LA DEMOCRAZIA E' FINITA

DI MASSIMO FINI

ilfattoquotidiano.it

All’indomani delle elezioni amministrative della primavera del 2012 in un articolo intitolato “Ecco perché il voto del 2013 potrebbe segnare la fine della democrazia” (Il Gazzettino, 11 maggio 2012) di fronte a un’astensione che stava montando di tornata in tornata, scrivevo: “Nel 2013 (…) l’astensione potrebbe diventare valanga. I partiti non sembrano rendersi conto che stanno ballando sull’orlo di un vulcano in eruzione. La crisi ha aperto gli occhi ai cittadini che scoprono di essere presi in giro da almeno trent’anni, governasse la destra o la sinistra o tutte e due insieme”. E concludevo: “Le elezioni del 2013, Grillo o non Grillo, potrebbero segnare, con un’astensione colossale, la fine della democrazia rappresentativa ”.

Nel 2013 ci fu un’ ulteriore erosione dell’elettorato, ma quell’ “astensione colossale” che io prevedevo già per quell’anno è arrivata ora, nell’autunno del 2014.
E solo adesso, tranne Renzi che fa il pesce in barile e definisce l’astensione “secondaria” e Matteo Salvini
che finge di aver vinto un’elezione che invece ha perso, come tutti, perché dai 116.394 voti delle europee è passato ai 49.736 di oggi, tutti gli esponenti di partito, i commentatori, i giornalisti scoprono l’esistenza del fenomeno.

Naturalmente cercano di sminuirne la portata attribuendolo al tempo ridotto per votare, agli scontri in atto all’interno del Partito democratico e a quelli con i sindacati, agli scandali emersi in Emilia Romagna,
alle inchieste della magistratura e a qualsiasi altra causa cui possano appigliarsi. Ma tutte queste ragioni non possono aver avuto che un’incidenza molto parziale, direi minima, su un fenomeno così esteso.

La realtà è che la gente non crede più a questo sistema, non crede più al balletto delle elezioni, non crede più alla democrazia rappresentativa e, forse, alla democrazia tout court.

I partiti che si scannano per dividersi quel poco di elettorato che gli è rimasto appiccicato fanno la stessa impressione di chi, in un castello che sta andando in fiamme, si preoccupi di assicurarsi comunque gli appartamenti migliori, mentre là fuori sono circondati da milioni di arcieri che non hanno ancora trovato il loro Robin Hood, ma che prima o poi occuperanno quelle macerie fumanti.

Il fenomeno non è solo italiano. Negli Stati Uniti un deputato, in un momento di sincerità, ha affermato che “gli elettori contano poco o nulla e non sanno neanche perché e per chi votano”. Tuttavia, come ho già avuto modo di osservare, l’Italia è, storicamente, un “paese laboratorio” e la fine della democrazia da noi potrebbe preludere alla fine anche delle altre democrazie occidentali.

A differenza di quanto ha scritto Antonello Caporale sul Fatto Quotidiano, non ha vinto “il partito della pantofola”. Chi è rimasto a casa è uno che ha esaurito ogni pazienza e, non essendo vincolato, a differenza di Grillo, a una rivluzione pacifica che agisca all’interno delle regole democratiche, il giorno che, esasperato, deciderà di uscire allo scoperto lo farà, per usare un eufemismo, con le mazze da baseball. E saranno guai.

Perché, come dice la Bibbia, “terribile è l’ira del mansueto”.

Massimo Fini

Fonte: www.ilfattoquotidiano.it

29.11.2014

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leone_zingales
leone_zingales
29 Novembre 2014 , 14:44 14:44

Con semplici parole, uomini folli uccidono interi popoli, ne annientano il passato, ne distruggono il presente e li privano del futuro.  La fine ufficiale della Democrazia in Italia è avvenuta il 21 luglio 2011 con la lettera della BCE. L’apatia partecipativa che porta i cittadini italiani a non andare a votare è una cosa completamente diversa e di tutt’altro significato. Ovviamente gli uomini di propaganda alla Massimo Fini cercano di deviare l’attenzione dal vero problema ed è per questo che bisogna fare chiarezza.  Le parole sono armi, capirne il significato è un dovere e diviene necessità in periodi di feroce ladrocinio come quello attuale. I popoli dell’eurozona sono vittime di Crimini contro l’umanità. Il solo rimedio alla follia … è la verità.  Lettera della BCE al governo italiano del 21 luglio 2011, la fine della democrazia in Italia. ANALISI E VALUTAZIONI Possiamo dall’analisi degli obiettivi ricavarne gli effetti, valutarne le conseguenze e trarne delle conclusioni.  Si analizzano obiettivi: di bilancio; di indicatori macroeconomici; normativi e sociali. Obiettivi di bilancio:  1. Pareggio di bilancio entro il 2014 e surplus ventennale tramite il fiscal compact; costo di circa 90 MLD nel 2014 (pareggio di bilancio) e 130 con quote crescenti dal 2015… Leggi tutto »

