LA GRANDE BUGIA SULL'INQUINAMENTO

LA GRANDE BUGIA SULL'INQUINAMENTO

DI NATALINO BALASSO

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Ancora una volta siamo di fronte alla grande bugia sull'inquinamento.
Città e Comuni invitano la gente a stare in casa, come in guerra, e fanno chiudere le pizzerie col forno a legna per via delle polveri sottili (davvero il problema sono i forni a legna?) per tacere il solito incompetente lassismo delle istituzioni rispetto ai veri grandi motori d'inquinamento presenti nel territorio. Eppure si sa da molto tempo qual è (qual'è) il problema: le grosse industrie, se escludiamo il complicato discorso sulle polveri sottili, le cause sono le industrie agroalimentari in primis. La scelta è: continuiamo con questo sistema industriale e a raccontarci la Grande Bugia dello sviluppo compatibile oppure capiamo che bisogna cambiare sistema, consumare meno, cambiare comportamenti, desiderare meno?

Nemmeno le grandi associazioni ambientaliste, nemmeno Green Peace, come viene denunciato nel bel film Cowspiracy, puntano l'indice contro gli allevamenti intensivi, che sono la PRIMA causa mondiale dell'inquinamento, molto più dei trasporti, aerei compresi, molto più del riscaldamento domestico, e moltissimo di più, ovviamente, che tutte le pizzerie con forno a legna del mondo.

Gli allevamenti intensivi di bovini, a causa dell'enorme richiesta di un'umanità che in 50 anni ha modificato completamente le proprie abitudini alimentari (una volta la carne si mangiava la domenica, quando c'era), stanno occupando un'enorme quantità di terreno e nemmeno l'alternativa dell'alimentazione (più sana) ad erba è praticabile: servirebbe metà del pianeta solo per i bovini. Negli allevamenti intensivi gli animali vengono trattati ad antibiotici anche quando sono sani, per produrre un chilo di carne serve una quantità enorme di acqua e cereali, uno spreco enorme, oltre che un danno ambientale che è sotto gli occhi di tutti. L'allevamento intensivo di animali da macello è anche la PRIMA causa del disboscamento delle foreste amazzoniche.
Perché dunque Green Peace, con le bravate dei suoi pirati dei Caraibi non denuncia tutto questo? Semplice: le associazioni ambientaliste devono fare iscritti, campano di quote associative, e chi ti paga la quota se tu gli dici: "devi cambiare vita"? Si, perché con tutti i blocchi di traffico è chiaro a tutti che il problema non si risolve e che l'inquinamento aumenta. Questo perché c'è una grossa nube nera al di sopra di tutti i nostri temporali quotidiani, e facciamo finta di non vederla.

La FAO, nel 2006, ha pubblicato un dossier intitolato: “Livestock’s long shadow” (la lunga ombra degli allevamenti intensivi) in cui si afferma che, in base ai calcoli effettuati, il 51% di anidride carbonica, metano e protossido d’azoto è emesso dagli allevamenti contro il 14% determinato da attività di trasporto via terra, acqua e mare.
ecco alcune dichiarazioni:
« L’allevamento bovino americano è responsabile di circa un terzo dell’azoto e del fosforo che si riversa nelle acque dolci del paese. (Fonte: FAO, 2006) »
« Certi grandi allevamenti producono più rifiuti grezzi della popolazione umana di una grande città americana. (Fonte: US Government Accountability Office, 2008) »
« L'allevamento del bestiame è responsabile di oltre il 60% delle nostre emissioni globali di ammoniaca. (Fonte: FAO, 2006)»
« Il liquame di maiale è 75 volte più inquinante dei liquami domestici grezzi. (Fonte: Archer, 1992) »

