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IL DIRITTO DELL'IRAN DI ATTACCARE ISRAELE

DI KAVEH L. AFRASIABI
Asia Times Online

Dopo anni vissuti nel timore di un attacco militare israeliano, Teheran sta adesso contemplando l’idea di un attacco preventivo, considerati i preparativi israeliani per un raid aereo contro le istallazioni nucleari iraniane. Citando il diritto a una autodifesa preventiva e invece di aspettare che Israele faccia la prima mossa, l’Iran dovrebbe muoversi prima e mutilare la capacità di Israele di dare vita al minacciato attacco.

Questo piano iraniano di lanciare un attacco preventivo è perfettamente legale e in accordo col diritto consuetudinario internazionale, secondo il parere di diversi analisti politici di Teheran: “Secondo la carta delle Nazioni Unite, l’Iran ha il diritto proprio all’autodifesa che in questo caso si tradurrebbe al diritto di rispondere alla chiara e presente minaccia di attacco imminente da parte dello stato di Israele, in palese violazione delle leggi internazionali”, ci dice, con la garanzia dell’anonimato, un giurista politico dell’università di Teheran.In parole povere, gli argomenti legali di Teheran in favore di un attacco preventivo si poggiano su diversi elementi incrociati.

Primo: secondo l’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite, l’Iran ha il diritto di attaccare Israele in quanto quest’ultimo si è già prodigato in una serie di atti ostili che includono gli assassinii di scienziati nucleari iraniani, vari sabotaggi e cyber-guerra con conseguenze letali, per non menzionare le dichiarazioni di intenti di un attacco all’Iran nell’immediato futuro da parte di suoi capi politici e militari.

Secondo, questi atti illegali, unitamente alle dichiarazioni di intenti, costituiscono un’imminente minaccia alla sicurezza nazionale iraniana, definita in base al diritto consuetudinario internazionale nei termini di atti ostili di offesa da parte di uno stato contro un altro.

Terzo, l’Iran ha già esaurito tutti i suoi mezzi diplomatici per evitare un attacco israeliano, e protestare a più riprese presso il Consiglio di Sicurezza dell’ONU è stato inutile in quanto non è mai stato ascoltato.

Quarto, la dichiarata intenzione da parte di Israele di attaccare l’Iran viola la legge internazionale per una serie di altre ragioni:

l’Iran non ha mai minacciato di usare la sua capacità nucleare per attaccare Israele;

esiste un impedimento legale contro qualsivoglia attacco ai siti nucleari iraniani, alla luce della risoluzione 533 della Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica che proibisce attacchi simili e li considera violazioni della legge internazionale;

l’Iran è uno dei firmatari del Trattato di Non-Proliferazione, la sua dirigenza ha rinunciato formalmente agli armamenti nucleari, c’è assenza di qualsivoglia trattato che impedisca all’Iran di dotarsi un suo ciclo del combustibile nucleare e ancora oggi, dopo approfondite ispezioni alle sue istallazioni, l’AIEA non ha mai rilevato deviazioni di materiale nucleare verso fini militari;

i fatti, compresi alcuni rapporti del Washington Post che citano l’opinione del Ministro della Difesa statunitense Leon Panetta, lasciano capire che Israele è ben oltre la fase preparatoria di un attacco e si sta scaldando per implementare questo piano nei prossimi mesi.

Considerato tutto ciò, esiste una ricca base legale per un attacco preventivo da parte dell’Iran verso Israele, senza discutere se ci stia o meno pensando o se ne avrebbe davvero l’effettiva capacità.

Secondo i rapporti dei media iraniani, l’Iran dispone di circa 11.000 missili in grado di colpire obiettivi su tutto il territorio israeliano. Ma lasciando da parte il discorso militare e restando nei limiti degli argomenti legali, l’illegittimità delle intenzioni ostili di Israele e la legittimità del diritto iraniano di attaccarlo per primo sono due facce della stessa medaglia.

Anche le sanzioni ONU contro l’Iran dovrebbero essere considerate illegali, secondo la legge internazionale. Secondo le bozze della commissione legale internazionale, un atto illegale intenzionale da parte di uno stato comprende due elementi (art. 3): l’elemento oggettivo che consiste in azione o omissione contraria a un obbligo internazionale e l’elemento soggettivo che ha a che fare con le intenzioni di uno stato. Nessuno dei due elementi è presente rispetto al programma nucleare iraniano.

