto che gli Stati Uniti ponessero un blocco navale sull’Iran.

La ragione di questo blocco sarebbe stata di prevenire che nessun’altra nave iraniana con carichi mortali attaccasse Israele o qualcun altro bersaglio dal mare.

Per chi volesse approfondire segnalo (in inglese) la relativa pagina di Wikipedia e un articolo del sito Information Dissemination N.d.r.

AGGIORNAMENTO: diverse agenzie di stampa (ad es. AFP) hanno pubblicato la notizia del rilascio della nave con i 29 membri dell’equipaggio. Non si sa se è stato pagato un riscatto. La nave avrebbe ripreso normalmente la navigazione verso acque internazionali. N.d.r.

Titolo originale: “The Iranian Mystery Ship: Death from the Sea “

Fonte: http://www.thetruthseeker.co.uk
Link
03.10.2008

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di LUCA RUFFINO

Pubblicato da Das schloss

  • gianni72

    Ricapitoliamo: l’iran riempie una propria nave con la bandiera iraniana (quindi non desterà nessun sospetto, vero? ci vuole un novello sherlock holmes per riuscire a scoprire tutto e israele non lo possiede..) e la lancia verso le coste israeliane.
    Israele dal canto suo vede arrivare una enorme nave battente bandiera iraniana e invece di fermarla a 50 miglia dalle proprie coste per ispezionarla la lascia “avvicinare in prossimità delle città costiere”.
    una volta ferma, siccome israele non è dotata di radar ma solo di binocoli del dopoguerra, nessuno la vede e può tranquillamente far sbarcare il proprio equipaggio e farla esplodere.
    Naturalmente è necessario aspettare che il vento sia a favore e la nube tossica si diriga verso le “coste” israeliane, altrimenti tornerà indietro verso l’equipaggio in fuga e verso l’egitto…
    che minchiata! ma è necessario postare questi articoli palesemente scritti da disinformatori perlopiù pessimi che fanno a pugni con la più elementare logica? è anche vero però che il popolo bue si beve tutto, quindi si può scrivere tutto.

  • V267

    Una bomba atomica è grande quanto uno scaldacqua.

    Ne nascondono una in un container su una nave portacontainer che naviga sotto bandiera non sospetta e la fanno entrare in un porto americano o europeo.

    Poi, la fanno esplodere. Salta in aria il porto con tutta la città e poi tutti rotolano l’indice nell’aria come dopo lo “schiaffo del soldato”……….

  • alcenero

    Ciao, capisco che la notizia possa destare dei dubbi, e anche io credo che l’iran non sarebbe cosi’ stupido da attaccare israele ne’ nel caso lo farebbe in questo modo. In ogni caso la storia della nave da cui partono queste ipotesi non e’ affatto un parto dell’autore di questo articolo, La storia con dettagli diversi e’ stata riportata da parecchie fonti (vedi la nota) quindi potrebbe avere degli sviluppi inattesi… Quando si diffondono cose del genere c’e’ sempre qualcosa sotto da approfondire.

  • reza

    QUESTA NOTIZIA E’ UN BUFALA DEI SIONISTI.

    Sulla specifica richiesta iraniana all’ONU di provvedere alla sicurezza della navigazione nelle acque del largo somalo dove da divrso tempo (e sranamente sotto il naso della flotta marina più vasta e più potenete che esiste nei mari del mondo; la V° flotta americana)avvengono atti di pirateria organizzata (i pirati sono dotati di armi e missili portatili e sistemi radar e anti radar), ieri il consiglio di sicurezza dell’ONU ha condanna (unanimamente) la pirarteri nel largo somalo, autorizzando (in base all’Art.7) l’uso della forza contro i pirtai da parte di tutti i paesi che si sentono minacciati dai loro atti.
    L’Iran ha dichiarato che non pagherà nessun riscatto per la sua nave seguestrata dai “pirati” nelle acque somale ad apenna 2 miglie marine da una nave di appoggio americano che, pur avendo ricevuto SOS, non ha agito e rimanendo fero nella sua pszione, ha acconsentito ai “pirati” il seguestro.
    Tutti i documenti sul carico della nave e il suo valore commerciale e i nominativi e il numero dell’equippaggio e l’ora e data precisa del sos e la posizione della nave militare americana che per primo lo ha ricevuto e visto la vicinanza, secondo le convenzioni internzionali, aveva il dovere di intervenitre, sono stati messi agli atti della denuncia iraniana all’ONU.
    Nella denuncia iraniana all’ONU i punti più importanti per smontare questa ennesima bufala sionista con intento di far passare, come è avvenuto negli ultimi 60 anni, Israele come “vittima” e coprire il suo ruolo di carnefice sono tre:
    il primo è la durata del tentativo di scappare dai pirati e la continuazione del SOS il tutto per più di un ora e mezzo, in questo arco di tempo la nave americana è rimasta ferma nella posizione.
    Il secondo riguarda il carico della nave ;Iran dichiara che si tratta di minerali salini per uso indusriale acquistato , con tot di certificato, in Germania
    Il terzo che, sulla nave non ci sono i container chiusi ma contenitori industriali che si usano su tutte le navi per trasporto d minerali.

