La legge del più forte e il libero mercato globale

Trenta anni di globalizzazione ci hanno messo in ginocchio: come ci siamo arrivati?

La legge del più forte e il libero mercato globale

Di Lea Ghisalberti per ComeDonChischiotte.org

Com’è possibile che tutti i governi italiani, tanto di sinistra quanto di destra, abbiano perseguito le stesse politiche economiche negli ultimi 30 anni?

Per rispondere al meglio a questa domanda, andiamo un attimo in Grecia: anno 2015. Proprio qui è dove si è votato un referendum consultivo riguardante l’accettazione, o meno, del piano economico d’austerità proposto dai creditori per parte della Commissione europea, della Banca Centrale Europea e del Fondo Monetario Internazionale (FMI). Nonostante il secco NO del popolo all'accordo, con il 61,31% dei voti, tempo una settimana e il piano economico “europeo” è stato comunque adottato assicurando così ai creditori internazionali il ritorno dei loro investimenti, e aprendone di nuovi [1].

La firma del memorandum ha comportato una continuazione delle politiche di austerità e allo stesso tempo l’apertura di settori al mercato globale con implacabili privatizzazioni dei servizi e dei beni pubblici, svendita di territori e tagli delle pensioni [2]. Forse, parlare di un saccheggio legalizzato non è troppo lontano dalla verità.

Se ci pensiamo bene, la cosa più allarmante è stato proprio l’atto in sé di forzare, per la prima volta in maniera tanto eloquente in Europa, uno Stato democratico ad implementare una politica economica volta a favorire principalmente gli interessi della finanza internazionale. Mi piacerebbe molto credere che ciò sia stato fatto realmente per supportare la Grecia, e via via le altre nazioni in crisi come Italia, Spagna e Portogallo; ma sfortunatamente è proprio difficile crederlo. Le possibilità sono due: o i rinomati paladini ed esperti di “stabilità economica” si sono dimenticati di rimanere aggiornati sugli imprevisti del libero mercato o le politiche di libero mercato imposte alla Grecia sono state un saccheggio premeditato.

In questo articolo, non potrò descrivere in dettaglio gli effetti catastrofici che gli “aggiustamenti strutturali” propedeutici al libero mercato hanno provocato su innumerevoli paesi economicamente instabili tra gli anni ’80 e ‘90, ma raccomando caldamente di leggere al riguardo il libro “The Divide” di Jason Hickel. In esso è spiegato con precisione e trasparenza quanto l’ideologia del libero mercato, e la sua messa in pratica attraverso le pressioni del Fondo Monetario Internazionale (si, lo stesso FMI che collabora con l’Unione Europea..) e della Banca Mondiale, abbiano permesso di creare un silenzioso neo-colonialismo che mantiene tutt’ora in ginocchio gran parte del Sud Globale. Tanto la libera circolazione del capitale quanto la libera circolazione delle imprese hanno permesso di vanificare tutti i progressi “socialdemocratici” ottenuti negli anni ‘60-70 in Africa, Medio Oriente e America Latina. Invece di salvaguardare salari minimi o servizi pubblici, il libero mercato ha permesso ai grandi imprenditori internazionali di spostarsi liberamente su scala mondiale alla ricerca delle popolazioni più disperate, disposte a tutto pur di sopravvivere. Si è quindi creata una sorta di asta al ribasso tra i paesi più poveri che ha provocato una cancellazione quasi totale dei progressi precedenti [3]. Ma tutto ciò sembra essere passato in sordina, permettendo quindi alle istituzioni internazionali di riproporre ai nuovi “paesi bisognosi”, la trappola del libero mercato stesso come soluzione ai loro mali.

