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I PARTITI ESISTONO SOLO NEI TALK SHOW

DI MASSIMO FINI
ilfattoquotidiano.it

Un giorno di fine settembre di quest’anno ero a colazione da Beppe Grillo nella sua bella casa di Sant’Ilario, sopra Genova, da cui, nelle giornate limpide, si domina tutto il Golfo, da Spezia fino alla costa francese. Beppe mi faceva vedere, sotto, il braccio di mare in cui si allena, nuotando, anda e rianda, per circa un chilometro. Ma la traversata dello Stretto di Messina era ancora di là da venire. Si parlava, oltre che di cose che con la politica non c’entrano niente, delle elezioni amministrative del maggio precedente. “Tu hai salvato il sistema dei partiti e la finzione democratica” gli dicevo. “Perché?”.

“Perchè se il movimento 5 Stelle non si fosse presentato, quelli che l’hanno votato avrebbero disertato le urne e ci sarebbe stata un’astensione vicina al 50% che avrebbe reso evidente che un italiano su due non crede più alla democrazia rappresentativa”. L’argomento vale, a maggior ragione, dopo le elezioni regionali siciliane se a un’astensione enorme (quasi il 53%) mai raggiunta in Italia, si aggiunge il 18% dei voti presi da Grillo e i suoi che sono innanzitutto, anche se non esclusivamente, voti contro la democrazia partitocratica.

La somma dice che due siciliani su tre hanno voltato le spalle alla democrazia rappresentativa, ai partiti e il dato si proietta, legittimamente, sulle prossime elezioni politiche di aprile (l’astensionismo siciliano è sempre stato, più o meno, nella media nazionale).

Se questo avverrà (è anzi molto probabile che l’astensionismo cresca ancora, perché negli ultimi anni è sempre andato aumentando) i partiti cosiddetti tradizionali si troveranno a spartirsi un 30% del parterre elettorale. Potranno avere ancora, formalmente, percentuali roboanti (come il 30,5% del Pd-Udc in Sicilia) ma in realtà inesistenti perché calcolate solo su un terzo degli italiani con diritto di voto. E se a questo già magro bottino sottraessimo i voti degli apparati, dei clientes, di coloro la cui sussistenza dipende direttamente dalla fidelizzazione a una forza politica, i voti obbligati insomma, vedremmo che il voto vero, il voto libero, non esiste praticamente più se non nelle forme del non-voto, cioè dell’astensione.

La verità è che i partiti sono finiti. Esistono ancora, per il momento, nei talk-show e nel girotondo mediatico, che da loro dipende, dove i loro uomini si comportano come se fossero i padroni del vapore, tracciano strategie per il futuro, intessono alleanze, si propongono di cambiar nome, e faccia, di allargare il proprio elettorato quando non esiste più un elettorato, battibeccano sconciamente fra di loro somigliando molto ai polli di Renzo che si beccavano furiosamente l’un l’altro senza rendersi conto che sarebbero finiti, di lì a poco, nella padella dell’Azzeccagarbugli. Vivono nel virtuale. Con le elezioni di aprile questa farsesca rappresentazione di un potere che non hanno più, di una credibilità che hanno perso per strada, una lunga strada, durata 30 anni di abusi, di soprusi, di prepotenze, di malversazioni, di ruberie, di grassazioni volgari da domestiche infedeli, finirà. Realizzando quello che in un preveggente pamphlet di Simone Weil del 1943 era ancora un wishful thinking e che era intitolato “Manifesto per la soppressione dei partiti politici”.

Massimo Fini
Fonte: www.ilfattoquotidiano.it
3.11.2012

Pubblicato da Davide

  • Mondart

    Beh pensavo ad un’ altra particolare curiosità che, vista in un contesto di “messaggi e poteri trasversali”, potrebbe significare qualcosa. Sfido quindi temerariamente il ridicolo, perchè comunque sia c’è in quello che sto per dire un messaggio che va colto.

