HUGO CHVEZ, UOMO DELL'ANNO PER CARMILLA

DI VALERIO EVANGELISTI
Carmilla Online

Quest’anno, alla rivista Time, è capitato un curioso incidente. Ha pensato di affidare ai suoi lettori on line la scelta dell’ “uomo dell’anno”, cui consacrare la prima copertina del 2007. Pessima decisione, visto che il personaggio più votato è stato il presidente del Venezuela Hugo Chávez, seguito dal capo del governo iraniano, Mahmoud Ahmadinejad.

Di fronte a due nomi imbarazzanti, Time ha scelto una via degna di Ponzio Pilato. Ha cioè deciso di conferire il titolo di “uomo dell’anno” ai votanti stessi. La copertina è andata a un generico “popolo di Internet”.

Ebbene, Carmilla non sta al gioco e conferisce il titolo proprio al personaggio indicato dai lettori di Time. Seguono le motivazioni.

Sono tre anni che su Carmilla non mi occupo dell’Iraq. L’ultima volta che lo feci fu con un articolo intitolato L’Iraq è un severo maestro. A ciò che scrissi allora non ho trovato, in seguito, altro da aggiungere. Gli esiti catastrofici dell’intervento presunto “umanitario” sono sotto gli occhi di tutti. Lo stesso governo degli Stati Uniti ha finito per ammettere la propria sconfitta. Saddam Hussein è stato impiccato, ma la fine della sua dittatura lascia un paese in piena guerra civile e sull’orlo della divisione, governato da un esecutivo fantoccio che in realtà non controlla nulla, e retto (si fa per dire) da una Costituzione che altri hanno scritto per suo conto.Tutti – dico tutti – i precedenti interventi armati “umanitari”, “democratici”, “preventivi”, sono finiti allo stesso modo: con pure bruciature sulla carta geografica. La situazione nel Kosovo, di cui non parla più nessuno, è semplicemente ingestibile. La Somalia è un inferno in cui si combattono bande islamiste, poteri feudali e un’Etiopia mossa da poco celate intenzioni imperiali sulla regione. L’Afghanistan, dotato a forza di un presidente-marionetta che non controlla nemmeno la periferia della capitale, pare ripiombato in pieno feudalesimo.

Ricordo un dialogo telefonico che ebbi all’epoca dei bombardamenti sull’Afghanistan, nella trasmissione Fahrenheit di Radio Rai Tre, con due “opinionisti” fra i più ambigui: Gianni Riotta e – udite, udite – Maria Giovanna Maglie. Il primo, appena capì (ci mise un po’ a farlo: è meno sveglio di quanto si creda) che ritenevo l’invasione dell’Afghanistan, in quelle forme efferate, qualcosa di controproducente, mise giù il telefono. La seconda, femminista a scoppio ritardato, mi strillò nelle orecchie che finalmente le donne afgane si erano liberate dell’odioso bourkha. Mi dispiace per lei, ma non è vero per niente. Le afgane indossano il bourkha come prima. La sua abolizione non era nei programmi né dell’attuale presidente-copertina, l’ex ristoratore Kanzai potente quanto Romolo Augustolo, né della cosiddetta Armata del Nord, coalizione tumultuosa di feroci capitribù (qualcuno ricorderà il parlamento arabo del film Lawrence d’Arabia), né, mi dispiace per i fan, del mitico Massud. Integralista musulmano, in apparenza filo-occidentale, che tra i suoi bersagli ebbe sempre le scuole afgane aperte anche alle donne.

Il suo ideale, in certa misura, è stato conseguito. Non ci sono più i Talebani al potere, ma l’Afghanistan “liberale” e liberato somiglia molto al precedente. A pochi, tra i governanti del mondo e tra gli operatori dei media al loro servizio, sorge il dubbio che “guerre umanitarie”, stragi di civili (altrimenti detti “vittime collaterali”), occupazioni armate servano a poco o a nulla.

Le uniche invasioni statunitensi pienamente riuscite, nell’ultimo ventennio, sono state quelle di Grenada e di Panama. Un’isoletta con vocazione turistica e una città, peraltro bruciata per un terzo (con gli abitanti dentro). Splendidi esempi di strategia politico-militare.

Le minacce del basso impero americano, invasato dalla sua vocazione protestante di esportare modelli di società e stili di vita, si sono spostate sempre più a Est. Qui hanno trovato controparti più rigide di ciò che si attendevano. Una di queste è la Cina, che nelle settimane scorse ha deciso, dopo anni di tentennamenti, di sostituire l’euro al dollaro nelle transazioni internazionali. Sulla traccia di ciò che hanno promesso di fare, in tempi appena un poco più lunghi, Russia, Iran e India (quest’ultima più propensa a usare l’oro, invece che la moneta europea). Brasile e Argentina, mi informa il giornalista italiano residente in Venezuela Tito Pulsinelli (presto pubblicheremo un suo articolo, primo di una serie), hanno deciso di usare negli scambi la moneta nazionale, in attesa della moneta unica del Mercosur, il mercato comune latinoamericano.