[caption id="attachment_168007" align="aligncenter" width="1092"]La legge del più forte e il libero mercato globale Il direttore esecutivo FMI Kristalina Georgieva durante la riunione annuale 2022 Fondo Monetario Internazionale - Banca Mondiale a Washington[/caption]

Ma come mai non si è sentito parlare dell’inefficacia del libero mercato? Secondo me è perché dal punto di vista dei sistemi capitalistici e della finanza internazionale, il libero mercato non è stato per nulla inefficace, anzi. Innanzitutto il boom economico che ha portato alla finanziarizzazione dell’economia del Nord Globale, con conseguente de-industrializzazione, è avvenuto proprio sulle spalle di questa nuova forma di colonialismo che ha schiavizzato il Sud Globale. Tale neo-colonialismo economico ha permesso l’afflusso continuo di materie prime forzatamente tenute a basso prezzo grazie all’imposizione di “aggiustamenti strutturali” in cambio di prestiti o grazie ad accordi commerciali internazionali asimmetrici ed ingiusti quali NAFTA (rinegoziato nel 2017), CAFTA e TPP. È da notare inoltre che le istituzioni internazionali che sovraintendono e regolano la maggior parte degli accordi internazionali, quali il Fondo Monetario Internazionale (IMF), l’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) e la Banca Mondiale (WB), sono istituzioni plutocratiche che tengono sistematicamente più conto degli interessi delle comunità finanziarie ed imprenditoriali dei paesi più ricchi e potenti, e non certo degli interessi dei popoli.

In tali istituzioni non vi è infatti una rappresentazione giusta ed equa: i paesi del Sud Globale non possono contribuire alla formulazione delle politiche che li riguardano e il potere di veto degli Stati Uniti, tanto nella Banca Mondiale che nell’FMI, blocca qualsiasi opportunità di veri e propri cambiamenti in politica economica internazionale. Anche la selezione dei vertici istituzionali di tali istituzioni (sia della Banca Mondiale che dell’FMI) dovrebbe avvenire in maniera più democratica senza vincolare la scelta ai soli candidati Statunitensi ed Europei. Persino l’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO), che tecnicamente sembrerebbe democratica dal punto di vista della rappresentanza, in realtà nasconde delle dinamiche in cui i paesi più ricchi, avendo più potere contrattuale e potendo permettersi migliori negoziatori, tendono sempre ad avere la meglio. Anche la mancanza di trasparenza nelle corti di giustizia internazionali non permette di progredire verso una maggiore democrazia a livello di politica internazionale: i paesi accusati di rompere gli accordi commerciali sono giudicati in tribunali segreti senza permettere di verificare le procedure e gli standard considerati nel processo decisionale [4].

Ma non è finita qui: oltre ad essere intrinsecamente anti-democratiche, tali istituzioni godono anche dell’immunità internazionale, concessa loro dagli Stati Uniti grazie all’International Organizations Immunity Act (1945) e al Foreign Sovereign Immunities Act (1975). Come molte organizzazioni non governative che agiscono a livello internazionale, la Banca Mondiale, l’FMI e il WTO non possono essere ritenute responsabili a livello penale per le conseguenze delle loro politiche nemmeno quando esse provocano danni reali ad economie nazionali e a milioni, se non miliardi, di persone in carne ed ossa [5]. Perché non adeguare il sistema di responsabilità penale del medico, a cui ogni dottore professionista è legato (vaccinazioni anti Covid escluse), anche ai finanzieri ed economisti che prendono parte alle manovre economiche internazionali? In fin dei conti, almeno sulla carta, essi tentano di svolgere un lavoro molto simile a quello dei medici, cercando di supportare e curare sistemi economici malfunzionanti. Perché non possono essere quindi ritenuti responsabili delle lesioni inferte alle nazioni e alle persone a causa delle loro prestazioni professionali?

Ma torniamo ora alla Grecia e all’Unione Europea. In apparenza potrebbe infatti sembrare che qui in Europa, culla della democrazia e dei diritti, le istituzioni governative sovranazionali mantengano come capisaldi delle loro politiche sociali ed economiche valori quali solidarietà, prosperità ed integrazione. Sfortunatamente, gli ultimi 15 anni di storia ci hanno dimostrato come l’esperimento economico dell’Unione Europea, sia stato in realtà lo spartiacque che ha permesso all’ideologia di libero mercato di farsi strada ed imporsi anche al di sopra delle costituzioni nazionali dei paesi europei.

