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IL VERO PROBLEMA DELLA CITTA’ SONO I NAPOLETANI

DI MASSIMO FINI
Il Gazzettino

Adesso c’è qualcuno che pensa di mandare l’esercito a Napoli per ridare un minimo di sicurezza e di decenza alla città. Ma non servirà a niente. Perchè il problema è un altro. Il problema sono i napoletani. Se Napoli è ridotta com’è ridotta i principali responsabili sono innanzitutto loro, la loro mentalità, il loro modo anarchico e pressapochista di porsi verso la vita che andava bene un tempo – anzi era di grande sapienza – ma che oggi, per una serie di ragioni, non funziona più. A Napoli esiste una illegalità capillare, diffusa in tutti i ceti sociali, dal più alto al più più basso, che fa da sostrato alla criminalità vera e propria.

Quest’estate me ne venivo in taxi dall’aeroporto canicolare e patibolare di Napoli, dove anche un bambino potrebbe introdurre un kalashnikov, per andare al porto. Il taxista, socievole come son quasi sempre i partenopei a meno che non appartengano alla linea triste Eduardo-Totò, ad un certo punto mi fece notare che non aveva il bollo: “Se non ce l’ho io, che faccio il taxista – disse ridendo – immagini gli altri”. A Napoli nessuno si sogna di pagare il canone Tv o di rispettare un senso unico. Ognuno, come si sa, si arrangia a modo suo. Le pensioni d’invalidità sono un ottavo del totale nazionale. Non c’è chi, anche nelle classi benestanti e ‘Hight educated’, non abbia almeno un cugino camorrista al quale si rivolge, invece che allo Stato, quando ha da risolvere un qualche problema, piccolo o grande che sia.
La contiguità fra Napoli-bene e Napoli-male è un dato storico, un retaggio del periodo borbonico e feudale, ai tempi in cui signori e ‘pezzenti’ vivevano gomito a gomito. Di tale contiguità feci io stesso esperienza quando, a metà degli anni sessanta, con la prima macchina mi spinsi fino alla capitale partenopea e ricevetti dai napoletani un paio di salutari lezioni di vita di cui sono loro ancora grato. Posteggiai al limitare dei Quartieri spagnoli, con tutti i bagagli dentro, davanti a un grande bar, che mi pare si chiamasse ‘Scarpinato’, noto ritrovo di malandrini. Ad unica mia scusante c’è che avevo solo 21 anni. Poi con la mia ragazza ci addentrammo per le viuzze. Quando ritornammo della macchina naturalmente non c’era più traccia. Stavamo seduti, sporchi e immalinconiti, davanti a una minuscola postazione di caramba, dove avevamo fatto l’inutile denuncia, quando passò un ragazzo poco più grande di noi. Ci vide in quello stato e ci chiese cosa fosse successo. Glielo raccontammo. “Beh” disse “vi ospito io finchè non avrete ritrovato la macchina”. Viveva in una splendida casa a Mergellina. I suoi erano via per un viaggio di piacere. Per tre giorni ci portò in giro per Napoli facendoci vedere soprattutto i bassifondi e la città sotterranea. Passato questo tempo decise che era venuto il momento di ritrovare la macchina. La sera andammo sul lungomare di Mergellina, pieno di luci, di colori, di suoni e di bancarelle di cozzicari. A colpo sicuro si diresse verso uno di loro, un monoculo soprannominato ‘U’ Scurnacchiato’, che pareva uscito dalla Corte dei Miracoli, e gli spiegò la situazione. ‘U’ Scurnacchiato’ ci squadrò, poi, rivolgendosi a me, disse: “La macchina la ritroverete senz’altro”. Ma, ridendo col suo unico occhio, aggiunse: “I bagagli no, altrimenti che mariuoli saremmo?”. Alle sette di mattina del giorno dopo ci telefonarono i carabinieri che, con aria piuttosto soddisfatta, ci annunciarono che avevano ritrovato la macchina. Un mese dopo mi arrivò, a Milano, una busta chiusa e anonima con dentro tutti i documenti.

Ma quella di quarant’anni fa era ancora la Napoli dei ‘bassi’, dell’economia del vicolo, che nei suoi bassifondi, viveva soprattutto di contrabbando di sigarette. Quando pochissimi anni dopo, già giornalista, fui mandato a Napoli per un’inchiesta il questore mi confidò: “Noi il contrabbando facciamo solo finta di combatterlo. Ogni tanto sequestriamo un motoscafo, ma sostanzialmente lasciamo fare, altrimenti l’economia di mezza Napoli andrebbe a pezzi”.

