IL RIMBALZO DI PIRRO

DI MORENO PASQUINELLI
sollevazione.blogspot.com


Perché il salvataggio non riuscirà ad evitare un nuovo traumatico collasso

La caduta in atto oggi (ieri, ndr) delle borse europee mette in mostra tutta la fragilità della grande euforia seguita all’accordo raggiunto in extremis dal vertice Ecofin-Bce di domenica notte. Chi ha ritenuto che le misure di salvataggio adottate abbiano sventato sul serio il rischio di un nuovo collasso finanziario con epicentro questa volta l’Europa, dovrà ricredersi. Come gli analisti “pessimisti”, tra cui chi scrive, hanno segnalato, queste misure hanno solo allontanato, e nemmeno troppo in là nel tempo, questo rischio. In cosa consistano queste misure è noto.

Oltre al fondo di compensazione di 750 miliardi di euro (mille miliardi di dollari!) per correre in soccorso dei PIIGS nell’eventualità che esploda la crisi dei loro debiti (un piano che segue la modalità dell’aiuto alla Grecia e che applica a due anni di distanza la terapia adottata dalla Federal Reserve e dalla Banca d’Inghilterra), la vera novità è che, aggirando i Trattati sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’Articolo 123, la Banca centrale europea, potrà comprare (e infatti sta già massicciamente comprando) i titoli di stato semi-spazzatura dei paesi sotto attacco speculativo, appunto per tamponare la corsa alla vendita dei titoli medesimi, onde evitare che assieme alla Grecia vadano in bancarotta non solo gli altri “maiali”, ma per scongiurare che salti tutta la catena dei paesi imperialisti.

grafico 1

«Se ti devo un dollaro io ho un problema, ma se ti devo un milione di dollari allora il problema è tuo». Questo è quanto affermò, con arguzia, J. M. Keynes il secolo scorso. Si dia uno sguardo al grafico n.1. Si capisce al volo la ragione delle drastiche decisioni assunte dal vertice europeo. Un crollo dei PIIGS avrebbe travolto paesi ben più blasonati, i bastioni del turbo-capitalismo: Francia, Germania, Regno Unito, USA, Olanda. Sono proprio questi paesi che detengono i titoli-semi-spazzatura dei PIIGS, e se questi ultimi facessero bancarotta avremmo né più e né meno che il crollo dei sistemi bancari dell’Occidente. E’ dunque allo scopo di evitare un collasso finanziario ben più devastante di quello del settembre 2008 che Unione e Bce hanno escogitato il salvataggio, che alcuni hanno già definito “arma di distruzione di massa”, visto che questo salvataggio impone non più solo alla Grecia ma urbi et orbi, cure da cavallo antipopolari per contenere e ridurre, prima che sia troppo tardi, il debito endemico degli stati.

In questa maniera si è risolta la crisi? Certo che no!  Si è solo tamponata, in ritardo, una falla devastante. Se si è giunti a stracciare i dogmi monetaristi contenuti nei Trattati, da Maastricht in poi è perché è oramai universale la consapevolezza che tutto il sistema turbo-capitalista (quello contrassegnato dal predominio della sfera del capitalismo finanziario predatorio sulle altre)  sta per tirare le cuoia, col pericolo di passare dalla crisi alla catastrofe economica, coi rischi connessi di disgregazione europea e di riaccensione di incontenibili e inediti conflitti sociali e nazionali.

Si osservi ora il grafico n. 2. Esso mostra quali e quanti sono i paesi che “i mercati”, leggi il capitalismo finanziario predatorio annidato nelle borse di Wall Street e della City e non solo, considerano a rischio altamente probabile di default.

grafico 2

Se si spezza anche solo un anello, anche solo quello greco, tutta la catena dei debiti pubblici sovrani europei può spezzarsi. Quello che comunemente si chiama “pericolo di contagio”. Che poi il “contagio” si fermi ai PIIGS-allargati, questo resta tutto da vedere. In assenza di una forte ripresa, se cioè l’economia europea non esce presto dalla recessione economica, non c’è salvataggio che tiene: i debiti, ove non crescessero sono destinati a permanere e a consolidarsi. Che la Bce stia acquistando montagne di “titoli tossici” immettendo dosi ingenti di liquidità nei mercati allo scopo di salvare le banche (il che equivale a creare nuova moneta in barba ai dettami di Maastricht), non sventa il rischio di default europeo, potrebbe invece causare un infarto generale. La speranza dei tecnici europei del dominio finanziario è che questa iniezione di liquidità stimoli una ripresa economica duratura. Se questa non ci sarà, tutto andrà carte quarantotto.

