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IL BISOGNO DI DIMENTICARE

DI YEHUDA ELKANA
haaretz.com

Fui portato ad Auschwitz a soli dieci anni, e sopravvissi all’Olocausto. Ci liberò l’Armata rossa, e io passai svariati mesi in un “campo di liberazione” russo. Più tardi arrivai alla conclusione che non vi era molta differenza nel comportamento di molte persone che incontrai: tedeschi, austriaci, croati, ucraini, ungheresi, russi e altri. Sapevo bene che ciò che era avvenuto in Germania sarebbe potuto succedere ovunque, e a qualsiasi popolo, anche al mio. D’altra parte, conclusi che è possibile evitare simili orribili eventi grazie ad un’educazione appropriata e nel giusto contesto politico. Non c’è, e non c’è mai stato, nessun processo storico che necessariamente conduca al genocidio.
Per decenni dopo la mia immigrazione in Israele nel 1948, non ho prestato un’attenzione particolare al fatto che dall’Olocausto sia derivato un ben preciso messaggio politico ed educativo. Preoccupato per il mio futuro, evitavo generalizzazioni teoretiche circa gli usi del passato. Non è che evitassi o rifiutassi di parlare di ciò che mi accadde. Spesso, con i miei quattro figli, ho parlato del passato e delle lezioni che ne ho tratto. Ho condiviso pensieri ed emozioni con loro – ma solo a livello personale. La mia riluttanza a seguire il processo Eichmann; la mia decisa opposizione al processo Demjanjuk, il rifiuto di accompagnare i miei figli a visitare il “Yad Vashem” – tutto ciò mi sembrò una semplice preferenza personale, forse qualcosa di idiosincratico. Oggi, comunque, vedo la questione sotto una luce differente.

Parlando con i miei amici nelle ultime settimane, ho provato uno strano vantaggio su coloro che nacquero qui e che non sperimentarono l’Olocausto. Ogni volta che si ha notizia di qualche “incidente anomalo”, la loro prima reazione è il rifiuto a credere che ciò sia successo; solo dopo che la realtà gli viene sbattuta in faccia si arrendono ai fatti. Molti poi, perdono ogni senso di misura e accettano la linea del “sono tutti uguali” o “l’esercito israeliano è fatto così”; o detestano sia gli esecutori di questi atti che gli arabi che ci hanno condotti a questo punto. Molti credono che la maggior parte degli israeliani provino un profondo odio verso gli arabi, e sono ugualmente convinti del fatto che gli arabi provino un odio profondo verso di noi. A me, non succede niente di tutto ciò. Prima di tutto, non c’è nessun “incidente anomalo” che io non abbia visto con i miei occhi. E intendo letteralmente: sono stato un testimone oculare di un incidente dopo l’altro; ho visto un bulldozer seppellire gente viva, ho visto una folla in rivolta staccare i respiratori artificiali a degli anziani in ospedale, ho visto soldati spezzare le braccia alla popolazione civile, compresi bambini. Per me tutto questo non è nuovo. Allo stesso tempo non generalizzo: non credo che ci odino tutti; non credo che tutti gli ebrei odino gli arabi; io non odio i responsabili delle “anomalie” – ma ciò non significa che io perdoni i loro atti o che non mi aspetti che vengano puniti dalla legge con la massima severità.

D’altra parte, sto cercando radici più profonde di ciò che sta accadendo in questi giorni. Io non sono uno di quelli che credono che la metà di questa nazione sia composta da bruti. Certamente non sono uno di quelli che vede la brutalità come un fenomeno etnico. Innanzi tutto non vedo nessun legame tra il comportamento sfrenato e l’estremismo ideologico. Inoltre, l’estremismo ideologico è più una caratteristica degli ebrei che provengono dalla Russia, dalla Polonia e dalla Germania, molto più di coloro che sono originari del Nord Africa o dell’Asia.

Alcuni ritengono che la mancanza di sicurezza e le pressioni economiche e sociali abbiano prodotto una generazione frustrata, senza futuro individuale ed esistenziale – nessuna speranza di acquisire una buona educazione e una professione, di mantenersi rispettabilmente, di avere un’abitazione idonea e una qualità di vita ragionevole. É difficile valutare la veridicità di questa affermazione, e in particolare accertare il numero di persone cui riguarda apparentemente questo tipo di frustrazione. Ed è risaputo che questa frustazione personale può portare a comportamenti “anomali”.

Poi, mi sono convinto sempre di più che il fattore sociale e politico più profondo, che motiva molte delle relazioni tra numerosi israeliani e palestinesi, non è la frustrazione personale, ma piuttosto una profonda “angoscia” esistenziale nutrita da un’interpretazione particolare delle lezioni dell’Olocausto e dalla facilità con cui si è pronti a credere che il mondo intero sia contro di noi, e che noi siamo le vittime eterne. In quest’antica credenza, oggi condivisa da molti, io vedo la tragica e paradossale vittoria di Hitler. Due nazioni, metaforicamente parlando, emerse dalle ceneri di Auschwitz: una minoranza che afferma che “questo non deve accadere mai più” e una maggioranza spaventata e tormentata che dice “questo non deve accaderci mai più.” É evidente che, se queste sono le uniche lezioni possibili, io ho sempre creduto nella prima e considerato l’altra una catastrofe. Ora io non sto supportando una di queste due posizioni, ma vorrei affermare che qualunque filosofia di vita nutrita esclusivamente o per la maggior parte dall’Olocausto conduce a conseguenze disastrose. Ma non bisogna ignorare l’importanza storica della memoria collettiva, un clima in cui un intero popolo determina il suo atteggiamento verso il presente e dà forma al futuro della sua società, la quale vuole vivere in una relativa tranquillità e sicurezza, come tutti gli altri popoli.