    Negli ultimi post mi sono occupato dell’ ultima filmografia Kubrickiana, facendo osservare come il “fil rouge” che accomuna ogni sua opera sia appunto incentrato sull’ analisi della figura del “valletto”, dell’ “attuatore” del potere, ossia proprio del politico tradizionalmente inteso, e come vi sia un’ escalation contraria nella capacità di svolgere fino in fondo il suo compito di “amante” ( del fascino èlitario che emana dal potere ) e “traditore” ( della base che dovrebbe rappresentare ).

    In questi giorni stavo rivedendo “Eyes Wide Shut”, con l’ intenzione di scriverne: ebbene, in Eyes abbiamo la completa abdicazione del potenziale attuatore di turno ( il medico Bill ) dalla seduzione del potere, che non verrà colta nonostante gli si proponga ripetutamente sia attraverso le varie “prostitute” e donne che incontra, sia attraverso la stessa moglie Alice, portavoce, valletto ed emanazione del potere stesso.

    “Eyes” potrebbe infatti avere come sottotitolo “la seduzione non colta”, “il tradimento non consumato”, in quanto manca a Bill quella “particolarità” ( non a caso viene riconosciuto come “omosessuale passivo” in due occasioni nel film ) che rende possibile la seduzione del potere agire sugli altri attuatori. Insomma Bill alla fine, anzichè esserne attratto ed invischiato come tutti i precedenti attuatori, ne fuggirà sopraffatto dal disgusto.

    Ora, è bene evidenziare che tale parabola ( peraltro probabilmente autobiografica a sottolineare lo stesso percorso e travaglio interiore del regista ) inizia con un Alex di Arancia Meccanica ( la “pietra grezza”, perfetta, ma da lavorare per adattare al ruolo ); continua con l’ astronauta di 2001 ( il “superuomo” che crede pienamente nel suo ruolo ) … per approdare a figure che faticano sempre più ad entrare nel loro ruolo di attuatori: dal soldato di Full Metal Jakets a Jack di Shining, che riuscirà solo parzialmente, fino a Bill di Eyes che appunto si defila da questo “strano-amore”, dalla seduzione del potere.

    Ebbene, Grillo è a tutti gli effetti come Bill, in quanto “mancante” della caratteristica tipica che rende possibile la seduzione negli altri personaggi … ed ancora una volta anche i tempi ( il film è del 1999 ) sono perfettamente coerenti con un possibile “messaggio massonico” da veicolare: “Ora dovete trovare qualcuno così”. Tra parentesi, tutte le altre “puttane” si manifestano invece attraverso il rosso: rossa la scena di apertura che ci presenta Alice nella sua nudità, rossa la porta della prostituta incontrata per strada, rosso il locale dove suona il pianista Nick ( altro collegamento e valletto del potere ), rosso il pavimento del rituale e la figura del cerimoniere.

    E sarà proprio la morte ( che possiamo intendere anche in senso figurato ) di una di esse a “salvare” definitivamente Bill. Ora, sia solo lo scassato dialogo tra me e me prima di mezzanotte … ma poichè in “politica” nulla accade per caso, e l’ Italia è l’ esperimento oggi sotto gli occhi di tutti … quien sabe ? … Sarebbe bello poterlo credere.

  • albsorio

    Nelle elezioni politiche non c’è quorum, in pratica se il popolo non vota è meglio, se noi togliamo gli astenuti ( schede bianche ), voti nulli ( quelli che sulla scheda sbagliano o li mandano affanculo ) e quelli che non vanno a votare, quanti sono i voti realmente presi da chi ci governa? Per i rimborsi elettorali il discorso cambia la torta la spartiscono non sui voti realmente presi ma sulla % che rappresentano… sottile differenza ma sostanziale ( in € ). Se noi dessimo il rimborso elettorale in base ai voti realmente presi… forse chi ci governa avrebbe a cuore la democrazia 🙂 ma per come stanno le cose oggi del tuo schifo e del tuo disertare le urne non gl’importa niente. Per M5S spero non sia quello che 20 anni fá fu la Lega, cioè un modo come un’altro per canalizzare il malcontento creando una valvola di sfogo, oggi molto piú comoda ed economica, basta sezioni di partito dove esprimere la propria inutile idea, oggi con la rete puoi fare tutto da casa coi meetup, o come me ora su CDC, la sostanza resta la stessa, cioè parlare senza finalizzare la propria idea = zero cambiamenti… il potere ringrazia… ( almeno non ti manganellano 🙂

