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I MACELLAI: LA VERITA’ NASCOSTA DIETRO IL GIRO DEL TRAFFICO DI RENI

DI JOSEPH CANNON
cannonfire.blogspot.com

(nota: questo è un articolo importante. Anche se non ho fatto ricerche originali “sul campo”, ho messo insieme il materiale pubblicato in modo da rivelare i veri autori di questo crimine. Non leggerete niente altrove sulla complicità del governo israeliano).

Da dove vengono i reni ?

Parlo dei reni offerti da un “organista” chiamato Izzy Rosenbaum. L’FBI l’ha scovato in un’inchiesta per corruzione incentrata sulle ricompense elargite ai politici del New Jersey (e fin qui niente di sensazionale) e di riciclaggio di denaro sporco da parte di prominenti rabbini:

l’inchiesta ha anche scoperto Levy Izhak Rosenbaum di Brooklyn, che è accusato di cospirare per mediare la vendita di un rene umano per un trapianto. Secondo la denuncia Rosenbaum avrebbe fatto da intermediatore nel traffico di reni per 10 anni.
“Il suo lavoro era di adescare persone vulnerabili per convincerle a cedere un rene in cambio di $ 10 000 dollari, che avrebbe poi facilmente rivenduto a $ 160 000 dollari”, ha detto Marra.

Marra è l’avvocato americano coinvolto nel caso. Resoconti di notizie come quella sopracitata hanno portato il pubblico a credere che i “donatori” fossero sia consenzienti che rimborsati, e che questa operazione fosse puramente privata. Ma sufficienti prove indicano che la questione è di gran lunga più problematica.

I reni sono stati “donati” da vittime non consenzienti sotto tiro.

Il governo israeliano ha diretto il macabro schema di Rosenbaum.

I maggiori ospedali americani hanno deliberatamente partecipato al complotto.

Prima di arrivare alle prove, poniamoci due semplici quesiti: a chi appartenevano esattamente i reni che sono stati presi? E quale medico estrarrebbe un rene da un paziente sano?

Nella denuncia viene citato Rosenbaum che dice ad un agente sotto copertura: “Sono quello che si definisce un mediatore”.

Le autorità federali hanno detto che se l’operazione fosse stata reale, sarebbe stata il capitolo più recente della carriera decennale di Rosenbaum come intermediario illegale. In ciascun caso prelevava un campione di sangue da un prospettivo ricevente e lo dava ad un socio di una società assicurativa che lo poteva far analizzare in un laboratorio senza destare sospetti. Il campione veniva poi inviato in Israele, dove venivano pagate le persone necessarie a trovare un donatore compatibile.

“Predava sulle persone vulnerabili” ha detto il vice procuratore distrettuale americano Mark McCarron.

Secondo le autorità Rosenbaum organizzava poi il volo del donatore a New York, visto compreso. Una volta che il donatore era arrivato negli Stati Uniti, Rosenbaum aiutava a fabbricare una relazione tra donatore e ricevente — una storia che entrambi ripetevano durante i colloqui con i medici. I due potevano fingere ad esempio di essere soci in affari, oppure amici molto legati appartenenti ad una stessa congregazione religiosa.

“Gli ospedali sembravano essere allo scuro”, ha detto McCarron.

Come vedremo, dovremmo prendere quest’ultima affermazione con un pizzico di sale, e uno bello grosso.

Un’attenta lettura dell’effettivo atto di accusa contro Rosenbaum (pdf) è angosciante. Rosenbaum ha vuotato il sacco (per così dire) con un informatore sotto copertura che fingeva di essere un potenziale acquirente di organi. Durante questi colloqui, un agente dell’FBI fingeva di essere il segretario dell’acquirente.

Diamo una scorta ad alcuni estratti presi dall’accusa. “UC” si riferisce all’informatore, il cui vero nome è Solomon Dwek.

UC ha chiesto all’imputato ROSENBAUM come potesse fare l’imputato ROSENBAUM a procurarsi un rene per lo zio di UC, e l’imputato ROSENBAUM ha spiegato che l’imputato ROSENBAUM poteva inviare un campione ematico dello zio di UC in Israele per trovare un potenziale donatore compatibile. L’imputato ROSENBAUM ha aggiunto “se lo vuoi organizzare più rapidamente allora io, ti porto il donatore qui… è l’ospedale l’autorità che decide se è compatibile o meno. Non io, né tu, né lui, né nessun altro”.

