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LA MERCE PADRONALE CARLA BRUNI E LA SOCIETA' DELLO SPETTACOLO

DI MIGUEL MARTINEZ
Kelebek

Su questo blog, abbiamo dedicato parecchio spazio alla figura del Politico di Destra di Terza Fila, che ogni mattina legge metodicamente la stampa alla ricerca di fatterelli bizzarri, poi se ne esce con una Dichiarazione in cui chiede arresti, sequestri, espulsioni, chiusure, nei confronti di chi avrebbe violato qualche codice del politicamente corretto. Dove lo scopo non è tanto ottenere l’arresto, il sequestro, l’espulsione o la chiusura, quanto fare notizia almeno per un momento sui media locali.

Simile gente costituisce però una categoria antropologica dei nostri tempi, e quindi non prosperano solo a destra.

Prendiamo quello che è successo l’altro giorno.

Silvio Berlusconi si è incontrato con Nicolas Sarkozy. Che è di destra quanto Berlusconi, ma dirige un paese meno provinciale.

I due dichiarano di avere una “identica posizione” sulla crisi globale. Di avere le stesse idee sul Medio Oriente. Di voler fare il treno ad alta velocità a tutti i costi. E soprattutto firmano un protocollo per la costruzione di quattro centrali nucleari in Italia.

Qualunque cosa si possa pensare dell’energia nucleare (qui o in Iran), si tratta di una svolta di notevole importanza.

Di tutto questo, alla maggioranza della gente non gliene importa però nulla. Come sapete, l’incontro tra Berlusconi e Sarkozy è diventato famoso perché a un certo punto, Berlusconi avrebbe sussurrato qualcosa all’orecchio di Sarkozy.

Canal+ ci ha messo un’équipe di esperti a leggere le labbra di Berlusconi. E poi ha proclamato al mondo che Berlusconi avrebbe detto l’improbabile frase bilingue, “Moi je t’ai donné la tua donna“. Silvio Berlusconi sostiene, invece, di aver detto, “tu sais que j’ai étudié à la Sorbonne“: nel contesto di una discussione sul riconoscimento di titoli francesi in Italia, il vanitoso italico non ha mancato di far notare a Sarkozy che aveva fatto un breve corso alla Sorbona.

Vediamo  in azione una dinamica dei nostri tempi: gli stati – cioè gli esseri umani che di volta in volta li incarnano – vivono sotto l’occhio incessante delle telecamere, che li possono fare a pezzi in un istante. Ma li faranno sempre a pezzi per cose banali, nella maggior parte per cose riguardanti la sfera sessuale. Il lapsus freudiano degli esperti di Canal+, che quando vedono Sorbonne sentono la tua donna, non è  casuale.

Ma è interessante la reazione della sinistra antiberlusconiana italiana.

Non si guarda alla sostanza assai grave dell’incontro tra i due capi della destra europea. Quello che conta è che Berlusconi avrebbe fatto fare un’altra figuraccia all’Italia.

E’ una preoccupazione da eterni subordinati: la famiglia dei pezzenti si mette in giacca e cravatta per parlare con il latifondista, ma trema al pensiero dello zio che potrebbe far cadere la maschera, raccontando una delle sue barzellette in dialetto. Appena lo fa, i pezzenti si affollano attorno al padrone delle terre per scusarsi e prendere le distanze.

Che Sarkozy, eletto sotto lo slogan, “La France, on l’aime ou on la quitte“, sia il più pericoloso estremista di destra del continente è quindi irrilevante per gli antiberlusconiani.

In parallelo, gli antiberlusconiani tirano fuori una questione di genere.

Silvio Berlusconi, come la maggioranza degli imprenditori italiani, ritiene  visceralmente che le donne siano decorative, a volte anche simpatiche, ma quando si decidono le cose serie, è meglio che se ne stiano zitte. E’ uno dei motivi per cui il popolo italiano è affezionato a Silvio Berlusconi.

Partendo da questo dato di fatto reale, gli antiberlusconiani interpretano l’incomprensibile frase attribuita a Berlusconi per significare, Carla Bruni è una merce di esportazione italiana.

Attaccando Berlusconi per aver espresso questo concetto, si mette Carla Bruni sullo stesso piano delle donne licenziate dal posto di lavoro perché sono incinte o di quelle molestate mentre camminano per strada. Carla Bruni riceve così per estensione lo status sacro di Vittima.

