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LA COLLERA DEI RICCHI

DI PAUL KRUGMAN
nytimes.com

Gli americani più privilegiati si sono surriscaldati di fronte alla volontà di Obama di non riapprovare la riduzione di imposta decisa da George Bush, (da loro) considerata oramai un diritto acquisito inalienabile. Accecati dalla rabbia, alcuni arrivano a paragonare l’imposta all’invasione nazista della Polonia e si può leggere sul Fortune che Obama “il keniano/keniota” sogna una rivincita anticolonialista sugli USA. Tanti eccessi potrebbero far sorridere, scrive Krugman – salvo che, grazie all’influenza che esercitano sul mondo politico, non è impossibile che riescano a bloccare la misura prima di pretendere subito dopo nuovi sacrifici per (tutti) gli altri in nome dell’indispensabile austerità.
Ricordiamo che nel 2005, il reddito dello 0,1% degli americani più ricchi raggiunse il 10% del totale e quello dell’1% rappresentava il 21% (di quello totale)

contreinfo.info

L’America è spazzata da un’ondata di collera. Certamente questo clima arroventato resta un fenomeno minoritario e non riguarda la maggioranza dei cittadini. Ma la minoranza in collera è veramente arrabbiata, e quelli che ne fanno parte ritengono che così gli si toglie ciò a cui hanno diritto. E gridano vendetta.

Non parlo dei “Tea Parties” . Parlo dei ricchi.

Questo è un periodo terribile per molti, in questo paese. La povertà – in particolare l’estrema povertà – ha fatto un balzo durante la recessione; milioni di persone hanno perso la casa. I giovani non riescono a trovare un lavoro; i cinquantenni che sono stati licenziati non lavoreranno più.

Malgrado ciò, queste manifestazioni di collera- questa forma di rabbia che porta a paragonare il presidente Obama a Hitler, o ad accusarlo di tradimento – non la si trova tra gli americani cui toccano queste sofferenze. Ma la si incontra tra quelli più privilegiati, che non hanno l’ansia di perdere il proprio lavoro, le loro case o la loro assicurazione medica, ma che sono scandalizzati ed indignati all’idea di dover pagare tasse leggermente più alte.

Questa rabbia dei ricchi monta da quando Obama è entrato in carica. All’inizio è rimasta confinata a Wall Street.

Quando il New York Times ha pubblicato un articolo intitolato “il lamento dell1%”, si riferiva ai finanzieri le aziende dei quali erano state rimesse in sesto con il danaro dei contribuenti, furiosi per la proposta che il prezzo da pagare per l’operazione di salvataggio dovesse includere una limitazione temporanea dei bonus. Quando il miliardario Stephen Schwarzman ha paragonato una proposta di Obama all’invasione della Polonia da parte dei nazisti, la misura in questione prevedeva di sopprimere una nicchia fiscale di cui beneficiano in particolare gestori di fondi come lui.

Oggi, che si tratta di decidere della sorte delle riduzioni d’imposta stabilita da Bush – le tasse imposte ai più ricchi torneranno ai livelli dell’era Clinton? – la collera dei ricchi si è amplificata. E da alcuni punti di vista ha cambiato natura.

Da una parte, questa collera ha guadagnato il dibattito pubblico. Una cosa è quando un miliardario si sfoga durante una cena; un’altra quando la rivista Forbes pubblica in un articolo che il presidente degli Stati Uniti tenta deliberatamente di distruggere l’America in nome di un programma “anticolonialista” venuto dal Kenia, e che “ gli Stati Uniti sono guidati secondo i sogni di un membro della tribù Luo degli anni ’50.” Quando si tratta di difendere gli interessi dei ricchi, sembra che le normali regole del civile e razionale dialogo non siano più applicabili.

Allo stesso tempo, tra i privilegiati, l’autocommiserazione è diventata accettabile, anzi addirittura alla moda.

I difensori delle riduzioni d’imposta pretendevano di essere normalmente i più preoccupati dalla volontà di aiutare le famiglie americane medie. Ugualmente gli sgravi fiscali per i ricchi erano giustificati in termini di ricadute economiche, affermando che grazie alle riduzioni delle tasse al vertice, l’economia sarebbe più forte, a beneficio di tutti.

Ma oggi, quelli che reclamano le riduzioni d’imposta non cercano di difendere questa tesi del “ruscellamento verso il basso” della prosperità. I repubblicani sostengono che l’aumento delle tasse per i più ricchi nuocerà alle piccole imprese, ma non dimostrano di crederci veramente. Invece si sente frequentemente negare con forza che quelli che guadagnano 400 o 500.000 dollari all’anno siano ricchi. Ci dicono: guardate le spese delle famiglie in questa fetta di reddito – le imposte fondiarie che debbono pagare sulle loro case di lusso, il prezzo pagato per mandare i loro figli alle scuole private d’elite, e così via. Con tutto ciò arrivano a malapena a far quadrare il bilancio.

