IL FATTO QUOTIDIANO: UNA VOCE DEL CAPITALE

DI MORENO PASQUINELLI
sollevazione.blogspot.com

Nazionalizzare le banche e poi cancellare il debito pubblico

In risposta al bocconiano Stefano Feltri

«Per il Feltri insomma, se lo Stato non paga il debito, ci sarà lo sfracello, il cataclisma. Perché? Perché salterebbero proprio le banche italiane, che hanno in pancia quasi la metà dei titoli emessi dallo Stato. Quindi: Dio ce ne scampi dal causare il fallimento delle banche, sarebbe il crollo dell’intera economia italiana. La verità sta al polo opposto».

Avremmo voluto occuparci, quest’oggi, del Vertice carolingio tra la Merkel e Sarkozy. Ascoltando vari Tg ieri sera, c’era da mettersi le mani ai capelli. Un vertice del nulla, un incontro-zero-carbonella, che i Tg —tutti, compresi il Tg3 e il Tg La Sette— si sono sforzati di imbellettare come “decisivo”, “importante”, “significativo”.Poi stamattina aprendo i giornali mi sono reso conto che lo sforzo contro-informativo sarebbe stato superfluo. Tutti gli analisti concordano sul fatto che se questi due sono la guida dell’Europa, allora siamo messi proprio male. L’immagine più efficace l’ha fornita Carlo Bastasin su Il Sole 24 Ore di oggi: «Visto con l’occhio dei mercati, l’atteso summit tra Merkele e Sarkozy si è svolto ieri su Marte, mentre sul pianeta Terra infuriava una grave crisi finanziaria e calava una stagnazione economica».

Dall’irrisorio meglio passare al semi-serio. L’altro ieri un lettore ci segnalava un articolo apparso su Il fatto quotidiano, un giornale che confesso, non leggo, tanto ne ho le palle piene di un antiberlusconismo la cui radicalita è direttamente proporzionale al suo servilismo verso il capitalismo-casinò e i suoi cosiddetti “poteri forti”, quali Bce, Bankitalia, ecc. 

L’articolo segnalatoci è una vera chicca, una plateale conferma di questo servilismo smaccato. Titolo dell’articolo Quelli che “il il debito non lo pago”, pubblicato il 14 agosto a firma di Stefano Feltri [1], un fighettino uscito, guarda caso!, dalla Bocconi, e di cui ci era capitato di leggere alcune delle sue vacuità su IL FOGLIO e IL RIFORMISTA —questa transumanza di certi “analisti” economici da testate pro e anti-berlusconiane la dice lunga sulla sostanziale omogeneità dei due fronti.

L’articolo è un attacco a quei pezzi di estrema sinistra, da Cremaschi a Ferrando che, pur con imperdonabile ritardo, oggi perorano la causa della cancellazione del debito pubblico. E’ significativo che proprio Il Fatto Quotidiano si stia muovendo preventivamente per stroncare quello che per ora è solo uno stormir di fronde sulla vicenda debito sovrano.

Ma veniamo alla tesi del nostro fighetto appena sfornato dal bocconificio:

«Il nostro debito ha superato ieri i 1900 miliardi di euro, di interessi ne paghiamo oltre 75 all’anno. Un default, anche parziale, renderebbe quasi certo il fallimento delle grandi banche italiane piene di titoli di Stato, da Unicredit e Intesa in giù, oltre a scatenare reazioni imprevedibili nel resto del mondo, che detiene circa metà del nostro debito. Si attende l’assemblea di ottobre per capire quale scenario prevedono i tifosi del default nel caso i loro auspici sull’Italia si avverassero». [2]

Per il Feltri insomma, se lo Stato non paga il debito, ci sarà lo sfracello, il cataclisma. Perché? Perché salterebbero proprio le banche italiane, che hanno in pancia quasi la metà dei titoli emessi dallo Stato. Quindi: Dio ce ne scampi dal causare il fallimento delle banche, sarebbe il crollo dell’intera economia italiana.

