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LA FINE DELL’ERA DEGLI IPERMERCATI E LA GUERRA COOP-ESSELUNGA

DI GABRIELE TRAVAGLIENTI
ilsole24ore.com/

Una delle sensazioni più spiacevoli è quella di vivere, in una provincia come quella italiana, eventi che, al centro del mondo capitalistico, sono già avvenuti 20 anni fa.

E’ la famosa “sindrome di Dumas”, vivere “20 anni dopo”.

Così ci capita di dover assistere, nell’Italia attraversata dalla guerra tra bande e tra cricche, all’ennesima guerra Esselunga contro Coop. Paginoni di pubblicità pubblicati dai principali quotidiani nazionali che raccontano la solita storia di monopolismo nelle regioni “rosse”. L’esatto simmetrico di quello che succede in quelle “blu?”, “bianche”, “nere.?”, no, nere non è politicamente corretto.


A Modena il sistema Coop controlla circa l’85% del mercato ed Esselunga vuole entrare. Ma il problema non è questo. Il problema è che Modena ha gli stessi abitanti di San Sebastian, vive nello stesso sistema economico, ma ha una superficie di grande distribuzione 10 volte maggiore di quella di San Sebastian!

E la superficie urbanizzata di Modena, quella fatta di strade, fogne, costruzioni, scuole, etc. è di 4000 ettari, contro i 1800 di San Sebastian.

Modena è una città costruita per l’automobile. Dispersa sul territorio, fatta di autostrade e ipermercati. San Sebastian è una città compatta, costruita per andare a piedi, eco-sostenibile, piena di piccoli negozi.

Modena deve pregare che il Dio del petrolio non si dimentichi di lei, se no tutti i parametri del VIPER, la valutazione del rischio connesso allo schock petrolifero, dicono che…è fatta. Finita. Dead.

San Sebastian può stare tranquilla. Se il petrolio continuerà ad esserci il suo migliore rapporto abitanti/superficie urbanizzata le consentirà di spendere più soldi per la sanità e i servizi pubblici. Se il petrolio comincerà a scarseggiare, ce la farà comunque.

Modena è una città “all’americana”.

Peccato che sia una città “all’americana” costruita secondo il modello sub-urbano americano degli anni 50 e 60 del secolo passato. Oggi, come c’insegna CNN/Money (dal 2003 in realtà…) non si costruiscono più Mall negli Stati Uniti, anzi, si demoliscono.

http://www.avoe.org/demalling.html

Qualcuno avverta gli amministratori di Modena e i suoi abitanti !

E anche i nostri amministratori pubblici. La guerra Coop-Esselunga è un retaggio del secolo passato.

Il problema è di costruire città SENZA ipermercati. Piene di piccoli e medi negozi. Piene di strade accessibili e di quartieri integrati dove sia possibile andare a fare la spesa a piedi e non essere costretti  aprendere l’automobile e inquinare per raggiungere l’orrendo parcheggio di una desolante Coop o di una desolante Esselunga (o Conad, Leclerc, Auchan, Carrefour, Pittarello, MediaWorld, Comet, LeRoy Merlin, Brico, IKEA, etc…)

Aggiorniamoci!

Gabriele Travaglienti
Fonte: www.ilsole24ore.com/
27.07.2010

Pubblicato da Davide

  • victorserge

    pur con il mio pregiudizio che l’articolo provenga dal sole 24 ore, condivido in pieno l’analisi del signor tagliaventi.

    confindustria ha interessi nella piccola distribuzione, chiedo?

  • wld

    E’ ormai risaputo che Confindustria non ha nessun interesse per i piccoli e medi esercizi Commerciali, lei vede solo in grande, e poco importa se si fa uno scempio del territorio.
    Chi invece dovrebbe avere interesse che il tessuto economico dei piccoli e medi punti vendita nelle città dovrebbe essere Confesercenti, ma come si sà rimane legata alla sinistra più radicale che ormai è quasi sparita. Per quello che riguarda la Confcommercio, lei sta dove si prendono i soldi e poco importa da quale parte. Chi dovrebbe invece regolare la tabella “8” che riguarda le grandi superfici è la Regione, e lì gli interessi sono davvero molto interessanti a livello politico, tutto gira in quell’ambito, non ci sono più regole, tranne per il dio denaro, e poco importa che paesi di 4000 anime non siano supportati dai comuni per un commercio equo sostenibile, le coalizioni che siano di destra e di sinistra vedono solo la possibilità dei loro interessi economici, richiamati da quella o quell’altra sezione di partito dove vengono promesse infrastrutture che non avverranno mai. Purtroppo questo scempio delle grandi superfici è in auge dal 1987, e non tende a diminuire, continueranno a devastare il territorio per una iniziativa diventata ormai obsoleta, ma molto remunerativa per gli enti preposti.

  • Ricky

    L’esempio della cittá basca non regge, San Sebastian non é rappresentativa di tutta la Spagna. Comunque capisco che qualche termine di paragone bisognava trovarlo..

  • stendec555

    magari poter vivere a san sebastian!

  • ulrichrudel

    Il giornalistaTravaglienti dimentica gli odiati Outlet che si trovano a 100 km delle città,e sono utili per le visite di fine settimana per consumare pazienza e gasolio.Sono in linea con Lui nel dire che in Italia le notizie arrivano con anni ed anni di ritardo.Lo stesso succcesse con la produzione di cemento-amianto, meglio conosciuto con un nome divenuto dopo uno spauracchio: Eternit. Lavorando io con una società tedesca, in un convegno vicino Mannheim, senti per la prima volta la pericolosità dell’Asbest e che l’autorità tedesche proibivano la produzione ulteriore dell’eternit. Gli italiani andarano avanti come niente fosse per anni ed anni.Possibile che nessuno avesse sentore ??
    Ritornare al piccolo mi attira l’idea.Però la distruzione del territorio prosegue ancora,l’industria del cemento dove trova i quattrini per investimenti cosi aleatori .

