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I HAVE A DRINN

DI EUGENIO BENETAZZO
eugeniobenetazzo.com

Da qualche mese ormai ho un drinn che continua a risuonarmi nella testa, un drinn che non mi ricorda un campanello per richiamare l’attenzione, quanto piuttosto un vero e proprio allarme di fuga. Fuga dall’Italia. Almeno imprenditorialmente parlando. Chi fa parte dell’Amministrazione Pubblica o chi si trova in pensione con una rendita più che dignitosa mantiene ancora la convenienza di starsene nel “Non più Bel Paese” a farsene il turista in casa propria. Chi invece è ancora giovane, o meglio ancora studente, è il caso che cominci a proiettarsi mentalmente di andare a lavorare e vivere al di fuori della penisola italiana.
Vorrei essere un po’ più accondiscendente, ma gli ennesimi episodi di gossip italiano a sfondo sessuale fanno comprendere che non solo non c’è speranza per il Paese, ma non c’è speranza alcuna per la popolazione, inebetita ormai a tal punto da essere completamente amorfa agli eventi quotidiani che la circondano. Per chi è giovane non vi sono prospettive lavorative alcune, al di là di quelle di cui parlerò alla fine di questo intervento: entro cinque anni infatti perderemo circa il 40 per cento del nostro potenziale manifatturiero, quindi altri milioni di posti di lavoro che dovranno essere trasformati in mansioni e compiti a singhiozzo, mal retribuiti e poco tutelati. Con i quali non si potrà alimentare il circuito dei consumi interni e tanto meno si potrà pianificare il proprio percorso di vita.
Quello che risulta più triste per chi ha la mia età è rendersi conto di come la generazione dei baby boomers (chi è nato tra il 1946 ed il 1963) sia riuscita ad avere tutto e vivere meglio di qualsiasi altra generazione precedente o successiva, andando ad ipotecare il futuro dei loro stessi figli. Come ho già avuto modo di raccontare durante lo show finanziario “Era il mio Paese” tutto questo fa parte di un processo inarrestabile che sta portando lentamente il nostro Paese prima a un declino industriale e successivamente al default economico. Non abbiamo ancora fatto la fine della Grecia grazie a tre elementi strutturali che ci danno ancora credibilità nei confronti delle comunità finanziarie internazionali.

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Per primo abbiamo la terza riserva aurea al mondo (dopo Usa e Germania), circa 2500 tonnellate di oro e con il metallo giallo che sembra essere proiettato alla fatidica soglia dei 2000 dollari l’oncia, sarebbe una credenziale molto convincente a dare sostegno a manovre di emergenza e salvataggio (pensate che Cina, India e Svizzera messe assieme detengono meno oro di noi italiani). In secondo luogo il “Non più bel Paese” detiene il più grande monte risparmio del mondo, vale a dire la ricchezza finanziaria in mano ai residenti italiani suddivisa tra depositi a vista, a termine, obbligazioni, azioni e altri strumenti finanziari. Come terzo punto di forza abbiamo il peso ed il volume consistente dell’economia sommersa, il polmone che tiene ancora in piedi le piccole imprese, senza il quale cesserebbero di esistere.

Se proprio dovessi dare un consiglio a livello imprenditoriale al fine di aiutare chi si sta per diplomare o chi deve scegliere la propria mission universitaria mi sento di sbilanciarmi su queste tre aree di investimento fornendo maggiori prospettive occupazionali: realizzazione e gestione di residence per anziani autosufficienti, produzione e gestione di fonti di energia rinnovabile (come imprenditore ci ho investito pure io) ed infine rilancio e promozione dei prodotti italiani tipici del mondo enogastronomico al di fuori dei confini europei. Inoltre qualora venissero effettivamente realizzate le centrali termonucleari in Italia (per le quali non nutro grande entusiasmo), si potrebbe considerare anche una quarta area di interesse che potrebbe generare tra diretto ed indotto oltre 500mila posti di lavoro.