L’assenza di prove che evidenzino la destinazione del materiale nucleare per scopi militari – confermata dopo estese ispezioni dei siti iraniani da parte dell’AIEA e insieme all’esplicita rinuncia alle armi nucleari da parte della dirigenza iraniana che si poggia su basi politiche, religiose e morali – costituisce un ostacolo tanto all’applicazione di sanzioni quanto alla realizzazione delle minacce di guerra all’Iran.

Questo è un promemoria per i diversi osservatori internazionali che hanno acclamato le recenti critiche di Barack Obama rivolte agli “irresponsabili tamburi di guerra contro l’Iran”, tralasciando il fatto che le esplicite minacce di Obama di tenere aperta “l’opzione militare” costituiscono una violazione della carta delle Nazioni Unite che proibisce minacce simili da parte degli stati membri.

Ma Obama, una volta professore di diritto costituzionale, persegue negli errori con l’Iran, continuando a sostenere che, una volta esauriti i canali diplomatici, gli Stati Uniti potrebbero ricorrere all’opzione estrema di attaccare le istallazioni nucleari iraniane. Come hanno correttamente sottolineato vari assennati opinionisti statunitensi, tra i quali il professore di giurisprudenza di Yale, Bruce Ackerman, in un recente editoriale sul Los Angeles Times, ogni attacco di tale natura sarebbe illegale secondo i fondamenti della legge internazionale.

Facendo eco all’opinione di Ackerman, va aggiunto che alcuni esperti pro-Israele che tendono a legittimare l’attacco i
sraeliano hanno volontariamente distorto il significato e gli obiettivi del diritto all’autodifesa, presentandone una concezione alquanto dubbia che si rifà al tentativo fallito della amministrazione Bush di allargare il concetto di autodifesa preventiva e che fu fortunatamente sconfitto all’ONU.

Simili a un déjà vu storico, gli attuali strali pro-Israele che spingono verso un attacco all’Iran, sono sorprendentemente simili a quelli sentiti prima della guerra degli Stati Uniti contro l’Iraq, che fu totalmente legittimata agli occhi dell’opinione pubblica grazie alla pressione esercitata dall’esercito propagandistico di Israele nei confronti della stampa occidentale.

La grande domanda è se la comunità internazionale ha imparato o meno la lezione del fiasco iracheno e, ancora più importante, se le voci della ragione potranno prevalere su quelle che spingono per un altro disastroso conflitto in Medio Oriente.

Secondo tutti gli indizi, nei prossimi mesi potremmo avere la risposta a questa stringente domanda.

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Fonte:
Iran’s legal right to attack Israel

14.02.2012

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da MAURO MORELLINI

Pubblicato da supervice

  • backtime

    Per quanto sia giusto e vista la mensognera campagna mediatica occidentale nei confronti dell’Iran, che ha fatto ovviamente proseliti, in caso di attacco preventivo e giustificato dell’Iran nei confronti dello stato canaglia di israele, questi non farebbe niente che il loro gioco, peraltro preventivato.

    C’è però anche da riconoscere una cosa. Israele non è l’unica nazione ad aver paventato un attacco militare all’Iran, se non sbaglio anche Francia, Inghilterra e America si sono dette pronte ad un attacco e per avvallare la loro tesi preventiva o le si attacca tutte o nessuna, altrimenti si offre il fianco ad interventi militari a livello mondiale.

    L’unica è dare a paesi alleati all’Iran, come Russia e Cina, la possibilità di dare voce a quello che a quanto pare è diritto dell’Iran a diffonderne la voce e la ragione su cui si basa il diritto, che altromodo la gente non sapendo quali siano gli accordi del diritto internazionale riconosciuto dalla Nato, l’Iran rischia di trovarsi contro non solo gli eserciti, ma anche le popolazioni ignoranti.

  • NerOscuro

    Si può anche titolare l’articolo in: “il diritto dell’Iran di finire incenerito”. Questo è quanto accadrebbe se anche solo un missile partisse (non importa da chi). Israele, dovesse restare sola, ha sottomarini da cui lanciare un secondo attacco nucleare.
    Israele è un po’ come il bullo in cerca di menar le mani: non conta quel che la vittima dirà o farà per non rispondere alle provocazioni, finirà per l’essere pestata comunque.

  • AlbertoConti

    “attacco preventivo” è come la “guerra umanitaria” o il “ministero della difesa” ecc. ecc. Sono tutti ossimori, cioè stronzate. Con la logica delle guerre preventive si finisce per provocare la guerra globale = fine del mondo. Impossibile trovare un solo milligrammo d’intelligenza in questa logica. Tranne che in ambiente militare o nelle “intellingence”, altro ossimoro.