  • andyconti

    S. Sebastian non sara’ rappresentativo per tutta la Spagna ma in generale gli altri paesi europei occidentali (specialmente l’Olanda) sono molto meno cementificati che l?Italia.

  • victorserge

    grazie per aver illustrato ciò che non sapevo.
    chiedo scusa per il marchiano errore del nome del giornalista.
    chiedo scusa a lui e a chi ha letto.

  • sentinella

    io che a Modena ci vivo e che alla Coop ci ho lavorato per 10 anni sento che devo dire qualcosa. Primo: come le Coop rosse che per anni hanno finanziato il Partito communista trattano i propri dipendenti: allo sciopero del commercio a cui noi come ipermecato abbiamo aderito davanti ai picchetti dei dipendenti fin dall’alba si è presentato il Direttore di Coop Estense che sotto la pioggia faceva opera di desistenza perchè i suddetti dipendenti non aderissero allo sciopero. Devo dire che nonostante che precari siano entrati alla Coop lo sciopero con nostra grande soddisfazione è riuscito.
    Adesso assumono tramite le agenzie interinali. Fine del comunismo….
    Nonostante quello che è scritto nell’articolo le infrastutture, strade ecc… sono carenti rispetto alle esigenze del territorio tant’è che la gente per raggiungere il posto di lavoro o la città deve stare in strada per ore, il traffico è da incubo anche perchè ogni comune fa per sè e si fa un piano stradale ognuno per suo conto: i risultati quindi sono grotteschi: i pedoni vengono imballati ormai dappertuto, lo stress ed il degrado non solo della città ma anche dei paesi della provincia che sono attraversati da stradine ancora dell’epoca romana percorse da Tir carichi di piastrelle o di Maserati. Dal tratturo di campagna asfaltato si passa ogni tanto con soddisfazione ad un pezzo di mega tangenziale dove l’autista frustrato può dare fondo alla tavoletta dell’acceleratore salvo trovarsi dopo cinque minuti all’improvviso una coda che si forma al momento di immettersi per l’ennesima volta nella solita strada d’epoca romana pre-consolare.
    Ma lo possiamo capire questi tratti i tangenziali simil-autostradali che nascono e muoiono nel nulla li devono pur costruire se no come fanno a tirarci fuori i soldi delle mazzetti i nostri ex-comunistissimi amministratori locali.

  • sandman972

    Sono anche io di quelle zone…confermo ogni parola, hai dpinto la situazione come meglio non si potrebbe. 🙂

  • Matt-e-Tatty

    Le opere di urbanizzazione per la viabilità in Italia sono da sempre carenti perchè realizzate all’italiana.
    Chi redige i piani regolatori spesso non è preparato, se aggiungiamo che spesso sono piani comunali e chi è incaricato di redigerli non si interfaccia con gli altri tecnici il quadro diventa completo… con zone industriali a ridosso di zone residenziali della città vicina.
    In germania già a metà 800 si progettava la viabilità con lungimiranza, le città dovevano avere arterie di traffico centrali che dovevano dare possibilità di transito senza intoppi per chi non doveva fermarsi e al conempo permettevano il raggiungimento dei vari quartieri in maniera agevole.
    Nella mia città un trentennio fà fu progettato quello che in germania realizzavano da oltre un secolo… ma dal progetto ne scaturì un tronco stradale insulso… successivamente costruirono quartieri proprio dove doveva svilupparsi questa fantomatica via principale di comunicazione.
    Oggi ci sono ancora dietro, l’han chiamata “la bretella”, verrà ultimata non si sà quando, costerà almeno le 10 volte rispetto al progetto iniziale (hanno costruito senza una regola e adesso la strada deve girare in trincea e in sottopassi realizzati a ridosso di palazzi esistenti), e scatena un’infinità di polimiche da parte di chi la casa se l’è comprata senza supertrade che a fianco del cortile.
    Quando sarà terminata (nell’anno del mai) finalmente renderà possibile il raggiungimento veloce di tutti i quartieri residenziali e delle zone artigianali oltre che darà la possibilità di transito agevole per veicoli che devono raggiungere l’autostrada dall’appennino.
    Suppongo che quei tronchi stradali che lei descrive siano grossomodo un buon progetto ma incompleto… in pratica un’opera all’italiana.
    PS: ovviamente i costruttori che hanno costruito dove doveva passare la strada sono sempre i soliti noti… ben “integrati” con l’amministrazione pubblica, non è la prima strada della mia città che risulta tronacata per interessi privati.

  • sandman972

    Nello schifo totale della cosa, capisco di più gente che ci specula sopra (da mettere al rogo) che la pura e semplice imbecillità.
    In una parte di tangenziale di Modena sono andati avanti anni con semafori che congestionavano il traffico bloccando ad ogni piè sospinto il flusso degli autoveicoli.
    Alla fine si sono decisi a fare le rotonde…bene, in una tangenziale a due corsie per senso di marcia ci si trova ad un tratto (prima della rotonda) ad avere tre corsie a disposizione. Gli automobilisti ovviamente ci si incanalano…per poi affacciarsi su una rotonda che è nuovamente a due corsie!!! Ogni passaggio è una scommessa su chi delle tre corsie si andrà ad incanalare in una delle due. Questa ragazzi non è malafede, è pura idiozia. Non so neppure cosa sia peggio a dire il vero. 🙁