È chiaro che a dire alla gente che le scoregge dei bovini creano più inquinamento delle fabbriche si rischia anche di non essere presi sul serio. Ma è proprio così che vanno le cose. E gli allevamenti di pesce creano gli stessi danni, teniamo presente che per ogni chilo di pesce pescato ci sono almeno tre chili di altri pesci non utilizzati. Gli allevamenti in mare uccidono la biodiversità marina, lo sfruttamento intensivo rovina i fondali. Questo non significa che tutti i passi fatti nel campo dei carburanti e del consumo domestico non abbiano senso, o che occorra concentrarsi su una forma di inquinamento ignorando le altre, ma vorrei che le associazioni ambientaliste che rompono i coglioni sul led del televisore, se ne ricordassero anche quando i comuni premiano le migliori luminarie di Natale o quando qualche azienda s'inventa simpatiche cazzate da 10.000 watt. Se abbiamo abbracciato la droga del consumo, dobbiamo accettarne la tossicità acriticamente, oppure tocca cominciare a pensare.

Natalino Balasso

Fonte: www.facebook.com

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23.12.2015

Commenti (34)

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    1. makkia 28 dicembre 2015

      Rileggiti:

      Insomma la sensazione è che l'influenza, diretta e indiretta, degli esseri umani sul problema sia bassa; mentre il problema collegato alla riduzione di tale influenza è enorme: occorre diminuire gli esseri viventi.

      Sono due frasi coordinate da un "mentre", cioé conseguenziali. Solo che invece di completarsi a vicenda si contrappongono radicalmente. Normale è chiederti a quale dei due campi vuoi appartenere ovvero se appartieni, grazie a qualche ragionamento, a entrambe i campi.

      Qui nei commenti non mancano davvero affermazioni che (con qualche controrsione) conciliano gli opposti.

      Nel caso, ero curioso di come un "anti-antropogenico" potesse essere anche malthusiano.

      Se non è quello il caso, e il tuo "mentre" era un infelice tentativo di ironia, come non detto. Ma non è che mi perdo le cose io. E' che, se proprio vuoi essere "sinceramente imbarazzato", potresti cominciare dal come mai non ti sei accorto di aver costruito una "coppia logica" di concetti così ambigua.

      Noto che, alla domanda "come concilii il fatto che un problema minimo diventa enorme?" hai replicato "come fai a non accorgerti che ci sono orrendi delitti in atto?" che è sì una risposta, ma a una domanda che nessuno ti aveva fatto ;)

      Comunque, scusa se ti avevo attribuito un ragionamento complesso, cercherò di non ri-commettere questa ingiustizia nei tuoi confronti.

    1. makkia 28 dicembre 2015

      Mai parlato di diminuzione del lavoro. I cacciatori-raccoglitori lavorano MENO ma sono specializzati: fanno SOLO quello.
      La civilità richiede una serie di attività che col cibarsi non hanno niente a che fare. La differenziazione delle attività porta a evolvere e migliorare la vita di tutti.

      Dopodik entra in gioco il profitto: e le attività "collaterali" vengono asservite ai bisogni dei pochi. Al punto che si sono dovute fare le lotte (e le hanno fatte i "comunisti" che tanto ti dispiacciono), con morti, feriti e incarcerati, solo per - ad esempio - affermare il semplice fatto che otto ore al giorno di lavoro/schiavitù al servizio del profitto (e dunque non del miglioramento della comunità) DEVONO bastare.

      Sorvolo sull'abolizione della schiavitù vera e propria (là dove si è riusciti almeno ad abolirla giuridicamente), che credo sia un concetto non controverso né occultato, a differenza delle conquiste sociali, volte a mettere un freno all'avidità dei pochi a detrimento del benessere dei molti: queste conquiste sono marchiate anch'esse come "utili idiozie" da chi aborre il socialismo.
      Il che mi fa dubitare che anche i detrattori del socialismo, così pronti a buttare le conquiste di civiltà degli ultimi due secoli in nome della loro antipatia, siano idioti assai utili.

      Motivi per cui mi disturba accomunare gli animalisti ad altre e ben più nobili battaglie.
      Che è anche il motivo per cui tra le "religioni" non metterei le "sette" minori come il femminismo e l'animalismo/ambientalismo o altre che ti sei dimenticato: il multiculturalismo, il nazionalismo, ecc.
      E ci aggiungerei (alle sette) il consumismo (che parimenti ti sei dimenticato), che è probabilmente svariati ordini di grandezza peggiore rispetto a tutti gli altri, quanto a danni alla civilizzazione.