  • Ercole

    I partiti vanno combattuti non solo limitandoci all,astensione dal voto,casta , malaffare,mafia,corruzione ,scandali,altro non sono che il prodotto del capitalismo,nella sua fase di decadenza,indignazione,rivolta popolare,forconi,vergogna .ladri,mariuoli,criminali.Si lamentano lavoratori,precari e disoccupati sempre piu in miseria ma,senza ben sapere cosa fare,finiscono per accodarsi a movimenti piccolo borghesi….movimento 5 stelle…tutti saldamente ancorati in difesa di questo sistema sociale ,con varie sfumature. O affrontiamo il problema alla radice ,canalizzando questa rabbia, o non ne parliamo piu.DA rottamare ce solo il capitalismo,e i suoi servi.

  • Aironeblu

    Fine dei partiti e fine della democrazia rappresentativa, tutto sembra aprire la strada alla soluzione finale, l’instaurazione del Governo Unico Europeo e Mondiale. Ma l’inganno è proprio la confusione tra la fine di QUESTA partitocrazia corrotta e asservita ai poteri forti, e l’essenza stessa della democrazia rappresentativa, che oggi è al polo opposto dell’attuale sistema politico. Al di là di congetture e supposizioni, il movimento di Grillo finora sembra essere schierato dalla parte della democrazia rappresentativa.

  • karson

    ma fu tolto il finanziamento ai partiti col referendum, solo che abbiamo visto tutti com’è andata a finire… con questa accozzaglia nn ci riesci, hai voglia a fare referendum.. gli togli 1 e loro il giorno dopo si rimettono 3. per me l’unica è mandarli a casa usando la leva grillo.. e sperare che i nuovi nn siano come questi che vogliamo cacciare.

  • Affus

    se togliessimo il rimborso elettorale e qualsiasi finanziamento ,scomparirebbero i partiti e l’italia sarebbe un paese democratico .Il primno paese democrratico della terra .

  • Faulken

    A dire il vero nel film di Kubrick, Bill vuole eccome partecipare all’orgia – del potere – , per curiosità, per risentimento verso Alice, e le tenta tutte fino a quando trova porte sbarrate, non è il suo momento o non è ancora il suo momento, e sono la paura e le minacce, velate e non, a fargli cambiare strada. Bill e Alice sono due ricchi uomini immaturi che ancora non sono in grado di vivere in equilibrio con i propri desideri, o vivere i desideri in maniera equilibrata. La sceneggiatura è tratta non a caso da Schnitzler. Il tema del potere non è centrale in Kubrick e quando appare è l’ennesima modalità per dargli modo di esplorare la natura umana soprattutto in presenza della polarità paura/desiderio. Interessante sarebbe uno studio sulla simbolica del colore rosso nel suo cinema, almeno quello a colori, il colore più utilizzato.

  • Georgejefferson

    il Professor(?) Vaciago a Focus Economia(radio 24) dichiara che le elezioni in Sicilia sono lo specchio di quelle future nazionali,dove ha vinto…il partito astensionista di monti.Perche la gente stanca della politica non ha voluto votare per mancanza di vera alternativa incarnata in Monti senza una rappresentanza(a….ha nominato anche Giannino e Montezzemolo)l’unico ,Monti ,a contare in Europa …e la sovranita non e’persa,anzi..e’maggiorata diventando CONDIVISA!!!…questo a fronte di centinaia di migliaia di ascoltatori.