Tutto il mondo occidentale sta vivendo una triste e inesorabile trasformazione causata dallo spostamento geoeconomico e geopolitico del baricentro del cuore del libero mercato: da New York/Londra, stiamo andando verso Ankara/Shanghai con inevitabili conseguenze per paesi come soprattutto il nostro in cui oltre 1/5 del PIL veniva prodotto dal settore manifatturiero. Il futuro occupazionale, la prosperità economica ed il centro del mondo saranno purtroppo in Asia, mentre l’Europa ed in misura maggiore l’Italia sono destinati a diventare prestigiosi cimiteri di elefanti.

Eugenio Benetazzo
Fonte: www.eugeniobenetazzo.com/
Link: http://www.eugeniobenetazzo.com/event/i_have_a_drinn.htm
25.01.2011

Pubblicato da Davide

  • caterinazanivan

    Dove stavi Benetazzo vent’anni fa?
    Perche’ io sono pure piu’ giovane di te, ma gia’ allora sapevo e vedevo, come chi voleva sapere e voleva vedere, in quale modo la Cina si stava trasformando.
    Andare all’estero? Davvero? A fare cosa? Perche’?
    Come mai tu non ci vai?
    Sai, io ci vivo all’estero e parlo con quelli che sono venuti qui e la maggior parte vuole/vorrebbe ritornare nel suo Paese. Paesi anche molto piu’ arretrati e poveri dell’Italia. Paesi dove si muore veramente di fame.
    Inviti ad andare all’estero per lavorare e creare impresa, certo. Per essere parte di questo sistema capitalistico che sta morendo.
    Andare all’estero significa solo separazione. Separazione dalla terra e separazione dalle persone. E la separazione tra gli individui sta alla base dell’esistenza del libero mercato. Andare all’estero significa oggi, solo, diventare oggetti di questa globalizzazione di mercato.

    E poi, chi li fara’ mai i prodotti tipici italiani da vendere fuori Europa quando gli italiani saranno all’estero? Li farai tu, come imprenditore, con operai senegalesi o di qualche altro Paese in cui, come fai tu, si vende la favola che all’estero tutto funzioni.

  • Tonguessy

    Ci risiamo. Dall’alto della sua postazione Maltese, il vicentino gestore di fondi di investimento spara le sue verità.
    “Fuga dall’Italia. Almeno imprenditorialmente parlando.”
    Ulteriori fughe? Non basta la delocalizzazione verso Romania, Polonia, Cina, Pakistan, India etc… e non basta la fuga di capitali verso lidi più remunerativi per le speculazioni, con conseguente impoverimento del tessuto lavorativo e produttivo italiano. Ne vuole di più, il Benetazzo. Così ci guadagna di più, grazie ai suoi fondi di investimento, che guarda caso non investono in Italia, ma che dall’Italia prelevano capitali.
    Ma la più orrenda di tutte le frasi é che “la generazione dei baby boomers (chi è nato tra il 1946 ed il 1963) sia riuscita ad avere tutto e vivere meglio di qualsiasi altra generazione precedente o successiva, andando ad ipotecare il futuro dei loro stessi figli.”
    Le lotte operaie degli anni ’60 (specialmente) e ’70 hanno portato a dei cambiamenti epocali nei rapporti di lavoro. Rapporti che adesso sono inghiottiti proprio da quei manager stile Benetazzo. Marchionne ha unilateralmente abolito il contratto nazionale.
    SICURAMENTE noi baby boomers abbiamo goduto dei risultati conseguiti dai nostri padri. Ma dare la colpa ai lavoratori per l’opera di sciacallaggio operata dall’elite finanziaria di cui fa parte Benetazzo va ben oltre la mia capacità di comprendere. In che modo un operaio avrebbe sottratto lavoro a suo figlio? E’ al contrario molto più semplice spiegare come e perchè chi manovra capitali all’interno del processo di globalizzazione possa impoverire nel giro di poco tempo un’intera nazione e fare sparire la middle class nel giro di pochi anni. Cioè quello che è successo negli USA e sta succedendo qui. Grazie a persone come Benetazzo, of course.

