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I QUATTRO SCENARI A CUI L'ITALIA IN CRISI VA INCONTRO

DI ANTONIO COSTATO
lindipendenza.com

In molti sperano che il punto di rottura si consumi con una Rivoluzione. Catalizzatore potrebbe essere un evento traumatico come il gesto di qualcuno dei molti decisi a tutto che realizzi che con un suicidio si occupano le pagine dei giornali mentre con un omicidio politico quelle dei libri di storia. Ed è effettivamente possibile che la serie di gesti estremi di cui si legge in questi mesi conosca un crescendo di tale fatta, e magari una teoria di emuli a seguire.Tuttavia non sono convinto in Italia si arriverà mai ad una Rivoluzione. Per due motivi.

Il primo è che non esiste una tradizione in questo senso. Mai nei secoli in Italia è stata fatta una Rivoluzione. Gli ultimi moti di cui si ricordi che hanno investito l’establishment capitolino al punto da metterne in pregiudicato la continuità risalgono all’epoca di Menenio Agrippa, 2500 anni fa.

Roma quella volta se la cavò per un pelo e il popolo fu calmato negli umori non solo dalle chiacchiere del console e dal suo famoso apologo ma dall’adozione di una politica sociale che salvaguarderà la capitale nei secoli, quella del panem et circenses. Anche nei momenti più bui, come peraltro sono i nostri giorni, i palazzi romani sono protetti da una fascia di pasciuti notabili e di popolino al quale non viene fatto mancare di che vivere e divertirsi. E così perfino la Roma del 2012 quella degli Alemanno e dei Patroni Griffi, per capirci, non conosce cassintegrati e i drammi legati alla mancanza di lavoro e alle nuove povertà che vediamo altrove. Leggi di spesa estemporanee, adozione di provvedimenti speciali, deroghe, accettazione di situazioni tra le meno giustificabili in ossequio del quieto vivere, sono la regola.

Difficile quindi immaginare una Presa del Quirinale o cose simili come già accadde invece per la Bastiglia o il Palazzo d’Inverno. Chi ha provato a marciare su Roma con il proposito di cambiarla ha sempre fallito. Una sorta di muraglia di impiegati pubblici e beneficiari in grande e piccolo dello status quo protegge i centri di potere. E chi ha creduto di essere arrivato a conquistare Roma per il solo motivo di averne varcato le mura e occupato fisicamente i palazzi si è ritrovato poco dopo conquistato e mutato a sua volta o paralizzato nella sua azione dalla gelatina della capitale che anche sui più convinti ha lo stesso effetto prodotto dall’ambra su quegli insetti di ere geologiche primordiali che troviamo nei musei di scienze naturali immobili all’interno di una goccia colatagli senza accorgersene addosso. Il secondo motivo che mi convince dell’improbabilità di uno scenario di questo tipo è l’impossibilità di raccogliere attorno al progetto una élite, che sempre ci deve essere per dare corso ad una Rivoluzione intesa in senso classico.

Il controllo a cui siamo tutti sottoposti attraverso strumenti di identificazione continua degli spostamenti, degli acquisti, delle frequentazioni (sino agli accessi alle informazioni) impedisce che si creino gruppi sovversivi così come accadde negli anni ’70 del secolo scorso o andando indietro nel tempo negli anni ’20 e ’30 o prima ancora all’epoca del cosiddetto Risorgimento. Il fatto che una Rivoluzione di stampo classico sia improbabile non sta però a significare che in Italia non ci saranno dei cambiamenti. L’esperienza del déjà vu fa immaginare numerose ipotesi di evoluzione della situazione. Assunto che il patto che tiene unito territori e classi sociali è da riscrivere e che la nuova stesura non potrà che avvenire attraverso un percorso naturale, e non necessariamente semplice e senza traumi (e non certo per la mano di qualche altro Uomo della Provvidenza partorito dal sistema stesso), gli scenari ai quali andremo incontro sono molteplici. Ed il materializzarsi di uno non esclude l’altro.