Era ancora una Napoli umanissima e splendida pur nella sua già evidente decadenza che ne ‘La pelle’ Malaparte aveva così crudamente descritto, lo scrittore inglese John Horne Burns ne ‘La galleria’ e il neorealismo cinematografico con film come ‘Paisà’ di Rossellini e ‘Sciuscià’ di De Sica. Ma che ‘economia del vicolo’ ci può essere, oggi, in quartieri come il ‘Traiano’, nei comuni dell’immenso e impressionante hinterland vesuviano, in paesi come Torre del Greco o Torre Annunziata, un tempo deliziosi, e ora uniti da un’unica colata di cemento. Che umanità ci può essere? Scriveva già nel 1977 Antonio Ghirelli in ‘Napoli italiana’: “Distrutta l’economia del vicolo la popolazione più povera viene ammassata nei comprensori della cintura esterna…e si compie una mutazione antropologica che cancella gli ultimi tratti della gentilezza partenopea…Posillipo, il Vomero, i colli Aminei sono presi d’assalto mentre la costruzione dell’ignobile rione San Giuseppe-Carità estende la metastasi nel cuore del centro storico, riducendo ai minimi termini la popolazione dei vecchi quartieri e le sue possibilità di sopravvivenza…la colata di cemento continua ad avanzare in tutte le direzioni, verso Secondigliano e Ponticelli, verso Camaldoli e la Cappella dei Cangiani, verso Pomigliano e Nola…”.

La degradazione di Napoli è stata innanzitutto ambientale e ha trascinato con sè quella esistenziale, sociale e criminale. “Anche un ragazzo povero può crescere felice col sole e con il mare” scriveva Albert Camus. A Napoli il sole non c’è più. Se la si lascia con la nave la si vede immersa in una caligine fosca. Se guardate il mare da terra vi può sembrare ancora azzurro per un’abitudine ottica. Ma visto dall’aereo è marrone quasi fino a Capri. I napoletani vivono in questa abitudine ottica e credono ancora – o fingono – di avere ‘O sole mio’, il mare e il ‘golfo più bello del mondo’. Ma non è più così. Da tempo. E questo, come notava Ghirelli, ha cambiato il loro carattere. “Hai un bel dire del buon carattere partenopeo – mi diceva tempo fa un mio giovane amico di Napoli- “ma quando ti tocca perdere ogni giorno tre ore del tuo tempo nel traffico, in una città caotica e sporca, quando la sera torni a casa sei stressato, peggio di un milanese”. E fa male al cuore, per contrasto, vedere in certi dettagli, per esempio nell’eleganza con cui nei caffè del centro il cameriere ti serve, i residui malinconici dello splendore di una città che fu fra le capitali della cultura europea.

Con la città è cambiata profondamente anche la sua malavita che non è più quella bonaria, ironica, scanzonata e professionale dei tempi di ‘U’ Scurnacchiato’. E’ la malavita feroce che si è enormemente arricchita con la speculazione edilizia e non traffica più con le sigarette ma con la droga e i suoi colossali profitti. La guapperia si è mutata in violenza belluina che informa di sè il mood dell’intera città, soprattutto nelle generazioni più giovani, come dimostra anche l’omicidio compiuto l’altro giorno dal sedicenne Salvatore, ragazzo di buona famiglia. E la contiguità, un tempo in fondo innocua, fra Napoli-bene e Napoli-male si è mutata in un diretto intreccio di affari e di interessi in cui è difficile fare distinzioni.

La fantasiosa anarchia napoletana ha distrutto prima il tessuto ambientale della città poi quello esistenziale e sociale. Poteva funzionare quando la società era più semplice, più piccola, più trasparente, più controllabile, più umana. Adesso è solo autodistruttiva. Nella complessità e nell’anonimato della modernità ha finito per cancellare l’habitat in cui era possibile. Napoli, con o senza esercito, non è più redimibile. E’ marcia fino al midollo. Perchè non più redimibili sono i napoletani. E l’impressione è che anche l’Italia, se continuerà sulla strada , che ha imboccato da tempo, dell’anarchia, della faciloneria, del pressapochismo, dello ‘stellone’, del ‘mi arrangio come posso’, dell’illegalità non solo diffusa ma anche sotterraneamente ammirata, come, sotto sotto, è ammirato il guappo che con un coltello ha messo sotto due ragazzi più grandi di lui, diventerà un’unica avvilente e invivibile Napoli.

Massimo Fini
(www.massimofini.it)
Fonte: http://gazzettino.quinordest.it/
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1.11.06

Pubblicato da Davide

  • Tao

    Intellettuali, operatori culturali, docenti universitari e avvocati. Sono molti i napoletani che rifiutano di arrendersi alla guerra tra bande che insanguina la città. E puntano il dito sulle responsabilità della classe politica locale

    «Sarò un insensibile oppure un accecato ottimista ma per me Napoli non è una città criminale. C’è sicuramente un grosso problema con la parte illegale della città, ci sono quartieri difficili, c’è la microcriminalità, ma io vivo tranquillo. Ho un’amica che è stata scippata nove volte, anche mia moglie ha subito un episodio analogo, a me è capitato solo qualche furto con destrezza e sono sempre riuscito a farmi ridare la merce. A chi mi chiede se sia una metropoli invivibile rispondo: Avete mai camminato nel Bronx o Harlem?». A fare il paragone tra Napoli e le aree difficili degli Usa è un americano doc trapiantato in città dal 1957. Gordon Poole, nato a Boston, da cinquanta anni ha deciso che questa è la sua città, insegna letteratura americana all’università Orientale e non ha mai accettato il consiglio ai napoletani di Eduardo De Filippo, «fujtevenne». Come il professore Poole sono tanti gli «indigeni» che resistono, anzi a credere che bisogna restare a lavorare e migliorare gli spazi comuni.

