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L' IMPREVEDIBILITA' DEL CASO E LA FALLACITA' DEGLI ARGOMENTI

DI TOUFIC EL ASMAR
aspoitalia.blogspot.com

Sono anni ormai che il mondo capitalista post moderno in particolare, e l’intero pianeta in generale, sta vivendo una serie di eventi straordinari che stanno mettendo a dura prova tutte le sue sicurezze di supremazia finanziaria, tecnologica, sociale, filosofica e ambientale. Questo ventunesimo secolo sta sperimentando l’evolversi incredibile di una serie dei “cigni neri” (ref. Il cigno nero: Come l’improbabile governa la nostra vita, edit. Il Saggiatore, 2008) che continuano a verificarsi e susseguirsi senza interruzione.

Secondo Taleb un “Cigno Nero è un evento isolato e inaspettato, che ha un impatto enorme, e che solo a posteriori può essere spiegato e reso prevedibile”; ossia un evento “a bassissima probabilità, e altissimo potenziale di danno” (Federico Rampini, La Repubblica).Nassim Taleb, nel suo libro scrive: “Un singolo evento è sufficiente a invalidare un convincimento frutto di un’esperienza millenaria. Ci ripetono che il futuro è prevedibile e i rischi controllabili, ma la storia non striscia, salta. I cigni neri sono eventi rari, di grandissimo impatto e prevedibili solo a posteriori, come l’invenzione della ruota, l’11 settembre, il crollo di Wall Street e il successo di Google. Sono all’origine di quasi ogni cosa, e spesso sono causati ed esasperati proprio dal loro essere imprevisti. Se il rischio di un attentato con voli di linea fosse stato concepibile il 10 settembre, le torri gemelle sarebbero ancora al loro posto. Se i modelli matematici fossero applicabili agli investimenti, non assisteremmo alle crisi degli hedge funds”.

Il Giappone è un Paese molto interessante è stato ampiamente studiato e analizzato da tanti saggisti, come ad esempio nel suo libro “Collasso” Jared Diamond, dimostra la vulnerabilità del Giappone come società a rischio di estinzione ma ci informa anche della loro capacità di capire e di trovare quelle soluzioni capaci di farli sopravvivere a lungo, infatti egli scrive: “L’intero globo è oggi un tutt’uno autosufficiente e isolato, come lo erano un tempo l’isola di Tikopia e il Giappone dell’era Tokugawa. Come fecero i tikopiani e i giapponesi, anche noi dobbiamo capire che non esiste nessun’altra isola (nessun altro pianeta) cui potremmo rivolgerci per chiedere aiuto, o sulla quale potremmo esportare i nostri problemi. Anche noi, come questi popoli, dobbiamo invece imparare a vivere nei limiti dei nostri mezzi”.

I Giapponesi hanno sempre capito che il “big one” prima o poi si sarebbe manifestato, e si sono sempre preparati ad affrontare tale evento. Però nello stesso tempo la fame capitalista e tecnologica, ha spinto tale paese a dotarsi di 55 Centrali nucleari. Malgrado ciò la domanda energetica giapponese fa si che questo paese dipenda ancora per il 75% dal petrolio, e che il governo giapponese debba investire sulla costruzione di ulteriori 40 centrali (libro bianco giapponese). Oggi il Giappone ha una strategia energetica di lunga durata ma dimostra che comunque questa non basta, proprio perché è un’ Isola, fortemente urbanizzata, e altamente energivora.

La Catastrofe di ieri è un perfetto esempio di “Cigno Grigio”, sempre secondo Taleb, un Cigno Grigio è un Cigno Nero di cui si ha un’idea generale della probabilità che si verifichi, ed i cui effetti sempre sovversivi sono stati ridotti grazie all’adozione di politiche ed azioni di prevenzione (come appunto hanno fatto i Giapponesi). Tuttavia anche il cigno grigio rimane un evento ad alta probabilità catastrofica: il mix terremoto (8.9 scala Richter, seguito da altri di scala più bassa ma altrettanto devastanti) e Tsunami era un evento probabile per i Giapponesi ma non atteso, ed è soltanto grazie al loro impegno nel trovare le soluzioni capaci di limitare i danni o addirittura evitarli che il numero delle vittime (tragico comunque) sia rimasto limitato; la maggior parte dei danni e dei morti è stato causato dal micidiale tsunami e dalla forma geografica di Sendai (territorio piatto e basso). Tuttavia non tutto in Giappone ha retto, una diga che cede portando all’annientamento di un villaggio intero, alcuni palazzi che crollano, il deposito carburante che si incendia, ma soprattutto l’emergenza nucleare di Fukoshima e qui tornano i nodi al pettine.

