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Io non sono razzista, o lo sono ?

DI GILAD ATZMON

gilad.co.uk

Il video qui sopra “I’m Not Racist” è stato fatto del rapper Joyner Lucas . Qualcuno a vederlo potrebbe provare un certo disagio, ma nel giro di pochi giorni è stato visto da 12 milioni di persone.

Il video comincia con un omone bianco che indossa un cappello con scritto “Make America Great Again” che rispecchia quello che pensa ed esprime quello che molti americani bianchi credono sui neri. Nella seconda strofa, la canzone prende una svolta sorprendente – un ragazzo di colore con le trecce da rasta racconta la sua storia e risponde ad una ad una a tutte le generalizzazioni fatte dal bianco.

Perché I’m Not Racist ha incuriosito milioni di spettatori? Perché a differenza degli accademici occidentali, dei media, dei politici e dei progressisti che cercano di reprimere il modo e in cui la gente pensa e in cui si esprime, l’artista qui tenta di rimodellare l’universo, offrendo una prospettiva di unità.

Mentre gli oligarchi e i loro cagnolini che vorrebbero somigliargli ci spingono verso guerre di razza, conflitti religiosi,  interventi che provocano disastri immorali e battaglie sulla identità, la bellezza si concentra sull’universale. L’arte ci mostra la strada per uscire dalla distopia che ci hanno imposto i vari Soros e tutti i loro mercenari della cultura e della politica.

Nella scena finale di  I’m Not Racist troviamo il perdono: Gli uomini bianchi e neri si riconciliano. Quell’omone che faceva il tifo per Trump e il ragazzo di colore si abbracciano. Il legame umano prevale. Proviamo ad allargare un po’ questo discorso.

Non potremmo immaginare che un israeliano e un palestinese si dicano veramente cosa pensano l’uno dell’altro? Credo che potremmo immaginarcelo.  Non potremmo pensare a un musulmano jihadista che ragiona allo stesso modo con un fanatico della guerra globale? Credo che potremmo immaginare anche questo.

Ma che dire di un Goy e di un ebreo? Possiamo immaginare un video dove un Goy grida con tutta la sua rabbia a un ebreo quello che molti Goyim pensano di Israele, del popolo eletto, della Fed, di Goldman Sachs, di Soros, di Hollywood, dell’industria dell’Olocausto e  dell’Holodomor, della Palestina, dell’AIPAC, del CFI, della Lobby, di Weinstein,  di Epstein e di Lord Janner? Un video con questi contenuti riuscirebbe a restare su youtube per almeno una giornata? E dall’altra parte potremmo immaginarci un ebreo arrabbiato in piedi davanti ad una telecamera che ci spiega come vedono la storia gli ebrei? Che ci mostra la visione ebraica del mondo e in particolare come gli ebrei vedono i Goyim? Ci spiegherà cosa intende quando dice  Goyishe Kopf , shiksa  e  Shvartze ? Sospetto che tutti noi già conosciamo la risposta, ma questo in-video non lo vedremo mai, per la stessa ragione per cui nessuno lo ha mai fatto.

Chi si qualifica (politicamente) come ebreo spesso vive fuori dal regno dell’universale. Quando gli ebrei “si oppongono al razzismo”, prima di tutto pensano all’antisemitismo. Anche quando sostengono i palestinesi, li appoggiano guardandoli chiusi dentro un razzismo esclusivo che domina le  cellule politiche ebraiche, come attestano i JVP. Quando combattono per la “libertà di parola su Israele all’interno del partito laburista, si muovono come “voce ebraica per il lavoro e formano un pannello tutto ebraico”.

freedom of speech on on PLS.png

È ragionevole sostenere che la relazione Ebreo/Goy  sia qualcosa di volatile, di sorvegliato e persino presidiato da una varietà di mezzi, comprese le misure  legali.

