KENNEDY, L'ARGENTO E LA FED

KENNEDY, L'ARGENTO E LA FED

DI BIX WEIR
24hgold.com

Il 4 giugno 1963, il presidente John Kennedy firmò il decreto esecutivo N° 11110 che rendeva al governo americano il potere di emettere moneta senza passare per la Federal Reserve. Il decreto di Kennedy dava al Tesoro il potere di «emettere certificati sull'argento contro qualsiasi tipo di argento in lingotti, argento o anche dollari d'argento del Tesoro.» Ciò significava che per ogni oncia d'argento nelle casseforti del Tesoro americano, il governo avrebbe potuto mettere in circolazione una nuova moneta. Questo solo decreto avrebbe potuto distruggere la morsa che le banche avevano sul sistema monetario e rimetterci sulla strada della prosperità con una moneta sana.

Kennedy è stato assassinato il 22 novembre 1963 e nel luglio 1965 Lindon B. Johnson ribaltò la politica monetaria di Kennedy ritirando dalla circolazione tutti i dollari in monete d'argento. Quando successivamente Nixon pose fine alla copertura in oro del dollaro nel 1971, la strada alla svalutazione completa del dollaro era aperta.Titolo originale: "Kennedy, l’argent et la FED"


Fonte: http://www.24hgold.com

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04.06.2010


Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di A.C.


VEDI ANCHE: JOHN F. KENNEDY CONTRO LA FEDERAL RESERVE

Commenti (59)

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    1. kirby77 16 giugno 2010

      "Ma la moneta realmente esistente quant'è? Facciamo il conto: sono i 20 euro in contanti che la banca A ha messo in riserva, più i 980 euro in contanti che la banca B ha dato allo Stato in cambio del titolo (in realtà non paga in contanti, ma facciamo per semplificare) = i 1000 euro iniziali. "

      No, Bubba, fai un errore, Guru ha sì dato i 980 prestatigli dalla banca al commerciante che li ha depositati alla banca B che ci ha comprato titoli...ma dimentichi che questi non sono gli stessi 980 "sottratti" al conto di Operaiomantici, quelli che vanno rimessi in quel conto sono i 980 che Guru deve ancora rendere alla banca A che gleli ha prestati.
      dunque il denaro circolante ora è:
      1000 sul conto nella banca A di Operaiom.(i 980 prestati a guru lì sono tornati quando li ha restituiti)
      980 depositati dal commerciante nella banca B
      = 1980

      non capisco poi perchè nel tuo esempio aggiungi il particolare della banca B che con i 980 depositati dal commerciante compra titoli, i 980 restano di proprietà del commerciante la banca non può comprarci niente, casomai può prestarne il 98%(e si ricomincia con altra creazione di denaro dal nulla).

    1. kirby77 16 giugno 2010

      "La moneta viene emessa tramite prestito per controllare l'offerta monetaria. Proprio perchè è "prestata", deve essere restituita, quindi ritorna indietro."

      C'è qualcosa che non torna in questo tuo ragionamento Bubba, se la Banca Centrale emette moneta (stampandola) e la presta, quando questa le viene restituita la BC ha realizzato un guadagno;
      all'inizio di questo ciclo aveva solo un pezzo di carta e un pò di inchiostro del valore di pochi centesimi, alla fine si ritrova in mano una banconota, magari da 100 euro.
      Mi pare difficile negare che ci habbia guadagnato...

    1. operaiomantici 12 giugno 2010

      Se ti piace fare la somma tra denaro e credito allora la devi fare completa, anche i 1000 iniziali nascono da un debito, quindi 1000-1000=0. Allora diciamo che non esistono?


      E se il credito che io vanto con l’amico ha le caratteristiche per essere riconosciuto ed accettato nel cosiddetto mercato, allora anche quel credito è diventato nuovo denaro. Dire che non è denaro perché è controparte di un debito significa dire che nel sistema occidente non esiste moneta circolante, perché tutto il denaro è nato da un debito.


