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IL FATTO QUOTIDIANO: UNA VOCE DEL CAPITALE

DI MORENO PASQUINELLI
sollevazione.blogspot.com

Nazionalizzare le banche e poi cancellare il debito pubblico

In risposta al bocconiano Stefano Feltri

«Per il Feltri insomma, se lo Stato non paga il debito, ci sarà lo sfracello, il cataclisma. Perché? Perché salterebbero proprio le banche italiane, che hanno in pancia quasi la metà dei titoli emessi dallo Stato. Quindi: Dio ce ne scampi dal causare il fallimento delle banche, sarebbe il crollo dell’intera economia italiana. La verità sta al polo opposto».

Avremmo voluto occuparci, quest’oggi, del Vertice carolingio tra la Merkel e Sarkozy. Ascoltando vari Tg ieri sera, c’era da mettersi le mani ai capelli. Un vertice del nulla, un incontro-zero-carbonella, che i Tg —tutti, compresi il Tg3 e il Tg La Sette— si sono sforzati di imbellettare come “decisivo”, “importante”, “significativo”.Poi stamattina aprendo i giornali mi sono reso conto che lo sforzo contro-informativo sarebbe stato superfluo. Tutti gli analisti concordano sul fatto che se questi due sono la guida dell’Europa, allora siamo messi proprio male. L’immagine più efficace l’ha fornita Carlo Bastasin su Il Sole 24 Ore di oggi: «Visto con l’occhio dei mercati, l’atteso summit tra Merkele e Sarkozy si è svolto ieri su Marte, mentre sul pianeta Terra infuriava una grave crisi finanziaria e calava una stagnazione economica».

Dall’irrisorio meglio passare al semi-serio. L’altro ieri un lettore ci segnalava un articolo apparso su Il fatto quotidiano, un giornale che confesso, non leggo, tanto ne ho le palle piene di un antiberlusconismo la cui radicalita è direttamente proporzionale al suo servilismo verso il capitalismo-casinò e i suoi cosiddetti “poteri forti”, quali Bce, Bankitalia, ecc. 

L’articolo segnalatoci è una vera chicca, una plateale conferma di questo servilismo smaccato. Titolo dell’articolo Quelli che “il il debito non lo pago”, pubblicato il 14 agosto a firma di Stefano Feltri [1], un fighettino uscito, guarda caso!, dalla Bocconi, e di cui ci era capitato di leggere alcune delle sue vacuità su IL FOGLIO e IL RIFORMISTA —questa transumanza di certi “analisti” economici da testate pro e anti-berlusconiane la dice lunga sulla sostanziale omogeneità dei due fronti.

L’articolo è un attacco a quei pezzi di estrema sinistra, da Cremaschi a Ferrando che, pur con imperdonabile ritardo, oggi perorano la causa della cancellazione del debito pubblico. E’ significativo che proprio Il Fatto Quotidiano si stia muovendo preventivamente per stroncare quello che per ora è solo uno stormir di fronde sulla vicenda debito sovrano.

Ma veniamo alla tesi del nostro fighetto appena sfornato dal bocconificio:

«Il nostro debito ha superato ieri i 1900 miliardi di euro, di interessi ne paghiamo oltre 75 all’anno. Un default, anche parziale, renderebbe quasi certo il fallimento delle grandi banche italiane piene di titoli di Stato, da Unicredit e Intesa in giù, oltre a scatenare reazioni imprevedibili nel resto del mondo, che detiene circa metà del nostro debito. Si attende l’assemblea di ottobre per capire quale scenario prevedono i tifosi del default nel caso i loro auspici sull’Italia si avverassero». [2]

Per il Feltri insomma, se lo Stato non paga il debito, ci sarà lo sfracello, il cataclisma. Perché? Perché salterebbero proprio le banche italiane, che hanno in pancia quasi la metà dei titoli emessi dallo Stato. Quindi: Dio ce ne scampi dal causare il fallimento delle banche, sarebbe il crollo dell’intera economia italiana.

Sommessa domandina antiterroristica: e se contestualmente alla cancellazione del debito nazionalizzassimo il sistema bancario? In questo caso, con lo Stato diventato proprietario degli istituti bancari (e assicurativi aggiungo), avremmo, in prima battuta, che esso non solo diventerebbe titolare dei crediti delle banche, ma pure dei loro asset, accrescendo così il proprio patrimonio e la propria stessa solvibilità. Venendo al sodo: accadrebbe, con la nazionalizzazione, che quello che per lo Stato è oggi inscritto a bilancio sulla colonna dei debiti verso creditori esterni (relazione che soggiace alle spietate leggi dello strozzinaggio finanziario globalizzato, per cui i creditori hanno tutto l’interesse a trarre il massimo guadagno a spese del debitore) si sposterebbe nella colonna dei crediti.