Il giovane rapper Joyner Lucas attraversa le divisioni nero/bianco perché per lui vivere nel mondo significa vivere in mezzo agli altri. Per raggiungere lo stesso obiettivo, gli ebrei dovrebbero trovare un modo per sbarazzarsi di tutte le tracce del popolo eletto e del loro eccezionalismo. Ed ecco, ancora una volta,  il dilemma ebraico  – se  un ebreo fa questo passo, si allontana dal popolo eletto, diventa un noioso essere umano comune, smette di essere ebreo e diventa un Goyim.

Alcuni ebrei in passato hanno scelto questa strada – si sono fusi con successo – e si sono persi nell’universale.

 

Gilad Atzmon

Fonte: http://www.gilad.co.uk/

Link:  http://www.gilad.co.uk/writings/2017/12/10/im-not-racist-am-i

10.12.2017

Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte comedonchisciotte.org e l’autore della traduzione Bosque Primario

Pubblicato da Bosque Primario

65 Commenti

  1. Lottare contro la misantropia.

  2. Ci andrei molto cauto a tirare in ballo gli universalismi come panacea dei mali che affliggono il mondo dato che sono, a detta di alcuni filosofi, la vera causa della nascita e dell’espansione dei monoteismi, ebraismo compreso. In realtà l’articolo mette in luce più i particolari che gli universali e come i primi possano andare d’accordo rispettando le reciproche diversità. Diversamente gli universali partoriscono i vari Torquemada che non tollerano le diversità, giungendo in troppi casi ad uccidere i particolari.

    • Penso che in realtà l’autore tiri in ballo l’universalismo solo per sottolineare la diversità tra il razzismo in generale e quella del razzismo ed ebrei, constatando che se un goy può smettere di essere razzista, l’ebreo non può…

    • Vale forse la pena di notare che ciò che dicono questi supposti universalismi è qualcosa del tipo: “Ciò che dico io ha valore universale. E io sono meglio di te.” Insomma gli universalismi di solito sono come il medico o il prete, che predicano bene e razzolano male.
      Personalmente non sono contrario a visioni universalistiche (es. la visione enciclopedistica che il sapere è di tutti) ma di solito mi insospettiscono quelli che le predicano. Ad esempio oggi in Italia uno dei maggiori sostenitori di Kant e della sua visione universalistica è il Partito Defunto di Renzi.

  3. Ma Atzmon non è un musicista?
    Potrebbe farlo lui il video.

    Non è vero che se ci fossero stati un palestinese e un ebreo o un antisemita e un ebreo sarebbe stato immdiatamente censurato.
    Ciò che rende subito accettabile il video di Joyner Lucas è che il bianco sta dicendo quelle cose in faccia al nero, a un nero che è un bel ragazzo con l’aria molto dignitosa.
    Dopodiché ovviamente anche il nero o l’ebreo devono aver diritto di parola e con lo “scambio” del dialogo tutto diventa pienamente ammissibile.

    C’è da dire che però il video di Lucas ha un grosso difetto e cioè ha quella tipiche due caratteristiche che definiscono il post moderno:

    1) non denuncia il colpevole (o “i” colpevoli).
    Alla fine c’è la scritta che dice che razza, classe, disuguaglianza della ricchezza sono la nosra rovina.
    Ma non dice che chi ha troppi soldi ossia chi monopolizza il benessere DIVENTANDO QUINDI PADRONE DEL BENESSERE ALTRUI è il nostro nemico.
    Noi dovremmo imparare a odiare e disprezzare chi è troppo ricco.
    Troppo ricco non significa essere molto benestante naturalmente e anzi, la disuguaglianza se mantenuta in una misura limitata è un fattore positivo di sviluppo.
    Ma Lucas ha paura di nominare il nemico finendo per indicare come responsabiliil solito vago “NOI ESSERI UMANI” il che, come è ovvio, equivale a dire: noi sottomessi e oppressi siamo i colpevoli dell’oppressione che ci infligge il nostro nemico.
    Il satanismo dell’oppressione come sostema si realizza alpunto convincendo la vittima che gli abusi sono colpa sua.

