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I BANCHIERI STRANIERI STRINGONO I CORDONI DELLA NOSTRA BORSA

DI HENRY MAKOW

Una vignetta di “Far Side” descrive bene la nostra innocenza a proposito della democrazia.
Uno schiavo ai remi di una nave vichinga alza le mani e chiama la guardia addetta alla frusta: “Yoo-hoo! Oh, yoo-hoo.. credo che mi stia venendo una vescica.”
Come quest’uomo, la maggior parte delle persone crede che i nostri leader rappresentino i nostri interessi.
“Yoo-hoo, Signor Bush, hai mentito sulla storia dell’Iraq in possesso di armi di distruzione di massa.”
Ad una riunione dell’elite, Bush sarcasticamente guarda sotto il suo leggío e sbotta: “Ma dove sono queste armi di distruzione di massa?”


Un gruppo ristretto di banchieri internazionali sceglie i nostri “leader”. Questa cricca, che subdolamente controlla ogni aspetto significativo della nostra realtà, sta instaurando gradualmente un Orwelliano stato di polizia globale. Gran parte della classe media ed alta è stata portata con l’inganno a pensare che stanno costruendo un mondo migliore.

Provalo, dite?

“The Naked Capitalist” (Il Capitalista Nudo), di W.C. Skousen (disponibile su www.abe.com
e su www.bookfinder.com) è un’altra pistola fumante. E’ basato sulle rivelazioni contenute nel libro del Professor Carrol Quigley “Tragedy and Hope: A History Of The World in Our Time.” (Tragedia e Speranza: Storia del Mondo ai Giorni Nostri) (1966)


Quigley, Professore di Storia alla Foreign Service School della Georgetown University, fu un’affidabile fonte interna con accesso ai loro archivi privati. Egli sentiva che il complotto, di cui faceva parte, fosse troppo importante per essere mantenuto segreto. Ad ogni modo, poco dopo la pubblicazione, il suo libro fu tolto dal mercato.

Cleon Skoussen fu agente dell’FBI per 16 anni e fu il Capo della Polizia di Salt Lake City per 4 anni. Il suo libro “The Naked Capitalist” distilla le prove più scioccanti citate nelle 1300 pagine dell’intrepido libro di Quigley.

In sole 122 pagine, il libro “The Naked Capitalist” (1970) offre una testimonianza concisa, lucida ed assolutamente convincente della cospirazione ad opera dei banchieri internazionali. Gli storici che hanno largamente ignorato questo materiale hanno tradito la fiducia pubblica.

LA NOSTRA DIFFICILE CONDIZIONE

Quigley conferma che una rete di dinastie di banchieri ha, citando le parole di Skousen, “acquisito un controllo asfissiante sugli affari di praticamente tutta la razza umana.” Secondo Quigley, questa rete comprende le dinastie “Baring, Lazard, Erlanger, Warburg, Schroder, Selingman, gli Speyers, Mirabaud, Malet, e soprattutto Rothschild e Morgan.” (Citazioni tratte da “Tragedy and Hope”, 51-52)

Quigley conferma che, cominciando con la Banca d’Inghilterra nel 1694, queste dinastie si sono organizzate in un sistema di banche centrali che addebitano alle loro rispettive nazioni miliardi di dollari sotto forma di interessi per il privilegio di utilizzare moneta sostenuta dal credito delle nazioni stesse. In altre parole, hanno messo in piedi un imbroglio di proporzioni mostruose.

Quigley cita William Gladstone, che nel 1852 ricopriva la funzione di Chancellor of the Echequer: “Il Governo stesso non doveva avere potere sostanziale sulla Finanza, doveva invece mantenere il Potere Monetario supremo e incontestato.” (325)

Detto in altro modo, un monopolio privato del credito controlla a suo piacimento i cordoni della borsa di tutti i Governi Mondiali.

Con il potere di creare moneta dal nulla, essi hanno naturalmente messo le mani su tutta la ricchezza mondiale possibile. Quigley scrive a riguardo della formazione del loro gruppo di controllo o cartello Americano: “Il periodo compreso tra gli anni 1884 e 1933 fu il periodo del capitalismo finanziario, nel quale le banche d’investimento si mossero da una parte verso il credito commerciale e le assicurazioni, e dall’altra verso l’industria pesante e il trasporto ferroviario. Così facendo, esse furono in grado di mobilitare ingenti ricchezze e di maneggiare un enorme potere economico, politico e sociale.” (71)

Da allora, e tuttora, sono proprio i loro rappresentanti, il cosiddetto “Eastern Establishment” e in particolar modo i Morgan ed i Rockefeller, a gestire il potere negli Stati Uniti d’America. Lo strumento principale è il Council on Foreign Relations (Consiglio per le relazioni Estere).

