DI JEREMY BAKER
Community Currency
Robin Hordon, ex controllore del traffico aereo, parla dell'11-9, del NORAD e di cosa sarebbe dovuto accadere
Dopo tre ore dagli attacchi al World Trade Center ed al Pentagono, Robin Hordon sapeva che era stata un'operazione interna. Era stato un Controllore del Traffico Aereo (d'ora in poi ATC) per undici anni prima che Reagan licenziasse lui e centinaia di suoi colleghi dopo che scioperarono negli anni '80. Avendo gestito emergenze aeree e due veri dirottamenti nel corso della sua carriera, è ben qualificato per commentare come il NORAD avrebbe dovuto rispondere ai dirottamenti praticamente simultanei di quattro aerei passeggeri la mattina dell'11 Settembre 2001.
Ho parlato al Signor Hordon un pomeriggio in un locale di Bremerton, Washington.
E' lampante che Hordon sia passionale sulla questione. Molte persone lo sono. Sono stati fatti dei sondaggi sulle inquietanti domande rimaste senza una risposta nella mente degli americani. Il 49% dei Newyorkesi credono che il Governo abbia avuto un ruolo negli attacchi dell'11-9. Dopo un'intervista a Charlie Sheen, un sondaggio della CNN rivelava che l'82% dei votanti credeva ad un “insabbiamento dell'11-9.” Jay Leno ha chiesto a Bill Maher al The Tonight Show a proposito del fatto che il 37% degli Americani (secondo sondaggi Scribbs-Howard”) credono che il governo fosse coinvolto in qualche maniera negli attacchi (Maher non è certamente tra questi.)
Per quanto riguarda “le emozioni, il dovere, il compito” di un ATC, Hordon la mette così:
Come ex membro della FAA (l'Aviazione Civile) e della PATCO (Organizzazione dei Controllori Professionisti del Traffico Aereo), gli anni di Hordon come ATC sono particolarmente rilevanti per i ricercatori dell'11-9.
Ha anche ricevuto una lettera di congratulazioni per come ha gestito un vero dirottamento. Quando diventò chiaro che non ci fu alcun cedimento del sistema la mattina dell'11 Settembre, Hordon divenne certo che qualcosa sia andato terribilmente storto ai più alti gradi del potere. Come pilota (terzo livello) e ATC conosce bene le procedure di emergenza aerea. E' anche risoluto nell'affermare che se queste procedure fossero state seguite l'11-9 nessuno degli aerei dirottati avrebbe raggiunto il proprio bersaglio.
Secondo Hordon, le emergenze aeree che richiedono il decollo “dei caccia sono dalle 50 alle 150 volte l'anno.”

[L'ex Air Traffic Controller (ATC, cioè controllore di volo) Robin Hordon]
La larga maggioranza degli incidenti aerei sono semplici problemi comunicativi o di rotta, contrattempi comuni che vengono risolti facilmente. Nondimeno, quando spunta un problema, viene trattato come un'emergenza e vengono fatti decollare gli aerei intercettori.
I piloti utilizzano parimenti delle checklist quando devono fronteggiare dei problemi coi loro aerei:
Hordon non è convinto [delle affermazioni] di coloro che adducono scuse alla mancanza di risposta militare l'11-9. Le difese aeree Statunitensi sono in massima allerta per difendere la nazione da un attacco dall'inizio degli anni sessanta.
L'idea che la mattina dell'11-9 ci sia stata una inspiegabile ondata di incompetenza da parte dei suoi ex “compagni d'armi” della FAA lo offende profondamente.
Gli incommensurabili ritardi visti nell'azione militare l'11-9 sono inconcepibili per coloro che hanno approfondito accuratamente l'argomento – e per un uomo che ha lavorato per anni per mantenere sicuri i viaggi in aereo sopra gli Stati Uniti.
Le affermazioni delle autorità che, una volta che sono stati spenti i transponder di un aereo dirottato, l'aereo diventa virtualmente invisibile è sicuramente un altro punto dolente per Hordon.
