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IL MANIFESTO, QUELLO STRANO QUOTIDIANO DI DESTRA

FONTE: SOLLEVAZIONE (BLOG)

Sorprendente il commento di Valentino Parlato (il manifesto di giovedì 18 marzo) all’intervento di Tremonti in Parlamento.

Dare addosso al Ministro dell’economia è senz’altro doveroso, ma Parlato l’ha fatto usando gli argomenti di Strauss-Khan e Mario Draghi impegnati nelle stesse ore a spiegare i loro punti di vista innanzi al Parlamento europeo di Strasburgo.

E’ notorio che Tremonti, il “colbertista”, non abbia a simpatia la globalizzazione e i banchieri (vedi il suo libro “La speranza e la paura”), mentre gli altri due ne sono i portabandiera e i paladini. Solo per questo risulta quantomeno bizzarro, per non dire maldestro, che un quotidiano “comunista”, malgrado la panoplia di capi d’accusa “di sinistra” che si potrebbero imputare al ministro di Berlusconi, vada invece a prendere le frecce nella faretra “di destra” di due pesi massimi del capitalismo globalizzato.

Nella foto: Valentino ParlatoLasciamo stare la tirata d’orecchi a Tremonti per avere definito “apprendisti stregoni” gli architetti della globalizzazione, quali appunto Strauss-Khan e Draghi (che equivale in un’implicita apologia degli stregoni). Ci chiediamo: come altro definirli visto l’esito disastroso della globalizzazione medesima?

Stucchevoli, ruffiane e gravi politicamente ci paiono le affermazioni successive. Sentite la rampogna rivolta al Ministro:

«Tremonti ha ignorato che questa crisi necessita di riforme strutturali e che aspettare, tentando piccoli rimedi aggrava il male, quasi come curare con l’aspirina un malato di polmonite.
Tremonti ha cercato di dissolvere la crisi italiana in quella internazionale, evitando di mettere a fuoco lo specifico della crisi italiana, che è cominciata da una decina d’anni con il rischio che se e quando l’economia mondiale riprenderà il suo passo, l’Italia continuerà a stare per terra. L’Italia stretta da una crisi economica che richiede investimenti di sostegno e da un debito pubblico, che li ostacola. Siamo vicini a un rischio Grecia.
La produttività è ferma o in calo da una decina d’anni e senza crescita della produttività le imprese e l’intera economia non sono competitive. Salvo l’Enel e l’Eni non ci sono più grandi imprese (questo governo non ha certo il coraggio di fare un nuovo Iri) e le piccole imprese, anche il ricco nordest, producono anche suicidi».

Argomenti presi in prestito dall’armamentario della Confindustria. Parole e concetti che ci farebbero una bella figura su Il Sole 24 Ore. E che invece erano sulla prima pagina de il manifesto. Non avessimo anticipato l’autore,  ci sarebbe piaciuto fare un indovinello del tipo: “Di chi sono queste affermazioni? Della Marcegaglia, di Draghi, di Ferruccio De Bortoli o di Mario Monti?” 
Siamo sicuri che il lettore si sarebbe trovato in ambascia, non sapendo decidere su chi mettere la crocetta. Il bello è appunto che su chiunque l’avesse messa egli si sarebbe sbagliato. L’autore è uno dei padri fondatori della “sinistra rivoluzionaria”, che da “eretica” è diventata ortodossa praticante, ma non del credo fondato da Carlo Marx, e nemmeno di quello di A. Smith, bensì di quello …di druidi come Draghi che sono stati alla guida, non dei Soviet, ma della Banca mondiale e della Goldmann Sachs e che in Italia ha co-pilotato (sotto l’egida politica di Prodi- D’Alema-Amato) la più colossale ondata di privatizzazioni della storia.

Leggere per credere.

Fonte: sollevazione.blogspot.com/
Link: http://sollevazione.blogspot.com/2010/03/il-manifesto.html#more
19.03.2010


LA CRISI RADDOPPIA

DI VALENTINO PARLATO
ilmanifesto.it

Il tempo, questa volta, ha giocato proprio un brutto scherzo al ministro Giulio Tremonti. Nello stesso giorno in cui gli è toccato difendere in Parlamento il governo Berlusconi, da Bruxelles arrivavano autorevoli messaggi che smentivano il suo dire. Il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, denunciava pesantemente le difficoltà e la fragilità dell’economia italiana nell’attuale crisi. Contemporaneamente, e sempre da Bruxelles, il direttore del Fondo Monetario Internazionale, Dominique Strauss-Kahn, affermava che nell’attuale crisi il ritardo delle necessarie riforme avrebbe potuto dare sbocco a «rivolte sociali». Vale ricordare che Tremonti, in Parlamento, ha definito «apprendista stregone», chi in Italia avvertiva il medesimo pericolo. Dare dell’«apprendista stregone» a Strauss-Kahn appare quanto meno improprio e autolesionista.