L’imputato ROSENBAUM ha poi spiegato che sarebbe stato necessario fabbricare una sorta di relazione tra il donatore e il ricevente. L’imputato ROSENBAUM ha dichiarato “mettiamo insieme qualcosa — la relazione. L’ospedale chiede quale relazione c’è tra” il donatore e il ricevente. L’imputato ROSENBAUM ha proseguito “allora ci mettiamo dentro una relazione, amici, o vicini, o soci d’affari, qualsiasi relazione”.

L’imputato ROSENBAUM ha spiegato che non era un chirurgo e che una volta che avesse portato un donatore consenziente in questo paese “è fuori dal mio controllo”. Ha aggiunto che “mi occupo del [donatore] dopo, anche dopo l’operazione”. In risposta all’insistenza su quest’ultimo punto, l’imputato ROSENBAUM ha spiegato “lo sistemo da qualche parte”, per prendersi cura del donatore. L’imputato ROSENBAUM ha inoltre dichiarato: “gli devi fare da babysitter come con un bambino perché potrebbe avere o meno un problema di lingua.” L’imputato ROSENBAUM ha spiegato il processo della ricerca di un donatore in Israele e ha dichiarato “ci sono persone lì che stanno male… una delle ragioni per cui costa molto è che bisogna pagare della gente per assisterli tutto il tempo”.

11. L’imputato ROSENBAUM ha indicato che tra coloro che dovevano essere pagati c’erano il donatore e i medici in Israele che avrebbero visitato il donatore, ed ha inoltre aggiunto che c’erano delle spese cui far fronte per la preparazione della documentazione per il visto e per il pagamento delle spese del donatore mentre era negli Stati Uniti.

L’unica prova che il donatore fosse consenziente è venuta da Rosenbaum, che aveva i seguenti motivi per mentire:

1. doveva alleviare la coscienza del potenziale ricevente.

2. doveva giustificare la grande somma di denaro coinvolta.

3. doveva proteggere gli ospedali e i donatori coinvolti in questa operazione. Rosenbaum capiva di essere impegnato in un’attività rischiosa, e che anche se fosse stato preso lui, avrebbe dovuto comunque fornire la copertura per gli ospedali o il chirurgo invischiati in questa attività ignobile.

Abbiamo le prove che i donatori fossero stati obbligati? Sì. In effetti abbiamo la testimonianza di una testimone:

Nancy Scheper-Hughes dell’università della California, Berkeley, aveva ed ha tuttora le idee molto chiare in merito al ruolo di Rosenbaum nel gruppo.

“È l’intermediario principale di una rete di trafficanti internazionali” ha detto.

Le sue fonti comprendono un uomo che ha iniziato a lavorare con Rosenbaum credendo che aiutasse le persone in disperata necessità. L’uomo ha poi iniziato a vedere i donatori o per l’esattezza i venditori, che arrivavano in aereo dai paesi poveri come la Moldavia.

“Ha detto che era orribile. Queste persone venivano portate lì senza neanche sapere quello che dovevano fare e volevano tornare a casa e piangevano” ha detto la Scheper-Hughes.

L’uomo ha definito Rosenbaum un “delinquente” che tirava fuori la pistola per cui aveva apparentemente anche un porto d’armi e diceva ai venditori, “Sei qui. Un affare è un affare. Adesso ci dai un rene oppure non torni più a casa”.

(la Moldavia, per inciso, è un piccolo stato al confine con l’Ucraina).

La Scheper-Hughes, che sta scrivendo un libro su questo argomento, è andata all’FBI nel 2002. Hanno respinto le sue prove. Il ministero degli affari esteri [americano] ha pubblicato una relazione nel 2004 che definiva il traffico di organi una “leggenda urbana”. In contrasto le autorità di altri paesi hanno agito sulla base dei suoi indizi e hanno fatto degli arresti.

La Scheper-Hughes ha avuto più fortuna in Brasile e in Sud Africa, dove le forze dell’ordine hanno corroborato le sue scoperte ed hanno agito con determinazione.

