LA NAVE IRANIANA DEL MISTERO: LA MORTE VIENE DAL MARE

AVVISO PER I LETTORI: ComeDonChisciotte continua a subire la censura delle multinazionali del web: Facebook ha chiuso definitivamente la nostra pagina a dicembre 2021, Youtube ha sospeso il nostro canale per 4 volte nell'ultimo anno, Twitter ci ha sospeso il profilo una volta e mandato ulteriori avvertimenti di sospensione definitiva. Per adesso sembra che Telegram non segua le stesse logiche dei colossi Big Tech, per cui abbiamo deciso di aprire i nostri canali e gruppi. Per restare aggiornato su tutti gli ultimi nostri articoli iscriviti al nostro canale Telegram.

blankDI BRIAN HARRIG
The Truth Seeker

Il 21 agosto 2008 la MV Iran Deyanat, una nave porta rinfuse, di 44458 tonnellate di portata, stava facendo rotta verso il Canale di Suez. Mentre stava passando il corno d’africa, circa ottanta miglia a sudest di al-Makalia in Yemen, la nave venne circondata da motoscafi pieni di pirati della Somalia, che fermano navi commerciali e le tengono in ostaggio insieme al loro carico e alle loro ciurme. Il capitano era impotente di fronte a quaranta pirati armati con Ak-47 e granate a razzo a bloccare la via di fuga. Non aveva altra scelta se non quella di scagliargli la nave contro. Quello che i pirati non avevano considerato, comunque, era che non si trattasse di una nave normale.

La MV Iran Deyanat è di proprietà, e opera, per la Islamic Republic of Iran Shipping Lines (IRISL) [linee navali della repubblica islamica dell’Iran n.d.t.] – una compagnia statale diretta dall’esercito iraniano che venne sanzionata dal dipartimento del tesoro statunitense il 10 settembre, poco dopo il dirottamento della nave. Secondo il governo USA, la compagnia falsifica regolarmente i documenti di navigazione per nascondere l’identità degli utenti finali, usando termini generici per descrivere i carichi per evitare l’attenzione delle autorità navali, e adotta l’utilizzo di entità nascoste per evitare le sanzioni delle Nazioni Unite per facilitare la proliferazione militare in favore del Ministero della Difesa iraniano.
La MV Iran Deyanat salpò da Nanjing, in Cina, il 28 di Luglio e, secondo la sua documentazione, era diretta a Rotterdam, dove avrebbe scaricato 42 500 tonnellate fra metallo e “prodotti industriali” ordinati da un anonimo “cliente tedesco”. La nave ha una ciurma di 29 uomini, incluso il capitano pachistano, un ingegnere iraniano, 13 altri iraniani, 3 indiani, 2 filippini, e 10 uomini dell’Europa dell’est, scoperti essere albanesi.

La MV Iran Deyanat venne portata a Eyl, un piccolo villaggio nel nordest della Somalia e venne sorvegliata da un folto gruppo di pirati – 50 a bordo e altri 50 sulla spiaggia. I pirati somali tentarono di ispezionare i sette containers della nave che però erano chiusi. La ciurma disse che non era in possesso dei codici d’accesso e che non era in grado di aprirli. I pirati stabilirono che non avevano la possibilità di aprirvi un varco senza causare danni gravi alla nave e minacciarono di farla saltare in aria. Il capitano e l’ingegnere della nave iraniana vennero contattati tramite cellulare e venne chiesto loro di rivelare la natura reale del misterioso “carico polveroso”, ma il capitano ed i suoi ufficiali si dimostrarono molto elusivi. Inizialmente dissero che il cargo contenesse “petrolio grezzo”, in seguito dichiararono che contenesse “minerali”. In seguito a questo iniziale rifiuto, i pirati scassinarono uno dei containers e scoprirono che era pieno di pacchetti di quello che essi descrissero come “sporchi di una polvere sottile come sabbia”.

Nel giro di tre giorni, i pirati che avevano abbordato la nave e aperto il container con il suo carico granuloso simile alla polvere, svilupparono tutti strane complicazioni sanitarie, incluse serie ustioni cutanee e perdita di capelli. Nel giro di due settimane, sedici pirati morirono a catena, chi sulla nave chi sulla spiaggia.

Delle informazioni sulla malattia e sul carico velocemente raggiunsero Garowe, sede del governo della regione autonoma del Puntland. Arrabbiati per l’ondata di pirateria e sospettosi circa il carico della nave Iraniana, le autorità il 4 settembre inviarono una delegazione guidata dal ministro delle risorse minerali e del petrolio, Hassan Allore Osman, per esaminare la questione, e assistettero ad alcune delle morti dovute all’esposizione a “qualcosa su quella nave”.

