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LA MIA ESPERIENZA IN VENTI ANNI E IL RESOCONTO FINALE

DI PAOLO FRANCESCHETTI
paolofranceschetti.blogspot.com

1.Premessa. 2. La mia esperienza nei giornali 3. Alcune considerazioni sui quotidiani nazionali. 4. Solange le Brigate Rosse. 5. Il caso Sofri. 6. La mia vicenda personale. 7. Conclusioni.

1. Premessa
I mass media, siano essi la Tv o i giornali, non servono a veicolare notizie. Servono in realtà a NON dare le notizie importanti, a manipolare, corrompere, minacciare, e soprattutto a veicolare messaggi tra vari poteri dello stato.

Quando avevo venti anni leggevo anche due o tre quotidiani al giorno. E vedevo diversi telegiornali. Vedevo, ad es., TG 3 e Rete 4, perchè la loro diversità mi incuriosiva e mi illudevo che così avrei avuto un quadro più chiaro delle varie situazioni.
Leggevo, ovviamente, regolarmente anche Panorama e l’Espresso.

A un certo punto verso i 30 anni mi ero accorto che le notizie erano sempre uguali e non cambiava mai nulla.
Esempio. Un magistrato faceva un’indagine scomoda.
Partiva la consueta polemica sulla legittimità di pubblicare le intercettazioni, il magistrato veniva accusato di essere di parte e persecutorio, ecc… e regolarmente la polemica si spostava dalla sostanza dell’inchiesta del magistrato alla vita personale del magistrato, oppure ad altri particolari di nessun interesse.

Tipico, ad esempio, era il dibattito sui magistrati “che devono lavorare in silenzio”. Se il magistrato infatti rilasciava un’intervista…. Apriti cielo, cominciava un casino che non finiva più e nelle settimane successive la notizia importante diventava non la sostanza dell’inchiesta, ma il problema dei magistrati che devono lavorare in silenzio.
Un magistrato lavorava bene? Non importa. Arrivava sempre il solito Pannella a inveire contro la magistratura. Capirò poi che Pannella non a caso è nella Rosa nel pugno, e non a caso propose la candidatura a Gelli per fargli avere l’immunità parlamentare. Ma a quell’epoca che potevo capire? La candidatura di Gelli sembrava un gesto di protesta contro il sistema e il simbolo della Rosa… era così bello.

2. La mia esperienza nei giornali
Poi ho avuto un’esperienza diretta con i giornali.
Per due anni diressi una pagina universitaria su un quotidiano locale.
Mi pagavano bene e il lavoro mi divertiva in quanto dovevo dare notizie riguardanti l’università.
Un giorno arrivò una notizia più interessante delle altre, su alcuni abusi commessi dalla professoressa di una cattedra universitaria (peraltro erano abusi di cui tutti sapevano, anche io che non ero iscritto ne ero a conoscenza per sentito dire). Scoppiò un tale casino, ricevetti tali e tante pressioni, che mi ordinarono di pubblicare una (falsa… precisiamolo… FALSA) notizia di smentita. Minacciarono di togliermi l’incarico se continuavo. E finì così.
Morale. L’unica notizia veramente interessante che ero riuscito a pubblicare fino a quel momento me l’avevano censurata. E nessuno ebbe voglia di approfondire.
Decisi di continuare a lavorare per il giornale perché mi divertivo, ma decisi che, se volevano bugie, bugie avrei raccontato. Quindi da quel momento pubblicai solo notizie false. False interviste a falsi studenti, false lettere sentimentali a cui rispondevo. Talvolta mi divertivo a inventare inesistenti studi sul sesso di inesistenti facoltà americane, per poi inventarmi un contro studio che lo smentisse. Poi inserivo le vicende dei miei amici. Una mia amica mi raccontava che il ragazzo la tradiva? E io l’indomani pubblicavo la sua storia sul giornale (ovviamente cambiando il mio nome). Il mio amico Francesco aveva fatto il contrabbandiere di diamanti in passato, e poi il gigolò? Ecco che pubblicavo a nome del mio amico la sua esperienza, trasformando la sua terza media in una laurea in economia e commercio, il contrabbando di diamanti in un’esperienza di import ed export di preziosi, e il gigolò in un’attività di pubbliche relazioni, e con la sua “esperienza”, elargivo consigli a tutti i laureandi in economia e commercio.
Un’altra volta inventai una serie di corsi presso l’università popolare; ogni mio amico era diventato a seconda delle sue caratteristiche, il direttore di un corso. Ad es. La mia amica Giulia aveva tre uomini contemporaneamente? ecco che diventava direttrice di un corso per diventare monogami tutta la vita. Il mio amico Simone era impotente? Eccolo nominato direttore di un corso di sessuologia a prestazioni avanzate. La mia amica Gianna si incazzava una volta si e l’altra pure con chiunque? Eccola nominata direttrice di un corso di meditazione per donare relax e serenità alla mente. E se qualcuno mi avesse chiesto notizie più dettagliate sui corsi…. Avrei detto che il corso era stato soppresso.
Altri esempi.
Una mia amica (che poi diventerà la mia ragazza) mi invita a prendere una cioccolata e alla fine del pomeriggio mi disse: “non so perché ti ho invitato…l’ho fatto così, senza pensarci”. Io li per lì facevo finta di crederci, ma sapevo che l’invito a prendere la cioccolata era programmato da giorni. Allora l’indomani scrivevo un articolo dal titolo “Galeotta fu la cioccolata. Suggerimenti per far cadere in trappola la preda amorosa” dove ovviamente elencavo vari metodi di approccio compreso quello di invitare a prendere una cioccolata e poi dire “non so perché l’ho fatto… così… senza pensarci…”.
Insomma. Sapevo che con questo sistema non avrei mai vinto il premio Pulitzer, ma fu una delle esperienze più divertenti della mia vita. Per altro verso fu però una delle più avvilenti, perché mi resi conto che sui giornali chiunque in teoria può scrivere qualsiasi idiozia senza alcun controllo.
In realtà senza saperlo, stavo facendo con la mia cerchia degli amici quello che i giornali fanno nella lotta tra poteri occulti. Veicolavo messaggi. I miei articoli erano di volta in volta prese in giro al sistema, messaggi in codice alla mia fidanzata, ai miei amici, alla mia famiglia, sfoghi personali, ecc… Quando uscivano i miei articoli i miei amici leggevano il giornale dicendo “chi sarà la vittima oggi?”. Facevamo per scherzo, a livello locale, quello che i giornali fanno sul serio, ma a livello mondiale