Una delegazione americana, capeggiata dai senatori Paulsen e Bernanke, si è precipitata in Cina, ma è tornata a mani vuote. I cinesi, negli ultimi anni, hanno perso troppo, dagli scambi in dollari, per un ripensamento. La decisione è irreversibile.

Quando Emmanuel Todd pubblicò il suo Dopo l’impero, ed. Net, 2005 (“Après l’Empire”, Gallimard, 2002), pochi presero sul serio la tesi centrale del saggio: l’aggressività dell’amministrazione Bush sarebbe stata dovuta non alla forza, bensì alla debolezza crescente degli Stati Uniti. Debolezza di natura prevalentemente economica, e legata all’enorme debito estero della superpotenza, finora coperto dall’essere il dollaro la moneta internazionale di scambio.

La perdita di quest’ultima prerogativa del dollaro porrebbe allo scoperto la fragilità dell’economia americana, con conseguenze facili da prevedere. Forse anche per evitare questo Bush ha attaccato due paesi, Afghanistan e Iraq, strategici nel campo degli approvvigionamenti energetici, uno dei quali – l’Iraq – era stato il primo a minacciare il passaggio all’euro quale moneta di scambio. Se c’è una cosa chiara a tutti, è che la “lotta al terrorismo” era, almeno nel caso iracheno, puro pretesto, e che la battaglia per la democrazia nel mondo costituiva il più inconsistente degli alibi. Bush era interessato al bourkha delle donne afgane quanto alla vita sessuale dei formichieri.

Purtroppo per lui Cina e Russia non sono passibili di invasione armata e, oggi, non lo è nemmeno un’America Latina quasi completamente ribelle. Restano, all’amministrazione statunitense, labili possibilità di ricatto per interposta persona. Così, la fedele Arabia Saudita (un bel modello di democrazia!), ha annunciato alla Cina, assetata di risorse energetiche a causa di uno sviluppo economico travolgente, che non le fornirà petrolio se non in cambio di dollari.

La Cina ha risposto alla minaccia stringendo accordi con altri paesi fornitori di petrolio: Iran, Nigeria ecc., fino al Venezuela. Ha risorse energetiche assicurate per trent’anni.

Parlando di Venezuela torna in ballo Hugo Chávez, l’uomo dell’anno.

Non è tanto facile accusare Chávez di essere un “dittatore”. Le sue conferme, alla presidenza del Venezuela (l’ultima col 67% dei suffragi), sono avvenute attraverso elezioni assolutamente limpide, monitorate da una folla di osservatori internazionali. In cambio, Chávez ha patito, dai tristi sostenitori del “liberalismo occidentale”, attentati da cui pochi sarebbero usciti indenni, senza un enorme consenso popolare alle spalle. Tali furono, nel 2002, lo sciopero dell’industria petrolifera, di cui lui auspicava una gestione con finalità sociali, e nello stesso anno un colpo di Stato apertamente appoggiato dagli Usa, condito da notizie totalmente false provenienti dai media privati (se oggi sappiamo la verità lo si deve al coraggio di alcuni documentaristi inglesi, che filmarono quanto accadeva).

Chávez rimase prigioniero due giorni e fu liberato grazie a un’incontenibile pressione popolare a suo sostegno.

Chávez si sottopose anche a un referendum concepito per abbatterlo, e che invece lo riconfermò. Poi agì in piena coerenza con quelle che erano state le sue promesse. Riportò le risorse petrolifere sotto il controllo dello Stato, e fece sì che le eccedenze andassero a beneficio dei meno abbienti, sotto forma di servizi d’ogni tipo (cosa gravissima agli occhi del corrispondente dal Venezuela di Repubblica, pronto a denunciare lo scandalo di plebi affidate a un’assistenza pubblica omnipervasiva). Instaurò scambi internazionali in cui il petrolio era pagato non in dollari, bensì in beni e servizi. Avviò ripartizioni di terre incolte, progetti urbanistici, sostegno alle cooperative, protezioni per la pesca.