Ma il gruppo ha continuato ad operare altrove. La Scheper-Hughes ha visitato i villaggi in Moldavia dove “il 20% degli uomini venivano contattati via siphone per diventare venditori di reni nello stesso schema”.

Dobbiamo ora fermarci per riconsiderare le dichiarazioni fatte da Rosenbaum all’informatore dell’FBI. Come può qualsiasi persona razionale che lavora in un ospedale bersi la storia che i riceventi — ebrei americani — andassero in chiesa insieme ai Brasiliani e gli Africani?

Qui si può vedere una lezione dell’eroica Nancy Sheper-Hughes. Il video dà anche il suo riassunto, che è davvero eccellente. La sua testimonianza ad un sottocomitato della Camera è qui

Brian Lehrer della NPR [National Public Radio] ha intervistato la Scheper-Hughes stamattina. Segue un estratto:

avevo incominciato a districare un’enorme rete — una rete criminale che realmente sembra e puzza come una specie di mafia. La sede principale di questo schema piramidale era in Israele, con intermediari in Turchia; a New York city; a Philadelphia; a Durban; a Johannesburg; a Recife, in Brasile; in Moldavia — dappertutto. E ho utilizzato le mie capacità investigative etnografiche per andare di stato in stato e cercare di unire i puntini.

Alla fine sono arrivata a capire che Isaac Rosenbaum era il capo intermediario per Ilan Peri in Israele, che è in pratica il boss dell’operazione e che è un tipo sfuggente. Gli Israeliani hanno cercato di incastrarlo e arrestarlo. Hanno cercato di prenderlo per evasione fiscale ed è scappato in Germania. Credo che sia ritornato in Israele.

Un cinico potrebbe postulare che Peri ha quello che il Mossad chiamerebbe un “cavallo” che tira per lui. (“Cavallo” è un termine colloquiale israeliano che sta ad indicare un pezzo grosso che offre aiuto in segreto). Sebbene abbia lasciato molte poche tracce pubbliche, Peri e le sue operazioni sono menzionate nella seguente storia del 2004.

Questo affascinante articolo della Agence-France Presse ci offre delle informazioni esclusive. Un ufficiale dell’esercito in pensione di nome Geldaya Tauber Gady era stato arrestato in Brasile per aver partecipato a questo traffico internazionale di organi. (Sospetto che le informazioni della Scheper-Hughes — che erano state prese seriamente in Brasile — abbiano portato all’arresto di Gady).

Ha detto in tribunale che il Governo Israeliano aveva finanziato l’operazione. E non solo quello:

Gady ha detto alla Corte che un funzionario del governo israeliano, identificato solo come Ilan, l’aveva messo in contatto con un intermediario in Brasile…

La testimonianza di Gady in tribunale ha messo il caso Rosenbaum in una luce del tutto diversa.

La copertura mediatica in America ha portato il pubblico a credere che il traffico di reni di Rosenbaum fosse unicamente una questione di arricchimento personale. Ma un ex ufficiale israeliano ha dichiarato sotto giuramento che è il governo israeliano a gestire questo giro, e che il capo del gruppo — “Ilan” è ovviamente Ilan Peri — funge da agente di tale governo.

(Ora mi chiedo: il governo israeliano era coinvolto nel riciclaggio di denaro sporco condotto attraverso le sinagoghe del New Jersey?)

Francamente credo che la Scheper-Hughes sappia tutto sulla testimonianza di Gady e delle relative implicazioni per il caso Rosenbaum. Probabilmente ha deciso di non dire niente per non perdere credibilità con i media americani.

L’intervista di Lehrer con la Scheper-Hughes prosegue fornendo più dettagli delle sue scoperte in Moldavia. Lì, nei villaggi molti giovani hanno riferito che gli era stato detto che avrebbero potuto trovare lavoro come imbianchini in altri paesi (Stati Uniti compresi). Una volta arrivati nel nuovo paese, sono stati costretti a donare un rene.

Secondo l’informatore della Scheper-Hughes dentro l’organizzazione di Rosenbaum, dei Russi confusi e disorientati sarebbero stati fatti arrivare in aereo a New York dagli intermediari israeliani che li avrebbero obbligati sotto tiro a “donare” i reni.

Sheper-Hughes: mi hanno detto i nomi degli ospedali, ed erano i nostri migliori ospedali!