      Trasformare un debito in denaro lo fa tipicamente una banca e non certo un privato.


      Sommare direttamente denaro e debito corrispettivo da risultati fuorvianti, perché non sono esattamente l’uno il negativo dell’altro: con il debito entra in gioco il fattore temporale e l’incertezza di (non) essere onorato. Se chiedo in prestito 10.000 euro alla banca contemporaneamente divento debitore di 10.000 euro, quindi 10.000-10.000=0. Ma questo non vuol certo dire che sono tornato a casa senza denaro. Quel denaro da quel momento esiste ed è reale, e rimane e in circolazione finche non lo restituisco. E se poi all’atto della restituzione la banca concede un nuovo prestito a qualcun’altro, allora vi è una condizione “cronica” di denaro aggiuntivo in giro.
      E non è detto che il denaro rientri davvero (vedi mutui usa) quindi in quel caso il denaro creato dal nulla rimane in circolazione.
      Ma ovviamente la parte più tragica sono gli interessi. Sicuramente è tutto legale, ma creare denaro, prestarlo e richiederlo con interessi è onestamente inaccettabile.




      “I soldi per pagare gli interessi ci sono, perchè i debiti non sono richiesti tutti in una volta, e intanto il denaro circola. Immagina una pista da formula 1 di 6 Km. La ferrari farà 100 giri, quindi 600 Km. Ma quanto era lunga la pista? 6 Km.
      Fai finta che la pista sia il denaro disponibile (6 Km) e che i 100 giri siano i debiti (600 Km). La ferrari sei tu, l'economia: con 6 Km a disposizione sei riuscito a percorrere 600 Km. Così è per il sistema economico. Con tot euro a disposizione si possono ripagare i debiti di ciascuno. “




      I soldi ci sono solo se il banchiere spende tutto quello che ha “guadagnato” (senza fare nulla) con gli interessi per acquisire beni dal cosiddetto mercato. Ma così la gara finisce presto perché la pista, la ferrari, la tuta, il casco, …diventa tutto di proprietà della banca.

    1. alvise 11 giugno 2010

      "Questo si può cambiare, aumentando gli obblighi di riserva"



      { e bravo!come fai, visto che il consiglio delle banche centrali, è formato dagli stessi soci?Vorresti dirmi che sarebbero disposti a mollare la gallina dalle uova d'oro?Nel 1957 le banche erano tenute a tenere in riserva il 25% del deposito, nel 1970 erano scese al 15% circa, fino ad arrivare ad oggi, scesa al 2%.Quando dici che non è vero che le banche possono prestare fino a 50 volte il 2%, o quello che hanno in cassa, "non è vero", non è un argomento, scusami ma è un po' poco}

      "e costringendo la banche a prestare di meno."



      { mi piacerebbe, ma purtroppo si ingenererebbe un altro problema.Le aziende medio-grandi, avrebbero difficoltà a ricevere finanziamenti congrui.In realtà si dovrebbe comunque obbligare le banche a finanziare, visto che basilea2 non è mai stata attuata, o comunque "ai soliti noti".Ma questo è un'altro discorso non in tema }

    1. Bubba 11 giugno 2010

      E' la stessa cosa, non capisci. Se operaiomantici prestava i 980 euro ad un amico, aveva 20 liquidi e 980 in crediti. I crediti li usava per comprare il titolo di Stato. Vuol dire che adesso il suo amico deve restituire il prestito non più ad operaiomantici, ma allo Stato. E lo Stato allo stesso tempo deve restituire questo credito ad operaiomantici.

      Quindi in giro ci sono i 980 euro liquidi in possesso del suo amico, più i 20 liquidi di operaiomantici, più i 980 euro di crediti ricevuti dallo Stato. In totale sono 1980, esattamente come prima. Solo che in questo caso non c'è nessuna banca A o B a fare da intermediario.