Sommessa domandina antiterroristica: e se contestualmente alla cancellazione del debito nazionalizzassimo il sistema bancario? In questo caso, con lo Stato diventato proprietario degli istituti bancari (e assicurativi aggiungo), avremmo, in prima battuta, che esso non solo diventerebbe titolare dei crediti delle banche, ma pure dei loro asset, accrescendo così il proprio patrimonio e la propria stessa solvibilità. Venendo al sodo: accadrebbe, con la nazionalizzazione, che quello che per lo Stato è oggi inscritto a bilancio sulla colonna dei debiti verso creditori esterni (relazione che soggiace alle spietate leggi dello strozzinaggio finanziario globalizzato, per cui i creditori hanno tutto l’interesse a trarre il massimo guadagno a spese del debitore) si sposterebbe nella colonna dei crediti.

Sottraendo il debito/credito al mercato finanziario globalizzato, lo Stato non solo eviterebbe la propria bancarotta, ma proteggerebbe i suoi cespiti, i suoi patrimoni, le sue entrate dai vampiri della finanza speculativa, che ha proprio nelle banche i suoi santuari.

Contrariamente a quanto sottende furbescamente il Feltri, la nazionalizzazione non porterebbe affatto il sistema bancario al crack. Oggi sì che le banche italiane, nel distorto gioco della bisca finanziaria globale, lo rischiano davvero. Una volta che lo Stato ne abbia preso possesso, il patrimonio e le immense entrate tributarie dello Stato diventerebbero la più solida garanzia fideiussoria per il sistema bancario.

Una volta nazionalizzate le banche, una volta che lo Stato sia diventato effettivo titolare del suo debito, prima mossa, solo allora può passare alla seconda, decidere se ristrutturarlo o cancellarlo del tutto. Un governo popolare, cioè un governo che metta l’interesse pubblico e/o nazionale in cima alle sue priorità, lo cancellerebbe del tutto, liberando così i circa 300 miliardi di euro annui che spende per rimborsare i credito-speculatori, per investirli nell’economia, per sostenere i disoccupati e spronare le zone depresse, per salvare la ricerca e l’istruzione, per salvaguardare i diritti di cittadinanza e i beni comuni.

Come sappiamo i 1900 miliardi e passa di debito (più gli interessi che annualmente maturano) sono posseduti al 50% circa da banche straniere, il resto da banche italiane. Quando si dice banche italiane non si pensi ai Bot-people degli anni ’80. La quota di titoli in mano ai risparmiatori italiani non supera il 10%. Lo Stato, una volta nazionalizzate le banche, può ben decidere di ristrutturare i debiti verso questo dieci per cento, stabilendo una soglia politica plausibile —non è che si possono salvare gli speculatori privati milionari!

E i debiti verso le banche tedesche, francesi, olandesi o inglesi? Che questi strozzini vadano alla malora!

Al che sentiamo il Feltri spaventato gridare: “Ma questo implica uscire dall’Eurozona! Significa tornare alla lira!”. Esatto: le due mosse di cui sopra implicano la terza: l’uscita dall’euro e la riconquista della sovranità monetaria, con la clausola che la nuova Banca d’Italia, quella deputata ad emettere carta moneta, sia sottratta al controllo dei privati —passo del resto congruente alla nazionalizzazione del sistema bancario.

Non è colpa nostra se i firmatari dell’ appello per l’incontro del 1 ottobre, non sono né conseguenti né sufficientemente coraggiosi, se non pongono l’uscita dall’euro come la logica conseguenza della cancellazione del debito. Non disperiamo: più prima che poi giungeranno alle nostre medesime conclusioni.

Moreno Pasquinelli

Fonte: http://sollevazione.blogspot.com

Link: http://sollevazione.blogspot.com/2011/08/il-fatto-quotidiano-una-voce-del.html#more
17.08.2011

30 Commenti
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Anais
Anais
18 Agosto 2011 2:01

Sarebbe la soluzione a cui penso da tempo immemorabile, sicuramente dall’entrata in zona Euro. Fortemente vorrei che si avverasse il prima possibile, prima di sprofondare nelal melma che ci hanno preparato questi sciagurati coalizzati verso una strategia criminale.
Hanno l’arroganza di chi è convinto di aver messo a tacere l’autonomia delle persone, dei popoli, il loro diritto a SCEGLIERE chi deve governare con equità.
E’ la nostra autonomia che hanno voluto azzerare. Ne resta uno scalpo.
Attenzione, però: se non ricordo male i poteri malefici scatenano guerre o tsunami o terremoti o uragani o inondazioni o siccità PILOTATE tramite i loro congegni elettromagnetici e altre diavolerie similari per fermare tutto ciò.
Se l’esito dei recenti referendum li ha resi così perfidi posso ben capire che l’esitazione degli italiani ha anche questi motivi (in gran parte inconsapevoli, ma penso sia così).
Ad ogni modo, io concordo con questo splendido articolo

Pensatore
Pensatore
18 Agosto 2011 2:36

Incredibile non hanno dignità .Feltri non è un giornalista ma un lacchè .

