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L’ ERESIA DELLA GRECIA OFFRE UNA SPERANZA

DI JOHN PILGER
johnpilger.com

“Nel mondo in via di sviluppo, un sistema di selezione imposto dalla Banca Mondiale e dal Fondo monetario internazionale ha da tempo stabilito se la gente vive o muore.”

Mentre la classe politica della Gran Bretagna fa finta che il suo matrimonio combinato tra Panco Pinco e Pinco Panco sia la democrazia, l’ispirazione per il resto di noi è la Grecia. Non c’è da stupirsi che la Grecia non venga presentata come un faro, ma come un “paese spazzatura” ottenendo la meritata punizione per il suo “settore pubblico obeso” e la “cultura delle scorciatoie” (the Observer). L’eresia della Grecia è che la rivolta della gente comune offre una speranza autentica a differenza di quella elargita dal signore della guerra alla Casa Bianca.

La crisi che ha portato al “salvataggio” della Grecia da parte delle banche europee e del Fondo Monetario Internazionale è il prodotto di un sistema finanziario grottesco già di per sé in crisi. La Grecia è il modello in miniatura di una moderna lotta di classe che raramente è stata riportata come tale e viene portata avanti con tutta l’urgenza del panico tra i ricchi dell’impero.

Ciò che rende la Grecia diversa è che nel suo passato c’è invasione, occupazione straniera, il tradimento da parte dell’Occidente, la dittatura militare e la resistenza popolare. Le persone comuni non sono intimorite dal corrotto corporativismo che domina nell’Unione europea. Il governo di destra di Kostas Karamanlis, che ha preceduto l’attuale governo Pasok (Labourista) di George Papandreou, è stato descritto dal sociologo francese Jean Ziegler come “una macchina per il saccheggio sistematico delle risorse del Paese”.

La Federal Reserve Board degli Stati Uniti sta investigando sul ruolo della Goldman Sachs e di altri gestori di hedge fund americani che hanno scommesso sul fallimento della Grecia mentre i beni pubblici venivano liquidati e i ricchi evasori fiscali depositavano 360.000.000.000 di euro nelle banche svizzere. I più grandi armatori greci hanno trasferito le loro aziende all’estero. Questa emorragia di capitale continua con l’approvazione delle banche centrali europee e dei governi.

All’11 per cento, il deficit della Grecia non è superiore a quello americano. Tuttavia, quando il governo Papandreou ha cercato di prendere prestiti al mercato dei capitali internazionali, è stato efficacemente bloccato dalle agenzie americane di rating aziendale, che hanno “declassato” la Grecia a “spazzatura”. Queste stesse agenzie hanno assegnato rating tripla-A per miliardi di dollari in titoli cosiddetti mutui sub-prime accelerando così il crollo economico del 2008.

Quello che è successo in Grecia è un furto di portata epica, anche se di entità sconosciuta. In Gran Bretagna, il “salvataggio” di banche come Northern Rock e Royal Bank of Scotland è costato miliardi di sterline. Grazie all’ex primo ministro, Gordon Brown, e alla sua passione per gli istinti di avarizia della City di Londra, questi doni fatti con i soldi pubblici sono stati senza condizioni, mentre i banchieri hanno continuato a pagarsi i premi che chiamano bonus. Sotto la politica monoculturale della Gran Bretagna, possono fare come vogliono. Negli Stati Uniti, la situazione è ancora più eclatante, riferisce il giornalista investigativo David DeGraw, “[mentre le maggiori banche di Wall Street] che hanno distrutto l’economia pagano zero tasse e ricevono 33 miliardi di dollari in rimborsi”.

In Grecia, come in America e Gran Bretagna, alla gente comune è stato detto che deve ripagare i debiti dei ricchi e dei potenti che li hanno generati. Lavoro, pensioni e servizi pubblici devono essere tagliati e bruciati, mentre i corsari sono in carica. Per l’Unione europea e il Fondo monetario internazionale, si presenta la possibilità di “cambiare la cultura” e smantellare il benessere sociale della Grecia, così come il FMI e la Banca mondiale hanno “strutturalmente modificato” (impoverito e controllato) paesi in tutto il mondo in via di sviluppo.

