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IL BANK TRANSFER DAY: UN SUCCESSO

DI MARK ENGLER
Common Dreams

Lo scorso sabato c’è stato il Bank Transfer Day, una giornata di azione in cui migliaia di persone hanno spostato il denaro dalle gigantesche banche “troppo grandi per fallire” alle più piccole cooperative di credito e alle banche regionali.

Se è difficile dire con precisione quante persone abbiano messo in atto le loro minacce di estinguere i conti, durante il mese scorso le cooperative di credito
hanno aggiunto
650.000 nuovi soci (invece degli 80.000 di un mese normale), per un totale di oltre 4,5 miliardi di dollari in depositi. Come ha
evidenziato
Sarah Jaffe di Alternet, la ABC News ha mandato in onda un report straordinario, definendo l’esodo dei clienti una “rivolta bancaria” e scrivendo che “fino a oggi un milione di consumatori ha indirizzato un accecante avvertimento alle grandi banche, trasferendo il denaro altrove in segno di protesta“.

La gran parte dell’impatto dell’estinzione dei conti potrà essere simbolica, e 4,5 bilioni di dollari non sono tanto in relazione alle dimensioni del sistema bancario nel suo
insieme. Ma, come
scrive Andrew Leonard su Salon, citando una vecchia battuta, “4,5 miliardi qui, 4,5 miliardi là e presto si parlerà di soldi veri, persino per la JPMorgan-Chase“.

Tutto sommato, il Bank Transfer Day è stato un’espressione piuttosto forte del disgusto collettivo degli americani che non ne possono più delle banche titaniche, giusto?

Beh, non tutti sono d’accordo. Il New Republic ha pubblicato un articolo di compiaciuto diniego, in cui l’autore dimostra essere ben più intelligente di tutti quelli che hanno avuto il coraggio di intraprendere questa iniziativa collettiva.

In questo caso, Simon van Zuylen-Wood, un giornalista e ricercatore della rivista, ha scritto un articolo intitolato: “Come il Bank Transfer Day aiuterà le banche che cerca di danneggiare“. Sostiene che:

Se i dirigenti delle maggiori banche del paese hanno cerchiato il Bank Transfer Day sui loro calendari, non è stato probabilmente per l’ansia. Qualunque sia l’intenzione degli organizzatori, il Bank Transfer Day potrebbe finire con l’aiutare proprio
quelli che intendono punire.

Alla base del problema c’è il fatto che molti entusiasti del Bank Transfer Day sovrastimano l’impatto che hanno sulle banche in cui hanno i depositi: in fin dei conti, non tutti i clienti delle banche sono uguali. […] Secondo Jennifer Tescher, presidente e direttore generale del Center for Financial Services Information, le banche guadagnerebbero
di solito circa l’80 per cento degli introiti dai depositi del miglior 20 per cento dei correntisti.

In questo articolo, van Zuylen-Wood continua a spiegare che mantenere piccoli conti correnti può in effetti costare alle grandi banche più soldi di quanti ne generino
i conti correnti in profitti. Grazie all’approvazione della proposta di legge di Dodd-Frank dell’anno scorso, le banche devono rispettare dei limiti per gli addebiti sugli scoperti di conto e per gli “swipe fees“, ovvero le spese per l’uso del bancomat, che precedentemente addebitavano anche ai piccoli clienti. Continua:

La proposta della Bank of America dell’inizio di ottobre di supplire alla perdita del suo reddito da “swipe fee” usando una tassa di cinque dollari al mese
per i titolari di bancomat dovrebbe essere probabilmente intesa in questo contesto. È stata ideata per essere una proposta risolutiva per la banca: o guadagnava 60 dollari l’anno da ciascun cliente possessore di bancomat con un conto corrente con meno di 20.000 dollari, oppure avrebbe allontanato i clienti non redditizi dalla banca (o per lo meno verso le carte di credito della Bank of America, che sono diventate più redditizie dei bancomat) a beneficio del risultato finale della banca.