La storia e la memoria collettiva sono una parte inseparabile di ogni cultura, ma il passato non è e non deve diventare l’elemento dominante che determina il futuro della società e il destino di un popolo. La stessa esistenza della democrazia è messa in pericolo quando la memoria dei morti partecipa attivamente al processo democratico. I regimi fascisti lo capirono bene e agirono proprio su questo. Oggi lo capiamo, e non è un caso se molti studi sulla Germania nazista si occupano della mitologia politica del Terzo Reich. Contare sulle lezioni del passato per poter costruire il futuro, sfruttare le sofferenze del passato come argomentazione politica – questo significa coinvolgere i morti nella vita politica dei vivi.

Thomas Jefferson una volta scrisse che la democrazia e il culto del passato sono incompatibili. La democrazia incoraggia il presente e il futuro. Troppo “Zechor!” (“Ricorda!”) e dipendenza dal passato mina le fondamenta della democrazia.

Se l’Olocausto non fosse penetrato così profondamente nella coscienza nazionale, dubito che il conflitto tra isaeliani e palestinesi avrebbe condotto a così tante “anomalie” e che il processo politico di pace si sarebbe trovato oggi in un vicolo cieco.

Non vedo minaccia più grande allo Stato di Israele del fatto che l’Olocausto sia sistematicamente e efficacemente penetrato nelle coscienze del pubblico israeliano, anche di quell’ampio segmento che non ha sperimentato l’Olocausto, così come della generazione nata e cresciuta qui. Per la prima volta capisco la serietà di ciò che stavamo facendo quando, decennio dopo decennio, mandavamo tutti i bambini israeliani a ripetute visite a “Yad Vashem”. Cosa volevamo che facessero dell’esperienza, questi teneri giovani? Declamavamo, intensamente e severamente, e senza spiegazione: “Ricorda!” “Zechor!” A quale scopo? Cosa dovrebbe fare un bambino con queste memorie? Molte delle fotografie di questi orrori vengono interpretate come un appello all’odio. “Zechor!” può facilmente essere inteso come un appello all’odio cieco e continuato.

Può darsi che per il mondo sia importante ricordare. Non sono ancora convinto di questo, ma ad ogni modo non è il nostro problema. Ogni nazione, tedeschi compresi, deciderà da sè e sulla base dei propri principi, se vogliono ricordare o meno.

Per quanto ci riguarda, dobbiamo imparare a dimenticare! Oggi, per i leader non vedo incarichi politici ed educativi più importanti se non quelli di schierarsi dalla parte della vita, di dedicarsi alla creazione del nostro futuro e di non preoccuparsi dal mattino alla sera di simboli, cerimonie e lezioni dall’Olocausto. Esse devono estirpare il dominio di questo “Ricorda!” storico sulle nostre vite.

Ciò che qui ho scritto è molto duro e, contrariamente al solito, scritto nero su bianco. Non si tratta di un incidente o di uno stato d’animo passeggero. Non ho trovato nessun modo migliore per manifestare la serietà del problema. Io so bene che nessuna nazione può o deve dimenticare totalmente il suo passato, con tutto ciò che questo comporta. Ovviamente esistono dei miti essenziali per la costruzione del futuro, come quello dell’eccellenza o quello della creatività; certamente non chiedo che si smetta di insegnare la nostra storia. Ciò che sto cercando di fare è di dislocare l’Olocausto dall’asse centrale della nostra esperienza nazionale.

Yehuda Elkana
Pubblicato su www.haaretz.com – 2 marzo 1988

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di MARZIA MIGLIORINI

Versione inglese: www.einsteinforum.de/

Pubblicato da Davide

  • zara

    “Fui portato ad Auschwitz a soli dieci anni, e sopravvissi all’Olocausto”.
    Ma quanti “sopravvissuti” ha questo mal riuscito “olocausto”. é recente notizia che siano 520.000 gli ebrei “sopravvissuti” all’olocausto di cui la Germania si prende cura. Questi ultimi, naturalmente,per restare ai bambini ebrei degli anni quaranta.

  • alvit

    zara, come OSI fare certi commenti inappropriati e lo sai che rischi la galera?? 🙂

  • andyconti

    L’autore dell’articolo ha voluto prendere le distanze dal fanatismo sionista. Ogni commento antiebraico e’ fuori luogo, perlomeno apprezziamo quando un ebreo sa fare autocritica e non dimentichiamo che nei lager furono rinchiusi anche altri milioni di non ebrei.

  • zara

    Il mio intervento era mosso da una semplice constatazione; ufficialmente l’olocausto,( così ci assicurano gli storici ) si è concluso nel 1944 per ordine di Himler, dunque sessantasei anni fa.
    Gli oloscampati sono a tutt’oggi riconosciuti in numero di 520.00 e riscuotono pensioni a titolo risarcitivo dalla Germania.
    Non commento olltre questo dato per ovvi motivi di incoolumità personale.

  • Erwin

    Dice il sionista:
    …”Per quanto ci riguarda, dobbiamo imparare a dimenticare!”…
    Comodo voler dimenticare le falsità con le quali si è costruito il “preservativo” assoluto per gli sterminazionisti,sionisti e non.
    Crollati i miti olocaustici delle camere a gas e dei 4.000.000 di morti di Auschwitz,resta solo da “dimenticare”…ma per chi ha pagato per questa TRUFFA non è semplice ,né si vuole…
    Inevitabilmente ci saranno conseguenze,molto imprevedibili.

  • AlbaKan

    Le persone più ignoranti di questo mondo sono quelle che conoscono la differenza tra “antisemitismo” e “antisionismo”….e tra queste quelle peggiori sono quelle che fingono di conoscere la differenza!

  • Fabriizio

    Ma che fai … terrorismo psicologico ?! Che tipo !

  • Fabriizio

    Articolo meritevole scritto da persona onesta.

  • Andy86

    e se fossimo in paesi come la francia, a voler commentare questo articolo e, magari, parlare anche di altre stragi dell’uomo nel mondo (per dirne una: palestina?) rischiamo realmente di finire in galera…

  • Erwin

    In questo caso si ha la prova (se ce ne fosse ancora bisogno) che NON era prevista alcuna eliminazione fisica dei minori di anni 15,come affermato per decenni da tutti gli organi di informazione.