Un primo è quello di tipo Giapponese. Il blocco sociale dominante non molla, le giovani generazioni non si sostituiscono alla gerontocrazia per mancanza di coraggio o per la mancanza oggettiva di numeri causata dal calo demografico. Il paese si consuma senza traumi ma lentamente, come una candela. Con l’agonia allungata da nuove scuse per rimandare sine die le riforme e aumentare la spesa pubblica come gli eurobond, i project bond, la golden role, ecc.. Si fanno autostrade che nessuno percorre, un piano di edilizia scolastica per un paese con l’età media di 43 anni e così via. Fino alla fine.

Il secondo scenario è quello di tipo Greco. Il debito pubblico diventa ingovernabile per l’incapacità di applicare il rigore in quella parte del paese che è da sempre fuori controllo e magari perché saltano fuori buchi fino a ieri nascosti, negli enti locali, nelle partecipate pubbliche, nelle banche, nella previdenza, nei “conti d’ordine” dello Stato (ricordiamo che il mercato stima il Tesoro abbia sottoscritto derivati sulle proprie emissioni per 300 miliardi di euro e che gli stessi abbiano oggi un market to market negativo di oltre 30). Tra quanto ho appena citato e i famosi 100 miliardi di debiti tra Pubblica Amministrazione e Fisco e il calo del numeratore effetto della recessione salta fuori che il nostro debito consolidato non è del 120% ma del 130% o 140% rispetto al PIL e la comunità finanziaria ci induce alla ristrutturazione non prima di averci imposto una cura sul modello di Atene. Va precisato che la comunità finanziaria si sta preparando ad un evento del genere e da mesi sta scaricando sulle nostre banche il peso del debito pubblico italico del quale oramai detiene solo poco più del 30%.

Un terzo scenario è quello di tipo Argentino. La morsa di debito e manovre per contenere e rimborsare lo stesso diventa insostenibile e si decide di non onorare gli impegni e di uscire dall’euro. Si torna alla lira (con la corallizzazione dei conti correnti e un rapporto Lira /Euro che il primo giorno magari arriverà a 4000:1 o 2:1 se, per ragioni di praticità, si adotterà un nominale uguale alla moneta unica) felici di esserci liberati del giogo del rigore pur nella consapevolezza di venire espulsi dalla comunità finanziaria globale e vederci interdetta la possibilità di emettere debito sino a che il mercato si dimenticherà del nostro default. La qual cosa non è necessariamente un male, specie se si ha già introdotto l’obbligo di pareggio in Costituzione (N.B. anche se resta da capire come si farà ad uscirne senza soia, senza petrolio e con da esportare solo manufatti e idee).

Un quarto scenario comprende la scomposizione del paese. La storia racconta di una penisola che nei millenni è stata un coacervo di popoli retti in forma autonoma o etero governati, ma sempre per ambiti territoriali distinti (pensiamo a quanto successo prima e dopo la caduta di Roma, alla lunga stagione del medioevo, al Rinascimento o al sistema di signorie e regni sino all’Unità). Le diversità culturali che ancora il paese mantiene, la differente scala di valutazione delle priorità e necessità che si coltivano dalle Alpi alla Sicilia, gli orgogli e le rivendicazioni mai sopite e il clima di reciproche accuse che sempre si crea nei momenti in cui non ce n’è abbastanza per tutti, potrebbero aprire uno scenario che non chiamerei Jugoslavo, e neppure Cecoslovacco, ma piuttosto Cavouriano. Cavour, come peraltro Cattaneo, riconosciuta l’opportunità di creare un ambito il più vasto possibile, considerava come confacente alla situazione della penisola una organizzazione statuale di tipo Confederale.

All’epoca si ragionava di tre stati, Nord, Stato Pontificio e Mezzogiorno. Con una (debole) rappresentanza nazionale affidata, per comprensibili ragioni, al Capo dello Stato 183 Come andrà a finire Pontificio. Oggi potremmo immaginare un certo numero di macro regioni con in comune la politica estera, la difesa e poco altro ma con conti separati e forse anche divisa di riferimento. Difficile immaginare infatti un Nord Est che si allontani dall’euro e dall’Europa per condividere le sorti del sud. E altrettanto difficile è immaginare il Mezzogiorno che si adatti al rigore teutonico, inutile per gli obiettivi di benessere che i suoi cittadini inseguono e che tutto sommato hanno da sempre avuto alla portata senza sottostare a modelli comportamentali imposti dal nord e che non solo non hanno funzionato ma hanno distrutto quel tanto di buono che nei secoli si era costruito se è vero (e lo è) che l’uomo si è inurbato e ha prosperato prima e molto più a lungo a Siracusa che nel Magdeburgo.