Tonguessy
Tonguessy
29 Novembre 2014 , 15:40 15:40

"La realtà è che la gente non crede più a questo sistema, non crede più al balletto delle elezioni, non crede più alla democrazia rappresentativa e, forse, alla democrazia tout court." Purtroppo Fini non riesce ad andare molto oltre questa analisi. Occorre chiedersi: PERCHE’ la gente non crede più alla democrazia? Semplice: perchè si è resa conto di non oartecipare più alle scelte ( “gli elettori contano poco o nulla e non sanno neanche perché e per chi votano”, nelle parole del deputato USA).E com’è successo questo passaggio? Semplice, . il preambolo della Costituzione USA è molto chiaro: "WE, THE PEOPLE". Chi sarebbero quei "noi, il popolo"? il neanche 50% dei votanti? Oppure neanche quell’1% scarso dei lobbisti? Chi decide cosa?E qual’è stato il compito storico della democrazia moderna, se non l’instaurare il sistema mercantile soppiantando quello feudale con l’aiuto della scienza? Perchè alla gente dovrebbe interessare mantenere i feudi postmoderni dove regnano le lobbies invece che  conti e marchesi, specialmente tenuto conto che le attuali politiche non sono di "condivisione programmata" come nel secolo scorso ma di "spoliazione progressiva" di tutti i ceti che non siano elites?Si torna sempre ed irrimediabilmente all’analisi economica, ovvero al rapporto di forza tra… Leggi tutto »

leopardo
leopardo
29 Novembre 2014 , 15:43 15:43

L´indole del popolino italiano, oltretutto altamente ignorante, é quella di correre in Piazzale Loreto per ludibriare il corpo senza vita di un  personaggio che, soltanto qualche anno prima, avevano osannato. Trovare tra "eroi" di questo tipo il  nostro Robin Hood, é pura chimera. Siamo tutti in  attesa  del volano che dia inizio alle  danze, quelle che  mettano un  fine  all´ attuale sconcio di un  sistema non piú tollerabile.Ma é molto piú probabile che siffatta iniziativa abbia luogo in paesi come la Fancia o addirittura la  Germania per poi estedersi anche al  nostro,  di riflesso.L`alternativa nazionale sarebbe che, qualche centinaio di giovani assolutamente determinati e disposti a sacrificare anche la propria vita, per il bene del proprio paese, risponda alla violenza delle forze d´ordine, (unico ostacolo che si frappone tra noi e la resa dei conti) con una determinazione raddoppiata, che potrebbe sfociare nella morte stessa di molti dei dimostranti di prima linea. A questo punto, lo sdegno dell´intero popolo non  sarebbe piú arginabile e la caccia alla casta che si é anche macchiata di sangue dopo averci ridotto alla schiavitú, sarebbe implacabile. Tanto piú che oggi, col semplice ricorso di una stampante 3D, il popolo é anche in grado di… Leggi tutto »

Franco-Traduttore
Franco-Traduttore
29 Novembre 2014 , 16:32 16:32

Non ricordo più chi ha scritto che:

"Siamo nelle mani di una classe
dirigente politica che si è macchiata e si sta macchiando del più orribile
crimine che in tutte le civiltà, presso tutte le etnie, in tutte le epoche, è
sempre stato considerato come l’atto più vile e tragico che si possa compiere:
il tradimento della propria comunità e la svendita del territorio della propria
cittadinanza allo straniero. 

Perché una cosa è il dramma delle
guerre, dove l’invasore prepotente si appropria, con la violenza delle armi, di
beni che non sono suoi.