    Quindi una MENZOGNA dichiarata tale

    …la domanda che sorge naturale è:…perchè hanno MENTITO?
    Una bugia serve a coprire qualcosa,COSA si è voluto coprire?

  • licia

    Questo soggetto ha cosi tanta voglia di dimenticare che non ha fatto altro che parlare di olocausto,pubblicandolo anche su un giornale!!
    La memoria per gli ebrei è legata alla vendetta e non al perdono.Memoria e vendetta sono 2 caratteristiche culturali peculiari dell’ebraismo ed in antitesi a quella cristiana.

  • mendi

    Il punto è molto semplice. Dopo che gli allievi hanno superato i loro maestri (nazisti), dopo avere derubato, perseguitato, massacrato un intero popolo palestinese, adesso sarebbe tempo di calmarsi un po’ e di godere in pace delle ingiustizie commesse.
    Troppo comodo, troppo tardi.

  • Tonguessy

    Quoto. Purtroppo commentato in modo fazioso, aggiungo.

  • lucamartinelli

    questione di poco, amico. C’è un signore molto democratico che non vede l’ora di mandare in galera chi osa ,ettere in dubbio la verita’ ufficiale. Si chiama Riccardo Pacifici, comandante di squadre di picchiatori e presidente della comunita’ ebraica di Roma.

  • tamerlano

    Bisogna vedere chi erano gli allievi e chi i maestri…

  • esca

    Bisogna saper dimenticare conservando la memoria. La memoria collettiva ha un’importanza fondamentale (purchè non venga strada facendo deviata dalla menzogna). La censura su certi argomenti delicati (si pensi agli UFO fino a ieri) dimostra come si è sommersi dalle mistificazioni. I Popoli sono soggiogati e sfruttati dai governi locali, che altro non sono che estensioni manovrabili e corruttibili dell’unico Governo occulto, operante dietro al suo paravento di “invisibilità”; il suo potere e la sua ricchezza è tale da permettergli di disporre in esclusiva delle forza armata militare planetaria (scusate se è poco) con cui i Popoli vengono sistematicamente decimati. Anche se questa forza militare è all’apparenza divisa in compartimenti sottoforma di risorse nazionali, in realtà è un unico braccio armato. Per come stanno andando le cose, non sembrano esserci molti governi (& collaboratori tra servi, spie e ruffiani) al mondo disposti ad astenersi dall’obbedire all’ordine supremo di offrire in sacrificio il proprio popolo – compreso quello israeliano – in nome dell’”obiettivo finale”.
    E’ il potere occulto centralizzato che da sempre conduce il gioco della divisione, dell’odio razziale e… degli ESTREMISMI RELIGIOSI (la Grande Rovina). Ora quel potere sembra quasi pronto alla rivelazione del “salvatore di tutte le piaghe dell’umanità”. Sta solo ai Popoli vegliare sul loro destino evitando di lasciarsi dividere ancora. Se mai si deve nutrire un sentimento di distacco, dovrebbe essere diretto verso i veri responsabili dell’inganno.

  • MespE

    Si chiama ironia

  • Iacopo67

    Oppure forse li eliminavano, e forse molti di questi 520.000 sono dei finti oloscampati, un pò come i nostri falsi invalidi.

  • andyconti

    Non so a chi si riferisce, comunque alla razza semitica appartengono anche i palestinesi (parlando di ignoranza). Per quanto mi riguarda, Israele e ebrei sono la stessa cosa, facendo eccezione per quegli ebrei che sanno criticare Israele (cosi’ come esistono cattolici che criticano il Vaticano e cosi’ come, in sostanza, esistiamo tutti noi che usiamo i soldi tutti i giorni ma critichiamo il sistema bancario). Per me la differenziazione dev’essere fra coloro che hanno vissuto il lager (che siano un milione o sei milioni e’ una differenza solo contabile, conta il principio della disumanita’) e quelli che si dedicano solo ai conflitti, che siano ebrei che riproducono i lager in Israele a danno dei palestinesi, o che siano italiani antisemiti che al caldo delle loro cade sparano giudizi. Gli ebrei sono il popolo della discordia, stanno dietro all’11 settembre, sappiamo tutto, ma da qui a trasformare il sito CDC in una succursale di Blondet, ce ne passa.

  • Iacopo67

    Sembra l’articolo di un ebreo desideroso di pace per il proprio popolo, magari sincero e in buona fede; purtroppo la disgraziata storia di Israele non è che aiuti molto il desiderio di pace e serenità degli israeliani.

  • Erwin

    Provi a dare questa spiegazione al sedicente elie wiesel o venezia shlomo.Ci racconti poi come è andata!(questa sua affermazione-ipotesi,per “loro” e loro servi , è “ANTISEMITISMO”!BLASFEMIA !

  • edo

    CERCO INFORMAZIONI RIGUARDANTI LE POLITICHE DI ACCOGLIENZA/RIFIUTO DA PARTE DI PAESI COME USA E GB NEI CONFRONTI DEGLI EBREI DURANTE LA II GUERRA MONDIALE.
    Se preferite, potete inviarmi un pm. Grazie!