Se l’articolo avesse solamente l’obbiettivo di analizzare la gestione dei piccoli conti correnti, direi che fa dei commenti perfettamente corretti. Ma è costruito per essere qualcosa di diverso, come un articolo che analizza l’efficacia di un’azione politica e che sostiene che chi ha ne preso parte sia un ingenuo. In questo aspetto, è un modello di contraddizione che non sta in piedi. Se ricevessi un dollaro per ogni commento auto-compiaciuto che è stato scritto (persino dagli apparentemente comprensivi liberali) sul fatto che le proteste sono malguidate e inefficaci, potrei senza dubbio unirmi alla ricca élite che il movimento #Occupy ha preso di mira. E potrei aspettarmi di guadagnare circa l’80 per cento dei miei introiti dal New Republic.

Il fatto in questione è che se le grandi banche volessero espellere i clienti, potrebbero farlo facilmente. (Perché non una tassa mensile di 20 dollari per usare il bancomat?)
Ma, lungi dal aver ricevuto un rapido saluto di commiato dalle filiali delle banche che desideravano disfarsi dei piccoli clienti, molti di quelli che sono usciti da istituzioni come la Citibank chiedendo di estinguere i loro conti, hanno riferito di aver
incontrato direttori di banca che hanno cercato di convincerli a cambiare idea.

Certamente lo sforzo di “spostare i soldi” non è solo una questione individuale relativa alle finanze personali. Nel contesto delle grande mobilitazione di Occupy Wall Street, molti hanno abbinato la chiusura dei conti alla richiesta di cambiamenti politici. Ecco perché quelli che si sono riversati a frotte nel corso di iniziative di gruppo hanno incontrato la minaccia
(e persino la conduzione di
arresti) da parte della polizia.

Nel complesso, il Bank Transfer Day fa parte di un’ondata di rabbia, provocazione e protesta pubblica he sta arrecando un danno significativo alla reputazione delle banche, a cui ovviamente tengono. Come nota lo stesso van Zuylen-Wood:

In fin dei conti la Bank of America e i suoi competitori hanno scelto di non procedere con la tassa di cinque dollari, decidendo che il colpo sferrato all’’immagine pubblica non era compensato dai potenziali guadagni del risultato finale. Come mi ha detto Diane Casey-Landry, ex direttore generale della American Bankers Association, la protesta pubblica contro Bank of America era già un bel “calcio sul mento per la reputazione”, tanto che anche i suoi maggiori concorrenti – la Wells Fargo, la Citibank, e la Chase – hanno abbandonato le proposte
di tasse bancarie.

Cos’è un giorno di azione in cui in migliaia di persone chiudono i loro conti e denunciano le banche come avidi bastardi se non un altro “calcio sul mento” dato con stile?

Nel suo articolo, van Zuylen-Wood cita una fonte da lui scelta per suggerire che le cooperative di credito potrebbero non volevano l’afflusso di nuovi membri:

Ancor peggio, trasferendo i loro soldi alle cooperative di credito, i partecipanti al Bank Transfer Day potrebbero inoltre danneggiare le stesse istituzioni finanziarie che intendono aiutare. Queste cooperative bancarie non-profit sono gestite dai loro depositanti e sono generalmente più attenti alla clientela delle banche, e una base di clienti troppo grande potrebbe minacciare tutto questo. Infatti, poco più che una settimana fa, in anticipazione del Bank Transfer Day, la National Credit ‘Union’ Administration ha inviato un memo che avvisava i regolatori federali che un grande influsso di nuovi clienti avrebbe potuto provocare problemi nel lungo termine, ricordando loro che le cooperative di credito sono penalizzate se i loro utili non ripartiti sono inferiori al sette per cento del capitale totale. In altre parole, inondando le cooperative di credito con un flusso di capitale che probabilmente non potrebbero investire proficuamente, i partecipanti al Bank Transfer Day potrebbero spingere queste istituzioni ad abbandonare i benefici che le rendono allettanti, come i conti correnti gratuiti.

Il Bank Transfer Day ha evidenziato in sostanza una cosa corretta: ossia che i titolari dei conti correnti hanno il diritto di portare i loro soldi dove vogliono. Tuttavia, dimenticano che non tutti vogliono gli soldi che offrono.

