LA MORTE NATURALE DEL CAPITALISMO

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DI SIV O’NEALL
onlinejournal.com

Cala il sipario sul mondo unipolare che conosciamo e ora si pone urgente la questione se, come e quando le vere forze della democrazia, dei diritti umani, della pace e civiltà potranno dissipare la nube che ha coperto quello che una volta poteva essere considerato un modo di vivere decente.

La lunga discesa nel capitalismo totalitario interessato esclusivamente al profitto corporativo sta per finire il suo ciclo. La festa è finita e la bancarotta si avvicina. Non sappiamo però quanto durerà questa caduta libera dell’economia.

Sovvengono alla memoria esempi come la Germania del Reich, ma non è possibile stabilire un parallelismo. La mancanza di umanità è la stessa ma ora l’ipocrisia è molto peggiore, essa domina il mondo. Chi governa gli Stati Uniti e le altre potenze occidentali nasconde la propria ideologia e gli obiettivi da raggiungere. I nostri cosiddetti leaders dicono solo menzogne ed è così che hanno organizzato a proprio vantaggio il loro gioco.


Si suppone che noi la popolazione non dovremmo sapere di essere trattati come feccia da scartare. Il potere immagina che finché nessuno dirà la verità su come ci ingannano, rimarremo proni come cani bastonati a leccare i piedi dei nostri torturatori.

Ci siamo allontanati così tanto dalla società civile che i Padri Fondatori avevano in mente per le popolazioni dei 13 stati, che la portata può essere misurata solo se consideriamo l’abissale mancanza di beni e diritti essenziali che ora costituisce la norma negli Stati Uniti. Di fatto, nel 2010 non sono rimaste aree libere dal declino generale, culturale, economico o umanitario. I diritti umani sono ridotti in brandelli, lo standard di vita della maggioranza delle famiglie americane può solo peggiorare, la voce della popolazione rimane inascoltata, lo standard qualitativo delle istituzioni culturali e dell’educazione, con i vantaggi che queste comportano, è ridotto al lumicino.

Gli asserviti media della destra fanno un enorme baccano per nascondere le voci della ragione. Il generale torpore della gente viene acuito dalla grancassa propagandistica dei mass media, che costantemente propinano una visione falsata del mondo dove l’unica soddisfazione nella vita consiste nel consumismo estremo e nella partecipazione alla violenza, droghe artificiali che l’industria dell’intrattenimento ci offre per riempire il vuoto della nostra anima.

L’ambiente viene saccheggiato selvaggiamente senza alcuna cura della sopravvivenza del genere umano, del pianeta e dei milioni di specie che lo abitano. La biodiversità è un concetto dimenticato tranne che per quei pochi ribelli che remano contro e cercano di far sentire le loro voci salvifiche in mezzo al frastuono delle macchine delle corporazioni assassine. Questi predatori cercano solo di massimizzare i profitti senza alcuna preoccupazione per i catastrofici effetti sull’ambiente.

La maggioranza della gente non riesce a vedere come davvero va il mondo e, d’altra parte, come potrebbe? Il valore distorto della convenienza ad ogni costo è l’unico che riesce a vedere.
Il sole che sorge sull’oceano, una foglia di acero che gira su un letto d’acqua cristallina, una piccola manina che ti accarezza il viso, la bellezza delle parole dettate dall’anima di uno scrittore – ma cosa è successo alle meraviglie della vita? Cosa è successo al mondo reale?

Come si è arrivati a un mondo surrogato ?

Il capitalismo, il modo in cui agisce oggi, è incompatibile con la vera democrazia. Questa pazzia, questa assurda forma di capitalismo non ammette una visione umana del mondo e non ha nessuna considerazione per gli abitanti del pianeta.