  • GioCo

    Fa sempre male sapere di qualcuno che abbia dovuto per le circostanze del destino soffrire inutilmente la crudeltà del proprio vicino umano.
    Questo credo valga per ogni realtà misera, intrisa di ignoranza prefabbricata e brutale arroganza. Vale per le realtà malavitose dei sobborghi metropolitani, per le spietate realtà economiche di sfruttamento, per le guerre sempre inutili, per il silenzio dei tanti che non hanno la forza per ribellarsi.
    Tuttavia ogni azione umana è sempre guidata da un pensiero. E questo Yehuda Elkana credo lo possa riconoscere. C’erano idee precise dietro il nazismo, come dietro ad ogni mano che si muove senza compassione.
    Da dove vengono quelle idee? Perché sapendo questo, non abbiamo mai messo in atto alternative meno nefaste?
    A tutt’oggi quelle idee sono libere di circolare e di proseguire indisturbate a creare il danno che penavamo già alle nostre spalle.
    Danno, bene inteso, che non sta nei pur incredibilmente vasti e protratti crimini, ne nelle persone che li compiono, ma semplicemente nell’idea che si possa continuare ad essere umani, magari speciali, facendo distinzioni, tra il nostro diritto umano e il diritto del resto del mondo vivente (con gradi e scale diverse variopinte e fantasiose tutte tese a giustificare tali assurdità). Come se noi vivessimo su Venusia e stessimo guardando la terra in un cinema 3D. Non ci sfiora neppure il paradosso del pesce che passa il tempo a maledire l’acqua in cui nuota.
    Ancora, quando poi ci sfiora l’intuizione circa la nostra imbecillità, sfoderiamo spettacolari giustificazioni per poter continuare. Peggio che drogati.
    Bravo Yehuda Elkana, pianta il seme del dubbio nel campo delle certezze del tuo popolo. Prima a poi la pianta attecchirà!

  • zara

    “Per me la differenziazione dev’essere fra coloro che hanno vissuto il lager (che siano un milione o sei milioni e’ una differenza solo contabile, conta il principio della disumanita”.
    Non sono d’accordo: la differenza è tra verità e menzogna istituzionalizzata.

  • Erwin

    Sintesi corretta!____Hanno basato la società post bellica sopra una colossale MENZOGNA:quella di Auschwitz (e dintorni)!

  • ramoncastro

    Essendo stato pubblicato nel 1988,l’autore dell’articolo aveva gia’ individuato il problema di Israele.Quello di porre al centro della propria storia l’Olocausto e di imporre poi successivamente a tutto il mondo una visione “olocaustocentrica” che tanti problemi porta alla pace nel mondo.Profetico!Peccato che nessuno dei suoi connazionali l’abbia ascoltato.

  • Erwin

    Il soggetto aveva toccato con mano(sua) la logica del revisionismo,nei processi Zundel del 1985 e nel gennaio 1988!
    Non sembra proprio una posizione cristallina ,”eroica”,più che altro è una presa d’atto del FALLIMENTO e sputtanamento globale della TRUFFA dei 4.000.000 di gasati ad Auschwitz perpetrata e continuata per 43 anni (al 1988).

  • Erwin

    Da tenere ,ancora,presente che nel processo Zundel del 1985 si era “IMMOLATO” sull’altare dell’OLOCAUSTIANESIMO addirittura il “PAPA” di tale religione,HILBERG RAUL,ebreo e massimo storico sterminazionista!
    DEMOLITO a livello planetario sull’ordine di sterminio di Hitler,che l’HILBERG RAUL aveva affermato esistere nel suo libro!

  • andyconti

    Ringrazio tutti i lettori per avermi fatto sapere che ad Auschwitz non e’ successo assolutamente niente, voglio dire, nemmeno un morticino piccolo cosi’ non dico per il gas, ma per le percosse di qualche SS nervosa, non so. Proprio niente: e’ stata una menzogna unica, il lager e’ stato edificato come un luna park dai russi e dagli americani per ingannare l’umanita’ a favore del complotto giudeo. Proprio un bugiardo patentato questo mio concittadino Primo Levi, se fosse ancora vivo gli andrei a dare una lezione.
    Il peggio di tutto e’ che tutti questi lettori (storici professionisti) mi fanno sentire come un appartenente al consiglio dei Savi di Sion, e dire che gia’ solo per il fatto di credere che Israele abbia una parte nell’11 settembre molti mi prendono per eretico da bruciare sul rogo. Insomma, non so piu’ dove scappare.

  • cavalieresenzaterra

    sei l’unico ad avere colto veramente nel segno: “occhio per occhio” è il credo giudaico, anche travestito

  • cardisem

    Non voglio intervenire sulla questione, ma credo di poter menzionare gli esatti termini del problema storiografico, spesso confusi e per il quale si finisce dritti in galera: e non si tratta altro che di conoscenza storica di un passato sempre più remoto che per ragioni biologiche non potrà più avere testimoni oculari!

    1°) devono essere 6.000.000 le vittime! Se il numero è indicato come diverso, si va in galera.
    2°) la tecnica dello sterminio: necessariamente le camere a gas.
    3°) la “intenzionalità” dello sterminio. Che lo si ritenga accertato o no, qui confliggono due elementi: il fine dello sfruttamento di una massa di lavoro forzato durante la guerra confligge con lo sterminio della massa lavoratrice.
    —————-
    Oltre ciò si pone, credo, un ulteriore problema: perché (in senso causale e finale) mai il fatto sarebbe avvenuto?

  • cardisem

    Tu che sei maestro di color che sanno, potresti dirmi perché sarebbe successo quello che tu sai esser successo:
    – non mi interessa il fatto, ma perché il fatto sarebbe successo?

  • nuvolenelcielo

    auschwitz…: tra le altre (tante) cose, uno dei marchi commerciali più di successo della storia

  • cardisem

    Chi ha detto qui che ad Auschwitz non è successo nulla? Chi ha detto mai che i campi di concentramento non sono esistiti? Credo di saper leggere e non mi pare di aver letto questo… Il resto (savi di sion, 11 settembre) mi pare che sia una tua illazione provocatoria… Dicci tu se ti sembra giusto che una persona debba comunque finire in galera per un convincimento (giusto o sbagliato) che può essersi formato su un fatto STORICO? A me sconvolge molto di più questa incarcerazione (nuovi “lager”, che possono arrivare a milioni di persone, anche più di sei) di persone di null’altro “colpevoli” se non di avere delle “opinioni” (giuste o sbagliate) che non la narrazione di una tragedia che non mi appare nè “unica” né la “più grande”: ogni tragedia per chi la vive non può che essere “unica” e “la più grande” della Storia… Ed è anche irriverente ed oltraggioso per le vittime e per la nostra intelligenza, direi, fare di questi confronti…