La legge del più forte e il libero mercato globale

Nel libro “L’Euro e la sua minaccia al futuro dell’Europa”, scritto da Joseph Stiglitz, premio Nobel per l’Economia 2001, viene spiegato come l’intera struttura dell’Unione Europea, e in particolare il modo in cui la moneta europea è stata pianificata, si basa su ideologie neoliberiste che risalgono agli anni ’90. Non solo i paesi più poveri appartenenti al Sud Europa si sono trovati a competere con prodotti e servizi più a buon mercato senza poter usufruire di protezioni doganali, ma allo stesso tempo è venuta a meno quella flessibilità monetaria a livello nazionale essenziale per far fronte a periodi di crisi e recessioni. La rigidità della moneta Euro, ha causato stagnazione e depressioni per periodi ancora più lunghi di quanto sarebbe stato necessario e ha comportato una forte svalutazione della forza lavoro e dei prodotti per poter riguadagnare competitività [6].

Secondo Stiglitz, tutti questi problemi erano già inscritti nella struttura stessa dell’Unione Europea, soprattutto nell’assenza di una rete di istituzioni che assicurasse la protezione degli interessi delle nazioni per le quali le comuni politiche economiche non andavano bene. Inoltre, l’Unione Europea ha sempre evitato ogni responsabilità riguardo alle politiche pubbliche, anche se poi mantiene il controllo assoluto delle politiche monetarie, le quali sono essenziali per gestire tassi di occupazione e dei mezzi di sussistenza. E non solo le politiche monetarie sono state centralizzate impedendo quindi la flessibilità nazionale necessaria a salvaguardare le diverse economie nazionali, ma tale potere è stato affidato alla Banca Centrale Europea che come unico mandato ha il controllo dell’inflazione. In poche parole, “[..] non solo l’Eurozona non è stata creata per tenere conto della sua intrinseca diversità economica, ma la struttura stessa dell’Eurozona, con le sue leggi e regolamentazioni, non è mai stata ideata per promuovere crescita, occupazione e stabilità” [7]. Allora viene da chiedersi: cosa si sta davvero promuovendo?

Mentre nella maggior parte del mondo, il fondamentalismo del “mercato libero” è stato già ormai discreditato (specialmente dopo la crisi del 2008), tali credenze sopravvivono e fioriscono tanto nel mondo della finanza quanto all’interno della potenza dominante dell’Eurozona: la Germania [8]. E l’Unione Europea, nonostante la sua parvenza democratica, sembra anch’essa integrarsi perfettamente al mandato plutocratico delle altre istituzioni internazionali che promuovono sistematicamente gli interessi delle comunità finanziarie ed imprenditoriali internazionali.

E proprio ora, come se la ricaduta economica dovuta al COVID-19 e alla guerra russa all’Ucraina non fosse già abbastanza difficile da superare, ci si deve preoccupare persino dell’aumento dei tassi di interessi imposto per contrastare l’inflazione globale che ha caratterizzato la fine del 2022. E al riguardo, Stiglitz afferma senza mezzi termini: “Le banche centrali stanno usando le armi sbagliate e finiranno per provocare una recessione o per accentuare il rallentamento delle economie” [9]. Ma alla fine dei conti, per le banche, la situazione va bene così com’è … perché per loro un maggior tasso d’interesse altro non è che un maggior guadagno.

Non possiamo continuare a giocare ai paesi democratici quando gli accordi economici e finanziari internazionali seguono con tale insistenza un’agenda anti-democratica su scala globale e nazionale. È necessario chiedere sovranità: ossia una democratizzazione delle istituzioni internazionali, Unione Europea inclusa, e bisogna poterle considerare responsabili per le conseguenze delle loro azioni e decisioni, soprattutto quando esse salvaguardano gli interessi di pochi contro gli interessi dei più.

