La brillante verità della ricchezza svizzera: il racket dell’oro

Dalle miniere alle raffinerie: il neocolonialismo e la catena spezzata della responsabilità

La brillante verità della ricchezza svizzera: il racket dell’oro

Di Lea Ghisalberti per ComeDonChisciotte.org

A inizio maggio 2023, la miniera d'oro peruviana Minera Yanaquihua SAC ha preso fuoco portando alla morte di 27 operai. Il pricipale compratore di questa miniera artigianale è la raffineria svizzera Metalor che dal 2020 è uno dei principali collaboratori dell'organizzazione no-profit Swiss Better Gold Association. [1] Questa organizzazione no-profit è stata recentemente lanciata dal governo svizzero proprio per far fronte ai problemi relativi alla catena di approvvigionamento dell'oro che negli ultimi decenni è stata pubblicamente smascherata come moderna forma di colonialismo come nel caso presentato in questo articolo dell'oro togolese.

Presentiamo qui di seguito la traduzione del riassunto esecutivo del rapporto “A golden Racket. The true source of Switzerland’s Togolese Gold” pubblicata da Public Eye nel settembre del 2015. Questo resoconto ha portato alla luce non solo i problemi individuali dei lavoratori delle miniere artigianali ma anche il pericoloso sistema internazionale di deflusso illecito e contrabbando che assicura la continuazione dello sfruttamento e il mantenimento delle disuguaglianze.

***

Da dove provengono le importazioni svizzere di oro togolose, se il Togo (Africa occidentale) non possiede miniere d’oro? Con il supporto di testimonianze e documenti esclusivi, nel settembre 2015 Public Eye ha rivelato che l'oro proviene da piccole miniere artigianali in Burkina Faso, dove decine di migliaia di bambini lo estraggono dal terreno in condizioni pericolose. Il prezioso bene viene poi contrabbandato in Togo, dove un commerciante di Ginevra lo importa e lo vende alla raffineria ticinese Valcambi. Il caso dimostra la necessità di un obbligo di diligenza per le aziende svizzere.

Tra il 2012 e il 2014, la Svizzera ha importato 7.500 tonnellate di oro estratto da oltre 60 Paesi. A livello globale, la Svizzera è uno dei maggiori importatori, raffinando l'equivalente del 70 % della produzione annuale mondiale. Nel 2013, il Consiglio federale ha riconosciuto chiaramente i rischi associati a questa lucrativa industria e ha sottolineato l'importanza di elevati standard di trasparenza e responsabilità aziendale. Tuttavia, gli sforzi per arginare l'afflusso di oro che può essere causa di corruzione, di danni ambientali o violazioni dei diritti umani rimangono embrionali.
Nel febbraio 2014, e per la prima volta dal 1980, il Consiglio federale ha pubblicato le statistiche sulla provenienza dell'oro svizzero. Ogni anno il Paese importa migliaia di chilogrammi di oro, per un valore di milioni di franchi svizzeri, dal Togo, un Paese non produttore. Questo rapporto rintraccia la vera fonte di questo oro "togolese": il Burkina Faso.

In molte delle miniere artigianali del paese, l'oro è estratto in condizioni pessime. Tra il 30% e il 50% della forza lavoro troviamo bambini che, accanto ai loro colleghi adulti, lavorano su turni di 12 ore, giorno e notte. Molti devono maneggiare sostanze altamente tossiche, compreso il mercurio, senza protezione e su base giornaliera. Le disposizioni di sicurezza sono praticamente inesistenti e si verificano frequentemente crolli dei pozzi – a volte fatali. Le malattie legate a questo tipo di lavoro includono malattie respiratorie, malattie polmonari da eccessiva esposizione alla polvere, e lesioni scheletriche da sollevamento di carichi pesanti. L'eccessiva esposizione al mercurio danneggia gravemente tanto l'apparato digerente quanto il sistema immunitario, i polmoni e i reni.