Il fatto è che ieri, in Parlamento, il ministro Giulio Tremonti, con una puntigliosa e minimalista difesa dell’operato del governo Berlusconi, ha eluso del tutto il problema della gravità e pericolosità della crisi, che non è cominciata ieri e che di questo passo rischia di durare per altri quattro o cinque anni. Tremonti ha ignorato che questa crisi necessita di riforme strutturali e che aspettare, tentando piccoli rimedi aggrava il male, quasi come curare con l’aspirina un malato di polmonite.
Tremonti ha cercato di dissolvere la crisi italiana in quella internazionale, evitando di mettere a fuoco lo specifico della crisi italiana, che è cominciata da una decina d’anni con il rischio che se e quando l’economia mondiale riprenderà il suo passo, l’Italia continuerà a stare per terra. L’Italia stretta da una crisi economica che richiede investimenti di sostegno e da un debito pubblico, che li ostacola. Siamo vicini a un rischio Grecia.

La produttività è ferma o in calo da una decina d’anni e senza crescita della produttività le imprese e l’intera economia non sono competitive. Salvo l’Enel e l’Eni non ci sono più grandi imprese (questo governo non ha certo il coraggio di fare un nuovo Iri) e le piccole imprese, anche il ricco nordest, producono anche suicidi. C’è la disoccupazione, ma molto numerose sono le ore non lavorate, annunciano altri incrementi di disoccupazione e miseria. L’avvertimento di Strauss-Kahn è fondato e pesante, soprattuto per il nostro paese. La disoccupazione indebolisce il sindacato e le sue lotte democratiche: si apre così uno spazio pericoloso per la rabbia e la repressione autoritaria.
Ha detto bene Bersani. Dopo tanto rumore su processi brevi, intercettazioni e via dicendo, finalmente in Parlamento (con l’ovvia assenza del presidente del consiglio) è stato messo in discussione un problema serio e grave, «ma il governo è venuto in aula a mani vuote».

In effetti Tremonti ha fatto il conto delle cosette fatte, ma non all’altezza della gravità della crisi.

Valentino Parlato
Fonte: www.ilmanifesto.it
19.03.2010

Pubblicato da Davide

  • nautilus55

    L’articolo del Manifesto non propone nessun “rimedio”: si limita a ricordare cose che ben sappiamo, ossia che l’Italia è un vaso di coccio. Le ricette di Draghi già le sappiamo. Spendere qualche parola per proporre: questo è ciò che manca nell’articolo. Certo, è facile dire “Bersani l’ha detto”. Ma ha detto cosa?

  • Ricky

    E che ci accorgiamo ora della mancanza di idee, della vacuitá e delle contraddizioni di quelli del manifesto? Non dico certo che debbano scomparire, ma che alcune idee ‘di sinistra’ per uscire dalla crisi me le sia dovute andare a cercare nella stampa estera, la dice lunga sulla crisi che attraversano. In un breve articolo pubblicato qualche giorno fa, un professore catalano dava un piccolo contributo elencando:
    aumento impositivo sulle grandi ricchezze (oltre il 70%),
    eliminazione del libero movimento di capitali,
    armonizzazione delle imposte in tutta la UE,
    eliminazione dei paradisi fiscali,
    libera circolazione ed eguali diritti per i lavoratori di tutta la UE,
    E io aggiungerei:
    internazionalizzazione delle lotte e degli scioperi,
    le proteste devono avere come bersaglio le istituzioni europee, non i singoli stati,
    eliminazione dei parametri di maastricht.

  • Davide71

    Ciao a tutti:

    secondo me non è “Il Manifesto” che ha svoltato a destra, ma “Il Sole 24 ore” che ha svoltato a sinistra! Per questo il Manifesto lo riprende…

  • marcopa

    Valentino Parlato si e’ sempre occupato di economia e prima della scissione del Manifesto nel 1969 credo che abbia lavorato o collaborato con il gruppo che nel Pci si occupava del tema. L’ impostazione e’ rimasta la stessa, possiamo chiamarla keynesiana di sinistra o socialdemocratica di sinistra. Negli anni 80 e 90 il manifesto ha comunque colto l’ arretramento dei diritti dei lavoratori dipendenti e le trasformazioni nell’ organizzazione del lavoro ma la sua eterna vocazione a tirare a sinistra Cgil e PCI-PDS-DS non ha mai dato risultati rilevanti e a sinistra di questo blocco non e’ mai nato niente di duraturo. Solo Rifondazione in alcuni momenti ha avuto dimensioni importanti ma il suo collante era solo la falce e martello e le culture politiche presenti molto diverse tra loro.Tanto che appena si trovava davanti ad una scelta tra autonomia o legame con il PDS-DS si verificava una scissione.In questo momento, pur in crisi, l’ impostazione del Manifesto non cambia, “sinistra del centrosinistra”.Sia nella politica istituzionale sia nella politica economica che propone. Ma la crisi questa volta e’ sistemica e le vecchie letture non bastano piu’. La fine dell’ illusione dello sviluppo illimitato sta arrivando ma cambiare idee, abitudini, alleanze anche culturali e amicali non e’ facile.Meglio aspettare i traumi, si evitano almeno brutte figure,tanto il ceto intellettuale di sinistra e’ benestante,una buona pensione e’ assicurata. Cosi’ arrivano gli schock e le domande “perche’ non abbiamo capito? Dove abbiamo sbagliato?”.Ma cambiare strada sulla base di un ragionamento,di uno studio della realta’ sembra cosa impossibile.

