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IL DDL LEVI. QUALCHE RIFLESSIONE

DI CARLO GAMBESCIA

Il DDL Levi sul riordino dell’editoria, che ha giustamente provocato le proteste dei bloggers, andrebbe studiato come esempio dell’interazione tra i fenomeni sociali in sviluppo e le forme istituzionali di regolamentazione dei medesimi. Ci spieghiamo meglio.
Nella società moderne, di regola, le leggi dal punto di vista sociologico sono strumenti di razionalizzazione politico-giuridica di una situazione sociale preesistente. Che può riguardare, gruppi sociali dalle dimensioni differenti. Tuttavia, quanto più un provvedimento legislativo risponde alla necessità dal basso di formalizzare una realtà sociale, anche se non maggioritaria, quanto più si rende sicura e trasparente la vita sociale. Al contrario, quando i provvedimenti legislativi riflettono le istanze di gruppi sociali minoritari posti in alto nella scala sociale, si rischia di creare in basso situazioni di inadempienza e perfino disobbedienza. Si tratta di conseguenze che possono sfociare in conflitti sociali e perfino in guerre civili. Ovviamente, quanto più un governo è aperto alle critiche e alla discussione (il che non significa però che non debba decidere mai…), tanto più si allontana o mitiga il pericolo del conflitto sociale. O, ancora meglio, quello di una guerra civile.

Ora, l’elemento sociologico costante è rappresentato dal potenziale conflitto tra le trasformazioni sociali e la necessità di istituzionalizzarle. Sotto questo aspetto lo sviluppo della blogosfera è un fenomeno che porta in sé elementi di trasformazione sociale. Diciamo che sul piano sociale si tratta di un fenomeno in creativo sviluppo. Ma dal quale finora non è giunta alcuna richiesta di regolamentazione. E che perciò, almeno per ora, ha solo bisogno di crescere liberamente e aprirsi al mondo… Anche perché privo di motivazioni legate al profitto economico.

Di regola, ogni forma regolamentazione che non nasca e provenga dalla richiesta di un gruppo sociale, risulta perciò sospetta. Il che fa pensare, che per ora, qualsiasi forma di legiferazione sulla blogosfera rappresenti non tanto una forma di benevola e necessaria razionalizzazione politica richiesta dal basso, quanto la volontà di controllare dall’alto una realtà, ancora “bambina”, ma ritenuta politicamente pericolosa.

E qui di solito viene chiamata in causa – a difesa della regolamentazione – quella che alcuni giuristi e politici definiscono la funzione progressiva delle leggi. Nel senso che il diritto avrebbe una funzione socialmente propulsiva: di precorrere i fatti sociali. E quindi il “dovere” di introdurre dall’alto regole, giudicate come strumento di libertà e di promozione umana. Dal momento, che sempre secondo gli stessi giuristi e politici, la società, composta di individui-bambini, avrebbe bisogno di giudici e politici-padri in grado di decidere per i “figli”, fino a quando questi non avranno raggiunto la maggiore età…

Resta però il fatto che i sostenitori di questa concezione si sono sempre ben guardati dall’indicare i criteri in base ai quali stabilire il conseguimento della maggiore età da parte del “popolo-bambino”. Se non appellandosi a un vago uomo universale dotato di ragione, che da due-tre secoli a questa parte, sembra sempre sul punto di materializzarsi…

Concludendo: è vero che le leggi sono utili strumenti di razionalizzazione della vita sociale. Ma è altrettanto vero che leggi devono razionalizzare situazioni preesistenti e soprattutto rispondere alle richieste della comunità alle quali sono indirizzate. Razionalizzare quel che, stando ai futuri fruitori delle leggi, non ha alcuna necessità di essere razionalizzato, è un puro e semplice abuso, magari compiuto per l’ipotetico bene futuro di quell’evanescente uomo universale di cui sopra…
Come appunto risulta essere il DDL Levi, almeno nella parte riguardante la blogosfera

Carlo Gambescia
Fonte: http://carlogambesciametapolitics.blogspot.com/
Link: http://carlogambesciametapolitics.blogspot.com/2007/10/edizione-straordinaria-il-ddl-levi.html
21.10.07

VEDI ANCHE:
IL DECRETO BULGARO DI PRODI


IL GOVERNO PRODI ALL’ATTACCO DELLA LIBERTA’ DI INTERNET ?

Pubblicato da Davide

  • panicum46

    L’eventuale approvazione di una legge simile non è che comporterà al blogger il riconoscimento di un finanziamento pubblico come per i giornali,magari proporzionale al numero delle sue pagine lette?In tal caso io che ho un blog,che è anche seguito,non ho che da esultare.
    Ma no,io sto sognando:il ddl Levi non esiste.