  • RicBo

    è veramente rivoltante leggere le scorrerie delle squadracce negazioniste a seguito di questo scritto di un cittadino israeliano, che è sicuramente criticabile ed opinabile, ma no, c’è sempre questa immonda gentaglia che non entra mai nel merito di ciò che è scritto e ne approfitta per violentare la ragione (ratio in latino ovvero la misura del pensiero) con le loro farneticazioni lovecraftiane.
    non smetterò mai di segnalare la deriva nazista e fascista dei frequentatori di questo forum, talmente stupidi che neppure si accorgono di mettersi allo stesso livello di disumanità dei sionisti che aborriscono, ma d’altronde l’autocoscienza non è una caratteristica che possiedono

  • Jor-el

    Purtroppo la politica aggressiva dell’Entità Sionista impedisce da sempre un riflessione sull’Olocausto. I dirigenti sionisti hanno sequestrato quel pezzo di storia e ne hanno fatto ostaggio per fini inqualificabili. Quello che avrebbe dovuto essere l’ultimo grande crimine è stato messo al servizio di criminali di stato che, in suo nome, commettono atrocità indicibili.

  • Jor-el

    E’ vero, è rivoltante, ma sono stati i dirigenti sionisti a dare la stura al rigurgito delle fogne. Senza gli ormai innumerevoli delitti commessi contro i popoli arabi sotto le bandiere dell’Olocausto (popoli arabi che, peraltro, non hanno nessuna responsabilità sui massacri nazisti), il negazionismo sarebbe ancora una bizzarra curiosità subculturale relegata nei siti dei neo-nazisti dell’Illinois. I sionisti ci hanno persino mostrato i moderni eredi dei nazifascisti inchinarsi con la kippah in testa davanti alle vittime dei loro maestri!

  • cardisem

    Quanto poi ad Israele… non voglio infierire!

  • nuvolenelcielo

    Prego la redazione di richiamare questo utente RicBo, che ogni volta che ci sono temi che riguardano la seconda guerra mondiale insulta gli altri membri del forum che non la pensano come lui con insulti diretti e espliciti quali: “immondi”, “talmente stupidi”, “squadracce negazioniste” (e in altri articoli “feccia”, “fogna”). E lo fa senza mai esprimere un concetto, semplicemente come insulto (che lui per qualche motivo ritiene avere valenza divina). Qui si scrivere per partecipare, spesso e volentieri anche provocatoriamente, ma non per lapidare.

  • maristaurru

    Sono nata nel 44, i miei hanno vissuto, dal 42 credo, a Roma. Pensate ho un ricordo fuggevole dei miei che la sera di corsa mi mandavano a dormire ed accendevano la radio con fare furtivo,avevamo ebrei nascosti in casa seppi poi, la guerra doveva esser finita e quei poveracci ancora dovevano stare nascosti nella carbonaia, coi visi color della cera in semioscurità. I miei mi raccontarono presto, quando riuscirono a fare fuggire la famigliola, dei campi, della fame, degli esperimenti sui bambini, della pazzia scientifica dei nazisti che sentivano come missione la eliminazione di milioni di persone, eliminazione che doveva esser fatta presto,il racconto dei forni e tutto quello che voi negate, compresi i paralumi con la pelle conciata degli ebrei. Fecero dei racconti piatti, tranquilli, e mi dissero che era necessario che io sapessi e non ne parlassi, anche quando avrebbero negato tutto questo. E così ho fatto per decenni, ma ora vedo avverarsi quello che mi era stato detto: potrebbero rifarlo, di suscitare odio contro di loro. Allora ad una precisa domanda non mi è stato risposto, quando io ho chiesto ” Perchè?” , non mi hanno parlato di razzismo, mi è stato detto, lo capirai, ebbene non lo ho capito ancora, nulla spiega la scientifica determinazione ad eliminare un popolo. Se una idea me la sono fatta, indipendente dalla vulgata storica, meglio non parlarne nemmeno. Una cosa è certa, esser negazionisti dovrebbe esser lecito,specie a chi è giovane ed ignora, ma leggere commenti sciocchi , cattivi, che odorano di insulso odio, certo fa comprendere bene come essere ebrei non possa alla fine, di fronte a tanti e tanto disgustosi atteggimenti si fatti, che portare un popolo spaventato a fare dell’Olocausto il fulcro dell’essere ebrei. Orribile mondo, stupido popolo quello che si lascia condurre all’odio senza ragione. Non nascondetevi dietro i palestinesi e il loro esser vittime, vittime lo sono, ma a voi non frega niente, è l’odio che vi nutre, vittime nel mondo ce ne sono e tutte meriterebbero considerazione e che ci si battesse come leoni per la loro sorte. Ma questo col cavolo che lo fate, mentre andate in fregole contro gli ebrei più che esser desiderosi di voler aiutare i palestinesi. I potenti vi spingono ad odiare, e felici odiate. Come si potrà dimenticare? Non si vuole che si dimentichi evidentemente, a qualcuno fa comodo che non si dimentichi e che ci sia un solco fra gli ebrei ed i non ebrei. Ma questo non deve assolutamente essere. Bisogna cominciare a porsi domande meno imbecilli della contabilità dei morti, guardiamo all’oggi e chiediamoci: a chi giova? Perchè proprio ora l’odio cresce? Chi spinge? Chi perde se il solco si chiude?

  • ale5

    Un onesto punto di vista, un passo avanti.