Peggio ancora, Chávez ha allacciato rapporti fraterni di scambio con l’Iran (alla faccia della “guerra di civiltà”: cattolici da una parte, musulmani dall’altra), con la Cina, con buona parte dell’America Latina. Ha relazioni strettissime, oltre che con Cuba, con Bolivia ed Ecuador. Coltiva amicizia con Brasile, Argentina, Uruguay ecc., e spesso si propone quale mediatore nei conflitti che ancora dividono questi paesi. Ma il peggio del peggio è stato il chiudere la propria ambasciata in Israele, dopo i bombardamenti sul Libano, con la laconica motivazione che intrattenere rapporti diplomatici con un “paese così” non gli interessava, e non interessava al Venezuela.

Il crimine capitale di Chávez, agli occhi dei nostri maggiori quotidiani, è stato proclamare l’attualità di un “socialismo del XXI secolo”. Tale socialismo non è in realtà tanto più estremo della socialdemocrazia cui il nostro “centrosinistra”, qualche volta, si richiama, eppure basta a suscitare orrore. Vediamo, molto in breve, di cosa si tratti, e perché le reazioni siano feroci a tal punto (cioè fino ad avallare, nel 2002, un colpo di Stato contro Chávez, spacciandolo come un ritorno a una non meglio precisata “democrazia”, mentre Chávez stesso, la vittima, sarebbe un golpista).

In Spagna è uscito nel 2005 un libro così reazionario e codino da mettere i brividi, ma quanto mai interessante, di tale Jesús Trillo-Figueroa, intitolato La ideología invisible. El pensamiento de la nueva izquierda radical (ed. Libroslibres, Madrid). Per quanto ne so, si tratta della prima opera in Europa che cerca di dare organicità e sistematicità alle tesi di quella che, ormai universalmente, viene definita “sinistra radicale” e che, in apparenza, si direbbe poggiare sul puro pragmatismo.

Il merito di Trillo-Figueroa, pur nell’ambito di un’avversione persino viscerale, è di avere individuato il femminismo, e le modificazioni che ha indotto nel movimento operaio tradizionale, quale componente di un socialismo di nuovo conio, non esclusivamente marxista. Un socialismo, cioè, in cui la tematica della proprietà dei mezzi di produzione non è più l’unico perno, mentre lo sono anche le condizioni individuali di vita e la loro rispondenza a bisogni umani elementari, tra cui la libertà (sia personale che sociale). Una tesi che, agitata con forza dalle femministe, si è poi trasmessa a buona parte dell’ “ultrasinistra” europea e, oserei dire, mondiale, fino a caratterizzare i momenti migliori del movimento no global.
Accettare il punto di vista femminista conduce, secondo un emulo di Pio IX come Trillo-Figueroa (con tutto il rispetto per la felicità delle sue intuizioni, di cui sembra incapace la “sinistra storica”), alla distruzione della famiglia e alla negazione dei ruoli sessuali. Ammesso che ciò sia un male, la ripercussione di quel discorso incrina soprattutto alcuni presupposti del “socialismo reale”: la santificazione dello Stato-padre, l’identificazione Stato-partito, l’assunzione del partito – e dunque dello Stato, e dunque del suo governo – a giudice unico di cosa sia bene per il proletariato, ecc.

Fattori, tutti, che hanno finito col rendere la vicenda del socialismo del XX secolo una tragedia, ogni volta che il movimento delle classi subalterne si è fatto Stato (ferma restando la positività di alcune conquiste sociali che, in regime capitalista, erano solo un sogno. Per dirne una, nell’ex Germania Est, tre anni di congedo pagato dal lavoro a una partoriente. Negli Stati Uniti una donna che stia per partorire ha normalmente diritto a un congedo di una settimana).

Un’inchiesta condotta tra i giovani russi, circa tre anni fa, condusse a questo risultato. La maggioranza di loro voleva che: 1) fossero statali le industrie strategiche, dalla metallurgia pesante, all’energia, alle comunicazioni portanti; 2) fossero a base cooperativa la grande agricoltura e la media industria; 3) fossero privati il commercio, l’industria culturale, il resto dell’agricoltura, le comunicazioni su scala non monopolistica, le rimanenti attività; 4) il tutto poggiasse su meccanismi democratici di raccolta del consenso.

I giovani russi non lo sapevano, ma il Nicaragua, all’epoca del primo governo sandinista (1979-1989), aveva cercato di mettere in piedi qualcosa del genere. Lo chiamava “economia mista”. Ronald Reagan (che NON riposi in pace) diceva che si trattava di una dittatura succube di Cuba e dell’Unione Sovietica. Eppure quando i sandinisti, nel 1989, persero le elezioni, accettarono il risultato e si fecero da parte.

