IL MANIFESTO, QUELLO STRANO QUOTIDIANO DI DESTRA

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FONTE: SOLLEVAZIONE (BLOG)

Sorprendente il commento di Valentino Parlato (il manifesto di giovedì 18 marzo) all'intervento di Tremonti in Parlamento.

Dare addosso al Ministro dell'economia è senz'altro doveroso, ma Parlato l'ha fatto usando gli argomenti di Strauss-Khan e Mario Draghi impegnati nelle stesse ore a spiegare i loro punti di vista innanzi al Parlamento europeo di Strasburgo.


E' notorio che Tremonti, il "colbertista", non abbia a simpatia la globalizzazione e i banchieri (vedi il suo libro "La speranza e la paura"), mentre gli altri due ne sono i portabandiera e i paladini. Solo per questo risulta quantomeno bizzarro, per non dire maldestro, che un quotidiano "comunista", malgrado la panoplia di capi d'accusa "di sinistra" che si potrebbero imputare al ministro di Berlusconi, vada invece a prendere le frecce nella faretra "di destra" di due pesi massimi del capitalismo globalizzato.


Nella foto: Valentino ParlatoLasciamo stare la tirata d'orecchi a Tremonti per avere definito "apprendisti stregoni" gli architetti della globalizzazione, quali appunto Strauss-Khan e Draghi (che equivale in un'implicita apologia degli stregoni). Ci chiediamo: come altro definirli visto l'esito disastroso della globalizzazione medesima?



Stucchevoli, ruffiane e gravi politicamente ci paiono le affermazioni successive. Sentite la rampogna rivolta al Ministro:

«Tremonti ha ignorato che questa crisi necessita di riforme strutturali e che aspettare, tentando piccoli rimedi aggrava il male, quasi come curare con l'aspirina un malato di polmonite.

Tremonti ha cercato di dissolvere la crisi italiana in quella internazionale, evitando di mettere a fuoco lo specifico della crisi italiana, che è cominciata da una decina d'anni con il rischio che se e quando l'economia mondiale riprenderà il suo passo, l'Italia continuerà a stare per terra. L'Italia stretta da una crisi economica che richiede investimenti di sostegno e da un debito pubblico, che li ostacola. Siamo vicini a un rischio Grecia.

La produttività è ferma o in calo da una decina d'anni e senza crescita della produttività le imprese e l'intera economia non sono competitive. Salvo l'Enel e l'Eni non ci sono più grandi imprese (questo governo non ha certo il coraggio di fare un nuovo Iri) e le piccole imprese, anche il ricco nordest, producono anche suicidi».


Argomenti presi in prestito dall'armamentario della Confindustria. Parole e concetti che ci farebbero una bella figura su Il Sole 24 Ore. E che invece erano sulla prima pagina de il manifesto. Non avessimo anticipato l'autore, ci sarebbe piaciuto fare un indovinello del tipo: "Di chi sono queste affermazioni? Della Marcegaglia, di Draghi, di Ferruccio De Bortoli o di Mario Monti?"

Siamo sicuri che il lettore si sarebbe trovato in ambascia, non sapendo decidere su chi mettere la crocetta. Il bello è appunto che su chiunque l'avesse messa egli si sarebbe sbagliato. L'autore è uno dei padri fondatori della "sinistra rivoluzionaria", che da "eretica" è diventata ortodossa praticante, ma non del credo fondato da Carlo Marx, e nemmeno di quello di A. Smith, bensì di quello ...di druidi come Draghi che sono stati alla guida, non dei Soviet, ma della Banca mondiale e della Goldmann Sachs e che in Italia ha co-pilotato (sotto l'egida politica di Prodi- D'Alema-Amato) la più colossale ondata di privatizzazioni della storia.

Leggere per credere.

Fonte: sollevazione.blogspot.com/

Link: http://sollevazione.blogspot.com/2010/03/il-manifesto.html#more

19.03.2010



LA CRISI RADDOPPIA



DI VALENTINO PARLATO

ilmanifesto.it

Il tempo, questa volta, ha giocato proprio un brutto scherzo al ministro Giulio Tremonti. Nello stesso giorno in cui gli è toccato difendere in Parlamento il governo Berlusconi, da Bruxelles arrivavano autorevoli messaggi che smentivano il suo dire. Il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, denunciava pesantemente le difficoltà e la fragilità dell'economia italiana nell'attuale crisi. Contemporaneamente, e sempre da Bruxelles, il direttore del Fondo Monetario Internazionale, Dominique Strauss-Kahn, affermava che nell'attuale crisi il ritardo delle necessarie riforme avrebbe potuto dare sbocco a «rivolte sociali». Vale ricordare che Tremonti, in Parlamento, ha definito «apprendista stregone», chi in Italia avvertiva il medesimo pericolo. Dare dell'«apprendista stregone» a Strauss-Kahn appare quanto meno improprio e autolesionista.