    2) si dice che esiste l’oppressione, che ne siamo vittime ma non si nomina “il nemico”.
    Risultato? Il post moderno nondice mai nulla su come fare politicamente per liberarsi da quella oppressione.
    Il post moderno SE LA FA SOTTO all’idea di rivoluzione.
    E oggi la rivoluzione non avrebbe nemmeno bisogno di essere cruenta.
    Basterebbe una generale presa di coscienza di noi in quanto “consumatori” ossia basterebbe che iniziassimo a usare l’arma dell’acquisto o “non” acquisto (il boicottaggio) in maniera coordinata e mirata ai nostri scopi.

    3) ma c’è anche il 3.
    Quali sono i nostri scopi?
    L’unico e solo che possiamo non solo realizzare ma anche immaginare, l’unico che realmente abbia senso nella Storia: lottare per un mondo collettivista in cui il potere non venga identificato con l’unica possibile forma della soggettività.
    Perché il male consiste nella negazione della soggettività dell’Altro mirando a “sussumerlo” ossia a ridurlo a puro mezzo della soddisfazione della soggettività “vincente”.
    Da qui, in un circolo vizioso, al fine di mantenere ognuno la propria posizione di dominio e di tramandarla ai figli, si generano le idee di innatismo e determinismo che a loro volta imolementano fino al parossismo lo schema del dominio e dello sfruttamento di un “centro” che sussume la periferia.
    L soggettività “sussumente”, centrale, unica, dominatrice e sfruttatrice è un serpente che prima o poi divorerà se stesso ossia porterà l’umanità al fallimento della propria missione di realizzazione della Salvezza.

    La soggettività invece può essere plurale, il suo centro non deve essere necessariamente dominante e sfruttatore ma a questo si arriverà solo, appunto, “nominando il nemico” e “dicendo sempre no” alle sue imposizioni sia materiali che culturali che psicologiche, anche quando questo possa apparire irrazionale.
    La razionalità presuntamente “oggettiva”, che inevitabilmente porta al determinismo, all’innatismo e al mangenimento dello status quo, è l’arma principale del “nemico”.
    La nostra identità di ribelli al sistema si deve fondare in primo luogo su un grande “NO” a chi ci vuole imporre di rinunciare alla nostra soggettività per accettare di essere ridotti a funzione della soggettività altrui.

    • Sul punto 2) la vedo difficile: se non hai, non sei, se non sei non scopi. Anche la liberazione della donna è un rinforzo alla cultura dei consumi.

      • Infatti le signore ricche adorano scopare con muratori, camionisti, idraulici, immigrati etc
        La sai lunga tu.

        • Piripi piripi piripi…

          • Mo’ che t’ho detto sta cosa che le donne se trombano pure li poveracci come te nun te fà troppe pippe che alla tua età te parte la pompa.

            PS: “Gnèèè, gnèèè…non si può fare niente…va tutto male…le donne scopano solo coi ricchi…l’emancipazione femminile è una fregatura…non c’è speranza…”

            Sí tesoro poverino, sí…è proprio come dici tu…ora prendi la pasticchina e dormi…su da bravo…

          • non riuscire a vedere il semplice FATTO che la cultura consumista favorisce il benestante anche nel rapporto uomo donna e che generalmente la donna viene attirata da chi ha una posizione una macchina grossa una bella casa e un lavoro ben pagato è o cecità totale o scollamento dalla realtà totale.

          • Secondo me dovresti farti vedere.

          • Fai il bravo che stai sempre a piagnucolare su qualcosa
            Adesso pure che le donne vanno solo con chi ha i soldi che è la frase tipica dello sfigato rassegnato.
            Forza, che la vita è bella.

          • Rinnovo l’invito.

          • Mettiti il cuore in pace e consolati al cesso.

          • @comedonchisciotte-76330c26dea62332de2ca7b4a9ef51ec:disqus @Not_visible_man:disqus la finiamo, per favore?
            Grazie

          • Ok, però glielo dici anche a quall’altro, sí?