  • myone

    Gia’. Invece che controllare, decidere, tassare, autorizzare o no, o senz’ altro chiudere e mettere in giudizio un blog o qualunque cosa, visto che sta’ nell’ aspetto dell’ editoria, si finanzi pure, come si finanziano testate di giornali, a suon di milioni, dove, i piu’, prendono tali sovvenzioni, con giornalini da fumetti, fatti in propio da parlamentari e da affiliati accomodati da politici e da partiti. Oltre modo, non serve entrare in merito a questa questione, per sentire e vedere, dalle famose leggi anti-terrorismo, e varie, che nel momento che te devi fare o dire, sei pressoche’ con il fiato al collo, da giustizia e tutori dell’ ordine. Piu’ le persone dicono il vero, e piu’ smartellano e scardinano cose, che da sole parlano chiaro, e sono nella marea dell’ ingiusto, o del mal fatto, da rimediare, dove, nessuno se ne cura, e tutti continuano l’ interesse dato dal giudicato o contestato. Il sistema, non si discute, perche’ attaccato ad esso, c’e’ il vivere di tutti, e il cambiamento, fa fare differenze, che nessuno, socialmente come e’, e vuole fare. Si preferisce, mettere cambiamenti su cambiamenti, che una volta accomodano uno, e un’ altrra volta un’ altro. Ma nel mentre, si risica e rosicchia sempre illegalita’, favoritismo, controllo, e speculazione, su chi, controllono nne ha, e deve essere controllato, o come un muto, sottostare, bene o male che sia. Siamo tutti dei topi marci, che navigano ai margini dell’ illegalita’ plagiata nell’ ingiustizia, e nell’ accarezzare il pelo al lupo, tanto che non morda, ma che si riproduca dove meglio si puo’ usare. Ovvio, il tutto sta’ da chi puo’, che e’ sempre uno scalino sopra, a tutti quelli che tacendo, devono subire, piu’ gli oltragi, che i consensi di una giustizia. Nel considerare questo, sappiate, che chi comanda, nel tessuto siciale, o chi melgio, deve detenere l ordine delle cose, siano come siano, sono parte della societa’, ci vivono in merito, ci lavorano, e mantengono le medesime famiglie dei paria sotto, anche se, sanno bene imporsi. Grillo dice, che ogni autorita’, e’ dipendente dei cittadini. Prova a chiedere a un parlamentare, o a un tutore dell’ ordine, che ti dia del Signr X, buon giorno, sono tal dei tali, per servirla, a sua disposizione, questa e’ la mia matricola, il mio nome e cognome, abito in tal tal via, e in equal misura della praivaci, posto i miei documenti, come lei i suoi, e nemmeno gli e li prendo in mano, in quanto sono cose personali. Prova. Ti si viene ammanettato e portato per accetamenti, e fatto pure rognare non senza conseguenze. Da qui, si vede, non solo che razza di leggi abbiamo, ma a che punto, portano coloro che amministrano di seconda mano, ad essere parte del sistema. Sembra, per loro, che siamo una societa’ di frabutti, da controllare e da educare, mentere, il tutto questo, dovrebbe essere applicato, a chi c’e veramente, nell’ elite di chi governa, e mette ad effetto leggi e ordine pubblico e politico e sopratutto economico. E’ una coscenza, che parla, e che sta in alto o al centro o latente, in ogni persona, ma i modi di considerarla, o di opportunizzarla, fanno presto a scegliere la via peggiore, che e’ quella del ‘ morte tua vita mea’. Certo, controllare e credersi educatori, quando l’ esempio non viene propio da quella fonte che vorrebbe imporre, si pone nel modo sbalgiato, e ne trarra’ risultati, che nel tempo si pagheranno. Loro, sono i peggiori esempi, la vita che ci regola, ne e’ un frutto altrettanto bacato, e la vita che vivamo, non brilla certo di fratellanza, e di integrita’ di base. Siamo costituzionalizzati e articolati nelle frazioni del bene e del male, sapendo che e’ sempre melgio sceglere il male, che fa’ pure cassetta, mentre il bene, lo devi fare a pro di questo. Diciamo pure, che nell’ etere, nel procedere, nella legge di ogni sorta, ci si puo’ estrarre un bene un male o un bene e male a seconda di come si applica, e a chi ci si ha davanti e ci si trova a dover fare i conti, che di solito, ha la possibilita’ di spostare le valenze. E cosi, a seconda di come si muove l’ aria in giro, di un paese, si fanno uscire cose, e anche no. Ma sempre, il tutto, sta’ solo nell’ intrrallazzo di una diatriba, mentre, il fare il giusto e l’ onesto, non solo risolverebbe le cose, ma non porrebbe nemmeno il problema. Abbiamo le tassazioni piu alte d’ europa, speculazion che no finiscono piu’. Clientelismi, e poteri occulti o non, che fanno caldo e freddo da una vita. Abbiamo le meno concretizzate riforme, e i meno investimenti mirati sul vero di quello che serve. Abbiamo piu’ spese inutili e di burocrazia, che no ndi tornaconti concreti di effettivita’. Abbiamo sperperi in ogni parte, e magna magna a non finire. Siamo i piu’ spellati, e i meno sostenuti. Qualcosa di veramente iniquo c’e’, e molti ci marciano e ci vivono. Non vorrei, che l’ illegalita’ prodotta da tutto questo, sia cosi espansa nel tessuto sociale, che alla fine, siamo noi i ladri del vicino della porta accanto. Una cosa e’ certa; L’ uso del denaro altrui, come possibilita’ d’ affarismo, e’ una rogna che nessun apparato sociale e nessun individuo in prima persona, non ne sia favorito, favoreggiatore, e fautore. A questo punto, l’unica spinta per salvarsi, e’ quella di fare soldi, comandare, essere tenuti in considerazione, e la cosa e’ risolta. Morte tua vita mea. Agonia tua, soddisfazio mea. Sudditanza tua, padrone sui. Eleggere non saggi, ma mentali di questo tipo, schizzofroidiani, che devono, con la loro slorda pancia acetonica, o con un reverse di materia grigia, farci dei maestri di vita, e’ una cosa orripilante.

  • clausneghe

    Il decreto proposto dal neo duo di “uccellatori di frodo” Prodi-Levi

    è un tentativo di portare un colpo basso alla libertà di espressione,parola e pensiero. punto.

    Dovesse passare così come è,significherebbe la morte virtuale per il 95% dei Bolg e Siti compreso quello dello scrivente…

    Sul mio Blog ho giusto postato un articolo,al riguardo.