Di Lea Ghisalberti per ComeDonChischiotte.org

14.01.2023

Lea Ghisalberti. Ricercatrice per passione e professione. Stanca del monopolio ideologico che la mentalità del profitto sta creando grazie ad ipocrisie, ingiustizie e distrazioni.

NOTE

[1] https://www.bbc.com/news/world-europe-33492387
[2] https://www.dw.com/en/greek-parliament-prepares-to-vote-on-new-austerity-package/a-19242501
[3] Jason Hickel, “The Divide. A Brief Guide to Global Inequality and its Solutions”, Part 3: The New Colonialism.
[4] Jason Hickel, “The Divide. A Brief Guide to Global Inequality and its Solutions”, Part 8: From Charity to Justice - Global Democracy.
[5] Jason Hickel, “The Divide. A Brief Guide to Global Inequality and its Solutions”, Part 5: Debt and the Economics of Planned Misery - An Adjusted World.
[6] Joseph Stiglitz, “ The Euro and its Threat to the Future of Europe”, Part 1: The Euro Crisis – Structural Reforms.
[7] Joseph Stiglitz, “ The Euro and its Threat to the Future of Europe”, Part 1: The Euro Crisis – Flawed at Birth.
[8] Joseph Stiglitz, “ The Euro and its Threat to the Future of Europe”, Part 1: The Euro Crisis – Digging Deeper: Why the Flawed Structure and Policies?.
[9] Eugenio Occorsio, “Il Nobel Stiglitz contro Fed e Bce: "Questa inflazione non si combatte con la loro cura da cavallo"”, La Repubblica – Economia (7 Gennaio 2023)

Commenti (39)

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Mostra commenti 39 caricati
    1. Martin 15 gennaio 2023

      La questione non e' il liberismo in quanto tale. Ci sono Paesi in cui le riforme liberiste secondo dati economici e sociali incontestabili hanno portato a crescita economica, riduzione della poverta' e progresso (Messico post Nafta, Cile) ed altri in cui la difesa estrema del protezionismo nazionalista ha portato a pura e crescente miseria generalizzata (Venezuela, Argentina).

      Il problema reale e' che la regia delle decisioni economiche si sta spostando sempre piu' rapidamente da Governi nazionali eletti dal popolo ad organismi e lobbies internazionali eletti da nessuno.
      L'UE e' il caso piu' visibile: i Governi nazionali sono ormai sottoposti ad un regime autorizzativo preventivo da un organismo, la Commissione UE, peraltro interamente finanziato dai Paesi Membri dell' Europa Occidentale (nell'ordine, Germania, Francia, Italia, Olanda, etc).

      Il MES e' un organismo privato lussemburghese non ricorribile che e' pronto ad esercitare una dittatura totale sul Paese o Paesi che dovessero trovarsi in dire straits nella prossima crisi finanziaria dell'Euro. E' uno spostamento massiccio di sovranita' e potere politico da un Governo nazionale eletto da un popolo ad un organismo privato: e' un fatto che viene prima del colore liberista o keynesiano delle sue eventuali politiche, che restano comunque autoritarie.
      L'imminente direttiva UE sull'efficienza energetica delle case non ha niente di liberista: e' un gigantesco ed autoritario intervento di regolazione dei mercati nazionali su presupposti ideologici.

      Ogni giorno i burocrati di Bruxelles intervengono e regolano le societa' ed i mercati nazionali. Gli Stati membri non sono piu' nemmeno liberi di spendere i loro soldi, e devono chiedere l'autorizzazione per il bilancio annuale. Si chiama schiavitu', fine del discorso.

