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IL RISVEGLIO GLOBALE TEMUTO DA BRZEZINSKI E’ ARRIVATO ?

DI PAUL JOSEPH WATSON
prisonplanet.com

Monumentale grido di battaglia per la libertà in tutto il mondo rischia di deragliare l’agenda del nuovo ordine mondiale

Il “risveglio politico globale” molto temuto da Zbigniew Brzezinski è in pieno svolgimento. Rivolte in Egitto, Yemen, Tunisia e altri paesi rappresentano un grido di libertà veramente imponente  in tutto il mondo  che rischia di danneggiare enormemente l’agenda per un governo mondiale, ma solo se i rivoluzionari riusciranno ad evitare di essere cooptati da una paranoica e disperata elite globale.

Durante un discorso al Council on Foreign Relations a Montreal l’anno scorso, il co-fondatore insieme a  David Rockefeller della Commissione Trilaterale e regolare partecipante alle riunioni del gruppo Bilderberg, Zbigniew Brzezinski, ha lanciato l’allarme per un “risveglio politico globale”, principalmente da parte dei giovani dei paesi in via di sviluppo, che minaccia di rovesciare l’ordine internazionale esistente.

Leggere interamente le parole di Brzezinski, alla luce delle rivolte globali che ora vediamo diffondersi a macchia d’olio in tutto il pianeta, ci offre una sorprendente panoramica su quanto sia di fondamentale importanza l’esito di questa fase della storia moderna, per il futuro corso geopolitico del mondo, e di conseguenza per la sopravvivenza e la crescita della libertà umana in generale.

Per la prima volta nella storia umana, quasi tutta l’umanità è politicamente attiva, politicamente consapevole e politicamente interattiva … Il risultato globale dell’attivismo politico sta generando un impulso alla ricerca della dignità personale, del rispetto culturale e di opportunità economiche in un mondo dolorosamente segnato dai ricordi di una secolare dominazione straniera coloniale o imperiale … L’anelito alla dignità umana a livello mondiale è la sfida centrale insita nel fenomeno del risveglio politico globale … un risveglio che è socialmente imponente e politicamente radicalizzante … L’accesso quasi universale a radio, televisione e Internet sta creando sempre più una comunità di percezioni condivise e di invidia che può essere galvanizzata e canalizzata da demagogiche passioni politiche o religiose. Queste energie trascendono i confini sovrani e rappresentano una sfida sia per gli Stati esistenti, che per l’attuale gerarchia mondiale, su cui ancora si fonda l’America…

I giovani del Terzo Mondo sono particolarmente inquieti e risentiti. La rivoluzione demografica che essi rappresentano è quindi una bomba politica ad orologeria, come pure … Il loro potenziale rivoluzionario potrebbe emergere tra le decine di milioni di studenti concentrati negli istituti di istruzione di “terzo livello” spesso intellettualmente discutibili dei paesi in via di sviluppo. Stando alla definizione di istruzione di terzo livello, vi sono attualmente in tutto il mondo tra 80 e 130 milioni di studenti “universitari”. In genere provenienti dalla piccola borghesia socialmente insicura e infiammata da un senso di indignazione sociale, questi milioni di studenti sono rivoluzionari-in-attesa, già semi-mobilitati in assemblee di grandi dimensioni, collegate da Internet e pre-posizionati per un replay su scala più grande di ciò che è accaduto anni prima a Città del Messico o in piazza Tiananmen. La loro energia fisica e la frustrazione emotiva è solo in attesa di essere innescata da una causa, o una fede, o un sentimento di odio …

Anche [Le] maggiori potenze mondiali, vecchie e nuove, affrontano una realtà nuova: mentre la letalità della loro forza militare è più grande che mai, la loro capacità di imporre il controllo sulle masse politicamente risvegliate del mondo è a un minimo storico. Per dirla senza mezzi termini: in tempi precedenti, era più facile controllare un milione di persone che uccidere fisicamente un milione di persone, oggi, è infinitamente più facile uccidere un milione di persone che controllare un milione di persone.