Inoltre, almeno 7 tonnellate all'anno di questo oro artigianale non vengono mai registrate sui libri contabili del Burkina Faso e vengono invece contrabbandate via terra a Lomé, in Togo. Tra i principali intermediari commerciali burkinabé che hanno il controllo di questo commercio illecito troviamo SOMIKA, di proprietà di El Hadj Adama Kin-do, un potente uomo d'affari locale. SOMIKA nega qualsiasi illecito. Una volta a Lomé, l'oro viene acquistato da Wafex Sàrl, una filiale di un agglomerato di società poco appariscenti di proprietà di una famiglia libanese Ammar Group. Wafex, che a sua volta, esporta l'oro in Svizzera tramite la filiale ginevrina di Ammar Group, MM Multitrade SA, dove finisce in una delle quattro grandi raffinerie svizzere: la Valcambi SA. Valcambi raffina e vende le barre o i lingotti, accreditando il valore equivalente in once di oro sul conto di MM Multitrade SA presso la Arab Bank di Ginevra.

La motivazione dietro questo commercio illecito è semplice: gli intermediari commerciali burkinabé evitano di pagare le tasse di esportazione di 500 FCFA (circa 0,9 CHF) per grammo d'oro (oltre a tutte le altre tasse aziendali sui grammi scambiati e sui relativi profitti), mentre il Gruppo Ammar si avvantaggia dei generosi tassi di esportazione del Togo che sono dieci volte più economici di quelli in Burkina-Faso. Queste attività hanno costato allo Stato burkinabé almeno 3,5 miliardi di FCFA (6,47 milioni di CHF) nel 2014 - una somma equivalente a un quarto dell'aiuto totale inviato dalla Svizzera al paese nello stesso anno.

La corsa all'oro del Burkina Faso nei primi anni 2000 aveva portato speranza, vedendo nel settore minerario il mezzo per ridurre la povertà in un paese classificato come il settimo meno sviluppato al mondo. Il settore dell'oro artigianale intensivo rimane una fonte cruciale di occupazione per circa 1,2 milioni di abitanti rurali del paese. Tuttavia, come mostra questo rapporto, le persone vedono ben poco dei ricavi; al contrario, i profitti si accumulano nelle tasche private, arricchendo un'elite locale e internazionale.

Nel frattempo, in Svizzera, Valcambi, che trae profitto da questo commercio sporco, si compiace perfino delle sue "norme etiche, morali e sociali". Nei suoi rapporti di conformità, la raffineria sostiene di agire "in stretta conformità con" le linee guida dell'OCSE per la diligenza dovuta nelle catene di approvvigionamento responsabili di minerali provenienti da aree colpite da conflitti e ad alto rischio, nonché il Supplemento sull'oro, e la Responsabile guida dell'oro del London Bullion Market Association (LBMA). Afferma di avere gli "standard di tracciabilità più elevati" lungo tutta la sua catena di approvvigionamento e per ogni singolo lotto di materiale lavorato. Eppure, continua ad acquistare e raffinare oro proveniente da miniere gestite secondo quello che l'Organizzazione Internazionale del Lavoro definisce "le peggiori forme di lavoro minorile".

Questo rapporto svela le gravi carenze - o forse punti ciechi deliberati - nella diligenza dovuta in materia di diritti umani della raffineria e negli sforzi per tracciare la vera origine dell'oro che raffina. Il vuoto incolmabile tra le dichiarazioni ufficiali di Valcambi in merito alle linee guida dell'OCSE e della LBMA, e le sue procedure di conformità quotidiane, verificate da KPMG, rivela che queste assomigliano più a una strategia di pubbliche relazioni che a un vero impegno. Inoltre, illustreremo come queste operazioni avvengano sotto un controllo minimo da parte dell'amministrazione doganale svizzera che, nelle parole di un funzionario antiriciclaggio, "preferisce non sapere".

La nostra ricerca è iniziata sulla base di una serie di documenti forniti da fonti anonime. Nel corso di nove mesi, abbiamo condotto 45 interviste con funzionari governativi, autorità doganali, consulenti antiriciclaggio, esperti di conformità, organizzazioni non governative (ONG), avvocati, banchieri, minatori d'oro, commercianti, sindacalisti e giornalisti in Svizzera, Togo e Burkina Faso, inclusi cinque lavoratori delle miniere artigianali del paese. Abbiamo contattato tutte le aziende per ottenere commenti: Valcambi e Ammar Group hanno declinato le nostre richieste di incontri e non hanno risposto alle domande inviate via e-mail; Arab Bank e KPMG hanno rifiutato di commentare.