      Se fai il conto viene:

      980 (contanti amico)
      + 980 (credito Stato)
      + 20 (contanti operaiomantici)
      + 980 (titolo operaiomantici)
      - 980 (debito amico)
      - 980 (debito Stato)
      = 1000 euro

      E' la stessa cosa.

      Per quanto riguarda i 1000 iniziali, non sono falsi. Tu li usi per comprare valore, per esempio un terreno, un fazzoletto di terra. Quando la banconota ritorna alla banca centrale, cosa ci ha guadagnato quest'ultima? Tu hai la terra, essa ha un pezzo di carta. Chi ci ha guadagnato? Dirai che quella banconota vale soldi per comprare altro valore, ma la banca centrale non usa le banconote per acquistare valore, le usa per fornire contante all'economia, non si appropria di nulla perchè quando le banconote rientrano alla banca centrale, rientrano e basta. Capolinea. Il banchiere centrale non userà quei soldi per comprarsi la lamborghini, li terrrà in banca, e li tirerà fuori solo se il mercato ha bisogno di moneta. La moneta entra ed esce, proprio come un deposito. Gli interessi sono riversati allo Stato. E la proprietà delle banche centrali è pubblica in gran parte del mondo, quindi se la banca centrale si appropria di qualcosa, di ricchezza, in definitiva è lo Stato ad appropriarsene, quindi noi.

      I soldi per pagare gli interessi ci sono, perchè i debiti non sono richiesti tutti in una volta, e intanto il denaro circola. Immagina una pista da formula 1 di 6 Km. La ferrari farà 100 giri, quindi 600 Km. Ma quanto era lunga la pista? 6 Km.

      Fai finta che la pista sia il denaro disponibile (6 Km) e che i 100 giri siano i debiti (600 Km). La ferrari sei tu, l'economia: con 6 Km a disposizione sei riuscito a percorrere 600 Km. Così è per il sistema economico. Con tot euro a disposizione si possono ripagare i debiti di ciascuno.

      Siccome la moneta è emessa a debito, il debito esisterà sempre, ma non è mai lo stesso, si sposta da una persona all'altra. Quando hai saldato il tuo debito, ci sarà un altro che lo contrarrà, e così via.

    1. operaiomantici 11 giugno 2010

      Se la banca A presta 980 euro a guru2012, operaiomantici ha sempre quei 1000 a disposizione per fare acquisti (se li spende con un bonifico vanno a chi li riceve, quindi continuano ad esistere). Pertanto in circolazione ce ne sono 1000 + 980, con 980 creati elettronicamente in questa fase dalla banca A. Quel denaro vale perché è accettato, e il supporto fisico (cartaceo o informatico ) non fa differenza.


      Se operaiomantici comprava lui direttamente il titolo di stato, in circolazione rimanevano solo 1000 euro, quindi non è la stessa cosa che la banca A ne abbia creati altri 980.




      “La moneta "creata" dalle banche commerciali è una moneta virtuale, rappresentativa di crediti e debiti verso qualcuno.”

      .........

      “Quando i debitori ripagano i propri debiti, la moneta torna in banca, cancellando la moneta virtuale creata. E si ritorna alla situazione iniziale. “




      Questo vale anche per i 1000 di partenza! Anche quelli in origine sono stati creati da una banca (centrale) ed emessi in cambio di un debito che qualcuno (non necessariamente il portatore, ovvero in questo esempio operaiomantici che li ha ricevuti) dovrà restituire con gli interessi! Il denaro è sempre un debito: se è una banconota il debito è verso la banca centrale, se è elettronico (un numero su un pc) è un debito verso una banca privata (le monete non sono un debito, ma sono in quantità trascurabile). Quindi dire che esiste realmente solo la moneta senza debito significa che la moneta reale non esiste.