      Fra le religioni vere e proprie, poi, meritano di essere ricordati il famoso liberismo (pur se nessuno sa esattamente cosa sia) e l'umanesimo/illuminismo.
      Religioni in senso lato, cioé corposi "edifici di pensiero" che hanno determinato il corso della civilizzazione come la conosciamo oggi.
      I pensieri religioso, materialistico, liberale (e, perché no, scientifico), hanno anche dei pregi, oltre che difetti.

      Cerchiamo di inquadrare cosa sia rilevante e cosa sia semplice accessorio (o, meglio, conseguenza delle [i]distorsioni[/i]) delle grandi correnti di pensiero che hanno portato l'umanità, nel bene o nel male, molto avanti rispetto a quando eravamo cacciatori "felici" (ma piuttosto arretrati e molto precari come sopravvivenza).



      p.s.: eugenetica? Parliamone, per carità, ma non ha una bella fama. Argomentare un pochino, prima di buttarla lì come se fosse un concetto privo di controversie ;)

    1. ottavino 27 dicembre 2015

      Stupidità di massa all'opera.

      Ma come fanno degli esseri senza principi, senza filosofia, senza conoscenza, senza giudizio, senza saggezza, senza niente in comune a combinare qualcosa di buono?
      E' impossibile.
      La fortuna è che questo mondo, questa natura è più intelligente di noi. E farà ciò che è giusto.
    1. castagna 26 dicembre 2015

      Credo che l'agricoltura abbia avuto l'importanza di far diventare stanziale le popolazioni , e quindi di dare inizio alla civiltà nel senso specifico e ristretto del termine.

      Per la diminuzione del lavoro non saprei; non sono certamente un esperto ma da quello che ho studiato e da quel poco che ho visto sul campo le popolazioni che vivono prevalentemente di caccia, pesca e raccolta, e solo in piccola parte di coltivazioni o allevamenti, non è che si sbattano molto. E' anche vero che non hanno molti beni materiali, vivono di ben poco, ma da quel poco che so e da quel poco che ho visto io personalmente non lavorano di più degli agricoltori, anzi.



      Il problema è che utilizzando gli utili idioti degli animalisti hanno prima cercato di impedire di vestirci di pelli e pellicce per poterci ricoprire tutti di plastiche e sintetici vari, e adesso attaccano addirittura l'alimentazione criminalizzando la dieta naturale dell'uomo. Il loro ideale è che ci si vesta di plastica e che si mangi cereali modificati.

      Purtroppo nell'Italia di merda dopo le “religioni” cattoliche, comuniste e femministe ci mancava anche la religione animalista, specificatamente quella degli animalisti cagnari che credo costituiscano uno dei punti più stupidi e degenerati a cui siano stati ridotti gli uomini: non mangio carne per non uccidere animali, e pretendo che anche gli altri uomini facciano altrettanto, però ammazzo centinaia di bestie per il mio vizio e sollazzo di detenere un OGM detto “cane”.


      Ma, a parte i poverini che riempiono i vuoti emotivi col cane, la questione principale è che se non riusciamo a rimettere al centro la questione ambientale-ecologica-demografica non potremo andare lontano. Sviluppo sostenibile, controllo della demografia e dell'immigrazione, procreazione volontaria e responsabile, eugenetica: se non ci riappropriamo di questi temi ogni scelta politica sarà a lungo termine perdente.

    1. SanPap 26 dicembre 2015

      Sono sinceramente imbarazzato dalla tua domanda

      Ti sembra una decisione da poco cercare di diminuire il numero di persone con mezzi palesi e/o occulti, diretti e/o indiretti, in tutte le loro combinazioni (eugenetica, eutanasia, vaccini che inducono la sterilità, epidemie indotte, riduzione drastica dei servizi sanitari, riduzione delle disponibilità finanziarie, che non permette ai vecchi di curarsi adeguatamente e ai giovani di crearsi una famiglia, - e a questo si deve porre rimedio importando con la forza "rifugiati politici" - , di avere un lavoro dignitoso, ecc e tutto questo per cosa ? per permettere a un manipolo di bastardi schifosi di continuare il loro arricchimento.