Sottraendo il debito/credito al mercato finanziario globalizzato, lo Stato non solo eviterebbe la propria bancarotta, ma proteggerebbe i suoi cespiti, i suoi patrimoni, le sue entrate dai vampiri della finanza speculativa, che ha proprio nelle banche i suoi santuari.

Contrariamente a quanto sottende furbescamente il Feltri, la nazionalizzazione non porterebbe affatto il sistema bancario al crack. Oggi sì che le banche italiane, nel distorto gioco della bisca finanziaria globale, lo rischiano davvero. Una volta che lo Stato ne abbia preso possesso, il patrimonio e le immense entrate tributarie dello Stato diventerebbero la più solida garanzia fideiussoria per il sistema bancario.

Una volta nazionalizzate le banche, una volta che lo Stato sia diventato effettivo titolare del suo debito, prima mossa, solo allora può passare alla seconda, decidere se ristrutturarlo o cancellarlo del tutto. Un governo popolare, cioè un governo che metta l’interesse pubblico e/o nazionale in cima alle sue priorità, lo cancellerebbe del tutto, liberando così i circa 300 miliardi di euro annui che spende per rimborsare i credito-speculatori, per investirli nell’economia, per sostenere i disoccupati e spronare le zone depresse, per salvare la ricerca e l’istruzione, per salvaguardare i diritti di cittadinanza e i beni comuni.

Come sappiamo i 1900 miliardi e passa di debito (più gli interessi che annualmente maturano) sono posseduti al 50% circa da banche straniere, il resto da banche italiane. Quando si dice banche italiane non si pensi ai Bot-people degli anni ’80. La quota di titoli in mano ai risparmiatori italiani non supera il 10%. Lo Stato, una volta nazionalizzate le banche, può ben decidere di ristrutturare i debiti verso questo dieci per cento, stabilendo una soglia politica plausibile —non è che si possono salvare gli speculatori privati milionari!

E i debiti verso le banche tedesche, francesi, olandesi o inglesi? Che questi strozzini vadano alla malora!

Al che sentiamo il Feltri spaventato gridare: “Ma questo implica uscire dall’Eurozona! Significa tornare alla lira!”. Esatto: le due mosse di cui sopra implicano la terza: l’uscita dall’euro e la riconquista della sovranità monetaria, con la clausola che la nuova Banca d’Italia, quella deputata ad emettere carta moneta, sia sottratta al controllo dei privati —passo del resto congruente alla nazionalizzazione del sistema bancario.

Non è colpa nostra se i firmatari dell’ appello per l’incontro del 1 ottobre, non sono né conseguenti né sufficientemente coraggiosi, se non pongono l’uscita dall’euro come la logica conseguenza della cancellazione del debito. Non disperiamo: più prima che poi giungeranno alle nostre medesime conclusioni.

Moreno Pasquinelli

Fonte: http://sollevazione.blogspot.com

Link: http://sollevazione.blogspot.com/2011/08/il-fatto-quotidiano-una-voce-del.html#more
17.08.2011

Pubblicato da Davide

  • Anais

    Sarebbe la soluzione a cui penso da tempo immemorabile, sicuramente dall’entrata in zona Euro. Fortemente vorrei che si avverasse il prima possibile, prima di sprofondare nelal melma che ci hanno preparato questi sciagurati coalizzati verso una strategia criminale.
    Hanno l’arroganza di chi è convinto di aver messo a tacere l’autonomia delle persone, dei popoli, il loro diritto a SCEGLIERE chi deve governare con equità.
    E’ la nostra autonomia che hanno voluto azzerare. Ne resta uno scalpo.
    Attenzione, però: se non ricordo male i poteri malefici scatenano guerre o tsunami o terremoti o uragani o inondazioni o siccità PILOTATE tramite i loro congegni elettromagnetici e altre diavolerie similari per fermare tutto ciò.
    Se l’esito dei recenti referendum li ha resi così perfidi posso ben capire che l’esitazione degli italiani ha anche questi motivi (in gran parte inconsapevoli, ma penso sia così).
    Ad ogni modo, io concordo con questo splendido articolo

  • Pensatore

    Incredibile non hanno dignità .Feltri non è un giornalista ma un lacchè .