E’ oramai evidente che quello dei PIIGS non è altro che un alibi. Ripetiamo: tutto il sistema imperialistico è malato gravemente. La malattia non riguarda infatti solo loro ma tutto l’Occidente. Questa malattia, che è strutturale, che cioè afferra le radici stesse del sistema, si manifesta nel debito colossale accumulato negli ultimi vent’anni. Secondo le stime più attendibili (vedi “la spirale dei debiti ingessa l’Europa”, Il Sole 24 Ore del 9 maggio) se si sommano i debiti totali (pubblici e privati) di Stati Uniti, area euro, Regno Unito, Giappone  e Canada, si arriva infatti ad una cifra astronomica: 130mila miliardi di dollari! Due volte il Pil mondiale. Due volte e mezzo la capitalizzazione di tutte le borse del mondo.

I due baricentri tradizionali del capitalismo mondiale, gli Usa e l’area euro, hanno rispettivamente 55mila miliardi di debiti pubblici e privati e 40mila miliardi. Una patologia ormai cronica, una zavorra che incatena stati e imprese capitaliste, che sta gettando in una miseria nuova i salariati, e che ipoteca ogni eventuale ripresa del ciclo economico. I PIIGs si dice. Che dire del Regno Unito, che ha ha un debito totale quattro volte e mezzo più alto del suo Pil?

Il cappio del debito, anche a causa dei ciclopici piani di salvataggio delle banche e degli stati, è destinato a stringersi sempre più. Più grande è il debito più diventa indispensabile il rifinanziamento. Fino a che si trovano investitori disposti a comprare obbligazioni e titoli e a prestare soldi, tutto va bene. Ma se gli investitori, tra cui le banche, sono a loro volta indebitati, la catena si spezza. Il crollo borsistico della settima scorsa, in particolare delle banche, è presto spiegato: esse sono piene di obbligazioni non solo dei PIIGS ma di stati che solo a patto di dolorose cure da cavallo potranno rimborsare i loro debiti. Due anni fa parlavamo dei titoli tossici, di derivati corrispondenti a crediti inesigibili. Siamo giunti ad un punto che “tossici” sono considerati “dai mercati” i titoli di stato di svariati paesi occidentali. Senza dimenticare che le stesse banche vacillano da anni poiché utilizzano a dismisura le loro “leve finanziarie” (la facoltà di immettere sul mercato crediti svariate volte la loro effettiva capitalizzazione).

Ridurre i debiti! Questa è la soluzione e il grido di battaglia. Facile a dirsi, arduo a farsi. Ridurre i debiti è possibile soltanto comprimendo il ciclo economico, scaricando non solo sui salariati e i piccoli risparmiatori, ma sulle stesse aziende capitalistiche, i costi della cura da cavallo. Parla l’esperienza: dagli anni ’30 ad oggi ci sono state massicce riduzioni dei debiti almeno 45 volte, e nella maggior parte dei casi il fenomeno ha causato recessione se non la bancarotta di intere economie. Il serpente capitalistico si morde la coda, col rischio che in questo girare a vuoto su se stesso, il sistema vada incontro ad una catastrofe di portata epocale, con le conseguenze (pauperizzazione, sfascio sociale e di intere nazioni, ecc) che ognuno può immaginare.

Per quanto tempo ancora dovremo sopportare il fardello del capitalismo? Occorre davvero toccare il fondo per decidersi a ricostruire su fondamenta socialiste le nostre società?