Il fatto è che ieri, in Parlamento, il ministro Giulio Tremonti, con una puntigliosa e minimalista difesa dell'operato del governo Berlusconi, ha eluso del tutto il problema della gravità e pericolosità della crisi, che non è cominciata ieri e che di questo passo rischia di durare per altri quattro o cinque anni. Tremonti ha ignorato che questa crisi necessita di riforme strutturali e che aspettare, tentando piccoli rimedi aggrava il male, quasi come curare con l'aspirina un malato di polmonite.
Tremonti ha cercato di dissolvere la crisi italiana in quella internazionale, evitando di mettere a fuoco lo specifico della crisi italiana, che è cominciata da una decina d'anni con il rischio che se e quando l'economia mondiale riprenderà il suo passo, l'Italia continuerà a stare per terra. L'Italia stretta da una crisi economica che richiede investimenti di sostegno e da un debito pubblico, che li ostacola. Siamo vicini a un rischio Grecia.


La produttività è ferma o in calo da una decina d'anni e senza crescita della produttività le imprese e l'intera economia non sono competitive. Salvo l'Enel e l'Eni non ci sono più grandi imprese (questo governo non ha certo il coraggio di fare un nuovo Iri) e le piccole imprese, anche il ricco nordest, producono anche suicidi. C'è la disoccupazione, ma molto numerose sono le ore non lavorate, annunciano altri incrementi di disoccupazione e miseria. L'avvertimento di Strauss-Kahn è fondato e pesante, soprattuto per il nostro paese. La disoccupazione indebolisce il sindacato e le sue lotte democratiche: si apre così uno spazio pericoloso per la rabbia e la repressione autoritaria.

Ha detto bene Bersani. Dopo tanto rumore su processi brevi, intercettazioni e via dicendo, finalmente in Parlamento (con l'ovvia assenza del presidente del consiglio) è stato messo in discussione un problema serio e grave, «ma il governo è venuto in aula a mani vuote».


In effetti Tremonti ha fatto il conto delle cosette fatte, ma non all'altezza della gravità della crisi.

Valentino Parlato

Fonte: www.ilmanifesto.it

19.03.2010

Commenti (33)

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Mostra commenti 20 caricati
    1. enricotorielli 26 marzo 2010

      Si, e il NWO demoniaco ha inventato l'euro per inculare la tua razza!

    1. cesare52 22 marzo 2010

      @anonimomatremendo. Sentimento ricambiato. Per il resto non c'è niente da rispondere. Come dire: "dietro gli slogan autorefernziali non c'è niente. Sia come idee che come cose fatte. Non hai niente da portare, nessuna prassi che quella di scrivere su internet. Con il culo a caldo.

    1. anonimomatremendo 21 marzo 2010

      Secondo te rivendicare un salario ai disoccupati é chiedere l elemosina,invece chiudersi dentro le fabbriche-uffici galere con la speranza di salvarle dalla concorrenza é dignitoso.Ma che bravo,si vede che hai fatto bene i compiti.Se tutti facessero come te i proletari non farebbero altro che farsi concorrenza gli uni con gli altri facendo scendere verso il basso la media generale dei salari...che é proprio ció che sta accadendo.Forse per questo che quelli come te ci stanno tanto sul cazzo.