Ben altra cosa è avere la certezza di
essere capitanati da un manipolo di solerti impiegati che hanno scelto di consegnare
i forzieri nazionali – riempiti grazie al lavoro di centinaia di generazioni
diligenti, industriose e parsimoniose – nelle mani dei nostri più agguerriti
competitori internazionali, invitando a nozze gli invasori e dicendo loro:
prego signori, accomodatevi, svendiamo il tutto al prezzo migliore".

Ossimoro
Ossimoro
29 Novembre 2014 , 18:19 18:19

Esiste la storica figura della "borghesia compradora", che svende lo sfruttamento delle risorse della propria nazione in cambio di vantaggi economici personali (spesso, nei tempi recenti, accreditati direttamente in paradisi fiscali).

Simulacres
Simulacres
29 Novembre 2014 , 18:53 18:53

La democrazia rappresentativa è il più subdolo sistema di dominio della storia. Un sistema geneticamente autoritario e autoreferenziale, dove gli “eletti” finiscono inevitabilmente per formare coalizioni sottobanco per dividersi, come un’orda si divide un impero conquistato, tutte le cariche e le ricchezze del “popolo sovrano”. Pertanto, è attestato nella Storia, quello che più balza agli occhi è che checchè se ne dica questa pseudodemocrazia né organizza né tollera la libera autodeterminazione della società civile in relazione all’uguaglianza, ai diritti sociali e al bene comune, bensì ne determina le regole e gli obblighi cui deve sottostare. 

I partiti politici nostrani – più di qualunque altro paese cosiddetto "civile" – rispecchiano meravigliosamente questa tirannia e così finisce sistematicamente che il “popolo sovrano” da controllore si ritrova “fatalmente” controllato, da amministratore amministrato, da imprenditore dipendente, da sovrano materiale umano da sodomizzare e sfruttare come bestia da soma, qual è sempre stato, perennemente "votato" a 90 gradi sull’altare “democratico” dello Stato.  

Tonguessy
Tonguessy
29 Novembre 2014 , 19:08 19:08

Scusami Leone, non ho ben capito se questa è una tua versione dei fatti oppure è la nuda lettera della BCE. Perchè la lettera che conosco io è datata 5 Agosto 2011, non 21 Lugli. Puoi chiarire? Grazie

luiginox
luiginox
29 Novembre 2014 , 20:38 20:38

se ho ben capito aveva allora ragione capoccione  che strepitava a incolpava le "plutocrazie (governi dei ricchi) giudaico-massoniche".sono passati ottant’ anni e siamo daccapo

ilsanto
ilsanto
29 Novembre 2014 , 21:35 21:35

Si la democrazia è morta anzi non è mai nata.

Ma insieme alla democrazia è morta la politica oramai totalmente sputtanata .
Sono morte anche le nazioni ( almeno l’Italia ).
Sono morti l’ONU, l’FMI, la Banca Mondiale, l’Europa, la BCE, la FAO, e tutti gli organi sovranazionali.
Sono morte la Provincie, le Regioni, i Comuni.
E’ morta la giustizia con i suoi timbri molli o duri, con le prescrizioni, con le 100.000 leggi assurde e fuori da ogni ragionevole dubbio di non essere uguale per tutti.
E’ morta la finanza ed equitalia.
E’ morta la chiesa, e persino Dio.
E’ morta l’idea stessa di società 
sia maledetto chi ha fatto tutto questo.
Simulacres
Simulacres
29 Novembre 2014 , 22:48 22:48

Amen!…

Simulacres
Simulacres
29 Novembre 2014 , 23:00 23:00

…perennemente POSTULANTE "votato" a 90 gradi sull’altare “democratico” dello Stato.  

Truman
29 Novembre 2014 , 23:26 23:26

Non sono sicuro che le democrazia sia del tutto morta, ma se così fosse bisognerebbe cominciare ad apprezzare i vantaggi delle altre forme di governo. Infatti la democrazia è molto difficile da correggere, troppi elementi in gioco, invece le dittature di solito si riescono a correggere più rapidamente.

cardisem
cardisem
29 Novembre 2014 , 23:52 23:52

Leggo:
"I partiti che si scannano per dividersi quel poco di elettorato"
Commento:
– ai “partiti” basta anche il 5 % di elettorato votante.
Diranno che hanno ottenuto il 40% del 5% e dunque hanno avuta una grande vittoria…
Il disprezzo degli elettori non mai stato così alto…
Le "mazze" non funzionano… Il Sistema ha raggiunto una tale capacità di repressione che qualsiasi ribellione può essere facilmente domata ed essere messa sotto controllo…