Dietro questa sacralizzazione, abbiamo una serie di meccanismi tipici della società dello spettacolo.

Il primo è che la parola viene considerata più importante del fatto. Se si scoprisse che nella villa di Arcore c’è una donna delle pulizie cui vengono negati i diritti sindacali, la cosa farebbe molto meno scandalo della presunta frase sussurrata in privato da Berlusconi. Ecco che di questi tempi è tutto un pullulare di Dichiarazioni, di Gaffe, di Ritiri-subito-le-sue-parole-che-offendono.

Il secondo è che Carla Bruni è una merce. E’ un fatto, mica un insulto.

Intendiamoci: Carla Bruni è nata nel ceto borghese serio, quello che una volta si chiamava dei padroni; mentre Silvio Berlusconi è nato in una famiglia di semianalfabeti, ben coscienti della strada che ci voleva per arrampicarsi in alto.

Mentre Berlusconi truffava e brigava, Carla Bruni, come succede spesso ai veri signori, si è semplicemente messa a fare ciò che voleva nella vita, mentre i soldi le piovevano addosso dal cielo.

Infatti, Carla Bruni, secondo Wikipedia, guadagnava 7,5 milioni di dollari l’anno vendendo il proprio corpo, per

“numerose case di moda, tra cui Christian Dior, Paco Rabanne, Sonia Rykiel, Christian Lacroix, Karl Lagerfeld, John Galliano, Yves Saint-Laurent, Chanel, Versace e altre.”

Cioè, lei esponeva pezzi di carne, debitamente ricoperti di prodotti chimici, per farne immagine. Un’immagine che doveva poi servire a far vendere altra immagine – le “case di moda” citate sono  sostanzialmente logo e valore aggiunto, più che prodotti fisici.


La shelf-life di una modella, il ciclo mercantile del suo corpo, è notoriamente breve. Più breve, ad esempio, della shelf-life di una escort.

Quando la merce Carla Bruni è scaduta, lei si è ritirata a quella forma particolare di vita mediatico-privata che caratterizza il ceto dei Guitti. Tra canzonette, comparse al festival di Sanremo e fotografatissime storie d’amore. Più volte, ho scritto che le storie d’amore del ceto mediatico sono di grande interesse, perché rappresentano l’equivalente, in tempi fluidi, dei matrimoni combinati dell’aristocrazia di una volta. Le storie d’amore dei VIP sono rigidamente legate allo status. E’ solo che lo status varia di momento in momento.

I Guitti si distinguono nettamente dai Potenti. I due gruppi però si sovrappongono in numerose occasioni, vista la crescente mediatizzazione dello stato.

E molto spesso, i Potenti pescano le proprie donne tra i Guitti.

Negli angoli infimi della guitteria, comprano le femmine che servono per rapide soddisfazioni sessuali – ricordiamo l’interessantissima inchiesta giudiziaria-sociologica nota come Vallettopoli. Invece, le femmine che servono ad accrescere l’immagine dei potenti, si possono acquistare ai livelli medio-alti della guitteria: è il caso di Sarkozy.

E’ interessante notare che la merce Carla Bruni è ereditaria: sua madre era una bella attrice, che si sposò con un ricco imprenditore.[1]

Tutte queste cose non sono solo di buon senso, ma dovrebbero essere anche acquisite da chi ha una certa pratica di critica sociale femminista.

Ma il buon senso e la critica sociale non hanno molto a che vedere con l’antiberlusconismo.

Sia l’antiberlusconiano, sia il consigliere comunale medio di Forza Italia, sono programmati per denunciare qualcuno allo stato-padrone, perché lo stato lo punisca.

Denunciano soprattutto parole, espressioni, persino privatissimi sussurri come quello attribuito a Berlusconi, che a loro dire “offendono” qualcuno (il Santo Padre, i gay, i credenti, i malati, le forze dell’ordine, fate voi).

Le parole che si presumono offensive, sono già di per sé notizia; quindi chi si aggancia a quelle parole, per denunciarle, riceve qualche minuto di attenzione anche lui. E infatti, a dedicarsi a queste denunce sono quasi sempre figure politiche secondarie, che non hanno accesso al salotto di Bruno Vespa, e devono sgomitare in altri modi per farsi sentire.