    1. cesare52 21 marzo 2010

      @marcopa. Io mi meraviglio della tua meraviglia. Ho bazzicato il Manifesto quando era settimanale. La sezione del mio quartiere invitò, e ne portò per parecchio tempo le conseguenze, Pintor all'indomani della sua e del suo gruppo, espulsione dal PCI. Sono quindi persona informata dei fatti. E' sempre stato così, come dici tu. Pajetta lo chiamava la mosca cocchiera, cioè quelle mosche che stanno sulla criniera del cavallo e credono di condurlo ed anzi di correre più fote di lui. Detto questo contesto e rilevo la strumentalità di questo articolo che in realtà non parla del manifesto ma è frutto di qualcuno che si vuole mettere in mostra e basta. L'estensore dell'articolo ed i suoi amichetti fanno i paraculi e prendon pretesto. Per quanto riguarda il copione...ebasta. Ma che deve succedere per capire che chiunque voglia una alternativa deve capire che si è da soli davanti a mucchi di macerie, inabitabili ed anzi da sbarazzarsene? C'è bisogna di una semina nuova. Tutto il resto a me paiono quello che si diceva sia del Il Manifesto che della Rossana Rossanda. Che bisognava scriverla non R.R cioè con le due Erre ma con tre: rimorsi ricordi rimpianti. Mica sarai, lo spero per te come anonimomatremendo : uno spacciatoe di merce ideologica avariata!

    1. marcopa 21 marzo 2010

      conosco la sinistra che lavora nel parastato,conosco le regioni rosse (sono toscano),conosco la gente di sinistra benestante e alternativa incapace di parlare pero' e interessarsi a gente piu' semplice e piu' sfortunata. Nello stesso tempo non mi piace piu' il manifesto che chiede soldi a tutta la sinistra e fiancheggia alcune aree della sinistra e ne nasconde altre. Queste sue scelte in Italia hanno un peso perche' il giornale ha una sua credibilita' e una sua influenza.Tutto questo ha un peccato originale, continuano a volere spostare a sinistra il Partito (anch' io in gioventu' chiamavo cosi' il PCI) e la CGIL; ma il PCI non c'e' piu' e, a venti anni dal suo scioglimento, quello che rimane della sua area e' nel PD,insieme ad altri, e fanno tutt' altra politica (anche se D'Alema,Bassolino,Martini,Cofferati ci sono sempre).Quanto alla sinistra della CGIL mi sembra che da piu' di venti anni il copione sia sempre lo stesso.A tutto questo mancano le alternative consistenti ma la prima azione che si puo' fare e' criticare l' attuale situazione e mi sembra che i tentativi di fare qualcosa di diverso sicuramente non vengano aiutati mentre un aiuto alla Cgil, a Vendola, non si nega mai.

    1. cesare52 21 marzo 2010

      @marcopa. Io non critico il singolo critico proprio i "signorini e le signorine" che sparano parole barricadere con il culo al caldo ovvero con il finanziamento e quindi con il permesso delle istituzioni. Che lavorano nelle istituzioni pubbliche o nel parastato, per lo più non facendo un cazzo ma usufruendo del welfare umbro, cioè i furbi e i figli nostri un posto alla Regione ala provincia, alle municipalizzate, alla comunità montana, dove non si fa un cazzo e si gode della settimana corta comunque glielo troviamo, fuori ci sono tutti gli altri: quelli che devono fare i doppi laori per vivere. Quando ti capita di parlarci, con questi signorini e signorine ti rendi conto che non gliene frega un cazzo. Qui ce stat la ricostruzione dopo il terremoto.per un periodo quindi in Umbria per un periodo ci sono stati qualche decina di migliaia di edili in più, con tante ditte che venivano dal sud. Trattati come cani, viveano peggio dei terremotati. Iniziative del bel mondo dell'antagonismo umbro? Nessuna. E se qualcuno proponeva una qualsiasi cosa, tipo magari un numero verde dove chiunque di questi edili potesse segnalare, condizioni di vita, impossibilità di lavarsi tutti i giorni, paghe sempre in ritardo magari di due o tre mesi, subappalto etc etc ebbene i signorini e le signoine scappavano, non si sputa nel piatto in cui si mangia eppoi ognuno ha un familiare, od un fidanzato che avora alla Regione, alla Provincia, al sindacato edili ala Comunità montana e non bisogna mettere in difficoltà, certo i disagi ci sono...Insomma è meglio parlare del Chiapas e della loro eroica lotta che di Sellano dove la gente stava nei prefabbricati a menododici compreso gli edili, perlopiù slavi o napoletani e siciliani i cui pagamenti slittavano sempre a duemesi visto i ritardi della Regione, Provincia etc. Ora vedere costoro che si scandalizzano strumentalmente perchè il Manifesto fa il Manifesto beh...mi vengono in testa idee che non condivido e parole poco urbane. Ed anche da ridere. Ribadisco: "la situazione è grave ma non è seria"