      Credo proprio, Makkia, che tu ti sia perso molto.

    1. makkia 26 dicembre 2015

      Sono d'accordo con molto di quello che dici.
      E sono uno strenuo e sarcastico detrattore di ogni "vegetarianesimo", se inteso come religione, coi suoi dogmi intoccabili, le sue scomuniche immotivate e i suoi sacerdoti raccatta-soldi dai fessi che li seguono.

      Tuttavia non posso esimermi dal puntualizzare che l'agricoltura ci ha tirato fuori dalla "barbarie". Cioé ci ha permesso di smettere di sopravvivere dedicando 3/4 del nostro tempo alla disperata ricerca di cibo per noi e i nostri bambini. E cominciare ad avere tempo per pensare a una cosa chiamata "futuro" e a come migliorarcelo.

      E' vero che i nostri antenati cacciatori-raccoglitori (pare) fossero robusti e aitanti e che l'introduziione della dieta "povera" (agricola) abbia bruscamente abbassato l'altezza, accorciato l'aspettativa di vita, reso più deboli i denti e chissà cos'altro (parliamo di scheletri di età pre-scrittura, quindi molto è all'immaginazione).
      Ma i vantaggi hanno abbondantemente risarcito l'umanità di queste carenze indotte: dopotutto i cacciatori erano "belli" anche perché c'era una micidiale selezione degli infanti e solo i più robusti e accuditi sopravvivevano alla prima invernata o stagione siccitosa. Non sappiamo determinare quanta di questa loro prestanza fosse dovuta al mero consumo di carne e non ad altri fattori.

      Lo sviluppo delle civilizzazioni ha portato a una razionalizzazione dei consumi di carne: l'allevamento è più comodo della caccia ma è comunque più oneroso della coltivazione.
      Il marcio sta (forse, probabilmente) nella coltivazione e nell'allevamento quando vengono praticati in maniera intensiva, dando luogo a logiche mercantili che cessano di tenere conto dell'economicità globale di queste attività: cioé quando le "esternalizzazioni" in termini di impatto sull'ambiente non sono più vissute come impossibilità a espandere all'infinito la produzione e/o a concentrarla geograficamente "lontano dagli occhi".
      Dopotutto fra le conquiste che hanno fatto fare il salto di qualità a certe civilizzazioni e hanno permesso le aggregazioni a livelli di nazioni e imperi, c'è la rotazione delle colture (che è l'esatto contrario della monocoltura intensiva).


      Quindi ben vengano i richiami a chiedersi quale sia il "fardello ecologico" che si portano dietro i comportamenti moderni. E al consumo responsabile di tutto: all'uso di carne come a quello di carboidrati, all'utilizzo del legno come delle plastiche, alla ricerca di beni durevoli invece che usa-e-getta.
      Ma senza divisioni manichee fra ciò che è decretato come buono o cattivo una volta per tutte.
      I cereali sono una mano santa per fare scorte durevoli di cibo, come lo è la taurina dei grassi animali per (fra l'altro) costruire fibre muscolari/nervose e sistemi epatici/immunitari sani e robusti.

    1. castagna 26 dicembre 2015

      Luiginox, sono contento di non essere il solo, anzi credo che non siamo neanche in pochi.

      Ma in questo come in altri campi sebbene spesso siamo la maggioranza ad avere visioni simili non riusciamo ad aggregarci, non riusciamo a trovare quelle sintesi intorno le quali riunirci. In poche parole credo che siamo una generazione di succubi delle minoranze.

    1. makkia 26 dicembre 2015

      Se l'influenza degli umani è bassa, ridurne il numero non risolve niente.
      Ma invece pare che il problema sia "collegato alla riduzione di tale (bassa) influenza", e che sia ENORME.