Zbigniew Brzezinski

E ‘importante sottolineare che Brzezinski non stava elogiando l’inizio di questo “risveglio politico globale”, lo stava screditando. Come uno degli dei principali architetti dell'”attuale gerarchia a livello mondiale”, a cui fa riferimento, lo stesso Brzezinski è sotto minaccia diretta, così come in generale la continua capacità dell’élite globale di controllare gli affari del mondo.

Brzezinski si rammarica del fatto che Internet ha reso quasi impossibile per le élites globali controllare l’ambiente politico, controllare i pensieri e il comportamento di un milione di persone, che è precisamente ciò per cui l’Egitto si è mosso per fermare il world wide web ieri, in un disperato tentativo di evitare che gli attivisti si organizzassero contro lo Stato.

Come è di routine ogni volta che sommosse e rivoluzioni spuntano improvvisamente come dal nulla, la storia ci ammonisce di non prendere alla lettera quello che si vede, e ricordare le numerose artificiose “rivoluzioni colorate” che sono servite a ben poco se non a consentire all’elite globale del FMI/Banca mondiale di rovesciare un potere canaglia e sequestrare il paese entrando dalla porta di servizio con l’aiuto di regimi fantoccio successivamente insediati.

Tuttavia, l’effetto domino della rivoluzione globale che ha subìto un’accelerazione nelle ultime settimane, sembra essere stato generato da una genuino desiderio coordinato, su base popolare, per la vera libertà, e la fine dei regimi dittatoriali che gli Stati Uniti e l’elite bancaria hanno contribuito a sostenere.

La rivolta globale che si sta diffondendo in tutto il Medio Oriente e il Nord Africa, avendo già toccato l’Europa con disordini e scioperi in Italia, Francia, Grecia e Regno Unito lo scorso anno, si caratterizza come una reazione contro la dittatura, la brutalità della polizia e la repressione politica. Questi fattori hanno agitato correnti sotterranee di risentimento per anni, ma solo grazie ad una maggiore educazione e ad un più facile accesso alle informazioni e alla capacità di organizzazione attraverso Internet, una nuova generazione di attivisti ha detto finalmente basta. L’aumento vertiginoso dei prezzi alimentari, l’inflazione del carburante, salari più bassi e alta disoccupazione hanno svolto un ruolo centrale.

Come scrive Andrew Gavin Marshall nel suo ottimo articolo, Stiamo assistendo all’inizio di una rivoluzione globale? “Non dobbiamo accantonare queste proteste e rivolte come istigate dall’Occidente, ma piuttosto come proteste emerse in maniera organica, e l’Occidente sta tentando successivamente di cooptare e controllare i movimenti emergenti”.

Nel caso di Egitto, Yemen e Tunisia, tutti e tre i regimi hanno goduto del supporto multi-decennale del complesso militare-industriale. Tutti e tre sono stati vassalli completamente compiacenti con il nuovo ordine mondiale. Non c’era bisogno di “rivoluzioni colorate” fittizie o messe in scena provocate dall’elite globale in questi paesi.

Infatti, il dado era già stato tratto quando l’amministrazione Obama ha espresso il suo sostegno al trentennale dittatore Hosni Mubarak, durante un’intervista della PBS di ieri, quando il vice-presidente Joe Biden ha lasciato intendere che le richieste dei manifestanti sono illegittime.

“L’azione riflessa delle potenze imperiali è quella di armare e sostenere ulteriormente i regimi oppressivi, come pure la possibilità di organizzare una destabilizzazione attraverso operazioni di infiltrazione o di guerra aperta (come si sta facendo in Yemen)”, scrive Marshall. “L’alternativa è quella di avviare una strategia di “democratizzazione”, in cui le Organizzazioni Non Governative-ONG- occidentali e organizzazioni della società civile, stabiliscono contatti e relazioni forti con la società civile nazionale in queste regioni e nazioni. L’obiettivo di questa strategia è quello di organizzare, finanziare e aiutare direttamente la società civile nazionale per la creazione di un sistema democratico, sul modello occidentale e, quindi, mantenere la continuità della gerarchia internazionale. In sostanza, il progetto di “democratizzazione” implica la creazione delle strutture esteriori visibili di uno stato democratico (elezioni multipartitiche, società civile attiva, “indipendenza” dei media, ecc) e tuttavia mantenere la continuità nella sottomissione alle corporazioni, alla Banca Mondiale, al FMI, alle multinazionali e alle potenze occidentali”.