    Raffaele Nitti è uno degli organizzatori della Notte Bianca, l’ultima edizione in città il 30 settembre è stato un esempio di «buona condotta» dei napoletani, nessun incidente e tanto meno delitti con oltre due milioni di persone in strada. «Come operatore culturale – spiega Nitti – mi rendo conto che non si cambia volto alla città con una manifestazione. Ma bisogna anche ammettere che esistono due facce della città, quella illegale e quella in fermento, e che per le nostre strade sparare non è la normalità come appare in queste ore». Eppure le polemiche non mancano per l’eccessiva attenzione dell’amministrazione comunale e regionale ai grandi eventi, che distoglierebbero lo sguardo (ma anche i fondi) dai problemi quotidiani: primi fra tutti precarietà e disoccupazione. Enrica Morlicchio, docente di sociologia alla Federico II ricorda gli ultimi dati Istat che hanno registrato un aumento di tre punti in percentuale della povertà in Campania: «È vero, l’esplosione della violenza – spiega la professoressa – ha dinamiche autonome dalla depressione economica. Non si può d’altra parte negare che la povertà sia una componente che influisce sulla composizione sociale di una città. Per esempio in questi anni c’è stata una ripresa delle migrazioni interne – continua -. A partire in migliaia ogni anno dalla regione per cercare fortuna soprattutto al nord Italia, secondo le statistiche, sono i giovani con un alto grado di istruzione o quelli a bassa scolarizzazione, ma che vogliono riscattarsi dalla condizione di degrado. Chi resta ha poche possibilità di trovare impieghi qualificati e soddisfacenti».

    Sulla relazione tra depressione economica e recrudescenza criminale a Napoli gli studiosi non concordano. Due economisti, Augusto Graziani e Ugo Marani, pensano infatti che la povertà non implichi per forza un inasprimento dei comportamenti illegali. «Altrimenti – esclama Graziani – dovremmo trovare esplosioni di violenza in ogni zona depressa». E poi a Napoli c’è la camorra: «Sono bande organizzate – continua il professore – sedimentate nel territorio che devono essere sgominate con l’intervento dello stato». Rincara la dose Ugo Marani: «Purtroppo non vale più la legge che a una ripresa dell’economia bianca equivalga un indebolimento della criminalità organizzata. Ormai a Napoli è una questione di disvalori condivisa e di un’economia criminale stratificata che non può essere attenuata dall’aumento dell’occupazione. Prendiamo il mercato della movida – spiega ancora – è sempre in crescita, mai soggetto a crisi e soprattutto fuori dalla legalità. La verità è che la nostra classe politica locale ha fallito su tutti i fronti. Siamo alla frutta».

    Che ci siano responsabilità dirette nel «caso Napoli» del governatore Bassolino e del sindaco Iervolino lo sostiene anche Elena Coccia, avvocato e esponente dei giuristi democratici: «La criminalità non ha mai smesso di operare. Oggi però molti nodi vengono al pettine. Il sindaco non ha mai aperto alla collaborazione laica di questa città per le politiche giovanili. Le associazioni che preferisce sostenere come il Volto santo o la Madonna di Pompei si occupano solo delle sfilate per il lunedì in Albis e delle partite di pallone. Uno spreco di fondi pubblici». E se arrivasse l’esercito? «Per carità – afferma l’avvocato – nell’ultima operazione del 2003, Alto impatto, hanno ucciso un uomo sotto casa mia. Il posto di blocco dei militari era duecento metri più avanti». Un no secco all’impiego delle forze speciali lo dicono anche i centri sociali: «È come gestire la spazzatura – sostiene Mario Avoletta -, a Napoli si lavora solo sulle emergenze. Noi in periferia come nel centro storico ci confrontiamo ogni giorno con i vuoti delle istituzioni che sfilacciano il tessuto sociale. Si dovrebbe agire garantendo un casa, un lavoro e un reddito per tutti».

    Francesca Pilla
    Fonte: http://www.ilmanifesto.it [www.ilmanifesto.it]
    1.11.06

  • Truman
    Massimo Fini di Napoli ha sempre capito poco ed ancora una volta ci propina le sue storielle folcloristiche, credendo di spiegare qualcosa. Premetto che la storiella molto probabilmente è vera, ma Fini non capisce niente del sangue, del sudore, della disperazione di chi vive a Sud. E Napoli sta pure bene. Di altri posti nemmeno si parla.

    Chi volesse capire Napoli e dintorni deve leggere Saviano, anche su internet, sul sito Nazione indiana.
    http://www.nazioneindiana.com/ [www.nazioneindiana.com]

  • pif

    Per la verità Massimo fini di Napoli non ha mai capito niente, ma nonostante tutto lui insieme a tanti altri "maestri di vita" (Giorgio Bocca in primis…) si ostina a volerci inesgnare come stanno le cose, secondo lui ovviamente. E ovviamente si sbaglia, perchè oltre ad alcune verità indiscutibili, ci mette un sacco di scemenze frutto dell’ignoranza (sempre ammesso che non sia pagato appositamente per diffamare, come molti altri…) o di un malcelato pregiudizio, non a caso adesso scrive anche su La Padania.
    Io in quanto napoletano (e me ne vanto, alla faccia di tutti quelli che ci vogliono male) sono stanco di questi pseudo-intellettuali che, in virtù di qualche viaggetto (con immancabile scippo) che ogni tanto fanno nella colonia meridionale, si mettono a sparare pillole di orripilanti banalità e concludono scuotendo la testa perchè non c’è niente da fare e ci vuole solo la bomba atomica…