      Ne' e' vero che i nostri Governi avrebbero fatto la stessa politica negli ultimi 30 anni. La storia ed i fatti andrebbero rispettati.
      Nella crisi europea del debito, Grecia, Spagna, Irlanda, Portogallo e Islanda sono finiti sotto la cd Trojka, ed il sistema resse benissimo.
      La signora Merkel ed il signor Sarkozy, spinti dalla famosa lettera Trichet-Draghi, nel vertice UE di Nizza fecero l'impossibile per costringere Berlusconi e Tremonti a firmare per l'intervento della Trojka anche nei confronti dell'Italia. Entrambi si rifiutarono, e grazie anche al conto dell'accordo italiano con la Libia (mai accettato da USA, GB, Francia e Commissione UE), furono costretti alle dimissioni da una ondata molto piu' mediatica che reale. Poi arrivo' Monti....

      Comprendo perfettamente come l'assortimento dei nipotini di Badoglio e Che Guevara che popolano il nostro Paese abbia problemi a riconoscerlo, ma quel Governo fu l'ultimo che ha difeso l'Italia. L'attuale Governo dei furbetti e' molto, molto lontano dal solo ripeterne le gesta.

      Il MES e' stato pensato principalmente per l'Italia, perche' sia l'economia che il debito italiani pesano poco meno di quelli di Spagna, Portogallo, Grecia ed Irlanda presi insieme.
      Non siamo "piccoletti" come la sinistra dice, e come ora anche Guido Crosetto trova comodo dire.

      La ratifica significhera' la fine del nostro Paese, per il potenziale di ricatto gia' il giorno dopo della ratifica. Solo dei poveri polli possono pensare che non ci sara' mai un' altra crisi finanziaria europea.....

      PS - Il contributo italiano al MES e' 14 miliardi. Il contributo italiano all'UE nel 2020 e' stato di 18 miliardi. Il reddito di cittadinanza costa 8,5 miliardi.....le armi all'Ucraina, non si sa, perche' anche Guido si rifiuta di dirlo.

    1. Martin 15 gennaio 2023

      Ti aspettano a Cuba

    1. Tipheus 14 gennaio 2023

      Ogni epoca è figlia delle precedenti, va bene. Ma non vedere le differenze tra l'esplosione delle privatizzazioni e del libero mercato degli anni '90 e l'avverarsi attuale dei progetti distopici significa non vedere a un palmo del proprio naso.
      A un certo punto il capitalismo finanziario (intorno al 2008) è entrato in una fase di crisi irreversibile, e allora ha cominciato a rimangiarsi tutto quello che ha predicato negli ultimi 200 anni: dal libero mercato (dove lo vedi oggi?) ai diritti umani, tutto. Gli epigoni del capitalismo stanno cercando una exit strategy in cui si sbarazzano di tutto per mettere su una specie di socialismo distopico. Ma non gli sta riuscendo, tranquilli. Non gli può riuscire, perché è solo un progetto partorito da menti folli.

    2. Fantine 14 gennaio 2023

      Gli epigoni del capitalismo stanno cercando una exit strategy in cui si sbarazzano di tutto per mettere su una specie di socialismo distopico. Ma non gli sta riuscendo, tranquilli. Non gli può riuscire, perché è solo un progetto partorito da menti folli.

      Spero che tu abbia ragione, Tipheus.
      Confido nelle risorse dell'essere umano e nell'imponderabile, ma il livello dei più è così sconfortante.
      @Hospiton ne ha data una compiuta descrizione in un suo commento che ho letto poco fa:
      https://comedonchisciotte.org/stanno-ricattando-biden/#comment-345687

    3. Arthur 14 gennaio 2023

      È un mostro a due teste che io chiamo liberal-comunismo o liberal-marxismo.
      Nutro però un dubbio: i fautori di questo progetto distopico agiscono indisturbati o c'è qualcuno dietro le quinte che ha teso loro una trappola per spazzarli via a tempo debito?
      Qualunque sia la verità, di una cosa sono certo: gli andrà male, anzi malissimo.

    1. Eugiorso 14 gennaio 2023

      Ai liberali e ai liberisti andrebbero fatte le stesse cose che gli integralisti islamici fanno a infedeli, pagani e apostati ... Nel nostro caso sarebbe eticamente giustificato e bonificherebbe completamente la mente dell'uomo da ideologie criminali.