    NB. al di la della crisi sistemica oggi in Italia c’e’ una situazione indecifrabile. La manipolazione della realta’ fatta dai media berlusconiani o democratici impedisce di conoscere cosa succede anche a chi ragiona con la sua testa.Berlusconi tiene altissima la tensione per i suoi interessi personali, il disagio sociale e’ alto anche se prevale la depressione sulla tensione e mobilitazione.
    Domani a Roma due grandi manifestazioni, e’ gia’ pronta la propaganda: “grande mobilitazione per Berlusconi, estremisti per l’ acqua”. Speriamo che qualcuno racconti chi sara’ presente veramente nelle due piazze romane.

  • grilmi

    Non mi interessa chi sia a prendere le decisioni se sono quelle giuste e in molti si stanno accorgento sempre di piu di quali sono, nazionalizzare almeno una parte del sistema bancario e altre decisioni forti quali quelle che cita Ricky nel suo post a parte alcune su cui ho e cioè armonizzazione di imposte in UE, libera circolazione e uguali diritti in UE e internazionalizzazione di lotte e scioperi. Le prime due sono infattibili perche presuppongono un governance europea a 360° che ci renderebbe molto simili agli US con tutti i peggioramenti che comporta(senza contare che per equiparare i diritti in tutti i paesi è piu facile che siano quelli piu ricchi a perderne che quelli piu poveri a guadagnarne); sull ultima ho ancora piu dubbi, con la mole di lavoro e di impegni che si hanno gia prendere e andare a Roma per fare una protesta è dura, ma coordinare addirittura popolazioni di lingua diversa e sperare che tutti prendano non uno ma piu giorni di ferie o un aereo per volare a Bruxelles beh io credo che sia la fine degli scioperi…non ne farebbe piu nessuno e in piu c e da dire che si sciopera molto meglio e con piu risultati in Islanda che sono solo 300000 che non nei paesi piu grandi.

  • anonimomatremendo

    Fingere di essere liberisti é deprorevole,fingere di essere comunisti é semplicemente squallido.

  • snypex

    Niente di strano:

    il comunismo e la grande finanza hanno la stessa radice,

    basta scrutare nei menadri della storia degli ultimi due secoli.

    Solo l’ignoranza porta a credere che il comunismo sia stato ideato per aiutare i bisognosi.

  • snypex

    Niente di strano:

    il comunismo e la grande finanza hanno la stessa radice,

    basta scrutare nei meadri della storia degli ultimi due secoli.

    Solo l’ignoranza porta a credere che il comunismo sia stato ideato per aiutare i bisognosi.

  • Kerkyreo

    All’universita ci hanno insegnato che nell’economia il fattore piu’ importante da perseguire e’ l’ EQUILIBRIO. Atrraverso l’equilibrio e’ possibile arrivare alla soddisfazione di tutti gli individui. Cio’ necessita’ anche di un equa distribuzione del reddito prodotto che garantisce il benessere della collettivita’.
    Questo in sintesi e’ l’obiettivo NATURALE dell’economia, infatti, come molti sanno il mercato tende sempre ad andare verso il punto di equilibrio, ma la continua presenza di shock lo spostano lontano da questo punto. Il disequilibrio del mercato fa si che la collettivita’ non ha nessuno beneficio, anzi, e’ solo una ridottissima parte che trae vantaggio da cio’.
    I signori AMMINISTRATORI ECONOMICI hanno tutti i mezzi finanziari e non per uscire dalla crisi, ma dovrebbero decurtare significativamente la loro fetta di torta.
    La verita’ ragazzi e’ che nell’arco dei secoli l’uomo e’ sempre lo stesso. Abbiamo cambiato il paesaggio che ci circonda, ma rimaniamo sempre della stessa pasta.
    Parliamo di equadistribuzione.
    1…Aumentiamo significativamente le tasse a chi dispone di un reddito superiore ai 60mila euro…
    2. Rendiamo la droga legale, in modo da poterla tassare pesantemente ( visto che la sua illegalita’ regala tanti denari ai trafficanti)…
    3. Prostituzione legale e tassabile…
    4. Nazionalizziamo le aziende di risorse e quelle che dispongono di monopolio e le banche nazionali…
    5 diminuiamo drasticamente gli sprechi e rendiamo obbligatorio il reciclaggio.
    Non mi prolungo perche’ avrei una lista infinita.
    Il punto e’ che si potrebbe fare ma se non avviene un cambiamento nelle coscienze, queste cose non si avvereranno mai.
    Come 5000 anni fa, dove i faraoni e gli imperatori morivano che gli ori e le pietre preziose nella bara, anche oggi i pagliacci muoiono con i miliardi di euro in banca.
    E il resto della popolazione? Come sempre viene sovrastata!