Ricordate – ogni paese che mantiene la propria sovranità, agisce principalmente nel suo interesse e tenta di costruire se stesso come uno Stato forte, prospero e culturalmente forte è un nemico per i globalisti. La gerarchia internazionale esige il rispetto, la dipendenza, la debolezza e una diluizione del patrimonio e della cultura in modo che ogni nazione possa essere racchiusa nella sfera di controllo del governo mondiale.

Non commettete errori a questo proposito, stiamo assistendo ad una rivoluzione globale, l’età della collera è caduta su di noi come tessere di domino che raggiungono ogni angolo del pianeta. Se l’esito sarà il rovesciamento dell’attuale gerarchia globale, come teme Zbigniew Brzezinski, resta da vedere, ma sicuramente questo dipenderà da chi controllerà i nuovi governi che sostituiranno i governanti spodestati – la gente che ha iniziato il processo di cambiamento, o la Banca mondiale, o il FMI, o le ONG e il resto delle élites globali che stanno disperatamente tentando di salvare il loro programma di governo mondiale da un deragliamento.

Versione originale:

Paul Joseph Watson
Fonte: www.prisonplanet.com/
Link: http://www.prisonplanet.com/brzezinskis-feared-global-awakening-has-arrived.html
28.01.2011

Versione italiana

Fonte: http://ilupidieinstein.blogspot.com
Link: http://ilupidieinstein.blogspot.com/2011/01/il-globale-temuto-da-brzezinski-e.html
29.01.2011

Traduzione a cura di DAKOTA JONES

Pubblicato da Davide

  • castigo
  • neutrino

    Il risveglio globale! La fine delle disuguaglianze è vicina!
    Presto i laureati italiani emigreranno in Egitto per fare i pizzaioli.

  • nettuno

    Ottimo articolo e con delle considerazioni lungimiranti . E qui sta i punto – questa Elite che piani potrà mettere in campo per conservare la sua supremazia? Tutti gli scenari ipotizzati da noi lettori, l’Elite li ha sicuramente esaminati ..più uno: la guerra. Israele ha bisogno di nemici che l’aggrediscano, mentre ora Israele è un subdolo agressore .. Questo è lo scenario che prevedo …Fare un conflitto.

  • Levandowski

    Questo articolo è dannatamente paranoico…come i suoi fondatori d’altronde (pupilli di Alex Jones) ma ora voglio porre il razionale quesito:

    Se queste pseudo rivoluzioni variopinte, sono finanziate dagli Stati Uniti, che motivo c’è di allarmarsi??? Di certo non intralciano i piani delle èlite che vogliono proseguire, anzi, queste storie sono sulla loro stessa agenda!!

  • geopardy

    Arguta.
    Loro si muovono noi stiamo fermi, loro progrediscono noi regrediamo, hai ragione tra poco potrebbe essere benissimo in questo modo, cos’altro ci rimarrebbe da fare, altrimenti?
    Le trasmissioni di cucina fioccano ormai, tutti devono cucinare e questo è cosa buona, ma speriamo che ci sarà qualcosa da cucinare qui, altrimenti dovremmo per forza di cose farlo all’estero
    Scherzo, figuriamoci!
    Con tutti i soldi che stiamo investendo nella ricerca e nella cultura dovrebbero venire dalla spazio per starci avanti.
    Ciao
    Geo