    …e saremo distrutti giacenti con una certificazione in mano chiamata”sovranita condivisa”

  • Jor-el

    Non bisogna farsi fuorviare dall’aria fritta che si ammannisce alle masse disquisendo sul significato dell’astensione al 50% e oltre. Quelli che – come noi – non votano per convinzione e scelta politica sono pochi, molti meno meno di quelli che hanno votato Grillo. Un’astensione così alta significa solo una cosa: è andato in tilt il cosiddetto “voto di scambio” che in Italia, a sud come al Nord come nelle cosiddette “regioni rosse” da sempre muove i grandi numeri. Significa che nessun partito riesce più a garantire alle centrali che controllano il voto organizzato (Compagnia delle Opere, Lega delle Cooperative, mafia-ndarngheta-camorra ecc ecc) i vantaggi di un tempo. Significa che i partiti non hanno più l’accesso privilegiato al denaro pubblico, ai soldi dello Stato, come dimostra anche il fatto che i vari corrotti e corruttori si stanno facendo beccare mentre pasteggiano sulle briciole, i rimborsi elettorali, ultimo rivolo del grande canale finanziario che i partiti controllavano ai bei tempi, quando esercitavano lo ius primae noctis sulla spesa dello stato.

  • albsorio

    Molto probabile, no money no party 🙂 questo per gli elettori ma per gli eletti non cambia molto.

  • Mondart

    Sì, ma è proprio la sua “modalità” d’ approccio al potere che non va bene … quel potere che ti prende per seduzione, al basso ventre, per appetiti di pancia, mal tollera di essere investigato, capito, insomma mal tollera un atteggiamento “di testa”, più che di pancia, come quello assunto da Bill. Bill all’ orgia guarda, osserva, ma non partecipa. Bill cerca di sapere, di capire, e questo non va bene. Bill fino all’ ultimo dialogo con la moglie cerca “una modalità diversa” di relazionarsi, ma la moglie per tutta risposta replica con un secco e conclusivo “dobbiamo scopare”. Il classico finale alla Kubrick che riporta daccapo, riporta alla ripetizione del ciclo. Bill semplicemente “non funziona” in questa modalità, non raccoglie questo invito, certo non per esplicito rifiuto, quanto proprio per l’ incapacità di interfacciarsi in questo modo.

    Il che è del tutto coerente con il fatto che il potere “privilegi” nel suo percorso ciclico ora personalità di tipo sadico ( i paraculi fanno tanto comodo al mantenimento del sistema ), e ora dia spazio a diverso tipo di personalità, dovendo egli per primo ripulire il sistema che altrimenti rischia di auto-fagocitarsi, di auto-cannibalizzarsi, di consumare ciò che non è più consumabile, di uccidere lo stesso corpo sociale di cui si nutre.

    Difficile dire in Kubrick ( come in ogni opera artistica densa di svariati livelli possibili di lettura ) cosa sia lecito vedere e cosa no: un’ analisi del potere mi sembra una lettura pertinentissima, anzi il vero fil-rouge, avendo egli stesso fatto parte rilevantissima dei suoi meccanismi artati, manipolatori ed ingannatori. Non dimentichiamo il suo ruolo “lunare” e quello di “advisor” di un preciso programma svolto attraversoi i suoi film, che diventano quindi il classico giano bifronte.

    Meno pertinenti e del tutto faziose mi sembrano invece certe interpretazioni che forzano la mano su aspetti satanici in chiave anti-cattolica, un tema che a mio modo di vedere non interessava assolutamente ( nè poteva interessarlo, viste anche la sue origini e la sua cultura ) il regista.

    Il rosso è sempre l’ “interfaccia” attraverso cui si manifestano i “valletti” del potere: escludendo le scene in cui si fa un esplicito riferimento al sangue, questa mi sembra l’ interpretazione più esatta e costante: “il potere, in quegli anni, avrebbe dovuto attuarsi attraverso il rosso, inteso come colore ideologico e politico” … E non a caso l’ entroterra formativo ( con opportuna riconversione ) entro cui i salotti della finanza pescano i loro portavoce. E nient’ altro di tutto ciò che si è espresso e concretizzato negli ultimi decenni.