      Pertanto sono falsi anche i 1000 iniziali (ma non certo per colpa di operaiomantici:))


      Dal punto di vista dello stato quindi non cambia nulla, lui riceve sempre del denaro (cartaceo o elettronico) nato dal nulla, da ripagare con gli interessi!


      Inoltre se per ogni 1000 euro in circolazione (in qualunque forma) ci sono 1000 euro di debiti come si fa a trovare i soldi per gli interessi? Non ce ne sono abbastanza! Quindi succede che o qualcuno fallisce e la banca ne acquisisce i beni, o man mano che la banca riceve le rate usa quello stesso denaro (creato sempre precedentemente dal sistema bancario, che quindi ritorna in circolo) per acquisire altri beni, come titoli di stato, azioni di aziende, opere d’arte, proprietà immobiliari (suppongo abbiate visto sedi di banche in palazzi storici nei centri di importanti città)…. in un modo o nell’altro è sempre la stessa cosa, il sistema bancario si impossessa di ricchezze senza aver fatto nulla per meritarlo.

    1. Bubba 11 giugno 2010

      "peccato però che, alla scadenza, dallo stato pretenderà gli interessi, che non darà di certo al suo cliente."

      Una piccola percentuale di quei soldi in realtà la deve accreditare al cliente. Quello che rimane è il guadagno della banca, che serve a coprire le spese, perchè dopotutto essa fornisce un sevizio, che comporta dei costi.

      "Rimane però il fatto che, con quel 2% che ha nella cassa (sempre da esempio di bubba), può prestare fino a 50 volte la detta percentuale, cioè virtuali, senza averli veramente."

      No, la singola banca non può prestare fino a 50 volte quei soldi, è il sistema bancario nel suo complesso a farlo, cioè migliaia di banche. Nel mio esempio ce n'erano solo due, per semplificare.
      E poi non è esatto che non li ha "veramente". Se tu hai 100 euro, e 90 li presti a qualcuno, tu continui ad avere 100. Avrai cioè 10 liquidi, e 90 crediti. Se vai comprare un televisore da 100 euro, pagherai coi 10 liquidi e con i 90 crediti, che non hai "veramente", cioè non ce li hai lì. Semplicemente giri al negoziante il tuo credito. E' questo la moneta bancaria: circolazione di crediti e debiti. Se presti i tuoi soldi a qualcuno, ti privi della possibilità di usarli per il consumo. La moneta bancaria ti permette di usarli anche quando li hai prestati, e lo fa semplicemente tenendo il conto dei crediti e dei debiti. E questo non è un problema perchè la moneta contante, circolando, passa da persona a persona saldando i debiti prima o poi, e finchè si usa la moneta bancaria al posto di quella liquida non ci saranno problemi coi pagamenti.
      Praticamente la moneta bancaria velocizza gli scambi economici. Se si usasse il contante sarebbe tutto più lento. Quindi le transazioni si fanno con moneta bancaria per risparmiare tempo, però dopo qualche tempo arriva anche il denaro contante. Arriva in ritardo, ma arriva.

      Il problema, lo dice anche Paolo Barnard (che è sicuramente più informato di me), c'è quando l'economia di produzione rallenta e non riesce più a sostenere il giochetto:

      La riserva frazionaria crea moneta virtuale che serve al funzionamento del credito, ma quella moneta si auto cancella ogni volta che rientra nelle banche. La matematica della riserva frazionaria dà alla fine del ciclo di depositi, prestiti e riserve sempre la cifra originaria da cui si è partiti. Se il prestito originario era 200, alla fine della creazione di 1000 virtuali si torna però sempre a 200. Il danno della riserva frazionaria può esserci nel momento in cui è l'economia di produzione che rallenta, e non sostiene più la liquidità in circolo, ma questa è un'altra storia. (Barnard)

      Vedo che però contesti il fatto che il sistema bancario possa guadagnare gli interessi su tanti prestiti. Questo si può cambiare, aumentando gli obblighi di riserva e costringendo la banche a prestare di meno. Ciò diminuirà la velocità degli scambi economci, però allo stesso tempo avrà fatto diminuire i profitti dei banchieri. Si può fare, anche Lino Rossi lo propone. Però è lecito. Insomma, l'esempio di prima è uguale anche se ci aggiungi gli interessi, non cambia niente. Chiedi anche a Lino Rossi.

