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IL 'CAPITALISMO DELLE CELEBRAZIONI' E IL VERO COSTO DELLE OLIMPIADI


DI JULES BOYKOFF
The Guardian

Le Olimpiadi del 2012 scintillano sull’orizzonte di Londra, ma i Giochi sono più di una sorridente utopia sportiva. Mentre i finanziatori privati sono evaporati, le spese per ospitare i Giochi Olimpici è arrivato alle stelle, lasciando i soldi alla gestione del governo. Intanto, gli agenti di sicurezza hanno via libera per militarizzare la sfera pubblica. I Giochi sono diventati la pura espressione della celebrazione del capitalismo, rassicurante complemento del “ capitalismo dei disastri” di Naomi Klein.

Le città ospitanti di solito sottovalutano i costi ed esagerano i vantaggi dei Giochi. Londra non fa eccezione.

Nella foto: esercitazione congiunta di polizia e Royal Marines in preparazione delle Olimpiadi di Londra 2012La città ha proclamato: “Ogni settore dell’economia trarrà benefici fin dall’inizio delle Olimpiadi”. Entro la fine del 2007, la spesa ha raggiunto i 9.3 miliardi di sterline, il cui tetto era stato inizialmente fissato ai 2.4 miliardi di sterline.

L’Ufficio Contabile Nazionale ha notato che i fondi del settore pubblico si è quasi triplicato, mentre i contributi del settore privato sono scesi sotto il 2%.

Di recente, il comitato per la contabilità pubblica della Camera dei Comuni ha rivelato che i costi stavano “ raggiungendo gli 11 miliardi di sterline“. Nel frattempo, il critico olimpionico Julian Cheyne del  Games Monitor calcola una spesa di 13 miliardi. Un’inchiesta di Sky Sports ha incluso un aumento nei costi del trasposto pubblico che ha catapultato il prezzo ai 24 miliardi di sterline.

L’andazzo “il pubblico paga la cauzione al privato” si è concretizzato nella costruzione del villaggio Olimpico. Inizialmente considerato come il pezzo forte da 1 miliardo di sterline del piano di restauro urbano di Londra, il villaggio doveva essere finanziato dal promotore australiano Lend Lease. (L’affare puzzava di clientelismo: David Higgins, amministratore delegato della ODA – Autorità di Lancio delle Olimpiadi fino a febbraio 2011,  era in passato presidente della Lend Lease.) Ma nel 2008 il collasso economico e la stretta creditizia hanno portato il capitale privato ad abbandonare il progetto, lasciandolo al governo inglese. Nella primavera 2009, i grandi capi delle olimpiadi  hanno ammesso che il villaggio sarebbe stato “completamente nazionalizzato” – cioè, pagato dai contribuenti.

La storia delle olimpiadi è caratterizzata dalla creazione di giungle metropolitane che brulicano di elefanti bianchi. Gli organizzatori di Londra non erano ansiosi di seguire la massa, quindi nell’agosto del 2011 hanno venduto il loro villaggio all’azienda di proprietà della famiglia governante in Qatar, facendo perdere 275 milioni di sterline ai contribuenti. Confusamente, il segretario della cultura Jeremy Hunt  ha difeso la transazione definendola un “accordo fantastico che sarà una grande ricompensa per i contribuenti e mostra come stiamo garantendo un’eredità dai Giochi di Londra”. Sussidi furtivi di questo genere sono pratica comune con lo sviluppo urbano indotto dalle olimpiadi. I governi ospitanti sono incentivati a sostenere progetti per evitare l’imbarazzo sulla scena internazionale, mentre le aziende private puntano sulla responsabilità quando la situazione si fa dura.

Intanto, gli agenti di sicurezza stanno sfruttando le Olimpiadi come unica opportunità nella vita per moltiplicare e militarizzare le loro scorte di armi, aggiungendo un altro strato allo stato di sorveglianza. I Giochi giustificano un’architettura di sicurezza per prevenire il terrorismo, ma quest’architettura può anche servire per sopprimere o scoraggiare atti di dissenso politico. La Carta Olimpionica di fatto proibisce l’attivismo politico, affermando: “non è permesso nessun tipo di dimostrazione o propaganda politica, religiosa o razziale in nessun sito, sede o altre aree delle Olimpiadi”. L’espressione “altre aree” si offre ad una vasta interpretazione. Quindi nonostante la retorica pro-diritti umani delle Olimpiadi, la Carta detta – anche se indirettamente – che le autorità locali schiaccino l’attivismo politico. Di conseguenza, la polizia di Londra ha  recentemente promesso di perlustrare i media sociali per fiutare l’organizzazione di qualsiasi protesta o disturbo.