  • reza

    La nave Iran Deyanat, questa mattina, alle ore 10.00 locale, è stata liberata con tutto l’equippaggio e la sua carica.
    Iran Deyanata era in viaggio dalla Cina veso l’Olanda destinazione porto di Rotterdam , il suo carico di 42 Ton era i minerali salini ad uso industriale ordinato da una società olandese in Cina.
    La nave battente bandiera iraniana e di proprietà della società nazionale di navigazione ed è rimasta nelle mani dei “pirati” per 7 settimane.
    Il portvoce di governo iraniano ha dichiarato oggi; “dopo il sequestro della nave abbiamo intrapreso vie legali per la sua liberazione chiedendo l’intervento dell’ONU. Con la risoluzione del’ONU abbiamo avuto appoggio necessario per intervenire , se non liberavano la nave, anche con la forza, ma sembra che è bastata la risoluzione e quindi, la nave è stata liberata alle ore 10.00 di questa mattina ed è in viaggio verso il porto iraniano più vicino e dopo il cambio dell’equippaggio ripartirà per la destinazione stabilita e per la consegna dela sua carica.”

  • NerOscuro

    Non credo plausibile la storia di una bomba sporca, perché non puoi far sparire una nave di quella stazza in una esplosione e pensare di farla franca e che nessuno pensi che sei stato tu. Anche Israele ha la capacità di risposta per un secondo colpo anche con i soli sottomarini diesel che ha a disposizione e questo significa che l’Iran sarebbe devastato. Siccome gli iraniani mi sembrano persone con la testa sulle spalle o hanno concepito un piano idiota e suicida o questa storia è una mezza bufala.

  • alcenero

    Ciao Reza, se mi dai un link a questa notizia la metto come nota in coda all’articolo,

  • reza

    LA PRIMA A PUBBLICARLA TRA I SITI IRANIANI ERA NEHRNEWS MA CREDO CHE A QUEST’ORA LO TOVERAI DAPPERTTUTTO.
    COMUNQUE ECCOTI ALCUNI LINKS:
    http://www4.irna.ir/View/FullStory/?NewsId=185108

    http://www.mehrnews.com/fa/newsdetail.aspx?NewsID=762549

    http://www.radiofarda.com/Article/2008/10/10/f6_Iran_Pirates_Somalia.html

  • reza

    E’ UNA BUFALA PER INTERO. ;-))

  • gianni72

    caro alcenero, uno può dubitare di quello che vuole, anche che la terra sia rotonda o piatta, c’è sempre qualcuno che ha una sua teoria che si basa su degli eventi reali, ma una minchiata come questa notizia rimane sempre una minchiata. che cozza perlopiù con la logica più semplice. è come se io volessi attaccare israele e mando come kamikaze gli aerei dell’alitalia. in più sapendo che appena mi muovo legittimerò l’aggredito a lanciarmi sulla testa centinaia di bombe atomiche che mi raderanno al suolo 3/4 di nazione.
    questa notizia è la classica disinformazione operata a più livelli dal regime sionista, che per nascondere le proprie malefatte deve apparire sempre come la povera vittima di tutti.
    esiste un solo paese con la propria organizzazione e struttura terroristica in grado di fare attentati false flag (sotto falsa bandiera, cioè faccio finta che sia qualcun altro per poi incolparlo e aggredirlo), abbattere torri, distruggere ambasciate e uccidere politici a piacimento: si chiama israele con il suo regime sionista.

  • trotzkij

    A che pro svenarsi per tradurre queste porcherie?
    A che serve dedicarsi allo studio dell’11 settembre per poi scivolare su una palese sceneggiatura fantahorror per sionisti alla magdi panella allam in olimpio?
    L’unica cosa buona è che http://www.thetruthseeker.co.uk ha gettato la maschera (salvo smentite) e sarà bandito dai miei link/riferimenti.

  • Cataldo

    Avevo segnalato il lancio di questa notizia dalla FOX http://www.foxnews.com/story/0,2933,430681,00.html
    sul blog petrolio.blogosfere il 4 con queste parole .
    “Anche la fabbrica delle bufale è in crisi e siamo al piccolo cabotaggio di routine :)) ”
    Penso che siano rimaste adeguate 🙂
    PS
    un saluto caloroso ad Alcenero ed un ringraziamento per le traduzioni a lui ed agli altri eroici, fate un bel lavoro, anche su testi ostici, si puo fare affidamento