3. Alcune considerazioni sui quotidiani nazionali

Francamente pensavo che il problema fosse il giornale in cui lavoravo e ingenuamente ritenevo che al Corriere della Sera o a Repubblica le cose fossero diverse. D’altronde il mio era un quotidiano che è riuscito a dedicare una pagina intera ad una donna che metteva le corna al marito prima del matrimonio; e siccome nell’articolo avevano citato il nome del paese, sostanzialmente rovinarono quella persona che fu costretta a trasferirsi altrove.
In un’altra occasione pubblicarono un servizio su una postina sorpresa per una serie di circostanze fortuite a fare l’amore con un’altra persona durante il lavoro… anche lì rovinando per sempre la reputazione del soggetto in questione.
Ancora. Una mia amica la sbatterono in prima pagina perché, con il marito, intratteneva rapporti scambisti con altre coppie. Si. Avete letto bene. In prima pagina.
In compenso non si fa cenno dell’arrivo della mafia, della ‘ndrangheta e della camorra a Viterbo. Non si fa cenno dei troppi esercizi commerciali rispetto alla popolazione o dell’elevatissmo numero di sportelli bancari e di banche di investimento che, per una città prevalentemente agricola, è una cosa perlomeno anomala.
Nessuno ha mai pensato di indagare se nella città ci fosse una sede di Gladio in una caserma di Viterbo e che risvolti avesse questo fatto, né sulle origini rosacrociane della città, evidenti anche nella toponomastica del luoghi (ad esempio il mio studio è tra il quartiere “crocetta” e il quartiere “Santa Rosa”).
Stiamo parlando quindi di uno dei tanti corrieri locali che esistono in Italia; giornali che non esiterei a definire demenziali per il modo in cui conducono le notizie; non pubblicano nulla, ma in compenso talvolta piazzano in prima pagina notizie del tipo: “furto di spinaci al supermercato” e addirittura una foto a colori degli spinaci (pare inventata, ma purtroppo non lo è, giuro!).
Mi domandavo il perché di questo modo illogico di condurre un giornale locale. Mi domandavo come mai non ci fosse la volontà di migliorare la qualità complessiva del prodotto, il che poi – secondo la mia razionalità ingenua – avrebbe dovuto portare ad un aumento di lettori.

Mi accorsi ben presto, però, che anche nei quotidiani nazionali le cose non erano migliori. “Così in alto, così in basso”, recita un famoso detto. Cambia la dimensione delle notizie, ma il criterio è lo stesso. Al posto di un furto di spinaci troviamo il furto di auto. Al posto della storia di corna della cittadina sconosciuta troviamo la storia tra Berlusconi e la moglie..
Quando, da avvocato, mi sono letto alcuni atti processuali di processi celebri (Dell’Utri, Andreotti, Berlusconi, ecc…) mi sono reso conto che le notizie sui giornali sono completamente inventate rispetto alla realtà processuale, che è assolutamente diversa.
Ad esempio il processo Previti, mediaticamente si è giocato quasi tutto sulle dichiarazioni di una testimone, Steania Ariosto; per mesi i giornali hanno discusso se tale testimone fosse attendibile o meno, ci hanno parlato dei suoi amori, dei suoi movimenti, ecc…
In realtà a leggere gli atti del processo si vede che la parte relativa alle dichiarazioni della Di Rosa sono poco più di tre o quattro pagine, a fronte di 500 pagine con prove schiaccianti; prove che vanno dai conti correnti bancari, ai testimoni, ad alcuni fatti di cui c’erano addirittura prove documentali incontrovertibili.
I giornali hanno cioè volutamente deviato l’attenzione su questioni secondarie, dando ad intendere che tutto si giocasse sulle dichiarazioni di un testimone. Nulla di più falso.

Poi ho notato che i giornali hanno volutamente evitato alcune vicende eclatanti. Ad esempio poco o nulla è uscito sul fatto che Berlusconi e Dell’Utri sono stato indicati da alcuni pentiti come mandanti delle stragi del 92 e 93. Il procuratore era Tinebra, il quale archiviò tutto ed ebbe poi un incarico nel governo Berlusconi. A parte Travaglio, nessuno ha mai sottolineato una cosa del genere. E i giornali, che tuonano spesso per delle cazzate e dedicano mesi a vicende di nessuna importanza per il cittadino, come il caso Cogne o il caso Englaro, dovrebbero nutrire un certo interesse per un procedimento che riguarda addirittura Berlusconi. O no? Magari per poi dire che era tutta una bufala. Ma a me come cittadino interessa di più sapere come, quando e perché Berlusconi è stato accusato di essere mandante della strage di Capaci e Via D’Amelio, rispetto al colore del pigiama della Franzoni.
Invece pare che queste cose non interessino nessuno. Perché Vespa dedica decine di puntate al caso Cogne e nessuna al caso Berlusconi.