MANCA EQUITA’ ,MANCA RISPETTO SONO CRIMINALI

alphmun
alphmun
18 Agosto 2011 2:38

ok che a pensar male spesso ci si azzecca. e il fatto quotidiano ha sicuramente qualcuno dietro. non mi stupirei fosse proprio la casaleggio, visto il feeling trabbaglio-sgrullo…
però c’è da dire che il fatto quotidiano pubblica feltri e giulietto chiesa, articoli che esaltano il GOD e articoli che parlano male della massoneria. quindi il giochetto lo vedo più complesso

ericvonmaan
ericvonmaan
18 Agosto 2011 2:42

Ecco cosa si fà in paesi dove i governanti “governano”:
http://affaritaliani.libero.it/ultimissime/flash.asp?ticker=180811084139

AlbertoConti
AlbertoConti
18 Agosto 2011 2:57

Allora, la ricetta è: nazionalizzare il comparto bancario e assicurativo, ristrutturare il debito pubblico, riprendersi l’autonomia monetaria uscendo dall’euro. Manca però l’oste, lo Stato nazionale. Chi dovrebbe cucinare questa ricetta in nome e per conto del popolo italiano? Chi si presenterà alle politiche del fine-berlusca con cotanto programma dettagliato nei suoi aspetti tecnico-operativi? Che sono tanti, tantissimi, uno più grosso dell’altro. Ad es. il debito delle amministrazioni pubbliche decentrate (regioni, province, comuni e loro aziende) con quali criteri lo si tratta? Pagarlo, ristrutturarlo, cancellarlo? Con quali conseguenze? Altro piccolo dettaglio, l’oro pubblico degli italiani, in teoria ai primi posti al mondo per quantità. Farebbe comodo ad una rinnovata banca d’Italia finalmente pubblica per rifarsi il trucco, soprattutto verso gli stati esteri. Ma proprio questo è il punto, in gran parte quest’oro si trova a Fort Knox e a Basilea, facile ostaggio dei creditori esteri incazzati. E la NATO? Usciamone subito, ovvio, per coerenza con un governo libero e indipendente eletto per applicare la ricetta economico-monetaria. Resta solo da risolvere il problemino di come fare per non subire una sorte libica. Poi c’è la questione industriale, tutta da ricostruire, poi c’è il recupero dei capitali all’estero, non solo quelli che ci… Leggi tutto »

redme
redme
18 Agosto 2011 3:03

…soluzione?…ecchè ci vuole……”Sul fronte dell’economia venivano nazionalizzate tutte le banche private; il commercio estero diventò monopolio dello stato; flotta mercantile e ferrovie diventavano statali, mentre le fabbriche venivano affidate direttamente agli operai. Il nuovo governo denunciò anche tutti gli accordi internazionali compresi quelli segreti e sospese il rimborso dei prestiti ottenuti all’estero dal regime zarista.” (Rivoluzione Russa Wikipedia)

stefanodandrea
stefanodandrea
18 Agosto 2011 3:04

Caro Moreno,
la strada che dobbiamo percorrere è ancora lunga. Io mi sono trovato a sollevare le tue contro obiezioni a Gianluca Bifolchi, che è persona intelligente e preparata, oltre che un comunista; nonché altre contro obiezioni a un frequentatore del forum di CDC che è un comunista e si fa chiamare Materialeresistente (https://comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&p=85736).
In ogni caso la strada è quella giusta. Implica l’abbandono di un falso internazionalismo, tutto psicologico e controproducente, che ha caratterizzato la sinistra comunista e socialdemocratica delle ultime due generazioni (Gli anticapitalisti, le nazioni e l’internazionalismo http://www.appelloalpopolo.it/?p=3928). Implica realismo contro l’idealismo della falsa coscienza buonista e falsamente umanitarista. Ed implica coraggio, rischi e sacrifici. Nessun popolo (e nessuna persona) ha mai raggiunto obiettivi importanti senza correre rischi e affrontare sacrifici (come ho osservato a Materialeresistente, che si soffermava sui sacrifici)
“Patria o morte…vinceremo”.