    MANCA EQUITA’ ,MANCA RISPETTO SONO CRIMINALI

  • alphmun

    ok che a pensar male spesso ci si azzecca. e il fatto quotidiano ha sicuramente qualcuno dietro. non mi stupirei fosse proprio la casaleggio, visto il feeling trabbaglio-sgrullo…
    però c’è da dire che il fatto quotidiano pubblica feltri e giulietto chiesa, articoli che esaltano il GOD e articoli che parlano male della massoneria. quindi il giochetto lo vedo più complesso

  • ericvonmaan

    Ecco cosa si fà in paesi dove i governanti “governano”:
    http://affaritaliani.libero.it/ultimissime/flash.asp?ticker=180811084139

  • AlbertoConti

    Allora, la ricetta è: nazionalizzare il comparto bancario e assicurativo, ristrutturare il debito pubblico, riprendersi l’autonomia monetaria uscendo dall’euro. Manca però l’oste, lo Stato nazionale. Chi dovrebbe cucinare questa ricetta in nome e per conto del popolo italiano? Chi si presenterà alle politiche del fine-berlusca con cotanto programma dettagliato nei suoi aspetti tecnico-operativi? Che sono tanti, tantissimi, uno più grosso dell’altro. Ad es. il debito delle amministrazioni pubbliche decentrate (regioni, province, comuni e loro aziende) con quali criteri lo si tratta? Pagarlo, ristrutturarlo, cancellarlo? Con quali conseguenze? Altro piccolo dettaglio, l’oro pubblico degli italiani, in teoria ai primi posti al mondo per quantità. Farebbe comodo ad una rinnovata banca d’Italia finalmente pubblica per rifarsi il trucco, soprattutto verso gli stati esteri. Ma proprio questo è il punto, in gran parte quest’oro si trova a Fort Knox e a Basilea, facile ostaggio dei creditori esteri incazzati. E la NATO? Usciamone subito, ovvio, per coerenza con un governo libero e indipendente eletto per applicare la ricetta economico-monetaria. Resta solo da risolvere il problemino di come fare per non subire una sorte libica. Poi c’è la questione industriale, tutta da ricostruire, poi c’è il recupero dei capitali all’estero, non solo quelli che ci sono già, ma quelli che scapperebbero ai primi sondaggi elettorali. Ecc. ecc. ecc. Insomma un bel programmino, da svolgere naturalmente nei modi più democratici possibili, annientando le mafie, istruendo le bestie delle tifoserie, ritrovando fiducia e unità di un popolo che non è mai stato tale. Coraggio, ci aspetta un bel lavoro!

  • redme

    …soluzione?…ecchè ci vuole……”Sul fronte dell’economia venivano nazionalizzate tutte le banche private; il commercio estero diventò monopolio dello stato; flotta mercantile e ferrovie diventavano statali, mentre le fabbriche venivano affidate direttamente agli operai. Il nuovo governo denunciò anche tutti gli accordi internazionali compresi quelli segreti e sospese il rimborso dei prestiti ottenuti all’estero dal regime zarista.” (Rivoluzione Russa Wikipedia)

  • stefanodandrea

    Caro Moreno,
    la strada che dobbiamo percorrere è ancora lunga. Io mi sono trovato a sollevare le tue contro obiezioni a Gianluca Bifolchi, che è persona intelligente e preparata, oltre che un comunista; nonché altre contro obiezioni a un frequentatore del forum di CDC che è un comunista e si fa chiamare Materialeresistente (https://comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&p=85736).
    In ogni caso la strada è quella giusta. Implica l’abbandono di un falso internazionalismo, tutto psicologico e controproducente, che ha caratterizzato la sinistra comunista e socialdemocratica delle ultime due generazioni (Gli anticapitalisti, le nazioni e l’internazionalismo http://www.appelloalpopolo.it/?p=3928). Implica realismo contro l’idealismo della falsa coscienza buonista e falsamente umanitarista. Ed implica coraggio, rischi e sacrifici. Nessun popolo (e nessuna persona) ha mai raggiunto obiettivi importanti senza correre rischi e affrontare sacrifici (come ho osservato a Materialeresistente, che si soffermava sui sacrifici)
    “Patria o morte…vinceremo”.