Grosso modo, ciò che Hugo Chávez cerca di realizzare somiglia molto a quello che desideravano i giovani russi, e a quanto tentavano i sandinisti. I suoi omaggi a Cuba (obbligati e giusti, come sa bene chiunque adotti un punto di vista latinoamericano) non hanno ricadute né di sudditanza, né di imitazione pedissequa del modello. Oltre all’apporto femminista, sembra avere accettato altri contributi provenienti dal magma ribollente della new left dagli anni 1960 al 2000: quello degli ecologisti (non è accettabile un’industria che inquini), quello dei pacifisti (il mio paese non farà mai guerra a un altro), quello dei cattolici trasgressivi (i poveri, da ultimi che sono, devono stare al primo posto), quello degli anarchici (vanno moltiplicate le forme di democrazia diretta), quello dei marxisti (tra le classi di interessi contrapposti non può esservi compromesso), quello dei “terzomondisti” (la nozione di lotta tra sfruttati e sfruttatori va trasferita su scala mondiale) ecc. Siamo mille miglia oltre il comunismo d’annata, la variante cubana inclusa.

Tutto ciò può essere letto, da chi conosca lo spagnolo, in un saggio disponibile on line, che è un poco la Bibbia del “socialismo del XXI secolo”: Haiman El Troudi, Juan Carlos Monederos, Empresas de Producción Social: Instrumento para el Socialismo del Siglo XXI.

Io non so se Chávez resisterà alle sirene del populismo (termine abusato, applicato com’è a chiunque contesti il “pensiero unico” neoliberale) o, peggio, del bonapartismo (di cui lo si accusa in quanto ex militare, salvo applaudire i militari allorché cercano di rovesciarlo con la violenza). So solo che finora ha resistito, e si è mantenuto su un cammino totalmente democratico.

Non aderisce al liberalismo trionfante in uno spicchio di mondo? La cosa, sinceramente, non mi turba. Ignora il “mercato”? Oh, che brutta cosa. Però nemmeno questo mi tocca. Sarà perché liberali e mercantili sono state le ultime, atroci guerre a cui ho assistito, con i loro menzionati “effetti collaterali”.
L’antagonismo europeo – escludendo la sua variante politica, istituzionale e parlamentare, di cui non mi frega nulla – dall’esempio venezuelano avrebbe molto da apprendere.

Dunque sia Hugo Chávez “uomo dell’anno”. Nominato da Time e da Carmilla (si parva licet…). 🙂

Valerio Evangelisti
Fonte: http://www.carmillaonline.com/
Link: http://www.carmillaonline.com/archives/2007/01/002091.html#002091
04.01.2007

VEDI ANCHE: IL CINISMO DELLA RIVISTA TIME

3 Commenti
  1. Hassan dice
    Il merito di Trillo-Figueroa, pur nell’ambito di un’avversione persino viscerale, è di avere individuato il femminismo, e le modificazioni che ha indotto nel movimento operaio tradizionale, quale componente di un socialismo di nuovo conio, non esclusivamente marxista. Un socialismo, cioè, in cui la tematica della proprietà dei mezzi di produzione non è più l’unico perno, mentre lo sono anche le condizioni individuali di vita e la loro rispondenza a bisogni umani elementari, tra cui la libertà (sia personale che sociale). Una tesi che, agitata con forza dalle femministe, si è poi trasmessa a buona parte dell’ “ultrasinistra” europea e, oserei dire, mondiale, fino a caratterizzare i momenti migliori del movimento no global.

    FAMOSE CITAZIONI FEMMINISTE

    "La famiglia nucleare dev’essere distrutta… qualunque sia il significato finale, lo sfascio delle famiglie è adesso un processo obiettivamente rivoluzionario" — Linda Gordon

    "Ritengo che l’odiare i maschi sia un onorevole e vitale atto politico, gli oppressi hanno il diritto di odiare l’intera classe che li sta opprimendo" — Robin Morgan, Ms. Magazine Editor.


    "Non ho la più pallida idea di quale ruolo rivoluzionario i maschi bianchi eterosessuali possano avere, visto che essi sono l’incarnazione stessa di un potere rivoluzionario basato sui propri privilegi. D’altra parte, ho comunque parecchia difficoltà a capire cosa in genere gli uomini potrebbero fare riguardo questa questione. A parte iniziare a fare tutti i lavori degradanti che le donne hanno fatto per generazioni, magari potrebbero anche suicidarsi in massa ? No, non volevo davvero dire questo. Invece si, volevo proprio dir questo."
    — Robin Morgan


    "Non possiamo distruggere le iniquità fra gli uomini e le donne finchè non distruggeremo il matrimonio"
    — Robin Morgan (Sisterhood Is Powerful, (ed), 1970, p. 537)


    "Io sostengo che lo stupro esista ogni volta che il rapporto sessuale non è stato avviato dalla donna, scaturito dal proprio desiderio e affetto genuino"
    — Robin Morgan