Dato che è lecito aspettarsi che ogni attacco aereo genuino non si annunci come tale, il radar del NORAD deve essere in grado di rilevare qualunque cosa. Ma non c'è niente di meno invisibile di un enorme aereo passeggeri Boeing, sia che il suo transponder stia funzionando correttamente o meno.
Dopo undici anni ricchi di eventi come ATC, Hordon ha ovviamente reagito con orrore quando ha sentito per la prima volta che nel Giugno del 2001, solo due mesi prima dell'11 Settembre, furono bruscamente alterati i protocolli d'emergenza, testati e collaudati per cinquant'anni.
Egli ipotizza che:
L'assenza dell'esercito Statunitense la mattina dell'11 Settembre, è comprensibilmente diventato il singolo punto più convincente che i ricercatori, gli scrittori e gli attivisti per l'11-9 usano per supportare le loro tesi della complicità di parte del governo Statunitense (e del suo apparato militare e di intelligence) negli attacchi. Quando anche quelli che condannano “la teoria della cospirazione” dell'11 Settembre hanno messo in discussione la condotta dell'esercito quella mattina, è lampante che questa anomalia richieda sentita preoccupazione e ricerche accurate. Qualunque sia il caso, non ci sono dubbi che l'esercito più grande e tecnologicamente avanzato della storia sia stato visibilmente colto del tutto impreparato da quattro enormi aerei passeggeri dirottati che furono in volo per quasi due ore durante la limpida mattina dell'11-9.
I ricercatori dell'11 Settembre hanno passato anni a speculare su cosa accadde precisamente nelle cabine di pilotaggio degli aerei dirottati l'11-9. Le teorie hanno spaziato da aerei duplicati che sono subentrati nelle rotte di volo degli aerei dirottati fino ad aerei comandati a distanza. Naturalmente, le complessità tecniche in gioco nel condurre un enorme jet passeggeri commerciale possono essere comprese a fondo solamente da qualcuno che possieda un approfondito addestramento e esperienza nell'aviazione.
I Flight directors – computer navigatori altamente tecnologici – son usati negli aerei commerciali perché tengono sotto costante osservazione ogni fattore che condiziona il volo di un aeroplano (la velocità e la direzione del vento, la quantità di carburante, le condizioni atmosferiche, etc.) e istantaneamente compiono gli aggiustamenti necessari per provvedere al funzionamento più efficiente ed economico possibile dell'aereo.
Il fatto che la navigazione negli aerei moderni sia fondamentalmente computerizzata rende i controlli hackerabili, o a bordo dell'aereo, o da remoto se sull'aereo sono installati appositi ricevitori.
Hordon aggiunge una postilla importante:
E' stato detto molto dai ricercatori dell'11 Settembre a proposito dell'apparente incompetenza senza limiti dei dirottatori dell'11-9 come piloti – aviatori amatori che potevano si e no guidare aerei leggeri. Questo strano fatto ha portato molti sostenitori della teoria della cospirazione [alternativa, a quella ufficiale, n.d.t.] a speculare che i diciannove presunti dirottatori siano potuti essere giusto un gruppo di vittime o “Owalds”, preparati dai loro controllori a prendersi le colpe per gli attacchi senza che loro ne sapessero nulla o ne fossero in qualche modo coinvolti. Alcuni ricercatori speculano addirittura che questi “terroristi”non fossero mai neanche saliti a bordo degli aerei. Hordon comunque crede che se i dirottatori erano negli aerei e presero realmente il controllo delle cabine di pilotaggio come riportato, la loro capacità di portare davvero l'aereo verso i loro obiettivi sia una netta possibilità.
Hordon crede che sarebbe relativamente facile per i dirottatori redirigere il flight director di un aereo commerciale per raggiungere qualunque locazione con grande accuratezza, a patto che si possieda l'addestramento necessario. Questa sembra essere una delle poche situazioni realistiche contenute nel film Hollywoodiano “Flight 93”, un film che Hordon d'altra parte rigetta come una accurata opera propagandistica ideata per ingannare le masse e spacciare la versione ufficiale. Questo punto è intrigante quando considerate il fatto che un libro recentemente rilasciato dagli editori di Popular Mechanics – Debunking 9/11 Myths – afferma specificatamente che i dirottatori di UA 93 si precipitarono nella cabina di pilotaggio, si impossessarono dei comandi e guidarono l'aereo a vista, un metodo che PM ed il suo esercito di tecnici esperti e specialisti hanno soprannominato “punta e vai.”