Public Eye non sta chiedendo un boicottaggio dell'oro artigianale proveniente dal Burkina Faso. Tuttavia, in contesti simili, è necessaria la massima vigilanza da tutte le parti, come chiarito dall'esistenza di linee guida specifiche per l'oro e persino per il settore dell'oro artigianale. Tuttavia, nonostante l'esistenza di questi strumenti guida, i controlli sulla loro attuazione sono deboli e le aziende non vengono sanzionate nei casi di violazione. È ragionevole aspettarsi che le aziende conoscano e verifichino ripetutamente la fonte del loro oro, ma, come mostra questo rapporto, le misure volontarie non funzionano.

È tempo di imporre l'obbligo di diligenza per la salvaguardia dei diritti umani alle aziende.

I dettagli del rapporto sono a disposizione online:

https://www.publiceye.ch/fileadmin/doc/Rohstoffe/2015_PublicEye_A_golden_racket_Report.pdf

NOTE

[1]

https://www.bloomberg.com/news/articles/2023-05-10/deadly-peru-mine-is-partner-in-switzerland-s-efforts-to-clean-up-gold-supply

https://www.mining.com/web/deadly-peru-mine-is-partner-in-switzerlands-efforts-to-clean-up-gold-supply/

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Traduzione di Lea Ghisalberti per ComeDonChisciotte.org

Commenti (21)

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    1. SDL 26 giugno 2023

      Mi scusi Lea, ma “hanno costato” non riesco a digerirlo, potrebbe correggerlo?

    1. Roberto Rey 26 giugno 2023

      "Il lingotto green gold Valcambi è uno dei preferiti dagli investitori che cercano oro sostenibile.
      Questi lingotti Valcambi provengono da miniere che aderiscono ai più alti standard ambientali, sanitari e di sicurezza. I lingotti sono completamente documentati e convalidati singolarmente, il che li rende un'ottima scelta per gli investitori attenti all'ambiente. Prodotto secondo i più alti standard dallo storico produttore svizzero di metalli preziosi Valcambi",
      1 oz green 1814 €
      1 oz (non sostenibile) 1794 €
      Quot del momento.

    1. JHON 26 giugno 2023

      Guarda, guarda quanto oro, si può far viaggiare illegalmente, tra un paese e l' altro, senza nessun controllo di sorta da parte di un semplice ispettore delle dogane. Beh, qua da noi le cose funzionano meglio, c'è più serietà, vuoi mettere? Un funzionario delle Dogane lo hanno beccato, assieme al suo sponsor politico, uno ancora influente, tipo il Sindaco multato da Alberto Sordi. Ah! Dimenticavo di dire che il reato di queste indagini non è l'Oro, no, no è solamente un altro settore redditizio come il prezioso metallo, le "mascherine". Affari d'oro per l' appunto, oltre a camici, guanti, respiratori, tamponi, vaxxini, e da questo fiume di "oro" di indaga solamente le mascherine? I Ladri di galline stiano tranquilli, nessuno indagherà per i pennuti in questo periodo. Voglio riallacciarmi a questo discorso, con un episodio che ho esperimentato sulla mia persona. Da neo patentato (50 anni fa) mi recavo settimanalmente a fare il pieno di benzina , nella vicina Svizzera a Chiasso, con uno o più amici, oltre al pieno facevamo anche il pieno di "bionde" il dolce vizio del Tabacco (ora perso, menomale). IL massimo che si poteva importare era di 3 pacchetti, 1 di zucchero, 1 cioccolata, 1 fila di dadi. Però il più delle volte finiva che si portava fuori la "stecca di sigarette" tralasciando il resto. La si nascondeva sotto il sedile e il più delle volte andava a buon fine. Fino a quando una sera, l' amico che viaggiava accanto, presa la stecca se la infilò nei pantaloni ( si, proprio lì) Arrivammo alla Dogana e stranamente un finanziere Svizzero tanto solerte, ci invitò a scendere, per un controllo al veicolo. IL mio amico subito si accese di un bel colore Rosso/bandiera Cina e si autodenunciò, nonostante lo dissuadessi di stare calmo. IL Finanziere, alla vista dello "sfilamento" delle sigarette dal davanti, con cintura slacciata: esclamò: Oh, Signore, pazienza se era un lingotto d'oro, ma mostrare le mutande per una stecca di sigarette, mi sembra da deficienti. Finale: multa da 35 CHF.

    1. LuxIgnis 26 giugno 2023

      Che vuoi che facciano? Tanto se qualcosa viene fuori la colpa è sempre dei "negri" che sono solo scimmie pronte ad azzannarsi l'un con l'altro. Incivili senza regole. Primitivi.