    "Definire un uomo come un animale e fargli un complimento; l’uomo è una macchina, un vibratore ambulante"
    . Valerie Solanas, Authoress of the SCUM Manifesto


    "Io voglio vedere un uomo picchiato a sangue e con un tacco a spillo conficcato nella sua bocca, come una mela nella bocca di un porco"
    — Andrea Dworkin


    "Il matrimonio è un’istituzione che si è sviluppata dalla pratica dello stupro"
    — Andrea Dworkin


    "Domanda: La gente crede che lei è ostile agli uomini.
    Risposta: Lo sono."
    — Andrea Dworkin


    "L’istituzione dei rapporti sessuali è anti-femminista"
    — Ti-Grace Atkinson; Amazon Odyssey (p. 86)


    "Il Femminismo è la teoria, il Lesbianismo è la pratica"
    — Ti-Grace Atkinson


    "Lo stupro altro non è che un processo più o meno consapevole di intimidazione con cui tutti gli uomini mantengono tutte le donne in uno stato di paura"
    — Susan Brownmiller; Autrice di "Against Our Will" p.6


    "Gli uomini ingiustamente accusati di stupro possono comunque imparare da tale esperienza"
    –Catherine Comins


    "Le donne hanno le loro colpe. Gli uomini ne hanno solo due: tutto ciò che dicono e tutto ciò che fanno"
    –Popolare Graffitto Femminista


    "Quando una donna raggiunge l’orgasmo con un uomo lei sta solamente collaborando al sistema Patriarcale, erotizzando la propria oppressione…"
    – Sheila Jeffrys


    "I rapporti sessuali etero sono la pura, formalizzata espressione di disprezzo per il corpo delle donne"
    — Andrea Dworkin


    "Tutti gli uomini sono stupratori, questo è ciò che sono"
    . — Marilyn French


    "L’unica cosa a cui son buoni gli uomini è per scopare, e per investirli con un camion"
    . Dichiarazione fatta da un’amministratrice Femminista della Maine Univiersity, quotata da Richard Dinsmore, il quale poi vinse una causa civile contro l’università per un totale di 600,000 dollari.


    "Non voglio mettermi nella condizione di spiegare a un bambino maschio di 9 anni il perchè io sono convinta che sia OK per le bambine di indossare magliette che rivelino la loro superiorità nei confronti dei bambini maschi"
    –Treena Shapiro


    "In genere io supporto il diritto di una bambina di offendere ogni membro del sesso opposto che le passi davanti. Infatti, preferisco vedere una piccola bambina indossare una maglietta che prende in giro i bambini maschi piuttosto di una che li faccia arrapare"
    –Treena Shapiro


    "Noi siamo, come genere, infinitamente superiori agli uomini."
    — Elizabeth Cady Stanton


    "Sono fermamente convinta che una donna ha il diritto di giustiziare un uomo che l’ha stuprata"
    –Andrea Dworkin


    "Solo quando la maschilità sarà morta- e perirà quando la femminilità saccheggiata smetterà di sostenerla"
    –Andrea Dworkin


    "La fissazione di Bill Clinton per il sesso orale -e non il sesso reciproco- mette le donne in uno stato di perenne sottomissione. E’ il più feticista, senza cuore e freddo scambio sessuale che si possa immaginare"
    –Andrea Dworkin


    "Qualsiasi rapporto sessuale, anche il sesso consensuale all’interno del matrimonio, è un atto di violenza perpetrato contro una donna"
    . –Catherine MacKinnon


    "Dobbiamo terrorizzarli ancora ed ancora e distruggerli come potere, finchè anche l’ultima loro voce verrà azzittita… allora avremo distrutto il nucleo della famiglia, la norma eterosessuale… e questo sarà il nostro contributo alla storia del mondo"
    —Françoise d’Eaubonne, 1974


    "Ho raggiunto un punto in cui non sono più spaventata o irritata da quegli uomini che sono fieri della loro mascolinità"
    –Trille Nielsen


    "Gli uomini sono di un altro pianeta, mandati qui in astronavi per copulare con le abitanti femmine del pianeta terra e propagare la specie- una missione per il quale la scienza li ha adesso resi del tutto inutili. Dobbiamo solamente tenere un gruppetto di donatori in una fattoria per lo sperma, dove potranno sussistere mangiando pizza e bevendo birra"
    . –Rosie DiManno, giornalista del Toronto Star, Alberta Report, Gennaio 11, 1999, pag. 31


    "Tutti gli uomini che stanno combattendo e piangendo per ottenere la custodia condivisa dei figli sono proprio quegli uomini che non meritano nessuna custodia. Non sono altro che violentatori e pedofili"
    . –Cindy Ross


    "La questione è molto semplice, ogni donna deve essere desiderosa di essere indentificata come una lesbica se vuole essere completamente femminista"
    –Na
    tional NOW Times, Gennaio, 1988 (NOW= "National Organization of Women", la più grande e potente organizzazione femminista americana.)