Gli argomenti dei nuclearisti super-convinti sono fondamentalmente tre, le centrali nucleari:

– Non emettono CO2
– Coprono il GAP energetico dovuto alla crisi del petrolio
– Sono sicurissime

Tutti tre questi argomenti sono fallaci, le analisi del ciclo di vita di una centrale nucleare (LCA) mostrano che le emissioni di CO2 e altri gas climalteranti sono presenti e verificati soprattutto durante la prima fase (estrazione, trasporto, costruzione delle pompe, sistemi elettronici, sistemi idraulici, spostamento terra, installazione impianti, ecc …) tale argomento è simile a quello spesso usato contro il fotovoltaico.
Non esiste oggi un Paese al Mondo possessore di centrali nucleari che sia stato capace di ridurre il GAP energetico dovuto alla crisi del Petrolio e alle sue necessità energivore. Cina, Giappone, USA, Francia ecc … ne sono un grandissimo esempio. Tutti erano partiti con la convinzione di poter risolvere la loro dipendenza dal petrolio costruendo tante centrali nucleari (in Giappone sono circa 55 centrali di diversa grandezza), tuttavia ancora oggi continuano a dipendere fortemente sia dal petrolio che dal gas.

Le centrali nucleari attuali, contrariamente a quella di Chernobyl, sono sicure? Probabilmente si, ma realmente non lo sono. Proprio perché è soprattutto sulle Centrali Nucleari che la teoria del “Cigno Nero” o del “Cigno Grigio” è fortemente applicabile e ciò dovrebbe invitarci alla prudenza: La probabilità che un evento qualsiasi possa portarci ad un nuovo disastro nucleare esiste ed è sempre alta in quanto un qualsiasi evento pur essendo a bassissima probabilità, il suo potenziale di danno è altissimo e estremamente costoso. Il rischio di catastrofe nucleare a Fukoshima esiste, intanto sono due le centrali che non riescono a raffreddare il reattore, una delle quali ha già avuto un’ esplosione ed un incremento delle radiazioni; riporto dal Corriere della Sera online di oggi “… l’esplosione sarebbe stata molto più potente delle iniziali stime, al punto che si sarebbe polverizzata la gabbia di esterna di contenimento di uno dei reattori. Il tetto e parte delle mura dell’edificio sono crollate e alcuni operai sarebbero rimasti feriti”. Eppure si tratta di Centrali a prova di sisma.

Mi permetto un ultimo argomento a sfavore delle Centrali Nucleari. Il reattore nucleare deve essere raffreddato e questo si fa prima di tutto con l’acqua (i refrigeranti sono costosissimi e vanno bene per le emergenze come è il caso di Fukoshima”. Si stima che un impianto da 1000 Megawatt (Caorso era da 830 Megawatt) richiederebbe per il raffreddamento quasi un terzo dell’acqua che scorre nel Po a Torino.

L’Italia non è immune da “Cigni Neri” e non è nemmeno capace di prevenire o minimizzare gli impatti di un evento “considerato improbabile” cioè non è capace di trasformare un cigno nero in un cigno grigio. Questo è un motivo in più per riflettere ed essere molto cauti.

Dr. Toufic El Asmar
Fonte: http://aspoitalia.blogspot.com
Link: http://aspoitalia.blogspot.com/2011/03/limprevedibilita-del-caso-e-la.html
14.03.2011

Pubblicato da Davide

  • AlbaKan

    “I cigni neri sono eventi rari, di grandissimo impatto e prevedibili solo a posteriori, come l’invenzione della ruota, l’11 settembre, il crollo di Wall Street e il successo di Google. Sono all’origine di quasi ogni cosa, e spesso sono causati ed esasperati proprio dal loro essere imprevisti. Se il rischio di un attentato con voli di linea fosse stato concepibile il 10 settembre, le torri gemelle sarebbero ancora al loro posto. Se i modelli matematici fossero applicabili agli investimenti, non assisteremmo alle crisi degli hedge funds”.