amensa
amensa
18 Agosto 2011 4:50

faccio l’avvocato del diavolo.
io credo , in linea di principio , cheuna persona che si senta responsabile delle proprie azioni, dovrebbe valutare, prima di compiere una azione se le reazioni a tale azione, almeno quelle prevedibili, danno uno svantaggio inferiore ai benefici che derivano dall’azione.

solo i bambini viziati fanno , per poi dire “oh… questo non l’avevo previsto…..” contando sul fatto che qualcun altro rimedi.

ora, nazionalizzare banche e assicurazioni…… bello, nessuno ricorda quanto è costato nazionalizzare l’energia elettrica, per poi riprivatizzarla ?

e nessuno ricorda che le maggiori banche erano dell’IRI smantellato a gran voce, pur essendo statale?

ora, una privatizzazione corretta vorrebbe che gli attuali proprietari venissero indennizzati, con quali risorse ?

altro discorso sarebbe stato farle fallire, per poi nazionalizzarle, ovvero rilevarle al prezzo simbolico di 1€

in questo modo, una grossa fetta del debito pubblico, quella contenuta nei “mezzi propri” di tali banche, verrebbe in effetti annullata, lasciando al resto, banche estere e risparmiatori, l’altra fetta, resa però perfettamente gestibile.

ma chi si oppone ad un simile piano ?

ovvio gli emittenti dei CDS, che dovcrebbero sborsare cifre ingenti, ma questo è l’altro discorso.

radisol
radisol
18 Agosto 2011 4:54

Pure Pasquinelli però mica scherza …. attacca giustamente l’articolo di Feltri …. ma si guarda bene dal citare l’iniziativa contro cui sono diretti gli strali dello stesso Feltri …. cioè l’ appello “Dobbiamo fermarli” proposto da un migliaio di persone … tra le quali una parte significativa della Fiom, dei vari sindacati di base e di alcuni gruppi come “Sinistra Critica” e la “Rete dei Comunisti” ….. il classico settarismo di merda, la classica logica autoreferenziale, quella di Pasquinelli, che ha sempre minato qualunque cosa si muova veramente “a sinistra” in Italia e non solo in Italia ….

rick87
rick87
18 Agosto 2011 4:54

quella è la tattica dell’imbonitore: accogliere delle firme outsider (chiesa, massimo fini, ecc…) e non allineate o accennare brevemente grandi verità salvo poi ritrattare mantenendo salda al 99% la propria infima e servile linea editoriale ai “poteri forti”: il tutto allo scopo di ingraziarsi qualche lettore sfiduciato. proprio come di pietro fa finta di fare vera opposizione (pri pro quo!) accennando al signoraggio, salvo poi riportare la propria politica all’ovile dei pluri-trombati dei ds. o come il grillo sparlante riferisce di essere a conoscenza dei temi forti (da lui enunciati anni fa nei suoi spettacoli) lungi però dall’ includerli nel programma di un governo alternativo e rincoglionendo il pubblico ignaro con tematiche assolutamente ininfluenti e populistiche come il finanziamento ai partiti e ai giornali presentati come la causa di tutti i nostri problemi. ciò che gioca nell’informazione è la propaganda e il martellamento ideologico, non la veridicità dei fatti. è lo spettacolo, non la verità. l’uomo comune fa presto a scordare l’eccezione nel mare del conformismo. questa è una regola d’oro nel main stream da 60 anni. quelli del pacco quotidiano sono un gruppo di servi del capitalismo internazionale che ogni tanto accolgono qualche firma contraria ai loro ideali cosi… Leggi tutto »

Emanuele_C
Emanuele_C
18 Agosto 2011 5:25

Letto il breve articolo ho pensato che Chavez, tempo un mesetto, e lo ammazzano.