    "Dal momento che il matrimonio costituisce una schiavitù per le donne, è chiaro che il Movimento delle Donne debba concentrarsi per attaccare questa istituzione. La libertà per le donne non potrà essere acquisita finchè il matrimonio non verrà abolito"
    –Sheila Cronan, Leader Femminista


    "Il matrimonio è da sempre esistito per il beneficio degli uomini; ed è stato un metodo legalmente sanzionato per controllare le donne… Dobbiamo distruggerlo. La fine dell’istituzione del matrimonio è una condizione necessaria per la liberazione delle donne. E’ per noi quindi importante incoraggiare le donne a lasciare i loro mariti e non vivere da sole con gli uomini… Tutta la storia dovrà essere riscritta in termini di oppressione delle donne. Dobbiamo ritornare alle antiche religioni femminili come la stregoneria"
    –dalla "Dichiarazione di Femminismo", Novembre 1971


    "Affinchè i bambini vengano cresciuti con parità, dobbiamo portarli via dalle famiglie e crescerli in comuni appositi"
    –Dr.Mary Jo Bane, femminista e assistente professore di educazione al Wellesley College


    "Essere una casalinga è una professione illegittima. La scelta di servire ed essere protetta, e di pianificare una vita familiare è una scelta che non dovrebbe esistere. Il cuore del femminismo radicale è di cambiare tutto ciò."
    –Vivian Gornick, autrice femminista -Università dell’Illinois. Aprile 25, 1981.


    "La cosa più misericordiosa che una famiglia numerosa possa fare ad uno dei suoi bambini più piccoli è ucciderlo"
    . –Margaret Sanger, autrice di "Women and the New Race," p. 67


    "Più divento famosa e potente, e più potere ho per far del male agli uomini"
    –Sharon Stone


    "Gli uomini sono degli animali."
    –Ireen von Wachenfeldt (femminista svedese)


    "Gli uomini devono essere ridotti e mantenuti ad una percentuale di circa il 10% della razza umana"
    –Sally Miller Gearhart


    "In una società patriarcale, ogni rapporto sessuale etero è uno stupro perchè le donne, come gruppo, non sono forti abbastanza per dare un consenso vero e proprio"
    –Catharine MacKinnon


    "Gli uomini che sono in galera per stupro credono che sia la cosa più stupida di questo mondo… son stati messi in galera per un qualcosa che differisce molto poco da ciò che la maggior parte degli uomini fa e poi chiama "sesso". L’unica differenza è che quelli in galera son stati arrestati"
    . –Catharine MacKinnon


    “In questa società la vita, nel migliore dei casi, è una noia totale e nulla riguarda le donne: dunque, alle donne responsabili, civilmente impegnate e in cerca di emozioni sconvolgenti, non resta che rovesciare il governo, eliminare il sistema monetario, istituire l’automazione globale e distruggere il sesso maschile."
    –Valerie Solanas


    "Il maschio è un animale domestico che, se trattato con fermezza… può essere addestrato per fare molte cose."
    –Jilly Cooper


    "Buona parte, e certamente la parte più divertente, di essere una femminista è quella di terrorizzare gli uomini."
    –Julie Burchill


    "La mia opinione riguardo agli uomini è il prodotto della mia esperienza. Nutro poca simpatia per loro. Come un Ebreo appena liberato da Dachau, guardo il bel giovane soldato Nazista cadere per terra nel dolore con un proiettile nello stomaco, lo guardo con scarso interesse, poi vado per la mia strada. Non mi fa nè caldo nè freddo. Semplicemente non m’interessa. Che persona lui fosse, le sue colpe e i suoi desideri, semplicemente non m’interessa"
    –Marilyn French


    "MASCHIO: … rappresenta una variante o una deviazione della categoria della femmina. I primi maschi erano mutanti, il sesso maschile rappresenta una degenerazione e una deformazione di quello femminile.