Tra quelli che sono indubitabilmente più ricchi si vede emergere uno spirito combattivo in difesa dei propri diritti acquisiti: si tratta del loro danaro, e hanno il diritto di mantenerlo. “Le tasse sono il prezzo per una società civilizzata” Riteneva Oliver Wendell Holmes – ma era molto tempo fa. [1]

Lo spettacolo offerto dagli americani fortunati – i più privilegiati del pianeta – che si lasciano andare con compiacenza alla propria autocommiserazione, potrebbe sembrare buffa, salvo che: essi potrebbero davvero raggiungere i loro scopi. Poco importa la fattura di 700 miliardi di dollari richiesta per prolungare i vantaggi del premio fiscale [2]: praticamente tutti i repubblicani e qualche democratico si precipitano in soccorso di questi ricchi oppressi.

Vedete, i ricchi sono diversi da voi e da me: hanno più influenza. Ciò è in parte dovuto alle loro contribuzioni alle campagne elettorali, ma dipende anche dalla pressione sociale che possono esercitare sui politici. Questi ultimi passano molto tempo con i ricchi. E quando i ricchi sono minacciati di pagare un supplemento di imposta del 3 o 4 per cento sul reddito, i politici ne hanno compassione in maniera assai più acuta rispetto a quando si confrontano con la sofferenza delle famiglie che perdono il lavoro, le case e le loro speranze.

E quando il dibattito sulle imposte sarà concluso, in un modo o in un altro, si può essere certi che quelli che oggi difendono i redditi dell’elite torneranno in carica ed esigeranno riduzioni della spesa sulle pensioni e sui sussidi di disoccupazione. L’America deve operare scelte difficili, diranno; dobbiamo tutti accettare di fare dei sacrifici.
Ma quel “noi”, significa “voi”. Questo sacrificio non riguarda che i poveri (i “piccoli”).

Paul Krugman
Fonte: http://contreinfo.info
Link: http://contreinfo.info/article.php3?id_article=3062
20.09.2010

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SUSABLU

Pubblicato da Davide

  • AlbertoConti

    E’ la nuova “nobiltà”, creata dalla meritocrazia nell’arte di rubare. Riformabile? O l’unica via sarà una “rivoluzione francese” globalizzata?

  • wiki

    taluni ricconi ha sempre confuso i privilegi con i diritti…e quà in Italia non siamo certo da meno…

  • ROE

    L’arricchimento di pochi dipende dall’ignoranza, dalla rassegnazione, dall’acquiesenza e talvolta perfino dalla loro ammirazione da parte di tutti gli altri.

  • backtime

    Vedete, i ricchi sono diversi da voi e da me: hanno più influenza.

    hanno più influenza? peccato allora, che nessuno di loro sia stato colpito dalla suina.

    Fratelli confidiamo con fede alla prossima influenza virale, fosse la volta buona che ce li togliamo all’unisono dai ehmm dai maroni

  • andyconti

    La vedete la faccia di quel personaggio in copertina? Ecco, quella e’ l’evoluzione (o involuzione non so) dell’Homo Sapiens quando segue solo l’odore dei soldi. A me non e’ mai mancato niente materialmente ma non ho mai rinunciato alla dimensione spirituale e per questo mi sono salvato dall’avidita’, artificialita’ e vita vuota. Avere la piscina e’ bello ma certa gente non vuole la piscina in se’, vuole la piscina piu’ grande e poi piu’ grande e poi piu’ grande……..Homo Megalomane…..non so se vi ricorda un certo personaggio delle nostre parti….

  • dana74

    straquoto

  • nomorelie
  • ulrichrudel

    Ciao Backtime,avevo notato la tua mancanza.Dopo tanto scrivere ti sei riposato?.
    Per me ,è tutta la solita manfrina che sposta chiacchiere al vento. Rimanendogli attaccati i vecchi consigliori economici del W.Bush non credo che si sposterà dalla retta via.Risulta per caso che si sono dimessi? SCHWARTZMAN che cognome strano.

  • backtime

    ciao ulrichrudel, riposato? non sia mai!
    questa azione la delego post mortem dove ho deciso di non fare niet’altro che riposarmi.

    Il fatto è che mi prendo troppi impegni e spesso capita che mi si intreccino rendendo il tutto anzichè più fluido, come è prevedibile più complicato, ma meglio così! la vita piatta piace ai salami… ed io mi affretto ma non mi affetto, con qualcosa devo pur sostituire le faticose gioie della montagna.

    SCHWARTZMAN non è un cognome strano, ma ben riconducibile ad una notoria congrega, dove si raggruppano gli arrampicatori sociali facilmente collerosi quanto ricchi di cui parla l’articolo.

    A presto rileggerci caro amico, l’impegno più grande avuto di recente ha avuto termine, quindi posso riversare nuovamente l’interesse all’informazione e conoscenza.

