IL COMPLOTTO DEGLI IDIOTI

Come Don Chisciotte - Informazione indipendente dal 2003


DI PAOLO BARNARD
paolobarnard.info

Il complotto c'è, ma non è quello che credete. Innanzi tutto non ne è protagonista Berlusconi, questa volta. Poi non ci sono eminenze grigie che si incontrano nei palazzi del potere italiano per tramare accadimenti. Infine è smascherabile con facilità. E' il complotto degli idioti, dei sopraffini stolti che rispondono al nome di Gruppo Editoriale l'Espresso e Repubblica, di IDV (col seguito grill-travagl-guzzan-santoriano), e infine di 'belle anime' dell'intellighenzia italiana che stanno fioccando a firmare la cosa più inutile degli ultimi 20 anni. Un drappello di disorientati sepolti da 15 anni di sconfitte a rotta di collo e ridotti a sbraitare di nani e ballerine nel più duraturo smarrimento politico che si ricordi nell'Italia moderna. Ma loro no, duri insistono, fessi indefessi.



Nella foto: Dino Boffo
Prima di svelare il complotto, vi invito a un gioco utile. Facciamo che io non sono un giornalista, e che sono invece un cittadino al bar che legge il giornale, e che usa la sua testa (cioè fa informazione, la vera unica informazione utile per lui/lei persona).



Leggo: ROMA - “Dino Boffo si è dimesso da direttore dell'Avvenire con una lettera inviata al cardinal Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana: "Non posso più accettare una guerra sul mio nome". Immediata la replica della Cei che ha accettato la scelta "con profondo rammarico". "Non posso accettare che sul mio nome si sviluppi ancora per giorni e giorni una guerra di parole che sconvolge la mia famiglia e soprattutto trova sempre più attoniti gli italiani".


Poi però penso: Perché si è dimesso? Dicono che è innocente, che sono balle già ampiamente smentite. Ha il Vaticano dalla sua, compatto. Allora: 'sto tizio ha dalla sua un arsenale atomico, e scappa davanti alla cerbottana di Feltri? Non mi quadra.

Leggo: “Bagnasco: Attacco mediatico inqualificabile. Il presidente della Conferenza episcopale Italiana, cardinale Angelo Bagnasco, prende atto con rammarico delle dimissioni irrevocabili del dottor Dino Boffo dalla direzione di Avvenire. "Nel confermargli, personalmente e a nome dell'intero episcopato, profonda gratitudine per l'impegno profuso in molti anni con competenza, rigore e passione, nel compimento di un incarico tanto prezioso per la vita della chiesa e della società italiana - afferma la nota della Cei - Bagnasco esprime l'inalterata stima per la sua persona.”

Leggo: “Avvenire: Bassa macelleria giornalistica. Si è trattato di un'operazione di bassa macelleria giornalistica. Il direttore de Il Giornale - e gli altri che via via si sono accodati - nascondendosi dietro al diritto di cronaca ha frantumato la deontologia del nostro mestiere, ha calpestato i sentimenti e l'onore di Boffo e della sua famiglia. Ringraziando Boffo per i suoi quindici anni alla direzione del loro quotidiano, parlano di un "plateale e ripugnante attacco" e promettono di continuare il loro lavoro al servizio della democrazia e della Chiesa”.

Poi però penso: Un attimo. Stima inalterata, rammarico, gratitudine, uomo competente, rigoroso, prezioso alla Chiesa… e lo scaricano. Al suo giornale parlano di onore, ringraziamenti, ripugnante attacco… e lo scaricano. Volete farmi credere che se Bagnasco o il suo capufficio tedesco avessero detto “Ehi, Boffo, ma dove credi di andare? Tu stai qui e qui rimani”, il pio Dino si sarebbe impuntato? Non quadra. L'hanno scaricato. Perché?