      I "bianchi" chiaramente in questo stato delle cose non ne sanno mai nulla. Non ne hanno responsabilità.

      Lanciano il sasso ma poi nascondono la mano. E tutti contenti, almeno da queste parti. Abbiamo l'oro, i telefonini e tante altre bellissime cose con cui divertirci e non pensare.
      E, la vita è bella...
      E poi si lamentano se questi arrivano in massa e incazzati.

    2. ric 26 giugno 2023

      Il Mahatma Gandhi ha mai capito un cazzo....ha insegnato al suo popolo ad essere remissivo. e non usare la violenza contro gli inglesi.

    3. Giacomo 26 giugno 2023

      Che c'entra Gandhi con gli africani?

    4. ric 26 giugno 2023

      centra solo il fatto che ne gli africani ne gli indiani si sono mai ribellati alle conquiste degli invasori. che siano yenkees , inglesi, ebrei , italiani o francesi ecc... gli invasori hanno tutti un solo scopo..

    5. BrunoWald 26 giugno 2023

      Scommettiamo che i mandanti delle mafie che sfruttano i bambini nelle miniere africane sono gli stessi che finanziano le ong "accoglienti" e i movimenti antirazzisti?
      Questo mondo va osservato e compreso in tutta la sua complessità e perversione, sennò ci sfugge l'essenziale.

      E si finisce col dare la croce addosso al rag. Brambilla che non soltanto è colpevole di essere vissuto "al di sopra delle sue possibilità", come ci spiegano Monti e Draghi, ma è pure uno sporco razzista in quanto vota Lega, in una patetica forma di protesta per il fatto che i negri hanno invaso il suo quartiere.
      Mi pare che bisognerebbe invece chieder conto a quelli come Soros e ai loro mandanti. Fra l'altro, sarebbe interessante verificare la reale identità di coloro che gestiscono questo tipo di traffici: che gruppi economici, quali famiglie... Così, tanto per sapere.

      In quanto agli africani, hanno ben ragione di essere incazzati: ma allora, anziché con l'incolpevole Brambilla, se la prendano con il sig. El Hadj Adama Kin-do, "potente uomo d'affari locale", con gli altri mafiosi come lui e con i politici corrotti che infestano i loro paesi, formalmente indipendenti e sovrani.
      Cecil Rhodes non c'è più da un pezzo: come scusa è obsoleta.

    6. LuxIgnis 26 giugno 2023

      Il sig. ragionier Brambilla se continua a votare Lega, FdI o il PD è coinvolto eccome. Ed è solo un vigliacco che se la prende con i più deboli e vittime. Non importa che siano neri o bianchi basta che non rompano i cojoni.
      A me mi sa che il ragionier Brambilla è un grande paraculo. I suoi interessi se li guarda ben bene.
      Vedi, anche per gli africani non è facile prendersela con i potenti perché lì gli sparano proprio senza problemi. In questo forse sono simili ai Brambilla vari. Forse un po' meno opportunisti visto che il Brambilla il culo al caldo ce l'ha.

    7. sarah 26 giugno 2023

      Eh, però, senza voler fare alcuna polemica, ma questo caspita di Sig. Brambilla avrebbe solo delle colpe? Insomma il suo "culo al caldo" è davvero solo una gentile concessione? Non mi riferisco al singolo, che può apparire inane e persino meschino in alcuni suoi comportamenti, ma all'insieme. Saremo autorizzati a credere che questo "culo al caldo" sia dipeso almeno un po' dal lavoro, dall'abnegazione e dalle rinunzie? Non voglio essere retorica ma un uomo come mio padre, alla mia età, portava a casa tute sporche e lacere per il gran lavoro. Quando dalle due stanzette anguste in cui sono nata ci siamo trasferiti in un luogo "un po' più al caldo" ci hanno fatto un regalo immeritato e basta? Perché, messa così, allora ormai questi Signori Brambilla sarebbero qui solo per prendere botte e pagare per le loro presunte colpe? Anche così non ha senso e se un Signor Sal.Vini oggi si dimostra un grande pi..a, non trovo giusto che la sua mediocrità si riversi immodificata su tutti. Altrimenti si giunge a conclusioni che rassomigliano maledettamente a quelle dei "risvegliati", dei radical chic eccetera. Un conoscente che vive qui nelle mie vicinanze, in campagna, produce frutta: ne ha donata parecchia ad un'associazione che si occupa di distribuirla ai richiedenti asilo africani. Buttata nella spazzatura, si tratta di alimenti che essi non consumano abitualmente e "non sapevano che farsene". Nessuna condanna a priori o superficiale razzismo ma anche la realtà non può essere eccessivamente deformata.