Moreno Pasquinelli
Fonte: http://sollevazione.blogspot.com
Link: http://sollevazione.blogspot.com/2010/05/il-rimbalzo-di-pirro.html#more
11.05.2010

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Tao
Tao
12 Maggio 2010 , 6:38 6:38

IN GERMANIA SI SCOMMETTE ANCORA: 2011, FINE DELL’EURO DI MAURO BOTTARELLI ilsussidiario.net L’euforia è già finita. E la cosa non deve stupire. Per quanto la parola “trilione”, ovvero l’ammontare messo a disposizione dall’Ue per salvare l’euro dal rischio di default sovrani, faccia sempre un certo effetto, i mercati tendono a essere più razionali dei politici. Quei soldi non sono sufficienti. Ma soprattutto la crisi del debito che sta colpendo l’Europa è sistemica, non un default dovuto a contingenze straordinarie. La Grecia non è in grado di tagliare il suo deficit per l’ammontare concordato, questo è chiaro. Il Portogallo è in default tecnico, la Spagna a breve dovrà bussare alle porte di Bruxelles e soprattutto sta per aprirsi il caso britannico. Londra ha detto no al piano di salvataggio europeo e questo parla la lingua di una duplice presa di posizione: primo, la nostra situazione è davvero grave e dobbiamo pensare prima a noi che agli altri. Secondo, se i regolatori europei andranno, come sembra, a colpire le attività speculative, la City pagherà un prezzo altissimo e pur di non affogare passerà pesantemente al contrattacco (con ovvie ripercussioni sul nostro mercato borsistico, di proprietà del London Stock Exchange). I problemi più… Leggi tutto »

amensa
amensa
12 Maggio 2010 , 6:59 6:59

ottimo articolo, chemerita una precisazione. in un sistema monetario con denaro che incorpora il valore facciale (oro , argento, ecc…)un prestito necessita PRIMA un risparmio, ovvero il capitale richiede che PRIMA ci sia stata la creazione di ricchezza. è un sistema lento, ma sicuro con il denaro “creato” dal sistema bancario si inverte il paradigma PRIMA è dispoonibile il capitale, POI ci sarà la creazione di ricchezza per rendere il capitale creato. se i prestiti venissero sempre resi, non ci sarebbe nulla di male, a parte il fatto di avere dei cicli investimento /produzione più veloci. anche questo potrebbe essere un sistema economico SANO, se i debiti venissero resi con una CREAZIONE di ricchezza. ma si sono messi di mezzo i governi, ch epreferendo tollerare l’evasione fiscale, l’elusione, e quant’altro, hanno cominciato a ricoprire i buchi di bilancio con dei prestiti. e di li nasce il debito pubblico. la mazzata finale a tale sistema l’ha dato poi l’abitudine di NON generare ricchezza, di NON pagare i debiti se non contraendone di ulteriori, e questa montagna di debiti, che come dice è superiore a 2 volte il pil mondiale, non trova più nessuno capace di creare tanta ricchezza per ripagarli. punto… Leggi tutto »

Earth
Earth
12 Maggio 2010 , 7:44 7:44

un commento d’oro

Tao
Tao
12 Maggio 2010 , 7:47 7:47

DOPO L’EUROBAILOUT DI PINO CABRAS megachipdue.info Chissà perché le borse hanno gioito così tanto, dopo l’annuncio dei 750 miliardi di euro approvati nel pieno dell’emergenza della speculazione. Chissà perché i titoli delle banche si apprezzavano più degli altri. Sarà perché le banche avevano ormai qualcuno che si impegnava a comprare i loro crediti inesigibili. La Banca Centrale Europea è ora disposta a creare moneta dal nulla con regole nuove pur di salvarli, banche e banchetti. Il crescendo di allarmi sui debiti sovrani ha una base autentica, di certo. Quei debiti abnormi ci sono, perché gli Stati si sono sovraccaricati di compiti spesso contraddittori, insostenibili, gravati da corruzioni e clientele portate a consumare oggi le risorse di domani. Meno autentico è il momento in cui l’allarme viene esasperato. Sono stati gli speculatori a scegliere i tempi e i modi: le iene assaltavano gli gnu più isolati e più piccoli, rendendo un servizio alle bestie più grandi e malate, ma ancora capaci di nascondere il loro stato. Dosando gli allarmi dove volevano i predatori, i tassi di interesse per i titoli di stato greci dovevano salire vertiginosamente e il loro rating precipitare appena sopra il valore della carta straccia: così era facile… Leggi tutto »