Leggo: ROMA - “La notizia delle dimissioni del direttore di Avvenire viene battuta dalle agenzie mentre il Consiglio dei ministri è agli sgoccioli. Gianni Letta l'aveva saputa in anticipo, direttamente dal cardinale Bagnasco… (Per Berlusconi) ecco i due fronti su cui far scattare la controffensiva: biotestamento e accordi sulle candidature per le regionali di marzo… “Dobbiamo capire cosa fare con Casini” - ha poi proseguito il premier passando a parlare di regionali – “se dobbiamo lasciarlo andare da solo o se invece non ci convenga provare un accordo”. Domanda retorica se è vero che Berlusconi avrebbe già affidato a Franco Frattini l'incarico di trattare riservatamente con Casini le condizioni per un'alleanza con il Pdl. L'accordo con il figliol prodigo insomma è un tassello fondamentale della strategia di Berlusconi. Non solo per riallacciare un rapporto positivo con la Cei…”

Poi però penso: Bagnasco che frigge dall'indignazione per la sorte dell'agnello sacrificato Boffo, ma chiama Letta. Gianni Letta, forse il più notorio mercante di vacche della Storia repubblicana, e per dirgli cosa? Guarda caso, poi Berlusconi rapidamente sgancia l’obolo al Vaticano: assicurazioni del passaggio liscio di un testamento biologico-cilicio fra Camera e Senato, col silenzio assenso di Fini, e l'apostolo Pierferdinando di nuovo fra i dodici. Al mercato delle vacche si sono detti: tu mi levi di torno quel veterinario rompicoglioni e metti in riga la sua truppa, io ti do cinque buoi e dieci galline. Qua la mano.

E vengo al complotto degli idioti.

Leggo: “Dai calcoli che hanno fatto vedere al premier sarebbero infatti 7 su 13 le regioni in cui l'apporto dei centristi è determinante: il Piemonte, la Liguria, le Marche, il Lazio, la Campania, la Puglia e la Calabria. La Lega infatti ha alzato il prezzo e pretende tre regioni 'pesanti', mentre Berlusconi non può permettersi di cedere la Lombardia perché teme l'ira di Formigoni e paventa un suo immediato passaggio tra i centristi."

Poi però penso: Fa sempre schifo il mercato delle vacche romane, ma a pensarci bene anche se nelle stanze dei bottoni i politici giocano il loro Monopoli, come fanno poi a trasformarlo in realtà? Perché un conto è dire “Pierferdinando, tu mi dai tot voti per avere la Liguria”, oppure, “Silvio, io la Lombardia non la mollo a Umberto”, ma poi devono fare i conti con la gente che vota, e come fanno a essere così sicuri che voteranno esattamente secondo gli inciuci prestabiliti? Già, come fanno? Come fa Casini a promettere tot casalinghe e benpensanti a colpo sicuro al destinatario? E allora diciamocelo chiaro: siamo noi italiani a fare la differenza, siamo noi alla fine che da capre fetenti permettiamo ai politicanti di rimestare sterco all'infinito. Siamo noi, gli stronzi, e allora che senso ha fare i crocchi di belle anime intelligenti e firmare appelli che solo la minoranza dei disorientati perdenti di cui sopra abbraccia? Che senso ha questo stolido complotto che si accanisce maniacalmente sul Cavaliere, quando egli è solo l’ombra sul muro di milioni di italiani? Non converrebbe lavorare per cambiare quegli italiani?