Il capitalismo del libero mercato, l’invenzione di Milton Friedman, (1) professore della Chicago School of Economics, la globalizzazione, ovvero lo slogan dell’Impero per la dominazione sul resto del mondo, il Nuovo Ordine Mondiale di Washington, l’arricchimento di pochi e il dissanguamento delle masse – in qualunque modo la si voglia chiamare, questa è una finzione che ora sta finalmente crollando. Tutto si riduce all’idea di ‘fregare la gente’ e ‘l’ambizione è la forza che fa girare il mondo’. La religione negli Stati Uniti è l’ambizione ed è l’unica vera religione esistente.

Ora invece il gigante sta crollando. Si diffonde velocemente una cancrena che sta divorando il cuore della nazione, il suo sistema educativo elitario e agonizzante, la sua deplorevole giustificazione per l’assenza di un sistema sanitario funzionante, le sue decadenti infrastrutture. L’anima profonda delle persone sta appassendo, insieme alla sparizione dei loro lavori, il pignoramento delle loro case, i loro diritti costituzionali non rispettati, i diritti civili ripetutamente violati dalla polizia e le autorità federali.

Tutto questo si aggiunge e interagisce con la crisi economica e la distruzione dell’ambiente, che a questo punto non può nemmeno garantire un futuro vivibile per le prossime generazioni.

Un mondo multipolare non può essere fermato ora che il gigante gioca le sue ultime carte, nel caso gli sia rimasta alcuna. I paesi emergenti stanno emergendo davvero. Dal presidente Obama non ci sono segnali di presa di coscienza di questa evoluzione geopolitica ma, piuttosto, la volontà di proseguire con l’imperialismo Neocon che, se gli verrà concesso, porterà il pianeta al disastro. Renderà l’ambiente invivibile distruggendo il modo di vivere di miliardi di abitanti del pianeta. Una volta che l’ambiente è rovinato non si potrà tornare indietro. Alle corporazioni, la cui voracia è causa di questa situazione, non sembra interessare o non capiscono la rotta verso cui stanno portando il pianeta.

Il Libero Mercato è stato istituito in modo unilaterale per il gigante dell’Occidente e con l’unico obiettivo di arricchire come mai prima pochissimi individui. Gli strumenti sono stati il Fondo Monetario Internazionale (FMI) e la Banca Mondiale, che hanno lavorato su un unico progetto di sottrarre le ricchezze nazionali del maggior numero possibile di paesi e succhiare i soldi delle nazioni in difficoltà finanziarie concedendo ai loro governi prestiti ad elevati tassi d’interesse.La condizione principale imposta ai paesi in difficoltà economiche è sempre stata quella di tagliare i servizi sociali, svalutare la moneta nazionale e aumentare le tasse sulla gente già alle strette fino a farla morire di fame. Finora questa è stata la strategia di questi accoliti di Washington; lo strumento principe per il dominio americano sul mondo. Naturalmente questo ha contribuito all’ulteriore arricchimento della già astronomica ricchezza delle corporazioni. Una pazzia; ma a che fine?

I paesi che hanno precedentemente goduto di un relativo benessere ma che sono stati spolpati dall’economia di libero mercato, da accordi di libero mercato come il NAFTA, CAFTA, FTAA (2) e accordi bilaterali, hanno visto sfiorire le loro vite agiate, per esempio i paesi asiatici negli anni novanta durante la crisi finanziaria asiatica ( 3). I paesi poveri del terzo mondo sono stati ulteriormente impoveriti come mai prima, con le loro risorse naturali divorate dalle voraci multinazionali. Qualunque nazione si trovi in difficoltà finanziaria e si trovi l’FMI e la Banca Mondiale addosso, vedrà le proprie risorse spolpate e perderà la propria indipendenza finanziaria.

Il capitalismo del libero mercato non può andare d’accordo con la democrazia vera. Sono concetti agli antipodi nella gestione economica del mondo. Il capitalismo incontrollato ha come segno identitario la negazione di ogni diritto umano e civico del lavoratore. La privatizzazione, che costituisce il ritornello principale di questo decadente ordine mondiale alla fine ci farà pagare per l’aria che respiriamoe l’acqua inquinata che beviamo.