  • ericvonmaan

    Purtroppo è proprio un problema “filosofico” di base. In discussione c’è il modello di società in cui viviamo dal dopoguerra ad oggi, basato sul controllo dei grandi capitali da parte di ristrettissime oligarchie, governi a loro volta controllati, continua produzione e consumo di merci per la maggior parte inutili, masse inebetite da “pane et circensem” (TV e media controllati dai capi). Come si chiama…. capitalismo mi sembra?
    Tiriamo fuori dal cassetto non dico il Comunismo ma almeno un idea Socialista o Socialdemocratica dell’organizzare la società? Ovvero controllo statale dei settori chiave della società (sovranità monetaria, settore bancario, risorse naturali, acqua, politiche sociali, scuola, sanità, previdenza… lasciamo al settore privato tutto il resto)? Altrimenti non se ne esce, nemmeno Benetazzo (che spesso comunque ci azzecca anche se alla fine anche lui fa i suoi interessi) ha la soluzione… perchè non c’è.

  • IVANOE

    Benettazzo probabilmente è uno di quegli untori che cerca di fomentare la guerra tra giovani e vecchi… una scena che abbiamo già visto anche nei componenti dell’attuale governo.
    Benettazzo fa finta di non sapere perchè apertamente in mala fede che i baby boomers hanno un range di età molto più stretto dal 1946 al 1956 al massimo; che comunque se non ci fossero le rendite sicure di questi baby boomers i loro figli farebbero i ladri e le figlie le prostitute ad ingigantire le file di quelle che già ci sono in giro per l’italia….; che il lavoro, la pensione dei baby boomers è scaturito dalle lotte che questa generazione ha fatto nelle varie epoche 1968, 1977, ecc. ecc, , poi è arrivata la genrazione di Benetazzo i famosi yuppies e con le play-station e il grande fratello si sono messi a piangere ed a gridare contro i padri perchè loro non hanno niente…
    A Benetazzo ma a chi stai a tirare la volata ? A sacconi a marchionne così’ precarizzano pure gli attuali pensionati i famosi baby boomers che tengono in piedi l’economia dei figli ?
    Benettazzo se vuole rendersi utile spieghi perchè c’è tutto questo oro in italia e però c’è anche tanta tanta miseria, spieghi pure perchè c’è tutto stò risparmio in italia e chi lo detiene mentre ci sono milioni di lavoratori che guadagnano 1000 euro al mese.
    Perchè è vero che c’ è tutta sta ricchezza ma quanta di questa è onesta? Ep erchè non viene allora investita in italia per fa ripartite l’economia ? Forse è il frutto dell’evasione fiscale che Benettazzo riesce anche lui a coprire di quei tanti “bravi” risparmiatori ?
    Ecco Benettazzo spiegasse questo invece di deviare l’attenzione sui baby boomers .

  • eresiarca

    No, non ci sto ad andarmene. Sarebbe come dargliela vinta. Invece bisogna restare qua “in trincea”. A cercare che cosa, poi, all’estero? la grana? Allora se proprio uno se ne va, che vada nel Pamir in compagnia di qualche lama, che si ritiri sull’Atlante marocchino per seguire un sufi. Andarsene per questi nobili scopi ha certamente senso. Altrimenti, se si tratta di emigrare per “tentar fortuna” tanto vale restare e cercare di cambiare le cose qua. La situazione non è poi così difficile da decifrare: manca solo il coraggio di organizzarsi, per cui è molto più comodo lamentarsi ma fare come gli struzzi quando si tratta di agire. Guardiamo il panorama politico: esiste in Italia una “opposizione”? macché, mica si vorrà far credere che i partitucoli extraparlamentari (cosa vorrà dire, poi, in un sistema in cui, per un partito, conta solo stare in parlamento) siano di opposizione. D’altronde l’America non lo permetterebbe. In Europa in fatti non esistono partiti d’opposizione al sistema: lo poteva essere una Lega, ma poi s’è visto a quali compromessi è scesa. La verità è che la misura ancora non è colma, perché quando è colma una parte del popolo si organizza (v. la Carboneria, la Giovane Italia ecc.). Qua, ancora, siamo a lamentarci su internet…