    8. natascia 26 giugno 2023

      Una guerra tra poveri veri e poveri in divenire.

    9. BrunoWald 26 giugno 2023

      "Il sig. ragionier Brambilla se continua a votare Lega, FdI o il PD è coinvolto eccome."

      Pienamente d'accordo, li sta avallando.
      Il problema di Brambilla, come dell'africano, è che votare o non votare all'atto pratico fa lo stesso.

      Non condivido invece la tua passione per i giudizi sommari. Anzitutto, sono sempre di meno gli italiani con il culo al caldo. In secondo luogo, salvo rare eccezioni tipo Ernesto Guevara, i nostri interessi ce li guardiamo tutti, e non ci vedo nulla di male.
      Terzo, a me sembra un paraculo pure l'africano, che viene a farsi i caxxi suoi sapendo benissimo di poter contare sulle storture del sistema.
      Infatti, bisognerebbe vedere chi è il più debole: se il clandestino indocumentato che se ne fotte delle regole, o il povero ragioniere, tenuto per le palle in mille modi dallo stato.

      Ti faccio solo un esempio, per amor di discussione:
      A) Brambilla, esasperato, aggredisce il bigliettaio, l'impiegato del comune o magari un poliziotto.
      B) il "reo" non è Brambilla, ma un africano.
      Secondo te, a quale dei due farebbero rimpiangere d'essere nato?

    10. serizzo 27 giugno 2023

      ke esempio del menga

    11. BrunoWald 27 giugno 2023

      Davvero?
      Pensa all'italiano buttato fuori dal treno, o dall'ufficio pubblico, o multato alla fermata dell'autobus perché privo del lasciapassare verde... Immagina che perda le staffe e passi alle vie di fatto contro il miserabile di turno.
      Gli rovinerebbero la vita.

      Sai quanto gliene frega invece alla "risorsa" di eventuali denunce, anche nel caso ipotetico che fossero note le sue generalità...

    12. LuxIgnis 27 giugno 2023

      Sarà che di sig. ragionieri Brambilla ne ho conosciuti parecchi e non mi sembrano questa grande cosa. D'altronde ne abbiamo visti parecchi di questi signori nel periodo del Covid rivelarsi per quello che sono.

    13. LuxIgnis 27 giugno 2023

      Bah lo hai detto tu che bisogna prendere una posizione, giusto? E allora io prendo sempre la posizione degli ultimi. E il sig. Brambilla non è fra gli ultimi. Poi quando il sig. Brambilla capirà e farà uno sforzo di vedere oltre la punta del proprio naso dove sta il vero nemico e di quanto ne sia compartecipe avrà tutte le mie simpatie.
      Al momento io ho visto i Brambilla comportarsi come bestie durante il periodo Covid e non ho tanta voglia di dargli la mia comprensione.
      Poi difendessero quello che gli pare tanto hanno perso e mi spiace ma la colpa è anche loro. Se invece di accettare e avallare tutte le porcate che hanno fatto nel mondo del lavoro e sociale - non devo fare un elenco! - pensando che in quel modo gli sarebbe venuto in tasca qualcosa (per quello lo hanno fatto), ora ci troveremmo in una situazione diversa anche sul profilo dell'immigrazione che potrebbe essere risolto abbastanza facilmente.
      Ma è una vecchia storia, gentaccia che non ha un neurone funzionante che viene sfruttata e ne è contenta, sempre dalla parte degli oppressori mai degli oppressi. E ora vogliono fare gli oppressi?
      Ma andatevene a quel paese, su!

    14. JHON 27 giugno 2023

      in questo caso il signor Brambilla , può essere anche il noto professionista di Perugia che assieme alla moglie ha deciso di accogliere nel piano superiore della sua abitazione un cittadino del Camerun. Alla scadenza della proroga dell' ospitabilità temporanea, il camerunese, che si era fatto raggiungere da moglie e figlia, ha aggredito i padroni di casa, sostenendo la tesi (ora in mano ad Avvocati) che non avendo altri posti per soggiornare, ha acquisito il diritto ad occupare l' abitazione.
      Notizia ripresa da www.Imolaoggi.it 2023/06/24

    15. BrunoWald 27 giugno 2023

      Ben gli sta al noto professionista, che probabilmente è un elettore del PD!