Brian Lehrer: e sapevano, professore, che effettuavano prelievi di reni da persone non consenzienti che venivano sfruttate e minacciate?

Sheper-Hughes: la mia opinione è, come facevano alcuni di loro a non averlo saputo? La gente che arrivava, alcuni di loro non parlavano la stessa lingua, erano poveri, disorientati…
Noi abbiamo regole. Abbiamo i comitati di coordinazione dei trapianti. Abbiamo linee guida etiche. E non lasciamo entrare la gente così, dalla strada.

Prosegue nominando il Mount Sinai Hospital, contro cui ha prove videoregistrate. Ha portato la registrazione all’attenzione [della trasmissione tv] 60 Minutes, che non l’ha mandata in onda. Più avanti nell’intervista, fa riferimento alle operazioni eseguite presso l’Albert Einstein Medical Center. Il Mount Sinai dice che i suoi donatori di reni “sono sottoposti ad un’approfondita valutazione al fine di tutelarne la sicurezza e il benessere”.

Nel corso degli anni in molti hanno accusato Israele di trafficare gli organi dei Palestinesi. I Palestinesi stessi non hanno dubbi che tale pratica sia diffusa.

Sfortunatamente molti dei siti internet che divulgano le accuse del furto di organi da parte degli Israeliani mostrano spesso un’innegabile impronta antisemitica. Molte delle allegazioni che ho letto appaiono in effetti false. (Scarterei ad esempio tutte le affermazioni che si rifanno alle fonti così tristemente famose come La Voz de Atlan). Ma prima di categorizzare tutte le accuse come fantasie considerate che: così recentemente, nel 2004, il ministero degli affari esteri [americano] ha ufficialmente denunciato come mitica l’affermazione che negli Stati Uniti avviene il traffico di organi. Come sappiamo adesso il “mito” aveva una base nella realtà.

Le accuse istintive di antisemitismo non dovrebbero scoraggiarci dal condurre una ricerca candidamente e senza pregiudizi sull’operato di Israele. Farei notare che chi parla di traffico di organi in India e in Cina non viene accusato di odio razzista nei confronti degli Indiani o dei Cinesi.

Questo libro online è ben scritto e cita fonti attendibili, compresa la Scheperd-Hughes. Le note finali attribuiscono la storia che segue al rispettato autore David Yallop:

Cisgiordania, 8 febbraio 1988

Il diciannovenne Khader Elias Tarazi, un Palestinese cristiano, è andato a fare spesa a Gaza. Al suo ritorno con due buste sulla sua bicicletta, ha attraversato una strada vicina ad una manifestazione dove delle persone che lanciavano sassi scappavano dai soldati dell’esercito israeliano. I soldati hanno afferrato Khader colpendolo alla testa e sul corpo con dei manganelli. I padroni dei negozi hanno urlato che Khader non c’entrava niente, ma i soldati gli hanno rotto un braccio e una gamba. Hanno continuato a picchiarlo per poi buttarlo nel portabagagli della loro jeep, ammanettandolo quando aveva ormai perso conoscenza al paramotore anteriore. Sono partiti frenando di colpo continuamente, per cui ha subito ulteriori fratture compresa la frattura della colonna vertebrale e alcune fratture del cranio, inoltre il viso continuava a sbattere sul portabagagli.

Il medico israeliano della prigione militare di Gaza si è rifiutato di assistere Khader a causa dei seri traumi che aveva subito e dell’insufficiente documentazione sanitaria. È stato portato nel carcere di Ansar Two e gettato in una tenda che poteva contenere da trenta fino a quaranta prigionieri. Gli altri prigionieri palestinesi urlavano che doveva essere portato in ospedale e le guardie gli hanno risposto obbligandoli a spogliarsi e a stare fuori al freddo invernale. Khader è morto nella tenda ed è stato successivamente portato al Soroka Hospital a Beer Sheva e pronunciato morto.

La madre di Khader era fuori della prigione dove gli ufficiali israeliani negavano di avere un prigioniero con il suo nome. In seguito hanno ammesso che era dentro, ma hanno detto che doveva essere stato molto ammalato quando era uscito a fare la spesa perché adesso era morto.