  • cavalea

    Da Benetazzo mi sarei aspettato proposte forti e decise quali il ritorno alla piena sovranità degli stati, la liberazione dai lacci e dai diktat posti dagli organismi sovranazionali quali, FMI, WTO, UE, NATO, ONU, BM, etc. dazi doganali e frontiere controllate, ma vedo con dispiacere che anche lui si è manifestato per quello che in definitiva ha sempre cercato di nascondere.

  • Xeno

    Quoto

  • Hamelin

    Condivido il pensiero , l’Italia oltre alle mille spaccature retaggio dei tempi che furono , ha anche questa devastante spaccatura irrimarginabile del lavoro . Per chi resta ( dei giovani ) sappia solo che va incontro alla fame/schiavitu'( prendere 700/800 Euri al mese a 20 anni per 45/50 ore alla settimana non è già schiavitu’?) … o alla guerra civile … Siamo seduti su una polverierà che salterà in aria ben presto … Le cazzate non sono diamanti…e non durano per sempre…

  • amensa

    io, classe 1945, do sostanzialmente ragione a Benetazzo, benchè parta da presupposti completamente diversi.
    volendo dare un quadro storico ai 65 anni della mia vita, la racconterei così:
    fine anni’60 metà anni’70. la classe lavoratrice, spinta da una crescita consistente, rivendica la sua parte di benessere. col boom degli anni ’50 e ’60 si è prodotta tanta ricchezza reale, e la classe operaia vuole la sua parte, si organizza, e la rivendica fortemente.
    la reazione è violenta e spietata, stagione del terrorismo da una parte e delle bombe dall’altra. isolare, accontentare, distribuire benessere, puntare sulla paura dello stare insieme, per rompere l’organizzazione dei più deboli.
    la famosa marcia dei 40.000 quadri fiat, è il momento di svolta.
    quei quadri non si rendono conto di esser dalla parte sbagliata, di non esser diventati “borghesia” solo per aver acquistato un 3 camere e servizi, non si rendono conto di non essere loro, i padroni del loro destino, ma gli vierne fatto credere, e il movimento perde la parte più forte economicamente.
    metà anni ’70 fino alla fine anni ’80.
    continua la distribuzione di piccoli vantaggi individuali, il movimento perde forza e si rifugia nell’individualismo. i figli cominciano a volere tante cose e i genitori, presi dai sensi di colpa per averli trascurati, insistono nel dar loro sempre più cose ed esser sempre più assenti “per lavoro”.
    quel che prima era sufficiente alla famiglia grazie al reddito del capofamiglia, diventa pian piano insufficiente anche se ricavato dal lavoro dei due genitori, si accentua l’individualismo, ci si chiude nelle 4 mura e trionfa la televisione con i suoi messaggi consumistici.
    anni ’90 prosegue lo sfascio delle finanze pubbliche, iniziato per dividere il movimento operaio, continua come fonte di approvvigionamento per tutti coloro che riescono ad attaccarsi alla mammella pubblica.
    il debito sale alle stelle e il rischio di africanizzare l’Italia viene sventato perchè imposto solo grazie all’europa, e al progetto dell’euro.
    iniziano le manovre “lacrime e sangue” ovviamente a carico sempre dei soliti lavoratori, mentre l’evasione e l’elusione delle altre classi diventa addirittura scandalosa.
    è questo debito, creato per “comprare” consenso, per dividere una classe che aveva trovato nell’unità e nell’organizzazione una forza vincente sulla ricchezza ed il potere dominante, la miserabile eredità che cominciano a ritrovarsi sulle spalle i figli della generazione di chi, bene o male, ha goduto i vantaggi, o almeno le briciole dei vantaggi, usati per demolire la lotta vincente delle classi inferiori.
    e poi entriamo nel nuovo millennio, e questa è storia recente, con le sue crisi, lo spauracchio del terrorismo internazionale, la debolezza e la caduta prossima ventura di questo “modello occidentale” di società fondata sul consumismo più sfrenato e inutile, sulla finanza padrona dell’economia, sulla nuova proletarizzazione dei popoli che hanno vissuto un momento di riscatto, ma si sono adagiati troppo presto sulle loro conquiste, mentre il vero potere erodeva poco a poco tutti i risultati ottenuti.
    e così siamo giunti anche al modello Marchionne.