      Mi devo essere perso un passaggio...

    1. luiginox 25 dicembre 2015

      ottimo commento.volevo dire le stesse cose ma non le avrei esposte cosi bene.

    1. clausneghe 25 dicembre 2015

      Caro, io mi avvicino al sessantesimo anno ma non ho nessuna intenzione di togliere il disturbo..

      Prima gli altri, se possibile..

    1. egenna 25 dicembre 2015

      Per maggiori ragguagli,chiedere alla famiglia reale inglese,propriamente al consorte della regina elisabetta.

      Cordiali saluti
    1. SanPap 25 dicembre 2015

      L'inquinamento è strettamente legato al secondo principio della termodinamica: è energia degradata prodotta da "macchine" (se non fosse così si potrebbe pensare di utilizzarlo per produrre energia).

      Tra le "macchine" ci sono tutti gli esseri viventi (cani compresi come ricorda Castagna - a proposito: i 164 kg di carne e 95 kg di cereali sono le quantità consumate dal singolo cane, ma gli animali che hanno prodotto i 164 kg di carne hanno consumato 164 * 2 * 7 = 2296 kg di mangime (164 è moltiplicato per 2 per tener conto degli scarti da animale vivo ad animale morto, e per 1 kg di peso di un animale vivo ne occorrono almeno 7 di mangime), senza considerare il consumo idrico associato che ci porterebbe troppo lontano vedi ad es. http://www.ilfattoalimentare.it/carne-sostenibile-acqua.html [www.ilfattoalimentare.it] - )

      Ma gli esseri viventi sono solo una piccola parte delle "macchine" che producono energia degradata, e gli esseri umani a loro volta sono una piccola parte degli esseri viventi.

      Insomma la sensazione è che l'influenza, diretta e indiretta, degli esseri umani sul problema sia bassa; mentre il problema collegato alla riduzione di tale influenza è enorme: occorre diminuire gli esseri viventi.

      Il problema è quindi: chi toglie il disturbo ?

      La risposta più frequente è : gli altri (chiunque siano, basta che non siamo noi)

      Cominciare a pensare che ognuno di noi debba tassativamente togliere il disturbo al compimento, che so, del 60° anno di età potrebbe aiutare a trovare una risoluzione. Proposta perfida ma costruttiva.

      Buon Natale a Tutti.

    1. passante 25 dicembre 2015

      ... e i cereali sono la causa primaria delle patologie più diffuse oggi.... e la stanchezza cronica che affligge ormai tutti già dalla tenera età.


      questa poi... guarda che sono circa 6000 anni che i cereali sono la base dell'alimentazione umana. cioè dall'invenzione dell'agricoltura... e non mi sembra che in questo lasso di tempo gli umani non si siano dati da fare-

    1. blobbb 25 dicembre 2015

      bhe certo, è noto che le nostre città sono piene di allevamenti intensivi......

      chi non ha mai incontrato a via napoleone i piazza di spagna, mandrie di pecore o mucche...

    1. valis 24 dicembre 2015

      c'hai ragione

    1. castagna 24 dicembre 2015

      Questo articolo sembra scritto con lo stampino. Se ne possono leggere una infinità d'altri, tutti uguali, tutti a ripetere a pappagallo.


      La grande bugia sull'inquinamento è che la causa prima è la sovrapopolazione. Non è il consumo di carne. Se continuiamo a sovrapopolarci non rimarranno neanche le bucce delle patate.


      La seconda grande bugia è che la Lombardia è aumentata del 15% della popolazione per colpa dell'immigrazione, e Milano del 25%. Aumenti di popolazione comportano aumenti e maggiori concentrazioni di inquinamento. Traslare immense masse di persone da aree meno densamente popolate ad aree più densamente popolate è ovviamente un crimine ecologico. Ma è quello che continuano a fare.