Gli ufficiali israeliani si sono rifiutati di riconsegnare il corpo ed è stato trasferito all’ospedale di Abu Kabeer, ufficialmente per l’autopsia. La signora Tarazi ha detto a David Yallop che in quel periodo molti degli organi sono stati illegalmente asportati dal corpo.

Non è stata fatta alcuna inchiesta sulla morte e alla famiglia Tarazi è stato detto che se continuavano a chiedere un’indagine stavano cercando guai. Cinque mesi dopo i soldati e la polizia segreta sono entrati nell’abitazione dei Tarazi a mezzanotte, hanno picchiato il fratello e il padre di Khader e hanno sbattuto il fratello di Khader nel carcere di Ansar Three.

Yallop è anche la fonte del seguente [resoconto]:

Cisgiordania, 30 ottobre 1998

Mentre dei Palestinesi cattolici uscivano dalla messa si sono trovati di fronte l’esercito israeliano e hanno cominciato a tirargli contro i sassi. Il diciannovenne Iyad Bishara Abu Saada è rimasto ucciso da un proiettile di plastica che gli ha perforato un’arteria addominale. Per il corpo si è ripetuto lo stesso sinistro inseguimento. Le persone in lutto hanno evitato gli Israeliani e Iyad è stato sepolto alcune ore dopo. Per certi versi prevedibilmente, gli Israeliani hanno sparato canister di gas lacrimogeno nella casa della famiglia quattro giorni dopo. La signora Saada ha detto a Yallop che la pratica di rubare gli organi era comune ed ha fatto i nomi degli ospedali arabi e israeliani dove ha detto che venivano asportati gli organi. Ha detto che i medici accompagnati dai soldati, offrivano grandi somme di denaro ai genitori di chi veniva ucciso.

Mary Barrett, identificata come una giornalista fotografica di Boston (non so altro di lei) ha scritto questo articolo nel 1990.

Il dott. Abu Ghazalch attribuisce a diversi fattori la diffusa ansietà per i furti di organi che ha preso piede a Gaza e in Cisgiordania dall’inizio dell’intifada nel dicembre 1987. “Ci sono indicazioni che per una ragione o per un’altra gli organi, in particolare gli occhi e i reni, vengono asportati dai corpi durante il primo anno o il primo anno e mezzo. C’erano proprio troppi resoconti da parte di persone credibili perché non stesse succedendo niente. Se a qualcuno viene sparato alla testa e torna a casa in una busta di plastica senza organi interni, che cosa deve presumere la gente?”

Il dottore ha proseguito affermando che dal 1990 c’erano “meno incidenti che puntano in quella direzione”. Tra l’altro, il resoconto menziona il dott. Yehuda Hiss, accusato più recentemente di coltivare senza il permesso gli organi di soldati israeliani deceduti.

Secondo una storia che è stata pubblicata su Ha’aretz (una fonte non aperta alle accuse di antisemitismo), le autorità rumene hanno accusato un’agenzia di adozione israeliana di fare parte di una cospirazione per il traffico globale di organi.

L’ambasciata rumena in Israele ha chiesto e ricevuto dal Ministero per il Lavoro e gli Affari Sociali, un elenco di tutti i bambini nati in Romania che sono stati portati in Israele per essere adottati negli anni più recenti. I funzionari rumeni stanno cercando di stabilire se tutti questi bambini sono arrivati in Israele con tutti gli organi nel corpo.

Per finire, la storia di una donazione volontaria di organi da parte di un Palestinese.

Nel 2005 nella città di Jenin, le forze della difesa israeliana hanno sparato ad un bambino palestinese di nome Ahmed Khatib uccidendolo. Suo padre ha acconsentito alla donazione di vari organi del bambino per salvare la vita ad altri bambini, sia ebrei che arabi. Un’offerta umana e generosa. Tuttavia il padre di una ragazza ebrea la cui vita è stata salvata ha detto che non avrebbe mai permesso a sua figlia di diventare amica di un arabo — per paura delle “cattive influenze”.

(Spero che i miei lettori contribuiscano a portare l’attenzione su questo articolo. Normalmente non chiedo agli altri di avere dei link ai miei articoli, ma in questo caso devo farlo).

Joseph Cannon
Fonte: http://cannonfire.blogspot.com
Link: http://cannonfire.blogspot.com/2009/07/butchers-hidden-truth-about-israels.html
25.07.2009

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di MICAELA MARRI

VEDI ANCHE: E’ TEMPO DI PARLARE DI CRIMINALITA’ EBRAICA ?

