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IRAN : LA VITTIMA SILENZIOSA E' LA GENTE

DI KOUROSH ZIABAR
globalresearch.ca

Gli impatti devastanti delle sanzioni economiche sul popolo iraniano

Mentre Stati Uniti e l’Unione Europea si stanno misurando in una gara, che pare non finire mai, per imporre sanzioni all’Iran, il popolo iraniano sta sentendo su di sé tutto il peso più straziante dell’impatto di embarghi troppo pesanti.

Il 31 luglio, la Commissione degli Affari Pubblici Israelo-Americana, ha mandato una lettera a tutti i membri del Congresso degli Stati Uniti, richiedendo un’azione concertata per approvare l’”Atto di Riduzione della Minaccia Iraniana e dei Diritti Umani in Siria” che impone una nuova serie di sanzioni sui settori dei trasporti e dell’energia iraniani.

Il 1 agosto i media hanno riportato che il Congresso ha ratificato l’ Atto e si attende solo la firma del Presidente.

L’Iran è già alla sesta sanzione approvata dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Le sanzioni sono intenzionalmente mirate ad impedire che Teheran acquisisca armi nucleari.

Le sanzioni del Consiglio di Sicurezza dell’Onu istituiscono un congelamento dei suoi patrimoni internazionali, la chiusura di filiali di banche iraniane all’estero, per impedire l’esportazione di strutture militari e nucleari verso l’Iran, un divieto sugli investimenti nei settori del petrolio, del gas e del settore petrolchimico d’Iran, rapporti d’affari con il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, transazioni bancarie e assicurative e restrizioni nei viaggi per alti ufficiali del governo e dell’esercito.

Gli Stati Uniti, Israele e i Paesi dell’Unione Europea, da lungo tempo,  hanno accusato l’Iran di cercare di costruire bombe nucleari, un’accusa che l’Iran ha persistentemente e categoricamente respinto. L’Iran afferma di aver bisogno di energia nucleare a scopo civile per far fronte alla crescente domanda energetica,  specialmente perché l’Iran è un Paese dipendente dai carburanti fossili per la domanda energetica interna e dai ricavi petroliferi per sostenere la sua economia. Gli Stati Uniti e i suoi alleati, in risposta, hanno penalizzato l’Iran con atroci sanzioni economiche per ostacolare l’Iran in qualsiasi possibilità  di conseguire potenziali armi nucleari.

Il 23 gennaio 2012 i Ministri degli Esteri dell’Unione Europea si sono accordati per imporre un embargo petrolifero multilaterale contro l’Iran. L’embargo petrolifero che vieta ai Paesi europei di acquistare greggio dall’Iran è entrato in vigore il 1 luglio.

Quello che dichiarano in pubblico i funzionari occidentali è che le sanzioni servono per punire il governo iraniano e dissuaderlo dall’attivarsi per sviluppare armamenti nucleari. Quello che succede in realtà, invece, è che le sanzioni “intelligenti” sono rovinate direttamente sul popolo iraniano come una tonnellata di mattoni, trasformando la loro vita una iniqua odissea ed in una lotta per la sopravvivenza in una economia in crisi.

Le sanzioni hanno devastato  la vita quotidiana del popolo iraniano facendo arrivare il prezzo di qualsiasi prodotto a livelli vertiginosi, tanto che gli studenti all’estero non possono più ricevere nessun aiuto dai loro genitori in Iran, che non riescono a fare nessuna transazione finanziaria privata internazionale e rendendo estremamente difficile per gli Iraniani ottenere un visto per l’estero. Le sanzioni “intelligenti” includono persino un divieto di importare medicine e generi alimentari da altre Nazioni verso l’Iran.

Nelle scorse settimane, ho tentato di convincere  alcuni dei miei editori di testate politiche americane che certi medicinali essenziali e certi prodotti agricoli non potevano essere inviati  in Iran a causa delle sanzioni. Mi davano torto e dicevano che certe transazioni dovevano avvenire senza provocare danni. Ma ora, credo che abbiano prove sufficienti  e credibili, a conferma che queste dure sanzioni stanno distruggendo la vita quotidiana di poveri, inermi Iraniani che stanno pagando il prezzo dell’ ostilità dell’Occidente e di Israele per il loro governo.

Il 6 maggio, Radio Free Europe / Radio Liberty ha riportato la notizia del quotidiano riformista iraniano Shargh secondo cui l’esportazione di una gran quantità di farmaci vitali verso l’Iran è stata  proibita come previsto dalle sanzioni. Questi medicinali, che l’Iran non è in grado di produrre, includono farmaci per il trattamento del cancro, per problemi cardiaci e respiratori, talassemia e sclerosi multipla.

Anche Hamid Reza Emadi, commentatore politico in Iran, conferma che l’ultimo giro di vite imposto all’Iran solo pochi giorni fa colpisce direttamente la vita dell’ iraniano medio che non ha nulla a che fare con il programma nucleare dello Stato.  Emadi ha dichiarato in un’intervista a Press TV : “Quest’ultima mossa del Congresso USA mostra fino a che punto si è spinta la frustrazione di Washington che ora si appresta ad intensificare la pressione sui civili iraniani impedendo al Paese di importare prodotti agricoli… …. L’Iran è un importatore di cereali e gli Stati Uniti lo sanno: mettendo ostacoli sulle esportazioni cerealicole verso l’ Iran, gli Stati Uniti stanno chiaramente commettendo un crimine contro l’umanità perché queste misure toccano solamente i cittadini iraniani comuni che non c’entrano nulla con il programma nucleare del Paese”.