  • amensa

    faccio l’avvocato del diavolo.
    io credo , in linea di principio , cheuna persona che si senta responsabile delle proprie azioni, dovrebbe valutare, prima di compiere una azione se le reazioni a tale azione, almeno quelle prevedibili, danno uno svantaggio inferiore ai benefici che derivano dall’azione.

    solo i bambini viziati fanno , per poi dire “oh… questo non l’avevo previsto…..” contando sul fatto che qualcun altro rimedi.

    ora, nazionalizzare banche e assicurazioni…… bello, nessuno ricorda quanto è costato nazionalizzare l’energia elettrica, per poi riprivatizzarla ?

    e nessuno ricorda che le maggiori banche erano dell’IRI smantellato a gran voce, pur essendo statale?

    ora, una privatizzazione corretta vorrebbe che gli attuali proprietari venissero indennizzati, con quali risorse ?

    altro discorso sarebbe stato farle fallire, per poi nazionalizzarle, ovvero rilevarle al prezzo simbolico di 1€

    in questo modo, una grossa fetta del debito pubblico, quella contenuta nei “mezzi propri” di tali banche, verrebbe in effetti annullata, lasciando al resto, banche estere e risparmiatori, l’altra fetta, resa però perfettamente gestibile.

    ma chi si oppone ad un simile piano ?

    ovvio gli emittenti dei CDS, che dovcrebbero sborsare cifre ingenti, ma questo è l’altro discorso.

  • radisol

    Pure Pasquinelli però mica scherza …. attacca giustamente l’articolo di Feltri …. ma si guarda bene dal citare l’iniziativa contro cui sono diretti gli strali dello stesso Feltri …. cioè l’ appello “Dobbiamo fermarli” proposto da un migliaio di persone … tra le quali una parte significativa della Fiom, dei vari sindacati di base e di alcuni gruppi come “Sinistra Critica” e la “Rete dei Comunisti” ….. il classico settarismo di merda, la classica logica autoreferenziale, quella di Pasquinelli, che ha sempre minato qualunque cosa si muova veramente “a sinistra” in Italia e non solo in Italia ….

  • rick87

    quella è la tattica dell’imbonitore:
    accogliere delle firme outsider (chiesa, massimo fini, ecc…) e non allineate o accennare brevemente grandi verità salvo poi ritrattare mantenendo salda al 99% la propria infima e servile linea editoriale ai “poteri forti”: il tutto allo scopo di ingraziarsi qualche lettore sfiduciato. proprio come di pietro fa finta di fare vera opposizione (pri pro quo!) accennando al signoraggio, salvo poi riportare la propria politica all’ovile dei pluri-trombati dei ds. o come il grillo sparlante riferisce di essere a conoscenza dei temi forti (da lui enunciati anni fa nei suoi spettacoli) lungi però dall’ includerli nel programma di un governo alternativo e rincoglionendo il pubblico ignaro con tematiche assolutamente ininfluenti e populistiche come il finanziamento ai partiti e ai giornali presentati come la causa di tutti i nostri problemi.

    ciò che gioca nell’informazione è la propaganda e il martellamento ideologico, non la veridicità dei fatti. è lo spettacolo, non la verità. l’uomo comune fa presto a scordare l’eccezione nel mare del conformismo. questa è una regola d’oro nel main stream da 60 anni.
    quelli del pacco quotidiano sono un gruppo di servi del capitalismo internazionale che ogni tanto accolgono qualche firma contraria ai loro ideali cosi chè possano grottescamente giustificarsi con chi li accusa di essere servi del sistema. ma poche e/o vaghe prese di posizione “anti-sistema” non bastano a contrastare il mostro dell’ onnipresente propaganda liberal-conservatrice. se in un giornale su 10 articoli solo 1 mette in dubbio questo sistema e gli altri 9 lo osannano, c’è ben poco da rallegrarsi insomma

  • Emanuele_C

    Letto il breve articolo ho pensato che Chavez, tempo un mesetto, e lo ammazzano.