*Testo tratto da Round Trip, scaricabile qui

Antonio Costato
Fonte: www.lindipendenza.com
Link:http://www.lindipendenza.com/i-quattro-scenari-a-cui-litalia-in-crisi-va-incontro/

13.08.2012

via rischiocalcolato.it

Pubblicato da Davide

  • fabiopon

    Ipotizzerei una serie di passaggi dal primo scenario al secondo e così via, fino a ritornare al punto di partenza. Come i criceti della ruota.

  • Tonguessy

    La rivoluzione avverrà quando le badanti moldave, i muratori rumeni, gli stagionali nordafricani etc.. saranno costretti a tornare nei paesi d’origine perchè gli italiani avranno preso il loro posto. Forse allora…

  • misunderestimated

    Quando parli di italiani metti anche tu nel conto?

    Ma certo, la maggior parte dei lavoratori privati italiani lavora in ufficio con aria condizionata, brunch ai tavolini del corso e auricolare del blackberry ficcato nell’orecchio.

    Proprio come raccontato dai servizi estivi di StudioAperto, con l’inviato che chiede: “Ma come fa a resistere al caldo in giacca e cravatta?”.

    Chissà come si divertono in fabbrica, quei buontemponi degli operai siderurgici e metalmeccanici, per non parlare degli artigiani dipendenti, mentre la badante moldava a 800/900 euro più vitto e alloggio (pensa un po’ che schiavitù…) sopperisce alle carenze di uno stato ladro.

    La vera rivoluzione avverrà quando Monti taglierà un bel po’ di postini, bidelli, marescialli, professori e supplenti vari.

    Poi quando questi dovranno (saranno costretti a) prendere il posto di badanti, muratori e stagionali immigrati, forse allora…

  • misunderestimated

    “Difficile immaginare infatti un Nord Est che si allontani dall’euro e dall’Europa per condividere le sorti del sud. E altrettanto difficile è immaginare il Mezzogiorno che si adatti al rigore teutonico”

    Occorre aggiungere altro?

  • youkai

    Ma come si fa a fare un analisi seria senza tenere conto del perché abbiamo questo tipo di politica… se mai arriverà la rivoluzione siamo fottuti tutti quanti, perché è esattamente quello che sperano loro che accada, così da venire giù con l’esercito, non quello nostro(o forse anche), a imporre il totalitarismo assoluto…

  • RicBo

    Il primo scenario è quello più probabile, perchè è quello che desiderano le attuali elite dominanti europee.

  • Aironeblu

    Le rivoluzioni, a partire da quella francese, sono sempre state decise e guidate da élites che scalzavano altre élites, e non sono mai partite spontaneamente dal “popolo”, che non ha in mano il potere di prendere iniziative collettive.
    Lo scenario futuro sarà deciso da chi vincerà la lotta per il potere, come sempre, e ai cittadini comuni non resta che cercare di informarsi per influenzare questa lotta con i loro comportamenti individuali, prendendo coscienza del fatto che sono loro stessi a conferire il potere a chi li governa.

  • mavin

    Questo crede ancora alla favola di Biancaneve e i sette nani e Garibaldi mazziniano…. cosa vuoi ….

  • peronospora

    Quoto. Il problema è che di galoppini leccaculo ve ne sono a decine di milioni, solo in itaglia

  • albsorio

    Non ci serve nessuna rivoluzione, basterebbe un evoluzione, basta farsi rincoglionire dalla tv e dai giornalisti insulsi che difendono il loro misero status quo, ci sono semplici veritá da scoprire, riguardano la moneta, salute, equitá sociale, le elittes non temono la rivoluzione che equivale ad una guerra fisica tra poveri ma l’evoluzione, togliere loro il controllo della moneta, nazionalizzare le risorse e i servizi vuol dire riprenderci ciò che ci appartiene come esseri umani e togliere a loro 1% linfa vitale. La luce della veritá e il bastone della giustizia deve guidarci alla evoluzione.