    1. alvise 11 giugno 2010

      non sono d'accordo con Bubba, perchè mi pongo alcune domande, in merito alla sua esposizione.La prima è: è vero che acquista i bond con i soldi (ma non lo sa) del suo cliente, peccato però che, alla scadenza, dallo stato pretenderà gli interessi, che non darà di certo al suo cliente.Si dirà che è ovvio, dato che la banca ha delle spese.Vero.Rimane però il fatto che, con quel 2% che ha nella cassa (sempre da esempio di bubba), può prestare fino a 50 volte la detta percentuale, cioè virtuali, senza averli veramente.Si dirà che però ha i bond come garanzia.Vero.Ma basta fare i conti e si evince facilmente quante volte moltiplicherà il suo guadagno.E' lecito anche questo?Chi mi da una risposta ai mie dubbi?Grazie

    1. alvise 11 giugno 2010

      non sono d'accordo con Bubba, perchè mi pongo alcune domande, in merito alla sua esposizione.La prima è: è vero che acquista i bond con i soldi (ma non lo sa) del suo cliente, peccato però che, alla scadenza, dallo stato pretenderà gli interessi, che non darà di certo al suo cliente.Si dirà che è ovvio, dato che la banca ha delle spese.Vero.Rimane però il fatto che, con quel 2% che ha nella cassa (sempre da esempio di bubba), può prestare fino a 50 volte la detta percentuale, cioè virtuali, senza averli veramente.Si dirà che però ha i bond come garanzia.Vero.Ma basta fare i conti e si evince facilmente quante volte moltiplicherà il suo guadagno.E' lecito anche questo?Chi mi da una risposta ai mie dubbi?Grazie

    1. Bubba 10 giugno 2010

      Dico che non sono d'accordo e che non è così.

      Facciamo un piccolo esempio molto semplificato.

      Operaiomantici riceve lo stipendio, 1000 euro in contanti, e li deposita nella banca A. La banca A quindi gli apre un deposito di 1000 euro. Dei contanti ricevuti da Operaiomantici, la banca ne mette 20 in riserva; gli altri 980 li presta a Guru2012 (sempre in contanti), che li spende subito da un commerciante. Il commerciante porta il suo nuovo gruzzolo alla banca B, creando un nuovo deposito.

      La banca B con questi soldi acquista un titolo di Stato (che in realtà costa qualcosina in più).

      Riepilogo:

      Depositi (crediti dei correntisti verso la banca):
      Operaiomantici = 1000 euro
      commerciante = 980 euro
      totale depositi = 1980 euro (aumento di moneta da 1000 a 1980)

      Ma la moneta realmente esistente quant'è? Facciamo il conto: sono i 20 euro in contanti che la banca A ha messo in riserva, più i 980 euro in contanti che la banca B ha dato allo Stato in cambio del titolo (in realtà non paga in contanti, ma facciamo per semplificare) = i 1000 euro iniziali.

      Ci si rende conto che i soldi di Operaiomantici sono passati di mano in mano, nei seguenti passaggi: prestito a Guru, pagamento a commerciante, deposito in banca B, e prestito a Stato.
      Quindi, di fatto, la banca B non ha creato denaro, ma ha comprato il titolo con 980 dei 1000 euro di operaiomantici... solo che lui non lo sa.
      Se il titolo, invece che la banca, l'avesse comprato operaiomantici, sarebbe stata la stessa cosa. Dire che il debito è una truffa è come dire che operaiomantici è un falsario che si è stampato i soldi.