  • AlbertoConti

    Io mi sarei sorpreso prima, quando non sapevo ancora quale fosse il paradigma vigente che giustifica il denaro. Ora che ho visto la truffa in tutta la sua vastità non mi sorprendo affatto, anche senza leggere il Manifesto, basta guardare alla “sinistra” in genere, al suo percorso politico, alla sua involuzione suicida. In realtà non c’è rimasto più nulla da suicidare, l’ignoranza ipocrita sull’economia è giunta alla perfezione, e questa critica non fa che prenderne atto. Non c’è pensiero che possa rimediare alla mancanza dell’essere, così come non c’è essere che possa contraddire la logica del pensiero. Vedi ad es. Enrico Letta (del quale temo l’inevitabile successo post-tremontiano, della serie al peggio non c’è mai fine).

  • Simulacres

    Finzioni e funzioni apostoliche della stessa “Antica Macelleria Mediatica”: “parlato”… chiacchiere insomma!

    Spruzzi d’alcool e bolle di sapone per abbacinamenti di gruppo;)

  • radisol

    Il Manifesto, che pure ha più in generale, anche sul piano strettamente economico/finanziario, una innegabile storia gloriosa in temini di controinformazione, ha però sempre avuto una specie di complesso di subordinazione nei confronti di Bankitalia …. e questo pure in tempi non sospetti …. vi ha a lungo collaborato tale Angelo De Mattia che, oltre ad essere stato segretario nazionale della Cgil dei bancari ed ultimissimo responsabile economico del vecchio Pci … era ed ancora è soprattutto dirigente Bankitalia ed è stato pure il segretario particolare di Fazio nel periodo del “risiko bancario” di qualche anno fa che porterà poi all’incriminazione dello stesso Fazio per le vicende Banca Pop. di Lodi/Antonveneta e Bnl/Unipol ed alla sua repentina caduta ….

  • GRATIS

    ti quoto in pieno albertoconti. chiunque continui ad usare Destra/Sinistra come se ciò avesse un senso somiglia a chi parlando di 1000 euri dice ancora 2milioni di vecchie lire: o è stupido o in malafede. quando sento esprimere posizioni che si basano su questa distinzione rassicurante e fratricida che non è altro che un’invenzione dell’ufficio marketing sento puzza e passo oltre. il manifesto spiaccica la sua volgare etichetta sulla testata e questo mi basta ad evitarlo …

  • Pellegrino

    se non sbaglio alle quote del Manifesto partecipa anche il Compagno Cesare Geronzi

  • radisol

    No, non partecipa Geronzi … più semplicemente la ex Banca di Roma, ora Unicredit, è la principale banca che esercita mutui, fidi e quant’altro nei confronti del “Manifesto”, così come del resto per tutti i giornali che vengono editi a Roma … e poi Geronzi, che non controlla più Unicredito, è senz’altro più organico a Tremonti e Berlusconi che non a Bankitalia …. anche se in verità lo stesso Tremonti, con lo pseudonimo di Lombard, ha a lungo scritto pure lui sulle pagine del “Manifesto”, più o meno nello stesso periodo in cui ci scriveva il già citato De Mattia …. ma all’epoca Tremonti non era il “colbertiano” di destra che è oggi, era un esponente della sinistra socialista, ostile a Craxi e vicino all’allora presidente della Bnl, Nerio Nesi ….. comunque, come dicevo, una certa subalternità culturale del “Manifesto” a Bankitalia è storia vecchissima e ha riguardato un pò tutte le direzioni di Via Nazionale, compresa quella contestatissima di Fazio …. Sia Parlato che un altro giornalista economico del Manifesto, Roberto Tesi in arte “Galapagos”, sono da decenni di casa in Via Nazionale …. la storia è cominciata negli anni lontani quando dagli uffici di Bankitalia si combattevano personaggi come Sindona e Calvi e quando capitava pure che irreprensibili dirigenti Bankitalia come Baffi e Sarcinelli finissero innocenti in galera per le montature della P2, di Andreotti e di giudici come Infelisi ed Alibrandi, paparino del più noto terrorista nero Alessandro …. ma da allora ad oggi, di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia … e Draghi, come prima di lui Fazio, non è certo Baffi o Sarcinelli …. ma evidentemente Valentino Parlato e “Galapagos” non se ne sono accorti … credo che il vero problema oggi del “Manifesto” sia l’assoluta mancanza di referenti politici … il Pd, come pur in misura diversa la Cgil, sono troppo a destra per l’impostazione tardo/togliattiana di Parlato e c. …. quel poco che resta di Rifondazione ed i movimenti invece sono troppo a sinistra …. ed allora, almeno in materia economica, si finisce per eleggere Draghi a punto di riferimento … scambiandolo appunto per Baffi e Sarcinelli ….