    UOMO: … una obsoleta forma di vita, una creatura ordinaria che ha bisogno di essere controllata. Un polemico uomo-bambino." –Estratto da un Dizionario Femminista (ed. Kramarae and Triechler, Pandora Press, 1985)


    "I mass media trattano la violenza sulle donne, ad esempio lo stupro, le percosse e l’omicidio di mogli e fidanzate, o l’incesto maschile con i propri figli, come aberrazioni che riguardano solo l’individuo. Nascondendo il fatto che in verità qualsiasi violenza maschile nei confronti delle donne fa parte di una operazione pianificata."
    –Marilyn French


    "Io sono convinta che le donne abbiano una capacità di comprensione e compassione di cui gli uomini sono strutturalmente sprovvisti, non ce l’hanno perchè non possono avercela. Sono semplicemente incapaci di tutto ciò."
    –Barbara Jordan

    "Probabilmente l’unico posto in cui un uomo può davvero sentirsi sicuro è in una cella di massima sicurezza, salvo ovviamente la minaccia di una imminente liberazione." –Germaine Greer

    "Una donna ha bisogno di un uomo tanto quanto un pesce ha bisogno di una bicicletta."
    –Irina Dunn (1970)


    "Ho molta difficoltà con l’idea che possa esistere un uomo ideale. Per quanto mi riguarda, i maschi sono il prodotto di un gene danneggiato. Loro fanno finta di essere normali ma tutto ciò che fanno è stare lì seduti con un sorrisino sulla faccia nel mentre che producono sperma. Lo fanno tutto il tempo. Non si fermano mai."
    –Germain Greer


    "Regola Numero 10: picchialo regolarmente sulla testa con la tua scarpa"
    –Sharon Stone (dichiarazione fatta durante il talk show ‘On David Letterman’, in cui presentò una lista di 10 cose da fare per mantenere il tuo uomo)


    "Uno degli impliciti, seppur non ammessi, pilastri del femminismo è stato un fondamentale disprezzo per i maschi"
    –Wendy Dennis (scrittrice)


    "Quando le donne si potranno mantenere da sole, e avere accesso a tutti i settori e professioni, con una casa propria e un conto in banca… solo allora potranno possedere il loro corpo ed essere delle dittatrici nella vita sociale"
    –Elizabeth Cady Stanton


    "La sessualità dei maschi è sporca e violenta, e gli uomini talmente potenti che sono in grado di penetrare le donne per fotterle e riprogrammarle dal di dentro. Come Satana, gli uomini possiedono le donne, facendo si che le loro perverse fantasie finiscano poi per appartenere anche alle donne. Una donna che fa sesso con un uomo, quindi, lo fa contro la sua volontà, anche se non si sente costretta. "
    –Judith Levine


    "Il sesso è la croce nel quale le donne vengono crocifisse. Il sesso può quindi solamente essere definito come stupro universale"
    –Hodee Edwards


    "Mi chiedo se (Martin Luther King) abbia mai fatto qualcosa d’importante, o solamente fat
    to arrabbiare molta gente e causato un sacco di sommosse"
    –Pat Poole, membra del Consiglio della città di Melbourne, che si è opposta a nominare una via in onore a Martin Luther King


    "Compara i resoconti delle vittime di stupro con quelli delle donne che hanno fatto sesso. Sono molto simili… L’unica grande differenza fra il sesso (normale) e lo stupro (anormale) è che il normale capita così spesso che è difficile far notare ad una persona ciò che di sbagliato c’è in esso"
    –Catherine MacKinnon


    "Sotto il patriarcato nessuna donna è libera di vivere la propria vita, o di amare, o di crescere i propri figli. Sotto il patriarcato ogni donna è una vittima, del passato, del presente e del futuro. Sotto il patriarcato, la figlia di ogni donna è una vittima, del passato, del presente e del futuro. Sotto il patriarcato il figlio di ogni donna è il suo potenziale traditore e anche l’inevitabile stupratore o violentatore di un’altra donna"
    — Andrea Dworkin


    "La scoperta dell’uomo che i propri genitali possono essere usati come un’arma per generare paura dovrà essere considerata come una delle più importanti scoperte della preistoria, assieme all’uso del fuoco, e alla prima ascia di ferro"
    –Susan Brownmiller


    "Il romanticismo altro non è che stupro adornato da un aspetto prezioso"
    –Andrea Dworkin

    "La famiglia nucleare è un focolaio di violenza e depravazione" –Gordon Fitch

    "Le femministe hanno da sempre criticato il matrimonio come un luogo di oppressione, pericolo e schiavitù per le donne" –Barbara Findlen


    "Dio cambierà. Noi donne… cambieremo il mondo talmente tanto che Lui non troverà più spazio qui."
    –Naomi Goldenberg


    "Chi se ne frega come si sentono gli uomini, o cosa fanno, o se soffrono ? Hanno avuto più di 2000 anni per dominare e hanno combinato un pasticcio completo. Adesso è il nostro turno. Il mio unico commento per gli uomini è, se non vi va bene, buona fortuna – e se vi mettete sulla mia strada, io vi metto sotto."
    –Herald-Sun, Melbourne, Australia – 9 February 1996