    • A sentire il sig. Nassim Taleb sembra che tutto sia una casualità…
    • Il crollo di Wall Street fa parte dei “cicli economici” (sic!)
    • L’11 sttembre è il frutto di un attentato islamico imprevedibile (sic!)
    • E strumenti criminali come gli hedge funds, non sono stati creati a tavolino (ri-sic!)
    • Per il resto dell’articolo, nulla da contestare, ma la citazione sopra lascia un pò desiderare…
  • Tonguessy

    Un singolo evento è sufficiente a invalidare un convincimento frutto di un’esperienza millenaria
    Che lo vada a raccontare da un’altra parte. Qui, nonostante Torquemada e la famosa scritta sui muri di Auschwitz (Dio un giorno dovrà darmene spiegazione) c’è ancora chi si siede sullo scranno più alto della Cristianità.
    E comanda.

  • vic

    “Gli argomenti dei nuclearisti super-convinti sono fondamentalmente tre, le centrali nucleari:

    – Non emettono CO2
    – Coprono il GAP energetico dovuto alla crisi del petrolio
    – Sono sicurissime”

    Questo e’ un appunto scritto di controvoglia perche’ sono stufo marcio di sentire sta balla colossale dell’effetto serra causato dal CO2. Anche l’estensore dell’articolo sembra essere convinto di una simil panzana mai dimostrata. Lo reitero in una frase che dice tutto: l’effetto serra e’ dovuto per il 95% al vapor d’acqua o a goccioline d’acqua in sospensione nell’atmosfera, il ragazzino che passa via sotto la finestra le chiama nuvole.

    Adesso veniamo al solito argomento da marketing usato da BigUranium: le centrali non emettono CO2. Sottinteso, il CO2 e’ il responsabile di un terribile riscaldamento (che non c’e’, non nell’ultimo decennio). Bene signor BigUranium, le torri di raffreddamento emettono vapor d’acqua, che come detto sopra, e’ responsabile per il 95% dell’effetto serra. In piu’ e’ vapor d’acqua caldo! Ancora in piu’, le centrali, essendo essenzialmente termodinamiche, per produrre un 35-40% di elettricita’ buttan via il 60-65% in calore. Cioe’ l’ambiente lo scaldano direttamente, senza bisogno di un intermediario che il nostro demonizza nell’innocente CO2.

    Se fate un po’ di ricerca nel web vi accorgerete che il nucleare all’uranio e’ una tecnologia quasi obsoleta. Ma sono in particolar modo i paesi non occidentali ad accorgersene in modo proattivo. Chi sta investendo sforzi nel nucleare al torio? L’India, la Cina e pure il Giappone, quatto quatto, sta facendoci un pensierino. Al torio e’ un modo di dire spiccio perche’ come al solito le cose sono un po’ complicate da spiegare. Non per nulla ci sono diverse scuole di pensiero ingegneristico. La strada piu’ promettente del nucleare alternativo conosciuto basato sul ciclo del torio sembra essere quella del reattore liquido, in inglese noto con l’acronimo LFTR (Liquid Fluoride Thorium Reactor). Non e’ la strada scelta dall’India. Ma fu la strada scelta a suo tempo dagli esperti dell’Air Force USA, i quali realizzarono ad Oak Ridge, quasi di soppiatto dal Pentagono, tali reattori che funzionarono per qualche anno senza inconvenienti particolari.

    Imboccare oggi la strada nucleare, come minimo significa studiarsi i pro (tanti) ed i contro (pochi) dei reattori basati sul ciclo del torio. E’ tempo che qualche giornalista si dia una mossa, se vuol fare veramente informazione.

    Non dimentichiamo pero’ che qualunque forma di energia concentrata e’ sempre un problema in caso di catastrofe. Lo e’ il petrolio che esce in mare, lo e’ la bombola di gas, lo e’ un’auto che si schianta ad alta velocita’, lo e’ una diga che crolla, lo e’ l’alta tensione se ci si cade sopra, e via discorrendo.