stefanodandrea
stefanodandrea
18 Agosto 2011 5:28

Radisol, mi dispiace dirlo ma il settario sei tu. Ti ho già detto che Cremaschi è stato invitato, così come Ferrando e Badiale e altri. La mia risposta a te è stata pubblicata sul sito. E in tal modo è stata posta in evidenza una diversità delle due prospettive sulla quale è opportuno discutere. La tua avversione per Pasquinelli è incomprensibile. Gli rimproveri di aver preso una iniziativa simile a quella di Cremaschi ma non rimproveri a Cremaschi di aver preso una iniziativa simile a Pasquinelli (non mi dirai che conta l’aver reso noto il progetto uno o due giorni prima! Ovvio che entrambi stavano lavorando al medesima da un po’ di tempo). In secondo luogo rimproveri a Pasquinelli che ha proposto una iniziativa a favore del default di non citare quella di Cremaschi (semplifico) contro la quale ha scritto Feltri. Feltri ha scritto contro la proposta di default. Quella di Pasquinelli è persino più radicale (e coerente) dell’altra (mi devi spiegare come si fa a dichiarare il default senza uscire dall’euro. O stiamo ancora al livello per cui il default lo dovrebbero dichiarare tutti gli stati europei?). Pasquinelli ha pubblicato il suo articolo sul sito di Sollevazione e quindi… Leggi tutto »

stefanodandrea
stefanodandrea
18 Agosto 2011 5:30

Radisol, mi dispiace dirlo ma il settario sei tu. Ti ho già detto che Cremaschi è stato invitato, così come Ferrando e Badiale e altri. La mia risposta a te è stata pubblicata sul sito. E in tal modo è stata posta in evidenza una diversità delle due prospettive sulla quale è opportuno discutere. La tua avversione per Pasquinelli è incomprensibile. Gli rimproveri di aver preso una iniziativa simile a quella di Cremaschi ma non rimproveri a Cremaschi di aver preso una iniziativa simile a Pasquinelli (non mi dirai che conta l’aver reso noto il progetto uno o due giorni prima! Ovvio che entrambi stavano lavorando al medesima da un po’ di tempo). In secondo luogo rimproveri a Pasquinelli che ha proposto una iniziativa a favore del default di non citare quella di Cremaschi (semplifico) contro la quale ha scritto Feltri. Feltri ha scritto contro la proposta di default. Quella di Pasquinelli è persino più radicale (e coerente) dell’altra (mi devi spiegare come si fa a dichiarare il default senza uscire dall’euro. O stiamo ancora al livello per cui il default lo dovrebbero dichiarare tutti gli stati europei?). Pasquinelli ha pubblicato il suo articolo sul sito di Sollevazione e quindi… Leggi tutto »

stefanodandrea
stefanodandrea
18 Agosto 2011 5:34

Andrea Mensa, ma perché non sei propositivo? Perché non suggerisci il miglioramento, rispetto all’errore di Moreno Pasquinelli? Perché non dici che prima si dichiara il default e si fanno fallire le banche e poi le si ricompra a prezzi stracciati? Ma da che parte stai? Io non ti caisco più. Un conto è assumere questo atteggiamento nei confronti del signoraggio. Un altro è assumerlo contro l’autonomia della banca d’ityalia o contro uno statuto che impone alla BCE autonoma siltanto di tjutelare il sistema dall’inflazione? O contro le nazionalizzazioni dell’energia elettrica che ebbero grande importanza storica ed economica (la luce arrivò gratis o quasi in molte famiglie). O lodare le privatizzazioni delle banche dell’iri e dell’iri medesimo. Per cortesia basta.

Marcusdardi
Utente CDC
18 Agosto 2011 5:51

Non solo le banche andrebbero nazionalizzate, ma anche tanti beni strategici primari come ad esempio, trasporti, sanità, energia…..
E’ il modello di sviluppo che è profondamente sbagliato e andrebbe radicalmente riformato e senza tirare più in ballo vecchie ideologie scadute come comunismo e fascismo, occorre un NUOVO MODELLO

http://www.youtube.com/watch?v=j_e28nKK84s

Marcusdardi

rick87
rick87
18 Agosto 2011 6:32

sono d’accordo. tutti i beni primari nazionalizzati e non influenzati in alcun modo dal mercato. il resto affidato ad un mercato palettato comunque entro limiti statali. e quasi quasi aggiungerei la nazionalizzazione degli orti, dei frutteti e delle fattorie da allevamento.