  • gabro

    L’unica analisi che avrebbe un senso da parte di un esperto di finanza dovrebbe essere relativa alla SOVRANITA’ MONETARIA che, da quando ci hanno portato nell’Euro, non abbiamo più. F*****o all’Unione Europea ed ai Globalisti MassoSatanisti tutti!!!!

  • luigiza

    Mensa io sono nato l’anno successivo al tuo.
    La tua analisi la condivido perchè sono stato anche io testimone di quegli avvenimenti.

    Unico disaccordo lo vedo nella tua, per me eccessiva, fiducia nella capacità del mondo operaio di auto-governarsi.
    luigiza

  • kirby77

    Non fate confusione, Benetazzo descrive una situazione, non la auspica nè la avvalla;
    tra l’altro è uno dei pochi che nelle varie reti locali ha parlato di signoraggio, e non certo per difendere le banche…

  • rocks

    Anche a me sembrava una cosa del genere.
    Però non condivido mai il consiglio di andare all’estero. Vale la pena restare perché emigrare (un termine che non è più di moda) fa comodo alla globalizzazione come detto da altri. La perdita delle radici (lo vediamo negli stranieri in Utalia) è una cosa triste e dura da vivere. E poi le tre ragioni di Bennettazzo, se vere, spenso siano garanzia di spuntarla almeno come gli altri. Alla fine il nero (l’anarchia illegale) ci salverà.

  • amensa

    e infatti non lo è stata affatto.
    è caduta dalla padella dello sfruttamento individuale, alla brace del consumismo, per ritrovarsi nella stessa padella.

  • lucamartinelli

    Registro che quasi tutti i commenti degli amici sono molto critici verso Benetazzo. Ora, io penso che non bisogna pretendere nulla dalle persone bensi’ prendere quello che di buono ci dicono perche’ ogni azione dipende da noi e solo noi ne siamo responsabili. Ricordo che Benetazzo nel 2006 pubblicava un libro “Duri e puri” che per primo anticipava cio’ che si è in seguito verificato. Quindi lo ringrazio. per il resto non voglio null’altro da lui che essere informato. Non mi interessa se è un operatore di borsa che in fondo fa anche i suoi interessi. Non ci trovo nulla di illecito. Per quento concerne il consiglio di emigrare mi sembra che sia in buona compagnia: ricordate la lettera di Celli al figlio? Buona giornata a tutti

  • IVANOE

    Caro amico, il problema non è solo Benetazzo ma quanti come lui continuano a scrivere sul blog in qualità di specialisti e continuano solo a dire le cause ma mai trovare soluzioni obbiettive ai problemi, così come nel suo libro del 2006 che secondo te aveva previsto quello che accadeva oggi… invece di fare il vegente poteva nel suo libro del 2006 trovare i rimedi ai problemi odierni, non credi ?
    Purtroppo la nostra storia sarà sempre contornata di questi personaggi che ci dicono il male ma mai la vera cura.

  • stefanodandrea

    Commento da incorniciare

  • martiusmarcus

    straordinaria caterina… ce ne fossero come te! bisognerebbe clonarti.