  • cesare52

    Tanto rumore per nulla. E’ l’unico commento che si merita questo cosidetto articolo dal Blog sollevazione. Già nella denominazione che si danno “sollevazione” Moreno Pasquinelli e c. uno capisce la demenzialità . Estremismo parolaio ed ultraminoritarismo di chi oggi propone l’insurrezione, la sollevazione come parola d’ordine delle masse che invece, secondo loro, oggi mancano di parole d’ordine autenticamente rivoluzionarie. Ed ecco allora che dal blog “sollevazione” non si perde occasione, e la strumentalizzazione di questo modesto articolo del “Manifesto” che non dice nulla di diverso dalla solita solfa togliattana che dice da una vita, da quando cioè è nato . E’ insomma questo post una strumentalizzazione estremistica e parolaia per dire “i veri comunisti siamo noi” così finalmente, secondo loro, gli operai che leggono il Manifesto capiscono chi porta avanti il vero comunismo e chi chiamandosi abusivamente Comunista invece ha tradito etcetc. Operai comunisti che leggono Il Manifesto? Un giornale che quando vende tanto non arriva alle ventimila copie e che soprattutto è un giornale di nicchia, un secondo giornale in un Italia in cui i ceti operai e popolari pe lo più non ne leggono giornalmente neanche uno di quotidiano. Io sono in Umbria e conosco bene questi chiccheroni inconcludenti, i signorini e le signorine del “Più uno”, che sono estremisti a parole, “sollevazione” appunto ma stanno tutti con il culo al caldo, nelle amministrzioni, nelle cooperative tutte rigorosamente finanziate dal denaro pubblico o dal parastato. Per esempio ogni anno fanno il “Campo antimperialista”, iniziativa lodevolissima peccato che la struttura, una isola del Trasimeno, è data dalla Regione che finanzia anche sottoforma di rimborsi e contributi dell’assessorato alla cultura e quant’altro. Insomma la “sollevazione” finanziata dallo Stato. Val bene ricordarsi che se uno fa le pulci agli altri poi corre il rischio che gli altri le fanno a lui. Come è bello rimpirsi, stando al calduccio, la bocca di antimperialismo etc. A me viene in mente il noto adagio del vecchioNenni :”c’è sempre in politica uno più puro che ti epura”. Della serie “La situazione è grave ma non è seria”

  • miche1e

    E io aggiungerei ancora:

    • Riduzione dei costi della politica (abolizione Provincie, accorpamento enti, riduzione parlamentari, ecc., ecc., ecc.); questa è la prima condizione, altrimenti tutte le altre sono inutili
    • Ridare efficienza alla Giustizia e ridurre le leggi e le procedure tributarie, anche a scapito di avvocati e commercialisti
    • Tassare i patrimoni più che i redditi, con esenzioni per prima casa e per patrimoni sotto i 100.000 euro.
    • Nazionalizzazione delle principali banche.
    • Definizione di una politica economica, con i settori su cui puntare (ad es. energia, meccanica fine, trasporto pubblico, moda, turismo, agricoltura di qualità e altri, ma non troppi).
    • Blocco delle licenze edilizie di nuovi edifici e via alla ristrutturazione anche energetica dell’esistente.
    • Sviluppo del trasporto pubblico (non nel senso di TAV e ponti…).
    • Definizione di un target di popolazione sostenibile (ad es. 40 milioni…) e conseguente “taratura” di tutte le politiche di sviluppo e gestione dell’immigrazione
  • anonimomatremendo

    Fossero almeno parole “autenicaente rivoluzionarie” come quelle dei giovani incendiari delle periferie parigine,per esempio,almeno si tratterebbe di “malattia infantile del comunismo”,curabile con la crescita,ma qui siamo di fronte a liberté,fraternité,egalité ,democrazia,sovranitá popolare,nazionale e via imborghesendo,ossia a manifestazioni estreme di malattia senile da gerontocomio politico.

  • cesare52

    @Anonimomatremendo. Di autenticamente rivoluzionario i giovani delle banlieu non avevano niente. E’ l’ennesima “grande narrazione” che un certo tipo di sinistra ha narrato per continuare a spacciare “moneta falsa”. Cioè lo spontaneo formarsi del “soggetto rivoluzionario” dentro le contraddizioni laceranti del capitalismo. Mentre invece I giovani delle banlieu erano perlopiu extralegali che volevano mantenere e magari allargare il loro reddito proveniente perlopiù dallo spaccio e dall’extralegalità proveniente dai reati contro il patrimonio. Per un periodo è stato concesso come governo del territorio il formarsi di una zona grigia in cui far sfogare quelli espulsi dai lavori stabili. Poi il capitale ha deciso che la ricreazione era finita. Ed ha fatto un repulisti. A battergli le mani c’erano proprio gli operai delle periferie i padri proprio dei giovani che bruciavano tutto, comprese le loro macchine comprate a rate e devastavano le infrastrutture delle periferie. Dove, padri e figli vivevano. Se hai qualche amico che vive a Parigi te ne darà ampia conferma. Tuto qui. Naturalmente ai drogati di slogan ed a quelli che “barano” per continuare a rappresentare qualcosa che non c’è più questo proprio non va giù.E non ci fanno, come dovrebbero, nessuna riflessone. Come dire ?Se la realtà si mette di traverso. peggio per lei. Ed invece bisognerebbe seguire il monito di Althusser “Non raccontiamoci le storie”.t

  • nettuno

    Attenzione signori quando sentite SOLLEVAZIONE (BLOG) trattasi di gente infiltrata e che vi vuole mette fuori strada . SOLLEVAZIONE solleva solo della merda, e non dice che le cause che vengono dal NWO e dal sistema di una moneta a debito e che l’euro sarà una moneta di transito….indagate su internet..