Un’altra cosa che trovavo assurda, e di cui solo da poco ho avuto la spiegazione, è il motivo per cui i giornali si ostinano a fare dei titoli a tutta pagina su notizie come “Natale. Il santo padre augura la pace a tutti gli uomini”; oppure… “Capodanno. Napolitano si augura più dialogo tra le forze politiche”.
Credo che siano secoli che tutti i papi augurano sempre la pace a Natale, ed è da quando è nata la democrazia che tutti si auspicano sempre un maggiore dialogo tra le forze in campo.
Quindi non sono mai riuscito a capire la logica per la quale un direttore di giornale decide di pubblicare simili stronzate. Se io fossi un direttore mai metterei in prima pagina il Santo padre che si augura la pace.
Ora ho capito il perché ma su questo punto ci torniamo fra poco.

Altri misteri. Il caso Andreotti. Andreotti è stato giudicato in rapporti con la mafia fino al 1980, ma il reato è stato considerato prescritto. Ora delle due l’una: o la notizia è vera o è falsa. Ma se è vera mi sono sempre domandato come sia possibile che Andreotti continui ad essere chiamato a parlare a trasmissioni televisive, che scriva sui giornali, ecc… Io mi vergognerei a fare un giornale in cui Andreotti pubblica una sua opinione. Invece niente… tutto procede come se niente fosse successo.

E le centinaia di miliardi di euro che lo stato doveva recuperare dai gestori di Slot machine? Che fine hanno fatto? Cosa si sta facendo per recuperarli?
Nulla.
Non si sa mai nulla, e tutto è sempre uguale a prima, qualsiasi cosa succeda.

La conclusione della mia avventura al giornale locale coincise anche con la conclusione della mia lettura di giornali e telegiornali, di qualunque tipo, fossero essi nazionali e locali. Dopo anni riuscivo – come tutti immagino – a prevedere cosa sarebbe successo, cosa sarebbe stato detto, a da chi, e quali provvedimenti avrebbero preso. Quindi la lettura dei giornali era diventata semplicemente inutile.

A un certo punto ho fatto un salto… di qualità. Cioè ho vissuto in prima persona delle vicende di cronaca. E ho amici che hanno vissuto altre vicende sempre in prima persona.
La cosa che mi colpì, negli anni, è che tutti i protagonisti di vicende mediatiche, senza distinzioni, raccontano sempre la stessa cosa: cioè che la vicenda è stata distorta e riportata dai mass media in modo totalmente diverso rispetto alla vicenda reale.
Ora vi racconto come ho vissuto alcune vicende.

4. Solange e la Brigate rosse.
Qualche anno fa Solange consegnò alla magistratura alcune registrazioni che riguardavano dei colloqui avuti con un ex brigatista, Manlio Grillo. Costui, oltre ad autoaccusarsi di alcuni omicidi, coinvolgeva diverse persone in alcuni dei fatti di sangue più importanti della storia recente d’Italia. Solange si affidò all’avvocato Carlo Palermo che, grazie a quei nastri, riaprì il caso del rogo di Primavalle. Si aprirono quindi due filoni processuali, quello civile e quello penale. Furono imputate diverse persone, tra cui alcuni politici, un giornalista che tuttora dirige programmi TV di un certo rilevo, e personaggi vari. In altre parole: processualmente ci sono persone, che stanno in parlamento, o che compaiono in prima serata conducendo programmi televisivi che rischiano l’ergastolo. Ma nessuno ne sa nulla.
Repubblica e la trasmissione televisiva Matrix dettero un certo rilievo alla vicenda, omettendo le cose più gravi però. In pratica… il giornale non si era occupato di nulla di rilevante.
In quei giorni il Corriere di Viterbo, venne a conoscenza di questi fatti, e pubblicò la notizia delle registrazioni con un titolo in prima pagina: “Si chiama Solange Manfredi la donna che ha incastrato Manlio Grillo”.
Dato che a Viterbo non succede mai nulla (o meglio… dato che non succede mai nulla che vada a finire sul giornale) mi immaginavo che nei giorni successivi ci sarebbero stati altri articoli e interviste. Invece niente. Silenzio. Della vicenda non se ne è occupato più nessuno. In pratica sia Repubblica che il corriere di Viterbo hanno fatto calare il silenzio stampa sulla cosa.
Solo dopo molto tempo abbiamo capito che, semplicemente, probabilmente c’è stato un ordine dall’alto per far calare il silenzio sulla vicenda. A seguito di questi fatti Solange è stata minacciata, intimidita, e per motivi diversi, hanno tentato di ammazzarla. Ma nessuno se ne è occupato, neanche a livello locale.
In compenso, i giornali locali continuano ad occuparsi di furti di spinaci.