Siamo noi, non lui, cari Repubblica, Espresso, Times, El Pais, D'Avanzo, Flores D’Arcais e soci. E piantatela di sbraitare baggianate come “Dino Boffo è stato ucciso sulla pubblica piazza con una menzogna”, o “per punirlo delle sue opinioni, un uomo è stato disseccato da una mano micidiale che ha raccolto contro di lui il potere della politica, dello Stato, dell'informazione”, perché quel povero Cristo lo ha fatto fuori Ratzinger in cambio di cinque buoi e dieci galline. Piantatela di scrivere “Ora che c'è un morto, viene il freddo alle ossa pensare che anche una prudente critica, una sorvegliata disapprovazione può valere, nell'infelice Paese di Berlusconi, il prezzo più alto: la distruzione morale e professionale”. Davvero? Allora spiegaci, D'Avanzo, come è possibile che da anni le orde grill-travagl-guzzan-santoriane troneggino in prima serata RAI e nei maggiori teatri, riversando di tutto su Berlusconi, se è vero, o anche solo ipotizzabile, che nell'Italia del Cavaliere persino “una prudente critica, una sorvegliata disapprovazione può valere, il prezzo più alto: la distruzione morale e professionale”. Ma la piantate di prenderci per il sedere? Perché tu e il tuo giornale di perdenti recidivi e di spocchiosi Micromegalici, mentre complottate da straccioni per incidere un’inezia nella fiancata del bolide PDL, tacete oculatamente su ciò che a noi persone vere sta stracciando l'esistenza. Infatti, i vostri ignari intelligenti fioccano ad apporre la loro firma contro l’insignificante peduncolo italiano dei poteri sovranazionali, mentre il Trattato di Lisbona sta abolendo il nostro parlamento e il 90% delle leggi del Paese; mentre Obama ci costringe a sobbarcarci 28 miliardi di euro di spese militari, soldi che servirebbero ai disperati servizi pubblici italiani per reggere l'impatto divorante dell'apertura degli appalti al Libero Mercato delle corporations secondo gli accordi GATS dell'Organizzazione Mondiale del Commercio; mentre il ‘senato mondiale degli investitori internazionali’ ha già deciso in sei mesi di crisi il futuro lavorativo, matrimoniale, educativo, riproduttivo e democratico di due generazioni di esseri umani in tutto il pianeta, Italia inclusa; mentre “nel solo marzo del 2009, il governo di Roma ha stanziato 12,8 miliardi di euro per salvare il settore bancario e quello auto/elettrodomestici… una cifra quasi identica a quella della finanziaria di quest'anno (13,1 miliardi), con la quale si sarebbe potuto aiutare il 38% delle famiglie italiane in difficoltà”; mentre le crisi – finanziarie, sanitarie o terroristiche - vengono create ad arte e a ritmo costante proprio per usare l'emergenza come demolitrice dei nostri diritti fondamentali acquisiti in 250 anni di lotte dal basso.



Ma voi, complottisti ossessionati dal peduncolo Berlusconi, chissà perché su queste cose non le fate mai le prime pagine, mai le raccolte di firme. Macché, e avete la faccia tosta di scrivere che gli inciuci Vaticano-Cavaliere o le sue scopate sono “la scena che dentro le istituzioni e nel Paese dovrebbe preoccupare chiunque”. Ma sta-te scher-zan-do? Non siete in malafede, salvo note eccezioni, siete proprio idioti purosangue. E voi, seguaci non pensanti dei complottisti disorientati, non ce la fate proprio a vedere che la pochezza di alcuni vostri paladini, e la palese falsità di altri, vi hanno ficcato in massa contro un muro a tirar calci a delle ombre per non farvi vedere l’orda di barbari che alle spalle sta saccheggiando la vostra vita?



Al mio bar chiudo il giornale, ma non prima di aver letto le parole più vere di tutta questa vicenda, cortesia di Silvio: “...i sondaggi ci danno sempre altissimi come fiducia, io sono oltre il 68 per cento”. Bè, se due più due facesse quattro a Repubblica, saremmo in un’altra Italia.



Paolo Barnard

Fonte: www.paolobarnard.info

Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=132

5.09.2009

Commenti (128)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Mostra commenti 20 caricati
    1. g10rdan0 16 settembre 2009

      Visto che io sono dislessico e che lei è tanto bravo a quotare la pregherei di mostrarmi dove, nello scritto di Barnard, si parla in modo chiaro della raccolta firme.



      Io sarò tanto bravo a quotare, però lei dovrebbe leggere meglio quanto ho scritto in risposta al suo :



      Ora, del motivo per cui questa raccolta firme è iniziata nell'articolo non se ne parla nemmeno, ma da come è messa giù la cosa sembra che sia stata fatta per solidarietà a Boffo!