      Cari saluti

    2. sbregaverse 15 gennaio 2023

      Tagliare tutto quello che sporge ¿?

    1. Hospiton 14 gennaio 2023

      Mah, discutere della struttura dell'Unione europea e delle sue crepe è ormai un esercizio inutile e semplicistico, perfino ottimistico, magari i nostri guai avessero radici così superficiali, ancora estirpabili senza traumi. Credo piuttosto che le storture siano ben più profonde, vadano ricercate più indietro nel tempo, nella struttura e nella mentalità dell'Europa tout court, almeno dall'epoca moderna, da prima del trattato di Westfalia, del cosiddetto trionfo della borghesia, della creazione delle grandi banche d'affari. Ormai rifuggo le soluzioni che pongono l'economia con le sue ricette al centro di tutto, che tentano di spiegare ogni fenomeno attraverso dottrine sfornate a Yale o alla LSE...è proprio questo crescente totalitarismo economico che ha segnato il destino dell'Occidente sin dagli albori della globalizzazione 500 anni orsono, e che ci ha condotto a questo punto, all'incapacità di immaginare una società in cui tale disciplina sia al massimo uno strumento a nostra disposizione, non una religione indiscutibile, altro che meccanismi UE poco oliati e fole simili. A volte ho l'impressione che il capitalismo con le sue ferree leggi (e i suoi derivati, neoliberismo, turboliberismo ecc ecc, l'ozioso tentativo di definirli lo lascio volentieri ai tecnici dell'economia) sia divenuto una sorta di mostro di Frankenstein, sfuggito al controllo dei suoi creatori e dei loro epigoni attuali. Un cannibale che divora ogni cosa, compreso qualsiasi tentativo di irreggimentazione, e che perirà solo al venir meno delle risorse che lo alimentano, centralità dell'economia e scuole economiche "autorizzate" comprese.

    2. filcon 14 gennaio 2023

      Mi sono un po' stancato di sentir parlare di crepe nell'UE quando ogni poco uno stato ne entra a far parte ed ogni meno ancora un pezzo di legislazione che viene da Bruxelles si sostituisce a quella nazionale. A me pare che la UE si stia ogni giorno non solo espandendo ma anche consolidando. Ormai una generazione che non ha visto altro che l'€ è diventata adulta, chi ha figli non ragiona più in termini di futuro in Italia ma di pianificazione in ambito europeo, le elementari e le medie alla scuola multilingue, le medie superiori in Francia o Germania, l'Università possibilmente in USA, perché ormai neppure l'Atlantico è più sentito come un confine. L'italiano che diventa una lingua imbastardita con metà del vocabolario in inglese sgrammaticato, e del resto ho almeno tre coppie di amici che ai figli piccoli durante la settimana parlano solo in inglese o francese, aiutati dalla scuola multilingue.
      L'italiano solo nei finesettimana di visita dei nonni.

    3. Hospiton 14 gennaio 2023

      Che parlino in inglese, francese, italiano sempre sudditi saranno, se il trend attuale si confermerà. Tecno-gleba, una splendida definizione di Barnard.

    4. Fantine 14 gennaio 2023

      Sottoscrivo ogni parola, caro Hospiton.
      Sempre puntuale!
      Se può interessarti, ti consiglio (se non lo hai già letto) "Critica del liberalismo. La società non è un mercato" di Alain de Benoist.*
      Interessante anche la prefazione al testo di Eduardo Zarelli.

      *Arianna Editrice.

    5. Hospiton 14 gennaio 2023

      Ti ringrazio Fantine, e prendo nota del libro di De Benoist, ho letto diversi suoi articoli ma non dei saggi veri e propri. Ricordo che firmò il Manifesto dell'antimodernità di Massimo Fini, parliamo di autori-garanzia!