    Niente pero’ e’ paragonabile come danno potenziale totale (da cigno nero) al nucleare basato sull’uranio 235+238. Quando si parla di scorie che durano miliardi di anni e si sente un politico affermare che “garantisce lui, verranno stoccate in modo sicuro”, non resta che fare come il barbuto contadino appenzellese, che tirando un sbuffo di pipa, gli sbuffa in faccia un sorriso di sana e semplice incredulita’.
    Il nostro barbuto sa che sono cavolate da presunto effetto serra anche gli allarmismi da verdi di citta’ sui peti delle mucche, per cui lascia che le sue mucche continuino a digerire come loro confa’ e come hanno sempre fatto. Le sue mucche lui non le tratta come fanno nel Wisconsin, dove la mammella e’ quasi piu’ grande della mucca per via dell’elettrostimolazione. Ecco dove va a finire la corrente elettrica, anche nel rendere ipertrofica una mammella, che, vogliamo scommettere, produce un latte peggiore di quello del primitivo barbuto appenzellese che sbuffa con la pipa senza essere Popeye. Oh fra un po’ dovra’ andare a votare in piazza per alzata di mano il suo nuovo governo; il landamano, deve ancora pensarci su’ se fidarsi di quello o no. Questi sono lussi che possono permettersi in pochi, nemmeno gli esportatori di democrazia li hanno, si dice sorridendo sotto i baffi prima di lavarsi le mani in una fontana dove scorre l’acqua limpida, il nostro buffo barbuto sbuffeggiante nel suo dialetto che sembra ostrogoto (o visigoto, mah).

  • terzaposizione

    In Germania,che si prende ad es. come serietà e professionalità,15anni fa hanno predisposto una minera di salgemma come deposito per scorie a medio-bassa radioattività: ” sraà sicuro per millenni”.
    Nel 2008 hanno scoperto allagamenti nelle gallerie ed una costante infiltrazione d’acqua che con il tempo provocherà crolli, costo previsto per mettere in sicurezza (estrarre migliaia di fusti) diversi miliardi.E stiamo parlando di bassa radioattività perchè per le scorie ad alta nessun sito è stato ancora predisposto in tutta Europa.
    Da noi, dopo aver riempito la Somalia di scorie radioattive, si è capito che affondare navi a perdere è la miglior soluzione.
    Povero Tesla, era meglio se si facceva i fatti suoi.

  • irtimood

    Intanto è confermata la suzione del nocciolo: Terremoto in Giappone: confermata la fusione del nocciolo a Fukushima.

    Per quanto riguarda Taleb, la sua teoria è ineccepibile finchè si parla di finanza, calza a pennello anche sul nucleare, sulla geopolitica però fa proprio la figura del frescone. Ne “il cigno nero” insiste talmente tanto sull’11 settembre come esempio di imprevisto inevitabile ed inconcepibile che viene quasi da pensar male….

  • irtimood
  • antsr

    C’è anche da non dimenticare che per la costruzione di tutta una centrale iniziando dai singoli pezzi, giù giù fino ai trasporti dei materiali viene emessa tanta di CO2 come se questa fosse una centrale a carburante fossile, ma con l’aggravante della sua bassa efficienza rispetto a queste. (sic)

  • Truman

    Questa teoria del cigno nero non mi ha mai convinto. Si inserisce nella tradizione di una scienza ingenua buona solo per i mass media di oggi e i vidioti che li seguono.

    L’idea sarebbe che la scoperta di un cigno nero falserebbe tutta la nostra visione del mondo basata sui cigni bianchi. E’ empirismo naif, unito alla scienza ingenua di Popper, filosofo che piace solo a chi non capisce un tubo di scienza e di filosofia. (Non per nulla lo hanno fatto baronetto).

    Molti secoli fa i primi empiristi venivano criticati, dicendo che vediamo sorgere il sole ogni giorno per abitudine, ma un giorno il sole potrebbe decidere di non sorgere e gli stupidi empiristi resterebbero di sasso.

    Spiegava bene Hans Reichenbach che la scienza non si limita a spiegare il passato, ma essa è un complesso sistematico di conoscenze in grado di prevedere il futuro, in particolare essa è capace di prevedere anche eventi apparentemente inaspettati. Oggi siamo non solo capaci di prevedere a che ora sorgerà il sole, ma prevediamo le eclissi e le comete, grazie alle leggi della gravitazione. E se la meccanica di Newton è stata affinata da Einstein, essa comunque ha contribuito a questa capacità di leggere il futuro.

    E Imre Lakatos aveva probabilmente ragione nell’affermare che una teoria scientifica può essere abbattuta solo da un’altra teoria. Non basta un cigno nero o fucsia, o di altro colore, per abbattere una teoria scientifica.

  • fefochip

    L’ottimista proclama che viviamo nel migliore dei mondi possibili; il pessimista teme che possa essere vero.
    James Branch Cabell

  • Tonguessy

    Il realista chiede: ma voi li avete visti tutti, ‘sti mondi possibili?