  • caimandelbassopiave

    Fintanto che in ogni Stato, in cui il popolo sia Sovrano, e parlo dei paesi occidentali, permetterà a soggetti PRIVATI (date un’occhiata a chi appartengono le varie quote delle Banche Nazionali. In Italia hanno appena abrogato l’articolo tre dello Satuto della Banca d’Italia, regolarmente inapplicato ora con l’Euro andate a vedere a chi appartengono le quote di maggioranza e da chi è formato il Consiglio di Amministrazione della BCE) di emettere moneta e di controllarne la quantità emessa sul mercato interno ed internazionale tutto il resto sono solo chiacchere che lasciano il tempo che trovano e servono solo a gettare fumo negli occhi.
    In Italia prima dell’Euro, la carta moneta l’emetteva la Banca d’Italia (un consorzio di banche private), il Governatore era di nomina Governativa ma in pratica non aveva nessun potere effettivo, metteva solo la firma sulle banconote di nuova emissione durante il suo mandato. Ora questo potere è stato delegato ad un ente giuridico extranazionale: la BCE con conseguente delega della sovranità Italiana. A questo punto s’impone una domanda:
    Cosa succede con l’emissione da parte di privati? (Bd’I o BCE è la stessa cosa). La banca emette 100 Euro (al costo tipografico di 0,05 euro) e li da allo stato (noi) che dobbiamo restituire 102,e rotti centesimi (capitale ricevuto + interessi). Comunque vada mancheranno sempre i 2 euro e rotti centesimi. Ma non è tutto… Vi rendete conto che con una spesa irrisoria di 0,05 Euro le banche hanno un guadagno (per non usare un altro temine) ENORME!!!! E’ come se un tipografo facesse pagare ad un impresario teatrale non il costo tipografico del biglietto ma il valore nominale alla vendita… E non è finita, la massa monetaria circolante è il 20% (anche meno) delle transizioni finanziarie in corso… e come cigliegina sulla torta esiste la legge sulla riserva frazionaria: se apriamo un conto e “depositiamo” [messo tra virgolette in quanto un deposito non dovrebbe entrare nella disponibilità del custode (banca) cioè lo custodisce… non ne diviene il proprietario] sempre il “centone” abbiamo delle spese per la gestione del conto ed un interesse irrisorio x anno solare, mentre la banca in virtu della legge suddetta lo può prestare per ben 50 volte e magari anche oltre!!! Dopo aver prestato i primi 100 (non di sua proprietà) da dove tira fuori gli altri 4.900?
    L’economia la fanno fumosa per buttarcela…. negli occhi (eufemismo).
    la realtà è di una semplicità sconcertante….
    Con una massa tale di denaro a disposizione a costo praticamente zero, PER LORO ovviamente come non pensare che gran parte dei nostri politici del mondo occidentale sia corrotta? E i pochi che non lo sono? sono degli ingenui che non meritano di stare dove li abbiamo mandati… quei pochi che hanno alzato la testa immaginate dove sono finiti…
    Siamo noi che dobbiamo prendere coscienza che ci stanno facendo pagare le nostre catene da schiavi

  • geopardy

    Hanno tutto in mano loro, le banche, le mulktinazionali, i finanzia,menti per l’economia e così via.
    Cosa pensate che potrà fare la gente senza più un’ideologia seria che dia una possibile alternativa?
    Tenderà a rifugiarsi nella mistica e nella spiritualità, speriamo che alneno questo porti ad un cambiamento dello stile di vita della gente, altrimenti, finchè rimaniamo nel loro mondo, non abbiamo che da inginocchiarci a loro (come per secoli e secoli è successo) e chiedergli clemenza.
    Storicamente, c’è sempre stata una chiesa che ha riportato i buoi nella stalla, saremo in grado di non permetterlo oggi?
    Saremo in grado di far nascere un modello di di vita distaccato dal capitalismo?
    Riusciremo ad estirpare il calvinismo dilagante, fondamento religioso dell’attuale sistema?
    Riusciremo a mandare in pensione definitiva la Chiesa senza ricrearne una uguale?
    Riusciremo a toglierci dalla mediatica fascinazione del “modello sociale vincente”?
    Non sarà per ora, ma un giorno avverrà e dovrà avvenire, è una necessità per riprendere il cammino evolutivo dell’umanità per ora bloccato.
    Questa ideologia-religiosa ha sicuramente prodotto un notevole salto nella percezione del mondo e nell’autopercezione dell’uomo ed ha prodotto un’iniziale rottura, conducendo buona parte degli esseri umani fuori da una millenaria cristallizzazione della società, ma ora sta terminando il suo ciclo e rischia di ricristallizzare essa stessa la società.
    Bisogna andare oltre, ma non è per ora facile sapere dove e come, poichè, hanno fatto terra bruciata di ogni cosa nelle nostre società e ti lasciano la sensazione che null’altro sia possibile.
    Personalmente credo che l’universo sia in continuo divenire e movimento, quindi, ad un certo punto, riuisciremo a percepire il segnale che ci indicherà la strada.
    Per ora ognuno cerchi di apportare un qualche sano cambiamento al suo stile di vita e ad organizzzarsi, in tal senso, con i propri simili.
    Ciao