      La terza grande bugia è che in questi articoli-stampino si critica sempre il consumo personale di carne, ci si autoflagella cristianamente in una eterna quaresima. Ma mai che venga ricordato che il vizio di tenere cani in città implica un enorme consumo di carne. Ci sono circa 100.000 cani in Milano. Secondo una ricerca nuovazelandese mantenere un cane di media taglia per un anno ha un impatto ambientale, misurato come ettari di terra necessari, doppio di guidare un Suv per 10.000 km l'anno. Calcoli basati sul consumo medio annuale di 164 kg di carne e 95 kg di cereali.




      http://www.thestar.com/news/gta/2009/10/27/mans_best_friend_mankinds_worst_enemy.html [www.thestar.com]



      Ma il fare figli sconsideratamente, l'immigrazione e il detenere cani in città sono considerati “buoni” a priori. Se tu, uomo, che vuoi continuare a mangiare naturalmente quello che hai sempre mangiato per millenni che sei “cattivo”, tu devi cambiare, devi mangiare e vestirti di plastica.

      Si ricordi che l'immenso trangugio di carboidrati che vogliono propinarci, magari come “dieta mediterranea”, non è una cosa così naturale per l'uomo dato che è stato reso possibile solo con lo sviluppo dell'agricoltura. Prima non era possibile trangugiare tutti quei carboidrati. La cacciagione, e poi l'allevamento, sono stati la base si cui si è evoluto il corpo umano fino ad epoche molto recenti.



    1. Matt-e-Tatty 24 dicembre 2015

      I "fermenti "si chiamano lieviti, e non muoiono per l'alcool, ma per mancanza di cibo, dopo aver terminato gli zuccheri fermentabili.

    1. ilsanto 24 dicembre 2015

      Ci stiamo comportando come i fermenti del mosto che si nutrono dello zucchero dell'uva e si moltiplicano a dismisura felici e spensierati emettendo come rifiuto del loro metabolismo l'alcool finchè non è così tanto che li uccide, muoiono nella loro merda, appunto. Speriamo che milioni di anni di evoluzione siano serviti a qualcosa.

    1. ilsanto 24 dicembre 2015

      Se poi riflettessimo sul fatto che figliamo come conigli e che solo quest'anno la popolazione del mondo è cresciuta quanto tutta la popolazione della Grande Germania ?

    1. ilsanto 24 dicembre 2015

      Ma cosa dici ? sono tutte cose diverse, ora è giusto diminuire l'uso della carne perchè cancerogena, perchè produce metano e perchè consumano acqua, terreno, alimenti ma quando si parla di inquinamento cittadino ci si riferisce principalmente alle polveri sottili che notoriamente non sono prodotte dalle mucche, ne dai maiali e neppure dalle capre ed agnelli se non quando cucinate sul barbeque ma dai maledetti motori diesel, dai trogloditi che ancora si ostinano ad usare i camini a legna pensando di essere soli nelle valli montane disabitate mentre vivono nelle metropoli e dai rimanenti impianti e centrali a carbone o a gasolio principalmente pubblici, dai diesel marini che spostano navi da 300 metri e via dicendo.

      Le soluzioni sono : proibire l'uso dei diesel sia nei TIR che nelle auto, murare i camini, sostituire le centrali a carbone o a gasolio, i grossi impianti di riscaldamento a gasolio, i diesel marini. Per passare poi all'obbligo di avere abitazioni ed uffici in classe A, caldaie ad alta efficienza, produrre energia elettrica con energie alternative ( solare termico, eolico, geotermico, fotovoltaico ) incrementare l'uso dei mezzi pubblici specie elettrici, a metano, rendere obbligatori i sistemi a recupero d'energia in frenata, favorire l'uso di biciclette anche a pedalata assistita, scooter elettrici, auto elettriche, ibride. Trasporto merci via mare o ferrovia per passare poi a furgoncini elettrici in città.
      Spingere al massimo il lavoro a casa via internet a banda larga che evita vuoi gli spostamenti che enormi quantità di metri cubi di uffici e problemi di traffico e parcheggio.
      Naturalmente c'è altro ma penso che già questo sia abbastanza.


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