Oltre a rappresentare una bizzarra deviazione dall'esperta analisi di Hordon, la teoria del “punta e vai” di PM contraddice anche lo scenario rappresentato in Flight 93. Anche se per molte persone è difficile credere che ci sia un simile disaccordo tra chi supporta la teoria [della cospirazione] ufficiale, questo è veramente uno dei molti esempi dove è emersa questo genere di notevoli contraddizioni.
Alcuni hanno speculato che degli homing beacon possano aver trasmesso i segnali ai voli 11 e 175 da dentro le Torri Gemelle – tutto quello che gli aerei dirottati avrebbero dovuto fare sarebbe stato seguire questi segnali fino alle loro destinazioni. Anche se non aderisce a questa teoria, Hordon ne parla come una possibilità:
Questa combinazione di controlli computerizzati a bordo e di quello che è essenzialmente un segnale di guida automatica dalla destinazione del volo è chiamato “coupling”, una sequenza tecnologica messa a punto da ogni aereo migliaia di volte al giorno negli aeroporti di tutto il mondo.
Spesso criticati dai loro detrattori per l'utilizzo di tecnologia avionica in stile “Buck Rogers”, i ricercatori dell'11-9 sono nondimeno vendicati da Hordon che crede che una simile speculazione potrebbe poi non essere così impensabile dopo tutto. Riferendosi agli elaborati esperimenti fatti dall'esercito decenni fa che coinvolsero il pilotaggio di aerei da remoto, Hordon risponde:
E' ragionevole dire che se questa tecnologia fosse stato il modo più efficiente, affidabile e discreto per garantire il successo di una operazione così elaborata, i cospiratori non avrebbero esitato a farne pieno uso.
La questione se i dirottatori pilotarono gli aerei da soli o se il controllo degli aerei fu preso completamente dalle loro mani da operativi da una locazione remota è sempre stata centrale per i ricercatori dell'11-9. Ma per Robin Hordon, al più è una questione opinabile:
Qualunque sia lo scenario che Hordon possa tenere in considerazione riguardo ai Voli 11, 175 e 93, egli è deciso nell'affermare che i ricercatori dell'11-9 non dovrebbero fermarsi finché non avranno risolto il presunto schianto del Volo 77 contro il Pentagono. Per molti, l'idea che in realtà a colpire il Pentagono sia stato un jet militare od un missile – e non il Volo 77 – sembra un'idea bizzarra e quasi inconcepibile. Ma per molti ricercatori dell'11-9, è un punto centrale e convincente.
Un concetto comune a cui si aggrappano molti difensori della versione ufficiale (inclusi alcuni personaggi noti come Noam Chomsky) è che l'idea di una cospirazione di così vaste proporzioni come l'11 Settembre avrebbe dovuto coinvolgere centinaia, forse migliaia di persone, tutte a conoscenza del piano e disposte a portarsi i loro segreti nella tomba. Tuttavia affermazioni provenienti da approfondite ricerche – che molte operazioni segrete di notevoli dimensioni sono state certamente tenute all'oscuro del pubblico in passato; che la tecnologia più avanzata può ridurre drasticamente il numero delle persone richieste per una qualsiasi operazione; e che la “compartimentalizzazione” sistematica dei compiti può realmente sfruttare il coinvolgimento di molte persone senza la loro consapevolezza – si oppongono in maniera convincente a questa idea. Inoltre, il potere dei superiori di intimidire e convincere al silenzio dopo il fatto i potenziali whistleblowers [informatori o "denuncianti civici", n.d.t.] è formidabile. Ovviamente, il signor Hordon ha un paio di cose da dire sulla questione.