Secondo Quigley, il fine ultimo è “niente meno che la creazione di un sistema mondiale di controllo finanziario in mani private che sia capace di dominare il sistema politico di ogni nazione e l’economia mondiale allo stesso tempo. Questo sistema deve essere controllato… dalle banche centrali… in un’azione concertata.” (324)

Quigley conferma che i banchieri hanno manipolato gli istinti collettivi dell’umanità finanziando i movimenti Socialisti e Comunisti. I banchieri amano i Governi di grandi dimensioni poichè il monopolio ultimo è lo Stato. Attraverso quest’ultimo, possono annientare la competizione e controllare debito, risorse, domanda di mercato e lavoro.

A proposito della presa di potere Comunista nel governo statunitense negli anni ’30 e ’40, Quigley scrive: “si deve capire che il potere che questi uomini di sinistra esercitarono non è mai stato frutto del potere del Comunismo, ma fu l’espressione del potere della cricca finanziaria internazionale.” (954)

In altre parole, milioni di idealisti impegnati nella causa della fratellanza e uguaglianza mondiale furono (e sono) ingannati e usati allo scopo di diffondere uno schema totalitario di concentrazione della ricchezza e del potere nelle mani dei super ricchi. Molti Progressisti, Comunisti, Femministe, e Globalisti più saggi continuano a prosperare mentre mellifluamente pretendono di servire l’umanità.

Il Potere Monetario domina il dibattito e incoraggia l’impasse offrendo copertura alle ombre della politica ed emarginando chiunque metta loro sotto i riflettori. (Vi siete mai chiesti perchè Noam Chomsky non menziona mai i banchieri internazionali e il sistema del credito?) I media sono controllati attraverso la pubblicità e la proprietà diretta.

Quigley scrive: “Per Morgan tutti i partiti politici erano semplicemente organizzazioni da sfruttare, e la cricca è sempre stata ben attenta a tenere un piede in ogni scarpa. Lo stesso Morgan, Dwight Morrow ed altri partner erano alleati dei Repubblicani; Russel C. Lewffingwell erano alleati dei Democratici; Grayson Murphy era alleato con l’estrema Destra, e Thomas W. Lamont era alleato della Sinistra. (945)

CONCLUSIONE

Una piccola cricca di persone che non sono nemmeno cittadini ha nelle sue mani i cordoni della borsa di ogni nazione.

Ciò concorre ampiamente nello spiegare la “globalizzazione” e la spinta verso un unico Governo Mondiale. Spiega l’assalto alla razza, alla religione, alla nazione e alla famiglia. I banchieri vogliono un mondo omogeneo che non offra basi alla resistenza.

Questo spiega perchè in un periodo di supposto pericolo per la nostra sicurezza, il confine meridionale degli Stati Uniti sia in concreto un colabrodo. I banchieri vogliono indebolire il carattere Europeo dell’America, che viene percepito come un pericolo.

Questo spiega la guerra in Iraq, ed il fatto che non ci sia opposizione da parte dei partiti politici e dei mezzi d’informazione di massa. Questa guerra dissacra la culla della civilizzazione, ed è un assalto all’Islam. Ed è un’ottima opportunità di creare altro debito ed arricchire i banchieri e le multinazionali loro alleate.

Tutto ciò spiega l’11 Settembre, il repressivo Patriot Act e la truffaldina “Guerra al terrore”.

Spiega la depravazione dei mass media e lo stupefacente sistema educativo. Potrei andare avanti ma vi siete sicuramente già fatti un’idea. Siamo plancton alla mercè di una balena gigante. Come minimo, almeno sforziamoci di non sprecare energia a pensare che viviamo in una società libera e aperta.

La nostra democrazia è un trucco. Teoricamente incarna le aspirazioni della nazione. In realtà, maschera la subdola agenda anti-umana dei banchieri centrali.

Fonte:www.rense.com
Link: http://www.rense.com/general67/democracyisanillusion.htm
21.08.05

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di UNABONZER

Pubblicato da Davide