    6. Fantine 14 gennaio 2023

      Approfitto per indicarti, sempre se non lo hai letto (io non ancora, ma l'ho comprato nella mia razione mensile di dicembre) un libro che secondo me merita: "Descolarizzare la società" di Ivan Illich.
      Anche l'autore merita.
      Mi permetto di indicartelo, sebbene non sia mia abitudine indicare libri che non ho letto, perché so che ne trarrai comunque spunti di riflessione e magari ce li scambieremo insieme alle nostre considerazioni ;)

    7. Fantine 14 gennaio 2023

      Autori-garanzia mi piace, Hospiton!
      E lo sono davvero.

    8. Hospiton 14 gennaio 2023

      Non l'ho letto neanche io ma conosco di fama il saggio, ho una biografia di Illich e lo considero uno dei più interessanti e stimolanti studiosi del Novecento (a proposito di autori-garanzia). Lo scoprii grazie a un articolo del buon Barnard, parecchi anni fa... ora non ricordo il titolo preciso, devo cercarlo tra le librerie, appena lo recupero te lo segnalo senz'altro!

    9. Fantine 14 gennaio 2023

      Concordo, anche nella scelta degli aggettivi che gli riservi, Hospiton.
      Allora, attendo!

      Ps: se volevi intrigarmi con le tue librerie, ci sei riuscito! 🤣
      Aspetto ancora un libro da @Sbregaverse...

    10. Hospiton 14 gennaio 2023

      Eccolo qui Fantine https://asinoedizioni.it/libro/vita-di-ivan-illich-il-pensatore-del-novecento-piu-necessario-e-attuale/

    11. Hospiton 14 gennaio 2023

      Purtroppo nel sito risulta esaurito, io lo comprai anni fa su IBS ma non so se sia ancora disponibile

    12. Fantine 14 gennaio 2023

      Ti ringrazio, Hospiton!
      Sì, ho visto che è esaurito.
      Spero di recuperarlo.
      Di solito cerco in librerie che hanno (o possono reperire) libri esauriti.
      Provo.
      Grazie, Hospiton!

    13. Hospiton 14 gennaio 2023

      Figurati Fantine, a presto!

    14. Fantine 14 gennaio 2023

      A presto, caro Hospiton!

    15. sbregaverse 15 gennaio 2023

      .... gutta cavat lapidem...

    16. Fantine 15 gennaio 2023

      Ci conto, Sbrega!

    17. Primadellesabbie 15 gennaio 2023

      Tema centrale, interessa molto anche a me, grazie Fantine:

      https://archive.org/details/DeschoolingSociety

    18. Primadellesabbie 15 gennaio 2023

      Trovo anche una voce su Wiki:

      "Manifesto dei descolarizzatori"

      e questo:

      https://www.pensierocritico.eu/files/Illich-Ivan---Il-genere-e-il-sesso.pdf

    19. Fantine 15 gennaio 2023

      Tema centrale, condivido, Egitto.
      L'edizione da me comprata (edita da Mimesis) è del 2019 e "riprende" - cito dalla nota editoriale - "fedelmente, in tutte le sue parti, la precedente traduzione di Ettore Capriolo pubblicata da Mondadori nel 1972, con l'aggiunta di un saggio in appendice scritto da Ivan Illich a metà del 1971, già tradotto e pubblicato in Italia con il titolo Invece dell'istruzione in I. Illich (1977), Per una storia dei bisogni (...) per. 105-137".

    20. Fantine 15 gennaio 2023

      Grazie, Egitto.
      Ho messo il libro (versione cartacea) nella mia lista, poiché non l'ho trovato.
      Devo dire che non l'ho cercato con i miei "metodi", rinviando.
      Questo tuo link è un regalo molto gradito!
      Scaricato e cominciato a leggere e già lo amo dalle prime pagine.
      Ti ringrazio, Egitto.