Se si tengono elezioni per mantenere un simulacro di democrazia è solo perché il modo in cui si tengono oggi non ha alcun valore. Non costituiscono un pericolo reale per il sistema che controlla il mondo dal momento che sono rigorosamente controllate dalle corporazioni che vanno a braccetto con gli imperialisti. Fanno parte del sistema.

E tuttavia, una maggioranza di cittadini americani ha l’idea che il loro voto conti in qualche modo nella gestione della politica interna ed estera. Sembra si stiano lentamente svegliando vista l’inefficacia delle proteste contro le guerre e contro i tagli delle tasse ai ricchi.

La creazione dell’unica superpotenza

Alla fine della Seconda guerra mondiale, con l’Europa esausta e virtualmente impotente come partner commerciale, il governo degli Stati Uniti comprese che avrebbe dovuto fornire supporto ai paesi europei danneggiati dalla guerra in modo da creare un mercato per la propria ritrovata ricchezza. La Grande Depressione era finalmente finita grazie alla spinta che la guerra aveva dato all’economia del paese. Gli Stati Uniti avevano bisogno di partner commerciali. Così nasceva il Piano Marshall. In seguito il superman hollywoodiano Ronald Reagan mise in moto i suoi piani espansionistici da megalomane; allo stesso tempo il seme del movimento neoconservatore iniziava a prendere forma.

Nel frattempo venne creato un apposito spauracchio, individuato nel diavolo comunista. Dall’era McCarthy negli anni ’50 al fiasco della Baia dei Porci di Kennedy per invadere la Cuba meridionale nel 1961, dall’orrore della guerra del Vietnam alla criminale intromissione in vari paesi dell’America centrale e meridionale, la minaccia comunista è sempre servita come pretesto per l’invasione di paesi che si opponevano al potere e all’espansione degli Stati Uniti. I paesi che non potevano essere comprati o convinti a collaborare con l’Impero venivano semplicemente invasi e messi sotto controllo. Una stridente eccezione è costituita dall’imbarazzante guerra del Vietnam in cui non si è riusciti a soggiogare nessuna nazione. Eppure non è servita come lezione per gli imperialisti. Per la gente sì, ma non per gli psicotici neoconservatori. Al contrario, l’unica lezione tratta era che gli Stati Uniti dovevano mostrare al mondo di essere ancora i dominatori del pianeta e dello spazio cosmico.

Il tratto distintivo delle politiche estere degli Stati Uniti è sempre consistito nell’invadere, schiacciare, uccidere e prendere il controllo delle risorse nazionali.

Quando l’Unione Sovietica implose la pomposa propaganda sul gigante dell’est che minacciava di terminare la supremazia della prima superpotenza venne esposta agli occhi di tutti per quel che era. La paura del comunismo che aleggiava sull’occidente fin dalla fine della seconda guerra mondiale, pesantemente utilizzata dai fratelli Kennedy, si basava in modo minimo su dati reali ed era piuttosto una propaganda isterica. Era come una piovra che allungava i tentacoli sul mondo intero. Se in effetti la potenza militare sovietica appariva impressionante, ciò era dovuto al fatto che i rubli investiti nell’industria delle armi venivano sottratti al benessere della popolazione.

Paura e guerra eterna sono gli strumenti del capitalismo

Quando l’Unione Sovietica collassò, gli Stati Uniti si trovarono improvvisamente privi di un facile capro espiatorio per i mali del mondo. Era necessario creare un nuovo nemico e sappiamo in cosa consiste la “guerra al terrore” ovvero la teoria assurda e istericamente propagandata secondo la quale i musulmani si apprestavano a conquistare il mondo occidentale. Al Qaeda può certamente essere una creatura americana ma in seguito è diventata realtà (4). La guerra continua è utilizzata da una superpotenza per poter sostenere la paura necessaria a tenere la gente dietro le barricate. L’ignoranza e l’isteria sono alla radice di ogni guerra eterna. La propaganda senza fine è il mezzo principale senza il quale lo slogan “Pax Americana” sarebbe rimasto una affermazione ridicola fin dalla sua creazione. Naturalmente i mass media hanno fatto la loro parte dal momento chesono pagati per questo.