      E io le ho risposto:



      Per un dislessico, forse. O per un "idiota"...


      Concludendo, non le ho dato del dislessico, o dell'idiota, ho solo scritto -per essere preciso qui lo esplico più compiutamente- che solo un dislessico -o un idiota- avrebbe potuto capire dallo scritto di Barnard, che la raccolta di firme di Repubblica sia stata indetta solo a supporto di Boffo.

      In più, non ho assolutamente scritto che nel post di Barnard questa raccolta di firme veniva spiegata correttamente, anzi ho aggiunto che non ritenevo fosse necessario, dato che su Repubblica e su altri giornali -o siti di quotidiani- era ben argomentato e facilmente reperibile.



      Spero di essere stato più chiaro e mi scuso se non lo sono stato prima: purtroppo la chiarezza via internet è veramente arduo raggiungerla, soprattutto su siti come questi, che prevedono risposte e commenti che talvolta si susseguono irregolarmente.

    1. g10rdan0 15 settembre 2009

      "Coloro che in buona fede fanno ciò che tu predichi in mala fede", si riferiva al sottoscritto?



      Se sì, vede, io da Barnard non percepisco un euro. L'ho letto spesso, questo è vero, gli ho scritto anche privatamente, ma lo uso nè più, nè meno di altri -Travaglio, Maltese, Scalfari, Sofri, Fini, etc- senza per questo sentirmi veicolato o sforzato a compiere "battaglie" nel nome -o per conto- di qualcuno.



      Tanto più che le mie uniche battaglie si svolgono sul campo dialettico del quotidiano, mancando "fisicamente" il tempo per altro.

    1. g10rdan0 15 settembre 2009

      P.S. La definizione di censura di wikipedia si intende "nell'ambito della comunicazione pubblica", non dell'"autorità pubblica". C'è una bella differenza.

    1. g10rdan0 15 settembre 2009

      E chi ha scritto autorità pubblica, scusi?!



      Se Ezio Mauro, direttore di Repubblica, o l'editore dello stesso, cancellassero -non pubblicandolo- un pezzo di un giornalista riguardante, che ne so, i controversi rapporti tra D'Alema e Gheddafi, per fare un esempio, lei come la chiamerebbe questa?! Difesa di uno spazio privato?! O censura?

      Io la chiamo censura. Ma vogliamo stare a discutere sul significato etimologico dei termini o sulle loro conseguenze?



      Ripeto quanto sopra: di commenti offensivi, sul sito di Grillo, ce ne sono a iosa e, mi permetta di dirlo, se lei vuole fare un piccolo sforzo, capirà che da me non sono mai venuti, nè qui, nè in nessun altro blog, tantomeno quello di Grillo, che reput(av)o un mezzo raro di scambio di opinioni, impossibili quando sono veicolati dall'insulto e dal turpiloquio.



      Sacrosanto il diritto di chiunque sia tenutario di uno spazio privato di decidere cosa fare dei commenti, degli interventi e del materiale mediatico o scritto che si trova a dover gestire -anche se per questo, c'è già la "netiquette" che non è legge, ma un gentlemen agreements, che, qualora si decida di sfruttare la rete, bisognerebbe rispettare in toto, ma tant'è; come è sacrosanto il mio diritto di manifestare i due pesi e le due misure utilizzati nella gestione stessa del materiale, inaccettabili se, quello spazio privato è ideologicamente regolato da un manifesto (come i manifesti letterari, per intenderci) che, parafrasando, lo definisce spazio aperto alle discussioni, non censurato, nè censurabile, accessibile a chiunque e nel quale il diritto a manifestare la propria libertà d'espressione è tutelato.