    Prima scemenza che scrive:"La contiguità tra Napoli-bene e Napoli-male è un dato storico, un retaggio del periodo borbonico e feudale, ai tempi in cui signori e pezzenti vivevano gomito a gomito."
    Ancora una volta si tirano fuori questi mali atavici e millenari, questi "retaggi borbonici", quando la verità sta esattamente al contrario: con i Borbone Napoli ha vissuto il suo ultimo periodo di splendore, non esisteva camorra, mafia, monnezza, degrado ed emigrazion. Tutto ciò è stato un regalo dell’unità di’italia che i piemontesi ci hanno voluto gentilmente concedere. Fini è nato sul lago di como, proprio "su quel ramo…" di manzoniana memoria, e in quanto presunto intellettuale dovrebbe sapere ( e se non lo sa glielo dico io) che "I promessi sposi" sono una metafora della società padana del tempo, proprio un bel mondo, non c’è che dire, pieno di Azzeccagarbugli, Innominati, Bravi… Se l’italia e napoli oggi affondano è colpa di questa gente venuta dal nord che ha imposto il suo modello truffaldino e criminale, ma ovviamente non ci stanno ad ammettere la loro colpa e oggi rigirano la frittata cercando di far passare la tesi che loro sono buoni e immacolati, e la colpa è dei terroni che stanno "meridionalizzando" il loro belpaese. L’ipocrisia è senza limiti, e Fini ripercorre la stessa strada di Bocca, Galasso, Croce e un’infinita schiera di pappagalli che in tutti questi 150 anni di storia patria non hanno fatto altro che gettare merda sul sud pur di coprire il loro senso di colpa.
    Mi chiedo quando ci libereremo di tutto ciò…

  • Sven

    Una città lurida, dove non si può obiettivamente circolare, che qualcuno tenta ancora di salvare pensando al Gambrinus e al Maschio Angioino.
    Ho molti amici e colleghi di lavoro che vivono nella legalità e sono di Napoli, beh, molto pochi ammettono i problemi insanabili di Napoli e soprattutto della corrotta mentalità napoletana, come invece il coraggioso Fini ha fatto.
    Continuate a negare la verità, come fanno i miei amici, che dicono "Non tutta Napoli è così","Ci sono anche cose belle", eccetera..
    Tuttavia gli stessi sono pronti e orgogliosi nell’ammettere che il napoletano in genere è scaltro, furbo (da leggersi nel senso "mariouolo" del termine), nell’affermare che noi del Nord – e preciso che non sono assolutamente leghista,ma sostengo l’Italia una e unita- a Napoli non sopravviveremmo (nel senso sociale e relazionale) più di 12 ore, che ci metterebbe nel sacco persino un bambinetto, di quelli di 12 anni che vanno in giro a far ditutto ma non sanno leggere..Questo è l’orgoglio napoletano, dei beoti, che si vantanodi sapersi arrangiare, di saper mettere gli altri nel sacco!Bel vanto, bravi!Per me Napoli, e mi duole dirlo, è divenuto sinonimo di spacconeria, ipocrisia e impudenza.
    Io Saviano l’ho letto tutto, appena è uscito un mesetto fa, mi è piaciuto molto e penso che abbia detto tutto, ma guardate che anche Fini non ha fatto dei discorsi a vanvera.Capisco che è dura ammettere la realtà, ma fino a quando non si inizia non si riesce a contrastarla.
    In ogni cso sono arcisicuro che i problemi della città nascano dall’ignoranza, dall’abbandono scolare e dai falsi miti di ricchezza facile propinati dalla camorra, che siinseriscono alla perfezione in quelli dell’età moderna!
    Anche Saviano lo ammette: i ragazzini vogliono diventare qualcuno, quindi faranno parte del "Sistema", salvo poi morire trucidati a 18 anni.Le ragazze, già a 16-17 anni, aspirano a stare con loro per accaparrarsi la "mesata" (altra mentalità profittatrice tipica), specie quando il ragazzo finirà in galera..

    Napoli è una jungla, continuate a negare e a prendervela con chi lo dice apertamente, bravi, bravissimi!Bella onestà intellettuale avete!
    Se gli alberghi distribuiscono orologi-patacca ai turisti per evitare che gli freghino i loro , ben più prziosi,è segno che la città è pervasa di timore, di consapevolezza estrema della pericolosità di ogni luogo di Napoli, dai bus, al lungomare tanto decantato (non ho mai capito perchè!) a qualsiasi altro posto..A Napoli non si può viver tranquilli, e i napoletani lo sanno bene.

    Vi lascio con la frase di un mio caro amico, napoletano d.o.c. di Portici, lavoratore onesto e irreprensibile, che ha subito acune rapine  in passato:
    "Mattè, io ho 28 anni e già due volte in vita mia mi hanno puntato la pistola addosso"…

    Contenti voi.
    Onore a Massimo Fini, a Saviano e a chi dice la verità e non si barric dietro un insensato orgoglio campanilistico.