Attualmente la repressione maggiore è quella esercitata attraverso la comunicazione: giornali, televisioni, talk show, celebrazioni, apparato educativo, lavaggio del cervello di insegnati e studenti… controllo delle più recondite connessioni neurali…

leone_zingales
leone_zingales
29 Novembre 2014 , 23:58 23:58

Si, hai ragione tu, errore mio. è la lettera del 5 agosto. In alcune alcune traduzioni ci sono parole differenti. Per completezza riporto il testo della lettera su cui ho fatto l’analisi e le valutazioni….. Caro Primo Ministro, Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea il 4 Agosto ha discusso la situazione nei mercati dei titoli di Stato italiani. Il Consiglio direttivo ritiene che sia necessaria un’azione pressante da parte delle autorità italiane per ristabilire la fiducia degli investitori. Il vertice dei capi di Stato e di governo dell’area-euro del 21 luglio 2011 ha concluso che «tutti i Paesi dell’euro riaffermano solennemente la loro determinazione inflessibile a onorare in pieno la loro individuale firma sovrana e tutti i loro impegni per condizioni di bilancio sostenibili e per le riforme strutturali». Il Consiglio direttivo ritiene che l’Italia debba con urgenza rafforzare la reputazione della sua firma sovrana e il suo impegno alla sostenibilità di bilancio e alle riforme strutturali. Il Governo italiano ha deciso di mirare al pareggio di bilancio nel 2014 e, a questo scopo, ha di recente introdotto un pacchetto di misure. Sono passi importanti, ma non sufficienti. Nell’attuale situazione, riteniamo essenziali le seguenti misure: 1.Vediamo l’esigenza di misure… Leggi tutto »

leopardo
leopardo
30 Novembre 2014 , 0:34 0:34

Adolf aveva previsto tutto giá negli anni venti del secolo scorso. Basta leggere il suo " Mein Kampf". Ha lottato, ma tutto é stato vano. Hanno  vinto loro. Almeno nel mondo occidentale, occupano tutti i  gangli nevralgici del potere. La totale schi avitú dell´europa alla lobby giudaica, che Adolf tanto temeva, é servita, anche grazie al contributo dei nostri politici che col  tradimento piú triviale hanno svenduto il nostro paese ed hanno favorito l´invasione di milioni di disperati costretti a fuggire dai loro paesi, in seguito alle aggressioni di usa ed israele. A  loro il petrolio ed il gas rubato. A noi le orde di affamati proprio nel mezzo di  una crisi micidiale avviata da due regalini della lobby bancaria: euro e derivati. Eppure, anziché prendere le distanze da  un "alleato" cosí scomodo, i politici pagliacci eu, ne subiscono supinamente il diktat dell´obbligo delle sanzioni alla Russia, nonostante che le stragrande maggioranza dei cittadini europei, che ha capito l´andazzo, sia assolutamente contraria.

Roma
Roma
30 Novembre 2014 , 1:05 1:05

Balle! Chi non vota la piglia solo in culo punto.

giannis
giannis
30 Novembre 2014 , 9:23 9:23

le votazioni sono truccate

Primadellesabbie
Primadellesabbie
30 Novembre 2014 , 10:46 10:46

E allora com’é che non ci riesce ancora di ricostituire una dinamica sociale, degna di questo nome, nonostante siano passati 71 anni?

Al punto che una buona parte di noi, a turno destra o sinistra, si é rassegnata a seguire qualsiasi marionetta ci venga messa davanti agli occhi.
Simulacres
Simulacres
30 Novembre 2014 , 14:20 14:20

Vista da vicino si tratta di una situazione assolutamente suicida nella quale storicamente la democrazia rappresentativa è potuta sopravvivere grazie a un intreccio di potere perverso, al voto di scambio partitocratico e alla perenne sonnolenza collettiva della società civile. E in una democrazia rappresentativa, una collettività addormentata, incapace di spirito critico, di ribellarsi, non può che ritrovarsi in una condizione di sudditanza, la più pericolosa: la Schiavitù!

Che è quella sulla quale stiamo tutti naufragando e sulla quale ancora oggi non si riflette abbastanza. 