  • radisol

    Solito articolo, tipico di CmC, di chi parla di rivoluzione ma assolutamente non vuole che ci sia …. Ho già detto che questa non avviene in Italia perchè non esiste una organizzazione rivoluzionaria e non per paura dell’apparato repressivo che oltretutto non credo proprio sia così preparato ed onnipotente come si vuole far credere …. e non è nemmeno vero che in Italia non c’è mai stata una rivoluzione …. c’è stata nei settanta del secolo scorso …. siamo l’unico paese al mondo dove il 1968 è durato dieci anni ! Semplicemente, pur ottenendo una serie di oggettivi risultati intermedi, poi quella rivoluzione ha perso …. ma c’è stata e come ed ha scosso questo paese dalla fondamenta ….

  • oriundo2006

    Posso proporre un quinto scenario ? E’ sul modello ‘Concordia’ ( discorde, ovviamente). Il Capitano siede al comando ma la sua unica preoccupazione è quella di fare l’ inchino’ ( ai poteri forti ): per il resto lascia fare alla plancia di comando, un guazzabuglio di persone mal assortite e che difettano di efficace autorità ma non di presunzione sul da farsi. Lo scafo struscia sugli scogli che ‘non ci dovevano essere ‘, sopratutto lì, secondo le carte nautiche ( che presumibilmente risalivano all’epoca di Adamo Smith…). La falla si ingigantisce e la nave si inclina paurosamente per la stretta virata: parecchi si preoccupano ma altri, preda della fallacia ottimista dovuta alle laute libagioni ( passate ), rimangono cheti in attesa di ordini sul da farsi: che non arrivano. Panico tardivo e ressa all’ultimo uomo secondo il modello collaudato ‘8 settembre’: l’unica esperienza comune agli italiani da nord a sud, e dunque replicabile a volontà secondo modelli da laboratorio sociale. Fine: il capitano scappa colla biondazza ( estera: forse a Sankt Moritz…) e gli altri vanno a bagno. Naturalmente dopo il disastro la magistratura interviene: quale ‘deus ex machina’, con tutta la superna autorità che deriva dalle sue teologiche prerogative, rinforzate da ermellini e svolazzar di toghe a mo’ di angeliche piume a far rigore su questa terra. Messa cantata e amen finale: tutti uniti intorno alla sacra rappresentazione con capro espiatorio ( a scelta: il comandante, la plancia, le carte…e perchè no: i passaggeri, questi viziosi che erano vissuti sopra i loro mezzi e adesso sono finalmente puniti: perchè naturalmente questo non si ripeta mai piu’ …ecc. ecc. ).
    Cosa ne dite ?

  • Tonguessy

    La vera rivoluzione avverrà quando Monti taglierà un bel po’ di postini, bidelli, marescialli, professori e supplenti vari.
    Non ti smentisci mai. Certamente se licenziassero tutti i professori e tutti i postini e non ci fosse più ne istruzione nè servizi sociali tu saresti molto contento. Spero solo che Monti ti tagli a metà, così potrai decidere con quale metà passare il resto della tua vita.

  • Frikkio

    … intanto sono solo a fare scanzare noi. Oggi se non sei stracomunitario non lavori!