      Le banche fanno questo: intermediazione dei capitali. Raccolgono capitali, e poi li collocano a chi ne ha bisogno. La moneta "creata" dalle banche commerciali è una moneta virtuale, rappresentativa di crediti e debiti verso qualcuno. E' usata come una moneta a tutti gli effetti perchè è ancora più comoda che portarsi dietro i contanti, e amplifica l'economia, cioè aumenta la circolazione. E' contata insieme alla base (i contanti) nell'offerta monetaria perchè di fatto è usata per gli scambi.

      I soldi per comprare il titolo esistevano a tutti gli effetti. I 1980 di depositi (soldi posseduti dai correntisti) sono controbilanciati dai crediti delle banche (debiti di guru e dello Stato, i quali devono ripagare i soldi ricevuti in prestito). Quando i debitori ripagano i propri debiti, la moneta torna in banca, cancellando la moneta virtuale creata. E si ritorna alla situazione iniziale.

      Esempio: la moneta "creata" dalla banca è espressa in "depositi". Quando operaiomantici deposita i soldi "veri", la banca li presta creando nuovi depositi, quindi aumenta la moneta bancaria.
      Quando i debitori ripagano i prestiti ricevuti, i soldi con i quali saldano il debito provengono da altri depositi, che quindi sono diminuiti (esempio: il commerciante preleva i 980 euro dal suo conto per comprare qualcosa da Guru. Guru usa quei soldi per ripagare il prestito. Ma il deposito del commerciante si è cancellato, quindi è stata "distrutta/cancellata" moneta bancaria). E così via, fino alla situazione iniziale.

      Scusa per l'esposizione, ma non sono bravo a spiegare le cose.

    1. guru2012 10 giugno 2010

      Già, ma Bubba che ne dice?

    1. operaiomantici 10 giugno 2010

      Oltre l'85% dei titoli di debito è in mano a banche private, italiane ed estere


      http://www.adusbef.it/download.asp?Id=5114&C=F


      ed è stato acquistato prevalentemente con il denaro creato tramite riserva frazionaria dalle stesse banche private!


      Ed essendo quella l'origine del danaro, cioè creato dal nulla da una banca in cambio di un debito, nulla varia se tra gli acquirenti dei titoli ci sono anche risparmiatori privati o aziende. Il denaro è "falso" all'origine, e tale rimane per quanto circoli e passi di mano in mano.


      Così paghiamo tasse e assistiamo alla demolizione del sistema pubblico per un debito che è una immensa truffa.

    1. guru2012 10 giugno 2010

      grazie per la pazienza Bubba, cercherò di rimettere in fila il ragionamento e masticarlo un po'. Ciao.

    1. Bubba 10 giugno 2010

      Gli interessi servono a pagare le spese di produzione. Se fosse direttamente lo Stato credo che dovrebbe chiederli lo stesso per pagare i costi. Ma in realtà è già così in gran parte del mondo: per esempio la Banca centrale dell'Inghilterra è dello Stato, ed esplica la politica monetaria. La sola differenza è che è indipendente dal governo, un po' come la magistratura.

      Gli interessi sulla moneta non sono un problema, perchè essi sono rimessi in circolazione. La Fed americana guadagna 29 miliardi l'anno di interessi. Con essi paga i costi, e il rimanente (circa 20 miliardi) lo versa allo Stato. Quindi è come se gli interessi non si pagassero, perchè dopo che li hai pagati te li ridanno. E' un debito non oneroso.

      La moneta viene emessa tramite prestito per controllare l'offerta monetaria. Proprio perchè è "prestata", deve essere restituita, quindi ritorna indietro. A quel punto la Banca centrale guarda quanta moneta è rimasta in circolazione: se ce n'è troppa, si tiene i soldi; se ce n'è poca rimetterà di nuovo in circolo i soldi, prestandoli. Così è possibile controllare la quantità di moneta in circolazione a seconda dei bisogni dell'economia.