    "IL problema è che la maggior parte degli uomini sono dei coglioni. Il problema è che la maggior parte delle donne continuano ad aver a che fare con questi coglioni."
    –Cher


    "Gli uomini hanno sempre detestato i pettegolezzi delle donne perchè quello che sospettano è la verità: le loro misure (del pene) vengono prese e poi paragonate."
    –Erica Jong


    "Gli uomini si aspettano molto, e fanno troppo poco."
    –Allen Tate


    "Il cuore degli uomini è freddo. Essi sono indifferenti."
    –Mother Jones


    "Il Cromosoma maschile è un cromosoma femminile incompleto. In altre parole, il maschio è un aborto che cammina, abortito allo stadio genetico. Essere maschio è essere deficiente, emozionalmente limitato: la mascolinità è una malattia di deficienza e i maschi sono storpi emotivi."
    –Valerie Solanas


    "Se vuoi che venga detto qualcosa, chiedi ad un uomo, se vuoi che venga fatto qualcosa, chiedi ad una donna."
    –Margaret Thatcher


    "Gli uomini sono come le gomme da masticare, dopo che le mastichi perdono il sapore".
    –Ally McBeal (personaggio televisivo del celebre telefilm americano "Ally McBeal")


    "Tutti gli uomini sono qualcosa di ridicolo e grottesco, proprio perchè son uomini."
    –Friedrich Von Schlegel

    "Ciao, io mi chiamo Mary Odiare-gli-Uomini-è-Divertente. Da quando ho imparato ad accettare la mia natura femminista, ho scoperto la grande gioia nel minacciare le vite degli uomini, frustando i fratelli dei club [NdR- le famose "fraternities" dei College Americani] e complottando per uccidere il patriarcato. Io odio i maschi proprio perchè son maschi." –Inizio di un discorso tenuto da una ragazza di nome Mary durante una conferenza femminista tenutasi all’Università del New Hampshire il 10 Marzo 2005. Dopo queste prime frasi della ragazza il pubblico, composto interamente da femministe, ha iniziato ad applaudire ed ha intonato una canzone sulla castrazione dei maschi.

    "Perchè continuare ad avere MASCHI in questo pianeta ? Ogni cultura deve iniziare a dichiarare che il futuro sarà femminile. La responsabilità della specie deve esser riportata nelle mani delle donne in ogni cultura. La proporzione dei MASCHI deve venir ridotta e mantenuta ad una percentuale del 10% della razza umana" — Sally Miller Gearhart, femminista americana, tratto dal manifesto "Il Futuro – Se ce n’è Uno – E’ Femmina", 1982

    "Penso che non sia affatto una brutta idea. Se vogliamo che la vita continui in questo mondo, ci dovrà essere una decontaminazione del pianeta. Io penso che tutto ciò verrà accompagnato da un processo evolutivo il cui risultato sarà una drastica riduzione della popolazione maschile. La gente ha paura di fare affermazioni simili però." –Mary Daly, femminista americana, ex-docente del corso di laurea "Women Studies" del Boston College, 2001

    FONTE:
    http://antifeminist.altervista.org/ [antifeminist.altervista.org] 

  2. renzoit dice
    Ho vissuto in Venezuela per circa 10 anni, fino al dicembre del 2002, quando sono dovuto ritornare in Italia a causa dello sciopero criminale messo in atto dagli ex golpisti. Spero di ritornarci molto presto.
    Sono perfettamente d’accordo con l’autore, che è uno dei pochi del nostro emisfero che ha le idee estremamente chiare e dimostra anche di essere ben informato sull’argomento.
    Al contrario, molti intellettuali o pseudo tali, Italiani, sparano giudizi anche gravi basandosi su chiacchiere e non su fatti reali, spacciando per informazione obiettiva i loro commentari chiaramente di parte.
    Il socilismo di cui parla Chavez non piace alla destra neoliberale per ovvi motivi, ma non piace neanche ai politici delle sinistre nostrane perchè i suoi santoni perderebbero gran parte del potere che oggi esercitano, dico io da troppo tempo e che purtroppo per la gente comune, eserciteranno a vita: questa è la forma tutta nostra di colonialismo interno.

  3. Manunkind dice

    IN RISPOSTA ALLE CITAZIONI FEMMINISTE QUI SOTTO

    un ottimo studio femminista sul matrimonio è quello dell’australiana, credo, Carol Pateman, che in spagnolo si intitola El contrato sexual_

    dimostra, in modo tecnico-giuridico, come la "legislazione del matrimonio" in vari paesi liberali sia costruita per dare una posizione dominante all’uomo – e come questo contravvenga le norme di diritto liberale degli stessi paesi_

    non so se esiste una edizione italiana_

    Leonardo Migliarini

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