  • germanico

    Mi rivolgo a tutti voi commentatori e autori e aprite bene gli occhi e le orecchie l’italia e’ un paese in declino da almeno 20 anni da quando i vari dini amato prodi e sopratutto draghi al soldo dei potentati bancari hanno deciso di privatizzare l industria pubblica italiana e di flessibilizzare il mondo del lavoro con l introduzione dei contratti co.co.co.con il supporto dei sindacati unitari C.g.l C.i.s.l. U.i.l.
    e assolutamente vero quello che dice benetazzo quelli nati dalla fine della guerra fino al 60-63, hanno usufruito di un benessere che si basava sul paradigma capitalismo -comunismo,con la caduta di questo ultimo e venuto meno l equilibrio di conseguenza il capitalismo mostra la sua vera faccia, si sta liberando piano piano di tutti i lacci e lacciuoli che legano e che impediscono al capitale di scivolare, questo significa distruggere lo stato sociale, i diritti del mondo del lavoro ec ecc.riitornando di fatto ha un mondo preindustriale.Io penso che l italia avendo un debito pubblico stratosferico prima o poi fara’ default(secondo siamo agli sgoccioli, anzi se avete soldi investiti in bot e cctt,toglieteli subito)guardate cosa sta facendo tremonti taglia tutto questo che significa? molte aziende stanno chiudento altre sono con l acqua alla gola,quindi l invito di andare a cercare lavoro professionale all estero e piu che accettabile, in italia lavoro non ce ne’ anzi ce ne’ ma lavoro per immigrati nell agricoltura o come badanti.Quindi italiani cari se volete rimanere qui vi dovete accontantare oppure fare la rivoluzione .capito

  • pedro

    hai centrato il bersaglio al 100 per cento caterina

  • Luka78

    Cavalea, ti stai sbagliando. Benetazzo, nei suoi articoli nel proprio sito web, ma anche nei suoi libri, ha parlato ( e parla ) del FMI, WTO, ecc..

    Se non ti va di leggere, allora guarda il suo dvd L’Economia alla Sbando [www.macroedizioni.it] e ti renderai conto che parlerà anche di ciò che dici di cui lui non tratta.

    Purtroppo – non te ne faccio una colpa – non so perchè, ma va sempre più di moda demonizzare e basta.

    Luka78

  • lucamartinelli

    caro Ivanoe, forse anche tu pretendi troppo. Penso infatti che il compito di trovare soluzioni spetti innanzitutto alla politica e non a Benetazzo. Inoltre, dopo essere stati correttamente informati, anche noi umili saremmo in grado di trovare soluzioni, non credi? Il problema vero, alla fine, è che la politica nemmeno si sognava di raccontare al popolo come stavano le cose. Quindi sono certamente i meno indicati, ma, ahimè, hanno il potere. cordialita’

  • Luka78

    Quando si è accecati dalla rabbia, non si vuole vedere e nè sentire.

    Forse, per comprendere certi ragionamenti ( non è un’accusa quella che sto scrivendo ) bisognerebbe rapportarsi ad essi con un’altra visione delle cose.
    Forse l’interesse da poco tempo a certe tematiche, possono portare a questo.

    Auguri a tutti/e.

  • Luka78

    Ivanoe, se tu avessi letto i suoi libri, visto i suoi filmati su YouTube e visto i suoi dvd, ti saresti risposto da solo.

    Forse, a mano a mano, nuovi internauti nascono e tu, chissà, da poco arrivato, non essendoti informato, spari accuse.
    E ti rapporti a simili tematiche con un approccio sbagliato.

  • Luka78

    Ragazzi e ragazze schiumanti rabbia contro Benetazzo:
    o state in mala fede oppure, pur rimanendo in buona fede, non volete più di tanto ragionare.
    Capisco, la voglia di avere le proprie certezze è forte, ma la realtà DEVE portare anche ad un cambiamento interiore che elemini le nostre convinzioni che ci crogiolano nella bambagia.

    Lo so, sto parlando come un vecchio saggio ( non sono nè l’uno e nè l’altro ), ma altro non saprei che dirvi.

    Benetazzo dice la sua, voi avete le vostre idee, ma questa rabbia è sbagliata.
    Conservatevi le energie – soprattutto mentali – per quando ci sarà da organizzarsi. E’ meglio.