          • Per gli sciocchini

            Fatela finita con questi fatalismi da quattro soldi.
            Le donne sono meno cretine e meno interessate di quello che dite voi per consolarvi.
            Anche gli uomini, alla stessa identica maniera, sono affascinati dalle donne ricche e di successo, non c’e alcuna differenza, ma la vita non è solo una lotta di miserabili in cerca di svoltare nella maniera più comoda.
            Forse la vostra lo è ma non pretendete che lo sia anche quella degli altri.

          • DesEsseintes ha scritto: “Anche gli uomini, alla stessa identica maniera, sono affascinati dalle donne ricche e di successo, non c’e alcuna differenza”.

            E’ complicato ma ti sbagli, oooh come ti sbagli.

          • Ti sbagli tu.

            Qui una parte del passo di Petronio, è una schiava che parla

            “Perché ci sono delle tipe che si eccitano solo con la feccia: gli basta vedere un servo o uno stalliere con la veste tirata un po’ su, e si infiammano subito. Altre,
            invece, le mandano in fregola i gladiatori, o un mulattiere impiastricciato di
            polvere, o ancora un attorucolo che si sia fatto un nome calcando le
            scene. La mia padrona è una di queste: lei salta oltre le quattordici file
            dei posti riservati nell’orchestra, per andarsi a prendere in mezzo alla
            gentaglia qualcuno che la faccia andare su di giri”

            Poi, sempre la schiava, continua

            “Finora, a letto con
            un servo non ci sono mai andata, e prego gli dei di evitarmi rapporti
            intimi con gente destinata alla croce. Con tipi come quelli se la vedano
            un po’ le signore bene, che i segni delle frustate se li baciano pure.
            Quanto a me, con tutto che sono solo una serva, se non sono almeno degli equites, non mi ci metto”

            Non banalizzate, è ovvio che il vincente attrae ma la seduzione ha molte vie e soprattutto non esiste solo la seduzione.
            Queste generalizzazioni sulle donne fanno ridere i polli.

          • Sì sì… Petronio, mi’ nonno e le ricche signore che “compravano” i
            gladiatori … Te l’ho detto che vedi troppi film… Va la va la DesEsseintes… Te le “donne di successo” le vedi sulle riviste…

          • Ma dai che sei uno che ha le fisse come i disperati, e gli ebrei, e le donne, e le razze , e il DNA, e l’antievoluzionismo…
            C’era anche il famoso “salto quantico” della letteratura…il telespettatore medio che ci prova orecchiando e ripetendo a pappagallo… 😀
            Sei imbottito di paccottiglia da supermercato che continui a ingollare avidamente.

          • Quello da supermercato sei tu lol. Anzi, da hard discount 😀
            Ps: Stai al tuo posto, uomo d’elite 😀

          • Abbassa la cresta come si conviene a un omino come te.

          • Cuccia piccolino 😀

          • DesEsseintes ha scritto:

            “Ma dai che sei uno che ha le fisse come i disperati, e gli ebrei, e le donne, e le razze , e il DNA, e l’antievoluzionismo…
            C’era anche il famoso “salto quantico” della letteratura…il telespettatore medio che ci prova orecchiando e ripetendo a pappagallo… 😀
            Sei imbottito di paccottiglia da supermercato che continui a ingollare avidamente.”

            Ok, adesso devi dimostrare ciò che dici, sennò è calunnia e diffamazione e chiedo l’intervento di WM.

          • Il Satyricon non è un film…:D

          • tranquillo DesEsseintes, poi te lo spiego… Uomo di su-ccesso 😀

          • Sei tu che ti stai agitando per dimostrare che le donne sono diverse e che l’uomo è meglio.
            Lo fai da mesi.
            No paura piccolino…donne belliissima cosa…solo tu vincere paura e poi contento…

          • DesEsseintes ha scritto: “Sei tu che ti stai agitando oer dimostrare che le donne sono diverse e che l’uomo è meglio.”

            lol
            Ok, adesso devi dimostrare ciò che dici, sennò è calunnia e chiedo l’intervento di WM.