  • Faulken

    Credo che tu voglia leggerci cosa che non ci sono. Liberi tutti di utilizzare il film come metafora per altro, ma altro appunto non il film in se. Il plot di EWS viene da Schnitzler e non è il potere quello che più importa a Kubrick. Detto questo sono possibili tutte le letture, tra l’altro la musica durante la scena dell’orgia è una messa al contrario. La “rivoluzionaria” è proprio la donna, Alice, nel famoso dialogo che sconvolge Bill a cui non interessano le smancerie del tipo che cerca di abbordarla alla festa o di quello che ha costruito con il marito, di nulla insomma di fronte alle pulsioni del desiderio. Ma tutto rientra ovviamente. Kubrick era un genio della luce e in EWS mi colpisce molto di più del colore in se la luce e gli alberi di natale seminati un po’ ovunque. Il colore del film è fluo sul violaceo. Non ti seguo su qello che dici off cinema su complottisimi vari a cui non credo e non mi interessano. Ho letto in rete della curiosa teoria che kubrick sarebbe il regista del “finto” allunaggio, credo ti riferisca a questo, e mi sembra una fuffa colossale quantomeno perché Kubrick non ci avrebbe perso tempo con una cosa del genere.

  • Mondart

    Beh, Kubrick E’ il regista degli “scatti lunari” fatti in studio, regia che gli è stata esplicitamente richiesta e commissionata per avere scatti “presentabili”. Questo non vuole indagare sul fatto che sulla luna ci siano stati o meno: dico solo che quelle fotografie che vediamo sulle riviste sono state fatte in studio, come ogni imbecille può capire semplicemente analizzando le luci.

    Poi ripeto: le letture di tipo “semantico” sono sempre delicate in quanto tendono a costruire teorie su semplici “segni”, appunto … e c’è sempre una certa dose di “congettura” nel metterli assieme: ma l’ arbitrarietà va nettamente distinta dalla congettura proprio in base al rispetto di un “contesto generale” del logos. Punto.

    ( E’ come “interpretare” un sogno: sia la fattucchiera che Freud dicono di saperlo fare, ovviamente con due approcci ed una legittimità ben diversa …)

  • Mondart

    E poi via, è un po’ dura non vedere per esempio in 2001 un chiaro ed inequivocabile “manifesto” programmatico degli ambiziosi progetti che l’ èlite sarebbe andata a realizzare … anche volendo star fuori da ogni complottismo.
    In realtà io cerco di andare sempre molto cauto con forzature di questo tipo ( e astengo il giudizio su moltissime cose, come il presunto assasinio di kubrick, la lettura di una denuncia satanica e anti-cattolica in Eyes, ecc. ecc. proprio perchè non ho elementi sufficienti per poterle affermare o negare … )

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    E che la lettura a livello più superficiale di Eyes verta sulle problematiche di coppia ci sta tutta … ma è come dire che 2001 è SOLO un film di fantascienza, che Shining è SOLO un thriller, e via di questo passo.

    Passo e chiudo.

  • Faulken

    Trattandosi di Kubrick sono opere d’arte non semplici film certo. Tu vuoi vederci trattati di (fanta)politica io ci vedo trattati di antropologia, va bene così 🙂

  • Faulken

    Una Traumnovelle… sinceramente prerisco Girard a Freud ed alla fattucchiera… teorie, interpretazioni, congetture… è vero ? è falso ?
    Come “gli scatti “lunari” “sono fatti in studio…ogni imbecille può capire semplicemente analizzando le luci” ma questi non sono fatti, altri “imbecilli” potrebbero dimostrarti il contrario. E’ vero ? E’ falso ? è una sciarada ? come in EWS cosa è vero in tutto quello che ci viene mostrato ?

    noi non sappiamo proprio niente, e se almeno sapessimo questo sarebbe già qualcosa http://www.youtube.com/watch?v=znbmTAsCXYA

    byez

  • Mondart

    No, su quello ( che le foto mostrate al pubblico siano eseguite in studio ) puoi metterci la mano sul fuoco … il che, ripeto, non dimostra nulla rispetto al fatto che sulla luna ci siano stati o meno, potrebbero semplicemente aver cazzato le foto, o bruciato la pellicola, o fatto fotogrammi non stampabili in quanto l’ estrema differenza tra ombra e luce non poteva essere riportata dalla latitudine di posa della pellicola.