  • stefanodandrea

    Radisol, mi dispiace dirlo ma il settario sei tu. Ti ho già detto che Cremaschi è stato invitato, così come Ferrando e Badiale e altri. La mia risposta a te è stata pubblicata sul sito. E in tal modo è stata posta in evidenza una diversità delle due prospettive sulla quale è opportuno discutere. La tua avversione per Pasquinelli è incomprensibile. Gli rimproveri di aver preso una iniziativa simile a quella di Cremaschi ma non rimproveri a Cremaschi di aver preso una iniziativa simile a Pasquinelli (non mi dirai che conta l’aver reso noto il progetto uno o due giorni prima! Ovvio che entrambi stavano lavorando al medesima da un po’ di tempo). In secondo luogo rimproveri a Pasquinelli che ha proposto una iniziativa a favore del default di non citare quella di Cremaschi (semplifico) contro la quale ha scritto Feltri. Feltri ha scritto contro la proposta di default. Quella di Pasquinelli è persino più radicale (e coerente) dell’altra (mi devi spiegare come si fa a dichiarare il default senza uscire dall’euro. O stiamo ancora al livello per cui il default lo dovrebbero dichiarare tutti gli stati europei?). Pasquinelli ha pubblicato il suo articolo sul sito di Sollevazione e quindi è ovvio che parli all’interno della iniziativa che ha intrapreso. Sei tu che non dici che Pasquinelli ha pubblicato sul suo sito la risposta che io ho dato a te, volta ad evitare che qualcuno interpretasse malignamente, come hai fattpo e come continui a fare l’iniziativa di Pasquinelli. Sono quelli come te che hanno distrutto la sinistra. Tu non vuoi che le due iniziative, che non sono in conflitto, perché avranno anche relatori comuni, dialoghino e giungano ad una proposta sensata, ragionevole, potente. Tu vorresti che Pasquinelli e il suo gruppo aderiscano alla proposta di Cremaschi; addirittura che non avessero fatto la proposta Dunque sei tu il solito settario perdente, tipico elemento di quelli che hanno concorso a distruggere la sinistra socialista e comunista. Quanto al fatto che di là ci sarebbero mille persone (circa 150 ad oggi sono di Alternativa) e qui una logica referenziale di un gruppetto che non è la fiom, si commenta da sé. Io credo che si tratti di due ottime iniziative e di due ottime occasioni per riflettere e ho aderito ad entrambe le manifestazioni. E spero che quelli come te non vengano né all’una né all’altra. Altrimenti abbiamo già perso in partenza.

  • stefanodandrea

    Radisol, mi dispiace dirlo ma il settario sei tu. Ti ho già detto che Cremaschi è stato invitato, così come Ferrando e Badiale e altri. La mia risposta a te è stata pubblicata sul sito. E in tal modo è stata posta in evidenza una diversità delle due prospettive sulla quale è opportuno discutere. La tua avversione per Pasquinelli è incomprensibile. Gli rimproveri di aver preso una iniziativa simile a quella di Cremaschi ma non rimproveri a Cremaschi di aver preso una iniziativa simile a Pasquinelli (non mi dirai che conta l’aver reso noto il progetto uno o due giorni prima! Ovvio che entrambi stavano lavorando al medesima da un po’ di tempo). In secondo luogo rimproveri a Pasquinelli che ha proposto una iniziativa a favore del default di non citare quella di Cremaschi (semplifico) contro la quale ha scritto Feltri. Feltri ha scritto contro la proposta di default. Quella di Pasquinelli è persino più radicale (e coerente) dell’altra (mi devi spiegare come si fa a dichiarare il default senza uscire dall’euro. O stiamo ancora al livello per cui il default lo dovrebbero dichiarare tutti gli stati europei?). Pasquinelli ha pubblicato il suo articolo sul sito di Sollevazione e quindi è ovvio che parli all’interno della iniziativa che ha intrapreso. Sei tu che non dici che Pasquinelli ha pubblicato sul suo sito la risposta che io ho dato a te, volta ad evitare che qualcuno interpretasse malignamente, come hai fattpo e come continui a fare l’iniziativa di Pasquinelli. Sono quelli come te che hanno distrutto la sinistra. Tu non vuoi che le due iniziative, che non sono in conflitto, perché avranno anche relatori comuni, dialoghino e giungano ad una proposta sensata, ragionevole, potente. Tu vorresti che Pasquinelli e il suo gruppo aderiscano alla proposta di Cremaschi; addirittura che non avessero fatto la proposta Dunque sei tu il solito settario perdente, tipico elemento di quelli che hanno concorso a distruggere la sinistra socialista e comunista. Quanto al fatto che di là ci sarebbero mille persone (circa 150 ad oggi sono di Alternativa) e qui una logica referenziale di un gruppetto che non è la fiom, si commenta da sé. Io credo che si tratti di due ottime iniziative e di due ottime occasioni per riflettere e ho aderito ad entrambe le manifestazioni. E spero che quelli come te non vengano né all’una né all’altra. Altrimenti abbiamo già perso in partenza.