    • Ma chi diavolo ti legge oltre la seconda riga? Di un palloso unico…

  4. Lui, un giovincello di colore si fermò fuori del cortile, uno dei tanti di quel rione popolare. Poco dopo arrivò la ragazzetta che conoscevamo bene, e i due si allontanarono con aria soddisfatta. Nessuno dei bimbetti presenti si lasciò andare a commenti particolari se non alla curiosità dell’inaspettato e probabile fidanzamento. Più tardi si unirono felicemente in matrimonio. (tengo a sottolineare che diventai amico di quel ragazzo)
    Ma erano gli anni in cui in giro si stava diffondendo ‘il senso comune delle cose’, come se tutto appartenesse a tutti, e anche i più poveri sentivano la spinta del cambiamento in atto: emozioni, sentimenti, voglia di vivere, avevano tanto da esprimere…Eppure non mi risulta che qualcuno, dai più grandi ai più giovani, avesse letto la Bibbia, il Corano, o ‘Se questo è un uomo’…Di certo in casa sentivamo parlare di sofferenze passate, di lavoro, ma anche di rivincite, di aspirazioni e desiderio di divertirsi, di avere rapporti semplici, con chiunque…

  5. Distinguiamo tra xenofobia e razzismo. Il razzismo secondo me non esiste, mentre la xenofobia mica è una cosa negativa. È semplicemente una reazione ancestrale di difesa del proprio gruppo. E se ognuno si stesse a casa propria senza rubare la terra e/o il lavoro in casa altrui la xenofobia non avrebbe cittadinanza in questo mondo. Ecco perché viene confusa col razzismo e/o demonizzata. “Subite, lasciatevi invadere, lasciatevi liquefare senza opporre resistenza” è questo il messaggio che si vuole veicolare.

    • Sono daccordo, avendo in gioventù avuto la fortuna di viaggiare molto sopratutto i nazioni di popoli “differenti” l’essere diversi non è un male. Ogni cultura, ogni “razza” a parer mio è bellissima proprio perchè differente, questo mondo se liquefatto in un humus omogeneo, sarebbe particolarmente noioso.
      Quello che bisognerebbe combattere non è il razzismo e neppure la xenofobia, ma l’avidità dell’essere umano.

      • razzismo nn significa notare differenze fra razze ma fare discriminazione e quindi ritenere nn degni degli stessi diritti, razze diverse dalla propria.

        • La mia idea di razzismo non poggia sul disprezzo delle altre razze ma sulla fedeltà alla propria, cioè il riconoscimento della specifica forma di vita che la segna, rispetto a tutti i nessi, interiori ed esteriori, che la ordinano; in ciò riprendendo la dottrina platonica del kosmos, ovvero un pluriverso razziale di contro all’universo del caos indifferenziato. Un pluriverso di forme (le razze) conchiuse e compiute, tra loro non omologabili e nemmeno equivalenti. Poi vivendo in un mondo dove la globalizzazione ha sradicato i popoli al punto da fargli perdere ogni cognizione identitaria quanto ho scritto è puro idealismo. Oggi al contrario il razzismo è uno strumento pretestuoso usato per voler difendere privilegi materiali e sociali che stanno lentamente sfumando tirando in ballo come capro espiatorio la difesa della razza e della cultura. Non trovo casuale che molti nazionalismi in Europa stiano riemergendo solo in seguito al protrarsi della crisi economica: si tratta di un benessere che comincia a venire meno e la reazione viene spacciata come la difesa di una identità popolare già irrimediabilmente compromessa.

          • Ma dove esisterebbero le razze in Italia?
            Siamo uno dei popoli più meticci del mondo, pensa solo a che mélange di razze c’è nel meridione d’Italia.
            Poi che la razza significhi avere un destino comune riservato è una affermazione indimostrabile quindi campata in aria.

            PS le razze esisteranno anche ma dire “razza bianca” non significa molto, un siculo c’entra molto poco con uno scandinavo eppure se vai a vedere c’è molto DNA scandinavo in Sicilia.

          • già tu da solo sei una razza a parte.

          • Sì tesoro.
            Ora rilassati e dormi, mi raccomando.