    1. cesare52 21 marzo 2010

      @anonimomatremendo. Ti sto dicendo, anzi ripetendo che quella era una diciamo lotta di extralegali che lottavano per il loro reddito derivante dalla extralegalità:reati contro il patrimonio e spaccio. Tentavano di prolungare una situazione di relativa impunità che gli era concessa temporaneamente dal capitale per farli rimanere nel proprio ghetto. Ghetto concessogli perchè lì davano meno fastidio che nei meccanismi della produzione e nelle vetrine del centro. La parola chiave è "temporaneamente". Sta tutto lì. In chi voleva prolungare il "temporaneamente" e chi aveva deciso "ora basta". Ma l'oggetto del contendere è un destino di periferia: extralegalità e precarietà. Reddito e basta. Economia e non politica. Nessuno voleva altro. La politicità ce la metti tu perchè sei un "chierico feroce" che vuoi vedere anche in questa vicenda quello che non c'è ma che tu vuoi metterci per forza. Il soggetto rivoluzionario che spontaneamente si riproduce anzi è prodotto dalle contraddizioni del capitale. Che liberando se stesso libera tutta la società. Sei così feroce e senza umanità concreta che non te ne frega niente della gente concreta, di come vive, del loro destino, delle loro sofferenze. Scambi una lotta autodistruttiva che devasta inanzitutto il posto in cui si vive, senza speranza, di chi vive una esistenza extralegale, precaria, tra spaccio e furti come "il sole dell'avvenire" e ne gioisci. "sono irrecuperabili e questo vi rode". Naturalmente dei "casseures" non vi è più traccia, sono durati come un fuoco di paglia. E' rimasta solo la galera, esistenze ancora più misere ed i quartieri proletari sfasciati, mica le vetrine del Centro od i quartieri borghesi. E l'ostilità di chi operaio , magari padre o fratello maggiore in quei quartieri proletari ci vive e dallo stipendio ha dovuto far uscire i soldi per l'avvocato ed ogni settimana va in carcere a trovarli. Insomma una lotta devastante che ha distrutto per primi i soggetti che l'hanno fatta, i loro quatieri, i loro familiari. L'unico contento è Sarkizy che dalla repressione ha fatto quel po po di carriera. Mi correggo non è l'unico contento ci stanno anche i personaggi come te che sono contenti. Certo anche un imbecille capisce che "Abbiamo in germe la negazione, per ora solo simbolica, dell'esistente.." E già "solo simbolica" ed i simboli ce li mettono i bei tipi come te, gli altri ci mettono solo le loro vite nel tritacarne di anni di carcere, ma mica possiamo fare tutti i teorici.. Ed ancora "quello che manca è l'affermazione propositiva del nuovo.."E già . Detta in altri termini è mancata qualsiasi affermazione e sbocco. La lotta è finita non ha sedimentato nessuna organizzazione e quindi non c'è la possibilità di nessuna continuità della lotta stessa. Si è ridiventati tutti soggetti soli con davanti emarginazione e carcere. Ma tu sei contento. Ed ironizzi sulle lagne, io direi sofferenze ma sono differente e felice di esserlo, di quegli operai che si spaccano il culo per salvare la propria fabbrica dal fallimento. Ed ancora una volta non capisci un cazzo di chi vuol vivere del proprio lavoro con dignita e senza chiedere l'elemosina o spacciare o rubare. E' concludi trionfalmente da quel chierico feroce, pardon volevo dire teorio: "il capitalismo e fallito ed il tentativo di umanizzarlo ha creato solo mostri deformanti". E così con una botta sola hai messo a posto operai e capitalismo che è finito una volta per tutte perchè lo affermi tu. E del resto basta guardarsi intorno: il capitalismo è proprio finito. Non so se metermi a ridere o a piangere. Ci stai proprio bene con questi del blog "sollevazione". Su una cosa hai però proprio ragione "si sono creati solo mostri deformanti". Della serie" quando gli slogan e la fede morbosa impediscono di vedere l'uomo che ci sta di fronte il chierico diventa inquisistore" E er fortuna che sono diverso da te.