  • Rossa_primavera

    A me sembra invece che queste rivolte,piu’ che globali,abbiano una
    collocazione geografica,religiosa ed etnica ben precisa:non si sta
    sollevando tutto il mondo ma le popolazioni di un certo mondo ben
    preciso,se consideriamo anche i disordini di qualche mese fa in Iran.
    E’ il mondo islamico insomma ad essere per ora attraversato da questo
    desiderio di rivolta,non si possono paragonare queste situazioni da
    guerra civile con gli scioperi avvenuti in Europa come fa l’articolista.
    Un conto e’ la manifestazione del dissenso un’altra avere un Bava Beccaris pronto a sparare sulla popolazione che insorge perche’ le
    vengono negati i diritti fondamentali della persona.
    Poi certo le cause di queste rivolte sono tuttora da accertare:una certa
    ben precisa corrente di pensiero dira’ che si tratta di disordini voluti
    dalla cia e dal mossad per destabilizzare,un’altra impostazione dira’
    invece che si tratta di popoli oppressi da oscurantisti regimi illiberali
    islamici che negano i diritti fondamentali dell’uomo.Ai posteri l’ardua
    sentenza.

  • alvise

    Sono d’accordo perchè hai la realtà dalla tua parte, e cioè che le etnie coinvolte in questi subbugli, appartengono tutte alla stessa religione.Detto questo, è bene che gli speranzosi di qualcosa di simile anche da noi, si mettano il cuore in pace.Prima di tutto perchè noi italiani non abbiamo ancora recepito veramente la gravità della crisi economica, sia attuale che a prossima scadenza (secondo me), per cui non essendo ancora alla fame VERA, ce ne staremo con la nostra codina tra le gambe, ci restano le contestate bunga bunga del premier, per scaricare un poco le nostre frustrazioni, ma con quelle non si va da nessuna parte, non è che improvvisamente ritorniamo al boom degli anni 60′.Probabilmente sentiremo qualche avvisaglia nei prossimi giorni, con l’arrivo del prezzo del petrolio, aumentato, che come si sa, coinvolge tutta la filiera produttiva-alimentare.Però non illudiamoci comunque, lo schiavo non lo si lascerà mai morire, visto che serve ai potenti della terra.Ormai si sa come andrà a finire, qualunque sia il governo che verrà, o che già abbiamo, andrà a finire con qualche contentino economico, non so quale, che sbollirà un pochino il sangue, e poi di nuovo come prima, calcio, tv spazzatura, culi, tette e gossip, il pranzo è servito, altro che rivoluzione italiana.Se non ci sarà nessun contentino, come sempre hanno fatto i politici, spero che qualcuno e lo ricordi questo trucchetto, allora forse qualche decina di persone in piazza si vedranno, peccato che non servira ad un bel niente.Bersani vuol portare 10 milioni di persone in piazza a protestare?Totò direbbe “e io mi ci pulisco il culo coi loro volantini”.A genova abbiamo un detto “ghe vo l’egua grossa nu a sprinna” (ci vuole l’acqua grossa non la pioggerella).

  • vic

    “Ricordate – ogni paese che mantiene la propria sovranità, agisce principalmente nel suo interesse e tenta di costruire se stesso come uno Stato forte, prospero e culturalmente forte è un nemico per i globalisti. La gerarchia internazionale esige il rispetto, la dipendenza, la debolezza e una diluizione del patrimonio e della cultura in modo che ogni nazione possa essere racchiusa nella sfera di controllo del governo mondiale.”

    Paranoico?
    A me sembra lucido e disincantato.

    In Svizzera, paese dalla tradizione democratica popolare piu’ antica del mondo, si pensa esattamente questo. La maggioranza della popolazione pensa questo. Tutti paranoici?