  • IVANOE

    Io sempre pensato più alla guerra civile che ad una rivoluzione per un semplice motivo che basta guardarsi attorno ed ormai siamo divisi tra Nord e sud, tra balordi e sani tra vicini di casa e condomini tra tifosi e cellerini, tra polizia ed immigrati, tra i privilegiati della casta e cittadini normali, tra chi campa da decine di anni di rendita e l’operaio precario che rischia la pelle tutti i giorni tra evasori e cittadini onesti tra i qualunquisti di merda e i ragazzi imegnati, tra papalini ( che ancora difendono la chiesa…dopo che c’è stato il caso della orlandi ) e chi stà in galera per giuste o meno giuste ragioni…tra i divi dello spettacolo e quelli che si alzano alle 4 di mattina per andare a pulirgli il culo…tra chi oggi in piena crisi spende 1000 euro al giorno e chi non riesce nemmeno a pranzare, tra le regioni mafiose e quelle che non vogliono diventarlo, tra raccomandati e gente che viene presa per il culo tutti i giorni ecco questi sono tutti gli elementi per una guerra civile tra di noi..una bomba di odio senza precedenti…dove al sicuro non ci sarà più nessuno….
    Come comincerà, veramente è già cominciata con l’accuursi della delinquenza che sta mietendo vittime tra i proprietari di ville e quest’ultimi che cominciano ad armarsi fino ai denti per difendersi e gli stessi poi ormai paranoici le armi se le portano in auto pronti a schizzare a qualsiasi suono di clacson che li disturba…e si innescherà una escalation di faide che darà fuoco alla polvere…negozianti che subiscono rapine e che per colpa della crisi ( la gente deve mangiare ) gli faranno i famosi espropri proletari e con i sequestri e poi cominceranno anche con la casta e quest’ultima schiereà i suoi protettori della forza pubblica e li cominceranno le danze, con le carceri che stanno scoppiando che si ammutineranno , i centri di accoglienza dei clandestini idem e la rivolta dilagherà, buttando sulla strada migliaia e migliaia di disperati che una volta allo sbando attaccheranno tutto, donne degli altir, ville ,negozi, distributori case normali auto sulle strade in sostanza il banditismo…a nulla servirà l’intervento dei loro amici americani perchè se ne staranno belli chiusi nelle loro basi… poi una volta che la situazione sarà irrecuperabile e verrà toccato il cittadino comune la guerra civile esploderà in tutta la sua rabbia (ricordiamoci che in italia ci sono due milioni di doppiette…) i cittadini comuni si organizzeranno e sicuramente qui ci sarà la pulizia etnica tra l’italiano onesto e l’italiano disonesto, perchè l’onesto combatte sempre il disonesto al massimo si infiltra per vendersi ad un nemico che non c’è più…
    Chi vincerà ? Chi sarà più determinato e chi avrà una visione maggiore del domani (questa è sempre una caratteristica dell’onesto,il disonesto è senza fantasia non sà vedere oltre la sua furbizia ).
    Come finirà ? Con una pace separata..
    Ci saranno in italia due stati :quello del nord e quello del sud dei mafiosi dove si infilerà quello che rimane della casta e dei suoi sgherri…
    Quando avverrà :tra non molto… e purtroppo se cisarà questa guerra civile ritengo che molte differenze, molte frustrazioni dei più deboli che hanno subito dai più prepotenti saranno lavate…almeno si spera…

  • AlbaKan

    …Io nemmeno la “metà” riuscirei a sopportare! 😉 😉 😉

  • terzaposizione

    Verso un Nuovo Ordine Sociale
    ” …per poter passare ad una Nuova Era Sociale improntata su La Non
    Crescita,stanno abbattendo il Capitalismo che ormai ha esaurito la sua funzione di mettere al Potere non più Re Statisti Tiranni ma Banche/banchieri.Quindi $ e € devono sparire per poter avviare la nuova moneta Carbon Tax, devono perchè non saranno più funzionali ad un economia di decrescita ( e spopolamento).Qualsiasi attività, spostamento sarà reso possibile da una valuta legata alla Sostenibilità e si arriverà ad legare Derrate Alimentari all’Energia ( Kissinger l’aveva profetizzato ).
    Oltre allo shock Economico probabile una guerra nucleare se Russia e Cina non adotteranno la Nuova Economia di Decrescita, essendo il potere dell’Elite
    legato alle riserve energetiche ed alle Pip-Line al fine d’imporre la nuova valuta, o meglio la Nuova Era Economica.
    Cosi democrazia-sovranità-imprenditoria saranno i mostri mitologici del post-2012…”
    Ma di quali soluzioni stanno parlando per salvare l’Italia,l’Euro,l’Europa, se è tutto previsto per apparecciarci il mondo post-2012?

    Redazione perchè l’avete pubblicato su CDC??