  • stefanodandrea

    Andrea Mensa, ma perché non sei propositivo? Perché non suggerisci il miglioramento, rispetto all’errore di Moreno Pasquinelli? Perché non dici che prima si dichiara il default e si fanno fallire le banche e poi le si ricompra a prezzi stracciati? Ma da che parte stai? Io non ti caisco più. Un conto è assumere questo atteggiamento nei confronti del signoraggio. Un altro è assumerlo contro l’autonomia della banca d’ityalia o contro uno statuto che impone alla BCE autonoma siltanto di tjutelare il sistema dall’inflazione? O contro le nazionalizzazioni dell’energia elettrica che ebbero grande importanza storica ed economica (la luce arrivò gratis o quasi in molte famiglie). O lodare le privatizzazioni delle banche dell’iri e dell’iri medesimo. Per cortesia basta.

  • Marcusdardi

    Non solo le banche andrebbero nazionalizzate, ma anche tanti beni strategici primari come ad esempio, trasporti, sanità, energia…..
    E’ il modello di sviluppo che è profondamente sbagliato e andrebbe radicalmente riformato e senza tirare più in ballo vecchie ideologie scadute come comunismo e fascismo, occorre un NUOVO MODELLO

    http://www.youtube.com/watch?v=j_e28nKK84s

    Marcusdardi

  • rick87

    sono d’accordo. tutti i beni primari nazionalizzati e non influenzati in alcun modo dal mercato. il resto affidato ad un mercato palettato comunque entro limiti statali. e quasi quasi aggiungerei la nazionalizzazione degli orti, dei frutteti e delle fattorie da allevamento.

  • GioCo

    Il piano di nazionalizzazione bancario non è male, anzi è fin troppo attraente, logico e conveniente.
    Tuttavia lo vedo concretamente infattibile e pone le basi strategiche per un autogol.
    Se ragiono a breve terime, l’idea della nazionalizzazione non fa una piega, ma è un fatto che nel breve termine sia inapplicabile: anche convincendo una parte politica importante del paese a remare decisa in questa direzione, chi rischia di perdere soldi (e potere) rappresenta la parte economica solida con in mano le redini del paese, quindi è logico che remerà in direzione opposta.
    Ma dopo la rapina, svuotate di interesse e importanza, le carcasse delle banche italiane potranno anche essere nazionalizzate. Si nazionalizzerà un pugno di mosche.
    Questo ovviamente senza considerare cos’è, cos’è stata e cosa dovrebbe diventare secondo i piani la “sovranita nazionale”, in particolare quella italiana.
    Siamo stati sempre in libertà vigilata e la furberia e l’inganno ci ha permesso di vivacchiare abbastanza bene fin’ora. Ma abbiamo vissuto in un carcere che fin dalle prime battute ha mostrato il suo volto più duro che poi si è solo un po’ ammorbidito nel tempo, anche perché non si poteva obbiettivamente continuare all’infinito nel sostenere il massacro istituzionale (vedi Risorgimento Italiano e vari protagonisti). Ma le menti che ci hanno guidato, non sono mai cambiate, non sono mai migliorate, hanno la tendenza alla scelta spregiudicata, diremmo noi (se fosse un western) “il grilletto facile”. Sono quelli che comandano e ci si è illusi per un attimo fugace della nostra storia recente che li avevamo messi da parte.
    Ora sono pronti da tempo ad affrontare tutto quel che consegue alle loro azioni a livello planetario: la probabilità che finisca come nel Regno delle due Sicile (che ti ribelli o no, hai solo da perdere) è sempre più vicina per chi “deve ubbidire” …

  • lucoli

    E’ un po’ come quando qualcuno criticava mediaset di essere contro il pluralismo e voce unica del padrone e quelli rispondevano che non era vero perché trasmettevano le iene, zelig, striscia la notizia e per un periodo perfino santoro. Che presa in giro colossale…

  • amensa

    perchè, dici che non sono propositivo ?
    io sto sostenendo che oggi, le banche andrebbero fatte fallire, per venir nazionalizzate al costo di 1€.
    e per farle fallire basterebbe che i loro attivi fossero costrette a valutarli a valore di mercato, anzicche permeter loro di valutarli al valore di acquisizione o peggio ancora di “stima”.
    ma mi rendo anche conto che in ITALIA nazionalizzare, non è mai stato visto come una gran cosa, ma come occasione di mangerie e corruzione.
    e questa è la ragione per cui invoco , a priori, un recupero di sovranità da parte della popolazione, un po’ cresciuta in responsabilizzazione, giusto grazie ai sacrifici che dovrà affrontare.
    in cosa, non mi percepisci propositivo ? forse un po’ utopico ma le proposte ci sono eccome.