La Grecia è odiata per le stesse ragioni per le quali la Jugoslavia doveva essere fisicamente distrutta con la scusa di proteggere le popolazioni del Kosovo. La maggior parte dei greci sono impiegati dello Stato, e i giovani e i sindacati formano un’alleanza popolare che non è stata sottomessa; i carri armati dei colonnelli sul campus dell’Università di Atene nel 1967 rimangono un fantasma politico. Tale resistenza è un’anatema per i banchieri centrali europei e considerata come un ostacolo al bisogno del capitale tedesco di conquistare mercati a seguito della riunificazione della travagliata Germania.

In Gran Bretagna, è stato grazie alla propaganda trentennale di una teoria economica estrema conosciuta prima come monetarismo e poi come neo-liberalismo, che il nuovo primo ministro può, come il suo predecessore, esprimere le sue richieste che la gente comune paghi i debiti di imbroglioni sebbene “fiscalmente responsabili”. Le innominabili sono la povertà e la classe. Quasi un terzo dei bambini inglesi restano al di sotto della soglia di povertà. Nella classe operaia della città di Londra, nel Kent, l’aspettativa di vita maschile è di 70 anni. A due chilometri di distanza, a Hampstead, è 80. Quando la Russia è stata oggetto di una simile “terapia d’urto” negli anni ’90, l’aspettativa di vita scese in picchiata. Un record di 40 milioni di americani impoveriti attualmente ricevono buoni alimentari: cioè, non possono permettersi il cibo.

Nel mondo in via di sviluppo, un sistema di selezione imposto dalla Banca Mondiale e dal Fondo monetario internazionale ha da tempo stabilito se la gente vive o muore. Ogni volta che le tariffe e i sussidi alimentari e il carburante vengono eliminati dal diktat del FMI, i piccoli agricoltori sanno di essere stati dichiarati sacrificabili. L’Istituto per le Risorse Mondiali (World Resources Institute) calcola che il bilancio raggiunge 13-18.000.000 di bambini che muoiono ogni anno. “Questo”, ha scritto l’economista Lester C. Thurow, “non è metafora, né similitudine di guerra, ma la guerra stessa”.

Le stesse forze imperiali hanno utilizzato terribili armi da guerra contro i paesi colpiti nei quali la maggior parte sono bambini e hanno approvato la tortura come strumento di politica estera. Si tratta di un fenomeno di negazione per cui a nessuna di queste aggressioni ai danni dell’umanità, in cui la Gran Bretagna è impegnata attivamente, è stato permesso di influire sulle elezioni inglesi.

La gente per le strade di Atene, non soffre di questo disagio. Sanno perfettamente chi sia il nemico e loro si considerano, ancora una volta sotto l’occupazione straniera. E ancora una volta, stanno insorgendo, con coraggio. Quando David Cameron inizierà a tagliare 6.000.000.000 di sterline dai servizi pubblici in Gran Bretagna, significherà che sta contrattando perchè quello che accade in Grecia non accada in Gran Bretagna. Dovremmo dimostrare che ha torto.

Versione originale:

John Pilger

Fonte: http://www.johnpilger.com/

Link: http://www.johnpilger.com/page.asp?partid=576

20.05.2010

Versione italiana:

Fonte: http://ilupidieinstein.blogspot.com/

Link: http://ilupidieinstein.blogspot.com/2010/05/l-della-grecia-offre-una-speranza.html

20.05.2010

Traduzione a cura di DAKOTA JONES

Pubblicato da Davide

  • marcopa

    La crisi greca puo’ servire a rendere evidente e far conoscere come l’ Unione Europea sia basata su una teoria e una prassi economica di parte, neoliberista,che vede un ruolo eccessivo della BCE e un ruolo secondario della politica. Una prassi e una teoria che agevolano la grande finanza e i grandi capitali (che possono essere anche, ma non solo, legati alle grandi imprese) e hanno diminuito, e vorrebbero diminuire anche in futuro, diritti e reddito dei piu’ deboli,dalla classe media all’ ultimo. L’ esito della partita e’ imprevedibile,il ruolo che avranno la destra europea e la piccola sinistra radicale europea e’ abbastanza scontato. Il grosso della sinistra ha sempre accettato questa impostazione della Unione Europea che penalizza gran parte del suo elettorato. Riuscira’ a nascondere ancora questa contraddizione ? Se questa contraddizione saltera’ fuori in maniera evidente cosa succedera’ nella sinistra,nei sindacati, nei lavoratori dipendenti,nel ceto medio,in tutta la parte della popolazione non benestante ?