  • anonimomatremendo

    Hurca,anche il comunismo fa parte del complotto!Chissá perché allora la Russia rivoluzionaria fu barbaramente attaccata da tutte le potenze centrali.Forse per rendere la trama ancora piu´diabolica e oscura?Chissá.

  • marcopa

    Se un esponente del campoimperialista pubblica un commento non si discute o critica il campoimperialista, si discute o critica quello che ha scritto. Denigrare una persona o una area invece di entrare nel merito di quello che dice e’ un atteggiamento diffuso (specialmente a sinistra) ma non aiuta a capire.
    La discussione sul Manifesto e’ utile perche’ il Manifesto ha una sua, relativa ma non piccola,influenza nella sinistra e la utilizza, facendo politica,nella maniera che ritiene opportuna.
    Io sono tra quelli che pue leggendo il manifesto da molto tempo non condivido piu’ il suo modo di fare politica proprio perche’ nel tempo ne ho visto i limiti.
    La linea del Manifesto e’ “essere la sinistra del centrosinistra”.Ma questa linea e’ fallita definitivamente perche’ il PD , attuale forma partito dell’ area che vogliono condizionare da anni, e’ su posizioni neoliberiste, guerrafondaie,costruttore di inceneritori e rigassificatori.
    Nonostante questa evidenza il nostro Valentino Parlato anche sul Manifesto di oggi da al PD la definizione di partito di sinistra (chissa’ se Bindi e Marini sono d’ accordo..) e scrive concludendo il suo articolo di fondo “Ma qui vengono immediatamente in gioco capacita’ e responsabilita’ delle sinistre.Di tutte quante e non solo, anche se principalmente ,del PD”
    In sintesi dice di volere condizionare il PD, non lo condiziona per niente, e continua a dare a questo partito la patente di partito di sinistra, e se la patente di partito di sinistra viene data dal Manifesto questo, in Italia, ha il suo peso.
    Quindi penso che criticare il Manifesto sia giusto anche se, per esempio, gli articoli di Tommaso di Francesco e Dinucci su guerra e armamenti (ma anche altre posizioni portate avanti dal giornale)sono indispensabili per tutti.

  • pescerosso33

    Parlato, che non amo, non dice nulla di errato rispetto a quanto ci si può aspettare dalla politica economica del governo. E’ sintomatico però che si appoggi alle dichiarazioni da due esponenti di un livello di potere ancora superiore a qualsiasi livello politico: il prossimo presidente BCE e quello del direttore del FMI. Il deserto di teoria e prassi in cui si aggirano Parlato e tanti altri è evidente. Fare di tutta la questione un caso non aggiunge niente al niente che è, anche se nel campo della sinistra sono in parecchi ad aver pensato di superare l’ immobilità del capitalismo familiare italiano aprendo ai gruppi finanziari internazionali, e hanno proprio sbagliato.

  • dino23

    Non si capisce il motivo di certe perplessità. In fondo, è sempre il solito rabbi Valentino.

  • anonimomatremendo

    Mi stai dicendo che i giovani rivoltosi delle banlieue non fossero rivoluzionari perché extralegali?O peché hanno commesso reati contro il patrimonio?Eh si,perché le rivoluzioni si fanno a norma di legge e ovviamente rispettando la sacra e inviolable proprietá,ma per favore dai.Casomai ,come ho sottolineato nell intervento precedente,si possono rimproverare di non essere ancora maturi ,ossia di essere ancora nella fase “anarchica”,ossia di semplice negazione e rifiuto dell ordine borghese contro i cui simboli (lavoro,casa,famiglia,scuola,banche,assicurazioni…e automobili)scagliano tutta la loro rabbia,facendosi portavoce di esigenze umane reali come quelle di liberarsi da questi mostruosi dinosauri dissipativi,mandando giustamente a cagare ogni tentativo di integrazione nella politica corrente.Sono irrecuperabili,e questo vi rode .Abbiamo in germe la negazione,per ora solo simbolica, dell esistente,quello che manca é l affermazione propositiva del nuovo, ma comunque siamo giá ad un livello ben superiore delle insopportabili lagne riformiste di quegli operai che si spaccano il culo per salvare la “propria” fabbrica dal fallimento. Il capitalismo é fallito,il tentativo di umanizzarlo ha creato solo mostri deformanti.