  • Sven

    calderoli è un personaggio sfrontato ed eccessivo, ma quel che ha detto su Napoli, con toni volutamente offensivi, trasmette il disgusto che la nazione ha per una città e un popolo che vive in uno stato tutto suo, illegale, corrotto, ognorante, selvaggio.
    napoli è una jungla, inutile prendersi in giro.I primi a farlo siete voi che negate l’evidenza.tra Napoli e Bogotà non corre differenza.Se l’Italia fosse fatta di tante Napoli, anzichè di industriose e disciplinate Piacenza,Milano,Treviso,cremona, Città che il napoletano medio schifa ritenendo di avere il meglio del mondo sotto casa, allora l’Italia sarebbe Albania, economicamente e culturalmente!
    Il mio è il giudizio di un italiano stufo, che vorrebbe un’Italia unita e seria, che detesta i pretesti che offrite ai leghisti di spararvi addosso, loro che sn ignoranti più del napoletano medio..
    Ma ha ragione Calderoli, nel dire che destinare fondi a napoli è un insulto al Paese!A Napoli 1,5 mln di persone vive nell’illegale, poi quando arriva Report tutti dicono che la colpa è dello Stato che non provvede..beati loro..Chissà se in Val Brembana, industriosa e ammirevole realtà ex-povera del bergamasco, o in val Trompia a Lumezzane (BS) la pensano così.Eppure lo Stato non li ha aiutati, loro..Altro che Cassa del Mezzogiorno.
    Napoli si presenta male nelle cronache e anche nei suoi rappresentanto in giro per il mondo: tutti orgogliosi di Napoli, generalmente inclini all’arroganza e alla prevaricazione, all’istinto ferino..Basta prendere un Intercity per Napoli per vedere questi esemplari, carini nei modi, nel vestire, nell’approcciare galantemente una ragazza, anzi tutte le ragazze.ma volete la prova del 9?
    Siccome non sono politicamente corretto verrò tacciato di razzismo, cosa che non provo minimamente, non fossa’ltro che per il fatto che ho molti , carissimi, amici di Napoli e dintorni, ai quali voglio bene.
    Eppure nemmeno molti di loro riesco a sottrarli dal negare l’evidenza, sempre pronti a dire che "Napoli non è tutta così", "che ci sono anche tante cose belle (dove?)", "che non c’è lavoro ma povertà e quindi la gente deve arrangiarsi", eccetera.Sono pronti in sostanza a giustificare l’operato dei loro concittadini e ritengono Napoli un paradiso di bellezze che cmq merita una visita.Liberissimi, ma la realtà è un po’ diversa.
    La realtà sta nelle loro parole, sì, dei miei amici, quando alcuni di loro, che voglio far notare vivono al Nord e lavorano , onestamente e nella legalità, si sentono orgogliosi per il prodotto n.1 che sforna Napoli: la furbizia.
    ha ragione Fini: lo scaltro, il mariuolo, il furbo, il prepotente, diventano MITI.
    La frase che i miei amici più spesso mi ripetono è che a Napoli non durerei 2 ore, che mi metterebbero nel sacco fregandomi tutto anche i ragazzini di 10 anni..MI dicono che sceso alla stazione sarei individuato come forestiero e segnalato, seguito e derubato..Penso che esista realmente un sistema simile.

    Mi viene in mente una frase di De Niro in Bronx, quando il figlioletto gli dice, come aveva sentito dire dal boss del quartiere "Sonny ha ragione!L’uomo che lavora è un fesso.."
    De Niro gli risponde: "Ti sbagli, cosa ci vuole a premere un grilletto?ma prova a alzarti tutte le mattine e a guadagnarti il pane onestamente!Quello è un vero uomo, è tuo padre un vero uomo!"

    A Napoli questo vale per pochi, purtroppo.Onore a loro e a chi dice la verità, come Massimo Fini.
    P.s.
    Il consiglio di leggere Saviano l’ho seguito appena il libro è uscito, quindi è inutile dare addosso a Fini dicendo che il solo Saviano (peraltro bravissimo e coraggioso) detiene la verità..la verità è quella che molti di voi, purtroppo negano!

  • pif

    Non cercare anche tu di rigirare la frittata amico… Qua non si tratta di negare l’evidenza (è una specialità padana) o di essere orgogliosi di una città in cui i problemi sono reali (orgogliosi poi di che? della monnezza?).

    Si tratta di parlare per conoscenza diretta delle cose e non in virtù di qualche viaggetto turistico o di quello che "mi hanno raccontato" o "ha detto la televisione". Savino ha ragione, Fini no. Punto. E infatti Savino adesso deve girare con la scorta armata…
    Per il resto prima di metterti a fare anche tu il Fini o il Giorgio Bocca, vienici a vivere al sud, poi ti permetti di aprire la bocca. Qua ne abbiamo le palle piene di porgere l’altra guancia e di ascoltare gente che sa solo sparare sentenze da una bella posizione al caldo…

  • pif

    Eccolo qui il tipico benpensante padano…

    1 Quanto a Calderoli vorrei ricordargli che se parliamo di fogne dimentica che la padania è la più grande fogna d’Europa. E come tutte le fogne è piena di topi e di stronzi. Lui è lo stronzo che galleggia più in alto di tutti.