      Di più non so dirti perchè non sono un esperto. Puoi provare a chiedere a Lino Rossi.

    1. guru2012 10 giugno 2010

      Va bene, ora è più chiaro.
      Un'ultima cosa: se invece la creazione della moneta fosse realizzata direttamente dallo Stato, non si eviterebbe di pagarci sopra un interesse?

    1. Bubba 10 giugno 2010

      "Gli Stati non chiedono soldi alla Banca Centrale, perchè la Banca Centrale non può prestarglieli, è proibito dal trattato di Maastricht." Fammi capire, ma allora il debito pubblico verso chi è contratto?

      Verso tutti gli altri, cittadini, banche, stati eccetera. La Banca d'Italia ha solo circa il 4% del debito pubblico. Lo compera sul mercato secondario, cioè sul mercato dei debiti già esistenti, quindi lo Stato non riceve prestiti quando bankitalia compra il suo debito. Ma come vedi di debito ne compra poco.

      "I soldi di cui dispone la Banca Centrale sono nelle sue riserve. All'occorrenza, ne stampa degli altri. " Ok, ma che vuol dire che all'occorrenza ne stampa altri?

      Vuol dire "quando ce n'è bisogno". Per esempio se l'economia cresce ci sarà più domanda di moneta, allora la banca centrale ne stamperà dell'altra per sopperire al bisogno dell'economia.

    1. guru2012 9 giugno 2010

      "Gli Stati non chiedono soldi alla Banca Centrale, perchè la Banca Centrale non può prestarglieli, è proibito dal trattato di Maastricht."

      Fammi capire, ma allora il debito pubblico verso chi è contratto?

      "I soldi di cui dispone la Banca Centrale sono nelle sue riserve. All'occorrenza, ne stampa degli altri. "

      Ok, ma che vuol dire che all'occorrenza ne stampa altri?

    1. Bubba 9 giugno 2010

      il gold standard non esiste più e le banche centrali emettono moneta senza relativa copertura

      E allora? Non capisco che vuoi dire...

      ...rileggendo i commenti mi sono accorto di un fraintendimento: gli Stati chiedono soldi alla banche centrale per coprire i loro disavanzi di bilancio offrendo a garanzia Titoli di Stato che investitori privati "comperano". Ok. La mia domanda era: dove prende i soldi la banca centrale?

      Gli Stati non chiedono soldi alla Banca Centrale, perchè la Banca Centrale non può prestarglieli, è proibito dal trattato di Maastricht.
      I soldi di cui dispone la Banca Centrale sono nelle sue riserve. All'occorrenza, ne stampa degli altri.

      Tu puoi comprare coi soldi che hai depositato in banca, la banca può usare i soldi dei correntisti. Se la banca vuole usare i soldi prestatile dalla Banca Centrale, non c'è problema: la BC presta alla banca, la banca investe nel titolo, a scadenza del quale incassa indietro la somma originaria più l'interesse. La somma originaria deve essere restituita alla BC, più un interesse. Quindi il guadagno della banca è la differenza tra l'interesse che ha ricevuto dallo Stato e quello che ha dovuto pagare alla BC. L'interesse che incassa la BC viene ceduto allo Stato.

      Non è diverso da quello che fa di solito la banca: essa guadagna interessi su soldi non suoi, ma dei correntisti. In questo caso i soldi erano della BC.

    1. fuser1500 9 giugno 2010

      praticamente, un calderone....

    1. Bubba 9 giugno 2010

      Clicca sul link che ho messo nel mio commento. Ti ritrovi in una pagina del sito "signoraggioinformazionecorretta". Ora scorri in giù fino alla frase:

      "Woodward lo spiega in un saggio nel libro di Grey B. “Federal Riserve System” qui disponibile solo parzialmente."

      Clicca sul link "Federal Riserve System", e sei arrivato. Da lì devi solo andare a pag. 83.

      Non ho messo il link diretto perchè non riuscivo a postarlo.
      ciao

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