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I LIMITI DI INTERNET O IL SILENZIO DELLE STRADE

DI BRIGITTE SCHÖN

Mentre stiamo comodamente seduti ad un tavolo guardando gli schermi del nostro computer e leggendo articoli di persone che stimiamo, felici per la sensazione di poter essere in grado di cambiare tutto ciò che vogliamo cambiare, semplicemente scrivendo un pezzo particolarmente rabbioso, tipo quello che sto per scrivere, ho ultimamente rivisto completamente questa sensazione di autocompiacimento, e ne sono scaturite le riflessioni seguenti:

E se il mondo, questo mondo di immagini televisive che conosciamo, fosse davvero ancora troppo arcaico e dopotutto reagisse ancora soprattutto ad immagini e a schemi di stimoli centenari? Cioè, cosa riescono ad ottenere le campagne politiche e gli articoli su internet? E questo significa che invece dovrei affrontare venti gelidi o piogge torrenziali e reggere qualche striscione alle manifestazioni per ottenere davvero qualcosa, significa che questi intensi articoli in rete non hanno tutta quell’influenza che noi rivoluzionari in poltrona vorremmo attribuirgli?

Lasciate che vi guidi attraverso un piccolo esperimento nella macchina del tempo. Tutto quello che vi chiedo di fare è di immaginare che ci fosse internet quando sono successe queste cose (ci sono migliaia di casi che si possono scegliere; ne ho solo pescato qualcuno a caso):

Gli inglesi stanno occupando l’India. Invece di radunare migliaia di indiani in pacifiche marce, Mahatma Ghandi lancia una campagna su internet contro il Ragià (principe britannico dell’ India). Secondo voi gli inglesi starebbero ancora governando l’India?

Prossima fermata la cortina di ferro. Centinaia di migliaia di tedeschi dell’est invece di cantare ogni singolo giorno e per settimane “WE are the people!” contro i leader della loro Repubblica Popolare (per questo la canzone), lanciano una massiccia campagna via e-mail chiedendo libertà e diritti che fino ad allora nella Germania dell’Est non erano stati garantiti dal loro Politburo. Secondo voi ne sarebbe risultata la caduta del muro di Berlino?

Veniamo alle notizie recenti: nonostante sia personalmente spaventata dall’impeto violento esploso nel mondo arabo per le vignette su un giornale danese insignificante, sebbe famosamente di destra – le polemiche mi sono sembrate un’opportunità orchestrata da queste dittature per far sbollire un po’ i loro sudditi – degli articoli incolleriti su forum di discussione nel mondo musulmano avrebbero attirato la stessa attenzione internazionale sulla causa delle ingiustizie commesse nei confronti dei musulmani di quanto non abbiano fatto i manifestanti? Secondo voi?

E in ultimo, ma non di importanza: Sapete che in Iran, in base a quello che ho sentito, c’è una forte comunità internet che in gran parte è critica verso il governo? No? Ma sapreste che esiste una forte opposizione in Iran se vedeste sulla NBC queste stesse persone manifestare? Sì?

Bene, ora dovreste essere pronti per capire dove davvero sto cercando di arrivare: finché non ci sono NUMEROSE e VISIBILI proteste di massa contro le attuali trame dell’amministrazione USA, scordatevi che qualsiasi veglia di cinque persone dalle buone intenzioni nella vostra città natale o qualsiasi articolo infuriato in rete riesca a cambiare qualcosa.

L’unica cosa che mette in difficoltà un governo sono le proteste di massa per MOLTI GIORNI DI SEGUITO. Non possono essere trascurate, è difficile ignorarle, non possono essere minimizzate, devono essere diffuse nel paese dove avvengono e nel mondo, in breve sono eventi importanti che fanno notizia.

Mentre internet è fantastico se si tratta di scoprire quante persone la pensano come voi, allo stesso tempo è tristemente un’arma silenzionsa e invisibile. Nessuna campagna su internet verrà trasmessa alla televisione in prima serata né pubblicata sulla prima pagina di un giornale. Se avete qualche dubbio provate solo a pensare all’Ucraina l’inverno scorso. È stata la vista di queste persone che per molti giorni hanno affrontato il gelo nei loro vestiti arancioni che hanno richiamato la vostra attenzione, non è vero? Avreste notato invece una qualsiasi forma di collera sui siti ucraini?

O sapreste qalcosa di Cindy Sheehan se avesse dato sfogo al suo dolore e alla sua rabbia sul web e non fisicamente, fuori dal ranch di Bush?

A un certo punto, se le persone vogliono davvero cambiare le cose, la rabbia repressa di molti statunitensi contro il loro governo dovrebbe essere espressa da lunghe proteste di massa (e parliamo di milioni) nelle città USA. Devono essere pronti ad alzarsi in piedi e a farsi contare.

Se no come avrebbe potuto Bernard-Henri Lévy, uno dei maggiori filosofi europei, uscirsene circa un mese fa con la diagnosi di ”stato semicomatoso della sinistra americana”, dopo aver fatto un viaggio negli USA? Beh, se lasciate il computer, questa è sicuramente l’impressione che fa.

Paradossalmente in un’era di eccessiva comunicazione elettronica rimane la protesta fisica che tuttora sembra l’unica azione capace di muovere le montagne, non il suo (sicuramente comodo) ersatz [sostituto – in tedesco nel testo, ndt.] cibernetico.

In fondo in fondo, la percezione umana non è cambiata poi cosí tanto.

Per cui meglio bardarsi per la pioggia…

Brigitte Schön ( b.schoen@chello.at è un’interprete austriaca e un’attuvista politica che scrive occasionalmente. Vive a Vienna.

Brigitte Schön
http://www.commondreams.org/
http://www.commondreams.org/views06/0305-29.htm
05.03.2006

Scelto e Tradotto per www.comedonchisciotte.org da OLIMPIA BERTOLDINI

Pubblicato da Olimpia

  • stari_ataman

    Brava . finalmente qualcuno che capisce che la realtà virtuale della rete ha valore solo se si traduce nella “realtà” della piazza. Questo mondo grazie a Dio è ancora un mondo fisico. Strigersi sotto braccio in una piazza aspettando la carica della polizia crea legami di solidarietà che nessuna letterea incazzata sul web può costruire. Dalla solidarietà tra le persone rinascono i popoli fatti di uomini.

  • Zret

    L’ho già scritto, ma lo ripeto: il muro cadde perché essi volero, non per le proteste dei Tedeschi dell’est. Cadde il nove novembre 1989, ossia 11 9. Vi ricorda qualcosa? Protestare? Ben venga, ma attenti ai manipolatori che sono da per tutto.

  • olix

    probabilmente hai ragione, zret, forse il muro di Berlino era l’esempio sbagliato, e la tua riflessione sulla data lascia davvero pensare.
    Ciò non toglie che gli esempi sono citati in quanto tali, e il senso dell’articolo non si focalizzava sugli eventi, ma sulla necessità di estendere la rivolta cibernetica al mondo reale, per evitare che diventi statica, e perché prenda vita concreta oltre che virtuale.

  • Zret

    Concordo. Anch’io dico sempre che bosogna uscire dalla Rete. Ciao!!!