5. Il caso Sofri.

Connessa alla vicenda BR c’è la vicenda Sofri. Per chi non lo sa, ricordiamo che Sofri, un rappresentante del movimento Lotta continua nei cosiddetti anni di piombo, è stato in carcere diversi anni, condannato come mandante dell’omicidio Calabresi. Nelle sue registrazioni Grillo sostiene che Sofri è innocente, né c’entrano niente quelli di Lotta
continua, ma sono state le BR. Vero o no che sia, c’era comunque da aspettarsi che qualcuno, poliziotti, giornalisti, o altri, si preoccupassero di andare da Sofri a dirgli: “scusa Adriano ma qui c’è qualcuno che dice che tu sei innocente; in fondo è quello che tu sostieni da anni. Approfondiamo?”.
Un accenno al fatto che registrazioni di Grillo coinvolgevano Sofri comparve su un quotidiano (non ricordo se “Libero”, o “Il giornale”).
Ma misteriosamente Sofri non venne informato da nessuno.
A me francamente questa cosa è apparsa senza senso.
Vi dico anche altrettanto francamente che un bel giorno, incazzato per questa ingiustizia, mi sono messo a cercare un indirizzo mail, o un recapito qualsiasi di Sofri, per avvertirlo.
Nulla di nulla. Non sono riuscito a trovare un recapito.
Nessuno l’ha avvertito.
In compenso sui giornali, nel 2007, è apparsa una polemica sulla necessità di dargli o meno la grazia, con il Ministro Castelli che non gliela voleva dare, e altri parlamentari che invocavano il provvedimento di clemenza. Ma nessuno si preoccupò, nella polemica che ne seguì, di tirare fuori le dichiarazioni di Grillo.
Capirò dopo il perché di tutto questo.

6. La mia vicenda personale.
Un’altra cosa che non quadra, ma che adesso quadra alla luce di tutto ciò che so, è il disinteresse per le questioni che trattiamo.
Mi spiego.
Ipotizziamo che tutto ciò che diciamo sia un invenzione e io sia un folle e chi legge i miei articoli lo sia altrettanto.
Tuttavia un quotidiano locale che, quando va bene, si occupa di una rissa al bar e di tradimenti tra coniugi, o al massimo mette in evidenza la notizia di un giovane assessore che è caduto dalla moto (e che non si è fatto nulla essendo rimasto illeso) potrebbe ben pubblicare una notizia del tipo “avvocato viterbese sostiene che il delitto di Canino è stato commesso da un’organizzazione chiamata Rosa Rossa”. Sarebbe sempre più interessante rispetto ad un furto di spinaci.
Oppure, per fare un altro esempio, visto che abbiamo detto in un articolo precedente che il film di Benigni “Il mostro” veicola in realtà dei messaggi relativi alla Rosa Rossa, potrebbero fare un bell’articolo del tipo: “avvocato di Viterbo accusa Benigni di essere coinvolto nei delitti del Mostro di Firenze”; al che poi potrebbe seguire una bella smentita da parte mia “no, veramente non ho detto che è coinvolto; ho detto che quel film veicola dei messaggi; se poi Benigni ne sia consapevole o no è una questione diversa”.
Oppure: “avvocato Viterbese sostiene di essere stato vittima di un tentato omicidio e che il mandante è un PM a cui aveva inoltrato una denuncia”. Un bello scoop no?
Invece su queste questioni c’è il silenzio, per il semplice fatto che qualora se ne parlasse, poi magari la gente potrebbe cominciare a sospettare qualcosa. Infatti, anche se una notizia è posta in forma dubitativa o negativa, c’è sempre il rischio che qualcuno non ci caschi e sospetti che le cose stiano diversamente. Un po’ quel che successe al tempo della questione Di Bella (il medico che ha scoperto una cura contro il cancro); nonostante i giornali e le TV avessero fatto una terribile campagna contraria, deridendo la figura di Di Bella e considerandolo un ciarlatano, molta gente ha capito che forse la terapia funzionava. Perché le persone, nonostante la massiccia opera di disinformazione a cui siamo abituati, hanno capito che i mass media ci prendono in giro, e quindi spesso sanno leggere tra le righe molto di più di quanto i giornalisti vorrebbero. E infatti davanti allo studio di Di Bella ci sono file di chilometri di pazienti. Mentre davanti ai nostri oncologi tradizionali per fortuna ce ne sono meno.
Quindi su molte questioni il silenzio è preferibile rispetto al parlarne sia pure in chiave negativa.

7. Conclusioni.
Alla fine ho capito il sistema. Ci sono voluti anni ma ho capito.
I giornalisti non sono pagati per dare le notizie ma per non darle. Perchè se le danno veramente li ammazzano. Come hanno ammazzato Walter Tobagi, Ilaria Alpi, Italo Toni, Graziella de Palo, Pecorelli, Mauro Butto, Mauro Rostagno, Giuseppe Fava, Peppino Impastato, tanti altri che ora non ricordo ma che facevano veramente il loro lavoro e credevano in quello che facevano.

Se esce una rivoluzionaria scoperta contro il cancro i giornali tacciono. Anche perché se parlassero il giornalista verrebbe ucciso e il direttore rimosso.
Se ministri o parlamentari vengono scoperti in un traffico clandestino di bambini, la notizia non verrà mai alla luce.
La composizione della Banca d’Italia è stata tenuta “riservata” per anni e nessun giornale se ne è occupato fino al 2005.
I giornalisti sono pagati per non parlare delle scie chimiche, per non parlare dei rapporti tra massoneria e criminalità, per non parlare del sistema bancario, per non dare la notizia delle imminente crisi economica (notizia che su Internet girava da anni ma che nessun giornale si è mai preoccupato di dare), per non denunciare i misfatti dei potenti, per non farci sapere che fine fanno le migliaia di bambini che scompaiono ogni anno, per non farci sapere il reale motivo di tutti questi “omicidi in famiglia”.

I giornali inoltre non veicolano notizie. Veicolano messaggi.
Nei messaggi di Capodanno, o di Natale, ecc., spesso Papi e presidenti della repubblica convogliano messaggi in codice di altro tipo.
Ho capito così, ad esempio, perché i cardinali si arrabbiavano con Giovanni Paolo II quando lui non seguiva l’iter del discorso che gli veniva preparato. La trovavo una cosa senza senso. Nella mia logica semplicistica al papa dovrebbero preparare un discorso per evitare di fargli fare la fatica; ma nell’eventualità che lui vada a braccio tutti dovrebbero essere contenti. Ora invece ho capito che le contestazioni venivano dal fatto che non seguendo il canovaccio predisposto, poteva succedere che il messaggio in codice veicolato ad un altro potere (ad esempio governo, massoneria, ecc…) non andasse a segno.