    1. radisol 21 marzo 2010

      Peccato però che Pasquinelli del Campo Antimperialista sia non un generico militante ma uno dei massimi esponenti nonchè fondatore .... sarebbe, fatte le debite proporzioni, come dire che un eventuale articolo di Pannella non investa complessivamente i radicali ... e comunque, quanto a bazzicamento con la destra e con alcuni dei suoi peggiori prodotti, non si può certo dire che Pasquinelli ed il Campo siano estranei ... tuttaltro ...
      Quanto al Manifesto, già detto ... la sudditanza psicologica e culturale, in campo macroeconomico, a Bankitalia ed agli economisti della cosiddetta "sinistra borghese", compreso in passato pure Tremonti, è storia vecchia di decenni .... e la attuale assoluta mancanza di riferimenti politici fa il resto ...

    1. anonimomatremendo 21 marzo 2010

      Mi stai dicendo che i giovani rivoltosi delle banlieue non fossero rivoluzionari perché extralegali?O peché hanno commesso reati contro il patrimonio?Eh si,perché le rivoluzioni si fanno a norma di legge e ovviamente rispettando la sacra e inviolable proprietá,ma per favore dai.Casomai ,come ho sottolineato nell intervento precedente,si possono rimproverare di non essere ancora maturi ,ossia di essere ancora nella fase "anarchica",ossia di semplice negazione e rifiuto dell ordine borghese contro i cui simboli (lavoro,casa,famiglia,scuola,banche,assicurazioni...e automobili)scagliano tutta la loro rabbia,facendosi portavoce di esigenze umane reali come quelle di liberarsi da questi mostruosi dinosauri dissipativi,mandando giustamente a cagare ogni tentativo di integrazione nella politica corrente.Sono irrecuperabili,e questo vi rode .Abbiamo in germe la negazione,per ora solo simbolica, dell esistente,quello che manca é l affermazione propositiva del nuovo, ma comunque siamo giá ad un livello ben superiore delle insopportabili lagne riformiste di quegli operai che si spaccano il culo per salvare la "propria" fabbrica dal fallimento. Il capitalismo é fallito,il tentativo di umanizzarlo ha creato solo mostri deformanti.

    1. dino23 21 marzo 2010

      Non si capisce il motivo di certe perplessità. In fondo, è sempre il solito rabbi Valentino.

    1. pescerosso33 21 marzo 2010

      Parlato, che non amo, non dice nulla di errato rispetto a quanto ci si può aspettare dalla politica economica del governo. E' sintomatico però che si appoggi alle dichiarazioni da due esponenti di un livello di potere ancora superiore a qualsiasi livello politico: il prossimo presidente BCE e quello del direttore del FMI. Il deserto di teoria e prassi in cui si aggirano Parlato e tanti altri è evidente. Fare di tutta la questione un caso non aggiunge niente al niente che è, anche se nel campo della sinistra sono in parecchi ad aver pensato di superare l' immobilità del capitalismo familiare italiano aprendo ai gruppi finanziari internazionali, e hanno proprio sbagliato.

    1. marcopa 21 marzo 2010

      Se un esponente del campoimperialista pubblica un commento non si discute o critica il campoimperialista, si discute o critica quello che ha scritto. Denigrare una persona o una area invece di entrare nel merito di quello che dice e' un atteggiamento diffuso (specialmente a sinistra) ma non aiuta a capire.
      La discussione sul Manifesto e' utile perche' il Manifesto ha una sua, relativa ma non piccola,influenza nella sinistra e la utilizza, facendo politica,nella maniera che ritiene opportuna.
      Io sono tra quelli che pue leggendo il manifesto da molto tempo non condivido piu' il suo modo di fare politica proprio perche' nel tempo ne ho visto i limiti.
      La linea del Manifesto e' "essere la sinistra del centrosinistra".Ma questa linea e' fallita definitivamente perche' il PD , attuale forma partito dell' area che vogliono condizionare da anni, e' su posizioni neoliberiste, guerrafondaie,costruttore di inceneritori e rigassificatori.
      Nonostante questa evidenza il nostro Valentino Parlato anche sul Manifesto di oggi da al PD la definizione di partito di sinistra (chissa' se Bindi e Marini sono d' accordo..) e scrive concludendo il suo articolo di fondo "Ma qui vengono immediatamente in gioco capacita' e responsabilita' delle sinistre.Di tutte quante e non solo, anche se principalmente ,del PD"
      In sintesi dice di volere condizionare il PD, non lo condiziona per niente, e continua a dare a questo partito la patente di partito di sinistra, e se la patente di partito di sinistra viene data dal Manifesto questo, in Italia, ha il suo peso.
      Quindi penso che criticare il Manifesto sia giusto anche se, per esempio, gli articoli di Tommaso di Francesco e Dinucci su guerra e armamenti (ma anche altre posizioni portate avanti dal giornale)sono indispensabili per tutti.