Pubblicato da Davide

  • mikaela

    LA CNN HA LIQUIDATO IL CASO CON SOLO DUE PASSAGGI DI PRIMA MATTINA, PRECISANDO CHE NON ERA NE UN CASO POLITICO NE ANTI SEMITA…………………………………….E TANTO PER RICORDARE COSA NE PENSA TRAVAGLIO DEL POPOLO ELETTO AGGIUNGO QUELLO CHE HA SCRITTO A BARNARD ____________________________
    Travaglio:

    ecco, dimenticavo di dirtelo: io sono anche appassionatamente filoisraeliano. ora vorrei lavorare in pace
    _____________________________________
    Barnard:

    Sei filoisraeliano. Era sarcasmo o per davvero? B.
    ______________________________________
    Travaglio:

    lo sono per davvero. da sempre. e ne sono fiero.
    _______________________________________
    Barnard:

    Marco, ridiamoci su. Io che ti scrivo e che ti mando il mio libro perché è censuratissimo. Tu che tutto gentile mi dici “prego, fai pure, grazie!”. Poi mi immagino la tua faccia quando lo hai ricevuto…
    Che divertente sta roba. In ogni caso se sei filoisraeliano o sei ignorante di storia mediorientale o sei emotivamente ricattato oppure sei un uomo senza pietà. Notte,
    B.
    _______________________________________
    Travaglio:

    io sono filoisraeliano per convinzione, perchè adoro israele e gli ebrei, perchè ci sono stato e ho visto di che cosa sono capaci gli arabi, perchè conosco la storia, perchè ho imparato la pietà studiando i campi di concentramento, perchè rifuggo dai ricatti emotivi e amo le democrazie per quanto imperfette ma sempre migliori delle tirannie corrotte arabo-musulmane. ma sono curioso di sentire tutte le campane e dunque leggo anche chi non la pensa come me. non vedo che ci sia di strano.
    ________________________________________

    Barnard:

    No Marco, la tua pietà imparata studiando i campi di concentramento è cartavelina. Chi veramente conosce la pietà per un martirio, non la nega di fronte all’altro martirio.
    Tu non sai nulla di Palestina e non hai visto nulla laggiù. Appari, e probabilmente sei, un cronista ben tenuto che non sa quello che dice. Sei troppo giovane, troppo famoso e troppo incosciente per poterti permettere di calpestare l’orrore patito da chi non ha mai conosciuto neppure un quarto d’ora della tua pasciuta vita. Siete tutti così, tu, Lerner, Teodori, Mieli, quelli che pontificano sulla barbarie dei negri mentre finiscono il carpaccetto all’aceto balsamico a Milano. Il mio libro ha una dedica a quelli come te. Te la riproduco qui sotto, ne hai bisogno.
    “… e in quanto a voi, sentite bene quel ch’io vi prometto. Verrà un giorno…”
    ___________________________________________
    Travaglio:

    Bene, signor Sotuttoio, adesso la mia pazienza ha un limite e non intendo farmi insultare oltre. ti sarei grato se la smettessi di importunarmi.in ogni caso, non risponderò più.
    ___________________________________________
    Barnard:

    Quelli della Pietas selettiva, dalla Moratti a te.. passando per tutti quei personaggi che, se mai messi in discussione 5 secondi, reagiscono come te: “lei mi insulta!”, da Dell’Utri a Cuffaro. Sei bravo a sputtanarli nei tuoi libri, li conosci bene, perché tu sei loro e loro sono te, arroganti, mistificatori di dialoghi, sovvertitori di ruoli, sprezzanti e ciechi di successo. “Verrà un giorno” Marco… e capirai cos’è la pietas senza condizioni. Arriva per tutti.
    __________________________________________
    Travaglio:

    si, verrà un giorno in cui ti vergognerai di questi insulti. nell’attesa, ti comunico che sei entrato ufficialmente nella mia posta indesiderata. bye bye

    Fonte http://inquietologo.wordpress.com/2008/10/26/scambio-fra-paolo-barnard-e-marco-travaglio/

  • nessuno

    povero mikaelo ma non ti rendi conto di quanto sei ridicolo?