Nei giornali vengono utilizzati simboli, codici, e messaggi, che sono chiari solo a chi è a conoscenza della Cabala e del linguaggio segreto usato dai mass media.
Non è un caso che Guzzanti, in una puntata del “Caso Scafroglia” dicesse “al decimo minuto collegatevi al programma di Bruno Vespa Porta a Porta; mi raccomando portatevi il decriptatore, se non l’avete rotto, altrimenti poi non ci capite niente”.
Pareva una battuta ma non la era affatto. Era la verità. E’ grazie alla conoscenza di questo linguaggio che persone come la Carlizzi sono riuscite ad anticipare delitti come quello di Cogne e altri ancora.
Io ancora non sono riuscito a decriptare i messaggi per intero, perché per arrivare a capire il linguaggio occorrono anni di studi, e la conoscenza della Cabala, dell’astrologia e di altri testi fondamentali (credo che tra essi figurino il Sogno di Polifilo, di Francesco Colonna e la Steganografia di Tritemio, ma senz’altro ce ne sono altri che non ho individuato).
Chi ha seguito il nostro blog ha potuto spesso vedere come viene costruita una notizia. Per la morte di De Andrè ad esempio hanno confezionato un TG il cui messaggio era chiaro “lo abbiamo ammazzato noi”; a parte le rose rosse sulla bara che compaiono insistenti, abbiamo l’apparire del numero 8, e poi la sapiente scelta delle canzoni (guarda caso anche la canzone di Battisti scelta per l’occasione parla di una rosa rossa).

Di 2000 omicidi l’anno circa, i mass media riportano quindi solo quelli della Rosa Rossa.
Cogne, Erba Meredith, Garlasco, Mostro di Firenze, ora il recente delitto di Canino, sono tutti delitti di questa organizzazione e quindi la notizia serve non ad informare ma a veicolare un messaggio a chi si deve occupare del caso, a indirizzare l’opinione pubblica verso determinati interessi, ecc.
Uno dei misteri della mia vita, ad esempio, era il quotidiano “Il Foglio” di Ferrara. Ottima l’idea di fare un quotidiano di 4 pagine. Ma mi ero sempre
domandato perchè almeno due di quelle pagine fossero composte da frasi smozzicate e incomprensibili, testi senza senso, e un collage di concetti senza apparente ordine logico. E soprattutto, in certi numeri, uno non trova neanche una notizia degna di questo nome. Il mistero era soprattutto come facesse quel quotidiano a fare 20.000 lettori.
Se uno vede la cosa nel senso dei messaggi veicolati attraverso il quotidiano, allora tutto ha un senso.
Se uno poi ha presente che le vere notizie, non devono essere pubblicate, il cerchio si chiude.
Nessuna notizia. Ma solo messaggi.

Ora ho capito che Sofri se ne frega di far sapere la verità per il semplice fatto che la verità la conoscono tutti, nell’ambiente dei cosiddetti poteri occulti. Lui sa che non ha fatto nulla ma lo sanno anche tutti gli altri nell’ambiente. La lotta, e il dialogo, si svolge tra poteri occulti, all’insaputa del cittadino. Sofri cioè gioca con la logica dei poteri occulti, non con quella dei cittadini normali. E non ha bisogno di far sapere qualcosa al cittadino.

Ho capito che Andreotti sa che il suo processo non è stato un vero processo. E’ stato un avvertimento che il sistema gli ha mandato per qualche motivo, per bruciarlo. Ma siccome a livello politico i parlamentari sono tutti nella stessa identica situazione e non sono meno colpevoli di Andreotti, tutto procede come se niente fosse. Ecco perché non succede quello che la logica di una qualunque persona normale si aspetterebbe (cioè le sue dimissioni dal parlamento richieste a gran voce da tutti i parlamentari). Perché nella logica dei poteri occulti un processo è solo un evento voluto dal sistema, per avvertire la persona o screditarla, ma non per fare giustizia.

I giornali e la TV sono mezzi di disinformazione, per controllare le masse e asservirle al potere. E’ una realtà che a venti anni mi pareva fantascientifica.
Se un giornale riporta una denuncia fatta a qualcuno, o un processo, non è per dare la notizia; è per avvertire, minacciare o intimidire la persona coinvolta.
Ma oggi mi rendo conto, invece, che non è un paradosso. E’ la verità.

Ovviamente non tutti i giornalisti si rendono conto di questo stato di cose. Spesso un giornalista come Remo Croci non sa che è grazie all’acronimo del suo nome che si occupa del delitto Meredith a Perugia. Non so se Rossana Rossanda sappia il suo ruolo, quando firma un articolo dal titolo “La rosa rossa il futuro della sinistra” pubblicato sul Manifesto. Oppure per fare un altro esempio, dopo la strage sull’autostrada dell’8/8/08, in cui morirono sette persone, i Tg intervistarono un camionista di nome Carlo Massone, probabilmente né il camionista né (forse) l’intervistatore erano consapevoli del loro ruolo.

Molti giornalisti per anni non si accorgono di nulla. Intuiscono la verità il giorno che portano al direttore un articolo più scottante di altri; un articolo che – pensano in cuor loro – farà la loro fortuna. Ma che invece fa la loro rovina o, nel migliore dei casi, non verrà mai pubblicato.
Quando i giornalisti cominciano a capire come funzionano le cose a quel punto si profilano due strade. Essere estromessi dal sistema, oppure adeguarsi.