          • dai era un complimento, des, comunque suonava male.. posso darti del genoma unico?

          • Ecco…bravo…com’ era quel vino rosso…?…bevi tesoro, bevi il vino rosso…

          • signorsississignore

          • il nazionalismo non è proprio razzismo.. ti piace il parmigiano canadese o la pummarola cinese?

          • A volte le relazioni causa-effetto possono essere invertite: in seguito al protrarsi della crisi economica il benessere comincia a venire meno e non trovo casuale che la difesa di una identità popolare già irrimediabilmente compromessa venga spacciata come nazionalismo, razzismo, fascismo da parte di chi la crisi l’ha provocata.

            Alla fine dei conti si approfitta di un sentimento “democratico” costruito con lunga fatica, per demolire qualsiasi reazione all’ordine esistente.
            Può sembrare contorto, ma è sempre la solita strategia del bue che dà del cornuto all’asino.

          • sono d’accordo, chi prepara il globalistan ha il manuale della zizzania

    • andiamo non prendiamoci in giro con le parole. xenofobia significa paura del diverso ma viend utilizzata per indicare una paura razzista che causa discriminazione. ovvero siccome sei negro quindi diverso sei anche inferiore e ti meriti diritti inferiori. nom confondiamo il nazionalismo, la protezione dei diritti dei cittadini di una nazione con il razzismo e la xenofobia. le prime sono naturali e forse anche positive, le seconde sono pura ignoranza.

      • Siccome sei negro sei diverso mi pare che questo non lo pensasse davvrro manco Hitler.. È sempre un fatto politico. Prendi me, io sono xenofobo, non razzista. Non penso che il negro sia superiore o inferiore a me e che abbia la stessa dignità che ho io o chiunque altro. Gli immigrati però mi stanno sui marroni, anzi, neanche loro, ma i nostri politici che li fanno venire. Non sono contento di averli qui, ma non per il loro genoma, ma per gli effetti destabilizzanti sulla società che causa la loro massiccia immissione. Infatti ce li ho sulle scatole tutti, sia il nigeriano che il polacco, quest’ultimo europeo caucasoide indoeuropeo come me, della mia stessa razza, e per questa mia equa diffidenza tra stranieri di qualunque sia il DNA, non credo proprio di poter essere chiamato razzista. Ma nessuno in fondo lo è, credo…

      • il razzismo è avversione verso una razza ma non verso tutte. La xenofobia è l’avversione verso gli stranieri nella sua totalità. Quando i meridionali erano discriminati al nord era razzismo non xenofobia.

  6. Il buonismo sta prendendo pieghe inaspettate, il delirio liberalprogressista sta arrivando a livelli di masturbazione mentale che si stanno ritorcendo contro.
    Arriveremo all’autolesionismo?
    È certamente preferibile discutere, confrontarsi e anche scontrarsi con persone diverse, che stare a compiacersi e darsi ragione tra simili.
    È vero quanto dice l’articolo, il multiculturalismo si perde nel nulla ed è estremamente noioso.

  7. Chaos breeds life, order breeds habit.
    Tutto il resto sono elucubrazioni da salotto.
    La natura si basa sugli opposti e non e’ mai violenta, neanche la predazione lo e’.
    E le religioni predicano opposti comportamenti proprio per garantire il contrasto.

  8. Una delle più sviluppate mode della nostra epoca é rappresentata dalla produzione di statistiche, é sorta una scienza al proposito, ci sono degli specialisti planetari, delle scuole: propongo una ricerca estesa sulla capacità o meno di inibire o tenere sotto controllo i propri bassi istinti (faccenda che coinvolge tutti in un ambito o nell’altro):

    E quando vedrò i risultati ne parleremo, di questa faccenda.

    • Giusto, però ci sono quelli che le statistiche le producono e le sanno leggere e quelli che invece hanno bisogno dell’insegnante di sostegno. Per questi ultimi, come è sempre stato, non c’è speranza, erano e rimangono carne da cannone.