  • radisol

    Peccato però che Pasquinelli del Campo Antimperialista sia non un generico militante ma uno dei massimi esponenti nonchè fondatore …. sarebbe, fatte le debite proporzioni, come dire che un eventuale articolo di Pannella non investa complessivamente i radicali … e comunque, quanto a bazzicamento con la destra e con alcuni dei suoi peggiori prodotti, non si può certo dire che Pasquinelli ed il Campo siano estranei … tuttaltro …
    Quanto al Manifesto, già detto … la sudditanza psicologica e culturale, in campo macroeconomico, a Bankitalia ed agli economisti della cosiddetta “sinistra borghese”, compreso in passato pure Tremonti, è storia vecchia di decenni …. e la attuale assoluta mancanza di riferimenti politici fa il resto …

  • cesare52

    @anonimomatremendo. Ti sto dicendo, anzi ripetendo che quella era una diciamo lotta di extralegali che lottavano per il loro reddito derivante dalla extralegalità:reati contro il patrimonio e spaccio. Tentavano di prolungare una situazione di relativa impunità che gli era concessa temporaneamente dal capitale per farli rimanere nel proprio ghetto. Ghetto concessogli perchè lì davano meno fastidio che nei meccanismi della produzione e nelle vetrine del centro. La parola chiave è “temporaneamente”. Sta tutto lì. In chi voleva prolungare il “temporaneamente” e chi aveva deciso “ora basta”. Ma l’oggetto del contendere è un destino di periferia: extralegalità e precarietà. Reddito e basta. Economia e non politica. Nessuno voleva altro. La politicità ce la metti tu perchè sei un “chierico feroce” che vuoi vedere anche in questa vicenda quello che non c’è ma che tu vuoi metterci per forza. Il soggetto rivoluzionario che spontaneamente si riproduce anzi è prodotto dalle contraddizioni del capitale. Che liberando se stesso libera tutta la società. Sei così feroce e senza umanità concreta che non te ne frega niente della gente concreta, di come vive, del loro destino, delle loro sofferenze. Scambi una lotta autodistruttiva che devasta inanzitutto il posto in cui si vive, senza speranza, di chi vive una esistenza extralegale, precaria, tra spaccio e furti come “il sole dell’avvenire” e ne gioisci. “sono irrecuperabili e questo vi rode”. Naturalmente dei “casseures” non vi è più traccia, sono durati come un fuoco di paglia. E’ rimasta solo la galera, esistenze ancora più misere ed i quartieri proletari sfasciati, mica le vetrine del Centro od i quartieri borghesi. E l’ostilità di chi operaio , magari padre o fratello maggiore in quei quartieri proletari ci vive e dallo stipendio ha dovuto far uscire i soldi per l’avvocato ed ogni settimana va in carcere a trovarli. Insomma una lotta devastante che ha distrutto per primi i soggetti che l’hanno fatta, i loro quatieri, i loro familiari. L’unico contento è Sarkizy che dalla repressione ha fatto quel po po di carriera. Mi correggo non è l’unico contento ci stanno anche i personaggi come te che sono contenti. Certo anche un imbecille capisce che “Abbiamo in germe la negazione, per ora solo simbolica, dell’esistente..” E già “solo simbolica” ed i simboli ce li mettono i bei tipi come te, gli altri ci mettono solo le loro vite nel tritacarne di anni di carcere, ma mica possiamo fare tutti i teorici.. Ed ancora “quello che manca è l’affermazione propositiva del nuovo..”E già . Detta in altri termini è mancata qualsiasi affermazione e sbocco. La lotta è finita non ha sedimentato nessuna organizzazione e quindi non c’è la possibilità di nessuna continuità della lotta stessa. Si è ridiventati tutti soggetti soli con davanti emarginazione e carcere. Ma tu sei contento. Ed ironizzi sulle lagne, io direi sofferenze ma sono differente e felice di esserlo, di quegli operai che si spaccano il culo per salvare la propria fabbrica dal fallimento. Ed ancora una volta non capisci un cazzo di chi vuol vivere del proprio lavoro con dignita e senza chiedere l’elemosina o spacciare o rubare. E’ concludi trionfalmente da quel chierico feroce, pardon volevo dire teorio: “il capitalismo e fallito ed il tentativo di umanizzarlo ha creato solo mostri deformanti”. E così con una botta sola hai messo a posto operai e capitalismo che è finito una volta per tutte perchè lo affermi tu. E del resto basta guardarsi intorno: il capitalismo è proprio finito. Non so se metermi a ridere o a piangere. Ci stai proprio bene con questi del blog “sollevazione”. Su una cosa hai però proprio ragione “si sono creati solo mostri deformanti”. Della serie” quando gli slogan e la fede morbosa impediscono di vedere l’uomo che ci sta di fronte il chierico diventa inquisistore” E er fortuna che sono diverso da te.