    2 Ci sei mai stato a Bogotà?

    3 Ci sei mai stato a Napoli?

    4 In caso contrario, stai zitto.

    I tuoi amici napoletani (dubito che li ritieni veri amici, sotto sotto li disprezzi, quei terroni…) magari forzano il discorso per spirito campanilistico, ma in fin dei conti hanno ragione. E possono esprimere un giudizio visto che hanno vissuto al sud ed anche al nord. Tu probabilmente non hai mai portato le chiappe a sud del po, ma ti metti a fare l’antropologo. Complimenti, dove hai studiato da Bruno Vespa e Santoro?

    Il mio è il giudizio di un napoletano stufo, stufo di essere offeso in continuazione dai vari calderoli, fini, bocca, che se ne vengono con la loro superiorità padana del cazzo e pretendono di farci la morale. Quando poi i peggiori ladri e criminali stanno proprio al nord… dopotutto che a vrà fatto di male Tanzi, certamente non è paragonabile a un camorrista che ammazza… 
    Se vogliamo dirla tutta l’inefficienza, la corruzione, la delinquenza nel tuo belpaese uno, solo e indivisibile, l’hanno inventata e importata cavour, garibaldi e vittorio emanuele (tutti napoletani eh?). Il sud con l’unità d’italia è diventato una colonia di degrado e schifo, quando prima era uno dei paesi più avanzati e ricchi del mondo, non conosceva emigrazione, disoccupazione, decadenza morale e sociale. Questa è la verità che purtroppo molti di voi negano tirando fuori la storia che è roba vecchia, ma il nocciolo della questione è tutto lì, fermo da 150 anni.
    Il sud non si riprenderà mai finchè sarà colonia del nord e finchè non emergerà una classe dirigente decisa a riprendere il controllo sul futuro della propria gente. Nel frattempo chi resta non può far altro che sopravvivere nella giungla e sperare di cambiare le cose, senza fare troppo rumore però, altrimenti l’ammazzano…

    Io mi alzo la mattina e mi faccio un culo così 10 volte più di te. Dovrebbero darmi una medaglia d’oro al valore per il solo fatto di non essere fuggito, e invece mi devo sentir dire che sono un topo di fogna da uno stronzo avvinazzato. Ma vaffanculo…

  • pif

    Hai letto Saviano e hai fatto bene, ma se vuoi andare a fondo e capire perchè il nord è nord e il sud è il sud, devi scavare più a fondo.
    Ti consiglio di legere questo libro:

    La storia proibita – autori vari –  ed. Controcorrente

    e di cominciare dando un’occhiata a questo sito:
    http://www.eleaml.org

  • Sven

    Coi tuoi toni esporti la napoletanità!
    Bravo!
    sempre fine, rispettoso ed educato.
    Per tua info non sono padano, ma vivo nel Lazio e lavoro da anni a stretto contatto con meridionali che sanno comportarsi, a differenza tua.
    Antropologo io?
    Perchè tu che spari sentenze?Non sai nemmeno che lavoro faccio e quelli che ho fatto, a nero anche io, e dici che lavori più di me.
    Purtroppo parlo con cognizione di causa, a Napoli ci sn stato e ho visto al gente che faceva il bagno in mare , sul lungomare, dove c’è una concentrazione di scarichi da far paura.Ho parlato con rappresentant delle FdO, certamente non padani, che mi hanno spiegato un bel po’ di cosette di vita vissuta.
    La verità è quella di Saviano e quella che ti ho scritto io, tu te la prendi tanto e così facendo senza capirlo difendi "O’ sistema"..sotto sotto come tu dici che io disprezzo i napoletani, cosa assolutamente non vera, io potrei dire che tu stai "a sistema", no!?

    Continua nella tua esportazione e soprattutto nega l’evidenza.per tua informazione il Nord Italia è la locomotiva economica del Paese, una delle zone più sviluppate del mondo..Quella che tu chiami fogna manda i quattrini che servono ai servizi pubblici che voialtri non pagate: ospedali, scuole, strade..E paga le tangenti a chi sfrutta questi servizi pubblici nella tua terra..purtroppo.

    Onore alle persone oneste e soprattutto alle persone intellettualmente oneste.Spero un giorno di poterci ricomprendere anche te, tra le seconde, amico pif.
    Ciao

  • marko

    I Polentoni sono stufi di sperperare soldi col Sud. I Terroni accusano
    il nord di colonizzazione, sfruttamento, importazione di "Bravi,
    Azzeccagarbugli ecc".

    Bene. La soluzione è semplice:

    SEPARARE. MURO. CANALE. CONFINE. FOSSATO. Altro che raddoppio della A1.

    Come sosteneva la Lega dei primi tempi, prima che si corrompesse (in tutti i sensi)

    L’unità d’Italia è stato un errore, basta leggere questi articoli e
    pensare per un secondo a Bolzano. Prendiamo atto dell’errore e torniamo
    sui nostri passi.

  • Sven

    Ti ringrazio, immagino che il libro parli delle efferatezze compiute dai garibaldini e dai piemontesi, del brigantaggio storico ecc. Forse dovrei precisare che la storia dice che l’unificazione italiana fu dovuta a una guerra di conquista di uno staterello (il Piemonte) appoggiato da grandi potenze estere (Gran Bretagna) che avevano interesse a creare nazioni forti che si opponessero ad Austria e Francia (famosa politica delb balance of power).
    E’ verissimo che il Sud fu perseguitato e sfruttato, ma non si può negare che in questi 50 anni ha fatto dell’assistenzialismo e della raccomandazione politca (quando non della delinquenza) il suo pane quotidiano.E qua la storia c’entra meno!