    E occhio a chi vuol portarvi fuori strada. Potrà benissimo avere il suo tornaconto personale.

    Auguri a tutti/e

  • Monarch

    benetazzo ma ste cose chi te le pubblica???

  • sheridan

    Grande articolo del solito grande Bnetazzo. Purtroppo i commenti fanno letteralmente cag… ma questo e’ normale, su internet il 99% e’ solo spazzatura e purtroppo non hanno ancora inventato una discarica virtuale in cui raccogliere la munnezza prodotta in quantita industriale. Unico punto che non condivido e’ quando parla di conflitto generazionale. Non e’ affatto vero che la difficolta’ dei giovani deriva dai troppi privilegi dei loro padri, deriva invece dalla progressiva concentrazione della ricchezza in poche mani derivante da rincoglionimento proprio delle classe giovanili. Se i giovani anziche scrivere cag… su feisbuk si organizzassero in movimenti reali con piani di lotta dura e pura come si faceva negli anni 60/70 allora forse potrebbero migliorare di molto la loro condizione. La tragica verita’ e’ che i “giovani” fino a 35/40 anni son cresciuti nel regime berlusconiano che ha fatto di loro delle docili pecore rimbambite.

  • cris79

    Tonguessy secondo me travisi e ricodifichi quello che a scritto benetazzo a tuo modo. Non ha detto “che bello delocalizziamo ancora di più per inculare la povera gente” Stà dicendo una cosa semplice e vera. Che il settore manufatturiero (come il resto per altro) in italia stà scomparendo,morendo! Tutto si stà trasferendo in Asia e non si potrà mai competere con loro.piacia o non piacia.
    Le fabbriche stanno chiudendo e tra pochi anni l’italia(l’europa)sarà un cimitero di desolazione. Il futuro economico sarà in cina,india,brasile….
    Da qui il consiglio se avete un progetto, meglio all’estero. se si è giovani qua non cè futuro!
    Inqualunque modo la giri,l’economia e la produzione guarderà verso l’asia…se lo vuoi capire bene,altrimenti ti rimane solo di arrabbiarti e roderti(con ragione anche!) per il nostro paese che và sgretolandosi distrutto da politici,banchieri,cialtroni ecc…

  • Tonguessy

    Andiamo per ordine. Nel sito del Benetazzo (“il primo ed unico predicatore finanziario in Italia”, qualsiasisi cosa questo voglia dire) si legge che è “operatore di borsa indipendente e gestore di patrimoni, vive e lavora tra l’Italia e Malta” dove “ricopre la carica di Presidente del Consiglio di Amministrazione in Deltoro Holding”.
    http://www.eugeniobenetazzo.com/profilo.php
    Ora nel sito della Deltoro Holding si legge che questa società opera “nel mondo della speculazione finanziaria ed immobiliare”.
    http://www.deltoroholding.com/
    Ora mi risulta che la speculazione sia quella cosa che favorisca l’esportazione di capitali dove questi hanno possibilità di crescere e moltiplicarsi, grazie alla globalizzazione. La speculazione è strettamente legata a devianze matematiche come i CDS, gli hedge funds, i futures etc…tutte amenità immesse nel mercato borsistico da Merton e Scholes e che valse loro il Nobel per l’economia (che, bada bene, non è nè finanziato nè sponsorizzato dalla famiglia Nobel, ma dal sistema bancario).
    Cosa fa quindi Benetazzo di professione? Specula grazie ai sistemi di Wall Street, in mano ai banksters. Vorresti forse farmi credere che lui voglia consigliare di mantenere i capitali all’interno dei confini nazionali per arricchire la nazione invece che speculare sul mercato internazionale per arricchire le solite elites finanziarie o la fascia immediatamente inferiore di chi si può permettere di investire nel torbido mondo dell’investimento speculativo?
    Ma ti rendi conto di quello che scrivi?