Oggi sappiamo che la democrazia rappresentativa nelle forme attuali è insostenibile; tanto più la crisi della società si acuisce, tanto più i tentativi di aggiustamento falliscono, tanto più si allarga l’astensione. Quindi non c’è occasione migliore che addestrarsi a una nuova concezione di democrazia diretta che parta dal basso e cominciare a praticarla. Non c’è altro da fare se vogliamo uscire da questa condizione che induce sempre più alla rassegnazione, all’acquiescenza che spiana la strada e fortifica sempre più i nostri carnefici.

Petrus
Petrus
30 Novembre 2014 , 15:12 15:12

Le plutocrazie sono i governi nascosti, quelli che tirano i fili da dietro le quinte.

Comunque si, aveva ragione appieno anche su questo, il capoccione…
neroscuro2014
neroscuro2014
30 Novembre 2014 , 17:39 17:39

Umilmente chiedo, se davvero si può ritenere compatibile un sistema dittatoriale con il livello di "modernità" richiesto attualmente.Cerco di spiegarmi meglio: se non si vuole sprofondare al livello di un Paese del terzo mondo, come si fa ad essere all’avanguardia scientifica e tecnologica, a gestire sistemi complessi e informatizzati, a produrre cose nuove e innovative, senza un alto tasso di educazione e scolarizzazione? Un’educazione che confligge con l’idea di popolo asservito e acritico. Come si fa a mantenere la popolazione ad un livello bovino e contemporaneamente a non finire per essere una  colonia del primo Stato meglio organizzato vicino a te, che ti apre come una cozza?Queste non vogliono essere domande retoriche, perché credo che negli U.S.A. ci sia in effetti un sistema che solo apparentemente è libero, ma non si può chiamare dittatura tout-court, né si può dire che tale sistema sia disfunzionale (anzi) se consideriamo il retroterra culturale degli statunitensi. Inoltre quel sistema è culturalmente separato e addirittura si impone sugli altri Paesi, cosa che impedisce ai cittadini di rendersi conto della qualità della propria libertà e di subire pericolose influenze esterne.Come potrebbe avvenire una dittatura in Italia? Ci dovrà essere un qualche collante ideologico che permetterà alle… Leggi tutto »

Tonguessy
Tonguessy
30 Novembre 2014 , 18:58 18:58

In realtà le cose sono abbastanza semplici: il neoliberismo ha bisogno di governi forti, leggi dittature. In tutto il Sudamerica pose le sue solide basi grazie alle dittature. Quando le cose cambiarono e alle dittature subentrarono le democrazie, come per incanto le politiche neoliberiste vennero fortemente ridimensionate (Chavez docet).
Sul rapporto tra formazione e dittature: forse non ti sei reso conto che nell’attuale fase capitalistica la produzione non ha più l’antica rilevanza, essendo più remunerative le speculazioni finanziarie. Quindi non servono più quadri da immettere nel mercato del lavoro, il gioco attuale è far precipitare la middle class nel sottobosco del proletariato. Quindi l’istruzione così come l’abbiamo conosciuta non è più utile al sistema come un tempo. Oggi la disoccupazione ha sostituito l’istruzione come ruolo fondamentale nel funzionamento del sistema.

Earth
Earth
30 Novembre 2014 , 23:33 23:33

VOGLIO LE PROVE

neroscuro2014
neroscuro2014
1 Dicembre 2014 , 0:06 0:06

Il neoliberismo finanziario ha bisogno di trasferire ricchezza, ma se nessuna ricchezza viene prodotta, cosa trasferisce?Il parallelo con il  Sud America mi pare fuorviante. Là si sono potute creare delle dittature perché l’America latina ha delle enormi risorse minerarie e naturali da sfruttare e il grado di istruzione di un popolo è ininfluente o addirittura controproducente rispetto allo scopo. Queste dittature facilitavano gli investimenti esteri e proteggevano gli investitori da scioperi e nazionalizzazioni, tuttavia qualcosa si produceva o si estraeva.In Italia, e in quasi tutta l’Europa, le ricchezze non stanno né nel suolo né nel sottosuolo, ma nella capacità di trasformazione di materie prime e semilavorati e questo richiede istruzione. Inoltre si tratta di un mercato sostanzioso che da 60 milioni di potenziali consumatori avanzati dovrebbe essere ridotto a parco di lavoratori minacciati dal precariato o persuasi con altri metodi a produrre senza consumare. Anche se un finanziatore medio non sa nemmeno dove si trova l’Italia sul mappamondo, ha un’idea di massima che affinché egli stesso possa guadagnare, da qualche parte l’economia reale deve muoversi. Non si specula su una situazione cristallizzata come in una dittatura o su un mondo indistintamente ridotto alla fame. A tal proposito, mi ricordo l’intervista… Leggi tutto »

Primadellesabbie
Primadellesabbie
1 Dicembre 2014 , 9:30 9:30

Considera però che, a fronte di un gran numero di persone "tagliate fuori" o ridotte a consumi di sopravvivenza, i consumi totali si sono ridotti in percentuali modeste, e forse, in alcuni settori sono aumentati. La borsa non sembra soffrire troppo.