Dal momento che oggi viviamo nell’era di Internet, e quindi l’informazione circola libera anche contro la volontà dei giornali e delle TV, dovranno approvare al più presto, nei prossimi mesi, delle leggi che chiudano i blog e i siti di informazione alternativa.
Molte persone hanno capito che la vera informazione arriva da Internet, dove le notizie ancora circolano senza censura. E nonostante i giornali si affannino a dire che su Internet si trova di tutto, noi sappiamo che la stessa cosa avviene per la carta stampata, dove ciascun giornalista può inventarsi quello che vuole.
La tecnica per distruggere la libertà di informazione sarà la solita. Creeranno loro il problema, e loro daranno la soluzione.
Faranno scoppiare scandali riguardanti la pedofilia, o la mafia, o altro, sui siti come you tube, face book, sui blog, e poi con la scusa di proteggere il cittadino chiuderanno tutto. Si chiama tecnica del problema-reazione-soluzione.

Adesso, per esempio, solo di recente ho capito il segreto del film Quarto potere. La parola segreta che nessuno riusciva a capire che celava il segreto del potere dei mass media. Rosa bella, in inglese rosebud, Bocciolo di rosa.

Paolo Franceschetti
Fonte: http://paolofranceschetti.blogspot.com
Link: http://paolofranceschetti.blogspot.com/2009/02/i-mass-media-la-mia-esperienza-in-venti.html
17.02.2009

Pubblicato da Davide

  • marcello1950

    GRAZIE,
    COMUNQUE C’E’ UN SISTEM PER FARE DISINFORMAZIONE ANCHE SU INTERNET BASTA DARE TROPPE NOTIZIE CHE SI AUTOESCUDONO, IL CITTADINO MEDIO SOVRACCARICO DI NOTIZIE ALLA FINE CONDONFONDERA LE COSE E GLI ANDRA’ ANCHE BENE CHE LA STESSA PERSONA SIA MANDANTE DI STRAGI, PADRE AFFETTUOSO NONNO PERFETTO ANMANTE INSTANCABILE ECC. ECC. ECC.
    poi se aggiungi che questi cittadini nella veste del personaggio si senteno benissimo anzi lo sostituirebbero volentieri, visto che non hannola la minima etica (in un buon 40 %, allora il cerchio si chiude, anzi più il potere è in grado di reprimere più viene rispettato (ed è questo il messaggio che si voleva dare con Genova) ma non da destra ricordiamoci che tale macchina l’aveva organizzata la sinistra ed aveva dato le prime prove a Napoli Governo Dalema, più un mafioso è sanguinario più viene rispettato, come dice Badalamenti nel film di Impastato so che le cose buone che faccio le devo pagare con rischi di perdita del potere e della vita.
    E questo spiega perchè il sistema produce inevitabilmente le BR, che sono sintomo del male e sua soluzione, di una società che si considera cristiana e pacifica ma che invece è intrisa di violenza e di adorazione del potere e della violenza.

  • Eli

    Quando , negli anni ottanta, Andreotti fu accusato di contiguità con la mafia, e si preparava al processo, ricordo di aver assistito ad una sua intervista sulla Rai. Non ricordo le parole del politico, od il nome del giornalista. Fui attratta dal modo in cui muoveva le mani, spesso inquadrate in primo piano. Per una buona mezz’ora andò avanti ad intrecciarle, aprirle e richiuderle in maniera continuata e ripetitiva. Sembrava il movimento di un granchio, o di un grosso scorpione. Quando le chiudeva e le intrecciava sembrava voler dire “Resisto”. Quando apriva le sue lunghe dita sembrava voler spingere in avanti qualcosa, e pareva voler dire “Vi rimando tutto indietro”. Intuii che era un messaggio mafioso per i suoi pari, era un teatrino allestito per comunicare al dilà delle parole, con simboli assolutamente estranei al contenuto delle parole che profferiva. Ed oggi, grazie a Paolo, comprendo ancora meglio.

  • frankcoppola

    In 50 anni e più non è cambiato niente: il solito modo di vedere le cose.
    Si pensa sempre a un burattinaio che manipola tutto, che ci soverchia e che lascia passare quello che gli fa comodo.
    Una volta per tutte perchè non diamo nome e cognome e fatti a questa cupola di uomini o di potere che negli anni si rigenerebbe e che strozza la libertà di tutti e (anche di Franceschetti )? o è un escamotage per non ammettere la propria pochezza?
    Si parla sempre di Quelli, di Loro, di Essi, di Andreotti, di Berlusconi, della Chiesa, della Cia, della P2 come di piovre che stritolano qualsiasi libertà di azione e di espressione perché nei discorsi e negli scritti fa effetto e trova consenso tra gli interlocutori: chi va infatti a verificare il vero? In questa maniera ci si estranea e si crede di stare sempre nel vero qualsiasi cosa succeda: io l’avevo detto, io non c’ero.

  • lino-rossi

    più di una volta Andreotti, in Rai, ha rilasciato, sotto attacco terroristico, delle interviste a duplice lettura. per quanto ho potuto riscontrare, la sua era una posizione “difensiva”, del tipo: “insomma!! facciamo tutto quello che volete voi ed ancora non vi va bene? vi ho già dimostrato ubbidienza e ve la garantisco anche per il futuro!”

    l’interlocutore evidentemente era un potere molto forte. chissà se lo è ancora?

    ovvero: a chi ubbidisce oggi draghi?