  • Hamelin

    Quoto …
    Da noi una guerra civile è inevitabile ,c’è un sacco d’odio in giro per le differenze sociali di una società ormai corrotta e profondamente malata .
    Un unico appunto…sarà impossibile riconoscere gli onesti dai disonesti (come in tutte le guerre civili), in casi estremi anche il piu’ giusto ed onesto puo’ trasformarsi in un assassino sanguinario…
    Nella guerra perdono sempre i piu’ deboli (che di solito sono onesti)…
    Una speranza sarebbe coltivare relazioni di amicizia con le persone a noi piu’ vicine …anche se questo secolo ci ha portato in un mondo di desolazione solitudine e sconforto ( in quanto ogni cosa ormai viene fatta per puro egoismo e l’Ego serve solo se stesso) .
    Per il resto prepariamoci a fuoco e fiamme…

  • Affus

    la situazione venutasi a creare è molto semplce .
    Lo stato, il potere , il governo , che non sono cose cattive apriori, come ci ha insegnato un certo cattomarxismo ,dovrebbero assicurare la giustizia a tutti i livelli ai cittadini e al popolo .
    Non lo fanno perchè la corruzione dilaga dappertutto e anche nelle aule dei tribunali ,figuriamoci nelle banche e nel commercio :come si risolve sto problema ? E siccome è un problema etico che tocca tutti infondo,a mio parere solo una sacrosanta guerra civile che ci facesse riscoprire certi valori etici , sarabbe la soluzione ideale per uscirene , se poi si aggiungesse una guerra nucleare piovuta dal cielo, sarebbe come la manna per gli ebrei !.

  • andyconti

    Vabe’, per quello che offrono in termini di qualita’ gli attuali postini e professori non ci perderemmo molto….

  • andyconti

    E da quando il popolo italiano e’ rivoluzionario?

  • RicBo

    Come sempre le cose sono ben più complicate e sfumate di queste roboanti dichiarazioni da osteria. Le elite spesso guidano, meno spesso decidono le vere rivoluzioni. Ci sono anche eccezioni in cui le elite le cavalcano, come la rivoluzione catalana del 1936 (che infatti durò 3 mesi).

  • azz

    NESSUNA ILLUSIONE; DALLA CRISI NON SI ESCE :LA RISPOSTA BORGHESE PREPARAZIONE DELLA GUERRA . LA RISPOSTA OPERAIA PREPARARSI ALLA RIVOLUZIONE…..ALTRE STRADE NON CE NE SONO…TUTTO IL RESTO PORTA SOLO CONFUSIONE .

  • Affus

    basterebbe poco se il clima diventa incandescente e ci sarebbe qualche idea accomunante . Basterebbe , chessò-io, un marxista o cattocoglione che andasse al potere e scrievesse una legge antipatica alla metà degli italiani. Una leggiuzza tipo : “non bisogna detenere in banca piu di 10 mila euro, chi ne ha di piu è nemico del popolo ….. ”
    Ecco che potrebbe provocare una scintilla e si combatterebbe quartiere per quartiere ,chi a favore e chi contro.Una cazzata in fondo.
    Mentre se andasse al potere un tipo come me , un estremista , si partrebbe dall etica e poi si andrebbe alla lira e al marco ,allo scellino e alla pasta asciutta ….. Si partirebbe dalla famiglia , il matrimonio come era in antico, alle origini . Si, sono stete trovati documenti che attestano le origini del cristianesimo esere tutto una palla ,mentre sono state trovate pietre e ossa di miliardi e miliardi di anni fa ,che attestano che all origine non era bigamo il matrimoni. Ecco a ste pietre dobbiamo dobbiamo credere !!!

  • Tonguessy

    Putroppo il populismo imperante ti fa confondere le poste italiane con i postini, e il mondo accademico con i professori (quest’ultima confusione te la perdono…)

  • Tonguessy

    Dai per scontato l’esito dello scontro. La tua non è un’ipotesi bislacca (tutt’altro) ma non bisogna sottovalutare il livello di incazzatura. Preferisco non fare previsioni, tutto qui.

  • andyconti

    sono un populista che ha fatto anche il postino a suo tempo, so di cosa parlo.

  • Santos-Dumont

    La rivoluzione spagnola (è di quella che parli, giusto?) è durata quasi tre anni. Se ci sono tre rivoluzioni che veramente possiamo definire di popolo, sono la Comune di Parigi, la Makhnovista e la Spagnola, putroppo le ultime due finite male col determinante contributo dei bolscevichi.