Questa volta a rendersi ridicole, nel circo del politicamente corretto, sono due politici di terza fila del Pd, che hanno goduto di un attimo di notorietà mediatica con questa trovata:

“Il fatto ha scatenato le ire di Anna Paola Concia, deputata del Pd, e Donata Gottardi, parlamentare europea del Pd-Pse che hanno denunciato ”Silvio Berlusconi, in qualità di presidente del Consiglio dei ministri italiano, alla Corte europea di Strasburgo per violazione degli art. 8 e 14 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo a causa delle continue e ripetute dichiarazioni di disprezzo sulla vita e la dignità delle donne”. “In Italia, a causa del lodo Alfano, non è possibile denunciare il presidente del Consiglio alla magistratura -spiegano le parlamentari-.

Miguel Martinez
Fonte: http://kelebek.splinder.com
Link: http://kelebek.splinder.com/post/19965148/La+merce+padronale+Carla+Bruni
1.03.2.009

Nota:

[1] La parola “sinistra” oggi si riferisce ad alcuni atteggiamenti sentimentali verso Vittime, vere o presunte. Non è un caso che accanto a mariti di destra che devono affrontare la dura realtà della vita, abbiamo mogli di sinistra come Veronica Lario e Carla Bruni. Vengono in mente le signore vittoriane che potevano suonare il pianoforte, o raccogliere fondi per evangelizzare gli orfani indiani, mentre il marito doveva dedicarsi a gestire con polso fermo la piantagione.

Pubblicato da Davide

  • marcello1950

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  • idea3online

    Questo articolo cosa vuole sacrificare?

  • Tao

    LA BONA E LA SORBONA

    DI MARCO TRAVAGLIO
    unita.it

    Dunque, per quanto verosimile, la presunta gaffe di Berlusconi con Sarkozy “io ti ho dato la tua donna” non è vera. La prova televisiva ha dimostrato che Al Tappone s’è sporto verso il presidente francese per comunicargli: “Io comunque ho studiato alla Sorbona”. Sono trent’anni che, di tanto in tanto, lo ripete. Era uno dei suoi cavalli di battaglia alle convention dei piazzisti di Publitalia: “Ho studiato due anni a Parigi, alla Sorbona, e per mantenermi dovevo suonare e cantare nei locali della capitale francese. Fino a mezzanotte c’era un certo tipo di pubblico che chiedeva canzoni francesi. Poi, più tardi, arrivavano i marinai americani e io ero costretto a cantare canzoni napoletane tipo ‘Na voce, ‘na chitarra e ‘o poco ‘e luna… Tempi duri. I marinai spesso mi mostravano i pugni sotto il naso perché non gradivano che lasciassi il contrabbasso e, rendendo furibondo Confalonieri, mi mettessi a ballare con le ragazze bionde” (8 luglio 1989). Tempi eroici, indimenticabili. Peccato che, come ha appurato Giuseppe Fiori scrivendo la biografia del piccolo cazzaro brianzolo (“Il venditore”, ed Garzanti), Berlusconi non abbia mai studiato un solo giorno alla Sorbona: semmai alla Statale di Milano, facoltà – pare incredibile, ma è così – di Legge. Questo di mentire sempre e comunque e di taroccare tutto quanto lo riguardi, dalla pelata alla statura, dalle rughe alla carnagione, dai processi all’autobiografia, è il suo lato più fanciullesco e in fondo più simpatico. L’altro giorno si pensava che avesse raccontato una balla, ma non era vero: ne aveva raccontata un’altra.

    Marco Travaglio
    Fonte: http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/
    28.02.2009

  • myone

    ah ah ah ah ///

  • virgo_sine_macula

    Secondo me offendono molto di piu’ i diritti delle donne coloro che non condannano all’ergastolo l’aguzzino che ha stuprato,seviziato,torturato e infine ucciso la povera reggiani.

  • buzz

    bellissimo scritto,
    uno sguardo acuto e intelligente, antropologicamente perfetto.

  • Eli

    L’atteggiamento del sinistro burattino di Arcore nei confronti delle donne non è soltanto maschilista, è anche tipicamente massonico. Infatti, come quasi tutte le chiese (tranne la protestante e la valdese), la massoneria esclude le donne, che possono avere logge proprie, controllate dagli uomini. Sarà per questo che in Italia il Parlamento è appannaggio dei soli uomini?

  • adriano_53

    MIGUEL MARTINEZ
    le dita collegate al cervello.
    sempre un piacere leggerlo.