La paura è stato il mezzo necessario per ingannare la gente del mondo e coprire con un velo emotivo accecante le nostre menti. La creazione di questa paura viscerale e della rabbia è stata resa possibile dall’attacco al World Trade Center e l’isteria seguita all’ 11/9. Senza questo fenomenale strumento propagandistico le maggiori guerre che sono scoppiate in seguito, il totale disprezzo per i diritti costituzionali dei cittadini americani e per la costituzione americana più in generale, sarebbero rimaste solo un desiderio dei bulli neocon.

Ovviamente non sappiamo quanto durerà ancora l’unica superpotenza. Per ora viene mantenuta in vita e possiamo solo fare supposizioni su cosa succederà nel mondo quando il colosso smetterà di respirare. Per salvare gli Stati Uniti dal naufragio a nulla serviranno le parole di riconciliazione col resto del mondo da parte del presidente Obama.

Che arroganza e che supponenza credere che gli Stati Uniti sarebbero stati in grado di costruire un Reich millenario con le altre nazioni aspiranti alleate, grazie alla propagandata superiorità culturale, morale e militare del colosso dominante. Se non alleate, esse sarebbero rimaste asservite e sottomesse per aver perso la loro forza interna, come è avvenuto in Iraq, Afghanistan e probabilmente ora con il Pakistan. L’Impero doveva apparire così imbattibile che nessuna nazione sarebbe stata in grado di opporsi alla loro formidabile potenza, potere divino la cui luce accecante avrebbe convinto tutti a rinunciare a qualsiasi spirito di resistenza.

Ma aspettate un attimo – non abbiamo già visto questo copione prima? Sembra una lezione mai imparata quella che anche un Impero deve decadere una volta che il vento cambia direzione e che la popolazione mondiale torna a vedere senza i paraocchi. Ed è naturale che la supponenza non è nata con i neocon che complottavano in incognito durante la presidenza Reagan. Bisogna tornare indietro, ai tempi dello sterminio dei nativi americani. Nessuno può opporsi alla superpotenza; essa è portatrice dell’autorità conferitale da Dio per il dominio del continente, per esercitare il controllo sull’Europa lacerata dalla guerra, sulle americhe, sui paesi ricchi di risorse e in definitiva sul mondo intero.

Gli psicopatici che hanno elaborato questa assurda fantasia dovrebbero essere le prime vittime della caduta dell’Impero. Nella lunga storia degli imperi, vi è mai stato alcuno che non abbia capito la potenza dell’orgoglio nazionale e la ferma decisione dei popoli invasi di continuare a governare le loro nazioni e le loro vite nelle terre che sono state loro per millenni ?

Ad ogni modo il mondo sta cambiando. un giorno sapremo se è troppo tardi o se c’è ancora speranza di salvezza per le popolazioni e per l’ambiente.

L’Asia si sta organizzando per rendersi sempre più indipendente dall’Occidente. Stanno creando le loro organizzazioni di cooperazione economica, come l’AFTA (5) – Asian Free Trade Area – che nasce dalla ASEAN – Association of Southeast Asian Nations- “una organizzazione geopolitica ed economica di dieci paesi localizzati nell’Asia del sud del Pacifico, formata l’8 agosto 1967 da Indonesia, Malesia, Filippine, Singapore e Tailandia”. Questa organizzazione ora comprende dieci paesi della stessa area del sud Pacifico. (6)

Il progetto dell’AFTA è stato lanciato nel 1993 con l’obiettivo di creare un’area di libero commercio nell’Asia orientale. Ha preso alcune decisioni coraggiose durante la crisi finanziaria asiatica degli anni ’90, che ha chiaramente indicato la necessità di una interdipendenza economica reciproca tra gli stati del nordest e sudest asiatico.