  • dana74

    se si trovano prove storiche che non cnfermano la storia ufficiale ecco che si tratta di “anti qualcosa”.Con questi pregiudizi la verità sarà sempre e solo utopia

  • luca

    Ach so !
    Buongiorno.
    ‘scordammuce o’ passato’ ? troppo comodo !
    Innanzitutto, prima di parlare di olocausto, andare a leggersi un po di storia. Andate a leggervi chi ha causato la caduta della “finis Austriae”. Andate a leggervi a chi era in mano il potere bolscevico nella neonata patria dei soviet. Chi e’ stata l’anima economica del trattato di Versailles e quale influenza ha avuto il ‘financial district’ di NY e “house of morgan” con la corona inglese.
    (L’avevo gia’ menzionato un un’altro post) Il trattato, nelle terre a lingua germanica provoco’ la morte in massa per fame. Soprattutto fra gli ultimi (la maggior parte).
    Hitler, in quella realta’, è stato un rivoluzionario. Era gia’ a conoscenza della globalizzazione sul controllo economico das parte dei sionisti. Non a caso mise Hjalmar Schacht a capo della banca centrale del Reich.
    Il piu grosso progetto di conquista degli ultimi duecento anni, comportava combattimenti, morti, feriti, e …prigionieri.
    Gestire milioni di prigionieri, e’ attuabile fintanto che l’economia di guerra te lo permette. Tuttavia, quando girera’ il vento, i primi a pagare saranno i prigionieri. Nei campi, di detenzione, bastano SEI mesi di malnutrizione, poi sara’ piu facile contare i vivi.
    Paradossalmente l’entrata degli ameri”cani” e la sottoscrizione con la Russia del “land & lease act”, ha segnato la fine del Reich ma i primi a pagare sono stati gli internati.
    Giudicatemi pure cinico, e’ un problema Vs
    Saluti

  • luca

    “Ein Volk, ein Reich, ein Führer”
    Se e’ difficile da interpretare, ti faccio un disegnino !

  • edo

    Certo, se tutto questo can can del ricordo-non ricordo non fosse finalizzato a far dimenticare il genocidio (in corso) del popolo palestinese… avremo un’altra civiltà.

    p.s. segnalo “l’invenzione del popolo ebraico” edito da rizzoli e “l’asse roma-berlino-tel aviv” di Andrea Giacobazzi.
    Dopo averli letti, saprete sicuramente più di quanto sappiate ora.

  • mendi

    Commovente. L’articolo di un vecchio che, sentendo la fine che si avvicina, ricorda il male che ha fatto e di cui è stato complice. Non c’è grande differenza tra lui e gli assassini nazisionisti.

  • Lele9219

    Sei un coglione

  • Lele9219

    “La storia e la memoria collettiva sono una parte inseparabile di ogni cultura, ma il passato non è e non deve diventare l’elemento dominante che determina il futuro della società e il destino di un popolo.”

    Purtroppo in molti non lo hanno ancora capito…

  • Lele9219

    Questo articolo, scritto nel 1988, in una delle fasi peggiori della “guerra” israelo-palestinese, è un appello alla riconciliazione e alla pace rivolto in particolare agli ebrei di Israele;per colpa di una cultura fondata sull’odio e la vendetta, i palestinesi hanno sofferto pene indicibili ed ora sono loro a subire un nuovo sterminio, meno evidente e più silenzioso, ma pur sempre pianificato come lo fu quello nazista…

    per capire realmente ciò che Elkana dice, e la cultura che sta alla base del suo pensiero, bisogna leggere due libri fondamentali: “L’industria dell’Olocausto” di Norman G. Finkelstein e “La pulizia etnica della Palestina” di Ilan Pappe

    Certi commenti, fondati su leggende, disinformazione, razzismo e odio, fanno del male soprattutto alla memoria di chi, come Vittorio Arrigoni, ha pagato con la vita la voglia di capire e di stare dalla parte degli ultimi

  • Erwin

    Un motivo valido a conferma di ciò?

  • Erwin

    Lei afferma:…”pianificato come lo fu quello nazista”…DOMANDA…da quali documenti Lei ha appreso dell’esistenza di tale “piano”? Ci renda edotti,grazie!

  • alecale

    letto .

  • alecale

    stai facendo un po di confusione tra : STORIA e PASSATO , due cose ben differenti tra loro .

  • Lele9219

    Ti dice niente “Protocollo di Wannsee”? Tra l’altro, recentemente, hanno ritrovato il documento originale che si diceva fosse stato distrutto (v. Die Welt online)

    Purtroppo so già che non servirà a niente…mi risponderai che si tratta di un falso o cose così…quelli come te non vogliono sentire o vedere, ma solo credere, il che di per sè non sarebbe un crimine se non fosse che poi si vuole imporre il proprio credo a tutti gli altri miscredenti…

  • Erwin

    Lei si pone il quesito e si da la risposta.
    Provi a leggere le mie risposte al seguente link: https://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=43272
    Attendo una sua risposta.

  • Lele9219

    La mia risposta è quella data dall’utente Tonguessy, ne più ne meno.

    p.s. ma se ti chiamo “nazista” ti offendi? no perchè dai tuoi commenti, oltre che una sincera ricerca ( e non sono ironico) che corrobori il tuo credo, emerge anche una certa “simpatia” per Adolf, Hermann e co.