Peccato che le cooperative di credito vogliono i nuovi soldi, e che lo hanno espresso in modo plateale. La stessa fonte che cita van Zuylen-Wood, la National Credit ‘Union’ Association, ha inviato un comunicato stampa la settimana scorsa che lodava il Bank Transfer Day e celebrava l’influsso di nuovi soci. Comprende esuberanti citazioni dal presidente dell’organizzazione, Bill Cheney:

“Molte cooperative di credito in tutta la nazione […] stanno proponendo offerte speciali per assorbire il crescente interesse per queste istituzioni”, ha
detto Cheney. “Stanno conducendo campagne pubblicitarie sia individualmente che in cooperazione, inviando dei “pacchetti [informativi] per il cambio sia ai soci preesistenti da condividere con i familiari, che ad altri potenziali soci, potenziando i siti web, prolungando le ore [di lavoro] e il numero del personale per il Bank Transfer Day, inviando e-mail in massa ai soci, massimizzando le campagne mediatiche sociali, appendendo striscioni nei saloni e presso le loro sedi, offrendo bonus ai soci che portano nuovi membri, ed elargendo bonus anche ai membri”, ha detto Cheney.

Il New York Daily News ha citato un altro direttore esecutivo di una cooperativa di credito che diceva praticamente l’esatto opposto di quello che van
Zuylen-Wood vorrebbe dare a intendere:

Questi sono

dei bei momenti per le cooperative di credito“, ha detto Kirk

Kordeleski, direttore generale della Bethpage Federal Credit Un.,
una delle cooperative di credito più grandi di Long Island con 24 filiali e 4,4 bilioni di dollari di capitale.

“Tutta questa conversazione sulle tasse bancarie ci ha portato

molte opportunità”, ha detto Kordeleski, che ha visto a ottobre

un aumento del 60% di nuovi soci, da 925 a 1550.

In generale, le azioni dei consumatori

del tipo “Votate con i vostri dollari” non sono il mio modo

preferito di organizzazione. Per di più, non mi illudo che l’importo

di denaro trasferito dai titolari di piccoli conti correnti, in se stesso,

possa danneggiare i giganti bancari. Ma la mia risposta a coloro che

sollevano questo punto è la stessa che offro alle persone che credono

che spostare i propri soldi in una cooperativa di credito sia meramente

una decisione di stile di vita senza un reale impatto politico. L’energia

di una cosa come il Bank Transfer Day non farà altro che alimentare

altre iniziative degli attivisti e amplierà il numero dei sostenitori

della regolamentazione del settore finanziario. Questa fine settimana,

gli attivisti hanno fatto trasferire a migliaia di gente i loro soldi.

La prossima settimana potrebbero trovare un altro modo per attaccare

le grandi banche.

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Fonte: Bank Transfer: Successful

08.11.2011

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di MICAELA MARRI

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Pubblicato da supervice

  • iltedioso

    Ho letto solo le prime righe dell’articolo ma posso dire che e’ una gran stupidata chi dice che se i clienti migrano verso altre banche fanno loro un favore.
    Facciamo cosi anche noi…spostiamo i nostri soldi da Intesa o Unicredit alle BCC che lavorano nel territorio e non sono troppo sotto influenza della finanza

  • Tao

    Piccoli risparmiatori statunitensi hanno ritirato i soldi dai colossi bancari per spostarli su istituti locali e no-profit. L’iniziativa partita da Facebook ha già mosso un flusso di 4,5 miliardi di dollari.

    Nel calendario di Occupy Wall Street (che ha appoggiato ma non ideato l’iniziativa), sabato scorso era Bank Transfer Day, cioè il giorno in cui si incoraggiavano le persone a trasferire i loro risparmi da grosse banche commerciali come Bank of America, Citibank o Chase, a banche locali no-profit, come le Credit-Union, che offrono ai propri clienti servizi individualizzati, interessi più bassi sui prestiti, meno tasse e l’opportunità che i profitti derivati dal loro denaro vengano reinvestiti nella comunità cui appartengono.