  • LonanHista

    è normale che in ogni sistema, la cultura l’informazione serva a plasmare l’opinione pubblica la massa e quindi ogni notizia deve essere preconcetta.

    es sulla crisi economica, questa è palese da anni, in Italia da 15 anni, eppure solo nel dicembre2007 i media se ne sono accorti percHè il governatore di bankitalia ne parlò, come a dire:voi giornali adesso potete parlare di questo e poi la crisi economica è diventata una pandemia globale,

    oppure certe notizie, ad esempio il buco da 18mila miliardi di euro delle banche…qui su come don è stata scritta qualche giorno fa, un giornale fa lo sguub oggi..o sulla gm che licenzia 47mila persone, è da giorni settimane che circola la notizia..ma solo è sul sito di repubblica.

    i media debbono riportare notizie e plasmarle a seconda del contesto del momento e soprattutto ci sono le notizie che debbono essere amplificate, come accadde l’estate scorsa per quella ragazza uccisa in spagna da un urugaiano;il tg 5 delle 13 dedicò quasi un quarto d’ora.

    perché questo? perché tutto quello che la mensa, cioè il potere sforna non solo è plasmato ma risponde alle esigeze della “ggente”.

    è la massa che vuole questo…in Italia per esempio ci sono 20mlioni di utenti internet,,ebbene IN QUANTI FRA NOI USANO IL PC PER CERCARE LE NOTIZIE VERE? PER CERCARE DI CAPIRE?
    siamo pochi, la maggioranza invece lo usa per le stronzate..

    perché la massa sceglie il grande fratello in tv invece degli approfondimenti? perché ad esempio la gabanelli(daccordo fa parte del sistema, però dice cose che non si vedono nei tg )ha poco seguito?

    se la gente fosse interessata a sapere seguirebbe i suoi programmi, cercherebbe su internet siti informativi invece che chattere facebook e bay e stronzate varie..

    CIOè è LA MASSA CHE VUOLE QUESTO ED OVVIAMENTE IL REGIME VUOLE QUESTO.

    e racconto una cosa che mi sono accorto solo e gli interessati.

    fine anni 70, venivano ammazzati in sicilia il capo della mobile un politico un giudice e si cominciò ad accennare ai corleonesi, e di questi in tv e sui giornali si parlava che il capo era liggio, ma siccome era in carcere, a comandare fuori erano Riina e Provenzano…però-TESTUALE-sia in tv che sui giornali si diceva che in seno alla cupola c’erano divergenze perché non possono essere in 2 a rappresentare la stessa famiglia e possono nascere divergenze.

    e colmo dei colmi cosa succede?
    TG2..se non erro Tg2Dossier…un servizio dedicato alla mafia e si parla di Liggio che era presenta in aula di tribunale per un processo..
    il giornalista va da liggio e gli fa le solite sulla mafia e se esiste o meno, ad un certo punto il giornalista chiede:lei conosce riina e provenzano?
    Liggio riasponde: conosco Riina che è una bravissima persona, siamo stati in carcere insieme ed è assolutamente una brava persona, ma non so chi è bernardo provernzano.

    il giornalista insiste: ma lei allora non conosce provenzano.
    risponde liggio:conosco benissimo Salvatore Riina, che è assolutamente una bravissima persona, ma non ho mai sentito nominare BernardoProvenzano…non so chi è..

    EBBENE RINA DI FATTO DIVENTA IL CAPO DEI CORLEONESI.

    allora nella mafia o si diventa capo famiglia perché si elimina il precedente capo oppure SI DIVENTA CAPO PER EREDITà DEL CAPO PRECEDENTE CHE TI DEVE NOMINARE..

    e TotòRiina, pardon ZùTotò, è stato nominato capo dei corleonesi(e successivamente capo della cupola, capo dei capi)ATTRAVERSO IL TG2.

    …quel giornalista avrà fatto a Liggio quella domanda a caso?

    e la coincidenza volle che in quel periodo la commissione doveva prendere decisioni importantissime(raffinare eroina in sicilia oppure importarla direttamente raffinata?sindona che si era fottuto i soldi delle famigle che fine doveva fare ?)e quindi il capo famiglia doveva essere UNO SOLO ad essere presente nelle riunioni e siccome fino a quel momento rina e provenzano avevano di fatto agito insieme, i corleenesi dovevano decidersi a nominare un solo capo.

    delle volte è successo che la cosa si è risolta con la guerra fra i 2 ed il vincitore diventava capo..siccome fra i corleonesi c’era un patto solido e solidale, un unità che è stata la loro arma vincente in seno alla mafia, la scelta del capo è stata fatta decidere a Liggio, CHE TRAMITE TV IL TG2 nominò di fatto Riina capo dei corleonesi.
    (e poi Liggio come non poteva conoscere provenzano dato che fu lui ad insegnargli a sparare fin da giovanissimo?)..

    fu un caso che a nominare rina capo dei corleonesi fu il tg, oppure?

    e perché stupirsi dei media?
    è normale e logico che siano asserviti alle logiche del potere..

    abbiamo internet sfruttiamolo fino a quando è concesso…perché tanto nel momento in cui si renderanno conto che la massa comincia ad usare internet per aprire gli occhi METTERANNO IL BAVAGLIO..e se ancora oggi non lo mettono, è perché appunto internet è usato per le stronzate infatti in tv quando si accenna ad internet ci si riferisce solo a youtube, facebook.le ricette di cucina, i siti delle cosiddette beneficenze…le chat..MA NULLA SI ACCENNA CHE INTERNET è LA VERA INFORMAZIONE, LA CAPACITà E POSSIBILITà DI CONOSCERE UN FATTO ALL’ISTANTE E SENZA FILTRO O CONDIZIONAMENTO..
    questo non lo dicono…

    ps.non so l’età di franceschetti, però fino al 1990 espresso, soprattutto era un giornale con i controcazzi..anche panorama,pur con qualche limite..

    anche qualche quotidiano ogni tanto informava veramente.
    e tv e giornali erano in guerra perché la tv già plasmava mentre i giornali erano indipendenti, seppur con riferimenti a questo o quello.