  • Bigrex

    Non riesco bene a comprendere cosa c’entra Travaglio con questo post…… penso che volendolo si potrebbero trovare difetti a chiunque, ma credo che tirare dentro cose che non riguardano nemmeno lontanamente l’argomento trattato sia una maniera sterile di fare polemica.

  • mikaela

    Di un avvenimento cosi’ rilevante compiuto da rabbini in accordo con il governo israeliano la CNN che e’ la voce piu’ imponente USA ha liquidato la cosa con solo due passaggi televisivi e di prima mattina quindi con poco odience.Invece il paladino dell’informazione italiano di tutto questo non ha scritto neanche una riga e fatto neanche un video.
    Sapere che Travaglio e filo israeliano e’ molto importante in quanto ci fa capire quanto tendenziose sia le sue informazioni e quanto sia protetto dai suoi amici USionisti.Tenedo presente che gli arresti sono avvenuti gia’ da 2 settimane se ne sarebbe dovuto parlare ampiamente.

  • Bubba
  • mikaela

    SOLDATI ISRAELIANI UCCIDONO PALESTINESE DISABILE E NE ESPIANTANO GLI ORGANI
    Scritto il 2009-07-22 in News———————————–

    Ecco cosa ammira Travaglio.Gli USionisti e la loro grande civilta’ costruita con il denaro di tutti gli idioti del mondo. e noi sempre piu’ Pavidi e idioti non faremo mai niente per cambiare queste cose.

    Il nostro falso paladino dell’antinformazione deve tacere perche’ i veri padroni non vanno mai diffamati.—————————————————————————————–
    Gaza – Una nuova frontiera di brutalità è ormai aperta: l’uccisione di cittadini inermi e l’espianto e furto dei loro organi. E’ quanto è successo a un giovane portatore di handicap mentale, Ahmad Alsamary, 23 anni, del quartiere al-Shujaiya, a Gaza: mentre si trovava verso l’area di confine tra la Striscia e i territori israeliani, dei soldati gli hanno sparato ai piedi, per immobilizzarlo, poi hanno mandato i cani che lo hanno trascinato verso di loro.

    I militari lo hanno ucciso e ne hanno estratto gli organi.
    http://www.infopal.it/leggi.php?id=11759

  • nessuno

    E la canea di barnard p, che cerca di risollevarsi dopo le bastonate che ha preso sull’11 settembre.
    Compare anche l’infame delatore bubba
    E quando edito la barnard story e la spammo per tutto il web dovete tagliarvi le vene
    Tanti saluti a barlacagone il turista non per caso

  • Mara79

    Cara ( o caro) Mikaela, i delinquenti esistono in ogni etnia, come giustamente viene sottolineato nell’articolo: ci sono criminali anche nelle gerarchie ecclesiastiche quindi perchè quando salta fuori un rabbino che traffica organi tu devi saltar fuori a dire “uueee, avete visto cosa fa il popolo eletto? E Travaglio li difende pure”. Il popolo eletto è esattamente come tutti gli altri: ci sono le persone a posto e le teste di cazzo. Ci sono i pacifisti e i fanatici. C’è chi ragiona e chi si fa rincoglionire dai politici come qua. Tu ti lamenti perchè i media non danno spazio alla notizia per parare il culo agli ebrei, ma a me non risulta che si parli molto nemmeno dei trafficanti d’organi cinesi.
    Più in generale, non si parla neanche di tutte quelle guerre e massacri che avvengono senza sosta in giro per il mondo. Della miserabile condizione della Palestina, perlomeno se ne parla; il Darfur invece non si sa nemmeno dove sta sulla carta geografica. Sia ben chiaro che io non difendo la politica estera del governo israeliano, è solo che proprio non riesco a sopportare questa fissazione a senso unico che porta a demonizzare in blocco il ceppo ebraico.
    E comunque eviterei di citare le favolette macabre dei soldati che approfittano di ogni cadavere palestinese per ciulargli gli organi interni. Certi traffici richiedono un altro tipo di organizzazione ;non è che puoi inculare il fegato al primo che capita per poi rivenderlo al miglior offerente. E roba sulla falsariga della storia del soldato israeliano che sventra la palestinese incinta al checkpoint. Spazzatura che non aiuta la causa di nessuno.