  • Maxim

    Un attacco preventivo iraniano sarebbe inutile da un punto di vista militare e giustificherebbe una massiccia reazione militare da parte degli Usa, Israele etc etc.
    Gli israeliani con l’ attacco preventivo contro gli arabi , durante la guerra dei 5 giorni distrussero le aviazioni arabe permettendo quindi una facile vittoria ad Israele.
    Un attacco preventivo iraniano cosa provocherebbe ?
    Distruggerebbe le aviazioni , i missili etc etc di chi vuole attaccarlo ?
    Assurdo anche il pensarlo .
    Un articolo assurdo

  • RicBo

    L’Iran non attaccherà mai Israele prima di essere attaccato. E’ la maniera migliore per radere al suolo la sua attuale classe dirigente e clericale (prima di tutto il resto, ovviamente) ed innescare una rivoluzione. Impossibile.

  • morello

    Vero, è impossibile che accada ed è assurdo il solo pensarlo. La tesi dell’articolo infatti è la base legale, non quella politico-militare. Mira a far breccia nell’opinione pubblica occidentale contro “la pressione esercitata dall’esercito propagandistico di Israele” e rivela quello che può sembrare un paradosso. Che dal punto di vista legale avrebbe più diritto l’Iran ad attaccare per primo che viceversa

  • geopardy

    Fermo restando che non credo ad alcun attacco preventivo iraniano, secondo me, l’articolo vorrebbe soltanto dimostrare che per la stessa logica dell’attacco preventivo (che è poi, di fatto, l’attacco unilaterale di un paese contro un altro, variato di nome), l’Iran ne avrebbe ancor più diritto perchè minacciato continuamente.

    Torniamo alle minacce, se guardiamo l’ntera storia delle guerre satunitensi dopo il grande evento bellico mondiale, noteremo che essi hanno sempre attaccato direttamente paesi con:

    -scarsissima possibilità militare.

    -scarsissima rilevanza a livello economico, tanto da non comportare particolari rischi nel danneggiare gli scambi di paesi terzi più o meno inportanti

    -pochi abitanti (al massimo intorno ai 20 milioni) ed in più soggetti ad un certo isolamento internazionale a livello globale.

    L’Iran, non risponde ad alcuna di queste caratteristiche, in più è, molto probabilmente, il paese chiave di riferimento per circa 200 milioni di Sciiti, i quali, per ironia della sorte, sono in maggioranza tutti raggruppati Intorno all’Iran, anche se con presenza rilevante in altri paesi.

    Quindi, ne deduco, che le minacce in atto servono ad una logica di guerra asimmetrica volta, in questa fase, a ridisegnare le sfere d’influenza, nel tentativo di ridare potere ai sunniti politici invertendo quanto successo in Iraq (nel caso della Siria la situazione sarebbe diametralmente opposta, sarà un caso?) dove sono in maggioranza, per questo le monarchie assolute del Qatar e dell’Arabia Saudita finanziano le opposizioni islamiche sunnite.

    Di pari passo, la Nato vorrebbe una sua presenza militare in loco per assicurarsi la sudditanza delle nuove forze emergenti.

    Tutto questo aldilà del più che legittimo desiderio di democrazia dei popoli coinvolti, naturalmente.

    Quindi, la guerra è già in atto ed è fortemente asimmetrica, vista l’impossibilità di affrontare i nuovi attori internazionali in maniera diretta.

    Un attacco all’Iran rischierebbe di compromettere tutto ciò, ma anche se fosse quest’ultimo ad attaccare ritenendo di averne la forza, il gioco si smonterebbe.

    Il tutto dipende da come l’agenda di lor signori procede, se procedesse bene, allora nessun attacco, se dovesse procedere male, potremmo aspettarci di tutto, ma anche un cambiamento di strategia che non comportasse necessariamente una guerra terribile.

    Ciao

    Geo

  • mendi

    Basterebbe che la Russia dicesse chiaramente che, in caso di attacco all’Iran, fornirebbe l’Iran stesso di armamento nucleare di ultimo livello.
    Tutta questa porcheria finirebbe in poche ore.

  • ws

    asia times e’di un tycoon “anglosassone” ed e’ un giornale “inglese” messo su apposta per ” informare” opportunamente le elites “anglofile” asiatiche , cina ed india in primis.
    E siccome certi ” anglosassoni” sono alla disperata ricerca di un “casus belli ” con l’ iran e’ abbastanza comprensibile che questo giornale faccia propaganda affinche’ l’ iran lo fornisca…:-)