  • Bellerofon

    E’ incredibile come la “Solita Elite” riesca a prenderci per i fondelli e manovrarci come e quando vuole. Questo articolo è l’ennesima, oltraggiosa presa in giro. Niente accade per caso. Niente accade, che non sia finalizzato all’esclusivo vantaggio dell’Impero. Coi cadaveri ancora sulle strade, Obama ordinava all’Egitto “Adesso fate le riforme!”. Più chiaro di così…! Ma quale rivolta, ma per cortesia…Quando il caos verrà stabilito anche per l’Italia e incendierà le nostre strade e città, allora vorrò vedere tutti questi commentatori illuminati col culo al caldo dietro ai loro pc.
    Persino “La Repubblica” rivela la vera natura di ciò che succede:

    http://www.repubblica.it/esteri/2011/01/29/news/wikileaks_rivolta_pianificata_dal_2008_e_spunta_il_manuale_della_protesta-11803442/

    Diamoci una svegliata. Il Mondo è troppo importante per l’Elite, perchè esso venga lasciato al caos/caso.

  • TN

    Siete entrambi in errore, perché vista la frammentazione tra sette ed etnie e le stesse divisioni religiose all’interno dell’Islam, non si può parlare di “mondo islamico” o di “stessa religione”: parlereste di “stessa religione” paragonando un cattolico ad un luterano?
    O, meglio, se le stesse rivolte accadessero in Grecia, UK e Germania, parlereste forse di rivolte nel “mondo cristiano”?
    L’unica cosa che hanno in comune quelle aree è l’eredità post-colonialista occidentale: il “germe” del malessere è quello, ed è ciò che li accomuna. Altro che Islam… altrimenti come mai in altri paesi FORTEMENTE islamizzati, come ad esempio l’Arabia Saudita, queste rivolte non scoppiano?

  • geopardy

    Il mondo è un po’ più complicato di una partita a monopoli.
    Il tipo che scrive ha tutto l’interesse che tu (se ne hai) gli dia il tuo danaro da gestire.
    Nell’articolo che hai suggerito ci sono anche interessanti e dubbiosi commenti sottostanti.
    Puoi postare anche il link della Goldman Sachs, sicuramente saranno ancora più rassicuranti.
    Qui con uno stipendio ci paghi sì e no le bollette, altro che investimenti per ripartire.
    Ciao
    Geo

  • geopardy

    I vasi comunicanti ci sono, ma ci comunicano un livellamento verso il basso e non verso l’alto, in pratica i paesi iemergenti ci comunicano il loro reddito e noi li ascoltiamo con cura.

  • wld

    Giuato TN, l’Islam non c’entra nulla, la rivolta è molto differente e non si può paragonare all’Iran degli anno 60 dove è stato destituito Mohammad Reza Pahlavi, per far posto agli IMAM, in quel caso Comeini.
    Le condizioni sono molto diverse, l’allora Persia oggi Iran, era molto ricca, perfino l’allora Presidente Leone aveva chiesto un prestito per l’Italia (e lo è ancora). Oggi l’Egitto non ha (per il momento) nessun esponente religioso da proporre (per il momento) nemmeno i Fratelli Mussulmani hanno quella forza Politico/religiosa per imporsi, è una lotta per una occupazione, per migliorare il tenore di vita che ha raggiunto ormai il fondo del barile; ben diverso dalla popolazione occidentale che ha ancora qualche cartuccia da sparare (come l’Italia). Noi come tutta la Comunità Europea, con il posteriore per terra non ci siamo ancora arrivati. La fame, le condizioni indigenti di vita, il non rispetto dei diritti civili, il maltrattamento della condizione femminile, il clientelismo e la corruzione sono fondamentali per dare una parvenza di esistenza tollerabile, tutte cose che nell’Africa del nord (Magreb) sono state per troppo tempo calpestate da regimi dittatoriali per giochi di interesse geopolitici. Credo che sia difficile che l’esercito possa sparare sulla folla e … le contromisure del Presidente Mubarak si sono rilevate ormai troppo tardive.

  • ROE

    Niente illusioni. Dopo il colonialismo, le dittature e dopo le dittature le domocrazie formali. Come in Italia. Questo è il piano. Basta guardare http://holos.unigov.org/alfabeta.org per capirlo. L’unica soluzione per impedirlo è http://www.asmad.org e questo è l’uomo che può farlo http://www.unigov.org/rmg.htm.