    MA DAGLI ANNI 90 IN POI , dopo la guerra debenedetti-berlusconi per la mondadori(GUERRA CHE VA AVANTI ANCORA OGGI, perché sono gli scudieri di 2 poteri opposti:gli amici di berlusconi saranno pure mafiosi, ma quelli di debenedetti non sono da meno, anche perché sono più potenti degli amici di berlusconi)LA STAMPA NEL SENSO DI INFORMAZIONE è CAMBIATA RADICALMENTE.

    E ADDIRITTURA I GIORNALISTI DEI GIORNALI SONO COMINCIATI AD ANDARE IN TV.

    risultato?
    TV E GIORNALI DICONO TUTTI LE STESSE COSE..NON SOLO NELLE NOTIZIE CHE DANNO, MA NEL MODO DI PLASMARE IN CUI VENGONO DATE.

    e rispetto ai francesi spagnoli tedeschi, in Italia c’è un metodo ricalcato da quello anglofono di plasmare la massa, io lìho chiamato:
    ANGLOATROFIZZAZIONE MENTALE DELLE MASSE.

    per cui per chi vuole veramente informarsi EVITARE MEDIA ANGLOFONI ED ITALIANI…

    e franceschetti sta facendo grandi cose..PERò DEVE FARE ATTENZIONE, perché sta andando fuori strada…non si è reso conto che il vero potere non è imporre, ma mettere in condizione una persona o una massa di agire in un determinato modo SENZA CHE CI SI RENDA CONTO DI CIò,

    e questo sta succedendo a franceschetti…come sono già irrecuperabili certe persone che lui considera amiche e riferimenti sicuri e che non si sono ancora rese conto di essere state messe su false piste.

  • Galileo

    Non solo in Italia.

    Zapatero in Spagna ha resistito fino all’ultimo nel riconoscere e pronunciare la parola crisi. Giocava con le sfumature del linguaggio, leggero rallentamento dell’economia e ora gli sono venute le occhiaie.

    Ma fosse che ci dicono qualcosa nei telegiornali, oramai sono la sucursale delle previsióni del tempo, in inverno fa freddo e in estate fa caldo: grazie signori, questo lo so già.

    Ma è tutto talmente previsibile. Oggi stiamo dicendo quello che dicevano i nostri padri o nonni, solo que loro avevano una marcia in più: si riunivano, parlavano di politica, si infiammavano, qualcuno lottava per le sue idee e qualcosa si è fatto. Anche le semplici partite di calcio, erano momento in cui il “signore” tifava veramente per la scquadra, insieme all’operaio…oggi riepiamo di autubus individui dalla faccia da grande fratello e li mandiamo a cantare slogan. Oggi, anche noi che stiamo qui a dire le nostre idee, siamo però prigionieri di questo schermo e tastiera. Isolati (come fa bene ai poteri che noi ci isoliamo).

    Anche Franceschetti, con il dovuto rispetto, si è inventato le notizie, lo dice lui, questione di sopravvivenza, adattamento al sistema, già che fuori non ci puoi stare a lungo, suoi colleghi stanno sottoterra.

    Il problema è che non è “il problema” ma la soluzione.

  • nerobruno

    come sempre e’ un piacere e un angoscia leggere questo blog, soprattutto quello che scrive paolo franceschetti. sull’informazione condivido tutto e aggiungo un esperienza personale. quanti di voi come me hanno cercato una pagina web citata e decantata su quotidiani e settimanali di grande tiratura e hanno trovato solo siti in costruzione o piu’ spesso inesistenti. uso la rete da molto e trovavo bizzarro e misterioso questo fatto. poi lentamente ho cominciato a elaborare un’ ipotesi: chi ne scrive non lo frequenta il web e quello che viene citato e’ organico a confondere le idee.
    ndemo vanti che el bon xe’ indrio (avanti che il meglio e’ passato?)
    br1

  • Jack-Ben

    bellissimo commento per palati fini un complemento al bellissimo articolo di Franceschetti…

  • virgo_sine_macula

    Sofri sa che non ha fatto nulla,dice l’articolista con una certa sicumera:
    Sofri e’ stato condannato dopo tre regolari gradi di giudizio previsti dall’ordinamento giuridico italiano,due di merito,uno di legittimita'(quello della cassazione):francamente preferisco credere ai magistrati che a Beppe Grillo,oppure vogliamo accettare le sentenze della magistratura solo quando condannano Previti e altre persone legate ad una sola parte politica?

  • Truman

    Ottimo post. Ma non è del tutto vero che nei giornali non si possono trovare notizie. Sostiene Pereira che anche nei periodi peggiori si può imbucare qualche verità nelle pagine letterarie o al limite nei necrologi. (Non è un messaggio in codice, è una citazione del romanzo di Tabucchi).

    A parte questo, resta sempre la possibilità di leggere il giornale con tecniche ermeneutiche, ricercando i codici che i pennivendoli non si rendono conto di usare. Mi spiego meglio con un esempio: vedere “Porta a porta” è solitamente uno spreco di tempo, non ci sarà mai uno straccio di verità, ma guardando come Vespa si rivolge ai vari ospiti si possono a volte intuire degli spostamenti di linee di potere. Se Vespa si rivolge male a qualcuno quel tale è caduto in disgrazia, anche se ancora il fatto non è noto. Se Vespa si mostra particolarmente lecchino con uno sconosciuto quel tale è destinato a fare carriera.