  • cesare52

    @marcopa. Io non critico il singolo critico proprio i “signorini e le signorine” che sparano parole barricadere con il culo al caldo ovvero con il finanziamento e quindi con il permesso delle istituzioni. Che lavorano nelle istituzioni pubbliche o nel parastato, per lo più non facendo un cazzo ma usufruendo del welfare umbro, cioè i furbi e i figli nostri un posto alla Regione ala provincia, alle municipalizzate, alla comunità montana, dove non si fa un cazzo e si gode della settimana corta comunque glielo troviamo, fuori ci sono tutti gli altri: quelli che devono fare i doppi laori per vivere. Quando ti capita di parlarci, con questi signorini e signorine ti rendi conto che non gliene frega un cazzo. Qui ce stat la ricostruzione dopo il terremoto.per un periodo quindi in Umbria per un periodo ci sono stati qualche decina di migliaia di edili in più, con tante ditte che venivano dal sud. Trattati come cani, viveano peggio dei terremotati. Iniziative del bel mondo dell’antagonismo umbro? Nessuna. E se qualcuno proponeva una qualsiasi cosa, tipo magari un numero verde dove chiunque di questi edili potesse segnalare, condizioni di vita, impossibilità di lavarsi tutti i giorni, paghe sempre in ritardo magari di due o tre mesi, subappalto etc etc ebbene i signorini e le signoine scappavano, non si sputa nel piatto in cui si mangia eppoi ognuno ha un familiare, od un fidanzato che avora alla Regione, alla Provincia, al sindacato edili ala Comunità montana e non bisogna mettere in difficoltà, certo i disagi ci sono…Insomma è meglio parlare del Chiapas e della loro eroica lotta che di Sellano dove la gente stava nei prefabbricati a menododici compreso gli edili, perlopiù slavi o napoletani e siciliani i cui pagamenti slittavano sempre a duemesi visto i ritardi della Regione, Provincia etc. Ora vedere costoro che si scandalizzano strumentalmente perchè il Manifesto fa il Manifesto beh…mi vengono in testa idee che non condivido e parole poco urbane. Ed anche da ridere. Ribadisco: “la situazione è grave ma non è seria”

  • marcopa

    conosco la sinistra che lavora nel parastato,conosco le regioni rosse (sono toscano),conosco la gente di sinistra benestante e alternativa incapace di parlare pero’ e interessarsi a gente piu’ semplice e piu’ sfortunata. Nello stesso tempo non mi piace piu’ il manifesto che chiede soldi a tutta la sinistra e fiancheggia alcune aree della sinistra e ne nasconde altre. Queste sue scelte in Italia hanno un peso perche’ il giornale ha una sua credibilita’ e una sua influenza.Tutto questo ha un peccato originale, continuano a volere spostare a sinistra il Partito (anch’ io in gioventu’ chiamavo cosi’ il PCI) e la CGIL; ma il PCI non c’e’ piu’ e, a venti anni dal suo scioglimento, quello che rimane della sua area e’ nel PD,insieme ad altri, e fanno tutt’ altra politica (anche se D’Alema,Bassolino,Martini,Cofferati ci sono sempre).Quanto alla sinistra della CGIL mi sembra che da piu’ di venti anni il copione sia sempre lo stesso.A tutto questo mancano le alternative consistenti ma la prima azione che si puo’ fare e’ criticare l’ attuale situazione e mi sembra che i tentativi di fare qualcosa di diverso sicuramente non vengano aiutati mentre un aiuto alla Cgil, a Vendola, non si nega mai.

  • cesare52

    @marcopa. Io mi meraviglio della tua meraviglia. Ho bazzicato il Manifesto quando era settimanale. La sezione del mio quartiere invitò, e ne portò per parecchio tempo le conseguenze, Pintor all’indomani della sua e del suo gruppo, espulsione dal PCI. Sono quindi persona informata dei fatti. E’ sempre stato così, come dici tu. Pajetta lo chiamava la mosca cocchiera, cioè quelle mosche che stanno sulla criniera del cavallo e credono di condurlo ed anzi di correre più fote di lui. Detto questo contesto e rilevo la strumentalità di questo articolo che in realtà non parla del manifesto ma è frutto di qualcuno che si vuole mettere in mostra e basta. L’estensore dell’articolo ed i suoi amichetti fanno i paraculi e prendon pretesto. Per quanto riguarda il copione…ebasta. Ma che deve succedere per capire che chiunque voglia una alternativa deve capire che si è da soli davanti a mucchi di macerie, inabitabili ed anzi da sbarazzarsene? C’è bisogna di una semina nuova. Tutto il resto a me paiono quello che si diceva sia del Il Manifesto che della Rossana Rossanda. Che bisognava scriverla non R.R cioè con le due Erre ma con tre: rimorsi ricordi rimpianti. Mica sarai, lo spero per te come anonimomatremendo : uno spacciatoe di merce ideologica avariata!

  • anonimomatremendo

    Secondo te rivendicare un salario ai disoccupati é chiedere l elemosina,invece chiudersi dentro le fabbriche-uffici galere con la speranza di salvarle dalla concorrenza é dignitoso.Ma che bravo,si vede che hai fatto bene i compiti.Se tutti facessero come te i proletari non farebbero altro che farsi concorrenza gli uni con gli altri facendo scendere verso il basso la media generale dei salari…che é proprio ció che sta accadendo.Forse per questo che quelli come te ci stanno tanto sul cazzo.

  • cesare52

    @anonimomatremendo. Sentimento ricambiato. Per il resto non c’è niente da rispondere. Come dire: “dietro gli slogan autorefernziali non c’è niente. Sia come idee che come cose fatte. Non hai niente da portare, nessuna prassi che quella di scrivere su internet. Con il culo a caldo.

  • enricotorielli

    Si, e il NWO demoniaco ha inventato l’euro per inculare la tua razza!