    In effetti è proprio il “riempimento delle ombre” con luci secondarie la prova del nove dell’ artefatto di tali scatti: sulla luna non esistono luci diverse da quella del sole, a meno che non si fossero portati dietro uno studio di posa. Senza parlare del fatto che ogni luce secondaria introduce necessariamente anche un’ ombra secondaria, che un controluce “secco” non permetterebbe la visualizzazione dei particolari di una tuta o di un casco, che le zone d’ ombra e di luce andrebbero fuori da ogni possibilità di stampa, e via dicendo … tutte cose che oggi anche uno sprovveduto fotoamatore che abbia un po’ di confidenza con una reflex sa bene, anche se ai tempi tali artefatti potevano essere contestati solo da addetti ai lavori.

    Ma appunto ripeto, mi astengo dal trarne un’ ipotesi ulteriore in quanto non sarebbe “logicamente” consentita da questi soli elementi.

  • Mondart

    Mentre, spingendomi appena un po’ oltre, potrei invece affermare con notevole “legittimità del dubbio” che anche questo espediente ( realizzare scatti troppo PERFETTI per potere essere verosimili ) potrebbe essere stato utilizzato da Kubrick proprio per denunciare, in modo implicito e senza grande fragore, l’ artificio medesimo. In fondo Kubrick era innanzitutto un fotografo, quindi perfettamente cosciente che qualsiasi altro fotografo avrebbe notato le incongruenze suddette. Non è complottismo, è puro ragionamento deduttivo …

  • cardisem

    Mi metto in coda, senza avviare come stavo per fare un nuovo post. Volevo commentare questo brano di Massimo Fini: «”Perchè se il movimento 5 Stelle non si fosse presentato, quelli che l’hanno votato avrebbero disertato le urne e ci sarebbe stata un’astensione vicina al 50% che avrebbe re-so evidente che un italiano su due non crede più alla democrazia rappresentativa”». Ma cosa crede Fini? Che se il 90 per cento degli italiani non va a votare, ai partiti attuale dispiacerà? Si metteranno a piangere? Non mi sembra che Fini, che è persona intelligente, stia dando prova di intelligenza… Io uso uno slogan per descrivere il prevedibile atteggiamento dei partiti: “se venite a votare, mi fate un piacere; se non venite, me ne fate due…”. Quindi, nelle condizioni attuali, il sistema fallito, fallimentare e truffaldino, corrotto e corruttore della democrazia rappresentativa (=l’Onorevole ignorante e cialtrone, venduto al migliore offerente, che te la ride il faccia dopo che l’hai votato) la si abbatte con quelle armi che a noi non danno, ma danno ai mecernari in Libia e in Siria, oppure come nel caso del Mov5S tocca sperare in neoparlamentari che gli stessi strumenti del regime lo sbaracchino buttando via tutte le leggi che i partiti hanno fatto e tentando, dico… tentando, perché non vi da farsi troppe illusioni, tentando una nuova politica economica, monetaria, culturale, interna, estera… Io non ho firmato una cambiale in bianco ai grillini, ma una mano gliela do e se altri si astengono non credo che possa nuocere a Grillo, se l’area dell’astensione significa togliere voti ai partiti… Forse Massimo Fini non sta bene in salute…

  • cardisem

    Con tutto il rispetto per il suo autore e senza nessuna voglia di far politica, ma l’intervento non mi piace perché non è chiaro nelle sue tesi ed uno si deve sorbire i fuochi di artificio delle frasi ad effetto, prima di capire cosa l’autore vuol dire… senza contare i rischi di cadere in equivoco e poi sentirsi dire: “non hai capito…”. Abbiamo tutti poco tempo, abbiamo tutti interessi ad informarci e riflettere, io penso che chi scrive deve cercare di essere chiaro e conciso e dimostrare voglia di farsi capire…