  • peronospora

    I valori etici ci hanno portato dove siamo. Una guerra civile di chi contro chi ? Se mi guardo in giro vedo solo nemici e gli altri di sicuro pensano lo stesso di me. Dovrei mettermi contro tutti ? La vita è una battaglia persa in partenza, meglio vegetare e aspettare il tipo con la falce, tanto prima o poi passa a prenderci tutti, credenti e non

  • peronospora

    Il popolino di testa propria non sa decidere un cazzo. Chi è in grado di decidere non si fa fregare

  • IVANOE

    Hamelin,
    Forse hai ragione, ma io spero ardentemente che gli onesti che dovrebbero essere piu’ seri e piu’ sensibili riescano ad avere una marcia in piu’ rispetto agli altri… Perché credo che i disonesti se non hanno i loro gorilla o sgherri a difenderli sono disabituati a lottare perche’ hanno delegato i loro sgherri a farlo….
    Comunque ogni guerra a i suoi morti giusti o meno e’ inevitabile, pero’ penso che la guerra civile sia inevitabile perché si scontreranno due mondi quello dei privilegi ad ogni costo e quello della precarietà e dell’ insicurezza sociale proprio come la situazione italiana e lo l’ impatto ormai e’ inevitabile manca poco, manca solo l’ innesco…
    Comunque buon ferragosto a te ed alla tua famiglia
    IVANOE

  • gm

    Neppure gli americani erano rivoluzionari prima di fare la rivoluzione;
    lo stesso vale per i francesi, per i russi, i cinesi e via dicendo.
    Nessun popolo, quindi, ha il “cromosoma” della rivoluzione finché non la fa davvero.
    Con questo non voglio dire che gli italiani faranno la rivoluzione (sebbene almeno le condizioni oggettive (grave crisi) e in parte quelle soggettive (incazzatura abbastanza generalizzata) ci siano).
    Ma non condivido un certo atteggiamento disfattista e fustigatorio nei confronti degli italiani che, non di rado, spesso si esprime nella famigerata frase:”Spagna o franza, purché se magna” per sintetizzane in modo sprezzante l’inettitudine genetica alla rivoluzione da parte degli italiani.
    Probabilmente in italia nessuno farà la rivoluzione ma questo, credo, sia da attribuire alla mancanza dell’elemento soggettivo fondamentale (la presenza di una organizzazione rivoluzionaria) e alla presenza di forze sindacali e partitiche tra le più vigliacche e vendute che esistano sulla faccia della terra, più che a carenze caratteriali dell’italiano in quanto tale il quale, almeno in alcune occasioni (guerra d’indipendenza, lotta contro il nazi fascismo, lotta contro gli agrari reazionari, lotta contro la stessa borghesia), ha dimostrato di non essere affatto incapace di imbracciare forconi o mitra anche contro il nemico interno.
    Putroppo temo che tra i vari scenari ipotizzati dall’autore dell’articolo, il più probabile sia quello di un lento e inesorabile degrado della situazione sia economica che politica e di uno sfilacciamento della situazione sociale che non produrrà niente di buono nè sul piano della rivoluzione nè su quello di una qualche “evoluzione” (come qualcuno preferisce auspicare) della situazione complessiva. La tendenza è quella di un’italia ridotta a serva di centri di potere sovranazionali manipolati e guidati dal nemico principale dei popoli di tutto il mondo (gli Usa) ai quali le forza politiche nostrane si sono totalmente prostituiti (a sinistra come a destra). Comunque alla storia spesso piace sorprendere e, anche se è improbabile, non è da escludere che si mettano in moto meccanismi che vanno in direzione opposta a quella che vogliono imporci.

  • misunderestimated

    Ho iniziato con una domanda, alla quale non hai risposto.

    Con tutte le madri disoccupate che ci sono le moldave se ne torneranno a casa, così pure i muratori slavi visto che l’edilizia boccheggia, per non parlare dei raccolti, tanto vale lasciarli marcire sui campi.

    Non ho detto di essere contento, ho solo precisato cosa in effetti potrebbe fare scaturire una rivoluzione, o almeno una sommossa popolare come quella avvenuta in Spagna il mese scorso.

    Della serie: guai a toccare i dipendenti pubblici, altrimenti…

    Ma continui a non capire. E ad augurarmi il male.

    Rimani pure nella tua posizione assieme agli altri neoconfobici finto anti-sionisti dell’ultima ora, a sperare il peggio per i lavoratori del privato, ci pensa Monti a ripagarti con la stessa moneta, come in Grecia.