  • Sven

    Soluzone troppo drastica che ridurrebbe i Sud al Botswana, mentre ora è ancora Italia, in poche zone, ovvio..
    Bisogna realisticamente prendere quel che c’è di buono nel Nord e nel Sud e cerccare di tendere  a quello.
    ma per farlo ci vogliono guide responsabili e meno peso all’apparenza.Cmq il potere economico della camorra non lo smuoverà nessuno.
    Inoltre se ci sn 2 mln di persone che vivono nell’illegalità, molte migliaia analfabete e molti altri milioni printi a giustificarli, penso che il lavoro sia arduo, se non impossibile.
    Il fossato lascialo perdere, non risolverebbe alcun problema.
    Magari inizino ad andare a cuola anzichè a scippare/cazzeggiare/giocare a calcio

  • pif

    Ohh, finalmente uno che ragiona.
    Nord e sud non sono conciliabili, sono diversi in tutto (nonostante le balle con cui ci fanno il lavaggio del cervello a scuola e in televisione) ed è bene che ognuno vada per la sua strada. Ovviamente in questa unità forzata il nord ha avuto solo da guadagnarci, grazie al saccheggio del sud si è trafrormato da palude incolta in area ricca e industrializzata. Ora ognuno andrà per la sua strada ma il detto "chi ha avuto ha vuto, chi ha dato ha dato, scurdammece o’ passato…" stavolta non vale. Dovete restituire il maltolto, anche se non è da voi e probabilmente si dovrà ricorrere alle maniere forti. Ma per questo c’è tutto il tempo, al momento la cosa fondamentale è la secessione.
    C’è persino uno studio americano che dà l’italia unita non più in là del 2012…

  • pif

    Solita scusa banale: diventerebbe terzo mondo (perchè adesso che siamo, svizzera?), diventerebbe una proprietà mafiosa (idem…). Tutte balle, la verità è che quando siamo stati per i fatti nostri, siamo sempre stati benissimo, poi l’invidia e l’ingordigia del vicinato ha sempre cercato di metterci i bastoni tra le ruote…

  • pif

    Qui non è più tempo di essere educati, è tempo di far valere i propri diritti.
    Non sarai padano ma ti ci mimetizzi perfettamente, magari sei un romano con la sindrome da "roma ladrona"… dì la verità, ti solleva il fatto di sapere che qualcuno sta messo peggio di te, eh??

    Per tua informazione la locomotiva economica del paese non è la padania, ma proprio la camorra, la mafia, la delinquenza organizzata. E’ la prima industria italiana che muove una quantità di denaro impressionante, denaro che ovviamente prende la via delle banche padane…
    Il meccanismo è perfettamente noto ai nosti politici, i quali si guardano bene dal rompere il giocattolo magico. Cosa credi che accadrà adesso? Niente, tra un pò si spegneranno i riflettori e tutto come prima.
    Naturalmente l’anno prossimo torneranno a farci due palle così con una nuova emergenza, altri libri, altre inchieste scandalizzanti, altri speciali dei tg…
    Solita storia, fumo negli occhi.

  • Sven

    Interessante e inquietante, questo studio pfi..puoi darci gli estremi o eventualemente l’URL per trovarlo?
    Cmq direche il Sud ha solo dato non è proprio esatto..la Cassa del mezzogiorno non dirmi che era riempita con soldi del sud..Il Nord ha finanziato il Sud per mezzo secolo, non sono io a dirlo, ma le varie leggi di agevolazione, di finanziamento eccetera e i libri di storia!
    Ricorda che se il Nord ha iniziato a camminare da solo è stato semplicemnte perchè non è stato assistito: l’iniziativa privata ha portato tanti ex-contadini a diventare artigiani, tecnici e pian piano imprenditori, managers..I grandi miracoli economici del Nord hanno camminato da soli, altro che saccheggio!Questa è una favola!Mi spieghi un Motta, un Ferrari, la Imetec, l’Italcementi, ecc ecc cosa hanno tolto al Sud?
    Perchè non parliamo della legge di agevolazione fiscale che ha creato una fascia industriale nella zona della Ciociaria?Mi pare che lì il Governo e le industrie del Nord abbiano dato..La stessa Fiat è venuta al sud..termini Imerese ti dice qualcosa?
    perchè non parliamo della visita di Agnelli agli stabilimenti dell’Alfa a Secondigliano, dove il personale per il 50% era assente..
    Guardiamoci in faccia, altro che saccheggio:certe storie le senti solo al Sud.Ho un amico siciliano, bene, lui stesso, che ammette la verità, mi ha raccontato che un suo conoscente, di professione fotografo percepisce la pensione come impiegato della Provincia, oltre a quella normale di fotografo, perchè per tutta la vita è risultato come impiegato della Provincia, pur senza averci mai messo piede in quei palazzi!
    restituire il maltolto?
    Il tuo , mi spiace dirtelo, E’PURO DELIRIO!
    I Sud saccheggia e infanga l’Italia da anni è ora che qualcuno te lo urli nelle orecchie.Con questo io non sono assolutamente a favore della secessione, federalismo, Nord contro Sud o panzane varie!Per me siete come dei fratelli svogliati e sfortunati..I più infami vanno cacciati di casa (quelli senza rimedio), che si arrangino..gli altri, quelli che non hanno potuto, sono nati nel luogo sbagliato (e ce ne sono lo ammetto, te lo sei mai letto "Padre Padrone" di Gavino Ledda?) oppure lavorano e vivono onestamente, meritano rispetto e stima.Onore a loro.