  • redme

    …..moratoria dei debiti, nazionalizzazione delle banche, monopolio statale del commercio estero……furono i primi atti economici della Rivoluzione Russa …..io aggiungerei anche qualcosina della Rivoluzione Francese…

  • amensa

    finalmente un post ch efa giustizia della bufala imperante.
    quando una “famiglia” vain malora , perchè dissipatrice, incosciente, ecc… si da la colpa agli usurai chel’hanno finanziata.
    questo post rimette finalmente le cose a posto, addebitando ad una classe rapace e antisociale la responsabilità del degrado economico, che poi lascia ai poveracci il compito di saldare i propri furti.
    fosse una volta tanto una buona lezione per chi pensa che questa sia solo la storia di qualche “sfortunato”.
    è una storia ch estanno vivendo, a vari gradi di decomposizione, praticamente tutte le nazioni.
    l’anestesia economica, consistente nel dare a tutti le briciole, per permettere ai pochi di spolpare gli stati, è una tecnica in corso dappertutto.
    è il “sistema” tanto esaltato in auge in tutto l’occidente.
    è il sistema che concede a debito, e poi, ad un certo punto, presenta il conto a quelli che, non accorti, si sono fidati e sono restati a pagare il conto.
    chissà se questo articolo indurrà finalmente ad un minimo di riflessione ?
    auguri.

  • AlbertoConti

    Dice bene marcopa, il grosso della sinistra nasconde la testa nella sabbia, ascolta ancora i suoi vecchi guru, chiaramente tutti schierati dalla parte del grande capitale totalitario e parassitario. Se per i leader, di quello che è ormai un cadavere della sinistra storica, si può ancora porre la pietosa domanda “ci sei o ci fai?”, per la “base”, leghisti compresi (che non sono neppure in grado di cogliere differenze ideologiche), non è più lecito dubitare della qualità morale, quella del coglione.

  • bstrnt

    Mica male! …. ma forse è l’unica cosa sensata!

  • bstrnt

    John Pilger è sicuramente uno dei più grandi e intelligenti giornalisti e saggisti esistenti, in grado non solo di raccontare i fatti come veramente stanno, ma anche individuare le cause e proporre delle soluzioni (per quanto troppo avanzate per poter essere capite in pieno).
    Magari non sarebbe male mandare le nostre scimmie (Minzolini, Belpietro, Feltri, Ferrara, Facci, Fede & Co) a scuola da lui, chiissà che invece delle solite “tornaccontazioni” non riescano in qualche modo fare anche del giornalismo.
    Ricordo che per primo Pilger, nei lontani anni 80, tuonava contro quei parassiti del genere umano che rispondevano ai nomi di Reagan e Thatcher, e a ragione, visto che proprio dall’operato di queste zecche deriva lo sconquasso attuale.
    Questa è la guerra moderna, combattuta con i capitali e con l’arma della speculazione e brigantaggio finanziario; una guerra che 20 anni orsono ha avuto ragione dell’URSS (visto che con le armi non era proprio il caso), ora sta travolgendo l’occidente che credeva di essere l’unico a poter imbracciare queste armi ….. intanto i russi, che hanno imparato la lezione, come nel buon adagio cinese, siedono sulla riva del fiume e stanno attendendo il passaggio del cadavere del loro vecchio nemico.
    In un pianeta dove le risorse sono sempre meno disponibili e manca l’intelligenza per gestire questa crisi sistemica, sopravviverà solo chi saprà dotarsi di un welfare forte e sostenibile! …. altro che privatizzazioni selvagge ….