  • Levandowski

    Roe metti un’altro link e non leggo nemmeno le tue risposte!

  • stonehenge

    Abu Omar è una brava persona.scusami GF

  • Rossa_primavera

    Perche’ gli abitanti dell’Arabia Saudita sono quasi tutti ricchissimi grazie
    alla vendita di petrolio ai perfidi occidentali e ai perfidi statunitensi e
    possono dunque permettersi di girare il mondo nei migliori alberghi e
    ristoranti,oltre a poter comprare tutto cio’ che vogliono.Non hanno comunque interesse ad alcun cambiamento,ma l’Arabia e’ un caso molto
    molto diverso da quello di ogni altro paese islamico.

  • Rossa_primavera

    L’ISLAM c’entra eccome col “maltrattamento della condizione femminile”
    che tu stesso hai citato come una delle cause di questo tsunami e la
    brava e compianta Orianna Fallaci,che certo non poteva essere sospettata di simpatie fasciste o di destra,questo lo ha sempre detto
    ma e’ rimasta,nel panorama della sinistra italiana,una vox in deserto
    clamans.

  • TN

    A parte che questo dei sauditi “molto ricchi” è un luogo comune (il PIL pro-capite dell’Arabia Saudita è inferiore a quello della Repubblica Ceca, e pari a quello del Portogallo, grosso modo, tanto per dirne una), c’è un’élite anche là, sai? E di conseguenza ci sono poveri, donne oppresse ed esecuzioni sommarie anche là.
    Solo che le moderne vestali del politically correct hanno una visione molto, molto selettiva degli Stati a cui imporre i “diritti civili” e la “democrazia”. Così come è stato per Egitto e Tunisia fino a ieri.
    Ma, in ogni caso, se l’Arabia Saudita fa caso a sé, perché non dovrebbe farlo anche il Marocco, o l’Afghanistan o l’Iran?
    Sono Stati che hanno una configurazione etnico/religiosa molto differente tra loro. Eppure vengono sempre semplicisticamente accomunati in base ad un presunto “pericolo islamico”. Ormai è diventato un luogo comune, quello dell’islam terrorista e fanatico, evidentemente la lezione di Huntington è stata ben metabolizzata dagli occidentali, in 15 anni di martellamento mediatico.
    Siamo al punto in cui i “giornalisti” si permettono di demonizzare un partito di ispirazione islamica chiamandolo “islamista”, e per l’utente medio è tutto perfettamente normale.

    Stendiamo un velo pietoso sulla Fallaci: se lei è “di sinistra”, allora io sono un alieno. Ho letto quasi tutti i suoi ultimi libri, ma il più becero e reazionario è “La rabbia e l’orgoglio”, manifesto anti-islamico che, se da una parte denuncia un pericolo reale (l’annacquamento della nostra identità con l’immigrazione selvaggia), poi sbaglia clamorosamente il bersaglio della sua rabbia, prendendosela con i “fondamentalisti” che vorrebbero conquistarci con la demografia (casualmente, lo stesso “pericolo” invocato dai sionisti come pretesto per impedire il ritorno dei profughi palestinesi).
    Vediamo invece il cui prodest: io dico che chi ha interesse ad annacquare l’identità degli stati nazionali europei è lo stesso soggetto (multiplo) che mira ad un unico governo europeo sovranazionale, e che per questo conduce in maniera molto blanda la lotta all’immigrazione clandestina. Ma queste sono solo paranoie, giusto?

  • wld

    …hai detto bene TN, “per l’utente medio è tutto perfettamente normale”, e come vedi anche qui le cose non vanno diversamente; tutto viene digerito ed incamerato, metabolizzato come fatti normali solo perché scritti da personaggi che si definiscono giornalisti. I canali televisivi, i giornali, i network, in 15 anni (come hai detto Tu) hanno fatto un danno enorme nella psiche, creando paure e terrore, depistando creando il: “problema, reazione, soluzione”