  • cardisem

    Non so a chi tu ti riferisca, ma respingo al mittente gli insulti. Sul merito osservo: a) l’uso del termine “negazionista” riguarda più il Tribunale dell’Inquisizione che non il discorso prettamente storico. b) Di “squadracce” ne vedo oggi soprattutto in Israele: sai cosa è “Piombo Fuso”? c) “cittadino israeliano”: che vuol dire? Io con altro cittadino israeliano ricordo al “Pulizia etnica della Palestina” e la carenza di legittimità dello stato di israele, che è invece presunta da Ricbo; d) Quale sarebbe il “merito” che è stato eluso? Dillo tu e così possiamo ritornare a bomba! e) La “ragione”? Quale “ragione”? Sarebbe stato utile che prima di offendere ed insultare avessi chiarito tu i tuoi concetti. f) Farneticazione? Di chi? Le tue forse? Non ho trovato lo straccio di un argomento in ciò che scrivi. g) Nazismo e Fascismo: ho sempre ritenuto che questi fenomeni storici si siano conclusi nel 1945. Io e credo molti qui presenti sono nato dopo quell’anno. Ricordo a proposito di “nazismo” un piccolo fatto che non potrò mai dimenticare. Una conduttrice televisiva tedesca, solo per aver detto che il nazismo aveva una buona politica verso la ragazze madre, cui non negava l’assistenza alla prole, si è trovata licenziata in tronco all’istante. Che vuol dire? Che in pratica nessuno può seriamente interessarsi di eventi storici del passato, al solo scopo di studiarli scientificamente, se non vuole fare la fine della conduttrice televisa tedesca e peggio ancora. Dunque, quando si parla di “deriva nazista e fascista”, non si fa altro che perpetuare una Narrazione demoniaca e demonizzante sul quale è precluso qualsiasi discorso critico di conoscenza. Aggiungo: ma anche accetando in toto la Narrazione implicita nell’espressione “deriva nazista e fascista”, io resto del parere (è lecito averne uno?) che ciò che nel mondo è avvenuto DOPO il 1945 supera di gran lunga tutto l’Orrore che appunto si suole attribuire a Nazismo e Fascismo: il mondo che è venuto dopo non mi pare migliore di quello di prima (esecrabile quanto si vuole). h) La “stupidità” altrui va provata, non presunta. Va provata dimostrando la “fallacia” dei processi logici altrui. Altrimenti la “stupidità” è tutta di chi dice “stupido” all‘altro, mentre invece lo è proprio lui. i) “Autocoscienza”: ? h) Sui “frequentatori” di questo sito ho altro da dire. È noto che Israele (l’Hasbara) abbia reclutato migliaia e migliaia di Troll per fare operazioni come quella forse di Ricbo… Il problema dei frequentatori di un Forum libero esiste, ma si pone in termini diversi da quelli di Ricbo, che forse vorrebbe trasformare Come don Chisciotte in un aggregatore “antisionista sionista”, secondo la pregnante definizione di Gilad Atzmon, largamente presente con traduzioni in CDC. L’antidoto credo stia nella capacità in ognuno massimo di essere rigorosi nell’argomentazione. Non trovo rigore logico-argomentativo in Ric-bo. Mi sbaglio?

  • Erwin

    Il signor segnalato “non esiste”,per me.
    Quindi lei NON ha supporti reali alla sua affermazione,quindi avventata,senza fondamento,insulsa,un diversivo.
    Col revisionista si discute di fatti,documenti,testimonianze verificabili
    …il resto lo lasciamo agli olo-creduloni,ai fedeli dell’olocau$tiane$imo,ai beoti che accettano i dogmi.

  • cardisem

    Ho poco tempo: leggo solo la prima riga: sei nata nel 1944! E ti ricordi cose di quando non avevi forse neppure un anno?! Caspita! Forse neppure Pico della Mirandola… Non leggo il resto e non intervengo sul resto.

  • eleo

    Assolutamente d’accordo. Se gli ebrei sapessero che i maggiori crimini contro di loro sono stati commessi proprio dai sionisti forse dell’Olocausto si parlerebbe in modo diverso!

  • eleo

    Come contributo alla storia è opportuno informarsi da ogni fonte e propongo un’altra testimonianza a tal proposito.
    quella di Norman G. Finkelstein ne “L’industria dell’Olocausto.
    http://www.vho.org/aaargh/fran/livres3/NFOlocausto.pdf

  • tania

    Quest’articolo del 1988 potrebbe sembrare una voce fuori dal coro , un passo in avanti rispetto alla chiusura razzista israeliana ( nemmeno avvicinabile all’analisi di un Ilan Pappe di 20 anni dopo per intenderci , ma comunque un passo in avanti ) . Ma in realtà tutto il metodo narrativo utilizzato rafforza , involontariamente , l’ideologia NaziSionista : si affiancano con disinvoltura due termini teoricamente inaffiancabili come “arabi ed ebrei” ( perchè il termine “arabo” indica un’origine geografico-territoriale , mentre il termine “ebreo” indica una fede religiosa .. praticata da tantissimi “arabi” , prima del fenomeno sionista , per intenderci ) ; si parla poi di “popolo ebraico” ( non esiste un “popolo ebraico” , un “popolo cristiano” , un “popolo islamico” ecc.. ma se mai le comunità ebraiche , le comunità cristiane , la umma islamica che sottintende comunità islamiche ecc.. ) ecc..
    Finchè si continuerà a trasformare , come per magia , una fede religiosa ( scelta individuale e a tempo , possibile tanto ad un aborigeno australiano quanto ad un borghesotto londinese ) in un “popolo” … E finchè si continuerà a rivestire di caratteri culturali immanenti gli abitanti delle “nazioni” …Ecco : fino a che rimmarranno culturalmente egemoni queste menzogne , le ragioni razziste FascioSioniste ( di ogni luogo al mondo ) troveranno sempre una qualche legittimazione .

  • luca

    Artista !
    Vada a vedersi chi e’ il padrone de’ Die Welt. non il fondatore, bensi’ colui che detiene i skej
    Cultura storica appresa in rete, va’ sempre analizzata.
    Leggere testi specifici, su vari settori della storia, cosi’ che uno si ricolleghi ad un’altro e/o in parte confermi/neghi il precedente. Solo cosi’ si “capisce” la storia ! Altro che argomenti storici trattati da un saviano qualsiasi.