GioCo
GioCo
18 Agosto 2011 7:12

Il piano di nazionalizzazione bancario non è male, anzi è fin troppo attraente, logico e conveniente. Tuttavia lo vedo concretamente infattibile e pone le basi strategiche per un autogol. Se ragiono a breve terime, l’idea della nazionalizzazione non fa una piega, ma è un fatto che nel breve termine sia inapplicabile: anche convincendo una parte politica importante del paese a remare decisa in questa direzione, chi rischia di perdere soldi (e potere) rappresenta la parte economica solida con in mano le redini del paese, quindi è logico che remerà in direzione opposta. Ma dopo la rapina, svuotate di interesse e importanza, le carcasse delle banche italiane potranno anche essere nazionalizzate. Si nazionalizzerà un pugno di mosche. Questo ovviamente senza considerare cos’è, cos’è stata e cosa dovrebbe diventare secondo i piani la “sovranita nazionale”, in particolare quella italiana. Siamo stati sempre in libertà vigilata e la furberia e l’inganno ci ha permesso di vivacchiare abbastanza bene fin’ora. Ma abbiamo vissuto in un carcere che fin dalle prime battute ha mostrato il suo volto più duro che poi si è solo un po’ ammorbidito nel tempo, anche perché non si poteva obbiettivamente continuare all’infinito nel sostenere il massacro istituzionale (vedi Risorgimento Italiano… Leggi tutto »

lucoli
lucoli
18 Agosto 2011 7:20

E’ un po’ come quando qualcuno criticava mediaset di essere contro il pluralismo e voce unica del padrone e quelli rispondevano che non era vero perché trasmettevano le iene, zelig, striscia la notizia e per un periodo perfino santoro. Che presa in giro colossale…

amensa
amensa
18 Agosto 2011 7:58

perchè, dici che non sono propositivo ?
io sto sostenendo che oggi, le banche andrebbero fatte fallire, per venir nazionalizzate al costo di 1€.
e per farle fallire basterebbe che i loro attivi fossero costrette a valutarli a valore di mercato, anzicche permeter loro di valutarli al valore di acquisizione o peggio ancora di “stima”.
ma mi rendo anche conto che in ITALIA nazionalizzare, non è mai stato visto come una gran cosa, ma come occasione di mangerie e corruzione.
e questa è la ragione per cui invoco , a priori, un recupero di sovranità da parte della popolazione, un po’ cresciuta in responsabilizzazione, giusto grazie ai sacrifici che dovrà affrontare.
in cosa, non mi percepisci propositivo ? forse un po’ utopico ma le proposte ci sono eccome.

stefanodandrea
stefanodandrea
18 Agosto 2011 8:42

Allora siamo d’accordo. Non ti avevo capito. Chiaro che Moreno ha toppato su questo punto. Non ha senso nazionalizzare (e pagare, sia secondo il diritto italiano sia secondo il diritto europeo, il valore dei beni acquistati dallo stato) e poi dichiarare default. Dichiari default, fai fallire le banche e poi le acquisti al valore di mercato: una lira, non un euro (qui ti correggo!)

Kiddo
Kiddo
18 Agosto 2011 8:58

1) Fallimento e conseguente nazionalizzazione delle banche. OK.
2) Cancellazione del debito o ristrutturazione, OK
3) Uscita dall’euro e dalla nato, OK..

4) 100% di Indipendenza energetica e alimentare . IMPRESCINDIBILE!! Poichè le nostre nuove lirette ho paura che varrebbero poco. Lasciando perdere le conseguenze internazionali dovute a tali scelte. E qui’ la vedo dura.

Pero’…. se intanto realizzassimo il punto 4… lo so , sogno ad occhi aperti…,ma vedo che non sono solo.

radisol
radisol
18 Agosto 2011 9:04

Niente di tutto questo ….. dico che non è “giornalisticamente corretto” attaccare, giustamente, Feltri … ma evitare come la peste di citare l’iniziativa contro cui Feltri si scaglia in quell’articolo ….

radisol
radisol
18 Agosto 2011 9:06

Niente di tutto questo ….. dico che non è “giornalisticamente corretto” attaccare, giustamente, Feltri … ma evitare come la peste di citare l’iniziativa contro cui Feltri si scaglia in quell’articolo …. e questo è storicamente uno dei peggiori vizi storici della sinistra italiana, anche di quella antagonista e rivoluzionaria ….