  9. Vedo sotto che molti non hanno chiaro di cosa stesse parlando Gilad Atzmon. Ricopio un brano dello stesso autore:

    La citazione ebraica postata qui sopra
    parla della gerarchia dei goyim nell’universo ebraico.
    A quanto pare, la pelle nera è una cosa cattiva ma gli occhi a
    mandorla sono kosher.

    La citazione riferisce la storia di un
    ebreo rabbinico che voleva divorziare dalla moglie perché egli
    l’aveva sposata senza sapere che costei fosse di origine cinese.
    Egli si lamentava col rabbino che i loro figli avessero ereditato
    fattezze cinesi. Il rabbino sentenziò che gli occhi a mandorla non
    sono un difetto, a differenza della pelle nera che invece lo è.

    Uno dei suoi studenti rabbinici chiese
    al rabbino quale dovrebbe essere la regola rabbinica nel caso in cui
    i figli fossero di pelle nera. Il rabbino rispose che la regola
    sarebbe stata differente perché i neri sono maledetti dalla
    Maledizione di Cam.

    La Maledizione di Cam si riferisce ad
    un editto impartito dal biblico Noè. Nel libro del Genesi, Cam vede
    suo padre nudo e ubriaco nella sua tenda. Noè lo scopre e maledice
    Cam come padre dei cananei. Alcune persone di religione abramitica
    credono che i neri siano discendenti di Cam. La “maledizione
    di Cam” è stata usata da certuni per giustificare il razzismo e la
    schiavizzazione
    dei popoli di discendenza africana.

    Alcuni sostengono che il giudaismo
    contemporaneo diverge fortemente dall’interpretazione razzista
    della Maledizione di Cam. Ma il rabbino ortodosso contemporaneo
    citato in precedenza approva chiaramente la più riprovevole
    interpretazione razzista della Maledizione di Cam. Egli
    chiaramente
    crede che la pelle scura sia un “difetto” in
    quanto conseguenza di una maledizione.

  10. Prima Israel Shamir, adesso Gilad Atzom …. quando John Pilger?

    Mi sembra che un po’ tutti stiano perdendo colpi.

    Con tutti i limiti dell’autore (Saker) qualche tempo fa ho letto un intervento notevole e lodevole riguardante gli ebrei e i goym. Si vede che Atzom non l’ha letto.

    Riporto il link per chi vuole rinfrescarsi la memoria.

    http://thesaker.is/a-crash-course-on-the-true-causes-of-antisemitism/

  11. ( un mio amico afferma ) se non lo dice Morpheus, non sono gli Eletti.. semplice

  12. ….e alla fine si abbracciano, il legame umano prevale, l’universalismo schiude le sue spore.
    Mi sapreste indicare una civiltà, una cultura che non sia nata nel sangue, che non si mantenga o si sia mantenuta grazie al sangue, che per un fragile equilibrio non sacrifichi o abbia sacrificato del sangue?
    Temo che quanto andava dicendo Bataille sull’origine delle civiltà sia terribilmente, oscuramente presente, il giochetto retorico dell’arte che abbatte le distopie con il suo sguardo non ha alcun senso visto che l’arte contemporanea, a partire dall’appello di quell’idiota di Adorno (…è vero, anche da prima!) ha fatto stracci di ogni possibile bellezza, gioia, equilibrio, armonia, essenza metafisica.
    Con questa arte non si cambia di un millimetro lo stampo ( che per sua natura è metafisico ) con cui siamo fatti.

    • il buddismo? detto cosi al volo

      • Mi stai dicendo che nei luoghi dove il buddismo si è diffuso non è mai scorso sangue a fiumi?

        • no probabilmente ne è scorso anche più che altrove in quei luoghi, ma non mi sembra che come cultura si sia fondata e si mantenga con il sangue.. probabilmente non ne so abbastanza

          • Poco fa, per restare anche sul tema e sul tono delle risposte, ascoltando “Limonov” di Carrere letto alla radio, l’autore ricordava una sutra buddista che diceva che l’uomo che si considera superiore o inferiore o uguale ad un’altro non capisce la realtà.

          • interessante, condivido il sutra