Le Olimpiadi militarizzeranno Londra: missili terra-aria pronti, navi della Flotta Reale ormeggiate al largo, soldati in pattuglia. Dopo aver inizialmente stimato che 10,000 guardie di sicurezza sarebbe state sufficienti, il comitato organizzativo di Londra ha deciso che c’era bisogno di più del doppio. Il ministro della Difesa sta riempendo i buchi con circa  13,500 militari, 4,000 in più di quelli attualmente impiegati in Afghanistan. Non contenti, gli Usa hanno dichiarato che invieranno un loro corpo di sicurezza a Londra, che  include 500 agenti del FBI.

Le Olimpiadi forniscono l’opportunità di testare l’equipaggiamento hi-tech in un contesto urbano. Droni aerei leggeri ronzeranno in aria mentre “ squadre di reazione con armi da fuoco combinate – unità di polizia d’élite piene di cecchini – vagheranno a terra. Quindi Londra 2012 offrirà un’eredità non materiale: uno stato di sicurezza pronto alla repressione. Le tecnologie militari assicurate durante lo stato di eccezione delle Olimpiadi diventa normale politica di tutti i giorni sulla scia dei Giochi. E questo urbanismo repressivo costa tanto:  un bel miliardo di sterline e rotti.

Nel libro The Shock Doctrine: The Rise of Disaster Capitalism [“Shock Economy. L’ascesa del capitalismo dei disastri” – ndt] Naomi Klein spiega come i capitalisti hanno investito sulla catastrofe in modo irrefrenabile. I disastri creano stati collettivi di shock che ci indeboliscono fino al punto in cui cediamo ciò che altrimenti difenderemmo con forza. Sulla scia di un disastro, mentre la popolazione brancola nel caos, le imprese ed i governi con i quali collaborano saccheggiano la sfera pubblica e gettano grossi pizzichi di politica neo-liberale nel piatto del pubblico.

Le Olimpiadi di Londra 2012 stanno sviluppando un programma politico da medaglia d’oro per il “capitalismo della celebrazioni”, il cugino affabile del capitalismo dei disastri. Entrambi si verificano in stati di eccezione che permettono a politici impavidi ed ai loro amici imprenditori di spingere su politiche che non si sognerebbero mai in tempi normali. Ma mentre il capitalismo dei disastri sventra lo stato, quella delle celebrazioni manipola gli attori statali come partner, spingendo l’economia nelle cosiddette collaborazioni pubblico-privato. Troppo spesso tutte queste collaborazioni sono asimmetriche: il pubblico paga e il privato guadagna. Con un adescamento che si è avvolto di bonarietà, il pubblico corre i rischi ed i gruppi privati riscuotono gli incassi.

I Giochi Olimpici promettono di coniugare la destrezza atletica ed una competizione brillante. Ma che piaccia o no, altri giochi sono in atto – i pezzi grossi delle Olimpiadi stanno dando sfogo al capitalismo delle celebrazioni.

Jules Boycoff insegna scienze politiche presso la Pacific University di Forest Grove, in Oregon. È autore di  The Suppression of Dissent: How the State and Mass Media Squelch US American Social Movements [“Repressione del Dissenso: Come lo Stato ed i Mass Media Schiacciano i Movimenti Sociali Statunitensi” – ndt] e di  Beyond Bullets: The Suppression of Dissent in the United States [“Oltre i Proiettili: la Repressione del Dissenso negli Stati Uniti” – ndt]. Boykoff è un ex giocatore di calcio professionista che ha rappresentato la Squadra Olimpionica Statunitense nella competizione internazionale.

Titolo originale: “What is the real price of the London Olympics?

Fonte: http://www.guardian.co.uk
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04.04.2012

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di ROBERTA PAPALEO

 

Pubblicato da Das schloss

  • bstrnt

    Chissà perché le Olimpiadi di Londra, così raccontate, sembrano una riedizione delle Olimpiadi del ’36.

  • Tonguessy

    Il crollo della Grecia ha fatto seguito alle olimpiadi di Atene. Se l’equazione funzionasse ci troveremmo con i baldi broker della city a giocare a biliardo (o cricket) con l’ombrello sull’asfalto della (ex) prospera metropoli. Sai che disperazione….

  • andyconti

    massi’, a questo punto non abbiamo molto di piu’ da perdere, se anche la superba Gran Bretagna si trovera’ infognata nelle enormi perdite di un evento come questo, almeno ci divertiremo a vederli affondare, questi inglesi

  • siletti86

    Evvai raga!!!!!! Così vi voglio!!!!!!!!!!!!!!!