    21. LuxIgnis 15 gennaio 2023

      Visto che è esaurito lo trovi in formato ebook nell'"archivio di Anna".
      😁

    22. Hospiton 15 gennaio 2023

      Per fortuna ce l'ho in formato cartaceo, tradizionale, non ho un buon rapporto con gli ebook! Bell'archivio digitale comunque, darò un'occhiata...

    23. LuxIgnis 15 gennaio 2023

      Io mi trovo bene con gli ebook. Con un buon lettore si legge bene.
      Quell'archivio ha di tutto e di più.

    24. Primadellesabbie 15 gennaio 2023

      Ho un guasto al portatile: a domani.

    25. Fantine 15 gennaio 2023

      Mi spiace, Egitto.
      A domani, allora!!

    26. Fantine 15 gennaio 2023

      Grazie della bella risata, Lux :)
      In formato elettronico, invero si trova, in quello cartaceo, purtroppo, no.
      Ed io ho un legame profondo con "il libro".
      Comunque grazie di avermi indicato quel motore di ricerca, Lux.
      Non lo conoscevo.

    27. LuxIgnis 15 gennaio 2023

      L'ebook ha i suoi pregi e i suoi difetti. Secondo me non deve per forza sostituire il libro cartaceo, ma può essere di complemento o per visionare libri a poco prezzo soprattutto quando in casa non si ha tanto spazio, ed è ottimo per fare ricerche all'interno del libro. Un paio di parole chiavi e trovi quello che cerchi.
      Un altro pregio è che come in questo caso anche libri ormai dimenticati hanno di nuovo vita.
      Io, ai miei tempi d'oro, ho speso decine di migliaia d'euro in libri cartacei, Avevo una libreria che occupava tutte le pareti di una stanza 5X5.
      Poi li ho dovuti dare via, per tanti motivi.

    28. Fantine 15 gennaio 2023

      Caro Lux, è vero ciò che dici.
      Il libro in formato elettronico ha i suoi vantaggi, come è vero che il libro in formato cartaceo richieda un impegno di spesa (e di spazio) differente.
      Il mio legame "profondo" con il libro in formato cartaceo (e nella mia mente soltanto quello è un libro, per come lo intendo io) attiene a qualcosa di molto intimo e personale.
      Non ho pregiudizio verso il formato elettronico, né esprimo giudizi di valore.
      Quando viaggiavo più spesso per lavoro ho sempre guardato con simpatia i lettori di ebook e mi procurava un allegro interesse l'idea che si portassero dietro la loro libreria!
      Intanto, infatti, (oggi) mi sto leggendo il libro di Illich in pdf che mi ha girato Egitto! (@Primadellesabbie).
      Il tempo, Lux.
      Il tempo scorre troppo veloce per me in questo periodo.
      Ho nostalgia di altri ritmi.
      E non solo.

    29. Fantine 15 gennaio 2023

      A te, @Luxignis, a @Hospiton, a @Primadellesabbie, a @Danone, che siete stati compagni di questo scambio non solo librario, e a @Rnamessaggero, che spero torni presto su questo isolotto dove l'onda batte a riva, lieve o in burrasca, un brano che anche una purista di Bach come me apprezza (benché il brano, a mio "sentire", sia altro da Bach).
      In questi giorni questo pezzo per me ha un suo perché.
      Con l'augurio che dica e dia anche a voi qualcosa, anche solo un regalo sentito di un'amica (di penna, come direbbe Sbrega, ma non solo).

    30. LuxIgnis 15 gennaio 2023

      Prova questa:
      https://www.youtube.com/watch?v=w7mVbcz8Ixg
      Una Ciaccona prima di Bach.

    31. Fantine 15 gennaio 2023

      Robert de Visée!
      Ti ringrazio, Lux!
      Pezzo molto bello ed esecuzione altrettanto molto bella.
      Grazie.

      Ps: dovrei girarti anche quella per violino solo di Bach ;)

    32. Hospiton 22 gennaio 2023

      Vorrei sapere a che servono questi dislike su un commento del genere...prova a controargomentare serizzo, in caso contrario fai la figura dell'imbecille.

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