I pirati Somali inizialmente fissarono il riscatto della nave a 2 milioni di dollari e il governo iraniano erogò 200 000 dollari ad un intermediario locale “per facilitare lo scambio”. Lo scambio dei 2 milioni di dollari di riscatto, che forse venne assicurato il 6 settembre, non ebbe mai luogo per ragioni sconosciute. Dopo il 10 settembre, sanzioni sulla IRISL vennero applicate perché la compagnia era ritenuta essere compromessa in traffici illeciti per conto dei Guardiani della Rivoluzione.

Le negoziazioni ufficiali vennero interrotte completamente. Le autorità iraniane negarono che fossero d’accordo riguardo al prezzo e neanche di aver pagato alcun riscatto ai pirati. Tuttavia, dopo che le sanzioni vennero poste sulla IRISL il 10 settembre, Osman disse che gli iraniani avevano comunicato ai pirati che il patto era saltato: “Comunicarono ai pirati che non potevano arrivare per la presenza della marina Statunitense”. La regione è pattugliata dalla task-force multinazionale 150, che include navi della quinta flotta degli Stati Uniti.

In seguito, venne divulgato il fatto che il governo degli Stati Uniti aveva offerto di pagare 7 milioni di dollari ai pirati per “ricevere un permesso per entrare ed ispezionare la nave”. Gli ufficiali del Pentagono e del Dipartimento di Stato rifiutarono con forza di commentare la vicenda.

L’esatta natura del cargo rimane ufficialmente un mistero, ma degli ufficiali di Puntland e di Baidoa sono convinti che la nave portasse armi verso l’eritrea per gli islamisti insorti. “Non possiamo ancora ispezionare il cargo ”, disse Osman, “ma siamo sicuri che si tratti di armi”.

La marina degli Stati Uniti (e quella francese e russa) vennero avvistate davanti alle coste di Eyl, il cargo non sarebbe andato da nessuna parte una volta liberato, sarebbe stato catturato appena avesse preso il mare. Le condizioni specifiche, che erano state approvate dalle Nazioni Unite e dal Congresso, avrebbero permesso alla marina degli USA di catturare la nave sotto inchiesta. Il sospetto che ci fossero armi a bordo, e la possibilità che potessero essere armi chimiche, ha assicurato che, quanto meno, fosse ordinata un’ispezione della nave da parte delle autorità. Mentre scrivo, la MV Iran Deyanat è all’ancora sorvegliata attentamente dalle unità navali statunitensi, francesi e russe.

Anche se le fonti dell’intelligence statunitense e del governo stanno mantenendo uno stretto riservo, i russi non hanno adottato lo stesso silenzio, e in questo modo siamo venuti a conoscenza della vera storia della MV Iran Deyanat. Era un’enorme galleggiante bomba sporca, che aveva l’intenzione di esplodere dopo aver oltrepassato il canale di Suez al limite orientale del mediteranno e in prossimità delle città costiere di Israele. L’intero carico di sabbia radioattiva, ottenuta dall’Iran in Cina (quest’ultima necessita disperatamente di petrolio dall’Iran) e conservata nei container che sarebbero saltati in aria una volta che fossero state innescate le cariche sulla nave dopo che la ciurma avesse preso le scialuppe di salvataggio, in un luogo dove venti forti avrebbero trasportato la nube radioattiva verso terra.

Dato il gran numero di vittime fra i pirati somali, è ovvio che quando il contenuto del cargo chiuso avesse raggiunto terra, il costo in vittime sarebbe stato enorme. Questa nave era né più né meno che l’attacco iraniano ad Israele lungamente minacciato. Non un attacco missilistico preventivato (che sarebbe potuto essere intercettato dagli israeliani) ma un attacco maggiormente letale ed inaspettato dal mare. E’ interessante notare che il governo israeliano nelle scorse settimane, aveva ripetutamente e fortemente richiesto che gli Stati Uniti ponessero un blocco navale sull’Iran.

La ragione di questo blocco sarebbe stata di prevenire che nessun’altra nave iraniana con carichi mortali attaccasse Israele o qualcun altro bersaglio dal mare.

Per chi volesse approfondire segnalo (in inglese) la relativa pagina di Wikipedia e un articolo del sito Information Dissemination N.d.r.

AGGIORNAMENTO: diverse agenzie di stampa (ad es. AFP) hanno pubblicato la notizia del rilascio della nave con i 29 membri dell’equipaggio. Non si sa se è stato pagato un riscatto. La nave avrebbe ripreso normalmente la navigazione verso acque internazionali. N.d.r.

Titolo originale: “The Iranian Mystery Ship: Death from the Sea “

Fonte: http://www.thetruthseeker.co.uk
Link
03.10.2008

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di LUCA RUFFINO

Potrebbe piacerti anche
blank
Notifica di
12 Commenti
vecchi
nuovi più votati
Inline Feedbacks
View all comments
12
0
È il momento di condividere le tue opinionix