  • mikaela

    Da come avrai letto dall’articolo e da come ho sentito alla CNN per smascherare questa organizzazione ci sono voluti 9 anni e tanta buona volonta’ da parte dellFBI che sicuramente avrebbe fatto a meno del caso.
    Certo sono d’accordo con te che non si espiantano gli organi per strada ma la cosa ha un arganizzazine alle spalle quindi una volta dato gli ordini di trasportare all’ospedale i malconci possono fare quello che gli pare.(con 160mila dollari a organosai quanta gente si compra)In uno stato dove tutto e’ permesso sulla pelle dei palestinesi non c’e’ da meravigliarsi di niente.
    Se poi si leggono notizie abbreviate e striminzite e’ semplicemente per problemi di traduzione.9le notizie arrivano in arabo)
    Ti do perfettamente ragione quando mi dici che sulle atrocita’ della Palestina un po’ se ne parla e questo aggiungo grazie ad internet e a Paolo Barnard che si sta’ dando gratis per la causa.risvegliando la coscienza degli altri.Me la prendo con Travaglio semplicemente perche’ avendo lui in questo momento un odience tanto ampia non ne fa parola.
    Io vivo su di un isola dove ogni anno arrivano giovani da tutta l’africa per laurearsi in medicina (sponsorizzati dai loro governi) quindi sento direttamente i loro racconti e tutti si lamentano di quanta speculazione, abbandono e indifferenza ci sia da parte del resto del mondo.
    Segnalare i video che ha fatto Barnard in inglese significa fargli capire che perlomeno uno in Italia si sta’ dando da fare per far sapere la verita’.
    E’ sempre doloroso vedere la miseria degli altri e non poter fare niente,liberarsi la coscienza con un paio di dollari al mese e’ quello che fa la maggior parte della gente che fa beneficenza ma non basta.
    Bisognerebbe parlare di tutte le guerre e di tutta la fame nel mondo e darsi da fare per risolvere il problema, sicuramente non e’ con gli aiuti umanitari che si sradica ‘ il problema, ma facendo sentire la nostra voce e rimproverando quei giornalisti che non parlano ed hanno sulla coscienza tutte le angherie subite dai popoli da parte dei padroni del mondo. Loro (i padroni arricchiti grazie a noi )anche se sono stati colpiti dalla crisi stanno comunque meglio di tutti e quello di internet e’ solo un ciarlare.Il tenore di vita degli americani non si puo’ paragonare a quello italiano.Il loro povero potrebbe vivere tranquillamente da qualsiasi altra parte del mondo(non parlo dei poveri barboni ma di quelle lamentele che vedo nelle varie TV.)La CNN, Fox news e il piu’ famoso talck show americano hanno parlato ripetutamente di Berlusconi e di tutti i suoi amori veri o falsi, commentando ampiamente ma solo un paio di volte dei venditori di organi ebrei non hanno mai parlato dell’honduras e vedono solo terroristi e pirati.Questo dovrebbe barci capire tante cose.
    PS. ad Haiti ci sono solo due suore italiane che raccolgono i ragazzi per strada e non sanno come sfamarli.Suor Teresa(che ha piu’ di 70 anni) ha una scuola con 400 bambini e cento restano con lei la notte perche’ altrimenti resterebbero a dormire per strada.

  • Bigrex

    Quindi quando Travaglio parla del processo a Dell’Utri o delle inchieste di De Magistris e Genchi devo pensare che dica il falso perchè filo israeliano? Posso non condividere, anche alla luce dei fatti, i sentimenti pro Israele di Travaglio ma tutto ciò non inficia tutto quello che, con chiarezza e completezza, espone in merito alla politica di casa nostra. Tra un po sentirò affermare che Berlusconi è un filo palestinese solo perchè Travaglio è dalla parte avversa a lui!!

  • NOWG

    Non si tratta di dire il vero o il falso (anche se ho una registrazione di Travaglio che spiega la questione palestinese a modo suo e alla faccia dei documenti e fatti storici) ma di dire tutto o solo una parte (quella che fa restare Travaglio saldo sul suo posto di finto dissidente accolto dai mezzi del Sistema). Un qualsiasi intellettuale che si dichiari “appassionatamente filoisraeliano” non può avere la mia stima.