Kerkyreo
Kerkyreo
12 Maggio 2010 , 7:57 7:57

Ridurre i debiti e’ sicuramente la soluzione piu’ semplice da dire, ma il problema e’ un altro! Scaricare sui salariati, sui piccoli risparmiatori, sulle famiglie sarebbe l’unica soluzione che i venduti e scialbi economisti sanno partorire? Fino ha quanto dobbiamo tireare la corda? ridicoli!! parliamo un po di questo debito, dai ragazzotti, parliamone!!! Da cosa e’ generato questo strabiliante punteggio debitorio? Se risolviamo le cause allora non avremo piu’ effetti!!! Parliamo degli stipendi spropositati dei manager, dei dipendenti pubblici di alto livello e dei politici, parliamo degli sprechi della sanita’ e della corruzione negli ospedali pieni di gente incompetente che ha il posto grazie ai legami familiari, parliamo dell’evasione fiscale dove la mafia la fa da padrona, parliamo dello sperpero di centinaia di milioni l’anno per appalti pubblici dati in mano alla mafia, parliamone dai!!! Parliamo delle spese dell’esercito in guerra, parliamo dei miliardi di euro che la mafia offre ogni anno alle banche per ripulirli e immetterli nel mercato, parliamo delle opere incompiute, parliamo della RAI, parliamo della corruzione nelle istituzioni pubbliche, parliamo delle banconote private stampate da una banca privata,parliamo del fatto che tutti ciucciano dalla mammella dello stato, parliamo dei settori in mano alla mafia, PARLIAMO DI… Leggi tutto »

amensa
amensa
12 Maggio 2010 , 8:04 8:04

c’è un alrtro modoper ridurre i debiti ed è prendere i soldidove ci sono.
tutti i soldi su cui può contare la speculaziuone, sono soldi che NON servono ai ploroproprietari, ne per mangiare, ne per star bene.
sono IN PI§, e quindio possono permettersi di giocarli al gran casinò della finanza.
requisirli tutti, sarebbe già sufficente per prendere due piccioni con una fava.
abbatter ei debiti pubblici e togliere di mezzo una finanza aguzzina.

Kerkyreo
Kerkyreo
12 Maggio 2010 , 8:20 8:20

Esatto!

brumbrum
brumbrum
12 Maggio 2010 , 8:23 8:23

una guerra ci sarà sicuramente prima o poi (meglio poi) e la maggior parte della gente non si renderà conto di un cazzo in qualsiasi caso

Cataldo
Cataldo
12 Maggio 2010 , 8:32 8:32

Sottopongo questo link all’autore ed hai commentatori.
http://www.newstatesman.com/banking-and-insurance/2010/04/european-trading-euroccp

Si parla di uno strumento la cui attivazione non è estranea alla consecutio degli eventi .

Tonguessy
Tonguessy
12 Maggio 2010 , 9:49 9:49

“se si sommano i debiti totali (pubblici e privati) di Stati Uniti, area euro, Regno Unito, Giappone e Canada, si arriva infatti ad una cifra astronomica: 130mila miliardi di dollari! Due volte il Pil mondiale. Due volte e mezzo la capitalizzazione di tutte le borse del mondo.” Bene, adesso sentite cosa dice Del Giudice, fisico e sostenitore della fusione fredda sulla questione economica: “adesso siamo in un periodo di crisi generale in cui le industrie non si pongono più, in nessuna parte del mondo, obiettivi produttivi. Tutti giocano a Monopoli, vendono e comprano aziende. L’arricchimento mediante speculazione ha preso il posto dell’arricchimento produttivo. L’investimento produttivo per bene che vada rende il 10-15 % l’anno, un investimento finanziario se le va male la porta al lastrico ma se le va bene le permette di triplicare il suo patrimonio e noi purtroppo adesso viviamo in un epoca in cui non prevale il produttore ma prevale lo speculatore e il consumatore. E nessuno dei due ha bisogno di scienza. Non c’è nessuna industria che fa della programmazione di lungo periodo, tutti partono dall’idea di Keynes che sei mesi è un lungo periodo e quindi nelle grandi Corporation gli amministratori delegati vengono licenziati se… Leggi tutto »