  • luca

    @lele92++ Il commento mio era per lei

  • cardisem

    Ho riletto con pazienza l’articolo, quanto per sul suo “merito”, come dice qualcuno. Non mi piace e mi produce un senso di fastidio. Non lo trovo neppure onesto, come qualcun altro scrive. Ma è difficile parlarne: sicuramente qualcuno è in agguato e ci spia per estrarre qualche parola storta o ambigua. Ormai i grandi media nella loro guerra contro internet fanno così… Ma torniamo a bomba. Non mi piace l’articolo e non lo apprezzo per più ragioni, che tento di elencare brevemente. A chi ha letto il libro di Burg (Vincere Hitler) sono noti i temi con cui un autorevole personaggio come Burg critica come pericolosissima la centralità ideologica e pedagogica in Israele del tema della Shoah: rinvio al libro, per chi volesse leggerlo, ma non ne riassumo qui oltre il contenuto. Vi è poi l’esistenza stessa dello stato di Israele, dove se si va a leggere un altro libro (di Ghada Karmi) si apprende che addirittura i “coloni” sionisti (ebrei) avevano ricostituito i campi di concentramento per metterci dentro i palestinesi, che dovevano lavorare sotto la guida di gente già stata nei campi di concentramenti tedesci, per costruire le case dei coloni stessi con le pietre delle case distrutte e diroccate dei palestinesi: la fonte che Ghada Karmi cita è un documento della Croce Rossa… Non sto raccontando balle: ho indicato la fonte primaria e secondaria!!! Chi vuole sa dove andare… Poi leggo sopra, con nessuna forma di sussulto morale: nel 1948 sono venuta in… Palestina/Israele… A che titolo? A fare che? Concludo con una citazione del capitolo di Atzmon (libro inglese sulla identità ebraica) dove si parla di un concetto in apparenza difficile: il concetto della temporalità. Credo lo si possa semplificare in questo modo: la giornata di oggi è una giornata dedicata… Ho notato che ogni anno si incomincia fin dai primi di ottobre con un crescendo di eventi che devono appunto culminare nella data odierna…. E quindi noi da anni e decenni abbiamo una propaganda martellante che ci dice le cose che sappiamo e che è terribilmente pericoloso poter rivisitare criticamente… Vengo alla temporalità come vista da Atzmon (se ho capito bene le parti del libro): immaginiamo adesso un periodo più lungo, ad esempio 1948-2012, e constatiamo come gran parte del mondo ebraico si sia identificato con tutto ciò che Israele è e fa… Immaginiamo perfino che fra qualche settimana Israele scarichi le sue bombe nucleari sull’Iran, producendo milioni e milioni di morti… Riconosciamo che gli Orrori della guerra all’Iraq e tutto il regime di oppressione che grava sul Medio Oriente e perfino sulle nostre libertà civili (migliaia di persone criminalizzate solo per il fatto di non essere prone alla propaganda israeliana)… Concludo: comparate nell’arco di tempo indicato tutto ciò che Israele è e fa e con le responsabilità che il mondo ebraico della diaspora si è assunto nel coprire Israele qualsiasi cosa faccia e dica… comparate con un istante temporale fissato nel nome di Auschwitz (su cui è pericoloso parlare…), ad allora traete voi stessi le conclusioni, che trovate meglio articolate nel libro di Atzmon, che io ho qui riportato alla meno peggio… In nome di una “pietà” che si rivendica (…..) non si può fare quello che urta contro il comune senso morale: Nakba, apartheit, Yah Kunis… migliaia di episodi orribili di cui è difficile se non impossibile tenere archivio e memoria…

  • Simulacres
  • zeppelin

    anche questo è relativo ad un cittadino israelieno sicuramente criticabile ed opinabile:
    http://www.henrymakow.com/translated_from_the_hungarian.html

    Pinocchio era un dilettante!!!

  • edo

    il link non si apre, puoi fare qualcosa?

  • Simulacres

    prova con questo:

    https://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=20210&start=0&postdays=0&postorder=asc&highlight=

    …si tratta di un quesito da me posto nel 2009 tratto dalla lettura del libro (v’è il link scaricabile) “Il mito dello sterminio ebraico” il quale tratta, a mio avviso in maniera inconfutabile, dell’argomento delle tue ricerhe.

  • luca
  • cardisem

    Convengo su un punto: la malnutrizione prolungata in campi di prigionia è già una causa sufficiente di morte… Ma appunto: non si può parlare di storia. Ho appena visto a 8 e mezzo una stucchevole e stupidissima conversazione fra la Pisanty detta Cappuccetto Rosso e il rabbino Di Segni: le loro banalità lasciano il tempo che trovano e non meriterebbero la benché minima attenzione, se non avessero il potere a loro discrezione di mandarci tutti in galera… Ciò che mi terrorizza è questa aria di galera che si sente spirare in gennaio… Io farei una bella ricerca non sugli internati del 1943-45, ma su quelli di oggi nelle prigioni di Germania, Austria, Francia… Per quale colpa? Avere visioni non consentite del passato storico, e si badi: poco importa che sia giuste o erronee…

  • SpikeZ

    Lele9219 o argomenti o la figura del coglione la fai tu.

  • bstrnt

    Forse un giorno salterà fuori la verità, che chiaramente non può coincidere con quella dei vincitori.
    Che ii campi nazisti siano stati qualcosa di orribile indegno di esseri umani credo possa essere accettato, che le vittime fossero sempre e solo ebrei, credo sia abbastanza risibile, comunque questo non giustifica certo che analoghe mostruosità possano essere perpetrate contro altri popoli (leggi: palestinesi) adducendo come scusa l’olocausto, in questo caso monopolizzato da una nazione per fini assolutamente ignobili.
    In quell’olocausto forse ci sono stati più morti tra russi, polacchi, rom, gay e altre minoranze piuttosto che ebrei; perché vengono ricordati solo gli ebrei?

    A guerra terminata vi è stato un altro olocausto di circa un milione e mezzo di soldati tedeschi (tra i quali tanti ragazzetti che il regime nazista aveva arruolato alla disfatta) fatti prigionieri dagli “alleati” e lasciati morire di fame e stenti proprio come nei campi di concentramento nazisti, anzi, i tanto civili “alleati” sparavano a vista a chi tentava di portar loro viveri e vestiario; perché di questo olocausto non se ne parla?

    Credo sia una cosa che stride col buon senso e particolarmente indegne e odiose sono le intimidazioni e le angherie verso coloro che non ritengono che l’olocausto sia stato esattamente come raccontato dai vincitori.
    Purtroppo, come dobbiamo riscontrare, l’olocausto (quello celebrato) è diventato un’industria, un’attività che genera denaro, e, come si sa, pecunia non olet!