Hordon crede che un aspetto del piano che i cospiratori non potevano controllare era l'integrità morale dei civili della FAA – professionisti scrupolosi che non sarebbero rimasti zitti se avessero notato qualcosa di strano durante gli attacchi. Al numero uno sulla lista di Hordon ci sono i controllori del traffico aereo: “Qual'è il tassello mancante di tutta la storia ? Non sono forse le registrazioni audio degli ATC ? Avevano da pensare ad un modo per tenere le loro bocche cucite, ai civili, e disimpegnarli. Se a loro fosse permesso di testimoniare esattamente secondo i loro codici di procedura, proverebbero che l'esercito fu colpevole.” Quando era nella FAA, Hordon era certificato nella sua struttura come l'operatore che doveva mettere in sicurezza i dati rilevanti dopo un'emergenza aerea; se non del tutto a causa di ragioni di pubblica sicurezza, certamente per ragioni di responsabilità.
Nonostante questo rigido protocollo, si sono verificati degli sconvolgenti resoconti di registrazioni ATC che sono state sequestrate poco dopo gli attacchi e che sono state sottratte all'analisi del pubblico. Hordon crede che queste registrazioni degli ATC siano state distrutte o tagliate.
Anche se la Commissione 11-9, nel disperato tentativo di sviare l'attenzione del pubblico dagli ambienti governativi, ha incolpato la FAA per aver mostrato incompetenza negli attacchi, Hordon crede che la vera confusione si sia originata al Pentagono, una teoria che aderisce bene con il tempestivo e sospetto cambio nei protocolli della difesa aerea menzionato in precedenza.
Se Robin Hordon dovesse scegliere un argomento per impressionare maggiormente i ricercatori e gli attivisti dell'11 Settembre, questo sarebbe che la verità sulla non-performance delle difese aeree Statunitensi l'11-9 poggia su una attenta disamina di cosa accadde in quei pochi minuti immediatamente successivi ai dirottamenti degli aerei.
Qualunque tipo di critica Hordon possa esprimere nei confronti del NORAD e del Pentagono, di certo non si estende agli individui al fronte della difesa civile della nostra nazione.
Una delle più ambiziose proposte di Hordon per il movimento per la Verità sull'11-9 è supportare lo sviluppo di una rete per l'aiuto e la protezione della sua risorsa più importante, quella costituita dagli whistleblowers .
Ad Hordon piacerebbe anche che venisse raccontata la verità ai giovani sulla politica, la storia ed il mondo nelle loro scuole. “Il patrimonio più grande che abbiamo sono i giovani nelle scuole. Se l'esercito sta sfruttando la loro suscettibilità per sedurli e convincerli ad andare ad uccidere gente, il movimento per la pace deve offrire delle alternative. Dobbiamo rendere disponibili, alla fine degli anni dell'educazione obbligatoria, delle alternative concettuali in relazione all'economia mondiale e all'apparato di controllo.” Il piano di Hordon, seppur idealistico, ha anche un risvolto opportunistico:
Molti attivisti dell'11-9 credono che il loro lavoro sulle questioni relative agli attacchi ha potenzialità maggiori per reali trasformazioni sociali di qualsiasi altra singola questione, e Hordon è decisamente d'accordo.
Gli attivisti col senso dell'umorismo sono sempre una ventata d'aria fresca. Dopo il suo servizio come ATC, Hordon ha lavorato per anni al Comedy Club Catch a Rising Star di Cambridge nel Massachusetts. Qualcosa deve essergli rimasto:
Hordon considera l'umorismo una formidabile arma per gli attivisti. Da coordinatore artistico per attori di commedie emergenti ed affermati, ha lavorato talvolta con alcuni dei comici più talentuosi e di successo dei nostri tempi come Jerry Seinfeld e Larry David.
Alcuni dei comici politici che ha allenato sono fissi ad Air America Radio. Sui poteri forti che comandano ha da dire questo:
Ben informato e coi piedi per terra, Robin Hordon non è uno di quei progressisti pieni di speranze illusorie, e gli piace quello che sta notando succedere attorno a lui.
La sua più grande speranza è che il futuro rappresentato da questi giovani ripulirà le strade occupate finora dai loro meno saggi precursori politici.
Copyright 2007 Darkprints
Commenti? [email protected]
Fonte: http://www.communitycurrency.org/
Link: http://www.communitycurrency.org/robin.html
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di GOLDSTEIN
Commenti (0)
Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.
Accedi per commentare Registrati