  • cardisem

    Avrei qualche perplessità sul “voto di scambio”: non perché non esista, ma perché non spiega tutto. Se voto di scambio significa che dai qualcosa a milioni di persone non è più voto di scambio, ma politica economica. Tutti i disoccupati vogliono un lavoro, possibilmente un buon lavoro, se lo “scambio” è dare un lavoro a tutti i disoccupati, allora è politica economica… Il voto di scambio per sua natura deve essere una piccola percentuale: il lavoro lo do a te, se mi porti 100 o 1000 voti, non importa come li ottieni… Non so se ho reso l’idea: il “voto di scambio” è un fenomeno di corruzione che si può esercitare su piccoli numeri, ma quando la crisi dilaga, vi è poco di che scambiare… Forse più che lo “scambio” era determinante l’«ideologia»… ma oggi solo i più stupidi si ostinano a vedere ciò che succede con il paraocchi della ideologia… Conclusione: il voto non è né un’«arma» né un «potere»: è un nulla, una scatola vuota… nelle condizioni in cui ti consentono di esercitarlo.

  • Faulken

    In mancanza di dati certi (obiettivi) se di un fenomeno esiste una sola spiegazione, dubitare assolutamente 🙂

    E’ una citazione 🙂

  • Mondart

    In sintesi: meglio Grillo che peggio.

  • ilsanto

    Perfetto nulla da eccepire la democrazia rappresentativa è morta come è morta l’investitura divina di faraoni e re come sono morte le chiese che si fanno interpreti del divino come sono morte le divisioni razziali e infine gli stati. L’uomo è solo sulla terra nuda, ed è meglio che rifletta anche sul fatto che i soldi sono solo un mezzo di scambio non il potere ultimo, che una società deve essere a misura d’uomo che oltre non si può davvero andare.

  • Jor-el

    Voto di scambio è un termine un po’ impreciso. Meglio parlare di voto organizzato. Significa, come lo intendevo io, dare qualcosa alla Lega delle Cooperative (faccio un esempio). Anche quella è, se vogliamo, politica economica. A Milano, altro esempio, la centrale del voto organizzato è Comunione e Liberazione. La recente sconfitta elettorale del PdL e i guai di Formigoni dimostrano che qualcosa si è rotto nel giochino.

  • Truman

    Come molti articoli che riportano i risultati delle elezioni siciliane, vedo qui sopra molte proiezioni di tali dati a livelli superiori, senza minimamente considerare che in Sicilia si votava nella sola giornata di domenica, quindi i votanti sono certamente di meno di quanti ce ne sarebbero stati votando fino alle 14 di lunedì (come sarà alle prossime politiche, a meno di cambiamenti nell’immediato futuro).

    Insomma, per considerazioni qualitative il discorso può andare, ma se parliamo di numeri, bisognerebbe fare una correzione al rialzo, anche considerando confronti con analoghe elezioni italiane in passato (c’è stato almeno un caso in cui alle politiche abbiamo votato nella sola giornata di domenica e qualche dato si può ricavare).

  • alvise

    Egregio Fini, la prossima volta che vedi Grillo, digli che io, e molti italiani, lo hanno votato perchè, e non solo per questo, ha sempre detto che non si sarebbe alleato con nessun partito, “perchè i partiti sono finiti”, ora pare voglia allearsi con un partito, e questo non mi piace perchè anche io condivido questo principio. Grillo è intelligente, sa benissimo che un partito se non si coalizza con qualcuno, muore prima di nascere, quindi perchè ora apre una porta, che lui ha sempre detto di tenere chiusa? Ora starò a vedere, se si apparenterà non lo voterò alle prossime politiche. Non c’entra perchè è l’Idv il suo attuale interlocutore, c’entra il fatto che tradirebbe le aspettative di “movimento diverso”. Se non vuole mantenere le sue posizioni iniziali, faccia pure, vedremo quanti saranno che lo voteranno. Io spero non succeda, perchè credo in questo movimento, ma io non ho padroni, sono libero di andarmene o restare quando voglio. Credere in una idea non è come essere ammanettati e gettata via la chiave, da li non si fugge, da una idea, quando mancano i presupposti iniziali, si può fuggire eccome. Solo un cretino non potrà mai cambiare idea.