      Delle due l'una: o è aperto a qualunque discussione, allora, anche se in aperto contrasto con la netiquette, ben ci stanno pure le offese, le ingiurie e i turpiloqui -di cui Grillo fa sapiente uso- ma anche le critiche, costruttive e non; oppure, filtrando i messaggi non graditi, lo si definisce "spazio moderato" da una autorità, come peraltro capita spesso di incontrare su numerosi siti, blog e forum.



      Ora mi sono spiegato?! Penso proprio di sì e, me lo permetta, se non capisce nemmeno così, non è perchè mi sono espresso male, ma perchè anche lei è un adoratore acritico di Grillo, Travaglio, Santoro, Ricca e compagnia vociferante. Ed è inutile che stia qui a perdere il mio tempo, dato che, sempre che sia confermato quanto ritengo sopra, gliene ho già dedicato fin troppo.

    1. nuunciaafamo 14 settembre 2009

      Grazie Cesare52.

      Anche se è qualche volta molto difficile non farsi prendere la mano leggendo certi punti di vista.
      Punti di vista che molto spesso nulla hanno a che vedere con gli scritti che avrebbero la pretesa di commentare.
      Guardare il mondo con un pò di "humour" fa abbassare l'aggressività ed aiuta a capire meglio gli altri, non è buono come il Cynar, ma aiuta a tenere il fegato sano.........

    1. marco08 10 settembre 2009

      Saviano con le sue parole ha risposto a tutti, per quanto riguarda gli articoli da te citati quando furono pubblicati su questo sito li lessi ( puoi crederlo o meno) e comunque con rispetto parlando non perdo tempo a rileggere qualcosa che continua a puntare il dito contro i poteri occulti, le banche e l' incapacità delle persone a gestire il proprio io, che, sicuramente è un argomento importante ma che come cita per l' appunto Saviano " se si ha bisogno di dimostrare che tutti sono sporchi, che tutto è marcio,che dietro ogni tentativo di cambiamento si cela una menzogna, allora qualsiasi cosa vale l' altra, tutto è lecito e possibile."
      Scusa se lo cito ancora spero che ora abbia dato senso alle sue parole, comunque salutandoti con stima sottolineo che a me il tutto contro tutti non piace e anche se la politica è marcia e la società civile è logora a me piace pensare che c'è sempre qualcuno all' interno del sistema che cerca di fare bene le cose, magari anche quei" paldini " dell' informazione (cosi definiti da lui) che spesso magari in maniera populista usano quel mezzo (la televisione) per combatterlo.ciao!!

    1. mikaela 8 settembre 2009

      io ho letto le parole di Saviano che non e' proprio il caso di associarle come risposta al pensiero di Barnard,se tu avessi letto quello che ha scritto non mi avresti mandato questo scritto. Comunque non ho visto in rete la risposta di Saviano a Barnard.
      Ciao

    1. marco08 8 settembre 2009

      Questo pezzo è tratto da la bellezza e l' inferno di Saviano lascerò
      rispondere a lui
      Quando qualcuno mi riferisce che ricevo attacchi da alcuni giornali, da certi personaggi o programmi televisivi, so di avere agito bene.So che più si cerca di delegittimarmi, più le mie parole fanno paura.Più forteè il cachinno di molti intellettuali infastiditi, più significa che le mie parole sono assordanti. Tutto questo mi ha fatto veramente apprezzare chi mi critica senza infangarmi e insultarmi, senza inventare gogne e frottole.Solo in confronto critico leale permette di crescere e migliorarsi, mentre il pensiero totalitario che si nasconde dietro il cinismo di certo mondo mediatico è il mio peggior nemico.Lo ritengo, a volte inconsapevole, del potere criminale.Se si ha bisogno di dimostrare che tutti sono sporchi, che tutto è marcio, che dietro ogni tentativo di cambiamento si cela un pretesto e una menzogna, allora qualsiasi cosa vale l' altra, tutto è lecito e possibile.Questo è l' anestetico che spinge a promuovere chi "onestamente" si fa corrompere, chi accetta il compromesso, chi sceglie solo il saccheggio, la sopravvivenza, la pornografia di stare a guardare e godere del peggio che ogni giorno ti arriva a casa.Ogni cosa è giustificata perchè si è sempre agito cosi o, peggio, perchè non si può che agire in questo modo.Per me scrivere è sempre il contrario di tutto questo. Uscire. Riuscire a iscrivere una parola nel mondo, passarla a qualcuno come un biglietto con un' informazione clandestina, uno di quelli che devi leggere, mandare a memoria e poi distrugger:appallottolandolo,mischiandolo con la tua saliva, facendolo macerare nel tuo stomaco.Scrivere è resistere, è fare resistenza. Cara mikaela per me le sue parole valgono più di ogni commento e di qualunque giustificazione che Barnard da in quegli articoli che avevo già letti, prima di pensare alle banche, alla camorra ai poteri occulti bisogna entrare nel cuore della gente Ciao