    Ci pensa Monti. Non io. Io me ne vado da questa itaglia terzomondista, vado a pagare le mie tasse altrove, possibilmente in uno stato dove il ministero dell’istruzione non è il primo datore di lavoro.

  • misunderestimated

    Come poteva mancare AlbaKan, dopo la rampogna di Tonguessy?

    🙂 🙂 🙂 🙂

    Salutatemi i banksters e i golem neoconservatori, quando li avvisterete…

  • Hamelin

    Grazie , ricambio l’augurio , Buon ferragosto anche a te ed alla tua famiglia!

  • ProjectCivilization

    Cittadini onesti sono gli evasori…non certo chi alimenta i politici .

  • Affus

    I valori etici ci hanno portato dove siamo ?
    Quali valori etici hanno perseguito in 60 anni di cattocomunismo nella cosa pubblica ? Aumentarsi lo stipendio e pensioni ;darsi privilegi in nome del popolo ? Se lo stato ruba perchè non deve rubare pure il popolo ? Consegnare il popolo ai banchieri e a gli usurai è valore etico ? Quali valori etici sta perseguendo Monti e la sua banada ? Lo sai che i Tribunali dell Inquisizione almeno gli usurai li arrestavano ? Ecco perchè ti hanno fatto credere i tuoi compagnucci che erano cattivi e condannavano le streghe . A proposito, ma sai almeno di cosa stai parlando quanto nomini i valori etici ? No prerche se pure tu pesegui la frocializzazione dell italia , non perdiamo tempo a discutere qui .

  • Affus

    il problema del capitano del concordia era quello di scaricare droga il piu vicino possibile alla costa .

  • peronospora

    quanto ai valori etici professati dai mangiaostie e cacaodio ne so molto caro visto che nella mia famiglia ci sono più preti. secondo te il popolo non ruba? se si vuol campare si deve rubare

  • peronospora

    Non vorrai farmi credere che i valori sono comparsi di punto in bianco stampati su delle pietre. E, più che logico che si tratta di convinzioni in costante mutamento. Come l’allargamento del matrimonio ai busoni, in futuro verrà legalizzato anche quello interspecie. Doptutto non è una cosa fuori di testa dire che non si deve desiderare la donna d’altri ad esempio , quando la donna non è di altri ma di se stessa innanzi tutto ?
    Tutto si evolve valori compresi, a meno che tu non creda alla favola di un dio scolpitore di pietre

  • andyconti

    Lotta contro il nazifascismo? Quando, nel 1943 con gli americani gia’ sbarcati in Sicilia e dopo aver appoggiato Hitler fino alla fine?

  • radisol

    Eccone un altro che cambia discorso …..

  • ramon1979l20

    appunto è il classico commento del leghista ignorante. sciopero generale il 20 settembre.

  • ramon1979l20

    Immaginiamoli noi con la nostra volontà e voglia di rivoltare questo stato di cose. non aspettiamo l’elite della rivoluzione facciamola noi iniziamo dal 10 settembre spargiamo la voce di uno sciopero generale senza che lo dicano i sindacati corrotti o altri. iniziamo con il provare a diffondere una voce di rivolta dal 10 settembre

  • misunderestimated

    Mamma mia, che terrore, uno sciopero il 20 settembre, come faremo in Italia a sopravvivere a un cazzeggio generale di ben 24 ore? Per il 21 cosa c’è in programma?

  • Affus

    i valori etici per essere universali debbono necessariamente non appartenere agli uomini che al massimo sanno esprimere opinioni, ma debbono essere scritti sulla pietra . La pietrra è quella cosa che rimane sempre e non arruginisce mai , nè viene rubata come l’ oro . La pietra poi non deve essere scritta da mano di uomo , perchè l uomo deve solo aderire e applicare . questi valori ,poi , debbono venire dall’alto e non da lbasso . Il basso deve solo confermare cio che vede il lui stesso.

  • gm

    e con questo che vorresti dire? che gli italiani si sono mossi solo perché gli amerciani erano già in italia? e – ripeto – con questo? Vorrei proprio vedere quanti di quelli che si sprecano sempre a fare gli eroi a chiacchere avrebbero avuto in quel tempo il coraggio (perché comunque, anche se con gli americani già in italia, di coraggio si trattò) di prendere le armi contro la bestia nazifascista.