      Fra l'altro un uomo, in casi del genere, si sarebbe procurato una mazza da baseball; un pigliainculo, invece, ricorre agli avvocati. Poi si sorprendono che le donne non li rispettano...

      Il camerunese ha tutta la mia simpatia, perché tratta un pirla come merita, e soprattutto perché ci offre una dimostrazione di come andranno le cose quando loro saranno la maggioranza. Ma anche prima.

      PS: rettifico, un uomo per prima cosa non metterebbe sé e la moglie in quella situazione. La violenza è spesso un estremo rimedio alla propria stupidità.

    16. BrunoWald 27 giugno 2023

      Immagino che quell'"andatevene" era un artificio retorico, perché in caso contrario ti informo che non mi considero affatto un oppresso e disprezzo ogni forma di vittimismo.

      Credo che mi hai proprio frainteso: io non difendo Brambilla, che spesso è un covidiota, come osservi giustamente, nonché un pigliainculo che non mi ispira particolare solidarietà.

      Ho detto che la narrativa degli oppressori racconta a Brambilla che deve tenersi i clandestini perché se arrivano è colpa sua, che si fa tre pasti al giorno mentre i poveri africani soffrono la fame.
      Al ché io rispondo (poco elegantemente, lo ammetto): 'stocazzo!
      La colpa ce l'hanno Lord Rothschild, Mr Rockefeller, e gli altri fetentoni pari loro che accumulano miliardi sulla pelle dell'umanità: perciò i vagabondi se li prendano nelle loro immense proprietà terriere, e provvedano al loro mantenimento.

      United Colors of Benetton!

      So bene che ormai si tratta di una battaglia perduta, appunto perché Brambilla è un pigliainculo, e la mia non è altro che una posizione di principio: come dicevo, bisogna schierarsi.

      PS: a te degli "ultimi" non te ne fotte nulla, tu odii semplicemente i tuoi vicini e la società in cui sei nato, il ché mi pare legittimo: hai diritto di schierarti anche tu.

    17. LuxIgnis 27 giugno 2023

      No era riferito ai Brambilla.

      Vedi esistono due tipi di Brambilla. Il "razzista" (per semplificare) che è quello che vota Lega e in fin dei conti si sente superiore ai neri ma come una volta lo era verso i terroni o quant'altro. Specie di me*da. Pieno di interessi fino al midollo e che non gliene frega niente degli altri. Opportunista, quello che "mi son fatto da solo" e menate del genere. Egoista.
      Poi c'è il Brambilla "anima pia" che è quello che vota il PD. È accogliente verso gli immigrati ma poi non glie ne frega niente se sul suo telefonino ci sono minerali che sono andati a scavare dei bambini, oppure che i pomodori che compra al supermercato li abbiano raccolti gli immigrati per due euri. Lui si pulisce la coscienza dando 1 euro al supermercato al poveraccio di turno. In realtà non è molto differente dal altro Brambilla: menefreghista, non ci pensa nemmeno un attimo a risolvere veramente il problema. Accogliamoli ma possibilmente lontano da casa propria.

      I Brambilla son questi qui. No hanno la mia simpatia.

      P.S. Sbagli a me degli ultimi mi è sempre fregato, ho sempre ascoltato le loro storie, e non ho mai giudicato. Solo che non faccio distinzione tra chi mi è vicino e chi mi è lontano. Che sia italiano, africano o cinese, o di Marte.
      So che vuol dire la povertà, la disperazione, l'essere senza speranza e la rabbia che ti cova dentro. E l'indifferenza dei Brambilla. Tutte queste cose le so. Le ho vissute.
      Sai perché li preferisco? Perché hanno ancora un'anima, mentre i Brambilla e tanti altri su quella riga un'anima non ce l'hanno più.
      Non mi interessa che siano brave persone, non mi interessano le brave persone, mi interessano quelli che hanno un'anima.
      Ho conosciuto tante persone e non ho pregiudizi verso nessuno compreso i Brambilla, ma quelli che mi hanno toccato l'anima sono stai spesso gli ultimi. Credo di essermi spiegato.

    1. sbregaverse 26 giugno 2023

      C'è qualcosa che di lunedì mi prende,
      ma non è certo la voglia di commentare.

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