  • Tonguessy

    Andiamo per ordine. Nel sito del Benetazzo (“il primo ed unico predicatore finanziario in Italia”, qualsiasisi cosa questo voglia dire) si legge che è “operatore di borsa indipendente e gestore di patrimoni, vive e lavora tra l’Italia e Malta” dove “ricopre la carica di Presidente del Consiglio di Amministrazione in Deltoro Holding”.
    http://www.eugeniobenetazzo.com/profilo.php
    Ora nel sito della Deltoro Holding si legge che questa società opera “nel mondo della speculazione finanziaria ed immobiliare”.
    http://www.deltoroholding.com/
    Ora mi risulta che la speculazione sia quella cosa che favorisca l’esportazione di capitali dove questi hanno possibilità di crescere e moltiplicarsi, grazie alla globalizzazione. La speculazione è strettamente legata a devianze matematiche come i CDS, gli hedge funds, i futures etc…tutte amenità immesse nel mercato borsistico da Merton e Scholes e che valse loro il Nobel per l’economia (che, bada bene, non è nè finanziato nè sponsorizzato dalla famiglia Nobel, ma dal sistema bancario).
    Cosa fa quindi Benetazzo di professione? Specula grazie ai sistemi di Wall Street, in mano ai banksters. Vorresti forse farmi credere che lui voglia consigliare di mantenere i capitali all’interno dei confini nazionali per arricchire la nazione invece che speculare sul mercato internazionale per arricchire le solite elites finanziarie o la fascia immediatamente inferiore di chi si può permettere di investire nel torbido mondo dell’investimento speculativo? Ma ti rendi conto di quello che scrivi?

  • cris79

    non ci stiamo capendo per me o non riesco farmo capire.

    “Vorresti forse farmi credere che lui voglia consigliare di mantenere i capitali all’interno dei confini nazionali per arricchire la nazione invece che speculare sul mercato internazionale”

    no. stà dicendo che è delirio investire nel nostro paese. è sconveniente per i mille motivi che siano burocratici,fiscali,concorrenziali. Ti sei mai chiesto perchè non investe mai nessuno in italia? non potrai mai competere con la cina sia a livello di vantaggio fiscale che costo produttività..morale della favola è un buco nero che si allarga sempre di più e che il destino è segnato per l’italia).

    Ti confondi le idee associare il lavoro di operatore finanziario di benetazzo con l’andamento REALE della economia produttiva. ripeto il futuro è Cina,india brasile..
    quando si specula sulla grecia(esempio) lo si fà perchè lo sanno tutti(chi opera nelle borse) che sono tecnicamente già morti col destino segnato. si specula,verissimo! non lo approvo neanche io. ma è un fatto quello che stà succedendo in grecia e a macchia d’olio in europa. se migliaia di aziende se ne vanno o chiudono è normale che un crollo della forza lavoro comporterà una serie di eventi a catena a peggiorare.

  • Tonguessy

    Già: non ci possiamo proprio capire. Esiste una differenza abissale tra chi specula e chi investe. Lo conosci Dov Charney? E’ il proprietario di American Apparel.
    “in un mondo dove domina l’outsorcing e ogni capo viene fatto in Cina, Vietnam, Pakistan o dove costa meno il lavoro, American Apparel realizza tutto, dall’ideazione all’impacchettamento, in una fabbrica di sette piani a Los Angeles. Mentre nelle altre aziende del settore l’occupazione cala, lì aumenta. E la maggior parte dei lavoratori sono immigrati. Di cui Dov Charney chiede la regolarizzazione, comunque abbiano passato la frontiera. Per lui non ci sono clandestini, solo gente che si sposta, e ha diritto di farlo.”
    http://americanapparel.net/presscenter/articles/200809gq.html
    Lui investe, vuole che le risorse del suo paese restino all’interno del suo paese. Ed i fatti gli danno ragione: il suo fatturato è in costante ascesa. Adesso la vuoi capire la differenza tra speculare con la globalizzazione ed investire nel paese che ti ha visto nascere e che merita di essere considerato la tua patria?