Nel novembre 2001venne elaborato un ambizioso piano per creare un blocco regionale. In esso si auspicava che l’Asia orientale diventasse da regione di nazioni a comunità coesiva regionale dove gli sforzi collettivi fossero fatti per la pace, la prosperità e il progresso. Identificava i seguenti settori per la cooperazione: economico, finanziario, sicurezza, ambientale, sociale e culturale. (7)

La Cina, prossima superpotenza ?

L’economia cinese è la terza al mondo ed è il più grande detentore di beni del Teroso statunitensi. È il maggior proprietario del debito del governo americano e si può anche dire che tra i paesi emergenti è già emerso. Si trova in una posizione legittima per ambire a essere una superpotenza. Quando gli Stati Uniti dichiareranno la bancarotta, la Cina probabilmente sarà pronta a prendere il controllo insieme ad altre nazioni sviluppate.

In questo momento la Cina si mostra indifferente nei confronti di Obama. Si sa che il commercio con gli Stati Uniti recentemente è migliorato, ma di fatto l’economia cinese è così avanti rispetto a quella della precedente superpotenza che può permettersi di fare spallucce alle ipocrite richieste avanzate da Washington. Chi può sollecitare la Cina a rispettare i diritti civili e a diminuire l’inquinamento per salvare l’ambiente? O convincere la Cina che dovrebbero esserci condizioni di vita più eque? L’ipocrisia di Washington non conosce limiti.

Ovviamente non possiamo sperare in un mondo dove una superpotenza disumana sostituisce un’altra. Sappiamo bene che vita ci spetterebbe sotto il comando cinese. Ma questo pensiero sembra così lontano dalla realtà che la soluzione in cui dobbiamo sperare per un nuovo Ordine Mondiale è piuttosto un’organizzazione multilaterale dove nessuna potenza avrà troppa influenza sul resto del mondo.

Per quanto riguarda le altre nazioni emergenti come l’India e il Brasile, esse hanno ancora strada da fare. Un basso livello educativo, uno standard di vita mediamente basso, un sistema sanitario inadeguato, una insufficiente lotta contro l’inquinamento e il disprezzo per i diritti umani sono tra i maggiori problemi di questi paesi e lo stesso vale per la Cina. Comunque agli Stati Uniti possono essere sicuramente imputate mancanze nelle stesse aree. In quei paesi c’è anche una orribile mancanza di eguaglianza ma, bisogna ribadirlo, gli Stati Uniti condividono le stesse colpe di quei paesi solo relativamente ricchi.

L’ America Latina si sta rafforzando

In un’altra parte del mondo l’America Latina sta lottando per la sua indipendenza dall’Impero. La nascita del Mercosur , il mercato comune del Sud, è avvenuta il 26 marzo del 1991. Vi partecipano Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay; il Venezuela ha aderito il 17 giugno 2006. Bolivia, Colombia, Cile, Ecuador e Perù attualmente sono membri associati.

Panama e Messico hanno annunciato l’intenzione di aderirvi.

Da un altro versante, il Venezuela ha iniziato l’ALBA(Alianza Bolivariana para los Pueblos de Nuestra América), la risposta venezuelana agli accordi di libero mercato di segno imperialista, che inizialmente ha visto aderire Venezuela e Cuba. In seguito si sono aggiunti Bolivia, Ecuador e Nicaragua. Alcune isole dei Caraibi sono diventati membri. L’Honduras è diventato membro in agosto del 2008 ma, in modo piuttosto singolare, dopo il golpe del giugno 2009 che ha rovesciato la presidenza di Manuel Zelaya, l’adesione è stata ritirata.