  • stefanodandrea

    Allora siamo d’accordo. Non ti avevo capito. Chiaro che Moreno ha toppato su questo punto. Non ha senso nazionalizzare (e pagare, sia secondo il diritto italiano sia secondo il diritto europeo, il valore dei beni acquistati dallo stato) e poi dichiarare default. Dichiari default, fai fallire le banche e poi le acquisti al valore di mercato: una lira, non un euro (qui ti correggo!)

  • Kiddo

    1) Fallimento e conseguente nazionalizzazione delle banche. OK.
    2) Cancellazione del debito o ristrutturazione, OK
    3) Uscita dall’euro e dalla nato, OK..

    4) 100% di Indipendenza energetica e alimentare . IMPRESCINDIBILE!! Poichè le nostre nuove lirette ho paura che varrebbero poco. Lasciando perdere le conseguenze internazionali dovute a tali scelte. E qui’ la vedo dura.

    Pero’…. se intanto realizzassimo il punto 4… lo so , sogno ad occhi aperti…,ma vedo che non sono solo.

  • radisol

    Niente di tutto questo ….. dico che non è “giornalisticamente corretto” attaccare, giustamente, Feltri … ma evitare come la peste di citare l’iniziativa contro cui Feltri si scaglia in quell’articolo ….

  • radisol

    Niente di tutto questo ….. dico che non è “giornalisticamente corretto” attaccare, giustamente, Feltri … ma evitare come la peste di citare l’iniziativa contro cui Feltri si scaglia in quell’articolo …. e questo è storicamente uno dei peggiori vizi storici della sinistra italiana, anche di quella antagonista e rivoluzionaria ….

  • illupodeicieli

    Kiddo, perdonami, ti aggiungo il punto 5) ovvero moratoria per le cartelle, pazze o meno, di Equitalia e di altre esattorie e ,anche qui, rinegoziazione di quanto viene chiesto, magari a stralcio e con dilazione: tanto soldi non ce ne sono. Altri punti? rivedere appunto la questione fiscale e del lavoro. Se la gente ha soldi, decrescita a parte, può riavviare l’economia, stare meglio di adesso perchè ha un lavoro e uno stipendio dignitoso. Sennò niente.