Ha aggiunto inoltre: “Non dimentichiamoci che non si tratta solo di prodotti agricoli; gli USA stanno applicando massima pressione sulle banche internazionali che fanno affari con l’Iran, cosicché  le compagnie mediche iraniane non posso importare nemmeno alcuni farmaci vitali”

Il Consiglio d’Amministrazione della Società Iraniana di Emofilia ha informato la Federazione Mondiale di Emofilia che  vite di decine di migliaia di bambini sono messe in pericolo dalla mancanza di medicinali idonei, in conseguenza delle sanzioni economiche internazionali imposte alla Repubblica Islamica.

Il Dott. Ron Paul, membro texano del Congresso, ha definito le recenti sanzioni “un atto di guerra”, dicendo che l’Atto avrebbe dovuto essere chiamato  “Atto sull’ossessione contro l’Iran 2012”.

Kourush Ziabari è un frequente collaboratore a Global Research.

Fonte: http://www.globalresearch.ca
Link: http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=32180 
3.08.2012

Tradotto per www.comedonchisciotte.org da EUGENIO BODHIDARMA

Pubblicato da Bosque Primario

  • fernando20

    Ma in che cxxxo di mondo viviamo..? La gente ha perso il senso della riflessione, inutilmente ci nascondiamo dietro il nostro egoismo, delegando dei miserabili frustrati al comando delle nostre società.
    A volte penso che il cancro lo abbiamo nel nostro cervello.

  • albsorio

    La spiegazione di tanto accanimento contro l’Iran è la creazione della borsa indipendente del petrolio iraniano, che venderá in petrolio in monete diverse dal dollaro, questo mina la sicurezza economica del Golem USA, se venisse meno la centralitá del dollaro nel commercio del petrolio gli USA cadrebbero schiacciati da una montagna di debiti. Hanno ucciso per molto meno….. http://europeanphoenix.net/it/component/content/article/7-economia/84–iranparte-la-borsa-petrolifera-di-kishnuovi-interrogativi-sul-dollaro

  • cardisem

    Qualcuno ha rilevato che lo stragista al cinema di Denver è un “ebreo” che per giunta fa parte di un esteso associazionismo ebraico? Se si mette a confronto questo dato che il fracasso mediatico che si scatena appena un presunto islamico torca un solo capello ad un “ebreo”, salta subito agli occhi il controllo totale dell’informazione da parte della rete internazionale dei sionismo…

  • ws

    e’ abbastanza chiaro che “le sanzioni” servono per un ultimo tentavo di ” regime change” facendo leva sul crescente malessere cosi’ indotto nella popolazione.

    Contro questa pressione del BAO ( U$raeliano ovviamente )l’ iran sta rapidamente convertendosi alla “economia di guerra” con una serie di effetti controproducenti per chi ha messo su queste “sanzioni”.

    l’ “economia di guerra” ha infatti sempre questi seguenti effetti;

    1) tagli dei consumi voluttuari , cosa che colpisce maggiormente proprio quella “borghesia” che dovrebbe ( come abbiamo visto nel 2009) essere l’ agente del “regime change”

    2) incremento degli investimenti e dell’ impiego di risorse nei settori strategici

    3) allenamento della popolazione alla guerra

    il risultato netto sara’ quindi una perdita di influenza da parte del BAO sulla societa’ iraniana e un nemico molto piu agguerrito quando presto o tardi, costatato il fallimento di questa ” torzione di braccio” il BAO dovra’ procedere ad un attacco militare diretto.

  • bstrnt

    Purtroppo è il mondo di sempre della feccia fondamentalista puritana.
    Se prima, con il mondo bipolare ai tempi dell’URSS, aveva qualche remora a mostrare il suo vero volto, ora che pensano di essere ancora in regime unipolare, mostrano interamente il problema mentale al quale sono soggetti.
    Ma dal 2000 ad adesso, la Cina è triplicata e la Russia si è risollevata dalla cura mortale dell’ubriacone molesto (Eltsin), quindi il mondo è diventato multipolare.
    Il gioco sporco e criminale, riuscito con la Libia, ora trova sempre più strenua resistenza tra i non allineati, che non sono più i peones di una volta ….
    Chiaramente il pericolo è evidente, degli psicopatici che si credono i bulli del pianetino vogliono con le buone o le cattive dettare i loro desiderata all’intero pianeta, i paesi non vassalli, che ogni giorno diventano più forti, non sono affatto d’accordo … questa situazione purtroppo non è foriera di tempi tranquilli.

  • lucamartinelli

    Io non sarei così preoccupato. C’è qualcuno che ha fatto i salti di gioia alla notizia dell’embargo petrolifero contro l’Iran: la Cina e l’India. Non penso che il popolo iraniano si veda cambiare molto la sua condizione. Il fatto è che, per deleteria cultura-propaganda, siamo tutti eurocentrici. Ma il mondo è grande e ci sono realta’ che ci hanno già sovrastato. Dovremmo preoccuparci per la nostra situazione e della miseria che ci aspetta. saluti

  • geopardy

    Concordo.

    Mentre l’Iran sta crescendo nell’economia globale, nonostante le sanzioni, noi stiamo scendendo a ritmi sostenuti.

    Gli Usa stanno decrescendo continuamente e grazie a trucchi di bilancio riescono a far credere di rimanere in una zona di prosperità.

    L’UE non si capisce neanche se ci sarà tra un decennio, il sentimento sempre più comune è di Disunione Europea (DE).

    Questo frangente è molto pericoloso, perchè per unirci dovrebbero trovare un nemico più credibile dello spread e spesso a questa operazione segue una guerra terribile, che sei costretto a vincere, altrimenti vai ancora a peggio.

    Speriamo che cambino quanto prima ed al meglio le regole economiche, altrimenti, non prevedo un futuro “particolarmente sereno” per noi.

    Ciao

    Geo