Viene ridisegnandosi la mappa sociale in funzione dei nuovi padroni palesi, per i quali la politica, come la conosciamo, rappresenta una seccatura costosa visto l’alto numero di figure chiave da controllare, e portatrice di incertezze vista la "fantasia" che può indurre nelle componenti sociali.
Si sta attrezzando una caserma semplificata, presumibilmente autogestita, tendenzialmente nazionale e, vedrete, "invocata dal popolo".
Al proposito guardate il prevalere della stizza incontrollata, dalla quale si fanno prendere gli autori dal crescente numero di riferimenti agli "errori" dei 5 stelle, unico imprevisto bastone popolare, tra le ruote dello svilupparsi della trasformazione in corso.
Truman
1 Dicembre 2014 , 23:05 23:05

@Primadellesabbie: evidentemente la democrazia non è del tutto morta e quindi (per fortuna o sfortuna) non siamo ancora arrivati ad uno stadio di dittatura. Eppure, come fai notare, ci sono molti segni del regime.

paolodegregorio
paolodegregorio
2 Dicembre 2014 , 13:58 13:58

–          democrazia: smettiamola con i giochi di parole   – di Paolo De Gregorio, 1 dicembre 2014   Titola Massimo Fini su “il Fatto Quotidiano” a pag. 18 del 29 novembre scorso: “non è disaffezione la democrazia è finita”, a proposito delle ultime elezioni in Emilia Romagna e Calabria dove hanno votato rispettivamente il 37% e il 44% degli elettori aventi diritto.   Desidero rispondere in modo secco, senza fronzoli, senza dotte citazioni né del presente, né del passato: la democrazia nel suo significato originario (potere del popolo), non è mai esistita, figuriamoci oggi che la globalizzazione ha espropriato gli stati nazionali dal controllo sulle proprie economie, che dipendono da banche, multinazionali che oggi possono delocalizzare tranquillamente dove pagano meno la manodopera, dove pagano meno tasse, e sono decine di migliaia gli imprenditori che hanno licenziato e chiuso attività in italia per riaprire dove gli conveniva.   In Italia, come negli USA, dove già da tempo la percentuale dei votanti è sotto il 50%, i cittadini si rendono conto proprio di questo fatto fondamentale, che non è la politica che comanda, ma l’economia, che tra l’altro ha la capacità di comprare e far eleggere i propri compari (li chiamano educatamente “lobbysti”),… Leggi tutto »

paolodegregorio
paolodegregorio
2 Dicembre 2014 , 13:58 13:58

–          democrazia: smettiamola con i giochi di parole   – di Paolo De Gregorio, 1 dicembre 2014   Titola Massimo Fini su “il Fatto Quotidiano” a pag. 18 del 29 novembre scorso: “non è disaffezione la democrazia è finita”, a proposito delle ultime elezioni in Emilia Romagna e Calabria dove hanno votato rispettivamente il 37% e il 44% degli elettori aventi diritto.   Desidero rispondere in modo secco, senza fronzoli, senza dotte citazioni né del presente, né del passato: la democrazia nel suo significato originario (potere del popolo), non è mai esistita, figuriamoci oggi che la globalizzazione ha espropriato gli stati nazionali dal controllo sulle proprie economie, che dipendono da banche, multinazionali che oggi possono delocalizzare tranquillamente dove pagano meno la manodopera, dove pagano meno tasse, e sono decine di migliaia gli imprenditori che hanno licenziato e chiuso attività in italia per riaprire dove gli conveniva.   In Italia, come negli USA, dove già da tempo la percentuale dei votanti è sotto il 50%, i cittadini si rendono conto proprio di questo fatto fondamentale, che non è la politica che comanda, ma l’economia, che tra l’altro ha la capacità di comprare e far eleggere i propri compari (li chiamano educatamente “lobbysti”),… Leggi tutto »