    1. anonimomatremendo 20 marzo 2010

      Hurca,anche il comunismo fa parte del complotto!Chissá perché allora la Russia rivoluzionaria fu barbaramente attaccata da tutte le potenze centrali.Forse per rendere la trama ancora piu´diabolica e oscura?Chissá.

    1. nettuno 20 marzo 2010

      Attenzione signori quando sentite SOLLEVAZIONE (BLOG) trattasi di gente infiltrata e che vi vuole mette fuori strada . SOLLEVAZIONE solleva solo della merda, e non dice che le cause che vengono dal NWO e dal sistema di una moneta a debito e che l'euro sarà una moneta di transito....indagate su internet..

    1. cesare52 20 marzo 2010

      @Anonimomatremendo. Di autenticamente rivoluzionario i giovani delle banlieu non avevano niente. E' l'ennesima "grande narrazione" che un certo tipo di sinistra ha narrato per continuare a spacciare "moneta falsa". Cioè lo spontaneo formarsi del "soggetto rivoluzionario" dentro le contraddizioni laceranti del capitalismo. Mentre invece I giovani delle banlieu erano perlopiu extralegali che volevano mantenere e magari allargare il loro reddito proveniente perlopiù dallo spaccio e dall'extralegalità proveniente dai reati contro il patrimonio. Per un periodo è stato concesso come governo del territorio il formarsi di una zona grigia in cui far sfogare quelli espulsi dai lavori stabili. Poi il capitale ha deciso che la ricreazione era finita. Ed ha fatto un repulisti. A battergli le mani c'erano proprio gli operai delle periferie i padri proprio dei giovani che bruciavano tutto, comprese le loro macchine comprate a rate e devastavano le infrastrutture delle periferie. Dove, padri e figli vivevano. Se hai qualche amico che vive a Parigi te ne darà ampia conferma. Tuto qui. Naturalmente ai drogati di slogan ed a quelli che "barano" per continuare a rappresentare qualcosa che non c'è più questo proprio non va giù.E non ci fanno, come dovrebbero, nessuna riflessone. Come dire ?Se la realtà si mette di traverso. peggio per lei. Ed invece bisognerebbe seguire il monito di Althusser "Non raccontiamoci le storie".t

    1. anonimomatremendo 20 marzo 2010

      Fossero almeno parole "autenicaente rivoluzionarie" come quelle dei giovani incendiari delle periferie parigine,per esempio,almeno si tratterebbe di "malattia infantile del comunismo",curabile con la crescita,ma qui siamo di fronte a liberté,fraternité,egalité ,democrazia,sovranitá popolare,nazionale e via imborghesendo,ossia a manifestazioni estreme di malattia senile da gerontocomio politico.

    1. miche1e 20 marzo 2010

      E io aggiungerei ancora:

      • Riduzione dei costi della politica (abolizione Provincie, accorpamento enti, riduzione parlamentari, ecc., ecc., ecc.); questa è la prima condizione, altrimenti tutte le altre sono inutili
      • Ridare efficienza alla Giustizia e ridurre le leggi e le procedure tributarie, anche a scapito di avvocati e commercialisti
      • Tassare i patrimoni più che i redditi, con esenzioni per prima casa e per patrimoni sotto i 100.000 euro.
      • Nazionalizzazione delle principali banche.
      • Definizione di una politica economica, con i settori su cui puntare (ad es. energia, meccanica fine, trasporto pubblico, moda, turismo, agricoltura di qualità e altri, ma non troppi).
      • Blocco delle licenze edilizie di nuovi edifici e via alla ristrutturazione anche energetica dell'esistente.
      • Sviluppo del trasporto pubblico (non nel senso di TAV e ponti...).
      • Definizione di un target di popolazione sostenibile (ad es. 40 milioni...) e conseguente "taratura" di tutte le politiche di sviluppo e gestione dell'immigrazione
    1. cesare52 20 marzo 2010