    1. giosby 8 settembre 2009

      Grillo funziona perché chiunque può identificarsi con lui !

      Egli è pane per un'Italia che ha fame.

      E' un prodotto mediatico costruito a tavolino, per soddisfare bisogni, per convogliare energie e persone in direzioni senza senso.

      Egli scredita una classe politica che è già screditata e, di fatto, impedisce qualunque progresso.

      La sua politica è sempre contro e non propositiva.

      Anche le liste civiche sono scatole vuote, in cui l'unico concetto è la partecipazione dei cittadini.

      Peccato che, oltre alla mancanza di contenuti e di proposte, egli è seduto al tavolo da gioco con le carte truccate e nessuno (o quasi)lo denuncia.

      Egli dice che le sue proposte nascono dai cittadini, ma in realtà quelli che lui chiama "cittadini" sono i blogger che vengono manipolati biecamente all'interno del suo blog e dei Meetup.

      Ne è la prova la censura che anche i blogger sopportano in religioso silenzio.

      Qualche schermaglia per vivacizzare il gioco, i proclami quotidiani proposti come sondaggi per testare l'umore dei seguaci e poi proporre un prodotto sempre più raffinato, sempre più digeribile e condivisibile.

      Tutti concordano: insieme a qualche stupidaggine c'è del buono.

      E' l'unico che rompe gli schemi.

      E' una marionetta che raccoglie la voglia di cambiamento e la trasforma in carnevalata, distruggendo la possibilità di costruire.

      L'imbroglio della censura è molto più immorale della sua condanna per omicidio colposo o del condono di cui ha usufruito.

      E' la prova DEFINITIVA del suo imbroglio ai danni dei suoi stessi seguaci, ormai resi ciechi da meccanismi ipnotici, uomini senza testa al servizio del nuovo Grande Fratello.

      Sabato, 22.09.2007 alle 22:22

      Da La Ragnatela del Grillo Cap. 20

      http://giosby.splinder.com/post/17835859/20.+GENUINO

    1. valis 8 settembre 2009

      Barnard le tue battaglie dovresti imparare a combatterle da solo invece di adulare coloro che in buona fede fanno cio che tu predichi in malafede

    1. mat612000 8 settembre 2009

      Come?
      Semplicemente ricordando che Grillo non è un'autorità pubblica (a cui si riferisce la definizione di censura citata) e quindi non alcun potere i merito.
      Il suo blog è e rimane uno spazio privato nel quale è libero di fare quello che vuole, compreso cancellare interventi (spesso ripetitivi, fuori tema, offensivi e in generale non graditi).
      Io non conosco nel merito gli interventi cassati a cui fate riferimento, però si può allora criticare il mezzo (blog) che Grillo usa ma non la sua buonafede.
      Che sappia io, ha denunciato nel corso degli anni fatti e misfatti che tanti si sono ben guardati dal denunciare (Barnard compreso), mettere in forse addirittura la sua buona fede perchè non affronta temi come il signoraggio, la massoneria è una prevearicazione inaccettabile: ognuno critica chi vuole, nel modo che ritiene opportuno ed omette di discutere e criticare altro.
      Onestamente non vedo il problema.
      Nel merito, ripeto, Grillo e gli altri contro cui si scagliano Barnard e i suoi adepti non hanno mai divulgato notizie false o fuorvianti per chi li legge, che altro dire?
      Ci deve per forza essere un primato e un'ortodossia anche nella critica a un sistema talmente marcio che a volte sembra di sparare sulla Croce Rossa?