illupodeicieli
illupodeicieli
18 Agosto 2011 13:06

Kiddo, perdonami, ti aggiungo il punto 5) ovvero moratoria per le cartelle, pazze o meno, di Equitalia e di altre esattorie e ,anche qui, rinegoziazione di quanto viene chiesto, magari a stralcio e con dilazione: tanto soldi non ce ne sono. Altri punti? rivedere appunto la questione fiscale e del lavoro. Se la gente ha soldi, decrescita a parte, può riavviare l’economia, stare meglio di adesso perchè ha un lavoro e uno stipendio dignitoso. Sennò niente.

stefanodandrea
stefanodandrea
18 Agosto 2011 13:24

Va bene, scusa. Ma ognuno deve cercare di essere disponibile a stare insieme ai diversi. Io sono entrato in Alternativa credendo che la decrescita sia un tema rilevante ma non strategico, almeno nel senso in cui è solitamente intesa; e soprattutto essendo antieuropeista (ovviamente contro questa europa, che è l’unica che esiste. L’altra la potranno pure costruire le generazioni future in sessanta anni), quando la posizione di Alternativa non erano le mie. Ora la decerscita scema come rilevanza (ed è un bene) e Alternativa si pone l’obiettivo di uscire dall’euro. L’opinione che era di una minoranza (non solo mia), alla fine è prevalsa. Credo che la lotta per l’egemonia sia legittima ed essenziale in ogni luogo: una sezione, un partito, un laboratorio politico. ma sempre svolta con pazienza, fondata sull’analisi, e avendo al più come avversarie dottrine e non persone. Perciò ho il terrore di quegli atteggiamenti, ai quali anche tu fai riferimento, che sono settari e distruttivi. Per essere sincero, io avrei espressamente invitato Uriel, che i più ritengono di destra ma io considero di sinistra anche se la sua cultura aziendale comporta tratti liberali che io rifiuto; quelli di Cobraf, che sono di destra (ma sono bravi e… Leggi tutto »

AlbertoConti
AlbertoConti
18 Agosto 2011 14:19

Benvenuto Marcus! Come prevedibilissimo sono più che d’accordo col tuo commento, hai centrato il problema.

bstrnt
bstrnt
18 Agosto 2011 18:46

Continuiamo così o cominciamo da qualche parte? Appunto la NATO, non credi sia il caso di uscirne? Oramai si è rivelata per quello che è : il braccio armato di una setta di psicopatici serial killer. Finire come la Libia? C’è chiaramente una possibilità, ma un po’ remota … non mi sembra che la Libia abbia ancora capitolato agli invasori psicopatici …. penso che sia l’intero occidente, quello succube della NATO, ad avere il fiato corto, e non da ora … tra poco se la dovrà vedere con altre realtà e le cose cominceranno a mettersi piuttosto male! Ci rubano le 2700 tonnellate d’oro depositate all’estero (Libia docet)? Credo che ciò ci autorizzi a non onorare più il debito con l’estero che si è impossessato del malloppo. D’altra parte hanno il loro bel pontificare i quisling Merkel e Sarkozy, Germania e Francia non sono intoccabili da quella sozza speculazione internazionale; arriverà pure il loro turno … è semplicemente da idioti pensare che un’economia basata sulle regole dei regimi cleptocratici occidentali possa essere sostenibile, è come dire che le risorse del pianeta sono infinite e la presunzione propria dei fondamentalisti puritani “ne rimarrà solo uno” enunciata nel PNAC e altri cazzeggiamenti,… Leggi tutto »

victorserge
victorserge
19 Agosto 2011 3:07

scusate, mi è sfuggita una cosa:
ma il pasquinelli è lo stersso sgherro appartenente al campo antimperialista?
se lo è; come dare ascolto a questo amico del giaguaro fuori tempo massimo?

stefanodandrea
stefanodandrea
19 Agosto 2011 4:12

Io credevo che noi commentassimo idee e argomenti addotti a sostegno. Ma forse generalizzavo, credendo ingenuamente che tutti fossero intelligenti?

victorserge
victorserge
20 Agosto 2011 7:08

hai ragione, non c’è molta di intelligenza nell’estensore di questo articolo e di chi lo sostiene.
però ho forti dubbi sulla tua presunta ingenuità.