  • stefanodandrea

    Va bene, scusa. Ma ognuno deve cercare di essere disponibile a stare insieme ai diversi. Io sono entrato in Alternativa credendo che la decrescita sia un tema rilevante ma non strategico, almeno nel senso in cui è solitamente intesa; e soprattutto essendo antieuropeista (ovviamente contro questa europa, che è l’unica che esiste. L’altra la potranno pure costruire le generazioni future in sessanta anni), quando la posizione di Alternativa non erano le mie. Ora la decerscita scema come rilevanza (ed è un bene) e Alternativa si pone l’obiettivo di uscire dall’euro. L’opinione che era di una minoranza (non solo mia), alla fine è prevalsa. Credo che la lotta per l’egemonia sia legittima ed essenziale in ogni luogo: una sezione, un partito, un laboratorio politico. ma sempre svolta con pazienza, fondata sull’analisi, e avendo al più come avversarie dottrine e non persone. Perciò ho il terrore di quegli atteggiamenti, ai quali anche tu fai riferimento, che sono settari e distruttivi.
    Per essere sincero, io avrei espressamente invitato Uriel, che i più ritengono di destra ma io considero di sinistra anche se la sua cultura aziendale comporta tratti liberali che io rifiuto; quelli di Cobraf, che sono di destra (ma sono bravi e ne capiscono; magari con essi si può anche parlare); Daniela Scalea, che credo sia della Sinistra nazionale e il btravissimo Gaetano Colonna di Clarissa, che è vicino ad Alternativa ma per quanto ne so proviene da destra. Infatti, raggiungere un obiettivi come l’uscita dall’euro, il default, la nazionalizzazione delle banche, una banca centrale non autonoma e che comunque non deve perseguire soltanto l’obiettivo di tenere bassa l’inflazione non è mica un giochetto. E’ un obiettivo rivoluzionario. Che ci frega, per fare un esempio estremo, se qualcuno che vuole lottare per questo obiettivo ed ha capacità intellettive di attrarre consenso e volontà di impegnarsi, è dichiaratamente razzista (in realtà quelli di Cobraf non sono razzisti ma sono per una grave limitazione dell’immigrazione)? Raggiungiamo l’obiettivo e poi magari ci sfidiamo a duello. Se non si segue questa logica, che è l’unica logica che seguono gli uomini di potere, passeremo la vita sulla tastiera ad esprimere desideri. Ecco come si spiega che Lenin rimproverò i comunisti italiani di essersi lasciati sfuggire Mussolini, che a suo dire era l’unico che poteva fare la rivoluzione in Italia. Ecco come si spiega che in Bolivia, accanto al comunista vicepresidente c’è Morales che, diciamolo chiaramente è Sibistra Nazionale. I NEMICI IN QUESTA FASE SONO I LIBERALI, DI DESTRA E DI SINISTRA, oltre che i fascisti veri, ossia coloro che sono imperialisti (non semplicemente nazionalisti), maschilisti (non semplicemente amanti di donne tradizionali e razzisti (non semplicemente persone che per una o altra ragione vogliono limitare la presenza degli extracomunitari in Italia. Se ci incamminiamo sulla strada che io indico, l’Italia apparirà piena di forze che ora sono diffuse, frammentate e divise. Dana74, che esagera ma ha in gran parte ragione starebbe dalla tua e dalla mia parte. Trentamila persone con la testa (perché ci vuole la testa) costituirebbero un in un paio danni un Fronte Popolare formidabile. Questa è la mia idea. Scusami ancora e impegnamoci.

  • AlbertoConti

    Benvenuto Marcus! Come prevedibilissimo sono più che d’accordo col tuo commento, hai centrato il problema.

  • bstrnt

    Continuiamo così o cominciamo da qualche parte?
    Appunto la NATO, non credi sia il caso di uscirne?
    Oramai si è rivelata per quello che è : il braccio armato di una setta di psicopatici serial killer.
    Finire come la Libia? C’è chiaramente una possibilità, ma un po’ remota … non mi sembra che la Libia abbia ancora capitolato agli invasori psicopatici …. penso che sia l’intero occidente, quello succube della NATO, ad avere il fiato corto, e non da ora … tra poco se la dovrà vedere con altre realtà e le cose cominceranno a mettersi piuttosto male!
    Ci rubano le 2700 tonnellate d’oro depositate all’estero (Libia docet)?
    Credo che ciò ci autorizzi a non onorare più il debito con l’estero che si è impossessato del malloppo.
    D’altra parte hanno il loro bel pontificare i quisling Merkel e Sarkozy, Germania e Francia non sono intoccabili da quella sozza speculazione internazionale; arriverà pure il loro turno … è semplicemente da idioti pensare che un’economia basata sulle regole dei regimi cleptocratici occidentali possa essere sostenibile, è come dire che le risorse del pianeta sono infinite e la presunzione propria dei fondamentalisti puritani “ne rimarrà solo uno” enunciata nel PNAC e altri cazzeggiamenti, mi sembra stroncata già nel primo decennio di questo secolo … l’impero si sta sgretolando, il problema è quello di riuscire a uscirne in tempo.
    Credo si tratti della questione di sovranità nazionale che l’italia non ha mai assaporato (prima terreno di scorreria dei Savoia, poi protettorato tedesco, e infine colonia di USA e Vaticano).
    Ritengo che un po’ di dignità sia necessaria per rialzare finalmente la testa, rimanendo allerti contro il terrorismo che sicuramente verrà utilizzato per farcela riabassare.

  • victorserge

    scusate, mi è sfuggita una cosa:
    ma il pasquinelli è lo stersso sgherro appartenente al campo antimperialista?
    se lo è; come dare ascolto a questo amico del giaguaro fuori tempo massimo?

  • stefanodandrea

    Io credevo che noi commentassimo idee e argomenti addotti a sostegno. Ma forse generalizzavo, credendo ingenuamente che tutti fossero intelligenti?

  • victorserge

    hai ragione, non c’è molta di intelligenza nell’estensore di questo articolo e di chi lo sostiene.
    però ho forti dubbi sulla tua presunta ingenuità.