    1. valis 8 settembre 2009

      Visto che io sono dislessico e che lei è tanto bravo a quotare la pregherei di mostrarmi dove, nello scritto di Barnard, si parla in modo chiaro della raccolta firme.
      Ad ogni modo il mio appunto era di un altro tipo. Del tipo che qualsiasi giornalista non farebbe fatica a capire e riguardava il modo in cui è impostato l'articolo.
      Che sia io, sia lei, sia barnard sia il resto del mondo conoscano il motivo per cui è iniziata la raccolta firme non cambia nulla, tanto più che Barnard a un certo punto dice:"Facciamo che io non sono un giornalista, e che sono invece un cittadino al bar che legge il giornale, e che usa la sua testa (cioè fa informazione, la vera unica informazione utile per lui/lei persona)." dopo questa premessa ci si aspetterebbe che i fatti vengano riportati in modo chiaro e che le opinioni vengano dopo. Ma qui abbiamo solo opinioni, come è ormai di norma in tutti gli articolo di Barnard, che infatti è un opinionista, non un giornalista.
      Sul paragone che lei mi pone con Sarkozy vorrei solo farle notare che tra "foto" e "parole" esiste una certa differenza. Le foto di berlusconi vengono censurate ancor prima di essere pubblicate, per legge. La censura delle parole è altra cosa e se vuole sapere a cosa porta le consiglio di riprendere in mano Orwell. Probabilmente il fatto di avere un presidente del consiglio puttaniere e pedofilo oltre che bugiardo a lei non importa, come non importa a Barnard che anzi vorrebbe che tutte le donne fossero più puttane. Ma per alcuni di noi la decenza e il rispetto dei ruoli istituzionali hanno ancora un senso, come hanno un senso per le genti di tutto il mondo.
      Se un giorno avesse la fortuna di girare un po per il mondo non farebbe fatica a farsi un idea di quanto in basso sia caduta la considerazione che il mondo ha per noi italiani e per chi ci governa. Parlare di complotto contro Berluscani è puro delirio. Basta il buon senso.
      Per finire, caro Giordano, lei non è l'unico che lavora e che paga il mutuo e se intende dare la colpa delle sue difficoltà economiche o della eventuale perdita del lavoro (spero che non le accada mai) al Trattato di Lisbona e al Signoraggio faccia pure, e mi raccomando alle prossime elezioni voti Berlusconi, che almeno lui ha tolto l'ICI.

    1. BarnardP 8 settembre 2009

      Impeccabile, grazie. Barnard

    1. cesare52 8 settembre 2009

      Naturalmente il mio commento era per il post iniziale di Sheridan

    1. cesare52 8 settembre 2009

      Più ti leggo e più mi dico: "Questo hai capito tutto". Soprattutto questo tuo post. "Se non del tutto giusto, quasi niente sbagliato" direbbe De Andrè. Sotttoscrivo parola per parola. Anche il pessimismo- Complimenti

    1. cesare52 8 settembre 2009

      Volevo dirti che ti leggo sempre con tanto interesse e...con divertimento. Che non significa declassamento! Si possono dire cose serissime senza insulti gratuiti e con anche un certo umorismo come fai tu. E, secondo me con grande efficacia. Complimenti

    1. cesare52 8 settembre 2009

      Io si!

    1. cesare52 8 settembre 2009

      Preciso, puntuale, informato. Come darti torto?

    1. cesare52 8 settembre 2009

      Hai proprio ragione. Te lo volevo dire

    1. cesare52 8 settembre 2009

      Hai ragione.

Visualizzati 20 di 128 commenti approvati.