    A lanciare la campagna, dopo che Bank of America e Wells Fargo avevano annunciato l’introduzione di una tassa di cinque dollari al mese per l’uso del bancomat, è stata una ventisettenne gallerista di Los Angeles, Kristen Christian, che aveva postato l’evento sulla sua pagina Facebook invitando cinquecento amici a seguire il suo suggerimento entro il 5 novembre. Venerdì scorso, sulla pagina Facebook, i sostenitori dell’iniziativa erano 79.000.

    Dall’esordio online di Bank Transfer Day, in un coro di proteste generali e con il rapido espandersi del movimento nato da Occupy Wall Street, la tassa dei 5 dollari è rientrata. Ma i risparmi di parecchi americani hanno iniziato a defluire lo stesso dalle grosse banche. L’Associazione Nazionale delle Credit-Union ha infatti riportato – nella sola giornata di sabato – l’arrivo di 40.000 nuovi «membri» (non usano la parola cliente) e depositi per un totale di 80 milioni di dollari. Secondo dati del Baltimore Sun, sono stati 650mila i nuovi membri nel mese di ottobre, con capitali pari a un valore di 4.5 miliardi di dollari. La Bethpage Federal Bank di Long Island, la maggiore Credit-Union dello stato di New York, ha registrato l’85% di nuovi conti in più rispetto all’anno scorso, nelle cinque settimane che anno preceduto il Bank Transfer Day e 1.471 nuovi conti correnti nell’arco di una promozione speciale fatta in previsione di quel giorno. Sempre alla stessa banca, sono stati 699 i membri arrivati freschi sabato scorso, il 40% in più di un sabato qualsiasi, seguiti da altri 799 il lunedì successivo. E la Lower East Side People’s Federal Credit-Union, una piccola banca nella downtown di New York, non lontano da Zuccotti Park, sta registrando circa 55 nuovi conti a settimana, contro i soliti 10. Abbastanza – diceva il manager a un amico – per mandare temporaneamente in tilt la filiale per mancanza di sufficienti moduli, libretti degli assegni e affini.

    Considerando che la più grossa delle banche americane, la Chase, ha 26 milioni e mezzo di clienti, le cifre dell’esodo verso le Credit-Union non sono certo tali da far tremare i giganti che, prevedibilmente, non stanno rilasciando dati su quanti conti siano stati recentemente chiusi presso le loro filiali. Rispetto alle Credit-Union i colossi finanziari offrono maggior accesso ai bancomat (in genere parte di un network internazionale) e servizi che spesso le banche piccole non sono in grado di fornire, come il pagamento automatico delle bollette. E queste sono cose che complicano la possibilità di un trasferimento in massa. Ma chi pensa che solo per aver eliminato la nuova tassa dei 5 dollari le grosse banche possano mettersi il cuore in pace sbaglia. «È troppo poco e troppo tardi», ha detto al Washington Post Kristen Christian, che ha già aperto due nuovi conti presso delle Credit-Union. Anche coloro che per ora lasciano i propri risparmi dove sono, stanno facendo molta, molta, più attenzione.

    GIULIA D’AGNOLO VALLAN
    Fonte: http://www.ilmanifesto.it
    11.11.2011

  • backtime

    Lo sbaglio della manifestazione è uno solo, e sta nello scambio delle banche, quando la direttiva dovrebbe essere solo una, ossia la più ovvia.

    Il privato ha dato ampia dimostrazione di non saper gestire il bene comune, che le banche siano solo ed unicamente dello stato Nazionalizzandole, e vista la fraudolenta operatività dei cosiddetti banchieri, che questi siano spogliati di ogni bene e carcerati per rapina allo Stato, come un qualsiasi contribuente che evade il fisco con l’aggravante di perpretazione.

  • Truman

    A volte l’unico modo per bloccare un incendio di grandi dimensioni è appiccare un incendio nella parte ancora non bruciata, in modo da far trovare solo terra bruciata. I rischi evidentemente sono diversi: ci si può trovare tra due fuochi e si può anche amplificare ciò che si voleva spegnere.

    Eppure l’idea che nei casi disperati il fuoco si combatte con il fuoco mi fa pensare che c’è senso nel combattere il disastro provocato dalle banche con altre banche. Con tutti i rischi del caso.