TizianoS
TizianoS
12 Maggio 2010 , 10:27 10:27

E’ come quell’uomo totalmente dedito al vino, che aveva delle terribili crisi parossistiche e urlava di volersi bere una intera botte di vino. Un mio cugino bancario mi riferì il caso, accaduto molti anni fa, quando egli si recò da lui per ritirare delle firme. Ma dopo pochi giorni l’uomo morì.

Facendo un paragone, credo che anche l’attuale sistema finanziario mondiale si trovi nella fase di ubriacatura parossistica finale in attesa di tirare presto le cuoia.

Nemesi
Nemesi
12 Maggio 2010 , 10:36 10:36

Tranquilli non succederà nulla, il Giappone va avanti con un debito di oltre il 200% del Pil e sono 20 anni che annaspando annaspando riescono a sbarcare il lunario. Il problema semmai è la speculazione, se va di questo passo non ci sarà nulla su cui si possa speculare e questi finanzieri si dovranno trovare un lavoro vero o mettere a coltivar patate. Ma i finanzieri sono furbi vedrete che inventeranno i titoli speculativi basati sul super enalotto o sulle corse dei cavalli, alla fine basta che ci sia un vincitore ed un premio e tutti sono felici. A Wall Streat gli agenti si trasformeranno direttamente in allibratori e così i poveri finanzieri non dovranno rinunciare ai loro beni essenziali, come il Jet personale, la villa sul lago e alla Escort full time. La catena alimentare arrivata all’uomo, che sta in cima, si ramifica ulteriormente infatti ci sono uomini che si cibano di altri uomini, però si tratta cannibalismo spirituale dove ad essere divorata è sopratutto l’anima dell’individuo. Alcuni individui ovviamente hanno subito fiutato il business e si sono dati al comemrcio di anime. Il mondo è fatto di sfruttati e sfruttatori senza i primi per i secondi sarebbe una… Leggi tutto »

brumbrum
brumbrum
12 Maggio 2010 , 10:41 10:41

“Il domani non muore mai”. Hai ragione, ma non si può dire lo stesso di noi

AlbertoConti
AlbertoConti
12 Maggio 2010 , 11:05 11:05

I CDS? Santi subito, se no l’insabbiamento dei falsi in bilancio non sarebbe venuto fuori! A sentire certe scemenze non si sa più se ridere o piangere. Se non fosse per le dimensioni del problema “finanziario” e le conseguenze tragiche che produce questo “mondo” verrebbe da compatire quei quattro imbecilli che lo rappresentano come un teatrino, chiuderli in una stanza e che si fottano tra loro. Invece no, non è possibile, perchè questi mentecatti ne hanno coinvolti altri, e poi hanno esteso le loro truffe ad altri boccaloni, e hanno stretto alleanza coi caporioni politici, delinquenti al par loro, per fottere con le loro truffe interi popoli, fino a gettarli nella disperazione e nelle guerre. Un esempio dei mille imbrogli che sanno architettare? Chiamare tutto questo “liberismo”. In fondo da piccoli i “bravi cittadini benpensanti” non si sono bevuti la storia del lupo travestito da nonna? Da grandi si può benissimo convincerli di questo ed altro, come i foglietti di carta colorata col copyright della premiata ditta “il gatto & la volpe”, presidente uno che di cognome (nella sua lingua) si chiama Sig. Imbroglio. Così quest’azienda di brave personcine è stata fondata su un “patto di stabilità” con gli europei,… Leggi tutto »