    Ma non venirmi a raccontare che le fortune del Nord sono nate grazie alle disgrazie del Sud, perchè la Storia dice il contrario.E ti dò un esempio: io sono di una città del Centro-Nord, che ha vissuto prevalentemente di Stato, nel senso che le industrie e le attività private erano poche.
    ebbene, oggi la disoccupazione è pari a quella del Sud, perchè la gente non ha sentito negli anni la necessità di ingegnarsi come hanno fatto nelle vallate alpine o padane..La sicurezza del posto fisso con poco sfrozo ha distolto le potenzialità di tanti che altrimenti avrebbero fatto altro e meglio..
    Dove c’è assistenzialismo si va poco avanti.Lo Stato è fondamentale, deve essere un padre che guida e che insegna, non che imbocca fino a 40 anni: servono scuole e istruzione e una politica per polverizzare la ricchezza, favorendo l’iniziativa privata a piccolo livello (no Mutlinazionali e grossi gruppi bancario-capitalistici, come sta avvenendo ora)..Solo così s riesce a stare bene.

  • Interconnessioni

     

    NAPOLI DOCET

    Gli slogan e le trovate estemporanee non servono per sconfiggere i clan, ma è doveroso intervenire per ricostruire un tessuto sociale, economico e culturale che è stato lacerato dalla criminalità
    organizzata.
    Per affrontare la gravissima emergenza criminalità che sta investendo Napoli serve un
    grande piano di interventi strutturali che incidano profondamente ed in maniera duratura sul tessuto sociale, economico e culturale di Napoli e del Mezzogiorno, altrimenti i clan, anche dopo interventi duri ma circoscritti, prima o poi rialzeranno la testa. Bisogna agire contro la mafia e la criminalità, non solo per la Campania, ma per tutto il Sud. Occorre potenziare le forze dell’ordine e la magistratura, metterle in condizione di svolgere il proprio lavoro con la massima efficacia (vedi attuale inadeguatezza di sostentamento economico per i servizi e i materiali di consumo) e poi coinvolgere nella lotta per la legalità il tessuto sociale sano di Napoli, la stragrande maggioranza dei cittadini che vive il problema della criminalità come un’offesa alla propria identità. L’annunciato aumento della presenza delle forze dell’ordine è un fatto positivo. Ora è necessario anche rilanciare numerose e seguite campagne di educazione alla legalità nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché occorrono investimenti nelle politiche sociali. La trasformazione passa anche e sopratutto attraverso lo sforzo personale a lasciarsi dietro scetticismo, e abitudine al superamento delle leggi tramite gabole e trovate varie (anche se ingegnose), che però affossano mortalmente l’intenzione al miglioramento del grado di rispetto verso l’altro/a, nostro concittadino. Fare fesso qualcuno è in sostanza sgambettare sé stesso e fare apologia del malefico status quo. Interessa?

  • pif

    La storia c’entra sempre, perchè le persone non sono buone o cattive a prescindere. E’ sempre la condizione sociale, economica e politica (dirette conseguenze della propria storia) a determinare i comportamenti dei popoli.
    I meridionali hanno tutti i difetti che gli si attribuisce, quello che non si dice è che prima non erano così, lo stato italiano ne ha tirato fuori la parte peggiore.

  • pif

    Di quale storia parli, di quella che ti hanno insegnato a scuola?
    Tutte menzogne. Il libro di storia che ti devi leggere te l’ho gia detto, sempre che tu abbia volgia di scoprire spiacevoli novità.
    Eccolo il nocciolo della questione: il mito dei grandi lavoratori padani che si sono costruiti tutto con il loro sudore… Sarà una mazzata colossale scoprire che non è vero. Se di va di conoscere la realtà sui presunti regali fatti al sud, serviti pure:

    G.Zona – Come ti finanzio il nord – ESi

    Per il resto io non voglio essere tuo fratello, non la voglio la tua penosa elemosina e la tua pelosa compassione. Vogliamo stare per i fatti nostri e stabilire da soli quello che è bene o male, e sopratutto come vogliamo vivere.
    Se davvero ci volete aiutare aiutateci a liberarci di voi…

  • Sven

    A questo punto non mi resta che augurarti di vedere presto nel futuro una piccola Svizzera al Nord e una nuova Albania al Sud..Contento tu!
    So benissimo che la storia della scuola è falsata anche sul Rsorgimento e sull’Unità d’Italia..Non vuoi essere mio fratello?!?tanto meglio, visto che iniziavi ad essermi un po’ antipatico.Io volevo farti capire che non ce l’ho con voi a priori!
    Buona fortuna!

  • pif

    Grazie, anche se di fortuna ne avrà molto più bisogno il nord, noi abbiamo già toccato il fondo.