      Tanto rumore per nulla. E' l'unico commento che si merita questo cosidetto articolo dal Blog sollevazione. Già nella denominazione che si danno "sollevazione" Moreno Pasquinelli e c. uno capisce la demenzialità . Estremismo parolaio ed ultraminoritarismo di chi oggi propone l'insurrezione, la sollevazione come parola d'ordine delle masse che invece, secondo loro, oggi mancano di parole d'ordine autenticamente rivoluzionarie. Ed ecco allora che dal blog "sollevazione" non si perde occasione, e la strumentalizzazione di questo modesto articolo del "Manifesto" che non dice nulla di diverso dalla solita solfa togliattana che dice da una vita, da quando cioè è nato . E' insomma questo post una strumentalizzazione estremistica e parolaia per dire "i veri comunisti siamo noi" così finalmente, secondo loro, gli operai che leggono il Manifesto capiscono chi porta avanti il vero comunismo e chi chiamandosi abusivamente Comunista invece ha tradito etcetc. Operai comunisti che leggono Il Manifesto? Un giornale che quando vende tanto non arriva alle ventimila copie e che soprattutto è un giornale di nicchia, un secondo giornale in un Italia in cui i ceti operai e popolari pe lo più non ne leggono giornalmente neanche uno di quotidiano. Io sono in Umbria e conosco bene questi chiccheroni inconcludenti, i signorini e le signorine del "Più uno", che sono estremisti a parole, "sollevazione" appunto ma stanno tutti con il culo al caldo, nelle amministrzioni, nelle cooperative tutte rigorosamente finanziate dal denaro pubblico o dal parastato. Per esempio ogni anno fanno il "Campo antimperialista", iniziativa lodevolissima peccato che la struttura, una isola del Trasimeno, è data dalla Regione che finanzia anche sottoforma di rimborsi e contributi dell'assessorato alla cultura e quant'altro. Insomma la "sollevazione" finanziata dallo Stato. Val bene ricordarsi che se uno fa le pulci agli altri poi corre il rischio che gli altri le fanno a lui. Come è bello rimpirsi, stando al calduccio, la bocca di antimperialismo etc. A me viene in mente il noto adagio del vecchioNenni :"c'è sempre in politica uno più puro che ti epura". Della serie "La situazione è grave ma non è seria"

    1. radisol 20 marzo 2010

      No, non partecipa Geronzi ... più semplicemente la ex Banca di Roma, ora Unicredit, è la principale banca che esercita mutui, fidi e quant'altro nei confronti del "Manifesto", così come del resto per tutti i giornali che vengono editi a Roma ... e poi Geronzi, che non controlla più Unicredito, è senz'altro più organico a Tremonti e Berlusconi che non a Bankitalia .... anche se in verità lo stesso Tremonti, con lo pseudonimo di Lombard, ha a lungo scritto pure lui sulle pagine del "Manifesto", più o meno nello stesso periodo in cui ci scriveva il già citato De Mattia .... ma all'epoca Tremonti non era il "colbertiano" di destra che è oggi, era un esponente della sinistra socialista, ostile a Craxi e vicino all'allora presidente della Bnl, Nerio Nesi ..... comunque, come dicevo, una certa subalternità culturale del "Manifesto" a Bankitalia è storia vecchissima e ha riguardato un pò tutte le direzioni di Via Nazionale, compresa quella contestatissima di Fazio .... Sia Parlato che un altro giornalista economico del Manifesto, Roberto Tesi in arte "Galapagos", sono da decenni di casa in Via Nazionale .... la storia è cominciata negli anni lontani quando dagli uffici di Bankitalia si combattevano personaggi come Sindona e Calvi e quando capitava pure che irreprensibili dirigenti Bankitalia come Baffi e Sarcinelli finissero innocenti in galera per le montature della P2, di Andreotti e di giudici come Infelisi ed Alibrandi, paparino del più noto terrorista nero Alessandro .... ma da allora ad oggi, di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia ... e Draghi, come prima di lui Fazio, non è certo Baffi o Sarcinelli .... ma evidentemente Valentino Parlato e "Galapagos" non se ne sono accorti ... credo che il vero problema oggi del "Manifesto" sia l'assoluta mancanza di referenti politici ... il Pd, come pur in misura diversa la Cgil, sono troppo a destra per l'impostazione tardo/togliattiana di Parlato e c. .... quel poco che resta di Rifondazione ed i movimenti invece sono troppo a sinistra .... ed allora, almeno in materia economica, si finisce per eleggere Draghi a punto di riferimento ... scambiandolo appunto per Baffi e Sarcinelli ....

    1. Pellegrino 20 marzo 2010

      se non sbaglio alle quote del Manifesto partecipa anche il Compagno Cesare Geronzi

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