“ Il 16 dicembre 2009 , il congresso dell’Honduras si è riunito per ritirare l’adesione del paese dall’ALBA, sostenendo una “mancanza di rispetto” da parte del Venezuela fin da quando il paese ha deciso di aderire nel 2008 e, citando in particolare i commenti di Hugo Chavez su una potenziale invasione dell’Honduras per riportare Manuel Zelaya al suo posto, dopo che era stato rimosso il 28 giugno 2009 dal colpo di stato. Il ritiro dall’ALBA è stato ratificato dal congresso honduregno il 13 gennaio 2010. I rapporti economici con il Venezuela proseguono, incluso Petrocaribe”.
Mercosur e ALBA sono la risposta latinoamericana al NAFTA, CAFTA e FTAA, i cosiddetti accordi di libero mercato sponsorizzati dagli Stati Uniti a cui va bene tutto tranne che che il libero mercato, come si evince dalle barriere commerciali continuamente create contro le altre nazioni a proprio vantaggio.

Conclusioni

Gli Stati uniti non sono più l’unica superpotenza. Prima lo si capisce e meno dolorosa saranno le conseguenze della caduta del gigante. Barack Omaba ha dato all’Europa e ad altri qualche speranza di cambio di rotta da parte dell’indifferente colosso. Ma non è successo né mai succederà. Solo il crollo dell’Impero può salvare il mondo. A meno che non sia già troppo tardi.

Riusciamo a vedere un nuovo Ordine Mondiale che emerge, uno meno arrogante, basato sulla cooperazione multilaterale? Il mondo ha un disperato bisogno di un nuovo ordine dove le questioni di vita e di morte verranno decise da tutte le nazioni e non calpestate da un vorace colosso che crede di essere il monarca del pianeta.

Siv O’Neall è una giornalista di Axis of Logic, dove l’articolo è stato pubblicato, e vive in Francia. I suoi lungimiranti saggi vengono pubblicati e letti nel mondo intero. Le si può scrivere qui: [email protected]

Fonte: http://onlinejournal.com/
Link: http://onlinejournal.com/artman/publish/article_6179.shtml
3.08.2010

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di RENATO MONTINI

Note:

(1) La filosofia politica di Friedman , che lui considerava classicamente liberale e libertaria, enfatizza i vantaggi dell’economia di libero mercato e gli svantaggi dell’intervento e regolamentazione da parte dei governi, influenzando fortemente le opinioni dei conservatori e libertari americani. Il suo influente libro Capitalismo e Libertà fu pubblicato nel 1962.

(2) La Riva/Puryear: Abolish NAFTA, CAFTA, FTAA, WTO, IMF, World Bank. Vedere anche NAFTA/FTAA/CAFTA.

(3) La crisi finanziaria asiatica – Non esistono basi per dichiarare che la crisi finanziaria asiatica fosse dovuta alla mancanza di solide fondamenta economiche. Le monete dei paesi colpiti vennero svalutate forzatamente e i loro sistemi finanziari mandati in rovina dalle attività degli speculatori. La crisi tuttavia, ha rivelato una debolezza lampante: la mancanza di una banca centrale regionale. ( di Chandra Hardy) Altro sulla crisi finanziaria asiatica in Third World Network

(4) Il nome “ ora è solo un’etichetta informale di un movimento che sembra avere come bersaglio l’occidente” afferma Marc Sageman, psichiatra che da sempre studia le reti del terrorismo. “ Non c’è nessuna organizzazione di copertura. A noi piace creare un’entità mitica che chiamiamo Al-Qaeda ma non è la realtà che abbiamo davanti a noi”.

(5) “Dall’inizio della ASEAN nel 1967 fino al 1991, la coperazione economica dei suoi membri era stata virtualmente inesistente. Tuttavia, nel gennaio del 1992 i leaders degli stati membri concordarono di lavorare per la creazione di una zona di libero mercato della ASEAN (AFTA). Dopo un inizio piuttosto lento, i leaders decisero di dare una spinta all’implementazione del trattato dell’AFTA (The Financial Times) (Informaworld.com)

(6) Altre informazioni su questa organizzazione geopolitica ed economica qui: ASEAN

(7) Altre informazioni su ASEAN e AFTA qui: What is Integration

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